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venerdì 30 settembre 2022

8 x Mille: se lo meritano ancora?

I nostri preti, se lo devono meritare ancora, l'8xMille, e con fatti concreti. 
Come i nostri lettori si saranno accorti, da qualche tempo concludiamo diversi nostri post con un simpatico meme di creazione nostrana, grazie all'arguta creatività di un nostro redattore. 
Il meme è nella foto a fianco, tratto da una scena mirabile de "Il marchese del Grillo" durante la quale Sua Eccellenza, consigliato dal segretario a far giustizia  di certi debiti, nega il pagamento del conto ad un bravo falegname ebreo (qui il video). 
Il centro del dialogo, che vede il falegname  perorare invano la propria causa, è questo:  

- "I sordi miei?" 
- "Nun te i do!"
- "Come nun me i dà?"
- "Come? Voi sapè la preocedura?" 
- "Sì, si si" 
- "Io i sordi non li caccio e tu non li becchi"

Domandato il perchè di tale decisione, il Marchese risponde al falegname giudeo che i suoi antenati falegnami avevano fabbricato la croce su cui hanno inchiodato Nostro Signore Gesù Cristo e liquida la questione con una domanda arguta: "
Posso essere ancora un po' incaz**to per sto fatto??"
Per rispondere alla domanda iniziale, se i nostri preti si meritino ancora l'8xMille, ci è
venuto in mente questo meme che mutatis mutandis, interroga i cattolici di buona volontà (il marchese), se continuare a destinare alla Chiesa Cattolica (il falegname ebreo) l'8Xmille, per colpa di molti preti fannulloni o, peggio, irresponsabili (gli antenati del falegname). 

E vediamo perché:

COMPORTAMENTI DEI PRETI e VESCOVI ITALIANI
 
In questi decenni: 

- i preti italiani durante il lockdown hanno tenuto le chiese chiuse, proni al diktat della CEI;   

- è sempre più difficile trovare sacerdoti presenti in chiesa, tanto meno disponibili per le confessioni (degne di tal nome); 

- le Messe sono sempre meno frequenti e più desolatamente disertate; forse l'adagio postconciliare "più Messa meno Messe" gli è scappato un po' di mano...  

- mancano le vocazioni suscitate grazie al catechismo e alla liturgia, ridotti a "ora di gioco" e "dopo scuola" (e, paradossalmente, si cacciano i già pochi seminaristi, se di orientamento tradizionale); 

- quegli stessi preti e vescovi nulla o poco hanno fatto per aiutare i fedeli tradizionalisti quando entrò in vigore il Summorum Pontificum ma si sono subito attivati per attuare il Traditionis Custodes, infischiandosene però della Lettera Apostolica Desiderio Desideravi, almeno nelle parti in cui si rimproverano gli abusi liturgici; 

- parimenti sono state molte le iniziative poco condivisibili e molto politicalmente corrette da parte della CEI (si veda, inter alia, ad esempio in tema Giornata Nazionale di ringraziamento, o di promozione di film Disney pro LGBT) organizzate anche con i soldi dei fedeli che hanno sottoscritto la donazione alla Chiesa Cattolica;

- la CEI sembra essere diventata una succursale di un gigantesco ARCI, ingolfata da ben 24 "Uffici" che semrano essere nati per garantire un carrierismo clericale privilegiato; 
  
- molti sono stati gli scempi architettonici perpetrati nelle nostre chiese (e, immaginiamo, con i soldi dell'8XMille): 
- moltissimi sono stati gli orrori liturgici (per altro mai puniti), perpetrati da sacerdoti e vescovi (si veda la nostra rubrica Novus Horror Missae), e da ultimi:

Voi direte: sì ma ci sono tanti altri preti e vescovi silenziosi che sono diligenti, pii, ieratici e tante altre associazioni diocesane che fanno opere di carità e assistenza a malati e detenuti.
Verissimo. 
Però allora questi benemeriti preti e vescovi dovranno farsi sentire e farsi parte diligente e ammonire i confratelli disobbedienti e rimproverarne fermamente le scempiaggini e le sceneggiate (alcune al limite della blasfemia e della dissacrazione) commesse per proprio comodo, per ignoranza e per negligenza. 

Altrimenti: "i soldi sono nostri e se non li cacciamo, non li avranno" (per parafrasare il Marchese del Grillo).  

E a monito di quanto sopra, questo meme apparirà in tutti i nostri post che avranno a che fare con inadempienze sacerdotali o vescovili del clero italiano.

La Redazione  

8 commenti:

  1. ' preti italiani durante il lockdown hanno tenuto le chiese chiuse, proni al diktat della CEI'

    sinceramente, in quel frangente, che altro si poteva fare? ci sono stati abusi dello Stato su questo ambito, ma in quel momento, di fronte a una malattia grave ed ancora sconosciuta, era una decisione difficile ma necessaria
    è la riapertura che è stata un po' meh

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  2. Si dovevano lasciare le chiese aperte, perché il valore di una Santa Messa supera grandemente ogni malattia o rischio o pericolo. Questa è la Fede.

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    1. “Questa è la fede”…secondo te!

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  3. Comunque non sono pochi i parroci che hanno lasciato le chiese aperte. Quella dove vado io e le due confinanti ad esempio sono sempre rimaste aperte, e non sono parroci tradizionalisti.

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    1. Appunto, è appena si è potuto ripartire con il culto pubblico lo si è fatto

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  4. Al netto di lasciti o vendite di immobili ereditati nel tempo,di norma,le parrocchie povere,ce ne sono tante,sono gestite da parroci che valgono poco .E questa semplice regola si può estendere ,fino al vertice.Più sono,eretici,svogliati,falsi poveri o sporcaccioni e meno soldi raccolgono.E' giusto così ....

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    1. Forse non si è resa conto che dopo il Concilio molti beni delle parrocchie sono passati alle diocesi, e di fatto esse ormai vivono quasi esclusivamente di offerte di vario tipo e qualche trasferimento dal vertice
      Una parrocchia può andare in difficoltà economica anche per grosse spese, come interventi di grande portata su beni parrocchiali
      La quantità di soldi raccolti dipende da molteplici cose: basti vedere la differenza a Pasqua tra il farlo girando per le case a benedirle (tanti soldi ma anche tanta fatica e organizzazione dietro), mandando le buste con gli avvisi e gli auguri a casa (discreta quantità raccolta, ma necessita di una comunità attiva sul territorio) o semplicemente ricordando di contribuire ai fedeli (raccogli pochissimo...)
      Tutto questo a prescindere dalle caratteristiche dei preti coinvolti...

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  5. il problema è a chi darlo se non lo si da alla chiesa... se non si segna una preferenza va allo Stato... ma anche no!!

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La Redazione