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mercoledì 16 febbraio 2022

La fine degli equivoci : Ancona, la distruzione dell’altare della Cattedrale di San Ciriaco e l'ermeneutica della continuità

Già nel prossimo futuro le guide turistiche che in Ancona accompagnano i turisti in visita al centro storico, illustrando il presbiterio della Cattedrale di San Ciriaco, dovranno dire ai visitatori: “qui c’era l’ altare monumentale donato alla Città di Ancona nel 1730 da Papa Benedetto XIV distrutto nel 2022” (a fianco i lavori di distruzione, in fondo al post la situazione originaria).
Continua a suscitare sdegno, fra il clero e i fedeli, la sorte accaduta all’ altare maggiore della basilica metropolitana di San Ciriaco ad Ancona  (MiL QUI, l'11 febbraio scorso: "
Ancona. Devastazione nella Basilica Cattedrale Metropolitana di San Ciriaco Martire" e Il Resto del Carlino nelle foto in fondo)
Altro che “
spirito sinodale”… questa triste e squallida vicenda è avvenuta “alla chetichella”, l’attenzione mediatica è concentrata solo nella situazione sanitaria e la commissione diocesana di arte sacra che è dormiente.
In questa situazione la Città Dorica sta dimostrando un’insolita fierezza “
laica” : un blitz dei carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale; una richiesta urgente di documentazione da parte di Italia Nostra e dei necessari approfondimenti interni della Soprintendenza di Ancona.
Si vuole soprattutto verificare se effettivamente il progetto, autorizzato dal funzionario Arch. Biagio De Martinis, avesse tenuto conto delle distruzioni che avrebbero inesorabilmente modificato l’assetto originario dell’altare monumentale.
Di fronte alle crescenti ondate di sdegno, anche dall’estero, la Soprintendenza anconetana, benemerita per la tutela e la conservazione del patrimonio artistico regionale, vuole giustamente tutelare la propria immagine.

A noi interessa, ovviamente, anche il significato ecclesiale che la triste vicenda anconetana suscita.
Tutti i Pastori dell’Arcidiocesi, anche quelli dopo il Concilio Vaticano II, hanno avuto in venerazione l’altare monumentale della Metropolitana pur celebrando, come nuovo costume, divenuto forza di legge, su un altare posticcio.
Ricordiamo gli Arcivescovi che hanno rispettato l’altare monumentale di San Ciriaco e l’assetto originario del presbisterio: Carlo Maccari; Dionigi Tettamanzi; Franco Festorazzi ed Edoardo Menichelli , ora Cardinale di SRC, che soltanto 14 anni fa effettuò un cambiamento liturgico del presbiterio del Duomo con la collaborazione di Mons. Cesare Recanatini. 

Quel che è accaduto nella Cattedrale anconetana purtroppo non sarà il solo sotto il governo episcopale dell’Arcivescovo Angelo Spina.
E' ancora frasca la minaccia che il Presule avrebbe fatto pochi giorni fa ad una comunità di claustrali a restauro, finalmente ultimato, della chiesa monastica “
non riaprite la chiesa fin quando avrete 'sistemato' l’altare”.

In un’altra situazione si racconta che un gruppetto di donne è riuscito a far rimuovere un ingombrante e antiestetico “
altare” che l’Arcivescovo aveva fatto piazzare davanti la veneratissima, miracolosa Immagine Regina di Tutti i Santi sempre nel duomo di San Ciriaco.

A voi il tempo a noi l’eternità «
Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto».
Luigi