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La Messa proteiforme: a modest proposal. Risposta e proposta al Prof. Grillo

Il Prof. Grillo ha voluto gentilmente confrontarsi (v. qui ) con il nostro commento critico alla sua intervista (in cui, lo ricordiamo, el...

giovedì 25 luglio 2024

Dalla nullità matrimoniale ad una solida famiglia cattolica

Dio scrive dritto su righe storte.
Luigi C.

UNA PICCOLA CASA SULLA ROCCIA

La parabola della casa costruita sulla roccia è una delle Parabole di Gesù contenuta sia nel Vangelo secondo Matteo (Mt 7,24–27) sia nel Vangelo secondo Luca(Lc 6,46-49). La parabola ci insegna l’importanza di costruire una vita in obbedienza agli insegnamenti e sull’esempio di Gesù.

Narrazione

Nel Vangelo secondo Matteo, la parabola viene presentata dopo il discorso della montagna con queste parole: «Perciò chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, è simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa non cadde, perché era fondata sopra la roccia. Chiunque ascolta queste mie parole e non le mette in pratica, è simile a un uomo stolto che ha costruito la sua casa sulla sabbia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ed essa cadde, e la sua rovina fu grande» (Mt 7,24–27).
Questa parabola enfatizza il bisogno di mettere in pratica gli insegnamenti di Gesù, e parla di “delle persone che rivelano il loro cuore nelle loro azioni”. L’interpretazione più diffusa di questa parabola risale a san Giovanni Crisostomo, secondo il quale il Salvatore, con la pioggia, le alluvioni e i venti, esprime metaforicamente le calamità e le afflizioni di ogni uomo, come le false accuse, i complotti, le morti, la perdita degli amici, le vessazioni, tutte le malattie della nostra vita che ciascuno di noi può menzionare. “Ma nessuna di queste cose”, dice Lui, “riuscì a far cadere la casa, perché essa era fondata sopra la roccia”. Egli fonda la propria dottrina sulla roccia, perché i Suoi comandamenti sono più solidi di qualsiasi roccia, infrangendo tutte le onde delle questioni umane.
Per chi tiene con sé strettamente queste cose, non solo ne trarrà vantaggio quando altri lo vesseranno, ma anche quando diabolicamente complotteranno contro di lui. E non è vano parlare, perché ogni giorno riceviamo assalti del demonio, ma rimaniamo inamovibili; e gli apostoli pure erano come noi, quando tutte le onde del mondo si abbattevano contro di loro, quando nazioni e principi, persino il loro popolo oltre agli stranieri, sia gli spiriti maligni che il demonio in persona, quando ogni forza si muoveva contro di loro, rimasero fermi come la roccia, e riuscirono a disperderli.
Case sulla roccia devono essere costruite anche oggi, e nonostante le difficoltà sono possibili. E’ quanto testimoniato nel toccante volume “Una piccola casa sulla roccia. Storia della nostra conversione” di Marina e Giuseppe Formica, editrice Ares.

Dante Alighieri, nostro padre – Intervista a Marcello Veneziani

Il grande nostro Maestro Dante Alighieri.
Luigi C.

Mauro Faverzani , Schola Palatina, 6 Dicembre 2023

Ha cercato e ritrovato la personalità di Dante Alighieri e la sua concezione del mondo, evidenziandone i temi a lui cari quali l’amore, la Patria, la sapienza, la lingua e la politica: Marcello Veneziani, 66 anni, noto giornalista e scrittore, propone nel suo libro Dante, nostro padre, uscito l’anno scorso, un’antologia critica delle migliori pagine in prosa scritte dal grande autore fiorentino. Che, a settecento anni dalla sua morte, ha ancora molto da dire al mondo politico, anche contemporaneo, a quello culturale ed alla Chiesa.

Per capire cosa, esattamente, abbiamo intervistato Marcello Veneziani.

Dante è universale, si rivolge all’uomo in rapporto col divino e non a singoli mondi, ambiti o categorie. Ai politici contemporanei insegna l’onore, la fierezza, la coerenza, categorie del tutto obsolete nel nostro tempo e forse in ogni tempo. Insegna che non esiste potere senza carisma, non esiste dominio benefico che non abbia una legittimazione sacra e, per amore delle proprie convinzioni, idee e scelte, si è disposti anche a percorrere la via dell’esilio. Alla cultura insegna che il coraggio delle proprie idee vale almeno quanto le idee stesse, anzi quel che si è disposti a rischiare mostra la grandezza e lo spessore non solo di chi le professa ma a volte di quel che si professa. E insegna che “l’impegno civile” ha senso se è posto a guardia di una visione del mondo, di un orizzonte trascendente, di qualcosa che vada ben oltre l’umano, lo storico e il sociale. Alla Chiesa, infine, Dante ricorda che religioso non coincide con clericale, la fede non è pura sottomissione ad un potere e che la legittimazione spirituale della potestas politica, nella forma più alta dell’Impero non deriva dalla Chiesa, ma direttamente da Dio.

E cos’ha da dire, in generale, Dante all’uomo contemporaneo?

Né messa “proteiforme”, né forme parallele, né “messa matrioska”, ma tavolo comune.

Prof. A. Grillo
Abbiamo ricevuto e ben volentieri pubblichiamo di seguito la risposta del Prof. Grillo alla nostra ‘modesta proposta’ con cui lo invitavamo ad essere conseguente con i suoi due assiomi (il rito conciliare è l’unico rito ammissibile e sarà opportuno espandere ulteriormente le libertà che esso già concede di opzioni rituali concrete) e quindi propugnare l’inserimento, sotto il cappello del messale postconciliare, anche di opzioni pienamente compatibili col rito antico.

Come prevedibile, la risposta è negativa ed il Prof. Grillo rigetta l’idea di un messale ‘matrioska’: definizione invero azzeccata. Meno azzeccati sono invece gli argomenti a sostegno del diniego. I punti di maggior rilievo svolti da Grillo sono due:

- il primo concerne la possibilità di ordinazione sacerdotale femminile. Esula dalla questione strettamente liturgica del nostro dibattito il problema delle pretesse (e delle camioniste, evocate da Grillo): lasciamo quindi al lettore di giudicare quanto la tesi favorevole del Prof. Grillo sia compatibile con queste due proposizioni magisteriali (e quanto peso debba avere, dopo il Vaticano Primo, l'argumentum ex auctoritate ricavabile da asserzioni che arrivano – ed è ben raro – ad autoproclamarsi infallibili): “dichiaro che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l'ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa” - “A questa infallibilità si è riferito Giovanni Paolo II in Ordinatio sacerdotalis



- il secondo assunto è invece che il ‘recupero’ degli elementi del vecchio rito all’interno della libertà celebrativa di quello nuovo è reso impossibile dall' incompatibilità assoluta tra vecchio e nuovo rito. Grillo arriva a definirli "forme di identità radicalmente conflittuali", aggiungendo che solo con la riforma conciliare la liturgia sarebbe stata "restituita a Cristo e alla Chiesa"; le due forme esprimono a suo dire due leges credendi incompatibili, cioè due fedi diverse, due religioni contrapposte: questo implica infatti la sua espressione "una riforma dei riti che diventa dogmaticamente decisiva" e ancor peggio il porre in dubbio - in critica al card. Mueller - la validità sacramentale del rito esecrato. Il Prof. Grillo ha la virtù della sincerità: per lui la 'Chiesa conciliare' è una nuova religione e non teme di dirlo.


Sono argomenti profondamente acattolici, direi perfino protestanti, laddove considerano quanto si è fatto fino al 1962 come espressione di una teologia/liturgia/religione affatto diversa, che per giunta aveva scippato la Messa ‘a Cristo e alla Chiesa’ (e allora che cos’erano le Messe dei nostri nonni, e di innumerevoli Santi? Messe nere? Simulazioni senza efficacia sacramentale e senza Cristo? Riti di una confessione diversa?). Ravvisare una cesura tra il prima e il dopo in questi termini assoluti (ermeneutica della rottura veramente on steroids) nega l’essenza stessa del Cattolicesimo che è, non dimentichiamolo, Scrittura, Magistero e insieme Tradizione. Lasciamo volentieri ai protestanti, e ai grillini, il sola scriptura. Dire che fino al 1962 la Messa non era ‘di Cristo e della Chiesa’ e che la nuova Messa esprime una teologia e fede diverse rende risibile - e, ci perdoni, vagamente ipocrita - ogni riferimento del Prof. Grillo ai concetti di tradizione e di trasmissione (in latino traditio, appunto) apostolica della Fede.

Ma soprattutto: ci spiegate in soldoni perché il rito tradizionale fa così paura? 

(Qui gli altri post sull’intervista di MiL al prof. Grillo e i commenti che ne sono seguiti)

Enrico


Né messa “proteiforme”, né forme parallele, né “messa matrioska”, ma tavolo comune.

Ho letto soltanto ieri lo scritto a firma Enrico su Messainlatino.it e rispondo volentieri alla sua proposta. Preciso, però, che le mie obiezioni alla teoria delle “forme parallele” parte da una evidenza dogmatica e sistematica, esattamente come le mie osservazioni sul valore non infallibile delle affermazioni sull’accesso della donna al ministero ordinato. In entrambi i casi mi muovo perfettamente all’interno del dibattito legittimo intorno a posizioni magisteriali che mancano di sufficiente argomentazione. Quello che valeva per la “forma straordinaria” vale per la “negazione di autorità” riguardo alle donne. La negazione tradizionalista della possibilità di ordinazione non è “maggiore comunione” con il magistero romano, ma sudditanza al pregiudizio

C'è ancora qualcosa di Cattolico? Figli e figliastri

Riprendiamo questa immagine dalla rete e ci chiediamo se agli occhi del buon Dio, o del suo Vicario, siamo tutti uguali.

Natalino

mercoledì 24 luglio 2024

Lo sfacelo della famiglia italiana: il divorzio

L'inizio di tutti i mali, il divorzio.
Luigi C.



“La Repubblica” del 10 luglio pubblica ampio articolo di Linda Laura Sabbadini, dedicato a L’Italia delle famiglie in miniatura. Solo una su tre ha più di due membri. Questo è il titolo.
“E’ ormai un lontano ricordo, un Amarcord – si legge – quello di un paese in cui le famiglie avevano un gran numero di componenti, o perché avevano molti figli, come a Sud, o perché più nuclei familiari vivevano insieme nelle zona della Terza Italia, Nordest e Centro, senza il Lazio”. Non è più così. Il 63% delle famiglie italiane ha al massimo due componenti. Quelle di sei componenti o più (due genitori e quattro o più figli) sono l’1% del totale. E al primo posto come tipologia familiare si collocano le persone sole, diventate quasi nove milioni, il 36.9% ancora più diffuse delle coppie con figli, senza altre persone, che non arrivano al 30%, ma che all’inizio degli anni ’80 erano la maggioranza. “Ma non basta. – continua l’articolo – Sono cresciute di molto le famiglie non

Acquapendente: un gioiello medioevale

La grande architettura cristiana.
Luigi C.


Incastonato tra colli e valli dell’alta Tuscia laziale, sorge un piccolo gioiello medievale: Acquapendente. Le prime tracce di un centro abitato sembrano risalire ad epoca etrusca, ma i più antichi documenti scritti sono del IX secolo: Arisa, il nome del piccolo borgo a quei tempi, era situato sulla via Francigena, percorsa continuamente da pellegrini e commercianti in viaggio verso Roma. Nel X secolo, l’imperatore Ottone I, in alcuni documenti, cita Acquapendente come un piccolo borgo che ritroviamo, un secolo dopo, tra il 1077 e il 1080, donato a papa Gregorio VII dalla contessa Matilde di Canossa, il cui vasto feudo dall’Emilia, passando per la Toscana, comprendeva tutti i territori dell’alto Lazio fino al lago di Bolsena compreso.

La festa dei “Pugnaloni”

Non appena eletto imperatore nel 1155, Federico Barbarossa si impossessò della cittadina di Acquapendente, punto strategico per la sua posizione, e fece costruire una fortezza che dominava la città. Poco durò l’occupazione della cittadina da parte del Barbarossa, perché gli abitanti, restii ad una dominazione che, in quanto sudditi del Papa, non riconoscevano, si ribellarono nel 1166 e rasero al suolo il castello, di cui oggi rimane solo una torre.

Secondo la tradizione, l’avallo all’insurrezione venne dato dalla Madonna stessa che il 15 maggio di quell’anno, vista l’incertezza degli abitanti sul da farsi, li confermò nel loro intento, facendo fiorire davanti a due contadini un ciliegio completamente secco. Raggiunto dalla notizia del miracolo, papa Alessandro III incoraggiò i cittadini di Acquapendente e inviò truppe pontificie per sostenerli.

Ancora oggi, il 15 di maggio, si festeggia ogni anno l’anniversario del miracolo

La Messa tradizionale nell'arte #156 - La Messa di S. Giacomo maggiore - Mendoza (XVII sec.) Granada. - #mtlnellarte #sangiacomo #santiago #ammazzamori

Domani, 25 luglio la Chiesa commemora l'Apostolo S. Giacomo Maggiore, noto in Spagna anche come el Matamoros ("l'Ammazzamori") a seguito del suo patrocinio (e secondo la tradizione, del suo miracoloso intervento a cavallo) per la vittoria dell'esercito cristiano a Clavijo  contro l'emirato musulmano di Cordova (23/5/844).  Mito o realtà? Non possiamo dirlo. Di fatto il racconto dell'evento fu determinante per l'inizio della connotazione della Storia cristiana e nazionale spagnola e ispirò la meritoria Reconquista della Spagna, iniziata con la battaghlia a Covadonga nel 718  e terminata il 2 gennaio 1492 grazie all'intervento decisiso dei Re Cattolicissimi Ferdinando d'Aragona e Isabella di Castiglia.
Durante tutti questi secoli, oltre alla croce, fu assunta anche l'immagine di San Giacomo a cavallo che sconfigge i mori come fondamentali elementi iconografici.  
Con l'occasione, arricchiamo la nostra rubrica "MTL nell'arte" del mercoledì con questo dipinto del XVII secolo, opera di Mendoza, che è stato realizzato sulla parete della Cappella

Gli Ebrei sono tenuti a convertirsi?

Gli ebrei dovranno convertirsi!
Luigi C.

Il Cammino dei Tre Sentieri,  19 LUGLIO 2024


Nelle Memorie dell’Oratorio, scritte da san Giovanni Bosco, c’è un fatto interessante che serve a smentire la convinzione -ahinoi!- oggi molto diffusa tra i cattolici secondo cui gli Ebrei non avrebbero bisogno di convertirsi.
Ecco ciò che racconta don Bosco:

Feci amicizia con un giovane ebreo di nome Giona. Aveva circa diciotto anni e cantava magnificamente. Giocava molto bene al biliardo. Egli mi si affezionò e ricercava la mia amicizia. C’intrattenevamo insieme cantando, giocando e raccontandoci storielle. Un giorno gli accadde di essersi azzuffato in una rissa e venne da per per chiedere consiglio sul da fare. “Se tu, caro Giona -gli dissi- fossi cristiano, ti direi di andarti a confessare subito, ma ciò non ti è possibile.”
Egli però replicò: “Ma anche noi abbiamo una specie di confessione…”
“No, non è una confessione, perché solo il prete cattolico può rimettere i peccati.”
Nacque in lui la voglia di confessarsi. Al che gli dissi: “Vedi, caro Giona, la confessione toglie i peccati commessi dopo il battesimo. Il problema è che tu non sei nemmeno battezzato, perché ebreo.”

Perché il modernismo “cattolico” non sopporta il Diritto Naturale?

Combattiamo il modernismo imperante oggi nella Chiesa.
Luigi C.



Perché il modernismo e il neomodernismo non sopportano il Diritto Naturale?
La spiegazione e’ molto semplice. Perché riconoscere tale Diritto significa riconoscere Dio come Logos, ovvero come Colui che nella sua natura è primariamente Verità e poi Amore. Primariamente, non nel senso ontologico né cronologico, ma logico.

L’Institut des Dominicaines du Saint-Esprit di Pontcallec ha optato per il Novus Ordo nel suo prossimo Capitolo. Cosa faranno le famiglie?

Vi proponiamo – in nostra traduzione – la lettera 1069 pubblicata da Paix Liturgique il 22 luglio, in cui si ritorna sul caso dell’Institut des Dominicaines du Saint-Esprit di Pontcallec, una florida società di vita apostolica femminile, dedita all’educazione dell’infanzia e legata alla liturgia tradizionale (ne abbiamo già scritto QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUIQUI, QUI su MiL).

L.V.


Per quanto riguarda le scuole, d’ora in poi saranno frequentate soprattutto dalla borghesia progressista detta «bobo», che rifiuta di accettare la mescolanza sociale

Con le battute d’arresto di madre Marie Ferréol e la sentenza del Tribunale civile di Lorient che ha rimandato i suoi persecutori – l’Istituto e il card. Marc Armand Ouellet P.S.S., Prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi – al loro posto, sapevamo che la l’Institut des Dominicaines du Saint-Esprit era su una china scivolosa. La scelta deliberata della Messa moderna, a scapito della loro storia e della sensibilità liturgica di tante suore, è una nuova tappa del loro scivolamento, che avviene alle spalle dei genitori degli alunni delle loro scuole.

Prima dell’omelia della Messa del 7 luglio a Pontcallec, il celebrante ha annunciato – scrive il portale Riposte Catholique il 15 luglio [QUI: N.d.T.], riprendendo le informazioni pubblicate sul sito Le Forum Catholique lo stesso giorno [QUI: N.d.T] – che durante il loro «ritiro annuale dal 27 luglio al 2 agosto, la Messa sarà celebrata secondo il Nuovo Ordo, ad eccezione di domenica 28 luglio, quando la Messa sarà celebrata secondo il “rito domenicano”».

Tuttavia, le Suore Domenicane dello Spirito Santo non hanno fatto alcuna comunicazione esterna su questo argomento, né sul loro sito web né sui loro social network. Sul sito della congregazione si legge ancora che «le sorelle […] danno grande importanza alla dignità, alla pietà e alla bellezza del servizio liturgico celebrato secondo il rito romano, in forma straordinaria» [QUI: N.d.T.].

Questa discrepanza (ormai consueta tra loro) tra la comunicazione e questo annuncio, così importante nella scala della congregazione e così poco pubblicizzato, sta irritando e preoccupando alcuni genitori degli alunni delle scuole che la congregazione ancora gestisce – e che cercano di rimanere fuori dalla crisi che da anni scuote la congregazione, con le prime tensioni tra le suore che si sono manifestate all’inizio degli anni Duemila, ben prima della crisi dell’esorcismo – che, tra l’altro, non è stato il primo ad essere praticato nella congregazione. «Padre Victor-Alain Berto si starà rivoltando nella tomba», dice un membro sconsolato della congregazione di Pontcalec. «Questa innovazione e il fatto che le suore non comunichino – e quindi non si assumano la responsabilità – non lasciano presagire nulla di buono».

In alcune delle scuole gestite dalle suore di Pontcalec – in particolare Nantes (le Fort) e Saint-Cloud – i genitori hanno notato – e deplorato – un «cambio di bobo» [termine francese che indica la borghesia progressista: N.d.T.]. «Quando vediamo le suore in classe che elogiano l’accoglienza riservata agli immigrati, siamo un po’ costernati: non mandiamo i nostri figli nelle loro scuole perché vengano serviti con lo stesso discorso dei media», dice un genitore di Nantes.

«E a Nantes, in particolare, stiamo subendo le conseguenze dell’accoglienza sconsiderata dei migranti in città da parte delle autorità di sinistra, che costringono le famiglie a lasciare la città perché preoccupate per i loro figli, quindi è un po’ un eufemismo… tanto più che anche le suore, da quando si sono trasferite in rue du Fort, hanno dovuto subire la vicinanza dei campi rom e le tonnellate di rifiuti che si lasciano dietro, i disagi, le intrusioni… È comprensibile che a papa Francesco piaccia il concetto astratto di accoglienza dei migranti, ma se la prende con il Vaticano».

All’altro estremo della Francia, a La Baffe, i genitori degli alunni sono preoccupati per la situazione di crisi in cui si trovano l’Institut des Dominicaines du Saint-Esprit: «Pontcallec è all’altro capo della Francia, ma ne sentiamo parlare e non ci rassicura affatto. Il mio attaccamento alla Santa Messa tradizionale è uno dei motivi principali per cui ho scelto questa scuola, ed è molto chiaro che le suore sono sottoposte a forti pressioni esterne, e che alcune di loro pensano che cedendo a queste pressioni potranno stare tranquille. Soprattutto, rischiano di perdere i nostri figli, perché per noi è un non possumus».

Nella Bretagna storica, ascoltare i genitori degli scolari ci aiuta a capire fino a che punto l’Institut des Dominicaines du Saint-Esprit di Pontcallec – le cui scuole erano un tempo all’apice dell’istruzione non contrattuale nella regione storica – hanno perso il loro lustro. «Stiamo aspettando un posto a Le Rafflay [la scuola femminile della Fraternità sacerdotale San Pio X a sud della Loira], ma è piena e l’attesa è lunga. Le Fort era – ed è tuttora – la nostra seconda scelta». E se la Messa cambia? «Ci fermiamo, non è quello per cui ci siamo iscritti». A Pontcallec, le scuole gestite dalla Fraternità sacerdotale San Pio X sono al centro delle preoccupazioni dei genitori e anche degli ex alunni della scuola che ritengono che «lo spirito originario si stia perdendo e anche le suore si stiano perdendo ascoltando i potenti».

Altri genitori preferiscono questa scuola, giudicata più severa e meno permeabile alla doxa rispetto al sistema educativo cattolico, in gran parte laico, di Nantes, dove due scuole hanno insegnanti transessuali. «Per non parlare dei problemi di abuso, droga e disciplina, che vengono regolarmente nascosti sotto il tappeto quando i genitori o gli alunni stessi si lamentano», dice un genitore di Nantes, che è «consapevole della crisi della congregazione, ma le suore riescono a evitare che pesi troppo sugli alunni e sulla scuola, e per questo le ringraziamo».

Nel dipartimento della Loira Atlantica e nel dipartimento del Morbihan sono in cantiere diversi progetti di scuole cattoliche gratuite, nonostante le difficoltà create dalle autorità e da una parte della stampa locale che non esita a cercare di risvegliare paure d’altri tempi con titoli di giornale, A Légé, un projet d’école-collège avec prières et uniforme [A Legé un progetto di scuola-università con preghiera e divisa: N.d.T.] [QUI: N.d.T.] (quotidiano Ouest-France 20 febbraio 2024 – sono lontani i tempi in cui questo giornale, punta di diamante della democrazia cristiana, difendeva le scuole libere, con preghiere, crocifissi in classe e uniformi!).

Nella regione del Mauges, nella penisola di Guérande, nel nord della Vandea, nella regione di La Mée, nell’ovest del dipartimento del Morbihan ecc. le famiglie vogliono un’istruzione veramente libera e veramente tradizionale, che non dipenda dalla benevolenza di un cardinale quebecchese – che è anche accusato di abusi in Québec [il riferimento è al card. Marc Armand Ouellet P.S.S., Prefetto emerito del Dicastero per i Vescovi: N.d.T.] e perseguita le suore da questa parte dell’Atlantico. È molto probabile che l’abbandono della Santa Messa tradizionale da parte delle suore di Pontcalec nelle loro scuole, dopo il loro ritiro annuale di nascosto, darà un impulso ai nuovi progetti di scuola gratuita e suonerà la campana a morto per i loro stabilimenti; Pontcalec potrà un giorno essere una congregazione con una Messa moderna, ma si estinguerà – gli alunni e le vocazioni andranno altrove. Che cento fiori sboccino, che cento scuole competano!

martedì 23 luglio 2024

Bibbia CEI 2008: “La dittatura del politicamente corretto censura il testo biblico sulla sodomia, nel rito Ambrosiano”

Il peccato di sodomia che...sparisce: "Siamo arrivati al punto di censurare il testo biblico, solamente perché non va a nozze con la mentalità del mondo? Concludo, quindi, affermando che non ci troviamo davanti a un ‘errore’, come tanti pubblicati in questo spazio web, ma a vera e propria censura. E dove c’è censura, c’è dittatura, non libertà".
Siamo arrivati al punto di censurare il testo biblico, solamente perché non va a nozze con la mentalità del mondo?
Luigi C.


Ringrazio un nostro lettore lombardo, che ci ha inviato la segnalazione.
Per chi non fosse al corrente, il rito Ambrosiano è valido solo nella diocesi di Milano e alcuni comuni fuori Milano, pertanto differisce in alcuni aspetti dal rito romano.
Mi piacerebbe conoscere i liturgisti ambrosiani che hanno ideato la Prima Lettura della IV Domenica dopo Pentecoste (16 Giugno 2024). Vorrei consegnare loro personalmente una medaglia, e, magari, dare un pizzicotto sulla guancia.
Una lettura meravigliosa divenuta scempio, attraverso lo spezzettare, tagliare, cucire, al fine di evitare parti considerate, evidentemente, politicamente non corrette. Quindi, da censurare.
Il passo in esame è la Prima Lettura della IV Domenica dopo Pentecoste, Genesi 19 (La distruzione di Sodoma).
Vediamo il testo (NB: Liturgia Ambrosiana).

"Cattolici senza compromessi". Il Centro Culturale Lepanto

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

Questo libro di Tommaso Monfeli racconta l’azione in difesa del-l’ordine naturale e cristiano svolta nello spazio di venticinque anni (1982-2006) dal Centro Culturale Lepanto, un’associazione di laici cattolici, fondata a Roma dal prof. Roberto de Mattei. Le campagne pubbliche del Centro Culturale Lepanto denunciarono, con molto anticipo, la metamorfosi del comunismo, gli inganni dell’Europa di Maastricht, la minaccia dell’Islam, l’ascesa dell’omosessualismo. A questi attacchi crescenti contro la Civiltà cristiana il Centro contrappose la difesa di quei principì e di quelle istituzioni che nei secoli avevano fatto l’Europa, nella convinzione "che ancora una volta la Chiesa santa, cattolica, apostolica e romana restituirà al mondo la sua civiltà, all’Europa la sua tradizione, alla nostra patria la sua fede, al nostro tempo un avvenire di speranza e di gloria". La battaglia in difesa della Chiesa e della Civiltà cristiana condotta dal Centro Culturale Lepanto è portata ora avanti dalla Fondazione Lepanto, che ne ha raccolto l’eredità ideale.

Dettagli

Summorum Pontificum nel mondo #206: Chiesa del Santo Rosario, Indianapolis, USA

Santa Messa celebrata da S.E. Mons. Corleone, Arcivescovo di San Francisco, a Indianapolis, Indiana, USA.
QUI i video dalla pagina Facebook della Diocesi di San Bernardino.

Claudio

Le ex suore di Rupnik elogiano i Cavalieri di Colombo #rupnik


Ancora sull'ex gesuita Marko Rupnik.
QUI i post di Mil (182!) sulla vicenda.
Luigi C.


TORINO, Italia (OSV News) — Le presunte vittime di padre Marko Rupnik hanno accolto con favore le decisioni dei Cavalieri di Colombo e del santuario di Lourdes in merito ai mosaici dell'ex gesuita, affermando di essere "grate". "Le parole non bastano per mostrare solidarietà alle vittime; servono fatti", ha detto una delle donne a OSV News.
L'11 luglio i Cavalieri di Colombo hanno annunciato che la loro organizzazione fraterna cattolica ricoprirà i mosaici di Padre Rupnik presso il Santuario nazionale di San Giovanni Paolo II a Washington e la Cappella della Sacra Famiglia presso la sede centrale dei Cavalieri a New Haven, nel Connecticut.

Decisioni sui Cavalieri di Colombo e sul santuario di Lourdes

I Knights hanno affermato che la decisione è stata presa "al termine di un processo attento e approfondito".
I mosaici saranno nascosti da un tessuto “che rimarrà al suo posto almeno finché il Dicastero per la Dottrina della Fede (DDF) del Vaticano non emetterà la sua decisione sui casi pendenti di abusi sessuali contro l'artista padre Marko Rupnik ”.

Irlanda. Sacerdote nega la Comunione ad un politico a causa della sua posizione sull'aborto

Finalmente un sacerdote coraggioso ma, purtroppo "L'Associazione dei sacerdoti cattolici ha affermato che non è compito di un sacerdote giudicare la coscienza di un'altra persona e afferma che i sacerdoti non sono i proprietari dell'Eucaristia". Pazzesco.
QUI Catholic Arena: "Al politico pro aborto Colm Burke [e QUI] è stata NEGATA la Comunione dall'eroico sacerdote p. Gabriel Burke lo scorso fine settimana. Fr. Burke ha detto al politico di essere stato SCOMUNICATO".
Luigi C.


Un ministro junior a cui è stata negata la comunione a causa della sua posizione sull'aborto ha dichiarato di voler chiedere chiarimenti alla diocesi locale in merito al suo status all'interno della chiesa.
Venerdì, il TD per la contea di Cork North-Central Colm Burke stava partecipando a un funerale a Whitechurch, nella contea di Cork, quando padre Gabriel Burke ha coperto il calice in un momento ripreso in diretta streaming.

lunedì 22 luglio 2024

«Le chiese si svuotano perché tentano di ingraziarsi il mainstream»

La Chiesa, ormai quasi diventata una ONG.
Grazie a Il Timone per la pubblicazione di questa notizia.
Luigi

Il Timone, 18 Luglio 2024, Federica Di Vito

Quasi mezzo milione di persone hanno lasciato la chiesa in Germania nell’ultimo anno. Non è certo questa la notizia, visto che è una tendenza in corso ormai da anni. Il dato di fatto da cui partire è che proprio laddove si è maggiormente annacquato il messaggio di Gesù Cristo perdendosi dietro a un annuncio indefinito e sempre più vicino al mainstream i fedeli scappano. E nessuno di quei “lontani” a cui sembrano indirizzarsi tutti gli sforzi di evangelizzazione si avvicina.
Lo scrittore tedesco Veit Etzold, CEO coach e consulente di strategia e storytelling per aziende con esperienza nel settore bancario, assicurativo, della consulenza strategica e della formazione dei dirigenti, professore presso l’Università di Aalen scrive: «Una volta Gesù Cristo disse a Pietro: “Pietro, qual è la tua professione?”. E Pietro rispose: “Sono un pescatore”. Gesù allora disse: “D’ora in poi sarai un pescatore di uomini. Su di te costruirò la mia Chiesa”. Essere pescatori di uomini significa ispirare il maggior numero di persone possibile. Un chiaro compito di vendita per il direttore commerciale Pietro. Oggi, invece, “vendere” per le chiese significa “allontanare” il maggior numero possibile di persone. Non lo si fa se si perde meno di mezzo milione di “clienti” all’anno. Qualsiasi direttore delle vendite responsabile di cifre così disastrose sarebbe stato licenziato tre volte nel mondo degli affari».

La miniatura medievale. Il codice miniato insulare e carolingio. Corso om demand

Riceviamo e pubblichiamo.
Luigi C.

CORSO FORMATIVO ON DEMAND
La miniatura medievale.
Il codice miniato insulare e carolingio
con LAURA CARLINO

Il corso approfondisce un momento chiave della storia dell’arte del medioevo occidentale, i secoli VII-IX, cioè la fase in cui tutte le diverse componenti culturali presenti in Europa dopo il crollo dell’impero romano trovano una sintesi e un ordine. L’eredità classica non scompare, ma assume forme e significati nuovi con la diffusione capillare del Cristianesimo in ogni angolo d’Europa. Le radici celtiche e barbariche da un lato, e le nuove forme artistiche proprie dei popoli protagonisti delle Gandi Migrazioni dall’altro, a contatto con questa eredità e questi significati danno vita ad un’arte nuova e inedita che trova nella miniatura le sue espressioni più alte e significative.

Orrori architettonici… e dove trovarli #198 a San Cristóbal de La Laguna (Spagna)

Chiesa del Santissimo Redentore dell’arch. Fernando Menis (anno 2020).

Lorenzo

Descrizione: La costruzione della chiesa del Santissimo Redentore di Las Chumberas è

San Giovanni Battista, poverino, ancora non conosceva l’Amoris Laetitia

Si vede che S. Giovanni Battista era più ignorante di chi gira dalle parti di S. Marta?
Luigi C.

Il Cammino dei Tre Sentieri,  23 GIUGNO 2024

Gesù definisce san Giovanni Battista il “più grande tra i nati di donna” (Luca 7). La sua morte fu causata dal voler dire le cose come stavano, cioè denunciare pubblicamente il Re Erode per un peccato pubblico: la convivenza con la legittima moglie del fratello. San Giovanni Crisostomo lo dice chiaramente: Il più grande tra i nati di donna è stato ucciso dietro richiesta di una ragazza impudica, di una donna perduta; e questo per aver difeso le leggi divine. (Omelia sul vangelo di San Matteo, 48) Ci appelliamo alla coerenza e all’onestà intellettuale, e chiediamo: quale dovrebbe essere il parere di tanti teologi contemporanei su ciò che toccò al Battista? Diciamolo francamente: se volessimo applicare gli argomenti della pastorale contemporanea, dovremmo giudicare il “più grande tra in nati di donna” come un “cristiano-ideologico”, un “neo-giansenista”, un “cristiano di dottrina”… se non addirittura una sorta di “esaltato, un “rigido” psichicamente disturbato. Povero san Giovanni Battista,

I nuovi dirigenti vaticani culturisti e mezzi nudi sui loro social?

I nuovi dirigenti vaticani (foto a fianco e sotto da Dagospia). Anche culturisti e mezzi nudi?
QUI e QUI la nomina di Francesco Valle.
QUI il suo curriculum Linkedin, tra cui... una società amatoriale di fitness.
Si pone in qualche contrasto con il Regolamento del Personale del Governatorato e dello Stato della Città del Vaticano (qui, bollettino n. 18, dal sito della S. Sede, 2010).
Ad colorandum, riferiamo del Nuovo Regolamento del Personale della Fabbrica di San Pietro (29/6/2024) che all'art. 9 vieta la visibilità di tatuaggi o body piercing (qui). 
Luigi C.

Dagospia, 19-7-24
UN INCARICO MUSCOLARE - IL SANTO PADRE HA NOMINATO VICE DIRETTORE PER GLI AFFARI GENERALI DEL DICASTERO PER LA COMUNICAZIONE L’ILLUSTRISSIMO DOTTORE FRANCESCO VALLE, FINORA OFFICIALE DELLA MEDESIMA ISTITUZIONE CURIALE – IL 54ENNE AMA IL FITNESS