lunedì 22 gennaio 2018

Il nuovo libro di Padre Serafino Lanzetta: "Sempre Vergine? Una risposta"


Una bella notizia da parte del nostro caro amico Padre Serafino Lanzetta.
Una valida  lettura per tutti i nostri lettori
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Serafino Maria Lanzetta (2018), Sempre Vergine? Una risposta. Hong Kong: Chorabooks.
EBook (formato Kindle) Euro 6.99
ISBN 9789887851363
EBook (formato Epub) Euro 6.99
ISBN 9789887851400
Cartaceo Euro 12.99
ISBN 9789887851370

Disponibilità: immediata su tutti i negozi amazon in formato kindle e cartaceo e su oltre 100 negozi online in formato Epub (Feltrinelli, Rizzoli, Mondadori, hoepli, Book republic, Libreria universitaria, San Paolo store, Il fatto quotidiano, Il giardino dei libri, Google play, Ibooks store, Kobobooks, Tolino, Casa del libro, Bajalibros, Nookstore, Weltbild, El corte inglés, Barnes and Nobles etc.)
Per informazioni ed interviste rivolgersi a aurelioporfiri@hotmail.com
Padre Serafino M. Lanzetta è sacerdote in carica della parrocchia di St. Mary – Gosport, nella diocesi di Portsmouth, Inghilterra. È libero docente di teologia dogmatica alla Facoltà Teologica di Lugano (Svizzera) e collabora con la School of the Annunciation di Backfust Abbey (Inghilterra). Tra le sue opere recenti si segnala Fatima un appello al cuore della Chiesa. Teologia della storia e spiritualità oblativa (Casa Mariana Editrice, Frigento 2017); La porta della fede. Quando ragione e amore s’incontrano (Leonardo da Vinci, Roma 2017); Il Vaticano II un concilio pastorale. Ermeneutica delle dottrine conciliari (Cantagalli, Siena 2014).
Sommario




La verginità di Maria è stata da sempre al centro di accesi dibattiti nella storia del Cristianesimo e di negazioni eclatanti. Nomi come Cerinto, gli ebioniti, Elvidio nei primi secoli, A. Mitterer e K. Rahner, nella metà del secolo scorso e più vicino a noi R. Brown, si aggiungono alla lista dei sospettosi (o degli eretici). Elvidio al tempo di S. Girolamo negava la perpetua verginità di Maria, invece il medico e sacerdote viennese, A. Mitterer, non riusciva a capire come mettere insieme la vera maternità di Maria e la sua verginità nel parto. Le due cose si escluderebbero a vicenda, al punto che per assicurare una reale maternità sarebbe stato doveroso ammettere la rottura del grembo e le doglie del parto. Il gesuita tedesco K. Rahner, in felice dialogo con tutti, non solo si accodò a detta proposta, ma ne derivò pure che la verginità di Maria nel parto non ha un solido fondamento. È un problema! L’aggettivo “problematico/a” entrò così ufficialmente nella teologia mariana rinnovata e presto la verginità (fisica) di Maria assurse al rango del simbolo, mentre si faceva spazio la “verginità del cuore”. L’integrità verginale di Maria, specialmente in partu, era da spostare dal piano fisico a quello teologico della purezza di fede della Vergine nell’accogliere il Verbo di Dio. Il corpo non era in fondo determinante.

In ambito esegetico, l’americano R. Brown si è segnalato nel tentativo di leggere il dato del concepimento verginale non come “mito” – in questo fa un passo in avanti rispetto a molti altri – ma come espediente letterario dell’agiografo che gli consente di passare dall’Antico Testamento al Nuovo, mancando di fatti la prova della sua storicità. La filiazione divina di Gesù che emerge dal Battesimo nel Giordano fornirebbe a Matteo e Luca l’aggancio letterario per risalire al momento nascosto del suo concepimento nel grembo della Vergine Maria. Non importa quindi se Gesù sia stato concepito verginalmente (questo non lo si potrebbe sapere perché i Vangeli non sono affidabili), ma che sia stato proclamato retrospettivamente figlio di Dio fin dal grembo di sua Madre. Cade come inutile la verginità nel concepimento di Cristo e di conseguenza quella nel parto. A chi interesserà poi sentire che Maria è rimasta vergine dopo il parto?

Questa prospettiva risulta tanto capziosa quanto interessante. L’Autore del saggio ne accoglie la suggestione ribaltandola per dimostrare che è vero proprio il contrario: è più logico che si parta dal concepimento verginale di Gesù per arrivare all’epifania del Giordano. Quest’ultimo evento è piuttosto la ratificazione pubblica di ciò che era già avvenuto in modo nascosto nel grembo di Maria. Bisogna rispettare la progressività della Rivelazione senza la quale i discepoli e gli agiografi non avrebbero afferrato nulla del mistero, a meno che non si risolva tutto in un racconto mitologico. La storicità dei vangeli è fondamentale e la verginità di Maria è l’inizio. Se quest’ultima si offusca o viene ridotta a puro simbolo, Gesù e il Regno Cieli da lui inaugurato – per il quale ci si fa addirittura eunuchi – diventano insignificanti. Quello che è accaduto?

La verginità di Maria è una formidabile risposta alla situazione di declino nella Chiesa della vita religiosa e del matrimonio, principiata da una scorretta visione degli stati di vita del cristiano. Oggi la fanno da padrone novelli discepoli di un monaco del IV secolo di nome Gioviniano, i quali predicano di nuovo che la verginità non è superiore al matrimonio e che ciò che conta è difatti il battesimo che tutti unifica. La vita religiosa ha perso il suo sapore e tanti suoi membri. Anche il sacramento del matrimonio non è in buona salute. Si riscontrano affinità di non poco conto tra Gioviniano e Amoris laetitia, con qualche lieve deriva più epicurea: non solo il matrimonio è pari alla verginità, ma addirittura il rapporto sessuale more uxorio è pari al matrimonio e quindi alla verginità. In fondo, se il battesimo è uguale per tutti, il premio celeste è lo stesso. Così Gioviniano esortava le vergini a lasciare il loro stato di vita!

La Chiesa si trova oggi di nuovo divisa tra discepoli di Gioviniano e veri seguaci di Cristo, incalzati entrambi da un infuocato Girolamo che dice: «La verginità è il frutto del matrimonio». Se il matrimonio è in crisi, perché ha perso di vista la castità coniugale, lo è pure la verginità e se la verginità è in crisi, perché ridotta a mero simbolo, il matrimonio non sa più cosa farsene di se stesso. Il libro di Lanzetta ci offre la risposta che la Chiesa si attende in quest’ora così travagliata. Con gli occhi rivolti alla Semprevergine Maria.

domenica 21 gennaio 2018

Lex orandi lex credendi ai tempi d'oggi


Sappiamo bene che la Chiesa ci ha sempre insegnato che lex orandi lex credendi.
E' con dolore che ammettiamo di essere d'accordo con il Magister di questo post di qualche tempo fa.
E non solo per un blog che si occupa primariamente di liturgia: il buon senso ci ha sempre detto - prima che le regole per le Messe Episcopali - che i 12  a cui vengono lavati i piedi rappresentano i Dodici Apostoli. 
Da sempre.
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Settimo Cielo 9-12-17
Nessuno l'ha notato, durante e dopo il viaggio di Francesco in Myanmar e Bangladesh, smisuratamente focalizzato sul caso dei Rohingya. Ma a Dhaka, il 1 dicembre, il patriarca dei buddisti bengalesi Sanghanayaka Suddhananda Mahathero ha rivolto il suo omaggio al papa ricordando di lui con ammirazione questo gesto preciso:
"Non potrò mai dimenticare l'immagine di Vostra Santità mentre lava i piedi ai giovani rifugiati africani. Lei, Padre Santo, ha raggiunto la statura dei grandi e mi è di grande esempio".
Se occorreva un'ennesima conferma della planetaria potenza comunicativa di papa Francesco, eccola arrivata.
Effettivamente, la lavanda dei piedi che egli compie ogni giovedì santo, durante la messa "in coena Domini", a carcerati, a immigrati, a uomini, a donne, a transessuali di ogni etnia e religione, è un gesto di straordinaria efficacia mediatica.
Jorge Mario Bergoglio ne è così consapevole che per aumentarne l'impatto non esita a spingersi più in là delle regole da lui stesso fissate per questo rito, secondo le quali dovrebbe essere compiuto solo con membri della Chiesa cattolica.


Mentre viceversa non fa più minimamente notizia, tanto è trascurata, la messa "in coena Domini" entro cui Francesco compie la lavanda dei piedi, all'opposto di quanto avveniva con i papi precedenti e in particolare con Benedetto XVI, che in questa messa del giovedì santo pronunciava intensissime, memorabili omelie "mistagogiche", di guida al mistero.

Basilica di San Pietro: lo strumento campionato, "silentium" imposto dall'alto?

Il mondo di Barbie.
La casa di Barbie.
La musica di Barbie  ha conquistato la Cappella Musicale Pontificia Sistina ingabbiando il Direttore in un'irreale, ossessiva  preoccupazione della diffusione "perfettina" dei suoni “perfettini” generati dalla plastica "perfettina".
I "grandi" network mondiali, consultati come oracoli dal Direttore della Sistina,  vaneggiano una liturgia “perfettina” , super mediatica  come quella del "matrimonio a sorpresa"celebrato dal Papa in aereo ( in realtà il giornale cileno El Mercurio l'aveva preannunciato già un mese fa... v. QUI e QUI).

Se una religione deve ricorrere agli escamotages da   fiction televisiva significa che siamo vicini al monito divino “verrò presto da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto”. 

L'autore della fiction "Palombella/strumento/campionato in San Pietro" non è poi così sorridente come appare nel video del “mondo di Barbie” alias Vatican news ( QUI ) impegnato nello slogan “bisogna far silenzio : prima o poi dimenticheranno… e accetteranno
Una tattica per niente rispettosa delle altrui opinioni ricorda un altro elegante motto attribuito

sabato 20 gennaio 2018

S. Francisco: dove porta la dittatura LGBT


Riprendiamo, da un articolo di inizio 2017,  le interessanti e tragiche notizie che provengono dagli Stati Uniti che vengono riconfermate da tutti i trend demografici degli ultimi tempi.
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Osservatorio Gender, Rodolfo de Mattei, 4-2-17
San Francisco, “culla” del movimento gay statunitense, si sta trasformando in una no-kids city. A lanciare l’allarme è stato un articolo pubblicato sul New York Times il cui titolo San Francisco Asks: Where Have All the Children Gone? si domanda appunto dove siano finiti i bambini.
La città californiana – si legge nell’articolo – ha infatti il triste primato di avere la più bassa percentuale di bambini di qualsiasi grande città americana, per il quale solo il 13% della popolazione di San Francisco è al di sotto dei i 18 anni.
A tale proposito, il New York Times ha intervistato una cittadina californiana che ha espresso in questi termini la situazione:
“A volte quando vado a piedi attraverso la città vedo un bambino e penso, ‘Hey, aspetta un secondo. Che cosa ci fai qui?  Si vedono veramente pochi bambini”

Marcia dell 'Indipendenza Polacca: Dio e Patria

Io mi sono consolato, la vista e l'udito. Dio, Onore, Patria: l'annuale marcia dell'indipendenza polacca. 

L'11 novembre 2018, domenica, sarebbe bello andare  a Varsavia.

Godiamoci  lo spettacolo (per valutarlo, si rifletta  che tutto il sistema mediatico nazionale, salvo pochissime eccezioni, con in testa Repubblica, ne ha detto malissimo).

Per i meravigliosi filmati (ringraziando per la segnalazione il caro amico  Giovanni) vedere QUI e QUI.

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venerdì 19 gennaio 2018

Breaking news. Trump alla Marcia della Vita: "Stiamo proteggendo la santità della vita e della famiglia al centro della nostra società"


Marcia Nazionale per la Vita oggi a Washington. Trump in videomessaggio (dopo il Vice Presidente Pence l'anno scorso).
QUI IL VIDEO del discorso di Trump.
Leggi anche QUI.

Sarebbe bello che, certe cose,  lo dicesse anche qualcun altro,  più frequentemente.


(ANSA) - WASHINGTON, 19 GEN - "Stiamo proteggendo la santità della vita e della famiglia al centro della nostra società".
    Così il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sintetizzato l'operato della sua amministrazione in tema di legislazione sull'aborto, intervenendo in collegamento video dalla Casa Bianca alla annuale 'Marcia per la vita' organizzata a Washington da movimenti antiabortisti. E' la prima volta che un presidente interviene in video durante la marcia.


President Donald J. Trump Proclaims January 22, 2018, as National Sanctity of Human Life Day

Epifania in Russia: bagno gelato nell'acqua benedetta


Per vedere il filmato, VEDERE QUI.
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La Stampa 19-1-18

Anche il presidente Vladimir Putin ha partecipato ieri notte al tradizionale bagno di Kreshene (battesimo in russo) nelle acque gelate, che segna l’epifania ortodossa. Diversi reportage fotografici ritraggono il capo del Cremlino si immerge nella classica buca a forma di croce, nel lago Seliger, circondato da sacerdoti ortodossi e croci dorate. Il luogo scelto è il monastero maschile di Nilo -Stolobesnky, nella regione di Tver. «In occasione dell’Epifania, Putin ha partecipato alla liturgia e fatto il bagno nel lago Seliger», ha fatto sapere il portavoce Dmitri Peskov, aggiungendo che le temperature non erano così fredde, “appena” -6 , -7 gradi. Non è il primo bagno di Kreshene per Putin, che partecipa regolarmente alle funzioni religiose durante le principali festività del calendario ortodosso.

Per la Chiesa ortodossa - che segue il calendario giuliano, «in ritardo» di 13 giorni rispetto a quello gregoriano in uso dalla Chiesa cattolica - il 19 gennaio si ricorda il battesimo del Signore. La tradizione vuole che in questo giorno le acque di fiumi e laghi vengano benedette e santificate. Durante la liturgia della Vigilia e poi anche in quella del giorno successivo, i fedeli portano a casa un po’ dell’acqua benedetta.

In questo giorno, sono numerosi i russi che, portando spesso anche i bambini, si immergono nelle numerose fonti battesimali gelate, appositamente organizzate in tutto il paese. [...]

"Flop" della Messa del Papa in Cile?

Prima di prendere l'aereo che lo avrebbe portato in Perù (durante il quale avrebbe poi avuto la brillante idea di amministratre il sacramento del matrimonio ad una coppia di assistenti di volo - senza, si presume, assolverli dal peccato di concubinato dichiarato), il Papa ha celebrato la Messa nel Campus Lobito di Iquique, ultima tappa della sua visita in Cile. 
Erano attesi 300.000 fedeli ma solo 90.000 circa sono andati ad assistere. 
A vedere queste foto viene proprio da dire: "La desolazione di Francesco" (parafrasando il noto film tratto dal romanzo di Tolkien). 
Non facciamo commenti, ma ovviamente c'è qualcosa che non quadra. 
Se non fosse una cosa molto preoccupante, sarebbe divertente ascoltare le elucubrazioni della corte bergogliana nel sforzarsi a trovare spiegazioni a tale flop.  

Foto tratte dal sito del quotidiano Cileno "El Comercio", del 18.01.2018.
Roberto




Sabato 20 gennaio: nelle piazze delle città recita del S.Rosario "per i cristiani perseguitati in Medio Oriente"

Dal alcuni anni il "Comitato Nazarat per i cristiani perseguitati in Medio Oriente" ( link sotto) propone ogni 20 del mese la recita del Santo Rosario anche con l'ausilio di testimonianze dirette di chi ha subito persecuzioni:  vescovi , sacerdoti e  giornalisti che concludono i loro interventi con la frase: «Pregate per no
E' stato difatti raccolto  desiderio spirituale di tanti cattolici  " di riunirsi in diverse Città a pregare il Rosario una volta al mese per condividere le sofferenze e le difficoltà di questi nostri fratelli. 
Queste persone – cacciate dalle loro case, derubate dei lori beni, minacciate e massacrate allo scopo di far loro rinnegare la propria fede – chiedono a tutti noi insistentemente di non essere abbandonate e dimenticate, ci chiedono di essere aiutate a resistere lì dove sono, senza dover scappare dalla loro terra che è culla del Cristianesimo. 
Affinché la fede in Cristo possa continuare a vivere in quei luoghi, ed essi possano continuare a testimoniarLo con la loro semplice e quotidiana presenza." ( Cfr. Appello del Comitato Nazarat ) 
Degno di nota è l'appuntamento del 20 del mese che si ripete a Rimini in piazza Tre Martiri dove ininterrottamente qualche centinaio di persone si ritrova  per pregare per i nostri fratelli cristiani perseguiati dagli islamici specie in Medio Oriente.
Preghiera che trova compimento spirituale nel gemellaggio con analoghe proposte  che si tengono in altre città e monasteri sia in Italia che all’estero. 
Il 7 novembre 2017 "Per questa iniziativa al Comitato è giunto un messaggio del segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, che si congratula per “la sensibilità e la partecipazione alle sofferenze dei cristiani perseguitati” e auspica, anche a nome del Santo Padre, che “tale iniziativa si vada sempre più diffondendo”. (Agenzia SIR QUI

Sabato 20 gennaio 2018 il Santo Rosario in Piazza sarà recitato significativamente anche  da alcune comunità cattoliche della Siria e dell'Iraq.

Elenco delle Città dove Sabato 20 gennaio 2018 sarà recitato il S.Rosario per i cristiani perseguitati in Medio Oriente :

20 Gennaio 2018 Damasco (Siria) Rosario in Piazza 
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20 Gennaio 2018 Erbil (Iraq) Rosario in Piazza 

Islam, un gigantesco regresso per l’umanità

Dai cari amici di "Cultura&Identità. Rivista di studi conservatori" una interessantissima e densa traduzione  di un articolo di Crisis Magazine, ringraziandoli per la gentile concessione.
L

William Kilpatrick
Capire come così tanti cattolici presumibilmente illuminati si siano potuti sbagliare sull’islam — e per così tanto tempo — costituisce uno dei grandi misteri dei nostri giorni. È comprensibile che negli anni 1960, quando il mondo islamico era relativamente quiescente, i cattolici potessero avere le rosee aspettative espresse nel documento Nostra aetate[1]. Ma ora siamo nel 2017 e, in mezzo secolo, di acqua sotto i ponti ne è passata proprio tanta.
Considerato tutto quello che è accaduto nel frattempo — 11 Settembre, attacchi terroristici quotidiani, la veloce islamizzazione dell’Europa e lo sviluppo di armi nucleari di Pakistan e Iran — sembra che i cattolici meritino di sapere di più sull’islam rispetto al fugace riferimento presente in Nostra aetate o nell’ancor più breve esposizione che ne fa il Catechismo della Chiesa Cattolica.
Le quarantaquattro parole sul tema terminano con la rassicurazione che «i musulmani [...] adorano con noi un Dio unico, misericordioso, che giudicherà gli uomini nel giorno finale» (CCC, n. 841)[2]. Sfortunatamente, buona parte del clero e dei laici hanno interpretato tale passo così: “Torna a dormire e non preoccuparti!”. Per avere una idea della nonchalance dimostrata dai vertici della Chiesa nel fornire indicazioni sull’islam, si consideri che il catechismo dedica uno spazio cinque volte maggiore per descrivere il rapporto fra l’uomo e gli animali.

giovedì 18 gennaio 2018

La Chiesa omofoba e cattiva è solo nella vostra testa (e nei vostri articoli)

Dal Blog di Costanza Miriano qualche interessante considerazione su una penosa vicenda di queste settimane. Si noti che, come rileva la Miriano, uno dei peggiori articoli sulla vicenda di questo sconsiderato parroco  è di un amico vaticanista che i lettori di Mil ricorderanno durante il pontificato di Benedetto XVI come difensore dei valori tradizionali,  descrivere  Pontificali e Messe Tridentine e fare interviste a esponenti del mondo della Tradizione. Purtroppo il passaggio da Il Foglio a La Repubblica pare abbia fatto  i suoi effetti; anche se chiunque può - lecitamente cambiare - idea. 
Pur con la nostalgia di un buon vaticanista e di una brava persona.
Da leggere sulle tristi vicende della tolleranza dell'omosessualità della new wave ecclesiale la vicenda del funerale dei due ragazzi veneti morti  in provincia di Vicenza (VEDERE QUI).
L.


di Costanza Miriano 29-12-17

Il premio per l’articolo più intellettualmente disonesto del 2017, salvo sorprese dell’ultimo giorno, per me va a Paolo Rodari, col suo pezzo sul sacerdote omosessuale che fa coming out ed è applaudito dai parrocchiani. Se lo merita perché invece lui sa benissimo come stanno davvero le cose, ma racconta, ovviamente sempre virgolettando e attribuendo ad altri, una realtà che non esiste.

Cioè una Chiesa omofoba e cattiva, che giudica e opprime le persone, che le fa vergognare e le costringe a vivere nel segreto, e infine un prete coraggioso che rompe l’omertà. Non è assolutamente vero che le cose che stanno così. Solo dentro la Chiesa ho incontrato persone

A Trieste Messa da Requiem per il Card. Caffarra



Il 21 dicembre è stata celebrata, secondo la forma straordinaria del Rito Romano, presso la chiesa tergestina della B. V. del Soccorso una Santa Messa in suffragio dell’anima del Cardinale Carlo Caffarra.

Il rito è stato celebrato da don Paolo Rakic ed accompagnato con la Messa da Requiem di Perosi , cantata dal coro “Alabarda” con all’organo il M° Cossi.

Molti i fedeli presenti che con partecipazione e devozione hanno pregato per il defunto Cardinale.

Don Rakic, al termine della cerimonia, ha raccontato come l’estate scorsa sia stato proposto di invitare il Cardinale in questa chiesa; la sua salita al Cielo il passato 6 settembre ha colto di sorpresa tutti ed allora lo si è voluto accogliere almeno spiritualmente.
 Il Cardinale fu uno dei più grandi studiosi sul matrimonio e la famiglia ed il suo impegno e dedizione a questi temi sono stati molto ben ricordati nell’orazione funebre tenuta da don Samuele Cecotti, che ha enunciato diverse sue opere di misericordia, sottolineando anche come gli stessi presenti, secondo la definizione classica della Chiesa, pregando per il defunto Cardinale, stessero realizzando quella settima opera di misericordia spirituale che dice proprio di pregare per i vivi  e per i morti.


Il Cardinal Caffarra ha costantemente ricordato a tutti la santità del matrimonio così come da sempre insegnato da Santa Madre Chiesa. Ha ammonito i peccatori con quella dolcezza unita a fermezza che è propria dei Santi; ha ricordato la gravità del peccato senza per questo abbandonare i peccatori, ma offrendo loro quella mano di salvezza che sta proprio nel dire loro la verità.

Ordinato a 23 anni nel 1961, Caffarra fu il primo ad affrontare alcune spinose tematiche bioetiche e forse tra i primi ad affrontare in ambito teologico le questioni di ingegneria genetica.

"Eccellenza, Reverendo: non le è consentito!" Una bellissima predica infuocata contro il prete che non crede al Credo e in difesa della fede cattolica. Bravissimo don Priola!

Per la nostra edificazione spirituale pubblichiamo oggi il testo finale di un'Omelia semplicemente cattolica (ma molto infuocata - al modo di tanti Santi di altre epoche- ) che fa gustare  la fierezza di essere cattolici e la responsabilità, comune ai consacrati e ai fedeli laici, di difendere la vera fede! 
Avevamo bisogno, "come terra deserta arida senz'acqua"  assetata di pioggia rigenerante, di  un'omelia autenticamente cattolica: pronunciata a braccio, durante la S. Messa di mezzogiorno della festa del Battesimo del Signore, domenica 7 gennaio 2018,  dal bravo Rev.do don Salvatore Priola, Parroco e Rettore del celebre Santuario della Madonna della Milicia nell'Arcidiocesi di Palermo  "il primo e più insigne luogo di culto mariano della Chiesa palermitana". 
Quanti Sacerdoti e quanti Religiosi sofferenti a colpa dell'attuale confusione ecclesiale  si identificano in quell'Omelia!!!
Preghiamo per i Consacrati e soprattutto per le nuove vocazioni ! 
E complimenti al reverendo don Priola! Grazie e complimenti! Servono preti come lui!
AC 
PS. QUI l'articolo sul sacerdote don Olivero di Torino che non crede al Credo.

 Trascrizione (dal min.01:23) da Youtube ( v.video sopra) con una punteggiatura "base".
"... (omissis)
Gesù Cristo è vero Dio e vero uomo come noi diciamo nel Credo, come diremo fra poco nel Credo, benchè ci sia qualche prete stralunato che ultimamente sproloquia, insieme a tanti altri, persino dall’ambone nel dire stupidaggini enormi quanto l’universo. (Il Parroco si riferisce alla scandalosa vicenda torinese del prete che alla Messa della Notte di Natale ha detto «Io al Credo non ci credo» sostituendolo con il canto di "Dolce è sentire" QUI e QUI  N.d.R.)
Il Credo, di cui facciamo ogni domenica professione, contiene la maturazione nel tempo dal punto di vista teologico e dottrinale di un incontro, di un’esperienza, di un vissuto esistenziale con Gesù Cristo : non sono parole al vento! 
Quei 12 articoli del Credo che noi ogni domenica ripetiamo "non sono un formuletta", una "tiritera" imparata a memoria da ripetere scriteriatamente senza consapevolezza.
Nel Concilio di Efeso nel 431 i Padri della Chiesa dopo quattro secoli dagli eventi accaduti a Gerusalemme, a Nazaret, in Galilea, in Giudea; dopo quattro secoli di riflessione, di dialogo, di confronto, di studio, di approfondimento i Padri della Chiesa hanno formulato la dottrina cattolica sulla divinità del Figlio di Dio Cristo Gesù e ora dopo 1600 anni c'è  qualche prete e forse persino qualche vescovo che si permette di turlupinare l’intelligenza la buona fede e la semplicità del cuore di tanti fedeli a cui veramente poi i media danno risonanze planetarie perché certo non verranno a sentire la predica di un prete cattolico NO! Dovranno dare risonanza alle parole stralunate di un prete che ha perso la fede e che ancora il vescovo tiene al suo posto.

mercoledì 17 gennaio 2018

Un riflessione sui commenti sul nostro blog MiL



UNA CONSTATAZIONE NECESSARIA ANCHE SE INUTILE
di Enrico Salvi



Che si viva in un mondo conflittuale nessuno può negarlo: ogni ambito, politico, economico, sociale o religioso che sia, è battuto dal vento gelido della discordia la cui unica conseguenza è un’anarchia confusionaria che piomba il vivere sociale in una temperie di massificante grigiore esistenziale che forse non ha avuto precedenti nella storia, e ciò con buona pace di chi pensa che “il mondo va avanti” e tutto quello che viene dopo è sempre meglio di quello che c’era prima, concezione questa assai  puerile ma soprattutto tragica, poiché a forza di andare “avanti”, verso il chimerico “mondo migliore”, l’uomo dimentica l’Antico che costituisce le sue radici, cosicché il prodotto del “progresso” è un uomo sradicato, dunque traballante e incerto.

Ovviamente, anche lo spazio dedicato ai commenti su questo blog non sfugge a tale temperie. Esso è diventato un agone in cui la conflittualità dialettica raggiunge spesso gradi infuocati d’intensità e testimonia dell’acrimonia di fondo che la alimenta, allignante molto al di sotto del rispetto reciproco che dovrebbe caratterizzare, come si dice, un “civile confronto dialettico”. Però, a causa della loro inconciliabilità, le dialettiche non possono non entrare in un conflitto che spesso fa emergere, come sopra accennato, l’acrimonia, tale termine latino derivando da acer, acre.

Il Card. Ranjith: la S. Comunione in ginocchio

Sua Eminenza Reverendissima, Cardinale MALCOLM RANJITH, Arcivescovo di Colombo, già Segretario della Congregazione per il Culto divino nella Prefazione al libro di Mons. Athanasius Schneider, Dominus est.
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Dal Blog  Domina mea Mater mea 
Nel Libro dell'Apocalisse, San Giovanni rac­conta come avendo visto e udito ciò che gli fu rivelato, si prostrava in adorazione ai piedi del­l'angelo di Dio (cf. Ap 22, 8). Prostrarsi o mettersi in ginocchio davanti, alla maestà della presenza di Dio, in umile adorazione, era un'abitudine di riverenza che Israele attuava sempre davanti alla presenza del Signore. Dice il primo libro dei Re: « quando Salomone ebbe finito di rivolgere al Si­gnore questa preghiera e questa supplica, si alzò davanti all'altare del Signore, dove era inginoc­chiato con le palme tese verso il cielo, si mise in piedi e benedisse tutta l'assemblea d'Israele » (1 Re 8, 54-55). La posizione della supplica del Re è chiara: Lui era in ginocchio davanti all'altare.

La stessa tradizione è visibile anche nel Nuo­vo Testamento dove vediamo Pietro mettersi in ginocchio davanti a Gesù (cf Lc 5, 8); Giairo per chiedergli di guarire sua figlia (Lc 8, 41), il Sama­ritano tornato a ringraziarlo e Maria, sorella di Lazzaro per chiedere il favore della vita per il suo fratello (Gv 11, 32). Lo stesso atteggiamento di prostrazione davanti allo stupore della presenza e rivelazione divina si nota in genere nel Libro dell'Apocalisse (Ap 5, 8, 14 e 19, 4).
Intimamente legato a questa tradizione, era la convinzione che il Tempio Santo di Gerusalem­me era la dimora di Dio e perciò nel tempio bi­sognava disporsi in atteggiamenti corporali espressivi di un profondo senso di umiltà e rive­renza alla presenza del Signore.

martedì 16 gennaio 2018

Gli "allievi" di don Milani...



riportiamo dal blod di Magister.


Natale amaro per il Forteto, la comunità agricola toscana alla quale il tribunale dei minori di Firenze affidava giovani "difficili" da restituire a una vita serena. Rodolfo Fiesoli, 76 anni, fondatore e "profeta" di questa comunità, è stato arrestato la mattina del 23 dicembre, poche ore dopo che la corte di cassazione aveva confermato in via definitiva la sua condanna a 14 anni di carcere.
L'agghiacciante cronistoria del Forteto è stata anticipata da Settimo Cielo fin dal 2013, quando ancora la fama della comunità era alle stelle presso l'intellighenzia progressista, cattolica e laica, che dava credito alle asserzioni di Fiesoli di voler riprodurre "meglio e più in grande" l'esperienza educativa di don Lorenzo Milani (1923-1967), il sacerdote fiorentino sulla cui tomba, a Barbiana, si è recato in visita lo stesso papa Francesco (vedi foto):
Fiesoli era membro della Fondazione Don Lorenzo Milani, e il nesso tra le due realtà era stato confermato ed esaltato anche dai sociologi Giuseppe Fornari e Nicola Casanova, nel saggio "La contraddizione virtuosa. Il problema educativo, don Milani e il Forteto", stampato nel 2008 dalla prestigiosa editrice "Il Mulino”, oltre che dalla costante prossimità a Fiesoli del presidente

A Napoli i Gesuiti cambiano le preghiere della Messa

Un lettore, che ringraziamo, ci segnala che al Gesù Nuovo a Napoli, durante la Messa delle 12:00, il sacerdote commette diversi  illeciti: 
  1. - il primo riguarda l'assoluzione dopo il Confesso: "Dio Onnipotente abbia misericordia di noi, perdoni i nostri peccati e ci conduca alla vita eterna";  invece del congiuntivo esortativo (che esprime l'implorazione del sacerdote e la sua supplica a Dio accioché abbia pietà dei fedeli per mezzo dell'Offerta del Divin Sacrificio) il sacerdote usa l'indicativo ("Dio ha misericordia... perdona... ci conduce..."), dando per scontata la bonaria accondiscendenza del Signore verso i peccatori e l'automatica remissione di ogni colpa dei fedeli (quasi a voler cancellare il fine espiatorio ed impetratorio della Messa ed il ruolo del ministro sacro). 
  2. - il secondo riguarda la preghiera apologetica "Signore Gesù Cristo che hai detto ai tuoi apostoli vi do la mia pace ecc..." che segue l'embolismo: essa viene fatta recitare anche ai fedeli, in forza dell'esasperato e mal interpretato sacedozio universale dei credentii; il gesuita spiega che "in questo modo TUTTI invochiamo la pace"... (come se la pace promessa da N.S.G.C. sia la stessa intesa come assenza di guerre).  
  3. - Nelle prediche egli invece di spiegare la via per raggiungere il cielo e salvare l'anima, si sforza, con dotta dietrologia, di svelare i motivi economici che muovono le guerre, in barba ad ogni fine mistogogico delle omelie... 
E tante altre amenità. 

I primi due illeciti sono abusi molto seri perchè non solo contravvengono al divieto  assoluto fatto ai sacerdoti  di osare, di loro iniziativa, ad aggiungere, togliere o mutare alcunché in materia liturgica (SacroSanctum Concilium n. 22), ma soprattutto travolgono il senso, la natura e lo scopo della Messa e della dottrina della Chiesa. 

Se tutto ciò fosse vero, sarebbe molto grave. E ci auguriamo che la Curia di Napoli richiami il sacerdote, ricordandogli che il Messale è stato codificato dall'Autorità e nessun sacedote può permettersi di cambiare una sola parola (nè del testo nè delle rubriche). 

Attendiamo dai lettori qualche aggiornamento, foss'anche sulla resipiscenza del sacerdite partenopeo. 

Roberto

L’Antico Rito della Messa è incomprensibile? Ti diciamo come rispondere a chi afferma questo


Quando si parla dell’Antico Rito della Messa l’attenzione va senz’altro alla questione della lingua, cioè del latino. Tant’è che questo Rito è da tutti ricordato come “Messa in latino”.
Prima di tutto va detto che questa questione della lingua è secondaria e non primaria. Come abbiamo avuto modo di dire, la differenza tra Antico e Nuovo Rito non sta essenzialmente nella lingua ma in ben altro. Visto però che dobbiamo trattare questa questione, è bene che la capiamo nella maniera più corretta.
Diciamo subito che ci sono sei motivi che giustificano e legittimano l’uso della lingua latina nella celebrazione della Messa.
L’universalità

lunedì 15 gennaio 2018

Ultime notizie: onorificenze del Papa a militanti abortiste. Come diceva Totò "E' ora di finiamola". Con aggiornamenti



I Padri della Chiesa dicevano che per far sbollire l'ira occorrono tre giorni e che durante questo tempo non bisogna reagire.
Per una volta disobbediamo a questo consiglio. 
Come leggerete sotto - con le dichiarazioni della militante abortista che ha appena ricevuto un'alta onoreficenza pontificia  e quelle della Sala Stampa vaticana -  abbiamo superato ogni limite della decenza.
Se le dichiarazioni riportate  da Tosatti sono esatte, occorre alzarsi e dire basta. 
E non ci interessa  se i o il  responsabile di tutto ciò sia vestito di viola, di rosso o anche di bianco. Come disse Totò, "è ora di finiamola".
Se le dichiarazioni - nel recente passato -pro Napolitano e pro Bonino (VEDERE QUI e QUI) -  del S. Padre o pro Pannella di Mons. Paglia (VEDERE L'INDEGNO FILMATO QUI) possono essere state rubricate a "voci dal sèn fuggite", vergognose ma forse improvvisate, ora si premia una militante abortista e si scrive “L’onorificenza dell’Ordine Pontificio di San Gregorio Magno ricevuta dalla Signora Lilianne Ploumen, già Ministro dello Sviluppo, nel giugno 2017, durante la visita dei Reali olandesi al Santo Padre, risponde alla prassi diplomatica dello scambio di onorificenze fra Delegazioni in occasione di Visite ufficiali di Capi di Stato o di Governo in Vaticano.", mentre la signora premiata ribadisce che "È a causa di ciò che fa per l’aborto? Bene, quello non è menzionato, ma in sé è interessante che sia menzionato quello che è per le risorse per la società…".
Ma nessuno protesta? E nessun  giornalista  di quotidiani famosi o di agenzie per quattro giorni  si è peritato di dire nulla?
La misura è veramente colma.
Come disse una volta un presidente della repubblica: "Io non ci sto". NOI NON CI STIAMO.
L

PS: Chi avesse la bontà di andare al link di Tosatti vedrebbe la signora sorridente con il S. Padre Francesco

AGGIORNAMENTO; è uscita in queste ore una petizione per revocare l'onorificenza a Lilianne Ploumen: Cerchiamo di firmare e pubblicizzarla: VEDERE QUI.
AGGIORNAMENTO ": VEDERE QUI il nuovo post di Tosatti del 19 gennaio

Stilum Curiae 15-1-18

Lilianne Ploumen, la leader abortista olandese ha realmente ricevuto l’onorificenza vaticana dell’Ordine di San Gregorio Magno. Qui di seguito pubblichiamo l’intervista , e ringraziamo della cortesia il collega Michale Hichborn del Lepanto Institute, che per primo ha dato la notizia. Per chi conosce l’olandese, questo è il link all’intera intervista, mandata in onda dall’emittente nazionale olandese BNR.