ma non quelle che colpiscono Dio o il prossimo"San Tommaso d'Aquino
Nel ricordare la
e la RECITA DEL SANTO ROSARIO






Monsignor Bernard Fellay, superiore generale della Fraternità San Pio Xdi Alessandro Gnocchi e Mario Palmaro, Da Il Foglio
L’accordo si farà oppure no? Il dialogo fra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, fondata da monsignor Marcel Lefebvre, è entrato in una fase decisiva. L’esito di questo dialogo sta a cuore innanzitutto a Benedetto XVI, che lo ha promosso e alimentato personalmente; sta a cuore a tutti i sacerdoti, i religiosi e i laici che fanno parte della Fraternità; e sta a cuore a tutta quella più vasta parte del mondo cattolico che lefebvriana non è, ma che si colloca nell’area della tradizione. Per motivi diversi, anche il cattolicesimo progressista e il mondo laico osservano con grande attenzione, e qualche nervosismo.
Insomma: la partita che si sta giocando è importante e difficile, ma l’accordo non è impossibile. Molte resistenze potrebbero cadere, se solo si considerasse che, per quanto si discuta di questioni dottrinali, lo si fa per via diplomatica, anche perché è in discussione la sistemazione canonica della Fraternità San Pio X. Ci si muove su un terreno misto dove è fondamentale distinguere i piani, operazione oggettivamente non sempre facile.
Da qui il moto sussultorio con cui procede la vicenda. Se si può comprendere il disorientamento di Roma davanti alle esitazioni della Fraternità San Pio X, si deve comprendere anche la perplessità della Fraternità San Pio X quando lamenta che Roma chiede quanto non ha chiesto a nessun altro per potersi fregiare della sdrucciolevole categoria ecclesiale detta “piena comunione”.
A questo punto, nessuna delle due parti può pretendere di far pagare all’altra un prezzo inesigibile: da un lato, Roma non può chiedere alla Fraternità San Pio X di rinnegare la sua identità; dall’altro, i lefebvriani non possono pretendere che Roma perda la faccia, con una resa incondizionata e con una fiabesca rimessa in forma dell’attuale mondo cattolico, che è obiettivamente un coacervo di molte contrastanti cose.
Il successo della trattativa richiede uno sguardo che sappia tenere insieme fede e realismo. Da una parte, una visione soprannaturale: il credere che la Chiesa è a Roma, comunque e in ogni caso, nonostante stia attraversando una delle crisi più gravi della sua storia; dall’altra, la strada stretta del realismo, che punti a dare alla Fraternità San Pio X la possibilità di “fare l’esperienza della tradizione”, secondo una formula che fu coniata proprio da monsignor Marcel Lefebvre.
Per quanto possa sembrare sproporzionato, la responsabilità maggiore investe gli eredi di Lefebvre. Nella storia della Chiesa ricorre spesso la figura del nano che si carica sulle spalle il gigante. Si tratta di un compito che, oltre al rigore dottrinale e morale, richiede umiltà e carità e la consapevolezza che Roma si aiuta stando a Roma. Ma più passa il tempo, più si rischia di pensare che esista solo un’alternativa tra due vie: la sirena di chi invita a non concludere perché le condizioni della Chiesa sono troppo gravi; e la sirena di chi invita a concludere senza discutere perché in fondo va tutto bene. L’una e l’altra via non si confanno al senso più intimo di un’istituzione come la Fraternità San Pio X, sorta in seguito alla indiscutibile crisi abbattutasi sulla Chiesa dopo il Concilio Vaticano II. Come spesso capita quando si prospetta un bivio, in realtà esiste una terza alternativa che, in questo caso, recita più o meno così: la questione deve essere conclusa al più presto proprio perché la situazione è grave, in vista del bene di tutta la Chiesa.
In tale operazione, la Fraternità San Pio X non può essere lasciata sola davanti a una responsabilità tanto grande. E in questo fa da garante Benedetto XVI. Non si può negare che questo Papa abbia caratterizzato il proprio pontificato rimettendo in onore la Messa gregoriana, ritirando la scomunica ai vescovi della Fraternità e avviando i colloqui dottrinali sui punti caldi: tutte condizioni richieste dagli eredi di Lefebvre. Questo fatto non può essere ignorato né dalla Fraternità San Pio X, nè dai negoziatori che rappresentano Roma. I quali sanno benissimo che c’è più cattolicesimo nella comunità lefebvriana, pur canonicamente irregolare, che in molte comunità regolarissime interne al mondo cattolico. E’ giunta l’ora di mettere fine a questo paradosso, con un atto di buona volontà e insieme di buon senso. Da entrambe le parti.
Roberto
Moraglia sale in gondola
di A. Tornielli, da Vatican Insider, del 26.01.2012
sulla cattedra di San Marco: è il vescovo di La Spezia, Francesco Moraglia, di origini genovesi. L’annuncio è atteso a giorni e l’ingresso nella diocesi della Serenissima potrebbe avvenire entro marzo.
CAMBIO DI PROGRAMMA
La Questura ha negato il permesso per la manifestazione davanti al teatro Parenti,
per motivi di "ordine pubblico". Quindi ci spostiamo nella vicina piazza LIBIA
MANIFESTAZIONI DI PROTESTA (non violenta)
e RECITA DEL SANTO ROSARIO
martedì 24 gennaio 2012, ore 19:30 - 22.30
per la "prima" dello spettacolo blasfemo
e sabato 28 gennaio 2012 dalle ore 19:00
(per il volantino si veda qui)
NON PIU' davanti al Teatro F. Parenti
MA IN PIAZZALE LIBIA (vicino al teatro) a MILANO !
sempre agli stessi orari *
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domenica 15 gennaio 2012
NOVENA AL VOLTO SANTO DI N.S.G.C.
in riparazione alle offese al Suo Volto
Clarisse dell'Immacolata (cliccare qui)
SE QUALCHE SACERDOTE DI BUONA VOLONTA' di MILANO e NON
PREPARASSE DEI MOMENTI DI PREGHIERA DI RIPARAZIONE,
LO FACCIA SAPERE!
***
SANTE MESSE (IN FORMA EXTROARDINARIA) DI RIPARAZIONE
ALLO SPETTACOLO BLASFEMO DI CASTELLUCCI
CLICCA QUI
"Noi siamo sempre tenuti a perdonare le offese che sono rivolte a noi,
ma non quelle che colpiscono Dio o il prossimo."
S. Tommaso d'Aquino
Incoraggiati dalle parole del prof. de Mattei, aderendo all'iniziativa organizzata da Militia Christi (che per prima si è attivata in tal senso), da "Comitato San Carlo - Contro la Cristianofobia", e da "Italia Cristiana anche su Facebook (dove troverete anche la mappa), raccogliendo l'appello di "Riscossa Cristiana", anche noi di MiL ci facciamo parte attiva in questa battaglia lecita e che si spera veda molto concorso di fedeli, nonostante il giorno lavorativo (ma ... la programmazione del teatro vede la "prima" il 24 gennaio, un martedì).
INVITIAMO TUTTI AD INVITARE AMICI, CONDIVIDERE E DIVULGARE
QUESTO EVENTO.
***
PER LE INIZIATIVE NATE SU FACEBOOK E PER ADERIRE, si veda qui
E' IMPORTANTISSIMO per chi intende partecipare:
1) la protesta sia pacifica: "Candidi come colombe ma astuti come serpenti"; Nessuna violenza! Nessuna irruzione in teatro! Si rischiano accuse e definizioni infondate e ingiuste (quali "tradizionalisti filonazisti", "cattolici vicini all'estremismo di destra" ecc).
2) sia organizzato un servizio d'ordine interno per bloccare gli "esagitati": faranno del male alla manifestazione; bisogna evitare la violenza: altrimenti sarà imputata a tutti i Cattolici, e saranno etichettati come fanatici, violenti, ecc.
3) evitare grida/cartelloni di protesta, ma solo impugnare il Santo Rosario e recitarlo, possibilmente guidati da un Sacerdote e inginocchiati se si puo'... spiazzera' decisamente gli organizzatori, che non sapranno cosa fare o cosa dire di fronte ad una folla che... prega per loro!
4) Il 24 e il 28 gennaio sia "Pax Augustea": tutte le le varie "anime" della Tradizione siano unite; ci sia poi unità e unione tra tutti i Cattolici (nella lotta contro il Nemico non ci sono "Tradizionalisti" e non Tradizionalisti"), e di questi con gli altri Cristiani (speriamo vengano fedeli di fede cristiana).
5) NESSUN VESSILLO POLITICO!
Già ci stanno definendo come "cattolici estremisti", "integralisti", "ultras" e "vicini all'estrame destra neofascista". Ovviamente con accezioni le peggiori possibili.
NON VOGLIAMO VIOLENZA NE' COINVOLGIMENTI POLITICII O PARAMILITARI. NON ABBIAMO NULLA A CHE FARE CON FANATICI O ESTREMISTI!
Non possiamo permetterci di sbagliare, e dobbiamo spiazzare gli operatori del male.
ringraziamo un nostro lettore, pratico della "buona lotta" in difesa della Tradizione, per i suggerimenti.
ASPETTIAMO L'ADESIONE DI MOLTI ALTRI MOVIMENTI, REALTA', ASSOCIAZIONI, GRUPPI, COMITATI, ORDINI, ecc.
UNIAMOCI IN UN SOL CORPO!
speriamo di poter inserire molti altri nomi e loghi oltre ai primi 62 di oggi.


"Albiano celebrerà la prima «messa rock» della provincia: sabato 11 febbraio, infatti, nella chiesa del paese cembrano, la funzione religiosa sarà scandita dalle canzoni suonate dagli High Voltage, band rock trentina. «Niente di ridicolo» puntualizza la band. «Racconteremo i testi biblici in un modo nuovo» dice don Stefano.