Con il sinodo sui giovani dal titolo "discernimento vocazionale" il Papa vuole arrivare a

martedì 17 gennaio 2017

Il "nuovo" che avanza:"c’è tutto un movimento sotterraneo che sta crescendo silenziosamente fra seminaristi e giovani preti"

L'articolo che proponiamo stamane  mette in luce il progressivo scongelamento degli assurdi, anacronistici divieti inflitti ai Sacerdoti che desiderano celebrare la Santa Messa "more antiquo". 
Anche noi, non più turbati dalle nostre pluri-decennali paranoie persecutorie, riusciremo prima o poi ad accorgerci che anche nelle "periferie esistenziali" si cerca timidamente di vivere l'esperienza della sana liturgia avvalendosi sempre di più delle forme antiche. 
Aumenta difatti l'urgente desiderio di riappropriarsi della genuina  preghiera "ad Deum" per favorire la vera crescita spirituale del popolo di Dio. 
Era tutto previsto nel Cuore di Dio! 
Dopo la rivoluzione, la persecuzione e il gelo arriverà puntualmente nella Chiesa la nuova primavera liturgica che riporterà le menti ed i cuori dei fedeli alla necessaria contemplazione della Bellezza. 
Purtroppo, dispiace constatarlo,  siamo proprio noi "tradizionalisti"  assillati dalla bambinesca presunzione di voler  essere i "primi della classe"  a costituire tavolta il vero punto di inciampo per il "nuovo" che avanza. 
Buona lettura! 
AC  

Come il chicco di grano  
di Don Elia 

«Che cosa credete che facevamo in seminario?». 
Questa volta, nonostante le apparenze, non è una vergognosa ammissione. 
È la candida “confessione” di un giovane sacerdote cui il vescovo ha minacciato la sospensione a divinis qualora si azzardi a celebrare in rito antico. 
«Lei sa celebrare la Messa tradizionale, Padre?», è stata la spontanea reazione. 
«Certo, ho imparato durante gli studi. Che cosa credete che facevamo in seminario?». 
Grandioso. 

C’è tutto un movimento sotterraneo che sta crescendo silenziosamente fra seminaristi e giovani preti, sotto il naso di quella nomenklatura al potere che come una banderuola, quattro anni fa, ha repentinamente quanto radicalmente cambiato orientamento. 

Non ci si può opporre a Dio. 

Ecco i veri segni dei tempi di cui si riempiono la bocca nei loro stanchi ritornelli, che nessuno vuol più sentire. 

Poi si rompono il capo per capire come mai i ragazzi scappino dalle parrocchie appena ricevuti i sacramenti… 

Galantino: ignorante del Corano o in malafede?


La Fede Quotidiana 26-12-16
“A Berlino un atto di guerra contro Occidente e la cristianità. Monsignor Galatino  ignorante del Corano.” Lo afferma in questa intervista a La Fede Quotidiana padre Samir Khalil Samir, gesuita.
Padre Samir, monsignor Galatino commentando l’ennesima strage del terrorismo islamico a Berlino, ha escluso che possa trattarsi di atto di guerra o scontro di civiltà…
“Galatino sbaglia perchè è ignorante del Corano, o pecca di ingenuità e questo almeno in parte è anche un atteggiamento del Papa. Credo che invece sia in atto, da tempo, un attacco e una vera guerra contro il mondo cristiano ed occidentale, ce la hanno dichiarata “.

lunedì 16 gennaio 2017

MARIA NON ERA VERGINE E GIUSEPPE NEANCHE. PAROLA DI GESUITA SPAGNOLO. CHE DICE LA SEVERA CONGREGAZIONE PER I RELIGIOSI?


Qualche serena domanda di Tosatti alla Congregazione dei Religiosi.
L

A Natale, come era ovvio e prevedibile, non potevamo farci mancare qualche sorpresa, nella Chiesa del 2016, creativa e misericordiosa. Così vediamo che dalla Spagna, sul sito molto noto Periodista Digital, un padre gesuita, Juan Masia, dedica un lungo articolo al tema della verginità, e a quella della Madonna in particolare.
Chi legge lo spagnolo può trovare il testo QUI:
Ne traduciamo solo qualche frase fondamentale, sperando di non tradire la riflessione del padre gesuita. Tanto per cominciare “l’annunciazione a Maria, e l’annuncio fatto a Giuseppe…sono entrambi inquadrati in un sogno e non solo né una lezione di biologia, né una sessione di sessuologia, né la cronaca storica di un matrimonio eccezionale, e neanche di una nascita sovrannaturale”.
Dopo questa premessa incoraggiante, Juan Masia critica gli antichi catechismi, perché “dicevano inappropriatamente ‘vergine, prima, dopo e durante il parto’; oggi non possiamo pensare così”.
Perché? Perché “non rompe la verginità di Maria, né la macchia, ma anzi la realizza, il fatto che Giuseppe entri con amore per questa porta”. Non solo: “La maternità carnale, biologica e umana di Giuseppe e Maria non è incompatibile con il fatto che entrambi siano vergini e che realizzino e consumino la propria verginità generando Gesù con il soffio dello Spirito di Vita che agisce all’interno di Giuseppe e Maria”.
Secondo Masia, sj, la narrazione di Matteo e Luca è “mitopoietica”.

domenica 15 gennaio 2017

Card. Biffi: "Alcuni segni di sanità teologica e pastorale"

img_0803Dal Blog di Costanza Miriano (vedi QUI).

di Giacomo Biffi
La rassegna delle più diffuse “idolatrie” non deve indurci a credere che tutto sia traviato nella cristianità e non ci siano più veri adoratori del Dio vivo. Bisogna anzi riconoscere che lo Spirito Santo è all’opera oggi più che mai e riesce coi suoi inattesi prodigi ad alleviare gli effetti nefasti di una insipienza ecclesiale che ha raggiunto ai nostri giorni vertici di eccezione.
E così le comunità cristiane, svigorite e disanimate da un’acutissima mondanizzazione, ricevono vitalità e conforto dall’incontro con persone, gruppi, movimenti che, con varie forme e colorazioni spirituali diverse, sinceramente si determinano a una generosa adesione all’Evangelo e a una totale partecipazione all’evento salvifico.

sabato 14 gennaio 2017

ULTIM'ORA - CAFFARRA: “Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia una grande confusione”

In una straordinaria intervista rilasciata al quotidiano Il Foglio il Cardinale Carlo Caffarra spiega perché sono stati presentati i dubia al Papa. Riportiamo qui il testo completo dell'intervista. I sottotitoli in grassetto sono di MiL.



"Solo un cieco può negare che nella Chiesa ci sia una grande confusione" 
Intervista esclusiva al cardinale Carlo Caffarra. 
"La divisione tra pastori è la causa della lettera che abbiamo spedito a Francesco. Non il suo effetto. Insulti e minacce di sanzioni canoniche sono cose indegne."

DI MATTEO MATZUZZI 

Bologna. "Credo che vadano chiarite diverse cose. La lettera - e i dubia allegati - è stata lungamente riflettuta, per mesi, e lungamente discussa tra di noi. Per quanto mi riguarda, è stata anche lungamente pregata davanti al Santissimo Sacramento".

"Eravamo consapevoli che il gesto che stavamo compiendo era molto serio".

Il cardinale Carlo Caffarra premette questo, prima di iniziare la lunga conversazione con il Foglio sull'ormai celebre lettera "dei quattro cardinali" inviata al Papa per chiedergli chiarimenti in relazione ad Amoris laetitia, l'esortazione che ha tirato le somme del doppio Sinodo sulla famiglia

Ma che succede nella Chiesa?

Non so se si tratti di una mia esperienza isolata, o se sia capitato anche a qualche lettore, ma accade di tanto in tanto che chi mi conosce per "uno di chiesa", presumendo, dunque, che io di Chiesa ne sappia parecchio (!), mi chieda "ma che sta succedendo?" nella Chiesa stessa.

In genere, taglio corto. A domande come quella, ammesso e non concesso di avere una qualche risposta da dare, occorre replicare con prudenza, e solo se si sa bene come e qualmente l'interlocutore interpreterà quanto gli vai dicendo.

Però, a rischio di essere presuntuoso, devo ammettere che una risposta ce l'avrei. 

È una risposta che parte da lontano.

Succede che nella Chiesa sia in corso un tentativo rivoluzionario, che non è una novità degli ultimi tempi (diciamo degli ultimi tre/quattro anni), ma che negli ultimi tempi viene promosso da chi occupa il vertice del potere ecclesiale: quello stesso vertice da cui, fino a ieri, si stava invece tentando di arginarlo - con poco successo, in verità.

venerdì 13 gennaio 2017

Amoris Laetitia: Burke conferma che sono molti i cardinali e i vescovi che lo sostengono nella sua posizione riguardo ai dubia e vedono un pericolo per la fede.

Apprendiamo da Radio Spada, due interessanti aggiornamenti

1)  Ancor prima che uscisse Amoris Laetitia, già 30 i cardinali e moltissimi i vescovi si erano detti pronti a sostenere la fondatezza dei dubia, la sussistenza di un pericolo per la fede e la necessità di una risposta del Papa (qui articolo Radio Spada del 12.1.2017)

Il movimeento “sotterraneo” contrario ad Amoris Laetitia potrebbe contare almeno su una trentina di berrette cardinalizie e su un buon numero di vescovi? Pare essere di questo parere l’esperto reporter Edward Pentin il quale ha sostenuto (fonte Catholic Herald):

“Before the document was published, 30 cardinals, having seen an advance draft of the apostolic exhortation, wrote to the Pope expressing their reservations, especially on the issue of Communion for remarried divorcees, warning that the document would weaken the three essential sacraments of the Church: the Eucharist, marriage and confession.
Pentin also said that a “significant number” of bishops’ conferences have expressed concerns about the document. Furthermore, the Congregation for the Doctrine of the Faith (CDF), having seen a draft, submitted several pages of revisions. These were not accepted, according to Pentin. The Pope has also not replied to either the 30 cardinals or the bishops’ conferences.

Insomma, conclude Radio Spada, prima che Amoris Laetitia uscisse, già trenta cardinali e un numero significativo di vescovi aveva espresso chiaramente perplessità sul testo, evidenziando il rischio di indebolire la dottrina su tre sacramenti: Eucarestia, Matrimonio e Confessione.

2) E' lo stesso Burke a confermare che altri cardinali condividono le posizioni sue e degli altri 3 cardinali "pubblici" dei dubia. (qui articolo Radio Spada del 13.1.2017)

Oggi paiono arrivare conferme, per bocca dello stesso Burke, attraverso un articolo pubblicato sul Catholic Herald che riprende un’intervista apparsa sul quotidiano italiano “La Verità”. Il porporato sostiene:
Non siamo solo in quattro. Conosco personalmente altri cardinali che supportano pienamente i dubia
Confermando quanto già detto da Brandmüller, Burke ha ribadito che la correzione formale prima avverrà in forma privata, solo in seguito pubblicamente.

Sarebbe interessante gironzolare per i corridoi di Santa Marta per vedere se mai si captasse qualche reazione di Papa Francesco di fronte a questa morsa che piano piano gli si sta chiudendo attorno e gli chiede sempre più a gran voce di rispondere
Roberto

Ferrara: S. Messa di requiem per Cristina Campo

Messa di requiem per Cristina Campo, nel quarantesimo anniversario della morte, organizzata dal Coetus Fidelium ferrarese Cardinal Cornelio Bentivoglio d'Aragona. MiL ne aveva dato l'avviso qui.

Il sacerdote, avvolto in un'ampia pianeta nera dal taglio antico, declamava i versi ben cadenzati del Dies irae, prestando la propria voce alla defunta. Risonava in tutta la chiesa, seppur si celebrasse ad un altare laterale, come se gli angeli nella navata e i fedeli sepolti sotto il pavimento della basilica si unissero all'austera cantilena. All'elevazione, tutto converge sull'Ostia bianchissima e il calice snello. A questo stesso altare, nel giorno di Pasqua del 1171, dall'Ostia consacrata sgorgò un fiotto di sangue le cui tracce ancora si vedono sulla volta soprastante, segno della reale presenza di Cristo nelle specie eucaristiche, e della resurrezione della carne, non del solo spirito.
Cristina Campo viveva di una religione corporea e materiale, per lei (come vuole un retto cristianesimo) Dio e le creature spirituali agivano attraverso gli oggetti e le sostanze materiali: olii, incensi, campane, stoffe di volta in volta sontuose o ruvide, liturgiche o penitenziali.
Vide il primo trionfo dell'eresia informale, del rinato iconoclasmo degli anni cinquanta (già citava, fra inorridita e curiosa, le nuove chiese cementizie di Roma costruite prima del Concilio Vaticano II), sessanta, settanta. Attenta ad ogni carattere del rito, aborriva i microfoni che storpiano la voce umana ed eliminano le differenze di registro vocale nella celebrazione, imponendo un'uniformità fastidiosa in luogo del crescendo dalle silenziose preghiere ai piedi dell'altare fino al solenne recitativo del prefazione, e la nuova ultima fioritura dell'Ite missa est.
Da un lato dovette scappare al diffondersi della furia antiliturgica, in cerca di rifugi sempre più lontani: prima l'abbazia dell'Aventino, quindi il pontificio istituto Russicum, ma dall'altro pose le basi per la rinascita dell'antico rito romano: fondatrice e maggiore animatrice di Una Voce Italia, fece salvare materialmente libri cerimoniali, paramenti, sacre suppellettili, aiutò sacerdoti abati e vescovi rimasti fedeli alla tradizione, li spronò a resistere contro la disperazione di credere tutto ormai perduto, e diffuse fra i pochi laici allora interessati la conoscenza della civiltà cattolica antica, medievale, tridentina.
Oggi possiamo godere nuovamente della Messa tridentina, abbiamo una relativa facilità nel procurarci il breviario, e lo dobbiamo anche a lei, alla sua azione veramente instancabile, alla rete di contatti ed amicizie che riuscì a tessere attorno all'antico rito.
Riteniamo quindi doveroso assicurare preghiere e Messe per la sua anima generosa ed eletta, proprio secondo quei formulari che lei amò prima di noi, e che tanto contribuì a trasmetterci.


Francesco Righini


giovedì 12 gennaio 2017

Vicenza. Cripta della Cattedrale: Santa Messa in rito antico

Vicenza. L'Associazione "Mons.Ferdinando Rodolfi, pro Missa antiqua" rende noto che  

SABATO 14 GENNAIO 2017 
ALLE ORE 16:00 
NELLA CRIPTA DELLA CATTEDRALE DI VICENZA sarà celebrata una 
Santa Messa in Rito romano Antico 
in memoria di 
Mons. Ferdinando Rodolfi 

giustamente annoverato fra gli" insigni vescovi, di Vicenza, che hanno lasciato importanti tracce del loro servizio in città e nella diocesi. 
Nel secolo scorso Ferdinando Rodolfi, vescovo dal 1911 al 1943 ha lasciato una traccia importante che va rivisitata e considerata alla luce anche dei problemi attuali. 
La sua preoccupazione fu sempre quella di servire i fedeli e a loro indirizzò numerose sue opere e Lettera pastorali che proponevano sia contenuti di riflessione con un linguaggio chiaro e preciso, ma anche una precisa ed importante lezione di partecipazione alla liturgia. 
Di recente è nata ad Ancignano-Sandrigo, un’Associazione a lui intitolata. 
L’Associazione ha il preciso scopo di valorizzare la liturgia e il canto sacro, particolarmente il gregoriano nel rito della S. messa secondo il Messale romano del 1962 la cui origine fu promossa da San Pio V nel 1570. 
Ciò in accordo con quanto esprime il Concilio Vaticano II nella Costituzione Sacrosanctum Concilium e nel Motu Proprio di papa Benedetto XVI". ( QUI )
AC

Scacco Matto, vicit Leo



Dagli amici di Campari e De Maistre.
L


di Satiricus

Oggi partiamo dall’aia. Non so se “starnazzare” sia un verbo conveniente da applicarsi ad un cardinale di Santa Romana Chiesa (sia pure di fazione avversaria - ché ormai esser cattolici significa farsi le scarpe in casa, ortopediche o meno che si vogliano), né mi risulta che “quaquaraquà” valga come attributo rispettoso ed ossequioso per un cardinale, men che meno azzeccato se usato per indicare un uomo fedele alla vocazione e al ministero consegnatogli e specialmente se ad agitarlo è un uomo non proprio fedele alla propria scelta di vita cristiana.

Ma andiamo oltre. Ci sarebbe il discorso del Pontefice alla Curia Romana, che poteva essere pure interessante - stavolta si è tirato in ballo pure il demonio, che non è mica roba di tutti i giorni in quel della Catholica! - non fosse che questi messaggi valgano solo pro tempore: mi spiego meglio, qualcuno ricorda il pippone del 2005 sulla riforma e la continuità etc. etc.? Pagine e pagine, inchiostro e inchiostro, commenti e commenti (specie dei sociologi saccenti). Del tutto rimosso. Scusatemi, ma sono un pragmatico: a questo punto rimuovo il tema non dieci anni dopo, ma dieci minuti dopo. E ciaone!

No, oggi parliamo della “cosa”, la sagra infinita, la bagarre su Amoris Laetitia e siamo ormai alla sesta puntata, dove il capraro del Wisconsin li ha incornati all’angolo un po’ tutti (lo zio Tom mi perdona se gli confondo le bestie? Oche, lupi, capre, agnelli: più che Mosé c’è Fedro qui). Prima si fa intervistare nella magione ciociara e sibila “resisterò”, che sta a metà tra l’alba di Turandot e il tramonto di William Wallace. Poi si sciorina tra testi a dieci mani oggetto di furti alla Lupin III ("Permanere nella verità di Cristo", ed. Cantagalli), suppliche filiali e simili amenità. Finalmente invia sotto banco al Trono Supremo quattro sconvolgenti dubia, da far impallidire Marzullo: il problema non è se dare o no la comunione ai pluriomicidi impenitenti (non ricordo mai quale peccato oggettivamente grave sia coinvolto nella questione, pardon), ma se abbiamo cambiato o meno i tre quarti del Catechismo in ambito morale. Lo Sventurato non rispose.
Fase due: i dubia vengono pubblicati - roba che per molto meno a Magister lo avevano fatto fuori, ed è stato pure l’ultimo esempio di interesse Magisteriale in quel del Vaticano (fonte: Messori) - e lo Sventurato che non aveva risposto, e che dicono essere permalosetto,

L’ORDINE DI MALTA RIBADISCE: NESSUNA COOPERAZIONE CON LA COMMISSIONE VATICANA. SIAMO UNO STATO INDIPENDENTE.


 Da vedere anche Tosatti QUI, Corrispondenza Romana QUI.  Per il riassunto della vicenda vedere QUI.
Ormai siamo come in Corea del Nord....
L

Il Gran Magistero del Sovrano Ordine di Malta, in relazione all’attività che sta svolgendo il Gruppo nominato dalla Segreteria di Stato Vaticana, ritiene opportuno ribadire che la sostituzione del Gran Cancelliere è stato atto interno del governo dell’Ordine.
Pertanto, attesa l’irrilevanza giuridica del Gruppo e dei suoi atti nell’ambito dell’ordinamento giuridico melitense, l’Ordine ha ritenuto di non dover collaborare, anche al fine di tutelare la propria sfera di sovranità rispetto ad iniziative che si atteggiano quali forme volte obiettivamente (e quindi al di là delle intenzioni, che sono giuridicamente irrilevanti) a porre in discussione o comunque a limitare detta sfera.
L’art. 4 par. 6 della Carta Costituzionale del Sovrano Ordine di Malta è chiaro nello statuire che “la natura religiosa non esclude l’esercizio delle prerogative sovrane spettanti all’Ordine in quanto soggetto di diritto internazionale riconosciuto dagli Stati” e il par. 5 ribadisce che “l’Ordine ha una rappresentanza diplomatica presso la Santa Sede, secondo le norme del diritto internazionale”.
La conferma di tale status di diritto internazionale anche nei confronti della Santa Sede è nell’Annuario Pontificio, là dove l’Ordine è citato un’unica volta e non già tra gli Ordini religiosi, quanto piuttosto tra le Ambasciate degli Stati, accreditate presso la Santa Sede.

mercoledì 11 gennaio 2017

Nuovo attacco alla liturgia nella Congregazione Culto Divino?


Dopo le epurazioni alla Dottrina per la Fede e al Culto divino, ritoccheranno anche il motu proprio Summorum Pontificum? Preghiamo e lottiamo perchè non succeda.
Per l'intero  post di Magister vedere QUI:
L

La riforma della curia vaticana che papa Francesco sta attuando è compiuta in parte alla luce del sole e in parte nell'ombra.
Tra i provvedimenti adottati recentemente nell'ombra ve ne sono due emblematici.
* [...]


Il secondo provvedimento attuato nell'ombra riguarda la congregazione per il culto divino di cui è prefetto il cardinale Robert Sarah, anche lui oggetto di ripetute umiliazioni pubbliche da parte del papa, e ormai condannato a presiedere degli uffici e degli uomini che gli remano contro.
Diretta dal segretario della congregazione, l'arcivescovo inglese Arthur Roche, è stata istituita per volontà di Francesco all'interno del dicastero una commissione il cui obiettivo non è la correzione delle degenerazioni della riforma liturgica postconciliare – cioè quella "riforma della riforma" che è il sogno del cardinale Sarah – ma è proprio il contrario: la demolizione di uno dei muri di resistenza agli eccessi dei liturgisti postconciliari, l'istruzione "Liturgiam authenticam" emessa nel 2001 che fissa i criteri per la traduzione dei testi liturgici dal latino alle lingue moderne.
Con Benedetto XVI questi criteri erano stati ulteriormente rafforzati, in particolare per la volontà del papa di tener fermo il "pro multis" del Vangelo e del messale latino nelle parole della consacrazione del sangue di Cristo, contro il "per tutti" di molte traduzioni correnti.
Ma Francesco ha fatto capire da subito che la cosa lo lasciava indifferente. E ora, con l'istituzione di questa commissione, va incontro alle idee di modernizzazione del linguaggio liturgico caldeggiate, ad esempio, dal liturgista Andrea Grillo, professore al Pontificio Ateneo Sant'Anselmo e molto apprezzato a Casa Santa Marta:
> La traduzione/tradizione impossibile: i punti ciechi di “Liturgiam authenticam”
C'è chi teme che dopo la demolizione di "Liturgiam authenticam" il prossimo obiettivo, di questa o di un'altra commissione, sia la correzione di "Summorum pontificum", il documento con cui Benedetto XVI liberalizzò la celebrazione della messa in rito antico.

Tosatti sull'ultimo intervento del card. Burke

Vedere anche il nostro post di ieri.
L
 

di MArco Tosatti 
In una lunga intervista a The Remnant il cardinale Leo Raymond Burke, già prefetto della Segnatura apostolica, e uno dei quattro firmatari della lettera in cui si chiede al Pontefice regnante di chiarire cinque “Dubia” su matrimonio e sacramenti in relazione ad Amoris Laetitia, conferma che la “correzione” delle ambiguità ci sarà. E spiega perché la lettera è stata resa pubblica. Ecco nella nostra traduzione, qualche brano dell’intervista.
“Bene, prima di tutto, come ho dichiarato sin dall’inizio, la forma stessa di Amoris Laetitia, e attualmente, le parole del Papa nel documento, indicano che questo non è un esercizio del magistero papale. E il modo in cui il documento necessariamente è letto, come con ogni documento, è alla luce dell’insegnamento costante e della pratica della Chiesa. E così le dichiarazioni in AL che sono in accordo con l’insegnamento costante e la pratica della Chiesa sono molto buone.
Ma c’è un certo numero di dichiarazioni che sono nel migliore dei casi ambigue e devono essere chiarificate e questo è perché quattro di noi cardinali hanno posto, secondo la pratica classica della Chiesa, cinque domande al Santo Padre che riguardano i fondamenti stessi della vita morale e l’insegnamento costante della Chiesa sotto questo aspetto. Ed è chiaro che noi, presentando i Dubia e ponendo quelle domande, crediamo che se non viene data una riposta c’è un grande pericolo di una confusione continua nella Chiesa, che conduce le anime in errore rispetto a questioni che hanno proprio a che fare con la loro salvezza
Così certamente, senza un chiarimento su queste questioni, c’è un potenziale di scandalo.
Per quanto riguarda la questione dell’eresia, uno deve essere molto attento all’eresia sostanziale e

martedì 10 gennaio 2017

ULTIM'ORA Card. Burke sconfessa Müller: "Amoris Laetitia è pericolo perla fede. La correzione del Papa ci sarà. Non temo di perdere la porporama temo di più il giudizio di Dio"


Dopo le recenti dichiarazioni del Card. Müller con cui escludeva pericoli per la dottrina e la fede, e le minacce paventate  dal decano della Rota Romana sullo "scardinalamento" dei 4 porporati dei dubia, il Card. Burke ha dichiarato che se il papa non provvederà a rispondere sulle 5 domande, l'atto di correzione formale del papa ci sarà. Eccome. 
In un intervista il Cardinale ha detto di non temere di perdere la porpora ma di temere di più il giudizio di Dio. 
Così dicendo egli ha dimostrato di essere alimentato e sostenuto da una vera e forte fede in Dio che gli permette di essere un vero e coerente ministro di Dio. 
.
Qui sotto l'intervista dal sito radio Spada Di oggi 10.1.2017

http://www.radiospada.org/2017/01/ancora-card-burke-amoris-laetitia-non-e-magistero-senza-chiarimenti-ci-sara-devastazione-non-temo-perdita-cardinalato-ma-giudizio-dio/

Roberto 

Amoris laetitia: la strana logica del Cardinale Agostino Vallini e di Andrea Tornielli

di don Alfredo Morselli

quadrato logico

1. Un colpo al cerchio e uno alla botte.
“Il cardinale Vicario: «Il Papa non dice che bisogna ammettere ai sacramenti, sebbene non lo escluda in alcuni casi e ad alcune condizioni». Né rigorismo né lassismo”.
La frase appena riportata è il cappello di un articolo di Andrea Tornielli, in cui lo stesso vaticanista riprende e commenta la presentazione di Amoris laetita, offerta al clero romano dal Cardinale Agostino Vallini, nel settembre 2016 [1].

S. Messa in suffragio di Cristina Campo


Segnalo che oggi, martedì 10 gennaio, verrà celebrata alle 19.00 in Santa Maria in Vado, Ferrara, una messa di requiem nel quarantesimo anniversario della morte per l'anima di Vittoria Guerrini (Cristina Campo).


Nata a Bologna nel 1923 presso l'istituto Rizzoli allora diretto dallo zio materno Vittorio Putti, disse di sé "Cristina Campo ha scritto poco, e avrebbe voluto scrivere meno". Nella pur limitata quantità delle sue opere attinse comunque le altissime vette di sensibilità ed espressione stilistica, capace di stare alla pari dei poeti maggiori del secolo scorso.
Ritrovò la Fede proprio quando la vide minacciata dalle follie rivoluzionarie sorgenti attorno all'evento conciliare, e da allora si impegnò strenuamente per salvare la liturgia tradizionale: fu tra i fondatori di Una Voce Italia la più fervente, promosse il salvataggio materiale dei libri liturgici minacciati di distruzione in quegli anni tempestosi dallo zelo iconoclasta di certi riformatori, intrattenne corrispondenze ed incontri personali con preti, vescovi, abati rimasti legati alla tradizione liturgica e spirituale della Chiesa, favorì pubblicazioni in difesa dell'antico rito romano e delle espressioni culturali ed estetiche ad esso relative (dal canto gregoriano alle poesie, intessute di riferimenti rituali, del poeta anglocattolico John Donne, di cui fu traduttrice presso Einaudi), sostenne gli sforzi degli amici della tradizione latina con il grande carisma personale che tutti le riconobbero. Lei stessa scrisse pagine penetranti sulla Liturgia, di cui ormai si nutriva con la recita quotidiana del Breviarium Romanum e la lettura dei Padri della Chiesa e dei commentatori

lunedì 9 gennaio 2017

Battesimo del Signore 2017. Papa Francesco ha (anche quest'anno) celebrato coram Deo nella Cappella Sistina.




Anche quest'anno, nella festa del Battesimo di N.S.G.C. (anno 2017) il Papa ha celebrato coram Deo all'altar maggiore della Cappella Sistina (con i prescritti sette candelieri nella giusta posizione). 
Ad alcuni sembra scontato. Ad altri marginale. Ma visti i tempi, e la situazione di alcune diocesi, la circostanza è molto importante e significativa. 
Putroppo dal 2013, nelle solenni celebrazioni pontificie sono spariti i cardinali Diaconi. Ma alcuni importanti (e sicuramente più significativi) segni sono, per ora, conservati.
Noi ringraziamo di cuore Mons. Guido Marini per la costanza e l'impegno coraggioso (perchè ci pare probabile che dietro a ciò ci sia la determinatezza e la lungimiranza del mite ma risoluto Cerimoniere). 

foto: Osservatore Romano
Roberto

MiL ha ricevuto 7 milioni di visite

 

7 milioni di visite!

grazie a tutti!


09 gennaio 2017


Carissimi amici e lettori,

siamo arrivati a quota 7.003.928 visite al blog MiL - Messainlatino.it ! (scusate se ci è scappata la cifra tonda)

Quota 2 milioni era stata raggiunga a settembre 2011 (si veda qui)
Quota 4 milioni e cento era stata raggiunta a dicembre 2013 (si veda qui)
Quota 5 milioni era stata raggiunta a maggio 2014 (si veda qui
Quota 6 milioni e 37 mila era stata raggiunga a luglio 2015 (si veda qui

In 8 anni ci avete visitato in più di  7  milioni (qui il primo post nella "lontana" domenica gaudete del 2008), di cui

negli ultimi 12 mesi (2016):
1.174.286 visite in totale,  
654.793 visitatori totali  
233.947 nuovi visitatori "acquisiti" che non ci conoscevano prima 
con un aumento del +35,69% nel 2016 (se pur -4% rispetto al 2015) secondo il calcolo del contatore sulla destra del blog.

 Dal luglio 2015 invece
per quanto riguarda le visite: la media mensile e giornaliera viene confermata.
La crescita sui media pur essendoci, si è rallentata rispetto allo scorso anno 2016.
Sono invece aumentati i paesi da cui ci leggete. 

Sono diminuiti i lettori iscritti alla newletter.

Media di visite
Al giorno è confermata una media giornaliera di quasi 3.000 persone (con picchi di 4000, alcuni post hanno raggiunto anche i 5.000), e ci visitate per una media di 3700 volte al giorno (con vette di 7.000 volte al giorno; mentre in media 1050.000 volte al mese),

GEOLOCALIZZAZIONE
Provenite sempre da moltissimi Paesi dell'Orbe (189), Stato della Città del Vaticano compreso,(potremmo dire da tutti e 5 i Continenti: ci leggete, infatti, oltre che da moltissimi Stai

Amoris Laetitia e dubia: Card. Muller smentisce la possibilità di una correzione formale del Papa. La via di Vallini e il sesto dubium del card. Napier

Il Card. Müller, intervistato l'8 gennaio 2017 da TGcom4, ha smentito che ci potrebbe essere una correzione formale del Papa, poichè "in Amoris Laetitia non ci sono pericoli per la fede". 
Quali manovre vaticane sono state mette azionate, per far sì che il guardiamo della dottrina, dicesse una cosa simile
Sembrerebbe, e la cosa pare anche plausibile, che dietro a queste affermazioni del Prefetto dell'Ex Sant'Uffizio, ci siata stata una mossa scaltra di Papa Francesco per uscire dal vicolo cielo in cui lo avevano incastrato i cardinali dei dubia (e i loro molti sostenitori: il pontefice avrebbe chiesto a Benedetto XVI di convincere Müller a rilasciare questa affermazione (minacciando forse di rimuovere lo stesso Müller?). 

Qui il link per ascoltare e vedere l'intervista al telegiornale, e di seguito il testo dell'intervista. 
Una correzione fraterna al Papa mi sembra molto lontana, in questo momento non è possibile perché non c’è alcun pericolo per la fede”.

Lo ha detto alla trasmissione “Stanze Vaticane” di Tgcom24il Card. Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione della Dottrina della fede, in merito ai “dubia” sollevati da 4 cardinali (Burke, Meisner, Brandmüller e Caffarra) su alcuni paragrafi dell’esortazione apostolica “Amoris Laetitia” sull’accesso ai sacramenti per i divorziati risposati e sulla possibilità di fare una “correzione” a Papa Francesco.
Ognuno”, ha detto il porporato tedesco, “soprattutto i cardinali della Chiesa Romana, hanno il diritto di scrivere una lettera al Papa. Mi sono stupito perché questa però è diventata pubblica, costringendo quasi il Papa a dire sì o no. Questo non mi piace. Anche una possibile correzione fraterna del Papa”, ha continuato, “mi sembra molto lontana, non è possibile in questo momento perché non si tratta di un pericolo per la fede come San Tommaso ha detto”.

Il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio, ha poi continuato: “Siamo molto lontani da una correzione e dico che è un danno per la Chiesa discutere di queste cose pubblicamente. Amoris Laetitia è molto chiara nella sua dottrina e possiamo interpretare tutta la dottrina di Gesù sul matrimonio, tutta la dottrina della Chiesa in 2000 anni di storia. Papa Francesco”, ha concluso il cardinale, “chiede di discernere la situazione di queste persone che vivono un’unione non regolare, cioè non secondo la dottrina della Chiesa su matrimonio e chiede di aiutare queste persone a trovare un cammino per una nuova integrazione nella Chiesa secondo le condizioni dei sacramenti, del messaggio cristiano sul matrimonio. Ma io non vedo alcuna contrapposizione: da un lato abbiamo la dottrina chiara sul matrimonio, dall’altro l’obbligo della Chiesa di preoccuparsi di queste persone in difficoltà”.


Su Amoris Laetitia, vi proponiamo anche i seguenti due articoli.
Direi che il caos regna sovrano e preghiamo davvero con fervore che i "firmatari" non si tirino indietro.


- Dubia sui sacramenti ai risposati: la via di Vallini. Il cardinale Vicario: «Il Papa non dice che bisogna ammettere ai sacramenti, sebbene non lo escluda in alcuni casi e ad alcune condizioni». Né rigorismo né lassismo, di Tornielli, da lVatican Insider del 07.1.2017

- Card. Napier: con Amoris Laetitia anche i nostri poligami potranno ricevere la Comunione? il Sesto dubium., di Tosatti, da Stilum Curiae, del 071.2017


Roberto

Prete diocesano "confratelli sacerdoti: i giovani vogliono la Messa antica, in cui trovano meglio Dio".

Riportiamo lo splendido appello natalizio di un sacerdote diocesano rivolto ai suoi confratelli circa l'interesse sempre più crescente della Messa antica sui giovani. 
La notizia è data da Paix Liturgique 2.1.2017 ripresa da CNSP del 04.1.2017. 
Roberto

In questo inizio dell’anno 2017, nel corso del quale celebreremo il decimo anniversario del Motu Proprio Summorum Pontificum, siamo lieti di divulgare lo splendido appello in favore della celebrazione della forma straordinaria del rito romano lanciato con fervore da un sacerdote diocesano sulle frequenze di Radio Maria. Un appello tanto più toccante perché partito da un luogo altamente simbolico: la città di Trento, che ha «canonizzato» la messa romana.
Martedì 29 novembre 2016, Radio Maria trasmetteva il rosario, i vespri e la messa (forma ordinaria) dalla chiesa della Santissima Annunziata di Trento, sita nei dintorni della Cattedrale dove si aprì, nel 1545, il famoso Concilio. In quell’occasione, don Rinaldo Bombardelli, rettore della chiesa nella quale si celebra ogni domenica la forma straordinaria del rito romano, ha tenuto una bellissima predica sulla «ricerca di Dio», alla quale è chiamato ognuno di noi.
In particolare, don Rinaldo, sacerdote diocesano che celebra entrambe le forme del rito romano col desiderio di partecipare all’arricchimento spirituale dei suoi fedeli, proprio come auspicava Papa Benedetto XVI quando emanò il Summorum Pontificum, ne ha approfittato per invitare espressamente i suoi confratelli a «riscoprire la Santa Messa tradizionale» che attira tanto i giovani! Proposito stimolante, che siamo felici di offrire alla vostra meditazione e a quella dei nostri pastori.
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Fratelli e sorelle,
Le letture di oggi ci parlano del desiderio di Dio, del bisogno di cercare Dio e finalmente di poterlo trovare nella persona di Gesù. Isaia parla di nazioni che lo cercano con ansia, Gesù si rivela essere Lui e nessun altro la nostra salvezza. Il profeta descrive nei particolari sia la nostalgia di Dio che alberga nel cuore degli uomini sia la pienezza che solo Dio può offrire loro.
C’è un bellissimo motto che risale ai tempi di San Benedetto che fonda gran parte della spiritualità benedettina e che descrive molto bene l’atteggiamento dell’uomo che desidera aprirsi al mistero di Dio: QUAERERE DEUM. Cercare Dio.
Oggi più che mai il compito della Chiesa di ciascuno di noi battezzati laici e sacerdoti, è quello di cercare Dio e aiutare i nostri fratelli a trovarlo insieme con noi. La cosa bella è che il Signore ci dà tanti aiuti e strumenti perché la