sabato 22 luglio 2017

Il castigo di Dio!

Il castigo di Dio nei nostri giorni è la pressochè totale mancanza di vocazioni al sacerdozio e alla vita religiosa e la pazzia di tanti Consacrati che hanno perso il senno stando dietro al mondo e alle sue mode. 
AC  

Il più grande castigo.  

Alcuni anni fa, dimorando a Palermo, celebrai la Santa Messa in una Chiesa, lungo la via Paolo Emiliani Giudici. 

Quanta folla di fedeli! In sacrestia accudiva una donna ed alcuni frati. 

Domandai: Chi è il rettore di questa Chiesa? 
- Nessuno. 

Simone Veil è dinanzi al suo Giudice. Ed alle sue vittime…

Fraternité...
La "madre" dell'aborto in Francia, Simone Veil, è morta il 30 giugno scorso.
Ora è già davanti al giudizio di Dio.
Gli amici della TFP hanno pubblicato questo commento.
L


Parigi, 1 Luglio 2017

La Sig.ra Simone Veil è deceduta venerdì u.s., il 30 Giugno 2017, all’età di 89 anni. Della sua lunga carriera politica, la Storia riterrà senza dubbio che fu lei che ha promosso la legalizzazione  dell’aborto in Francia.



Non fu la sola a portare avanti questa lotta ma accettò volentieri di esserne l’icona, come lo dicono - non senza cattiveria - i media che hanno fatto di lei, col passare del tempo, una specie di santa della Repubblica.

Questa canonizzazione mediatica era stata acquisita quando ancora vivente. Adesso che si è appena spenta non fa altro che amplificarsi come accade spesso in tali circostanze. Tuttavia ci saranno voci che non pronunceranno nessun elogio e peraltro nessuna condanna, perché sono quelle degli innumerevoli nascituri soppressi in tutta

Arcidiocesi di Sassari. Dieci anni di Summorum Pontificum. Una buona retrospettiva per un miglior avvenire.

Ringraziamo di cuore il Dott. Marcello Derudas di Sassari per averci cortesemente inviato in occasione del X anniversario del Motu Proprio Summorum Pontificum una bellissima riflessione piena di cristiana speranza.
Ne approfittiamo per rivolgere un affettuoso saluto ai carissimi amici di Sassari! 
AC

Arcidiocesi di Sassari. Dieci anni di Summorum Pontificum. 
     Una buona retrospettiva per un miglior avvenire. 

di Marcello Derudas (*)

Nel decennale della promulgazione del Motu proprio ‘Summorum Pontificum cura’ di Benedetto XVI, anche dalla diocesi di Sassari – che attende in autunno l’insediamento del nuovo arcivescovo – l’eletto mons. Gianfranco Saba - si leva una voce che, ringraziando il Pontefice emerito di questo dono, vuole – assieme al resto del Coordinamento Nazionale Summorum Pontificum italiano – offrire un breve resoconto della propria esperienza. 

La celebrazione è iniziata regolarmente dopo il 14 settembre 2007, e fin da subito –

venerdì 21 luglio 2017

Il "Papa nero" S.J. venera Budda (dopo aver negato l'esistenza del Diavolo)...

Il Superiore Generale della Compangia di Gesù, p. Arturo Sosa Abascal (eletto lo scorso ottobre 2016 alla guida dei Gesuiti) dopo averla sparata grossa dicendo che "il Diavolo è un'invenzione simbolica" (M. Tosatti, 2.6.2017) si fa ora ritrarre in questa bella foto mentre venera Budda insieme con i pelati monaci buddisti.

Ci asteniamo da ogni commento su questo - per noi  indegno - successore di S. Ignazio di Loyola, ma ci uniamo a quello magistralmente scritto stamane da Aldo Maria Valli nel suo blog. 

Possiamo dire che fin'ora, dei (tre*) Gesuiti assurti agli onori delle cronache in questi ultimi tempi, non si salva proprio nessuno, eh!

Quella gloriosa "di Gesù", più che Compagnia, sta diventando... una "combriccola".


Ne attendiamo uno per poter essere smentiti! 

Roberto

*il secondo è p. James Martin, consultore del Segretariato per le comunicazioni della S. Sede; il terzo... bè, inutile specificarlo...

 

Attilio Mordini di Selva: un ricordo a oltre cinquant’anni dalla scomparsa


Dagli amici di  Cultura e Identità  (nuovo fascicolo 16\2017) un ricordo del pensatore Attilio Mordini.
Sul sito  web www.culturaeidentita.org    si possono trovare  le indicazioni per  gli indici delle annate 2009-2012 della versione cartacea e i numeri arretrati della versione online — o inviare una  e-mail a .  info@culturaeidentita.org.

L

Oscar Sanguinetti

Sullo scrittore cattolico Attilio Mordini, barone di Selva, scomparso il 4 ottobre 1966, dunque poco più di cinquant’anni fa, i dati biografici non abbondano: i “buchi” nella sua memoria sono parecchi e ciò che resta è senz’altro insufficiente per soddisfare i requisiti minimali di una vera e propria biografia. Le numerose schede o i molteplici cenni in cui pure ci s’imbatte cercando di lui — persino quelli di personaggi che ebbero familiarità con lui quando era in vita, quale per esempio il medievista Franco Cardini — sostanzialmente riportano tutti le medesime scarne informazioni.

1. Qualche ragguaglio biografico

Fra caduta e riscatto. Viva Boromir

Per i devoti, come il sottoscritto de Il Signore degli Anelli di Tolkien per capire vera e falsa misericordia.
L

di Fabio Aiello
Tra tutti i personaggi de “Il Signore degli Anelli” Boromir mi ha colpito moltissimo per la sua straordinaria umanità.
Egli non è il re, quel ruolo spetta di diritto ad Aragorn che rappresenta l’archetipo dell’uomo, come dice san Paolo “l’uomo nuovo, creato secondo Dio nella giustizia”, egli semplicemente è il primogenito figlio del sovrintendente di Gondor chiamato solo a guidare un gregge che non gli appartiene, ma a farlo da “servo buono e fedele”, in attesa del ritorno del Re.
Insomma Boromir è un uomo come tutti noi, ci viene descritto come “un uomo alto e dal volto bello e nobile” e allo stesso tempo fragile e peccatore. Egli non resiste alla tentazione dell’unico, pensa sciaguratamente di poter usare l’Anello controllarlo e volgerlo a suo servizio: “Noi bramiamo solo la forza necessaria per difenderci, per difendere una giusta causa...l’anello mi conferirebbe il potere del comando” dice Boromir a Frodo cercando di impradonirisi dell’anello.

L'ultima storia di Santa Marta

Il noto sito Benoit etmoi  ha recentemente pubblicato questo post, del quale vi proponiamo la nostra traduzione.

Un aneddoto quantomeno preoccupante che mi trasmette un lettore sacerdote (18/7/2017)
La storia risale a qualche giorno fa. Non è un fatto isolato, ma un episodio che si incastra con  molti altri, e che svela un aspetto piuttosto inquietante della personalità del Papa, in tutti i casi molto distante dalla cordialità presentata dai media.

Peraltro, lo stesso sacerdote mi confida: «Un amico argentino, che conosceva bene il Vescovo Bergoglio, mi dice che sa essere molto duro con i deboli».

L’affidabilità della fonte (di cui non desidero svelare l’identità, ma che è una personalità nota) è al di sopra di ogni sospetto.

Un gruppo di giovani preti, tutti appartenenti alle stessa diocesi, e che sono stati appena ordinati, ha fatto un pellegrinaggio a Roma. Non sono tradizionalisti, ma giovani preti del girono d’oggi, camicia bianca col colletto, classici, pii, normali, assai felici del dono di Cristo che hanno appena ricevuto. Naturalmente, hanno chiesto e ottenuto di desinare a Santa Marta e di essere presentati al Papa, e anche di concelebrare con lui l’indomani. 

Arrivano dunque a Santa Marte all’ora stabilita, e si mettono nel posto che viene loro indicato. Un segretario li segnala al Papa che sta arrivando verso di loro. Il Papa: «Di dove siete?». E loro, tutti fieri: «Della diocesi di X». E lui, con l’espressione delle cattive giornate: «Ah, a X, ci sono ancora molti preti. Significa che là c’è un problema, un problema di discernimento». E prosegue il suo cammino.
I giovani preti, sbalorditi, si guardano tra loro, si consultano, ed escono senza mangiare. E, l’indomani, hanno fatto a meno della concelebrazione di Santa Marta.


Ordinazione Sacerdotale conferita da Mons.Gänswein. Il neo Sacerdote: "l’importanza determinante di Benedetto XVI per la mia vocazione"

Nel X anniversario della pubblicazione del Motu Proprio  "Summorum Pontificum" la Provvidenza ci ha riservato la grande gioia di pregare  per il novello Sacerdote Padre Aleksander Sebastian Iwaszczonek, Chierico Regolare Teatino, ordinato domenica scorsa, affidato alla celeste protezione dell' Immacolata Concezione, di San Gaetano Thiene, di Sant'Andrea Avellino, del beato Giovanni Marinoni, del beato Paolo Burali e degli altri venerabili teatini venerati nell'Insigne Basilica di San Paolo Maggiore di Napoli.
Chiediamo al novello Sacerdote  la carità di ricordarsi nelle sue preghiere  dei gruppi dei fedeli che devotamente seguono la spiritualità dell'antica e sempre nuova Liturgia  della Chiesa.
AC

Benedetto XVI, modello di vita sacerdotale

Domenica 16 luglio, festa della Madonna del Carmine, nella Basilica di San Paolo Maggiore in Napoli, S.E.Rev.ma Mons. Georg Gaenswein, Prefetto della Casa Pontificia e Segretario particolare di Benedetto XVI, ha conferito l’ordinazione sacerdotale a Padre Aleksander Sebastian Iwaszczonek, Chierico Regolare Teatino.




 

Mons. Gaenswein ha tenuto una splendida omelia sulla figura del Sacerdote e la sua missione, nella quale non era difficile cogliere citazioni e spunti ratzingeriani, dall’omelia del

giovedì 20 luglio 2017

Foto dei funerali del Card. J. Meisner a Colonia.

Il benemerito blog NLM - New Liturgical Movement ha ieri pubblicato alcune foto dei Riti funebri in suffragio dell'anima del Card. Mesner che si sono tenuti sabato 15 lulgio 2017 nella chiesa di S. Gereon ( i vespri per i defunti) e nel Duomo (la Messa da Requiem).
Le foto sono tratte dal sito dell'Arcidiocesi di Colonia e qui potete vederle tutte. 
Roberto

VESPRI DA MORTO nella chiesa di S. Gereon



 vespri per i defunti nella chiesa di S. Gereon
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PROCESSIONE VERSO IL DUOMO 

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Dimissioni dall''Ordine di Malta "Il Papa non è fedele alle Scritture e alla Tradizione". - Gotti Tedeschi: "Sul coro di Ratisbona: scandalo come "avvertimento"

Due notizie di questi giorni sono di particolare rilievo, anche se non trovano degno spazio sui media.
Ma noi teniamo a diffonderle. 

1)  Sulle dimissioni di un membro del Sovrano Ordine di Malta, un cavaliere scrive questa lettera, che noi riprendiamo da Radio Spada di ieri 18.07.2017:

Oggetto: dimissioni dal Sovrano Militare Ordine di Malta
A: - Delegazione di Piemonte e Valle d’Aosta del Sovrano Militare Ordine di Malta
e, p.c.:
– Gran Priorato di Lombardia e Venezia del Sovrano Militare Ordine di Malta

– Luogotenente di Gran Maestro Fra’ Giacomo Dalla Torre
– Segreteria di Stato della Santa Sede
Io sottoscritto Alberto Di Janni [omissis] considerati:
1) l’ingerenza di Francesco I nelle questioni interne dell’Ordine, ingerenza da me reputata inaccettabile tanto nella forma quanto nella sostanza;

2) la supina sottomissione dei vertici e dei membri dell’Ordine alla suddetta ingerenza, con particolare riguardo dapprima all’accettazione delle dimissioni del Gran Maestro Matthew Festing e in seguito alla sua mancata rielezione;
3) l’essersi l’Ordine trasformato da glorioso baluardo a difesa della fede e a protezione dall’invasione degli infedeli in strumento che tale invasione favorisce e agevola, trasformazione evidenziata anche dall’elisione dell’appellativo “Militare” dai comunicati dell’Ordine;

4) il non poter promettere ubbidienza e fedeltà a un Papa che non ritengo fedele alle Scritture e alla Tradizione della Chiesa;
presento le mie dimissioni da membro dell’Ordine.

È un passo che mi costa rincrescimento e dolore, specie nel ricordo della nobile figura di molti appartenenti all’Ordine, ma se un tempo era per me un onore l’appartenenza all’Ordine di Malta, ora la mia coscienza e il mio onore mi impongono di uscirne.
Mi riservo di rendere pubblica questa mia lettera.
Firmato: Alberto Di Janni

2) Sullo scandalo ad hoc che ha investito in queste ore la Chiesa (vicenda di 547 bambini che, tra il 1945 e l'inizio degli anni '90, avrebbero subito violenze corporali (schiaffi, starttoni, ecc) -e 67 di questi abusi sessuali- nel coro del Duomo di Ratisbona, il più antico coro di voci bianche del mondo e che fu anche diretto per trent'anni dal fratello del papa emerito Benedetto XVI, Georg Ratzinger). [...]
Molti ritengono questo scandalo costruito ad arte per colpire il Papa emerito Benedetto XVI, una figura scomoda e combattuta. Intelligonews ha sentito il parere autorevole dell'economista cattolico, già presidente dello Ior Ettore Gotti Tedeschi.

 Caso Ratisbona. Si parla di più di 500 vittime di violenza. E' una fase di indagine, ma già gridano al silenzio complice della Chiesa. Lei come valuta quanto emerso finora?
"Distinguerei le ragioni di questo supposto avvertimento dalle modalità. Per quanto riguarda le ragioni, devo dire che era scontato venisse fuori per due motivi in particolare. Il primo è da legare alle non gradite considerazioni fatte dal Papa emerito sull’introduzione al libro del cardinal Sarah e quelle dedicate al cardinal Meisner, durante l’elogio funebre. Il secondo motivo risiede nella “caduta in disgrazia”, con seguito di polemiche inevitabili, del Prefetto della dottrina della Fede, cardinale Muller (vescovo di Ratisbona  dal 2002 al 2012). Per quanto riguarda invece le modalità, come sorprenderci dell’utilizzo di notizie di scandali per avvertire? Siamo freschi di identiche esperienze riferite al cardinal Pell poche settimane fa. Essendo questa una esperienza che ho provato personalmente, che

Il Vaticano II: il concilio che ha diviso i fedeli.



Se non c'è il cuore puro
 di Enrico Salvi

Spesso, su questo blog Messainlatino.it, nello spazio riservato ai commenti si scatenano dispute assai vivaci, e forse anche un po’ troppo astiose, tra cattolici che si situano su posizioni contrastanti o addirittura  opposte, sicché l’invettiva, consistente nello scagliarsi contro alcuno con parole (etimo.it), assume una vibrazione piuttosto intensa per la quale l’unità dei cattolici si sgretola miseramente. Secondo la formula del Credo, «credo LA Chiesa una, santa, cattolica e apostolica» è una verità di principio e di fede che ormai da parecchi decenni non ha riscontro nell’unità dei cattolici, sia laici che ecclesiastici, che sono divisi e impegnati nello scagliare invettive reciproche, più o meno moderate o eccessive, senza che ciò approdi ad una qualche positività ed anzi confermando ciascuna delle fazioni nelle proprie convinzioni. Questo blog, insomma, è un piccolo specchio che riflette fedelmente la DIVISIONE CONTRADDITTORIA che impera fra i cattolici.

Indubbiamente è il Concilio Vaticano II che ha provocato (cosa mai successa prima) la divisione, e chi volesse negarlo è in mala fede oppure, com’è più probabile, non avendo una preparazione sufficiente si lascia andare ad osservazioni superficiali. Se la Chiesa è sempre la stessa nessuno può negare che  riguardo al Concilio ci siano un prima e un dopo attestati dal contenuto dei documenti conciliari e dalla conseguente prassi pastorale. La Chiesa è sì sempre la medesima, ma non è certamente un caso che a partire dal Vaticano II tra i cattolici sia scoppiata una divisione profonda e sempre più esasperata e che non sembra ricomponibile proprio a causa di tale Concilio, che ha inteso imprimere un inconfutabile cambiamento di rotta alla Barca di Pietro, e che si può così sintetizzare: da verso Dio a verso l’uomo.

La divisione classica è quella fra tradizionalisti e modernisti, dualismo innegabile e disintegratore che, è bene ripeterlo, stride assai con «la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica» in cui gli appartenenti alle due fazioni dichiarano di credere secondo la formula che si trova, identica, tanto nella Messa di san Pio V quanto in quella di Paolo VI. Vi è anche da tenere presente anche una terza categoria di cattolici, e cioè quella dei neo-tradizionalisti che del periodo post-concilare tendono a salvare il salvabile, specialmente nella persona di alcuni Papi, o forse di tutti, che hanno governato la Chiesa dal Vaticano II in poi. Abbiamo così «la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica» formata da cattolici divisi che però recitano lo stesso Credo, CONTRADDIZIONE MACROSCOPICA, questa, di cui nessun cattolico sembra rendersi conto e che nessuna motivazione teologica o esegetica, per quanto minuziosa e circostanziata, può trascendere e giustificare: CONTRA FACTUM NON VALET ARGOMENTUM.

mercoledì 19 luglio 2017

el Oficio Divino- Breviario Romano tradicional - enteramente en español o latín. Messalino bilinque per i fedeli di lingua spagnola

Diamo la bella notizia del breviario bilingue spagnolo-latino. Ci hanno chiesto di poter lasciare il testo in spagnolo, e noi così facciamo. 
Roberto


Breviario Romano Tradicional bilinüeOs anunciamos una excelente noticia a todos aquellos que amáis la venerable liturgia tradicional.
Al fin los fieles hispano hablantes pueden rezar el Oficio Divino- Breviario Romano tradiciona- enteramente en español o latín. Si bien era dificilísimo encontrar un Breviario usado en latín con las antiguas rúbricas, imposible resultaba hallarlo en una traducción bilingüe latín-español porque nadie había acometido hasta hoy tal tamaño empredimiento. Razón por la cual el Summorum Pontificum carecía del instrumento necesario para su aplicación en el otro pilar litúrgico.
Gracias al esfuerzo ímprobo de Sapientiae Sedei Filii, existe hoy la posibilidad de acceder a un Breviario tradicional único. 

El Susodicho Breviario contiene completo:
Laudes I, Laudes II, Prima, Tercia, Sexta, Nona, Vísperas y Completas, para todo el año litúrgico tradicional. 
Está dividido según costumbre:

La dottrina della giustificazione di Lutero nel commento alla Lettera ai Romani

Dagli amici di  Cultura e Identità  (nuovo fascicolo 16\2017) una nuova e approfondita analisi sul pensiero di Martin Lutero.
Sul sito  web www.culturaeidentita.org    si possono trovare  le indicazioni per  gli indici delle annate 2009-2012 della versione cartacea e i numeri arretrati della versione online — o inviare una  e-mail a .  info@culturaeidentita.org.
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Ermanno Pavesi

1. Quando inizia la Riforma?

L’inizio della Riforma protestante viene normalmente identificato con la pubblicazione delle Novantacinque Tesi sulle indulgenze da parte di Martin Lutero (1483-1546), avvenuta nel novembre del 1517, pubblicazione che viene assunta come evento d’inizio della Riforma, di cui quest’anno ricorre il cinquecentesimo anniversario.
Anche se può essere seducente assegnare una data precisa all’inizio della Riforma, questo è discutibile per vari motivi. Nel saggio introduttivo all’edizione italiana delle lezioni Lutero sulla Lettera ai Romani di san Paolo di Tarso, monsignor Franco Buzzi, Prefetto e Dottore della Biblioteca Ambrosiana di Milano, che ha curato l’opera, ricorda che gli stessi specialisti di Lutero non sono concordi nel datarne l’inizio e propongono date che variano dal 1505 al 1519[1]. Queste divergenze sono comprensibili se si tiene conto che la Riforma protestante, cioè il movimento che porta diverse chiese, specialmente in area germanica, a separarsi dalla Chiesa cattolica, è nata dalla elaborazione da parte di Lutero del suo pensiero teologico originale in un processo durato molti anni di progressivo confronto con la teologia e la dottrina cattoliche, e che la formulazione di tesi antitetiche alla dottrina cattolica, ancorché in tempi e con “velocità” differenti, ha portato allo scontro aperto con la gerarchia. Non stupisce, quindi, che alcuni autori considerino certe opere solo come “pre-riformatrici”, mentre altri le considerino già espressione di un pensiero riformatore. Fissare l’inizio della Riforma al 1517 non è solo arbitrario, ma è soprattutto fuorviante, perché identifica l’elemento centrale della Riforma nella questione delle indulgenze, una questione che per Lutero rappresentava solamente un aspetto particolare e che anche per specialisti protestanti ha un ruolo marginale.
Si deve tener presente che la bolla Exsurge Domine di Papa Leone X (1513-1521) del 15 giugno 1520 elenca quarantuno tesi che Lutero avrebbe dovuto ritrattare entro sessanta giorni, pena la scomunica, e che solo sei di queste tesi, quelle dalla XVII alla XXI riguardano le indulgenze, mentre le restanti trentacinque trattano di altre questioni. Lutero però, non solo non le ha ritrattate, ma, al contrario, ha continuato a difenderle e in alcuni casi le ha formulate in maniera ancora più radicale[2].

martedì 18 luglio 2017

Un dono di Romualdica: le Lodi domenicali dell'Ufficio monastico


Una delle tante iniziative dei benemeriti amici di Romualdica, che noi di MIL cerchiamo da tempo di far conoscere.
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Romualdica, 11-7-2017
A partire dal Natale 2014, con il prezioso aiuto di valenti amici cui rinnoviamo tutta la nostra gratitudine, abbiamo messo progressivamente a disposizione dei lettori di Romualdica i testi del Breviarium monasticum del 1963 (secondo il codice delle rubriche del 1960), in latino con traduzione italiana a fronte. 
Abbiamo iniziato pubblicando il testo della Compieta monastica, cui ha fatto seguito, in concomitanza con la solennità di san Benedetto dell’estate 2015, il fascicolo con i Vespri domenicali dell’Ufficio benedettino. A Natale del 2015 è stata la volta dell’Ora Terza settimanale in latino-italiano del Breviarium monasticum tradizionale; poi, in occasione della Quaresima 2016, è stata la volta dell’Ora Sesta settimanale; e infine, durante il tempo pasquale del 2016, abbiamo pubblicato l’Ora Nona settimanale.
Ancora una volta con l’intento di favorire la scoperta della straordinaria ricchezza dell’Ufficio Divino, desideriamo ora mettere a disposizione il fascicolo delle Lodi domenicali (fuori del tempo pasquale), sempre secondo le rubriche del Breviarium monasticum del 1963, in latino con traduzione italiana a fronte. Il fascicolo è disponibile in formato pdf al seguente link, oppure tramite la finestra qui in basso.
Ricordiamo che è possibile seguire in diretta gli uffici liturgici diurni dell’abbazia benedettina Sainte-Madeleine di Le Barroux (Lodi, Prima, Terza, Sesta, Nona, Vespri, Compieta) attraverso un apposito link interno al sito Internet del monastero, cantati integralmente in gregoriano nella forma extraordinaria del Rito romano (Breviario monastico del 1963).

Mons. Sample (USA): "No all'Amoris Laetitia. I gay e i divorziati devono pentirsi e cambiare vita"

Mons Sample, che ha preso parte attivamente allo scorso V Pellegrinaggio internazionale del Populus Summorum Pontificum 2016, è molto chiaro e ha emanato delle linee guida per la propria diocesi di Portland sull'Amoris Laetitia in modo che essa si possa attuare in linea con il magistero e la tradizione della Chiesa. 
Roberto


 L’Arcivescovo di Portland:
"i gay attivi devono pentirsi e cambiare, prima di ricevere la Comunione"
 dal blog finedeitempi del 12.07.2017

L’Arcivescovo di Portland (Oregon, USA), Mons. Alexander King Sample, pubblica le linee guida per l’attuazione di ‘Amoris Laetitia’.
Afferma che le persone dello stesso sesso, che vivono insieme, devono: “Confessare Sacramentalmente tutti i peccati gravi con lo scopo fermo di cambiare, prima di ricevere la Santa Eucarestia”

L’Arcivescovo Alexander  ha pubblicato linee guida che sostengono l’insegnamento costante della Chiesa, che i Cattolici in “peccato grave” – ​​inclusi gli omosessuali attivi e quelli in unione adultera – devono pentirsi prima di ricevere la Comunione.

Le nuove linee guida dell’Arcivescovo Conservatore, sono destinate ad attuare l’esortazione di Amoris Laetitia di Papa Francesco in un modo: “compatibile con l’insegnamento della Chiesa”.

Le linee guida affermano ancora, che: coloro che sono in “gravi peccati”, tra cui persone divorziate e risposate in modo civile e persone in un rapporto di sesso identico attivo, devono “Confessare Sacramentalmente tutti i peccati gravi con un fermo scopo di cambiare, prima di ricevere la Santa Eucaristia“.
un giovane don Sample con Giovanni Paolo II
L’Arcivescovo ha scritto nelle sue linee guida del maggio 2017 su Amoris Laetitia una richiesta di: “un accompagnamento sensibile su coloro che hanno una cattiva comprensione dell’insegnamento Cristiano sul matrimonio e della vita familiare, e che non possono vivere in accordo con la Fede Cattolica, anche se tuttavia desiderano essere più integrati nella vita della Chiesa, compresi i Sacramenti della Penitenza e la Santa Eucarestia “.

Ma il vero accompagnamento, ha detto, può avvenire solo nella “Tradizione dell’insegnamento e della Vita della Chiesa”. L’Arcivescovo conclude dicendo: mentre le linee guida possono essere “un duro insegnamento per alcuni”, essi “corrispondono con la realtà della nostra convinzione, sulla natura della Santa Eucaristia, dell Matrimonio e della Chiesa”.