martedì 18 giugno 2019

Foto e video del Secondo Pellegrinaggio della Tradizione delle Venezie alla Basilica della Salute a Venezia

Proponiamo ai nostri lettori qualche foto e video della Santa Messa prelatizia celebrata da Mons. Marco Agostini, cerimoniere del papa, lo scorso 15 giugno 2019 nella Basilica della Salute a Venezia, in occasione del Secondo Pellegrinaggio delle Tradizione delle Venezie (si veda il nostro post QUI).
Per maggiori dettagli e altre foto si veda QUI e QUI.
Ringraziamo Traditio Marciana per la splendida organizzazione dell'evento e delle cerimonie.
AZ



E’ morto don Michał Łos. La sua storia aveva commosso il mondo: Polonia, politica e sacerdote alter Christus

E’ morto don Michał Łos: la sua storia aveva commosso il mondo. 
Avevamo preparato questo post per domani, ma il sacerdote polacco è morto prima: R.I.P.
Non servono commenti per la foto sopra, postata su Twitter da National Catholic Register:
"Padre Michał Łos, che soffre di cancro alla fase 4, ha dato la sua benedizione al Presidente della Polonia, Andrzej Duda, nella sua stanza d'ospedale. Il Presidente Duda ha fatto una visita a sorpresa al sacerdote il suo 31 ° compleanno ieri presso l'ospedale militare di Varsavia. #Prayers."

Sinodo Amazzonia, Instrumentum Laboris, prime riflessioni tra fregnacce ed eresie

Dagli amici di Campari e de Maistre le prime brevissime riflessioni sul tragico Instrumentum Laboris del ASSEMBLEA SPECIALE DEL SINODO DEI VESCOVI PER LA REGIONE PANAMAZZONICA
AMAZZONIA: NUOVI CAMMINI PER LA CHIESA E PER UNA ECOLOGIA INTEGRALE del 6\27 ottobre 2019.
QUI La Bussola.
Luigi


L'Instrumentum Laboris presentato oggi, riguardante il sinodo sull'Amazzonia che si terrà ad ottobre, è sconcertante, più di ogni aspettativa. Se da un lato ci si aspettava un documento estremamente ecologista, indigenista, sincretista e contenente aperture ai preti sposati, i viri probati e via dicendo, dall'altro non ci si aspettava un'esagerazione come quella che è stata prodotta.

L'articolo di Aldo Maria Valli e le vocazioni nelle catacombe: "Dio non ha smesso di chiamare!"




L'ultimo articolo di Aldo Valli dal titolo "“Ecco come io, giovane prete (non) sono stato formato” riporta la toccante e precisa testimonianza dello "stesso giovane prete, ancora piuttosto fresco di seminario, che giorni fa mi ha inviato la lettera che ho intitolato Ecco perché il popolo non si riconosce più nei pastori" post che , da quel che sappiamo, è stato letto e condiviso da migliaia di Lettori. 
Due passi del citato articolo (link sotto) ci aiutano per una riflessione sulla sterilizzazione delle vocazioni (in parte provocata dagli stessi chierici infedeli) : una sciagura che sta affliggendo ai nostri giorni la Santa Chiesa Cattolica nostra Madre e Maestra . 
Ha scritto il giovane Sacerdote: 
- Mi ha sempre colpito un fatto: i superiori guardano con autentico terrore ogni comportamento che nel cammino seminaristico sveli una certa attrazione per ciò che è propriamente sacerdotale, come se fosse sinonimo di “fissazione clericale” o frutto di una

lunedì 17 giugno 2019

Il cardinale Ravasi su Salvini: “Ostentare il rosario? Un rito magico”. Ma la casule di Giovanni Paolo mischiate ai cappucci bondage no?


Ma questi prelati non si potrebbero occupare di più delle chiese vuote, dei seminari che si svuotano, dei bambini morti ammazzati nella pancia delle madri, invece di occuparsi di Salvini?
Andra  Zambrano, felicemente QUI, gli ricorda l'organizzazione del galà al MET di New York con la papessa Rihanna  e contorno di casule di Giovanni Paolo II  mischiate a cappucci in cuoio per bondage (sulla disgustosa vicenda vedere MiL QUI). Ma, si sa, come diceva Merlino nel film Excalibur,  il guaio dell'uomo è che dimentica.
Luigi

Prima Messa all'interno di Notre-Dame ferita. Mons.Aupetit "Ci vergogniamo della fede dei nostri antenati? Ci vergogniamo di Cristo? La cultura senza culto diventa incultura."



Sabato 15 giugno 2019. La festa della Dedicazione della Basilica Cattedrale di Notre-Dame di Parigi è stata celebrata simbolicamente per la prima volta all'interno della chiesa dopo il terribile, rapidissimo incendio che l'ha devastata nel pomeriggio del lunedì santo 15 aprile   . (MiL QUI )  Dopo la tragedia nel giorno del Venerdì Santo l'Arcivescovo aveva guidato l' indimenticabile Via Crucis  per la strada che costeggia il Lungosénna sempre con lo sguardo e con la preghiera rivolti alla Cattedrale piagata. Più volte l'Arcivescovo aveva espresso il  desiderio di celebrare il Santo Sacrificio Eucaristico all'interno della Cattedrale ferita. (QUI) Così è stato!  
Nella Solennità della Dedicazione della Chiesa Cattedrale hanno concelebrato i Rev.mi Canonici del Capitolo Metropolitano e alcuni Sacerdoti fra i quali l'Abbé Jean-Marc Fournier, il cappellano dei vigili del fuoco di Parigi che la sera di quel tragico Lunedì Santo aveva salvato eroicamente il Santissimo Sacramento custodito nel Tabernacolo e le Reliquie impartendo la benedizione eucaristica alla chiesa prima di uscire dalla Cattedrale in fiamme. ( MiL QUI) Una trentina di persone in tutto per ovvi motivi di sicurezza.
Al termine della Santa Messa tutti si sono rivolti verso la statua della Vergine Maria, messa in salvo dai Vigili del Fuoco  e "ingabbiata" (v.foto 2) cantando il "Salve Regina" come avveniva sempre  alla fine delle celebrazioni solenni. L'Arcidiocesi parigina ha deciso di collocare al più presto una copia della famosa e venerata statua medioevale della Madonna nella piazza davanti la cattedrale disponendo la presenza ininterrotta di sacerdoti confessori per accogliere e per confessare quei pellegrini che sentono il bisogno di riconciliarsi con Dio.
L'Omelia dell'Arcivescovo riluce di grande fede e di sincera devozione!
Grazie Mons. Aupetit!
AC

Omelia di mons. Michel Aupetit alla
Messa della Dedicazione della Cattedrale di Notre-Dame de Paris 
Sabato 15 giugno 2019 Cattedrale Notre-Dame di Parigi

La dedicazione proviene da dedicatio che significa consacrazione. 
La dedicazione è la consacrazione di una chiesa al Culto Divino. 
Ciò che celebriamo ogni anno con la dedica è il motivo profondo per cui è stata costruita la Cattedrale di Notre Dame: mostrare l'anelito dell'uomo verso Dio.

La cattedrale nasce dalla fede dei nostri antenati. Ci mostra la fiducia nella bontà di

Viganò, McCarrick, intervista al Washington Post e molto altro sul verminaio ancora in corso

Per i nostri lettori, facciamo il punto degli ultimi sviluppi della vicenda del predatore omosessuale seriale card.  McCarrick,  di tutta la filiera di appoggi e omissioni che hanno coinvolto il S. Padre e parte del suo inner circle e che vedono ancora ai posti di comando molti dei prelati in qualche modo coinvolti (il Card. Farrel, Prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita e camerlengo di Santa Romana Chiesa, convivente con  McCarrick nella stessa casa per quasi sette anni,  uno per tutti):
  1. una lunga e approfondita (QUI Chiesa e Postconcilio) intervista all'Arcivescovo Carlo Maria Viganò sulla vicenda. 
  2. QUI sempre lo stesso sito cita una testimonianza di George Weigel, il biografo di Giovanni Paolo II, in cui afferma che "6 anni fa Viganò mi disse di aver richiamato l'attenzione del Papa sul caso McCarrick".
  3. QUI Magister ci spiega i maneggi degli spin doctors del S. Padre per evitare le domande su questo argomento (e su altri) e per correggere le risposte di Francesco, spesso imbarazzanti.
  4. QUI, sempre Magister ci spiega "Chi ha coperto le malefatte di McCarrick. I silenzi e le parole del papa".
  5. QUI le decine di post che MiL ha dedicato alla gravissima vicenda.
Preghiamo e speriamo che questo verminaio, come ci è stato promesso dalla S. Sede, venga  COMPLETAMENTE reso chiaro e che non finisca solo con la riduzione allo stato laicale di un cardinale  ottantanovenne ma si rivelino complicità e responsabilità a tutti i livelli, anche i più alti (QUI, inter alia su MiL, il filmato - scovato da MiL -  della conferenza di McCarrick  alla  Università di Villanova dell'11 ottobre 2013 in cui il cardinale, dopo aver premesso che "Bergoglio was a friend of mine" rivela tutta una serie di retroscena sull'elezione del Papa, delle strategie da mettere in atto dopo la sua elezione e dei suoi rapporti con Francesco stesso. Post e filmato che i nostri lettori dovrebbero veramente leggere e ascoltare, se non l'hanno già fatto).
Mater boni consilii ora pro nobis.
Luigi

domenica 16 giugno 2019

Santità, non guardi da un’altra parte

Una bella e accorata lettera che don Alfredo Morselli ha inviato al Blog di Aldo Maria Valli sul ruolo paterno del Papa
Luigi

13-6-19
Santo Padre, una nuova Professione di fede è stata redatta da alcuni cardinali e vescovi[1]; dopo i dubia dei cardinali, dopo le richieste di udienza dei medesimi, dopo tanti altri appelli e dopo il Manifesto della Fede del cardinale Müller, nuovamente alcuni vostri Figli e fratelli nell’episcopato si sentono in coscienza di ribadire le più elementari verità di fede, di cui oggi molti uomini di Chiesa pubblicamente dubitano.

Parigi-Chartres: da Nostra Signora a Nostra Signora


Un bell'articolo dall'amica Daniela  sul Pellegrinaggio Parigi Chartres di quest'anno (QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI,  gli articoli del nostro inviato AZ) a cui si aggiunge il bellissimo breve filmato sopra.
Luigi

Parigi-Chartres: da Nostra Signora a Nostra Signora

Dall’8 al 10 giugno scorsi si è svolto in Francia il 37° pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres. L’evento vede annualmente la presenza di oltre diecimila pellegrini, in gran parte giovani e giovanissimi, che da ogni angolo di Francia e del mondo si riuniscono per percorrere a piedi in tre giorni i cento chilometri circa che separano la cattedrale di Notre-Dame a Parigi dalla cattedrale di Notre-Dame a Chartres: da chiesa a chiesa, da gotico a gotico, da Nostra Signora a Nostra Signora. Quest’anno eccezionalmente, dati i problemi logistici legati al recente incendio della cattedrale parigina, la partenza è stata spostata alla chiesa di Saint-Sulpice, sempre a Parigi.

Notre-Dame de Chrétiente, l’associazione di laici che organizza l’imponente pellegrinaggio mariano e vincolato alla forma extraordinaria del Rito romano, ha avuto come motto “Tradizione – Cristianità – Missione”.

Le particolarità di questo storico pellegrinaggio sono molte. Alla prima abbiamo già accennato: basta guardare le foto ufficiali diffuse dal sito degli organizzatori per rendersi conto del fiume di giovani che marciano, cantano, pregano, si confessano, si inginocchiano. Gli appelli alla confessione, in particolare, sono ripetuti costantemente lungo i tre giorni di cammino e sono presenti centinaia di sacerdoti che confessano camminando, nei brevi momenti di sosta, al campo al mattino presto e alla sera tardi, confessano i pellegrini, i volontari del servizio d’ordine, i medici e paramedici disseminati lungo il cammino, gli altri sacerdoti, le suore, i seminaristi…

Il secondo elemento caratterizzante del pellegrinaggio è che riunisce gran parte degli istituti religiosi e dei gruppi di laici legati alla Messa “in rito antico”: Fraternità Sacerdotale San Pietro, Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote, Istituto del Buon Pastore, Fraternità San Vincenzo Ferrier, monastero benedettino di Sainte-Madeleine a Le Barroux, monastero benedettino di Fontgombault e le sue filiazioni, numerosi altri ordini di religiose… Bisogna ricordare che, in un Paese fortemente secolarizzato come la Francia, le vocazioni di tali istituti tradizionali si stanno avvicinando al 50% del totale: si tratta quindi di un mondo la cui fede è viva e feconda.

Durante il pellegrinaggio sono celebrate tre messe tridentine: una di inizio, solitamente a Notre-Dame di Parigi – quest’anno come dicevamo a Saint Sulpice –, celebrata da padre Julian Large, rettore dell’Oratorio di Londra, una Messa solenne la domenica di Pentecoste in un prato a Courlis, subito dopo la traversata del bosco di Rambouillet, quest’anno celebrata da padre Marc O.S.B., priore del monastero di Sainte Marie de La Garde – una fondazione di Le Barroux – e una celebrazione finale a Notre-Dame a Chartres, quest’anno affidata a S.E. Mons. André Léonard, arcivescovo emerito di Malines-Bruxelles e già primate del Belgio.

Ma le Messe non sono tutto: l’immensa colonna che si spiega per campi e paesini nel Nord della Francia marcia al suono di canti mariani e canti scout, rosari sgranati, adorazione eucaristica notturna, decine e decine di Messe private, confessioni, meditazioni sul tema del pellegrinaggio, quest’anno: “La pace di Cristo dal regno di Cristo”, cioè la dottrina sociale della Chiesa.

La terza caratteristica saliente del pellegrinaggio è di essere parte della storia di Francia: il pellegrinaggio a Chartres affonda le proprie radici nei secoli, anche se in origine non partiva da Parigi. Gode di un momento di nuova fioritura all’inizio del secolo XX, quando – nel 1912 – il famoso scrittore convertito Charles Péguy parte a piedi da Parigi per affidare alla Vergine il figlio malato. Da questo momento in poi piccoli gruppi di studenti tengono viva la tradizione. Ma è solo nel 1983 che il pellegrinaggio rinasce nella forma attuale. Il contesto è quello dell’università estiva tenuta dal Centro Charlier , dedicato ai fratelli André ed Henri Charlier, e degli autori che scrivono sulla rivista Présent (primi fra tutti Bernard Antony, dom Gérard Calvet O.S.B. e Rémi Fontaine). Il momento è particolarmente difficile per il mondo tradizionale francese: c’è un forte attrito con Roma, e se da una parte si lotta per tenere vive la Messa e la dottrina di sempre, dall’altro il rischio è di ridurre la Messa e la stessa fede cristiana a momenti identitari, strumenti di battaglia contro qualcosa. L’intuizione allora è semplice: radunare pellegrini in un atto di semplice devozione, fortemente mariano, legato alla Messa tridentina, ma senza tratti polemici. Un atto di fede di un popolo che vuole essere l’inizio di una società fondata sulla regalità di Cristo. Emblematica, in questo senso, è la famosa omelia tenuta a Chartres nel 1985 da dom Gérard, nota col titolo “È un monaco che vi parla”, in cui dom Gérard parla con tono infuocato di cos’è la cristianità. Quanto è scaturito dalla nuova formula del pellegrinaggio arriva fino ai giorni nostri: non solamente un pellegrinaggio organizzato in capitoli regionali e internazionali che vede in tre giorni un incredibile dispiegamento logistico, ma decine di video di formazione messi a disposizione durante tutto l’anno, riunioni e formazione permanente dei vari gruppi locali (detti “capitoli”), legami spirituali tra persone, famiglie e istituti religiosi.

Ciò che si vede durante tutto il corso del pellegrinaggio è un assaggio di cristianità: il germe di qualcosa che non solo è stato, ma può ancora essere, se solo tornassimo a porre i nostri giorni, le famiglie, la società, sotto la protezione di Nostra Signora e di suo Figlio.

News: per la Curia di Genova si può essere favorevoli al Gay Pride

Dopo le notizie di Mil sulla proibizioni delle veglie di preghiera sul gay pride genovese e e altre vicende simili (eer gli altri post vedere QUI, QUI, QUI e QUI), scopriamo stamattina su La Repubblica QUI che per il il direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della curia di Genova mons. Silvio Grilli (che sembra interessato  più al pagamento  dell'ICI agli edifici ecclesiatici che al peccato contro natura), si può essere in parte d'accordo con il contenuti del gay pride (ascoltare per credere) e che le preghiere in chiesa danno un'immagine di condanna.

Animali in chiesa: un pò di buon senso del Vescovo di Modena

Il 30 maggio u.s. l'Arcivescovo-Abate di Modena e Nonantola, Sua Ecc.za Rev.ma Mons. Erio Castellucci, con un simpatico espediente letterario ( ha fatto "parlare" la gatta della Curia) ha così risposto all' annosa questione della presenza degli animali domestici in Chiesa: "Il mio gatto Minù non sarebbe d'accordo". 

Il prelato ha ribadito il divieto e l'inoportunità per i padroni di portarli alla S.Messa e al contempo ha riaffermato la dottrina cattolica sul tema. 

sabato 15 giugno 2019

Don Marco Gasparini, Segretario del Vescovo di Vicenza, mette "mi piace" al Gay Pride?


Ci risulta che il Segretario FULL TIME del Vescovo di Vicenza, don Marco Gasparini, abbia messo “mi piace” alla pagina Facebook del gay pride di Vicenza.
Ricordiamo che il suo Vescovo, mons. Pizziol,  è lo stesso che pochi giorni fa, in riferimento alla sodomia, ebbe a dire: "Gesù ci invita a non giudicare".
Sembra, anche se lo speriamo ancora, che NON sia un caso di omonimia (vedere foto sotto profilo FB).
Aspettiamo smentite o la sospensione del sacerdote.

Malta: nuove notizie sul perchè della proibizione della Messa Tridentina


Ringraziamo Tosatti delle nuove notizie del complotto per vietare La Messa all'Ordine di Malta.
QUI i molti post di MiL sull'Ordine di Malta e sull vicende ultime
Luigi

15 Giugno 2019, Marco Tosatti

Cherchez la femme! I francesi ne sanno una più del diavolo, e forse anche una più di papa Bergoglio, e ancora una volta, potrebbero aver avuto ragione. A quanto pare la misteriosa ingiunzione di fra’ Giacomo Dalla Torre relativa alla messa Vetus Ordo nasce dal Nord, dal profondo Nord dell’Europa. La rappresentante dell’associazione nazionale scandinava (che è stata una delle tre donne, insieme alla Argentina e a Singapore a votare all’ultimo capitolo generale svoltosi lo scorso maggio che ha eletto il nuovo governo dell’Ordine), che però scandinava non è – ha fatto rimostranze al Gran Maestro perché a quanto pare un prelato amerebbe celebrare secondo il Vetus Ordo. E avrebbe anche ventilato l’ipotesi di deporre le sue rimostranze non soddisfatte davanti agli augusti piedi dell’inquilino dell’attico di Santa Marta.

La vergognosa soppressione dell'Ottava di Pentecoste

Un'interessante segnalazione  dell'amico don Alfredo Morselli su un'altra delle sciagurate decisioni del Novus Ordo Missae.
QUI i tanti post di MiL sull'argomento.
Luigi

Il grande teologo L. Bouyer sulla soppressione dell'Ottava di Pentecoste:
"Preferisco non dire nulla o quasi circa nuovo calendario, opera di un trio di maniaci, che sopprime senza alcun serio motivo la Settuagesima e l'ottava di Pentecoste, scaraventando via tre quarti dei santi non importa dove, secondo idee che sono solo loro"

Proibizione della Messa Tridentina all'Ordine di Malta: un'analisi giuridica del testo


Per i nostri lettori un'interessante analisi giuridica del testo che fa divieto all'interno dell'Ordine di Malta (QUI e QUI) di celebrare la Messa di Sempre.
Luigi

Marco Tosatti, 12 Giugno 2019 

L’Ordine di Malta ha deciso di bandire da tutte le cerimonie ufficiali il Vetus Ordo Missae, cioè la messa tridentina. Lo ha fatto ieri con una lettera Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Gran Maestro. La lettera- che ci dicono fonti autorevoli che doveva essere una specie di ordine di servizio interno, e di conseguenza non è stata pubblicata sul sito dell’Ordine – è stata scritta in diverse lingue, ma è apparsa sui social in inglese. E fino a questa mattina, quando abbiamo potuto avere la conferma diretta da fonti ufficiali dell’Ordine, c’è stata anche l’ipotesi che si trattasse di una lettera non autentica. Le fonti ufficiali che abbiamo sentito ci hanno detto che si tratterebbe di un atto normale di conferma di linee guida già esistenti da parte del Gran Maestro, un certo tempo dopo la sua elezione. Le stesse fonti affermano che non ci sono problemi o contrasti relativi alla liturgia all’interno dell’Ordine. Ecco la nostra traduzione dei due paragrafi centrali del messaggio:

“Come sapete, il Motu Proprio di Benedetto XVI Summorum Pontificum, sia pure lasciando ad ogni prete la libertà di celebrare privatamente nella forma straordinaria, tuttavia afferma che all’interno di un istituto religioso il tema debba essere deciso dal Superiore Maggiore secondo la norma della legge e i loro Statuti particolari.

Ho perciò deciso come supremo garante della coesione e comunione dell’Ordine di san Giovanni di Gerusalemme di cui la Provvidenza mi ha reso GRna Maestro, che d’ora in avanti tutte le cerimonie liturgiche nell’Ordine sia celebrate secondo il rito ordinario della Chiesa (rito di San Paolo VI) e non con il rito straordinario (rito Tridentino). Questa decisione si applica a tutte le celebrazioni liturgiche ufficiali come investiture, messe durante i nostri pellegrinaggi, messe in memoria come anche nelle feste e solennità dell’Ordine”.

Firmato: Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto
Φ

E qui sotto pubblichiamo un commento alla lettera, in cui se ne mette in discussione la legittimità, da parte di un esperto che vive la vita dell’Ordine.

CAPTIVITAS MELITENSIS

Si legge sconcertati la lettera “circolare” datata 10 giugno 2019 con la quale il Principe e Gran Maestro del Sovrano Militare Ordine di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta, obbliga de factol’intero Ordine a non celebrare le Messa secondo il Rito Romano Antico.

Andando “con ordine” nel “disordine”: la lettera – che è diventata virale sul web– è scritta in lingua inglese, quando l’art. 7 della Carta Costituzionale attualmente ancora vigente recita che la lingua dell’Ordine è l’italiano.

Nel testo, il nome del M.P. di Benedetto XVI è storpiato da “Pontificum” a “Pontificium”. Evidentemente il redattore materiale della lettera (che immaginiamo non sia il Gran Maestro), oltre a disconoscere la Carta Costituzionale, ignora anche il latino. Ma non è solo la lingua dei padri a essere obliata, ma anche – e soprattutto – il diritto e il buonsenso.

Il diritto.

A suffragio di quanto si dispone si cita l’art. 3 della predetta Lettera Apostolica Motu Proprio data“Summorum Pontificum”, del 7 luglio 2007.

Premessa: l’ordinamento canonico ha per il diritto melitense ruolo di fonte sussidiaria (cfr. art. 5, 1 Carta Costituzionale). Il M.P. Summorum Pontificum – senza dilungarci troppo su sofisticherie canonistiche – è riconosciuto come una legge universale e speciale della Chiesa Cattolica, e la sua osservanza riguarda segnatamente tutta la Chiesa latina e tutti i battezzati: in esso si riconosce come esigibile l’immutabile diritto di tutti, chierici e laici, di usufruire e fruire ad libitumdel Rito Antico, poiché esso costituisce un tesoro del patrimonio teologico e liturgico della Chiesa universale, riconoscendo insieme una parità, sostanziale e formale, tra le due forme dell’unico Rito latino (cfr. SP, art. 1).

Tale parità giuridica è stata ancor più sottolineata, ad oggi, dal recente riassorbimento, voluto da Papa Francesco, della Pontificia Commissione “Ecclesia Dei”all’interno della Congregazione per la Dottrina della Fede, non costituendo più una questione “speciale” l’adesione alla forma tradizionale di celebrazione della liturgia.

Date queste premesse sintetiche, veniamo al dunque.

Può il Gran Maestro dell’Ordine di Malta disporre che le celebrazioni dell’Ordine avvengano solo (esclusivamente) seguendo il c.d. Messale di Paolo VI (indicato così nella lettera) e quindi proibire (de facto) la celebrazione nella forma più antica del Rito Latino (impropriamente qualificato “rito Tridentino”)?

La risposta è NO.

Giuridicamente, dal punto di vista canonico, non può perché:

1) Il M.P. Summorum Pontificumè una legge universale, e così come la celebrazione nella forma più antica non dev’essere autorizzata da nessun’altra autorità – poiché essa è riconosciuta come “diritto” dei fedeli dal Supremo Legislatore – la sua osservanza non può essere in alcun modo limitata in modo arbitrario, escludendone addirittura tassativamente ogni forma di celebrazione pubblica o privata che sia (cfr. combinato disposto degli artt. 2 e 4 SP);

2) Il citato art. 3 SPsi riferisce alle «comunità degli Istituti di vita consacrata e delle Società di vita apostolica, di diritto sia pontificio sia diocesano» cosa che l’Ordine di Malta strictu sensu non è, poiché è sì un “Ordine religioso” ma con una personalità canonica “sui generis” ed una collocazione “unica” all’interno dell’Ordinamento sotto la qualifica di “persona mixta”; ma non è di certo un Istituto di vita consacrata né una società di vita apostolica, nemmeno in senso lato, poiché è solo il nucleo di “professi” a costituirlo come “Ordo”, e non già la sua intera struttura che è composta, invece, da membri organizzati in tre ceti non certo tutti (salvo i primi) riconosciuti né riconoscibili come “religiosi” in senso proprio né in senso lato;

Al di là di ciò va comunque segnalato che il citato art. 3 del SP non riguarda la “proibizione” della celebrazione nella forma straordinaria o la sua autorizzazione/licenza da parte del Superiore, bensì la normazione del “modum celebrandi” laddove una comunità scelga di celebrare secondo la forma straordinaria («saepe vel habitualiter vel permanenter perficere vult» dice il testo originale). Solo nel caso in cui quella data comunità scelga il Rito come prevalente dovrà intervenire il Superiore, ma non in altri casi, men che meno per impedirne la celebrazione. Del resto il testo latino, che inizia con la condizione «Si singula communitas aut totum Institutum vel Societas tales celebrationes….» e continua dicendo «res a Superioribus maioribus ad normam iuris et secundum leges et statuta particularia decernatur».

“Decernere” vuol dire “stabilire” e non “autorizzare” o “permettere”. Inoltre, nel paragrafo iniziale dello stesso articolo si afferma: «Si communitates …quae in celebratione conventuali seu “communitatis” in oratoriis propriis celebrationem sanctae Missae iuxta editionem Missalis Romani anno 1962 promulgatam habere cupiunt, id eis licet.»). Il testo e il contesto sono essenziali per l’ermeneutica normativa.

3) Il Gran Maestro dell’Ordine di Malta, pur essendo equiparabile in via analogica ai superiori religiosi cui si riferisce il citato art. 3 SP, non può operare nel senso di quella disposizione innanzitutto perché, appunto, si tratta di un superiore religioso “sui generis” che esercita una giurisdizione di natura “personale” sull’Ordine (cfr. art. 137 Codice Melitense) e la forma di celebrazione della Messa non rientra nelle questioni prettamente disciplinari, e poi perché il detto articolo si riferisce alle “messe conventuali” o “comunitarie” che l’Ordine, invece, propriamente non ha perché – essendo una peculiarissima figura all’interno dell’Ordinamento – non ha vita comune;

4) più ancora è da sottolineare che sebbene spetti al Gran Maestro la vigilanza sulle case e le chiese dell’Ordine (cfr. art. 138 Codice), la giurisdizione in re canonica che esuli dalla disciplina religiosa da osservarsi dai singoli professi (per la quale è comunque in solido col Gran Commendatore, cfr. art. 150, 3, Codice) è invece pertinenza del Prelato dell’Ordine (cfr. art. 19, 2-3 Cost.) tutto ciò che concerne le attività dei sacerdoti membri dell’Ordine (anche non professi), prima fra queste, ovviamente, la celebrazione della Messa.

Dalla lettera in questione risulta invece che è lo stesso Gran Maestro ad aver deciso in tal senso, chiedendo al Prelato “di informare” (“to personally inform”) i Cappellani Capi di questa sua decisione, chiedendone osservanza, andando dunque evidentemente ultra vires, e ciò perché: 1) il Superiore non può contraddire una norma universale e limitare un diritto di tutti i fedeli, riconosciuto come tale dal Supremo Legislatore Canonico; 2) Non può obbligare i membri chierici dell’Ordine all’osservanza di una norma che non esiste, cioè quella per la quale “si debba” celebrare la Messa solo in una forma, e non in un’altra, poiché tale scelta rientra nella discrezione soggettiva del singolo a seconda delle circostanze.

Oltretutto, anche volendo supporre che possa esservi una disposizione simile, essa non potrebbe che riguardare solo ed esclusivamente le chiese e gli oratori dell’Ordine

Nella lettera si fa riferimento a celebrazioni liturgiche “ufficiali” come le investiture, le messe (tutte, anche quelle private??) durante i pellegrinaggi, messe memoriali riferendosi esplicitamente alle feste e alle memorie liturgiche rubricate nel Calendario dell’Ordine, quasi fosse disdicevole che qualcuna di queste occasioni possa essere celebrata secondo la forma antica.

Vieppiù se ne chiede l’osservanza immediata (“immidiately put into practice”) quasi fosse una questione di vita o di morte.

Ma tutto ciò è profondamente illegale, perché contraddice la norma e il suo spirito.

Il fulcro della disposizione di Benedetto XVI legislatore è la libertà di fruire anche dei tesori della liturgia antica per attingervi grazie spirituali. E così come quel Papa, riconoscendo quel diritto, non ha contestualmente depotenziato il rito riformato da Paolo VI né lo ha interdetto, allo stesso modo, specularmente, non si può più applicare la preminenza dell’una forma sull’altra.

Il concetto di “extraordinarietà” del Rito è infatti pacifico che vada inteso come “diverso dall’ordinario” e non già come “speciale”.

Disponendo, al contrario, che si debba usare soloil Messale riformato nel 1969 si dice che è proibito usare quello precedentemente vigente, e pertanto si compie un atto contrario alla Legge universale della Chiesa, che invece riconosce libertà di scelta al singolo, sia esso chierico o laico.

Siamo davanti ad un atto proibizionistico irrazionale e contra legem, che crea nocumento ai diritti dei fedeli già di per sé tutelati dall’Ordinamento canonico vigente (cfr. cann. 838 e 214), e che pertanto non è da considerare come obbligante, né formalmente né moralmente.

Il buonsenso.

Chi governa non può prescindere dalla virtù della prudenza, che è virtù etica e non dianoetica. E questo Fra’ Giacomo Dalla Torre dovrebbe saperlo, anche solo per i suoi studi di gioventù.

La sua disposizione appare stonante rispetto al low profile del suo gran magistero. Perché imporre una norma simile in una fase di “riforma” in cui l’Ordine si trova, avendo ad oggi tutte le professioni perpetue “interdette” sine die fino alla promulgazione della nuova Carta Costituzionale?

Paradossale (ma forse in linea con un certo stile consolidatosi Oltretevere) che, come movente ispiratore, si invochi l’unità e la comunione fraterna mentre, nei fatti, si realizza una divisione e si alimentano le disgregazioni. Perché proibire qualcosa che, nei fatti, non costituisce una reale prassi comune e diffusa? L’Ordine, di fatto, non ha mai avuto un “rito proprio”, perché imporlo? Chiunque abbia partecipato ad una messa dell’Ordine al massimo avrà sentito un po’ di latino… ma sempre secondo il Messale di Paolo VI.

Ma soprattutto, lo ribadiamo, perché proibire qualcosa che, in realtà, non è impedibile a norma di diritto?

Ben si guarda, in realtà, il Gran Maestro dall’emettere un Decreto… si limita a firmare una sorta di lettera circolare, che però non priva di gravità il contenuto la cui esigibilità, come si è visto, è imposta immediatamente.

Tutto ciò risulta surreale, e causa certa di disgregazione all’interno dell’Ordine, già di per sé dilaniato e confuso dopo i noti fatti di due anni fa che portarono alla rinuncia del Gran Maestro e alla defenestrazione de factodel Cardinalis PatronusBurke, che comunque formalmente tale rimane (almeno come risulta dall’Annuario Pontificio 2019) sebbene sia anche lui solo “contemplativo”.

Ancora: cosa infastidisce così tanto della Messa antica? Perché è così osteggiata? Perché la sua eventuale celebrazione desta tanto scalpore e paura? Cos’ha animato il Gran Maestro in una scelta simile? È lui ad essere così ideologizzato o, più verosimilmente, è eterodiretto?

Son tutte domande che restano, ad oggi, senza risposta, o quasi.

I fatti, però, sono più eloquenti, e nella lettera è evidente una pressoché assoluta mancanza di autonomia dei vertici dell’Ordine di Malta, che sembra aver del tutto dimenticato i suoi più di 900 anni di storia, di tradizioni, di civiltà, di resistenza in guerra e pace.

Non è nemmeno da escludere che l’atto possa avere l’intenzione di tentare di compiacere “qualcuno”, cercando di traghettare l’Ordine verso lidi lontani anni luce dal suo collocamento tradizionale e dalla sua identità avvicinandolo più a istanze di un certo mondo globalista, cercando di spogliarlo di quell’aura di garbata inarrivabilità che ha sempre costituito la sua visattrattiva.

Eppure, se così fosse, sarebbe un tentativo assai maldestro e probabilmente infruttuoso, perché quel “qualcuno” – che non cela di certo la sua atavica insofferenza verso “certi mondi” – non si farà certo commuovere da una messa in italiano, magari animata con le chitarre o i tamburi, né dagli sbandieramenti ideologici a favore delle migrazioni.

Ciò che emerge chiaramente dalla situazione attuale è che l’Ordine di Malta è sempre più frantumato, soprattutto al suo interno, e quest’ultima decisione del 10 giugno altro non fa che alimentare le divisioni, le incertezze, le insofferenze.

L’ammissione di nuovi membri – professi – è interdetta da due anni, e la quasi totalità di loro è oggi molto anziana. In Italia i tre Gran Priorati esistenti sono commissariati e non sono più retti da professi. La sempre più ampia volontà di snaturare l’Ordine, secolarizzandolo nelle sue strutture di governo e trasformarlo in una succursale di una ONG è innanzi agli occhi di tutti. Ma d’altra parte, l’Ordine di Malta rappresenta un archetipo. Se si trasformerà in qualcos’altro, esso smetterà di esser tale: molti membri lo abbandoneranno e imploderà nelle sue oggi già assai gracili strutture giuridiche, per finire poi risucchiato dalla “chiesa in uscita”, che tanto si agita a seguire solo Marta, dimentica che Maria che «optimam partem elegit, quae non auferetur ab ea» (Lc 10, 42).

L’Ordine ha incarnato perfettamente questo binomio nel suo motto «Tuitio fidei et obsequium pauperum». 900 anni fa, quando la Chiesa era della Misericordia ma non aveva bisogno di dirlo.

«Nel corso di nove secoli di storia – scriveva due anni fa, all’inizio di queste tristi vicende, Roberto De Mattei – il Sovrano Militare Ordine di Malta non ha mai perso la propria fisionomia aristocratica, cavalleresca e sovrana. Questa fisionomia, rappresenta l’antitesi del miserabilismo e dell’ugualitarismo professati da chi oggi governa la Chiesa».

Ieri, come oggi, aveva ragione. Si vive un tempo di oscurità e di divisione. Ma si sa che mentre l’unità è di Dio, la divisione è del maligno. Viviamo un tempo di prigionia ideologica, di vera e propria cattività. Ma chi crede, spera, combatte e prega, e sa che «Veritas vos liberabit» (Gv 8, 32).
Φ

Appare certamente a chi vive nell’Ordine una decisione singolare, in un momento in cui la confusione, dopo il “golpe” compiuto dalla Santa Sede negli anni passati è tutt’altro che risolto o dimenticato, la confusione – a quanto pare – è ancora grande, le nuove Costituzioni non sono pronte e di conseguenza aggiungere nuove tensioni può essere controproducente. C’è chi ipotizza che sia un gesto contro il precedente Gran Maestro, Matthew Festing, e il Priorato inglese; e chi contro il cardinale Patrono dell’Ordine, Raymond Leo Burke, accusato di essere “tradizionalista”. C’è anche chi ipotizza che si tratti di un tentativo di captato benevolente da parte dei vertici dell’Ordine verso il regime anti-tradizione al potere attualmente in Vaticano. Dall’esterno difficile formulare un giudizio che non sia esprimibile con un punto interrogativo.

venerdì 14 giugno 2019

Ormai siamo alla pazzia: " Vicenza Pride, la risposta del vescovo: «Gesù ci invita a non giudicare»"


Ormai è la pazzia.
Dopo Genova (QUI e QUI). Ora il Vescovo di Vicenza Pizziol (sottolineati nostri).
Siamo ormai ad una tragica situazione in cui, da una parte i filo gay che hanno gettato  la maschera e, dall'altra, temiamo,  pusillanimi carrieristi.
Ci penserà Gesù ma noi abbiamo il dovere di denunciare queste infamie.
Luigi

13 Giugno 2019, Veneto Vox

Pubblichiamo il messaggio del Vescovo di Vicenza Beniamino Pizziol riguardo alle manifestazioni del 15 giugno a Vicenza

Sollecitato da più parti ad una presa di posizione, desidero rivolgere innanzitutto un saluto a tutti coloro che saranno presenti nella nostra bella città per partecipare agli incontri e alle manifestazioni organizzate nella giornata di sabato 15 giugno. Sono convinto che ogni persona porta con sé una storia, dei valori e delle convinzioni che chiedono di essere ascoltate e meritano rispetto prima ancora di ogni appartenenza religiosa, politica, sociale o culturale. Il mio desiderio è pertanto che ciascuno anche in questa giornata si possa sentire accolto nella nostra città, qualunque siano le sue origini, le sue scelte, i suoi orientamenti. La medesima cosa si deve dire delle diverse manifestazioni che, una volta autorizzate dalle autorità competenti, devono svolgersi senza pregiudicare il bene di tutti i cittadini, nel rispetto delle leggi vigenti e permettendo a ognuno di muoversi in sicurezza e libertà.

L'ascesa degli Oratoriani in Inghilterra e nel mondo.



Le terre italiche sono state  terreno fertile per l'implantatio della Congregazione dell'Oratorio grazie allo spirito religioso e devozionale delle popolazioni.
Dalla fine del '500 in poi in poi in Italia  ci  fu una mirabile fioritura di oratori, che assunsero una  grande rilevanza nella realtà religiosa artistica ed economica   soprattutto nel '600 e '700. 
La comunità oratoriana, partecipe alla vita civile ed economica del luogo anche attraverso il possesso di beni e terreni,  si è qualificata anche per il significativo ruolo attribuito alla musica come mezzo  di aggregazione spirituale e di elevazione dei fedeli. I padri filippini contribuirono tralaltro all'affermazione del gusto barocco costruendo stupendi capolavori di arte sacra.
I decreti soppressivi napoleonici e sabaudi  pesantissimamente scagliati contro la Congregazione dell'Oratorio hanno decretato la chiusura di quasi tutti i conventi che furonmo alienati o trasformati in strutture statali. Il motivo di tanto accanimento fu di impedire il proseguo della sana educazione culturale e religiosa dei giovani.
Grazie ad un'azione degna del Santo Fondatore attualmente le comunità oratoriane più fiorenti si trovano principalmente in Inghilterra e in Galles (leggi sotto) e sono il "centro di una rinascita" , il trend positivo e la testimonianza  "au contraire" della sorte discendente del declino inesorabile degli altri ordini religiosi contagiati dalle mode terrene.
La sana dottrina, proclamata senza se e senza ma,  la liturgia curata e dignitosa sono alla base dell'ascesa dell'Ordine fondato da San Filippo Neri.

AC



Gli oratoriani in continua ascesa nel mondo

Gli oratoriani godono di una reputazione bizzarra
Anche i loro ammiratori sono soliti indicare le loro talari affilate a matita, i paramenti finemente lavorati e gli occhiali "vintage". 
Eppure, mentre il  senso del loro  stile può essere preso in giro  come un  vecchio stile ma la congregazione dell'Oratorio  non è di per se' una rovina arrugginita del cattolicesimo

Proibizione della veglia di preghiera a Genova contro il Gay Pride: il Vicario Generale Anselmi proibisce quella cattolica ma partecipa alle veglie degli omosessuali?

Dopo il nostro post di ieri (QUI e vedere QUIQUI e QUI) sul doloroso ukase di proibire delle adorazioni eucaristiche in riparazioni al Gay Pride di Genova su ordine del Card. Bagnasco, ma "notificate" dal Vicario Generale Mons. Nicolò Anselmi (Vescovo Ausiliare, Vicario Generale e parroco basilica s. Maria delle Vigne, sopra con il cardinale e sotto in maglietta a destra), scopriamo QUI che lo stesso mons.  Anselmi che  proibisce ai poveri cattolici di pregare dentro le proprie chiese per il "Peccato che grida verso il  Cielo" (cfr. CCC n. 1967 QUI ), ma non reputa scandaloso promuovere e partecipare lui stesso alle veglie dei sodomiti: 
"Ma c’è di più: a presiedere la veglia del 2017 c’era proprio il vescovo Anselmi. Ecco spiegato forse il perché proprio dall’ausiliare è arrivato lo stop riparatorio."
Lo stesso Anselmi, chiacchierato perchè qualcuno dice che la sua nomina sia stata fatta a dispetto di Bagnasco (a Genova si fa la battuta che "era il quarto della terna....", tant'è che nel sito della Diocesi risulta solo in seconda posizione rispetto all'altro Vicario Generale, malgrado mons. Doldi non sia neppure vescovo), e imposta dalle alte sfere vaticane.

La lettera di un Cavaliere del SMOM: "Piango e prego per te Gran Maestro Fra' Giacomo Dalla Torre"

La pubblicazione dell'ormai famosa "lettera" ( QUI, QUI e QUI ) del Gran Maestro del SMOM che vieta la celebrazione della Messa in Rito Romano Antico è stata oltretutto  inutile perchè dalla promulgazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum" nelle cerimonie ufficiali dell'Ordine  non è stata mai celebrata la liturgia tradizionale
I Cavalieri che  devotamente  frequentano  la Santa Messa tradizionale non hanno compreso  il significato e soprattutto la finalità della citatata lettera caricata nella parte finale con un inusuale tono perentorio e urgente: quasi un diktat tedesco di altri tempi.
Siamo in prossimità di una vistosa "mutazione genetica" dell'Ordine di Malta così come lo abbiamo conosciuto da secoli?
Alcuni cappellani dell'Ordine stanno "reclutando" aspiranti Cavalieri e Dame dai gruppi carismatici: una "strategia"   apprezzabile se  lo scopo fosse quello  di incrementare il carisma dell'Ordine.  Parallelamente però a questa nuova impostazione "vocazionale" alcune delegazioni "per il prurito di udire qualcosa" hanno abbandonato la sana impostazione liturgica che caratterizzava le cerimonie dell'Ordine ( lo riscriviamo: TUTTE in rito moderno).
Quel che temevamo  è purtroppo accaduto :  il pericolosissimo virus che attacca la santità e la sana dottrina ha colpito pure uno dei più illustri e retti uomini di Chiesa. C'era da aspettarselo. Gli effetti di questo  terribile periodo ecclesiale caratterizzato dalle grandi sbornie moderniste sono ben più noti a tutti: "... si trovano solo cadaveri e macerie spirituali. Bisogna rimboccarsi le maniche e impegnarsi a ricostruire la vita cristiana nei centri di spiritualità liberati. Con l'aiuto di Dio è possibile far rifiorire la vita soprannaturale nelle anime" (Cfr. QUI). 
I chierici cortigiani sentendosi braccati  dal popolo santo di Dio, che non ne può più dei loro tradimenti contro il Vangelo e contro il Magistero, stanno ricorrendo a dei sotterfugi di cui sono maestri coinvolgendo, aimè, anche uomini probi e retti. 

Madonna del Fileremo prega 
per i membri del Sovrano Militare Ordine di Malta.
Beato Gerardo e Beato Carlo I d'Austria intercedete per loro.
AC

La lettera

"Piango e prego per te fra'Giacomo Dalla Torre del Tempio: il tuo cuore è colmo di cristiane virtù grazie al Santo Sacrificio di Gesù sull'altare che tu, uomo pio,

giovedì 13 giugno 2019

A Maaloula l’aramaico la lingua di Gesù è in pericolo!

Un articolo interessantissimo che certamente rafforza il nostro doveroso tributo di preghiera e la nostra solidarietà umana ai nostri fratelli cristiani perseguitati dagli islamici. 
AC








A Maaloula la lingua di Cristo è in pericolo 
di Christophe Lafontaine  

Il neo-aramaico occidentale, parlato in alcuni villaggi della Siria, è considerato la lingua più prossima a quella utilizzata da Gesù duemila anni fa. 
Quell'antico idioma, giunto sino a noi, rischia oggi di spegnersi. Per molte ragioni...  

mercoledì 12 giugno 2019

Il card. Bagnasco annulla rosari riparatori gay pride di Genova"Fedeli preghino altrove". UNA DOMANDA, PERCHE'?


La telefonata è venuta dal Vicario Generale: "Sua Eminenza desidera che annulliate la veglia di preghiera nella sua chiesa".
QUI il precedente comunicato dell'indizione delle veglie di preghiera.
Come fedeli invitiamo il Cardinale a spiegare il nostro "DUBIO": perchè?
Forse solo in Corea del Nord si proibisce la preghiera in silenzio in chiesa da parte del Parroco.
Non sono i Dubia per Amoris laetitia, ma pensiamo di avere diritto anche noi ad una riposta da parte del Presidente dei Vescovi Europei, dell'Arcivescovo di Genova, del Cardinale e, anche, del successore di Siri.
Possiamo?
Luigi

PS: nel frattempo, felicemente, a Trieste vedere sotto e QUI.

Verona: buone nuove dalla Madonna di Dossobuono

Facciamo seguito ai nostri recenti post QUI e QUI, per divulgare una bella notizia.

Gli amici del coetus della Madonna di Dossobuono (VR) comunicano ufficialmente quanto segue:

A seguito di specifiche richieste, possiamo confermare quanto già scrivevamo ieri: la Messa festiva in rito antico delle 19.00 a Verona - Madonna di Dossobuono, Parrocchia-Santuario Madonna della Salute, sarà celebrata regolarmente per tutta l'estate, senza sospensioni.

Deo gratias!
AZ

San Pio V, la Messa, la Bolla Quo primum e l'Indulto Perpetuo

Da ricordare ad Andrea Grillo e Padre Spadaro.
Luigi

Ecco distrutto un altro ordine religioso, le Piccole Suore di Maria Madre del Redentore


Leggiamo su La Nuova Bussola Quotidiana, e a malincuore proponiamo ai nostri lettori, questa enensima triste vicenda di DISTRUZIONE di un altro ordine religioso, le Piccole Suore di Maria Madre del Redentore.

Sembra che anche queste suore "preghino troppo" e siano eccessivamente legate alla Tradizione.

Evviva la persecuzione! Sembra di stare ai tempi della rivoluzione francese...
AZ




La Nuova Bussola Quotidiana
09.06.2019
(vedere QUI)

Francia
"Pregano troppo". Il Vaticano chiude un altro ordine


L’opera di distruzione della vita religiosa da parte del Vaticano continua implacabile. Questa volta è il turno delle Piccole Suore di Maria Madre del Redentore, un ordine religioso nato in Francia, e che conta attualmente circa centoventi religiose; di cui cinque hanno deciso di obbedire al diktat di Roma, e le altre centoquindici, divise in tre comunità, verranno sollevate dai voti presi a suo tempo, e torneranno laiche, dovendo lasciare le loro case e le attività di cura e di assistenza agli anziani che erano la caratteristica di questa congregazione. Accusata però, soprattutto, di una spiritualità considerata troppo “tradizionale”. Il Grande Inquisitore della Congregazione per i Religiosi, il francescano Josè Rodriguez Carballo, braccio destro e uomo di fiducia del Pontefice regnante per questo genere di "cucina", (e l’uomo del più clamoroso crack finanziario mai vissuto dai francescani) ha colpito ancora. Un copione che ricalca quelli già vissuti dai Francescani dell’Immacolata (ancora commissariati dopo sei anni! Ma chi hanno ammazzato per essere trattati così?), della Familia Christi, della Fraternità dei Santi Apostoli e così via. Ormai un format abituale nel regime vigente.

martedì 11 giugno 2019

Preghiamo per Padre Ireneusz Bakalarczyk il Sacerdote pugnalato prima della celebrazione della Messa

Wroclaw (Breslavia- Polonia) Un Sacerdote cattolico è stato pugnalato prima della celebrazione della Messa: preghiamo per Padre Ireneusz Bakalarczyk di 38 anni, che ha riportato delle profonde ferite al petto ed ha dovuto subire un delicato intervento chirurgico. 
La dottoressa Monika Kowalska, portavoce dell'ospedale clinico universitario della città

L’ordine dei cavalieri di Malta VIETA la Messa antica. Questioni sulla legittimità della lettera


Apprendiamo da Z blog. 

Con una lettera del 10 giugno 2019 il gran maestro dello SMOM indirizzata a tutti i propri ecc, ha stabilito che le cerimonie a cui i membri dell’ordine debbano presenziare o a quelle istituzionali, siano celebrate solo ed unicamente secondo la forma ordinaria del rito romano.
Questo in nome della comunione dell’ordine che egli è tenuto a garantire e in forza delle facoltà che il motu proprio gli garantisce in Quanto superiore generale.
Inaudito!
Complimenti davvero!

Ecco il testo della lettera, e qui un commento giuridico sulla legittimità della lettera (M. Tosatti)

Eccellenze,cari confratelli e dame,

Con il mio cuore ancora pieno della grazia ricevuta durante il nostro pellegrinaggio a Lourdes, voglio esprimere la mia fraterna! saluti a voi e trasmettete la mia gratitudine per le vostre numerose iniziative a favore dei nostri fratelli - i nostri Signori malati e poveri nei vostri paesi, rafforzando così la comunione che unisce tutti i membri della nostra famiglia religiosa.
Come religioso Superiore e Sovrano dell'Ordine, è mio dovere assicurare che questa comunione sia presente in ogni aspetto del nostro Ordine, lite. Tra tutti gli elementi che costituiscono la nostra vita spirituale, la questione della liturgia da usare nelle nostre celebrazioni ha un significato particolare.

Ministro della famiglia ungherese: “È triste pensino che siamo estremisti solo perché sosteniamo le famiglie”


Katalin Novàk: Il Ministero della famiglia e degli affari sociali del governo Orbán

Dal benemerito Sabino Pacciolla una bella intervista al ministro famiglia ungherese che  ho visto e apprezzato al Congresso Mondiale delle Famiglie di Verona.
Da leggere e far leggere ai nostri politici.
Luigi

By Sabino Paciolla|Maggio 23 2019

Molto belle e sensate le risposte date in questa intervista dal Katalin Novàk, Ministro della famiglia e degli affari sociali del governo ungherese Orbán. Si vede chiaramente la posizione di sostegno alla famiglia naturale espressa dal governo ungherese. Ed i risultati si vedono.

Ecco l’intervista fatta da Bree Adail nella mia traduzione.

LifeSiteNews: Signora Segretario di Stato, per coloro che non conoscono lei e la sua carica [nel Governo ungherese], può fornirci una sintesi – e la storia di questa posizione? Il Ministero per la famiglia e la gioventù dello Stato ungherese è una posizione creata sotto la guida del Primo Ministro Viktor Orbán?

lunedì 10 giugno 2019

Il Pontificale di Mons. Joseph Léonard, Arcivescovo emerito di Malines-Bruxelles, a conclusione del 37mo Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres


Alcune foto e video che il nostro amico AZ ci ha cortesemente inviato dalla Basilica Cattedrale Notre-Dame di Chartres della Messa Pontificale del lunedì dell'Ottava di Pentecoste officiata da S.E.R.Mons. Joseph Léonard, Arcivescovo emerito di Malines-Bruxelles, a conclusione del 37mo Pellegrinaggio di Pentecoste da Parigi a Chartres. 

Dress code per la Messa o del vestito della domenica


Qualche piccola indicazione di buon senso per andare a Messa durante il periodo estivo
Luigi

Il Timone, 27-5-19
Una volta c’era il vestito della domenica, quello della festa. Retaggio di una certa povertà, ma anche un modo di esprimere la santificazione di un giorno dedicato al Signore. Il vestito della domenica è stato innanzitutto il vestito della messa domenicale.
Andare a Messa con le infradito e i pantaloncini corti, o con la minigonna e il perizoma in bella vista, fa differenza?

domenica 9 giugno 2019

La Messa Solenne di Pentecoste del 37mo Pellegrinaggio di Pentecoste, da Parigi a Chartres (foto e video)



Grazie al nostro inviato AZ alcune foto della Messa Solenne del giorno di Pentecoste.
Ecco la santa risposta alla domanda di San Giovanni Paolo II: "Francia, figlia primogenita della Chiesa, sei tu fedele alle promesse del tuo battesimo?" ( 1 giugno 1980)
Deo gratias!