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mercoledì 17 agosto 2022

Ti raccontiamo un fatto vero che dimostra come ogni Messa ha un valore infinito

Un bellissimo, e vero, aneddoto.
Luigi


da Corrado Gnerre, C’è troppo silenzio. La bellezza della Messa Tridentina spiegata ai miei studenti, Edizioni Chorabooks

Ogni Messa, indipendentemente dove è detta e indipendentemente dalla santità del sacerdote, ha sempre un valore infinito. Vi spieghiamo perché.
Mentre ogni preghiera –pur importante– ha un valore finito, perché è l’uomo che prega Dio e si offre a Lui, la Messa ha sempre un valore infinito perché è Dio stesso che si offre al Padre. Dunque se è Dio che si offre nella Messa, questa ha un valore infinito perché Dio ha un valore infinito.
Facciamo un esempio. Prendiamo una bilancia, quella antica, con i classici due piatti. Su un piatto mettiamo tutte le preghiere di questo mondo e sull’altro una sola Messa. Ebbene, la bilancia penderebbe dalla parte della sola Messa. Più azioni finite formano una realtà finita, l’infinito rimane invece sempre infinito. Se queste cose si capissero la gente correrebbe continuamente per partecipare alla Messa. San Pio da Pietrelcina (1887-1968) soleva dire: “Se la gente sapesse cosa è la Messa, dinanzi alle chiese occorrerebbero i carabinieri per governare le folle.” E il Santo Cappuccino diceva ancora: “E’ più facile che il mondo si regga senza il sole, piuttosto che senza la Messa.”

La Messa Tradizionale nell’arte #56 - Mº di San Luca (1460), Segorbe (Spagna) #mtl

In questo mese di agosto, iniziato nella memoria  della Madonna della neve (5), abbiamo  appena festeggiato la solennità di Nostra Signora Assunta in cielo e a breve (il 22) la Chiesa  celebrerà il suo Cuore Immacolato. 
Ecco quindi che oggi proponiamo una Messa “mariana”: “La Messa della Vergine", che raffigura la BMV assistere (e sorreggere) San Luca mentre celebra una Messa. 
Si tratta di un dipinto a tempera e olio su legno dorato,  realizzata dal Maestro di San Luca e fa parte della Pala di San Luca (tra il 1454 e il 1460). L’opera si trova nel Museo di San Luca presso la Basilica Cattedrale di Santa María de la Asunción, a Segorbe (Castellón, Spagna).

Per altre immagini cliccare sull'etichetta "MTL nell'arte"

..
(Sono senz'altro ben accette segnalazioni e suggerimenti, da parte dei lettori, di altre opere d'arte raffigurati scene della Messa Tradizinale in Latino o di altri sacramenti o sacramentali in rito tradizionale. Grazie sin da ora).

Roberto


Nuova epurazione in Vaticano: da Sottosegretario CdF a Parroco sull'Appennino

Apprendiamo dalla stampa (qui) con mons. Matteo Visioli, sottosegretario del Dicastero per la Dottrina della Fede (nuova e orrenda denominazione conseguenza dell'entrata in vigore della Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium) è stato nominato parroco di Fornovo (PR).
Il 6 luglio u.s. (qui) la Sala Stampa della Santa Sede dava notizia della nomina di un sottosegretario del Dicastero per la Dottrina della Fede, Mons. Philippe Curbelié, senza tuttavia citare che avrebbe preso il posto di Mons. Visioli.
Nostre fonti, in altissimo loco, ci confermano che la "fucilazione" di Mons. Visioli è stata cagionata dal suo essere considerato in "quota" di Mons. Giacomo Morandi, già segretario della Congregazione per la Dottrina della Fede e nominato, a gennaio scorso, Arcivescovo - Vescovo di Reggio Emilia - Guastalla.
Come noto (qui) Mons. Morandi è stato allontanato con l'accusa di aver ispirato il famoso responsum sulla benedizione delle "coppie" omosessuali (qui).
Appare sempre più evidente il clima da dittatura sudamericana che vige presso la Curia Romana: è sufficiente, infatti, il sospetto o l'essere stati vicini a qualcuno poi caduto in disgrazia per venire cacciati senza alcuna spiegazione.
Uno strano modo di essere sinodali e misericordiosi.
Ma, come i nostri lettori ricorderanno, l'allontanamento di Mons. Visioli, come detto ora parroco del piccolo paese di Fornovo (PR), qui, sull'appennino parmense, non è un caso isolato.

La gradita scomparsa dell’ottimismo forzato

Qualche giorno fa, in un post intitolato La soluzione finale, riferendoci alla guerra civile scatenata nella Chiesa contro i “tradizionalisti” (liturgici e non), abbiamo affermato che «la legittima difesa dei
tradì – pensiamo soprattutto ai laici – è ancora in gran parte da inventare».
Oggi siamo lieti di proporvi, nella nostra traduzione, questo brillante pezzo di Peter Kwasniewski, pubblicato il 3 agosto su OnePeter5, che suggerisce interessantissimi spunti di riflessione e di approfondimento, e che, soprattutto, ci sembra potrebbe delineare una linea d’azione da intraprendere: la critica serrata, coraggiosa e argomentata del Novus Ordo, circa il quale chi ama la liturgia tradizionale può (se non addirittura: deve) muovere eccezioni ed obiezioni quali-quantitativamente analoghe a quelle che i cultori della riforma liturgica muovono al rito antico, e probabilmente assai più fondate.
Buona lettura!

ER
La gradita scomparsa dell’ottimismo forzato
di Peter Kwasniewski

Il crollo della Chiesa in Occidente dopo il Concilio Vaticano II ha senza dubbio molte e complesse cause, ma sono convinto che la causa principale sia il fatto che gli uomini di Chiesa [1] hanno tradito gran parte della Tradizione e della legislazione cattoliche, meritando come risultato la punizione divina – diciamo così: un periodo di sofferenza disciplinare come invito al pentimento e alla conversione.

martedì 16 agosto 2022

Sulla Comunione in bocca. Una testimonianza e qualche idea


Alcuni spunti interessanti.
Un appunto personale: chi scrive ha sembre trovato qualche bravo sacerdote per poter ricevere la S. Comunione in bocca, anche nei peggiori periodi del divieto- Come? Un po' di fortuna, buona educazione e un po' di legittima insistenza.
Luigi

Aldo Maria Valli, 9-8-22, di Lorenzo Mannello

Caro Valli,
desidero ringraziarla per aver pubblicato [qui] la preziosa e illuminante testimonianza del lettore che si interroga in coscienza sul come comportarsi a fronte delle linee adottate dalla sua diocesi, riguardo la distribuzione della Santa Comunione in bocca. Premetto che non sono un teologo né tantomeno una persona ferrata in dottrina, ma leggendo il caso di coscienza, come lo chiama il lettore, sento la necessità di portare una mia piccola testimonianza che, forse, potrebbe contribuire seppur minimamente a dipanare i dubbi del gentile lettore di Milano.
Comincio col dire che non ho mai voluto prendere la Comunione in mano, cosa che a molti miei conoscenti appariva come irrilevante. Pertanto nel comunicarmi davanti al sacerdote, in automatico aprivo la bocca et voilà. Con la pandemia, quel gesto così naturale e per me scontato d’improvviso mi è stato vietato. Non voglio entrare ora nel merito di questa direttiva sciagurata, ma solo soffermarmi sulla sensazione di smarrimento che provai nel sentirmi privato della Santa Comunione in bocca: “E adesso come faccio?” mi chiesi.

Summorum Pontificum nel mondo #101:Nostra Signora di Covadonga, Spagna



Santa messa solenne nella Basilica di Nostra Signora di Covadonga in occasione della festa di Santiago Apostolo, patrono di Spagna.
Celebrante Mons. Alberto Chaves
Diacono D. Jorge Vela ICRSS
Suddiacono D. Emmanuel Pugol, FSSP

Vedi QUI

Claudio

Gastromia (pre)tridentina. San Rocco, coraggioso servitore di Dio tra gli appestati

Continuiamo con la gastronomia cattolica nel giorno di San Rocco.
Protettore anche contro le epidemie.
Luigi

06-12-2021, La Nuova Bussola Quotidiana, Liana Marabini

Il carisma di San Rocco, che Dio ha inviato tra gli appestati e che di peste si ammalò. Guarendo miracolosamente. Umile fino in fondo, anche nei cinque anni di prigionia dove fu rinchiuso con la falsa accusa di spia. E' patrono dei malati infettivi e degli invalidi.

Pio XII ai Gesuiti: “O rimanete nello spirito del Fondatore, o è meglio che non siate più”

Ricordiamolo dalle parti di S. Marta.
Luigi


Il santo sacerdote, Servo di Dio don Dolindo Ruotolo (1882-1970), nel suo “Fui chiamato Dolindo, che significa dolore”, ci ricorda queste parole di papa Pio XII:
"Si stampano su riviste cattoliche e da Sacerdoti, errori, veri errori contro la Madonna e le cose più sante delle tradizioni della Chiesa.
Si parla di aggiornamento ai tempi, ma c’è in realtà un aggiornamento al mondo ed allo spirito satanico.

lunedì 15 agosto 2022

Ordinazioni sacerdotali di una volta

Cattedrale di Trento ordinazioni sacerdotali, sembra secoli fa..., è il 1953.
Luigi

Orrori architettonici… e dove trovarli #101 a Parigi (Francia)

Chiesa parrocchiale di Nostra Signora della Speranza dell’arch. Bruno Legrand (1997).
Informazioni e fotografie tratte dal sito notredameesperance.com.

Lorenzo

Padre Lanzetta: "Celibato ecclesiastico: come Cristo ha fatto

Riceviamo e Pubblichiamo da Schola Palatina.
Luigi

Padre Serafino Lanzetta | 15 Giugno 2022

Se nell’Esortazione pubblicata da papa Francesco non si fa menzione dei viri probati e dei ministeri femminili, al n. 3 il testo “benedice” quei desiderata del Sinodo amazzonico, da cui i fautori del cambiamento stan già traendo spunto, per implementare a livello locale quanto ancora negato in sede centrale. In uno scenario, che dunque si prospetta ancora oscuro, è bene riflettere sulla natura del celibato ecclesiastico e sulla sua origine, da ricercarsi nella Sacra Scrittura e nella scelta di Gesù stesso, come ci spiega padre Serafino Lanzetta in questo intervento.

Il celibato di Gesù è in linea con quello di Geremia (16,2), di Giovanni Battista e degli Esseni di Qumran. È vero che nella tradizione rabbinica il testo di Gn. 1,28 era tassativo: «Siate fecondi e moltiplicatevi». Perciò, secondo una sentenza del rabbino Eliezer ben Ircano, vissuto tra il I e il II secolo d.C., colui che rifiuta di avere discendenza è paragonabile ad un omicida (Talmud di Babilonia, Yebamont 63b). Ma è pur vero che c’erano delle eccezioni alla regola del matrimonio, il cui fine principale è la procreazione. Ad esempio, Simeone ben Azzai, coevo al rabbino sopra citato, esclama: «La mia anima ama la Legge. Il mondo, lo possono continuare altri» (Talmud di Babilonia, Yebamont, 63b).

Celibato ecclesiastico: sin dal tempo apostolico

Assumpta est Maria in coelum

 


Qui l’antifona musicata da Palestrina 

Il Covile. Cleto Moroni "LA MESSA NON È FINITA" #traditioniscustodes

Una bella recensione - tratta da Il Covile, 25-7-22, N. 640  -  al volume di Cristina Siccardi, "Quella Messa cosí martoriata e perseguitata, eppur cosí viva!", edito da Sugarco.
Luigi

Cleto Moroni LA MESSA NON È FINITA 

Nel 2021 è uscito un nuovo libro di Cristina Siccardi, Quella Messa cosí martoriata e perseguitata, eppur cosí viva!, edito da Sugarco, dedicato alla Messa che alcuni definiscono vetus ordo, altri Messa di sempre. La questione è quanto mai spinosa. Il saggio pone alcune domande ineludibili e radicali: quali erano i reali obiettivi della riforma liturgica; quali sono stati i risultati; perché è tanto importante la fedeltà alla Messa per i cattolici, oggi quasi un miliardo e mezzo in tutto il mondo. N Nel processo piú ingiusto della storia, che la Messa rievoca ogni volta per il suo valore salvifico definitivo e assoluto, Gesú dichiara a Pilato: «Per questo io sono nato e per questo sono venuto nel mondo: per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla verità, ascolta la mia voce». Il giudice iniquo reagisce infastidito: «Che cos’è la verità?». La sua domanda scettica (nel senso in cui questo attributo viene inteso oggi) rimbalza sulle pareti della babele contemporanea producendo echi infiniti.

L’accanimento contro la Messa tridentina. 

domenica 14 agosto 2022

Roberto de Mattei: "La Messa sul materassino o il Rito Romano antico?"

Ancora sulla grottesca vicenda della Messa sul materassino.
QUI MiL.
Luigi


Tra le immagini che rimarranno nella memoria storica di quest’estate, c’è la Messa celebrata su un materassino gonfiabile, nel mare di Calabria, da un sacerdote milanese, in costume da bagno, circondato da giovani in acqua con lui.
Se blasfemia significa commistione irriverente di sacro e profano, l’oggettiva blasfemia di questa celebrazione è confermata dal fatto che un magistrato noto per la sua serietà come il procuratore della Repubblica di Crotone, Giuseppe Capoccia, ha avviato un’indagine giudiziaria per verificare un possibile reato di «offesa a una confessione religiosa», previsto dall’art. 403 del nostro Codice penale.

La Chiesa sempre più arcobaleno?

Dalla TFP italiana.
Luigi

di Federico Catani

Quattro figure stilizzate di colore arcobaleno, una abbracciata all’altra, con l’apri-fila che afferra una croce. Questo il logo del Giubileo del 2025, presentato in Vaticano lo scorso 28 giugno. Nonostante le spiegazioni fornite, l’uso dei colori dell’arcobaleno ha fatto discutere, così come l’ideatore del logo, che non è un grafico professionista, bensì un massaggiatore. In effetti, sarebbe stato meglio non dare adito ad illazioni su possibili riferimenti al movimento omosessuale. O forse no, viste le tendenze degli ultimi anni.
Tutto è iniziato infatti da quel «Chi sono io per giudicare?» pronunciato da papa Francesco sull’aereo che lo riportava a Roma al termine della Giornata Mondiale della Gioventù di Rio de Janeiro, nel luglio 2013. Ad essere sinceri, la domanda del Papa era inserita in un contesto ben preciso: si riferiva ad una generica persona omosessuale «che cerca il Signore e che ha buona volontà». Ma i media se ne sono serviti per annunciare il cambio di paradigma della Chiesa cattolica sull’omosessualità. D’altra parte, in Vaticano nessuno ha mai pensato di chiarire, rettificare, puntualizzare.

Il Sinodo di Lussemburgo chiede alla Chiesa cattolica di “aprirsi” al “matrimonio” omosessuale

La Chiesa al disastro.
Preghiamo perchè Gesù, addormentato sulla barca del lago di Tiberiade, si svegli e faccia giustizia.
Luigi

Di Sabino Paciolla Luglio 28, 2022

Anche i partecipanti al Sinodo sulla sinodalità in Lussemburgo hanno espresso che “la Chiesa deve riconoscere i suoi errori e mettersi in discussione”.

Di seguito vi propongo un articolo scritto da Kennedy Hall e pubblicato su Lifesitenews. Eccolo nella mia traduzione.

La Chiesa cattolica dovrebbe essere aperta al “matrimonio” omosessuale e alle predicatrici, secondo i partecipanti alla fase diocesana del Sinodo sulla sinodalità nell’arcidiocesi di Lussemburgo.
I risultati di un sondaggio a livello diocesano contenente suggerimenti su ciò che la Chiesa dovrebbe fare secondo migliaia di cattolici lussemburghesi sono stati resi noti il 5 luglio in un rapporto di 37 pagine. Circa 4.590 dei 439.000 cattolici stimati in Lussemburgo hanno partecipato al processo sinodale.
Il rapporto è stato preparato da un’équipe di due persone ed è stato notato che non molti partecipanti hanno espresso convinzioni “contro l’accettazione dei divorziati e dei risposati… l’accettazione dell’omosessualità e l’abolizione del celibato sacerdotale”.

La soluzione finale

Le ultime notizie che giungono da oltre oceano (Chicago, Arlington…) ci danno, ahinoi, nuovi elementi per comprendere che cosa stia accadendo nella Chiesa dopo Traditionis Custodes, e oltre... Vi proponiamo qui di seguito la lettura dell’attualità del nostro Enrico Roccagiachini.

La soluzione finale

Col passare del tempo, comprendiamo sempre più chiaramente come si sia sviluppata e verso quali obiettivi tenda la guerra civile scatenata dai vertici della Chiesa contro i “tradizionalisti”.

Parliamo propriamente di guerra civile perché si tratta davvero di una lotta intestina, ancorché iniziata in termini opposti rispetto alla prevalente dinamica di un fenomeno di tal genere: non è una porzione del popolo che insorge contro chi detiene il potere e cerca di scalzarlo, ma è chi detiene il potere che cerca di schiacciare una porzione del popolo. Tutto ciò perché nel regime che si vuol instaurare a tutti i costi essa non ha posto: c’è un gruppo dominante che ha conquistato il potere proprio per introdurre “cambiamenti irreversibili”, e quella parte del popolo, con la sua sola pur pacifica esistenza, costituisce un insormontabile impedimento alla realizzazione dell’utopia rivoluzionaria.

sabato 13 agosto 2022

Un podcast per conoscere meglio e amare ancora di più la Messa Tradizionale

Un bell'annuncio di Aldo Maria Valli, molto utile per i nostri lettori.
Luigi

9-8-22
Cari amici di Duc in altum, per quanti di voi amano la Santa Messa vetus ordo (so che siete tanti) e per chi desidera conoscerla meglio, segnalo questa iniziativa che penso possa essere utile. Da quasi un anno esiste un podcast che insegna a capire parola per parola il testo della Messa Tridentina in rito romano, anche a persone che non abbiano mai studiato il latino o che ne serbino solo un lontano e vago ricordo. Le puntate pubblicate durano circa un quarto d’ora l’una e costituiscono una specie di mini-corso di latino liturgico. Per accedere al podcast basta cliccare qui

Francesco. Se la Chiesa non conosce se stessa

Interessante analisi.
Luigi

8 Agosto 2022, Korazym, di Andrea Gagliarducci

Le conversazioni di Papa Francesco con i Gesuiti hanno il privilegio di essere conversazioni libere, senza filtri, da cui spesso esce il modo di pensare autentico di Papa Francesco. Il colloquio con i Gesuiti del Canada, pubblicato, come di consueto, su La Civiltà Cattolica [QUI], non ha fatto eccezione. Non ci sono rivelazioni sorprendenti nella conversazione. C’è, però, il senso del modo di pensare di Papa Francesco, che non può non farci riflettere se letto alla luce delle dichiarazioni che il Papa ha fatto con i giornalisti sul volo di ritorno dal Canada.
Conversando con i Gesuiti, il Papa ha parlato dell’evoluzione del diritto canonico in materia di abusi e ha detto: «Il diritto non si può tenere in frigorifero. Il diritto accompagna la vita e la vita va avanti. Come la morale: si va perfezionando. Prima la schiavitù era lecita ora non più. La Chiesa oggi ha detto che anche il possesso dell’arma atomica è immorale, non solo l’uso. Prima non si diceva questo. La vita morale va progredendo nella stessa linea organica».

La vera Chiesa in uscita

La vera Chiesa in uscita
Luigi