lunedì 28 luglio 2014

Mons. Luigi Negri : " In odio alla fede. E i responsabili vanno indicati chiaramente "

E' un fatto enorme questo gigantesco esodo in massa di cristiani espulsi dai luoghi dove da millenni era radicata la presenza cristiana, esclusivamente perché cristiani. 
Quindi per quello che la tradizione cattolica chiama l’odio della fede. 
E questo deve essere detto esplicitamente: non sono soltanto buttati fuori dalle loro case, privati di tutti i loro beni, privati di tutti i loro diritti e quindi della possibilità di sussistenza; ma la ragione di tutto questo è la fede. 
E questo i cristiani, la Chiesa, non possono non sentirlo come un evento terribile e insieme grandioso, perché è l’evento del martirio. 
Ho ascoltato con molta gratitudine domenica l’intervento all’Angelus di papa Francesco, così forte, così appassionato e insieme così profondamente compreso di dolore, di compassione. 
Con non meno gratitudine ho letto la lunga intervista del cardinale Kurt Koch all'Osservatore Romano, che ha offerto un momento di dolorosa riflessione su questo evento. 
Non si capisce perché alcune cose vengano chiamate Shoah e per queste non venga usato lo stesso termine, che dice di una spaventosa e dissennata ideologica violenza contro l’altro semplicemente perché ha una posizione religiosa diversa dalla propria. 
Ma il cardinale Koch ha insistito su un aspetto che non è sempre in primo piano negli interventi del mondo cattolico. 
Il problema è che c’è una grande difficoltà a una denuncia esplicita. 
I responsabili di questi spaventosi avvenimenti hanno nomi e cognomi espliciti, e non soltanto quelli degli ultimi, degli epigoni di questa vicenda di criminalità ideologica. 
Ma c’è una tradizione che risale lungo i secoli della presenza islamica nel Medio Oriente e in Europa. 
Ora, il cardinale Koch dice che dovremmo essere più coraggiosi nella denuncia. 
Ecco, il coraggio è sempre un elemento fondamentale per una presenza cristiana, ma più che mai in un momento come questo. Il coraggio è un aspetto della testimonianza cristiana, è un aspetto fondamentale dell’impatto con la realtà del mondo e degli uomini che ci vivono. 
Queste responsabilità dunque devono essere dette e proclamate, altrimenti anche le denunce e la volontà di condividere la situazione tremenda di tanti nostri fratelli rischiano di essere parziali. 
Certamente noi occidentali, in particolare noi cristiani di questo Occidente che giustamente negli ultimi tempi è stato indicato come caratterizzato da una profonda stanchezza, rischiamo di non affrontare la realtà secondo tutti i suoi fattori. 
Soprattutto cerchiamo di nascondere o quantomeno di ridurre l’impatto con questo mondo islamico che, ci piaccia o no, ha la responsabilità storica di questi eventi oggi come lungo i secoli che hanno preceduto questo ultimo. 
Forse c’è una prevalenza della volontà di dialogo a ogni costo che deprime la verità. 
E un dialogo senza la verità o che non parta dalla verità non è un dialogo: è un compromesso, è una connivenza, è un’ignavia. 
Ricordo ancora gli interventi di papa Benedetto XVI nel corso dell’indimenticabile Sinodo sulla nuova evangelizzazione quando intervenne dicendo che «il dialogo è in misura della forza della propria identità»; e la forza della propria identità è la pienezza della coscienza critica della propria identità. Il dialogo è espressione di una cultura: il dialogo non produce cultura, la esprime. 
E la varietà di culture che si esprimono nella loro diversità è un apporto fondamentale a una convivenza pluralistica e democratica. 
Ci nascondiamo o rischiamo di nasconderci di fronte a questa terribile minaccia che incombe sull’Occidente, e non solo sull’Occidente, facendo un po’ quello che hanno fatto le cosiddette democrazie liberali borghesi nei confronti della terribile vicenda hitleriana, nei tempi immediatamente precedenti la Seconda guerra mondiale. 
Si era tutti protesi a dialogare con Hitler, a concedere sul piano immediatamente politico la spartizione di alcuni territori sacrificando qualche volta diritti di popoli che sarebbe stato giusto potessero continuare a vivere la propria esperienza di popolo, di nazione e di stato. 
Fra tutte la cosa più tragicomica fu quella famosa conferenza di Monaco fatta nell’anno 1938 in cui si andò ancora una volta con il cappello in mano convincendosi che Hitler non era poi così tanto cattivo e che con lui ci potevano essere possibilità di intesa. 
Sono così vecchio da aver visto alcuni fotogrammi dei ministri degli Esteri che tornavano nelle rispettive capitali europee lieti di avere segnato un colpo straordinario per l’avvenire pacifico dell’Europa e del mondo. 
Pochi mesi dopo Hitler rifiutò tutti gli accordi sottoscritti e in pochi altri mesi fece scoppiare quella guerra mondiale che ingoiò sui campi di battaglia o di sterminio 15 milioni di uomini. 
La piaggeria, l’ignavia, la mancanza di coraggio non sono virtù, non sono mai virtù. 
Allora di fronte al sacrificio di centinaia, di migliaia di nostri fratelli uccisi o espulsi in odio alla fede abbiamo il dovere di una profonda solidarietà: nella preghiera e nella carità con loro certo, ma abbiamo non meno grave la responsabilità di dire che ci sono delle responsabilità storiche che fanno capo a certe formulazioni ideologico-religiose che rendono permanente il pericolo che i cristiani, e non solo loro, possano essere oggetto di violenze anche sul territorio nell’ambito dell’Europa o dell’intero mondo civile. 
Non avere il coraggio di questa denuncia è esattamente nella misura della debolezza della fede .  

Mons. Luigi Negri, Arcivescovo di Ferrara-Comacchio


Caserta : " parolacce e soprattutto le bestemmie andate in onda con le immagini di Papa Francesco che celebrava la Messa a tutto schermo"

“ Espressioni irripetibili che offendono tutti i presuli italiani. Spero ci siano adeguati e seri provvedimenti ” ( Un Vescovo concelebrante N.d.R.)

Bestemmie su Tv2000 col Papa in diretta. 
Che poi per “ La Stampa ” si chiama “ Berlusconi ”. 
La prima tappa casertana di Francesco, che lunedì 28 luglio tornerà di nuovo nella città campana in visita strettamente privata al suo amico pastore evangelico Giovanni Traettino, è destinata a far parlare a lungo di sé con un chilometrico strascico di polemiche e contestazioni che coinvolge la tv della Conferenza episcopale italiana.
Mentre l’emittente trasmetteva in diretta la Messa che Bergoglio celebrava nella piazza antistante la reggia vanvitelliana, parolacce e bestemmie hanno coperto la voce del Papa costringendo il regista a togliere il sonore per alcuni minuti. 
Pubblicità Immediata e dura la condanna dei due telecronisti, don Filippo Di Giacomo e Monica Di Loreto, che anche al termine della diretta papale sono tornati sull’increscioso episodio chiedendo ripetutamente scusa ai telespettatori per quanto ascoltato e condannando a più riprese le parolacce e soprattutto le bestemmie andate in onda con le immagini di Papa Francesco che celebrava la Messa a tutto schermo. 
Un episodio che ha suscitato subito moltissime proteste da parte dei telespettatori e in particolare di alcuni vescovi che seguivano in televisione la diretta di Bergoglio. 
Una vera e propria doccia fredda per i nuovi dirigenti di Tv2000, nominati il 28 aprile scorso, dopo il licenziamento in tronco dell’ex direttore di rete Dino Boffo. 
“Espressioni irripetibili che offendono tutti i presuli italiani. Spero ci siano adeguati e seri provvedimenti”, si lascia scappare un vescovo molto irritato dall’accaduto. 
Una pagina nera per i vertici della Cei in queste settimane ancor più sotto la lente di ingrandimento di Papa Francesco. 
Nel giro degli ultimi venti giorni, infatti, Bergoglio ha ricevuto in udienza privata sia l’attuale presidente, il cardinale Angelo Bagnasco, sia il vicepresidente più anziano considerato papabile per la successione a Bagnasco, il cardinale Gualtiero Bassetti, sia il segretario generale monsignor Nunzio Galantino. 
Ma la prima visita campana di Francesco non ha risparmiato un altro incidente. 
Gaffe per il vaticanista de “La Stampa”, Giacomo Galeazzi, inviato a Caserta per seguire la visita del Papa. 
Nella sua cronaca ha scambiato Bergoglio addirittura per Berlusconi. 
Una “svista” che per diverse ore ha fatto bella mostra di sé sul sito del quotidiano di Torino.
Qualcuno poi deve aver fatto notare che tra i due la similitudine è pari a zero.

domenica 27 luglio 2014

Monopoli ( BA ) : preghiera per i nostri fratelli e sorelle nella fede perseguitati in Iraq, in Siria e in Medio Oriente

Il Coordinamento Nazionale del Summorum Pontificum aderisce alla giornata mondiale di pubblica adorazione e di supplica promossa per venerdì 1 agosto in favore dei nostri fratelli e sorelle nella fede perseguitati in Iraq, in Siria e in Medio Oriente, invitando altresì i Gruppi Stabili a ricordarli con speciale intenzione nelle Sante Messe e nelle Adorazioni Eucaristiche sia in quel giorno che nelle prossime settimane.

 ***

Volentieri segnaliamo che la Parrocchia S. Maria Amalfitana di Monopoli ha disposto che :
- Venerdì 1 Agosto nella chiesa di S. Francesco d'Assisi in Monopoli (Ba)  sarà solennemente esposto per l'adorazione dei fedeli il Santissimo Sacramento   dalle ore 19,30 fino alle ore 21; 

inoltre

- Domenica 3 Agosto alle ore 19,00 sempre nella Chiesa di S. Francesco d'Assisi, sarà celebrata la S. Messa nella forma straordinaria (Rito Romano Antico) con la particolare intenzione sopra specificata.

giovedì 24 luglio 2014

Venerdì 1 agosto 2014 : giornata di preghiera e di penitenza per i Cristiani perseguitati in Iraq, Siria e Medio Oriente. Da diffondere !

Venerdì 1 agosto :  giornata di penitenza e di Adorazione Eucaristica  in solidarietà di preghiera con i  nostri fratelli e le nostre sorelle nella Fede perseguitati in Iraq, in Siria e in Medio Oriente .
Il 1 agosto è il primo Venerdì del mese, Inizio del Perdono d'Assisi e memoria liturgica di San Pietro in vincoli ( la liberazione e del Principe degli Apostoli ) … ' in cui si interpreta il grande potere della preghiera perseverante  della Chiesa: " «Mentre Pietro dunque era tenuto in carcere, dalla Chiesa saliva incessantemente a Dio una preghiera per lui».. "  ( Atti 12,1-19.) .


Le feste dell'inizio del Perdono di Assisi e  di San Pietro in carcere  quest'anno assumono un significato ecclesialmente importante  : la supplica alla Trinità Divina per liberare, come avvenne all'Apostolo Pietro incatenato , i nostri fratelli  , membri del Corpo Mistico della Chiesa, dell'Iraq, della Siria e del Medio Oriente dalla mortale persecuzione di cui sono vittime innocenti.

Un giorno di riflessione per tutti noi : il forte contrasto  si frappone tra i nostri giorni di vacanza nella  giusta spensieratezza e la  lotta quotidiana dei nostri fratelli e delle nostre sorelle nella Fede per la sopravvivenza. 

La  preghiera e la penitenza, qualsiasi siano le sfumature liturgiche o pastorali a cui ognuno di noi si sente legato, sarà il più prezioso contributo per i   nostri fratelli  perseguitati  .

L'iniziativa della preghiera e della penitenza per i nostri fratelli perseguitati in Medio Oriente è partita dalla Fraternità Sacerdotale San Pietro ( FSSP ) ed è poi stata fatta propria da alcuni Gruppi Stabili anche italiani .

Ogni fedele è invitato ad unirsi spiritualmente  nella preghiera e nella penitenza : anche nell’intimità della propria casa, se  rimane  difficile raggiungere una chiesa. 

Diffondete ovunque questa iniziativa. 
Fate che essa si diffonda in tutto il mondo, attraverso il web, i social network, la famiglia e gli amici. 


 Fonte : Rorate coeli 
e Chiesa e post concilio



Parigi . Circa 100 persone si sono radunate dietro il Palazzo dell'Assemblea Nazionale francese a Parigi martedì sera per dimostrare il sostegno per i cristiani sotto il fuoco in Iraq.
Ogni partecipante alla manifestazione ha alzato un cartello con la lettera in arabo Nun ( (ن), la lettera 14 dell'alfabeto arabo - l'equivalente della lettera N nel nostro alfabeto romano -, è la prima lettera della parola Nasara - نصارى = Nazareni- . 
Il Califfato islamico   ha fatto incidere la lettera ن sulle case dei cristiani di Mosul prima di procedere poi alla confische dopo aver cacciato le povere famiglie cristiane. N.d.R.)
La manifestazione parigina è stata organizzata per sollecitare i legislatori francesi ad agire in sostegno della comunità cristiana. 
Come altre città europee, Parigi ha una significativa popolazione musulmana ...

Il Cardinale André Vingt-Trois, Arcivescovo di Parigi  ha rilasciato una dichiarazione assieme agli altri Vescovi della regione Ile-de-France lo scorso 21 luglio con cui ha invocato la calma per tutti gli animi ( il Porporato faceva riferimento agli attacchi che avevano sconvolto soprattutto la Capitale sia da parte delle comunità Musulmane, che dimostravano solidarietà ai Palestinesi massacrati a Gaza;  che di gruppi di Ebrei che invece protestavano per gli frequenti attacchi missilistici di Hamas contro Israele N.d.R. ) . 
" Noi, i vescovi dell'Ile-de-France, siamo scioccati, come la stragrande maggioranza dei francesi", dice la nota diffusa. 
"Tali atti possono in alcun modo essere giustificati dalla situazione internazionale.  Chiediamo al governo di fare di tutto per mantenere ordine ...". 
"Il nostro paese deve essere un esempio e mostrare che la convivenza tra gli uomini è possibile a prescindere dalla loro cultura, religione, origine" hanno detto i vescovi . 
Separatamente, nei consueti saluti ai musulmani francesi per la fine del mese di Ramadan, Mons. Michel Dubost, Presidente   del Consiglio per le relazioni interreligiose della Conferenza episcopale  francese, ha detto : " Vogliamo, dal profondo  della nostra fede cristiana, unirci a voi in questa fiducia che Dio è misericordioso! "  
Mons. Dubost ha sottolineato che a dispetto di eventi mondiali che interessano i musulmani in particolare, come la situazione in Nigeria , Siria, Iraq e Gaza, gli islamici che vivono in Francia, sono in grado di offrire al mondo un'immnagine diversa di una popolazione che è in cerca solo di amicizia. ( Sic !!! Contento lui ... ma diversi preti e diaconi , che le cronache giornalistiche  hanno scritto che sono stati malmenati dagli islamici sulle strade in alcuni quartieri di grandi città francesi  solo perchè portavano una croce pettorale - che i Vescovi solitamente nascondono sotto la giacca ... per non urtare la sensibilità dei non cattolici - non la pensano certamente come l'illuminato Vescovo Mons. Michel Dubost. N.d.R.)   

Fonte e foto 2 e 3 : Aleteia

mercoledì 23 luglio 2014

Le Figaro : " Silenzio, siamo perseguitati ! Il Calvario dei cristiani dell'Iraq "

" Le Figaro , il più importante giornale di Francia, uno dei più prestigiosi del mondo, ha rotto il silenzio dei media sulla persecuzione dei cristiani  in Iraq :" Perché il complotto globale di silenzio sulla persecuzione dei cristiani in Iraq? "
Le Figaro, il più antico quotidiano nazionale francese ha fatto un gesto altamente meritorio ed onorevole diventando questo Mercoledì il primo giornale, fra quelli più importanti del mondo,  ad aver collocato in prima pagina e come titolo principale la persecuzione dei cristiani stanno subendo in Iraq: "Il Calvario dei cristiani dell'Iraq "
Anche in prima pagina, l'editoriale principale di oggi è stato :  "Silenzio, siamo perseguitati!" , un'accusa terribile diretta contro i complici di questo genocidio, incominciando dai media che riescono a tenere in silenzio l'opinione pubblica  di un Occidente che è sempre incline a manifestazioni pacifiste ed umanitarie (ma non questa volta!), 
E in particolare questa dolorosa osservazione è rivolta ai Governi delle Nazioni le cui popolazioni sono in maggioranza cristiani, almeno di nome ".

LE FIGARO 

- Editoriale di Étienne de Montety 

Silenzio, siamo perseguitati! 


Lo Stato islamico ha dichiarato guerra ai cristiani di Mosul. 
Costretti a lasciare il "Califfato" o a sottoporsi alla tassa  riservata agli " Infedeli ", sicuramente destinati alla vendetta popolare  ne è prova la " N" -  " Nazareno " -  incisa sulle loro case, i discepoli di Gesù Cristo,  declassati come cittadini di  seconda classe , non avranno altra scelta ben presto che a "convertirsi" o a perire di spada ... 
L'intolleranza religiosa non è più nascosta. 
Tutto questo è sostenuto dal capo ( degli jihadisti N.d.R.)  Abu Bakr al-Baghdadi, che si fa chiamato Ibrahim. 
Con una sinistra ironia: Ibrahim è il nome arabo di Abramo, padre dei credenti, che veniva dall'Iraq, sotto il cui nome musulmani e cristiani della regione dovrebbero incontrarsi e vivere in pace. 
I cristiani dell'Iraq sono stati 1 milione prima dell'intervento americano. 
Essi al momento non sono più di 400.000 . 
Perseguitati con  ogni tipo di molestie, violenze, persecuzioni, essi sono stati costretti a prendere  la via dell'esodo. 
Uno di questi esuli, Joseph Fadelle, ha raccontato in un libro, " il prezzo da pagare" , il destino terribile riservato per molti anni ai suoi correligionari . 
Con l'installazione del " Califfato ", la minaccia è ormai chiara: il cristianesimo viene considerato come  il nemico !
Certo, le principali voci hanno alzano da mesi la loro indignazione : Papa Francesco, ha suonato l'allarme e ha assicurato ai suoi fratelli la sua piena compassione. 
Il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-Moon, ha appena condannato la persecuzione come un "crimine contro l'umanità." 
Gli Uffici Esteri sono preoccupati ed aumentano il loro tono di disapprovazione della persecuzione. 
Cosa allora ? 
L'opinione pubblica europea, così desiderosa di mobilitazioni, petizioni, manifestazioni di ogni genere ... in questo caso non ha reagito affatto !  ( Difatti i Vescovi Francesi non hanno avuto esitazioni ad aderire al cosiddetto " Digiuno climatico " - che fa tanto moda ... ma guai a parlare di " digiuno per i fratelli perseguitati per la fede cattolica " o di " digiuno per le vocazioni sacerdotali" o peggio di " digiuno per la famiglia " N.d.R.)
Silenzio, stiamo perseguitando ...  Silenzio siamo perseguitati !
Riusciremo a restare sordi per molto più tempo? 
Forse noi desideriamo spostare  un massacro che deve avvenire al di fuori della pausa estiva?  O dopo il Tour de France
Prima che le grandi folle vadano in vacanza? 
Di fronte alla processione terrificante di orrori, espulsioni, omicidi a Mosul, potremo mostrare ancora   la nostra totale indifferenza? 
Cristiani o non cristiani,  per quanto tempo ancora vogliamo rimanere sordi prima che queste terribili parole del clamoroso Vangelo in tutto il mondo: "Se loro tacciono, le pietre grideranno" !

Un " reverendo " di troppo e il " nuovo " che avanza

Aggiunta . Una Lettrice di   Chiesa e post concilio  ci fa notare che è stato il Sito della Santa Sede , sulla pagina "  Nomine nel Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, 22.07.2014 [B0530] " a scrivere ( che Papa Francesco ha nominato N.d.R.) : " ... il Rev.do Fratello Enzo BIANCHI, Priore del Monastero di Bose (Italia)" 
Una vista può accadere a tutti .. ma poi sono spesso proprio gli arguti giornalisti, specializzati nel settore, a rimediare con autorevolezza ad un evidente errore di battitura... 
 
Carissimo Dott. Tornielli ( che non è stato l'Autore del pezzo preso in esame, come ci ha gentilmente comunicato, ma noi sappiamo scusarci per l'equivoco N.d.R.), 
sai benissimo che non avremmo resistito all'impulso ex corde di replicare su un blog tradizionale ( letto cioè da quei tuoi fratelli nella fede che, per arcana disposizione della Provvidenza hanno in cuore un particolare - eroico - amore per la Chiesa e particolarmente per la tradizione liturgica ) alla tua simpatica provocazione di appellare con il termine " reverendo " un personaggio del laicato cattolico ( laico però come me e come te) . 
Sappi però che il tuo articolo con la simpatica attribuzione del titolo di  " reverendo" ad un importante e intraprendente Priore - laico - di una Comunità Monastica almeno ci ha scosso aumentando la pressione abbassata dalle infauste precipitazioni piovose di questo stranissimo mese di Luglio. 
Dando un'occhiata al tuo articolo è sorto spontaneo  quanto leggemmo in un Bollettino di Una Voce Italia del 1980 : già all'epoca si notova che da un decennio  gli esponenenti del mondo cattolico tradizionale - alcuni dei quali splendenti per meriti e per competenze culturali e scientifiche - erano stati preventivamente esclusi dai Pontifici Consigli e da ogni altra commissione vaticana. 
Va bene così : allora come oggi ! 
Soprattutto in questo particolare periodo storico, che  pare essere un artificiale e forzoso revival del '68 ,  a noi fedeli tradizionali  viene chiesto  di sottolineare nelle nostre espressioni della nostra vita quotidiana la grande virtù dell'umiltà assieme alla preghiera , al sacrificio personale e alla pazienza, tanta pazienza ...
Siano gli altri a sorpassarci negli onori e negli incarichi ...
Noi sappiamo che  per la nostra incommisurabile dedizione alla Fede della Chiesa e a quanto di più prezioso Essa possiede ( la Liturgia)  riceveremo " la corona della gloria che non appassisce". 

A.C. 


" C'è anche il reverendo Enzo Bianchi, il priore della Comunità monastica di Bose, fra i prescelti di Papa Francesco che oggi ha proceduto alle nuove nomine dei membri e dei consultori del Pontificio Consiglio per la promozione dell'Unità dei cristiani. 
Jorge Mario Bergoglio ha nominato membri del Consiglio i monsignori Carlos José Ñanez arcivescovo di Cordoba in Argentina; Rodolfo Valenzuela Nunez, vescovo di Vera Paz e presidente della Conferenza Episcopale di Guatemala; Gerhard Feige, vescovo di Magdeburg in Germania. 


Inoltre, il Papa ha nominato consultori: Cristiano Bettega direttore dell'Ufficio nazionale per l'Ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, la Conferenza Episcopale italiana; Hector Sherri presidente della Commissione Teologica ed Ecumenica di Malta; Michael Joeng-Hun Shin incaricato per l'ecumenismo nella Conferenza Episcopale di Corea; Fernando Rodriguez Garrapucho direttore del Centro di studi orientali ed ecumenici presso la Pontificia Università di Salamanca in Spagna; il reverendo Enzo Bianchi priore del monastero di Bose in Italia. 


E ancora: i padri Franck Lemaitre direttore del Servizio nazionale per l'unità dei cristiani della Conferenza Episcopale di Francia, John Crossins direttore esecutivo del Segretariato per le questioni ecumeniche e interreligiose della Conferenza Episcopale degli Usa, Jorge Scampini docente di Ecumenismo presso la facoltà di Teologia della Pontificia Università Cattolica di Buenos Aires, Milan Žust docente presso la facoltà di Missiologia della Pontificia Università Gregoriana a Roma; suor Maria Ha Fong Ko docente di Esegesi neotestamentaria presso la Pontificia Facoltà di Scienze dell'Educazione `Auxilium´ a Roma e presso l'Holy Spirit Seminary di Hong Kong ". 


martedì 22 luglio 2014

Mosul : i Monaci hanno chiesto invano di risparmiare dal saccheggio le Reliquie del Monastero

Mosul (Iraq) – I militanti jihadisti hanno preso il controllo di un monastero nel nord dell’Iraq, uno dei più noti luoghi cristiani del paese, ed espulso i monaci. 
I combattenti di ISIS hanno preso d’assalto Mar(San) Behnam, un monastero del 4° secolo gestito dalla chiesa siro cattolica vicino alla città a maggioranza cristiana di Qaraqosh. 
E’ accaduto ieri, domenica, hanno detto le fonti. “Tu non hai posto più qui, dovete lasciare immediatamente”, le minacce fatta ad un monaco dai militanti islamici. 
I monaci hanno chiesto di risparmiare un le reliquie del monastero dal saccheggio, ma i terroristi si sono rifiutati e ordinato loro di lasciare a piedi con nulla, tranne i loro vestiti. 
I cristiani residenti della zona hanno detto all’agenzia AFP, che i monaci hanno camminato diversi chilometri lungo una strada deserta e sono stati poi raccolti dai combattenti peshmerga curdi che li hanno condotti a Qaraqosh. 
Durante il fine settimana, centinaia di famiglie cristiane sono fuggite da Mosul, una città un tempo cosmopolita, che si trova a circa 15 chilometri dal paese e a nord ovest del monastero di Mar Behnam
Hanno abbandonato case e beni dopo l’ultimatum emesso per i cristiani di convertirsi, pagare una tassa speciale o lasciare altrimenti avrebbero affrontato la ‘spada’. 
Per i leader di caldei e di altre chiese irachene, Mosul è ora ormai svuotata dei cristiani per la prima volta nella storia. 
Mar Behnam è un importante punto di riferimento cristiano in Iraq e un sito dove la comunità locale e i pellegrini tradizionalmente pregano per le guarigioni e la fertilità. 
E ‘stato costruito dal re assiro Sennacherib II come una penitenza per avere ucciso i suoi figli Behnam e Sarah perché si erano convertiti al cristianesimo. 

Fonte : VoxNew
Anche Agenzia ASCA

Per iniziativa di alcuni gruppi stabili sarà presto organizzata una veglia di preghiera e di penitenza supplicando il Signore perchè, per l'intercessione della Madonna Santissima Madre della Chiesa  , assista e consoli i Monaci e tutte le Famiglie cristiane irachene vittime della ferocia delle  frange islamiche jihadiste.


Petriolo ( Arcidiocesi Metropolitana di Fermo ) Santuario della Madonna della Misericordia : Madonna della Vittoria,  pala d'altare del pittore fermano Alessandro Ricci (1750/1827) in ricordo della battaglia di Lepanto - 1571- vinta dalle armi Cristiane contro i Turchi . 
Fu commissionata dalla Confraternita del Rosario ( che aveva cura dell'omonima cappella )  . 
Da notare le bandiere con la mezzaluna esposte come trofei ed i prigionieri incatenati ai piedi del trono che bene  interpretano l’espressione  del Salmo 110 : Donec ponam inimicos tuos scabellum pedum tuorum .

lunedì 21 luglio 2014

Mosul. Il Papa ai cristiani cacciati : "Io so quanto soffrite... Sono con voi “


La comunità cristiana di Mosul, la seconda città dell’Iraq, esisteva già 1700 anni fa. 
Ora però, dopo l'editto degli estremisti musulmani sunniti dello Stato islamico (Isis), è quasi del tutto sparita. 
 I miliziani dell'Isis, guidati da Abu Bakr al Baghdadi, hanno scatenato una durissima campagna di terrore contro le minoranze religiose non islamiche e i loro correligionari sciiti. 
I cristiani si sono rifugiati nel Kurdistan o in alcuni villaggi ancora non conquistati dai fondamentalisti. 
Ma nei loro confronti è caccia all'uomo, con le case che vengono abbandonate in fretta e furia, senza portare via nulla, per poter salvare la vita. 
Nel 2003, quando cadde Saddam Hussein, a Mosul i cristiani erano sessantamila. 
Un mese fa erano quasi dimezzati: trentacinquemila. 
Dopo l'editto del "califfo Ibrahim" (al Baghdadi) sono scappati quasi tutti. 
 "Gli hanno rubato tutto, li hanno insultati, li hanno lasciati così, in pieno deserto", ha raccontato il patriarca della Chiesa siro-cattolica, Ignace Joseph III Younan, aggiungendo che il palazzo episcopale dei siro-cattolici a Mosul è stato dato alle fiamme: "È terribile - ha aggiunto - questa è una vergogna per la comunità internazionale". 
Oggi Papa Francesco, nel suo discorso ai fedeli dopo l'Angelus, ha voluto ricordare la tragedia dei cristiani perseguitati in Medio Oriente. 
Il pontefice ha detto di seguire "con preoccupazione le notizie che giungono dalle comunità cristiane a Mosul, in Iraq, e in altre parti del Medio Oriente". 
Poi ha ricordato che in Iraq e in tutto il Medio Oriente le comunità cristiane "sin dall’inizio del cristianesimo hanno vissuto con i loro concittadini offrendo un significativo contributo al bene della società". 
Ma tutto questo evidentemente non conta a nulla per gli estremisti islamici che si sono messi in testa di fare pulizia etnica in nome di Allah. 
"Oggi le comunità cristiane sono perseguitate", sottolinea con dolore il Papa. "I nostri fratelli - prosegue - sono perseguitati, cacciati via, devono lasciare le loro case senza poter portare niente. 
Assicuro a queste famiglie e a queste persone la mia vicinanza e la mia costante preghiera". IL GIORNALE 


Le parole del Papa dopo l'Angelus

" Cari fratelli e sorelle, Ho appreso con preoccupazione le notizie che giungono dalle Comunità cristiane a Mossul (Iraq) e in altre parti del Medio Oriente, dove esse, sin dall’inizio del cristianesimo, hanno vissuto con i loro concittadini offrendo un significativo contributo al bene della società. 
Oggi sono perseguitate; i nostri fratelli sono perseguitati, sono cacciati via, devono lasciare le loro case senza avere la possibilità di portare niente con loro. 
A queste famiglie e a queste persone voglio esprimere la mia vicinanza e la mia costante preghiera. 
Carissimi fratelli e sorelle tanto perseguitati, io so quanto soffrite, io so che siete spogliati di tutto. 
Sono con voi nella fede in Colui che ha vinto il male! 
E a voi, qui in piazza e a quanti ci seguono per mezzo della televisione, rivolgo l’invito a ricordare nella preghiera queste comunità cristiane. 
Vi esorto, inoltre, a perseverare nella preghiera per le situazioni di tensione e di conflitto che persistono in diverse zone del mondo, specialmente in Medio Oriente e in Ucraina. 
Il Dio della pace susciti in tutti un autentico desiderio di dialogo e di riconciliazione. 
La violenza non si vince con la violenza. 
La violenza si vince con la pace! 
Preghiamo in silenzio, chiedendo la pace; tutti, in silenzio…. Maria Regina della pace, prega per noi  !  "

IL CARDINALE SANDRI AI CRISTIANI ORIENTALI: LE VOSTRE LACRIME SONO LE NOSTRE, MA NOI CONDIVIDIAMO LA STESSA SPERANZA CHE È CRISTO
( VISnews140721 )
Città del Vaticano, 21 luglio 2014 (VIS). Nella giornata di ieri, nella Cattedrale maronita di Los Angeles (Stati Uniti d'America), il Cardinale Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, ha celebrato la Santa Messa per la festa di San Charbel e di Sant'Elia, che i libanesi maroniti celebrano in tutto il mondo la terza domenica di luglio. 
Alla celebrazione eucaristica hanno preso parte circa quattrocento fedeli delle Chiese Orientali. 
Il Cardinale Sandri - rende noto un Comunicato della Congregazione per le Chiese Orientali - si è fatto interprete, nell'omelia, dell'immenso dolore per la sorte disperata di tante persone innocenti fra le quali le più colpite sono i cristiani di Mossul (Iraq) e di Aleppo (Siria). 
" Le loro case e chiese sono state saccheggiate e incendiate. 
Se essi sono oggi i più minacciati, è tutta la regione che è nell'insicurezza, purtroppo favorita dall'indifferenza di molti ". 
Non dimenticando che la Palestina "è in lacrime" e che i suoi abitanti non possono essere cristiani in serenità e dignità, il Cardinale ha affermato: "Le loro lacrime sono le nostre, ma noi condividiamo la stessa Speranza che è Cristo; e Gesù Cristo è fedele. Per questo perseveriamo insieme nello stesso cammino"
Dopo aver dato lettura dell'appello in favore dei cristiani perseguitati lanciato da Papa Francesco nell'Angelus di ieri, il Cardinale ha invitato alla preghiera silenziosa ed ha rinnovato tutta la vicinanza della Congregazione per le Chiese Orientali a quanti sono gravemente colpiti dall'odio e dalla violenza, in particolare ai Patriarchi Siro-cattolico e Caldeo, che sono accanto ai loro fedeli con gli altri vescovi per condividere la sofferenza e la perseveranza nella difesa dei diritti umani e della libertà religiosa anche per i cristiani, che non sono stranieri in Oriente: là è nato il cristianesimo; là hanno mantenuto la fede per due millenni, edificando come cittadini generosi il bene delle rispettive nazioni; là devono poter continuare a dare il proprio contributo alla comunità umana. 


Foto : L'incendio della chiesa che fa parte  di una serie di distruzioni delle proprietà cristiane a Mosul occupata dagli estremisti islamici. ( QUI

Notizia di oggi 21 luglio 2014  ( QUI ) " Iraq: monastero del IV secolo in mano a jihadisti Isis, monaci scacciati "

domenica 20 luglio 2014

" Salvate i cristiani di Mosul ! " Ma in Vaticano ..

L'intera comunità cristiana di Mosul, la seconda città dell'Iraq caduta il mese scorso nelle mani dei jihadisti dello Stato islamico, è stata costretta a fuggire nelle ultime ore, dopo che i miliziani avevano intimato loro di convertirsi all'Islam o di pagare la Jiziya, il prezzo della 'protezione' alle minoranze religiose previsto dall'antica legge islamica. 
Lo riferiscono testimoni nelle aree della provincia di Ninive e nella regione autonoma curda dove migliaia di profughi stanno arrivando. ( ANSA )

Aggiornamento 20/07/2014 h.12 : "Alla fine, questa mattina l’Isil ha annunciato attraverso i megafoni delle moschee che i cristiani devono lasciare la città, oppure pagare la jizya ( ossia la tassa di ‘protezione’, ndr ) oppure diventare musulmani. 
Quando i cristiani hanno iniziato ad uscire di casa, gli elementi dell’Isil li hanno fermati e derubati di ogni cosa, soldi, oggetti preziosi e anche le automobili, costringendoli a lasciare la città a piedi". 
Foto © Copyright ANSA 

 19 luglio – Tutti coloro che hanno un potere in Iraq e nel mondo intervengano per salvare i cristiani di Mosul, depredati e scacciati dalla città ”
E’ l’appello lanciato da Shlemon Warduni, vice patriarca della Chiesa caldea in Iraq, in risposta alle misure che lo Stato islamico in Iraq e nel Levante (Isil), che il 9 giugno ha preso il controllo di Mosul, sta adottando nei confronti della comunità cristiana locale. 
Nei confronti di questa minoranza, è stato diffuso oggi un nuovo ordine di lasciare la città.

Iraq: Jihadisti Isil segnano le porte dei cristiani a Mosul, “casa espropriata” e stop cibo ISIL_case_cristiani

Qualche giorno fa, i miliziani dell’Isil hanno segnato tutte le case dei cristiani con la lettera araba ‘N’, che sta per ‘nasrani’, ossia ‘cristiano’ (plur. nasara), e con la scritta “Proprietà immobiliare dello Stato islamico”. ( * )
Inoltre, i commercianti sono stati messi in guardia dal distribuire ai cristiani le razioni alimentari sovvenzionate dal governo e lo stesso è capitato ai distributori di energia elettrica. 
“L’Isil ha invitato ieri con una lettera ufficiale tutti i rappresentanti della comunità cristiana a partecipare a una riunione per organizzare la questione degli alloggi in città”, racconta Warduni ad Aki-Adnkronos International. 
“Tuttavia – prosegue – la lettera è arrivata tardi ad alcuni di loro, mentre altri hanno preferito non presentarsi per paura di quel che li aspettava e di conseguenza nessuno ha risposto a questo invito”. 
 “Alla fine, questa mattina l’Isil ha annunciato attraverso i megafoni delle moschee che i cristiani devono lasciare la città, oppure pagare la jizya (ossia la tassa di ‘protezione’, ndr) oppure diventare musulmani”, racconta Warduni. 
Quando i cristiani hanno iniziato ad uscire di casa, gli elementi dell’Isil li hanno fermati e derubati di ogni cosa, soldi, oggetti preziosi e anche le automobili, costringendoli a lasciare la città a piedi”, aggiunge.

Vaticano ai musulmani: “felicitazioni ed i migliori auguri per il ramadan”  ( ** )
“Com’è possibile che accada una cosa del genere nel 2014?”, si chiede il vicario patriarcale. 
Dove siamo arrivati, dov’è l’Iraq, dove sono i diritti umani?”, prosegue Warduni, che chiede “all’Onu e alla comunità internazionale di intervenire per risolvere questa situazione inaccettabile e rispetto alla quale il governo iracheno è totalmente assente”. 
Il mondo intero deve sapere quel che accade oggi nel nostro Paese”, sottolinea il prelato, precisando che “in passato non abbiamo mai parlato in questo modo, ma non è più possibile tacere questa situazione”.
Warduni lancia poi un “appello ai Paesi vicini, come Turchia, Qatar e Arabia Saudita, a intervenire per trovare una soluzione al problema dei cristiani” in Iraq. ( IMOLA OGGI



19 luglio – Sempre piu’ drammatica la situazione per i cristiani in Iraq. Il palazzo episcopale dei siro-cattolici di Mosul e’ stato bruciato dagli jihadisti sunniti dello Stato Islamico (is) appena scaduto l’ultimatum lanciato dai miliziani dello Stato ai cittadini cristiani.
Lo ha denunciato il Patriarca della Chiesa cattolica sira, Ignace Joseph III Younan.
Il Patriarca ha incontrato stamani in Vaticano l’arcivescovo Dominique Mamberti, segretario per i Rapporti con gli Stati. ( NOSTRA NOTA Ambienti vaticani ci hanno fatto notare che il Patriarca siro cattolico non è stato - ancora - ricevuto in udienza dal Santo Padre ne' dal Segretario di Stato Vaticano - scriviamo questo il 20 luglio 2014 alle ore 9,00. Tutto è possibile nelle prossime ore ... ).
Le notizie che riporta sono disastrose: ”Il nostro arcivescovado a Mosul e’ stato bruciato totalmente: manoscritti ( di enorme valore storico N.d.R. ), biblioteca… e hanno gia’ minacciato che, se non si convertiranno all’islam, tutti i cristiani saranno ammazzati. 
E’ terribile! 
Questa e’ una vergogna per la comunita’ internazionale”, ha detto Younan a Radio Vaticana, invitando a ”sospendere tutti gli aiuti finanziari” agli estremisti. ( IMOLA OGGI )

NOTE

( * )  Nun (ن), la lettera 14 dell'alfabeto arabo (l'equivalente della lettera N nel nostro alfabeto romano), è la prima lettera della parola Nasara (نصارى  = Nazareni)
E' il modo in cui i musulmani hanno chiamato i cristiani dall'inizio della loro invasione del mondo cristiano nel VII secolo. 
I terroristi musulmani mettono la lettera Nun ( ن  ) sulle case dei cristiani di Mosul per procedere più speditamente  alla confisca dei loro edifici e alla cacciata delle famiglie cristiane.

( ** ) “Verso un’autentica fraternità fra cristiani e musulmani” ( Sic !!! ) è il titolo del Messaggio che il Pontificia Consiglio per il Dialogo Interreligioso rivolge ai fedeli dell’Islam per la fine del Ramadan, (Id al-Fitr 1435 H./2014 A.D). 
Il Documento è a firma del Cardinale Jean-Louis Tauran, Presidente del Dicastero, e del Padre Miguel Ángel Ayuso Guixot, MCCJ, Segretario del medesimo Pontificio Consiglio. 
Ricordando che nel 2013, primo anno del suo ministero petrino, il Santo Padre Francesco aveva personalmente firmato il Messaggio in occasione dell”Id-al Firt, il Cardinale Tauran cita anche l’Angelus dell’11 agosto 2013, nel quale il Papa aveva salutato i musulmani come “nostri fratelli” ( Sic !!! )  
“Tutti noi riconosciamo – si legge nel testo – la pregnanza di queste parole. 
Infatti, cristiani e musulmani sono fratelli e sorelle dell’unica famiglia umana, creata dall’unico Dio”.
" Intanto i poveri Cristiani dell' Iraq ( e della Siria) dopo 20 secoli di storia sono quasi del tutto estinti: uccisi, derubati, affamati, umiliati, torturati, insomma sterminati nel silenzio assordante del mondo mediatico ".
A.C. 

venerdì 18 luglio 2014

Mons. Giovanni D’Alise, Vescovo di Caserta : “ Santità, incontri ANCHE i miei concittadini ”

Il Papa a Caserta . Molto stupore ed imbarazzo ha suscitato il fatto che il Vescovo di Caserta , il Cardinale-Arcivescovo di Napoli e le altre istituzioni ecclesiastiche locali abbiano saputo solo dalla stampa del viaggio papale a Caserta ( inizialmente previsto  il 26 luglio ) per " visitare la nuova chiesa evangelica del pastore Giovanni Traettino, in costruzione alle porte della città" . 
Il Vescovo Diocesano Mons. Giovanni D’Alise ha voluto supplicare Papa Francesco  : “ Santità, incontri ANCHE i miei concittadini : desiderio enorme” .
Quell’ ANCHE ha commosso un po’ tutti : dalle Congregazioni Vaticane ( dove alcuni hanno recitato una preghiera speciale alla Vergine Maria che scioglie i nodi ) agli Uffici civili dove non hanno mai smesso di sudare ... 
La Santissima Vergine Maria ha sciolto anche questa volta il nodo della complicata situazione ecclesiale che si era venuta a creare : il Papa infatti raddoppierà, nel giro di poche ore, la sua presenza nella Città Campana :  il 26 luglio ( Festa di Sant'Anna, Protettrice di Caserta ) e il 28 luglio per la visita, in forma privata, al suo amico pastore evangelico Giovanni Traettino.
Nel dare l'annuncio alle Autorità, ai fedeli ed alla stampa della visita del Papa alla Città di Caserta il Vescovo Diocesano, a cui compete questo compito,   si è commosso fino alle lacrime  ( QUI video ).
" Sunt lacrimae rerum " che commuovono anche noi e che non hanno bisogno di commenti ! 
Interpretando  i medesimi sentimenti dei fedeli e dei Chierici ( che ci leggono e che ci consigliano ) assegnamo idealmente il  Premio " dignità e  coraggio "   a Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Giovanni D’Alise Vescovo di Caserta per il modo con cui ha gestito l'intricata vicenda Caserta/visita di Papa Francesco
Un piccolo riassunto di quanto è accaduto.


Ad perpetuam rei memoriam.


PROEMIO : " Papa: a Caserta il 26 luglio in visita privata 
CdV, 10 lug. - Papa Francesco sara' a Caserta, presumibilmente il 26 luglio, per visitare la chiesa di un suo amico pastore evangelico, Giovanni Traettino. 
Lo conferma padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa Vaticana. 
La notizia della visita di Francesco a Caserta era stata annunciata da un quotidiano ( Il Mattino N.d.R.) ma non vi era la conferma ufficiale della Santa Sede. Il Pontefice, in giugno, in un incontro con un gruppo di pastori evangelici 'ha manifestato a un pastore amico, da lui ben conosciuto gia' dal tempo di Buenos Aires, l'intenzione di recarsi in forma del tutto privata', quindi 'estremamente semplice e rapida, nel corso di una sola settimana' a visitare la sua chiesa a Caserta ". Repubblica 
 [NOSTRA NOTA Per la prima volta, nella storia moderna della Chiesa, l’annuncio della visita del Papa ha colto di sorpresa proprio il Vescovo Diocesano ma non il Pastore protestante che ne aveva dato preventivamente notizia…]

IL DISORIENTAMENTO - Se i casertani hanno saputo della visita del Pontefice al pastore evangelico, con il quale intrattiene da anni un fitto dialogo ecumenico, solo da notizie di stampa, altrettanto si può dire che sia accaduto per i vertici della chiesa locale. 
Vescovo in testa, erano tutti all’oscuro di quanto si andava predisponendo dalla Santa Sede. 
Finanche l’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe - casertano di di Carinaro - non era a conoscenza delle intenzioni del Papa di ricambiare le visite del pastore Traettino a Santa Marta (oltre che in udienze pubbliche, l’ultima il 19 di giugno) rinsaldando i rapporti tra cattolici ed evangelici con una visita lampo di poche ore e fuori dagli schemi.
Ma tant’è, la mattina del 26 luglio Papa Francesco sarà a Caserta e l’unico obiettivo per la Diocesi, adesso, è quello di salvare il salvabile anche davanti alle centinaia di richieste (anche strampalate) provenienti da mezza regione: in Cattedrale arrivano telefonate per prenotare posti a sedere al Duomo.
LA LETTERA (del coraggioso Vescovo Diocesano Mons. Giovanni D’Alise al Segretario di Stato Card. Parolin :   “Santità, incontri anche i miei concittadini : desiderio enorme” N.d.R.) - Nonostante i primi comprensibili imbarazzi, la chiesa di Caserta prova con il suo pastore ad allineare le cose il più possibile.
Il vescovo D’Alise, insediatosi di recente su nomina dello stesso Papa Francesco, ha scritto di suo pugno al cardinale Pietro Parolin, a capo della Segreteria di Stato vaticana.
A colui il quale riveste una sorta di ruolo segretariale nei confronti del Pontefice, il più alto in grado della Diocesi del capoluogo ha voluto rappresentare in una lettera di poche righe l’aspirazione della città di avere anche solo un abbraccio fugace con Francesco. 
…  Corriere del Mezzogiorno


LA SOLUZIONE L’annuncio ufficiale della Santa Sede : " VISITA DEL SANTO PADRE A CASERTA SABATO 26 E LUNEDÌ 28 LUGLIO Città del Vaticano, 17 luglio 2014 (VIS).
Questa mattina, la Sala Stampa della Santa Sede ha confermato che il Santo Padre Francesco si recherà a Caserta (Italia), nei giorni 26 e 28 luglio 2014. 
Nel pomeriggio di sabato 26, su invito del Vescovo Giovanni D'Avise, il Papa incontrerà la comunità cattolica della Diocesi e celebrerà la Santa Messa nella festa di Sant'Anna, Patrona della città, probabilmente nel parco della Reggia di Caserta. 
La sera dello stesso giorno, il Papa rientrerà in Vaticano per la recita dell'Angelus di domenica 27 luglio, in Piazza San Pietro. Lunedì 28 luglio, Papa Francesco si recherà nuovamente a Caserta per incontrare in forma privata il Pastore evangelico Giovanni Traettino e la sua comunità, nella Chiesa della Riconciliazione ".

Papa Francesco nella Terra dei Fuochi: «Sarò due volte con voi»
Due giorni a Caserta. 
Una per la gente e per i fedeli il 26 luglio, l’altra per una visita privata al pastore evangelico Giovanni Traettino il 28 luglio.
Lo ha annunciato il vescovo Giovanni d'Alise in una conferenza stampa.
Il Pontefice incontrerà per 45 minuti vescovo ed i sacerdoti della diocesi in forma privata, in un luogo non ancora reso noto.
Poi, a bordo della papa-mobile si muoverà dalla Scuola aeronautica, in Piazza Carlo III, davanti all'ingresso principale della Reggia borbonica, dove celebrerà alle 18, sulla grande spianata, la Messa per la festa di S. Anna, patrona di Caserta.
Una giornata a Roma la domenica e il lunedi successivo Papa Francesco sarà di nuovo a Caserta per la visita in forma privata al tempio evangelico del pastore Giovanni Traettino.

Il Mattino 

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