sabato 19 agosto 2017

Sim sala bin Tornielli

Dio disse e creò.
Il mago dice: creo ciò che dico io.
Proponiamo un interessante articolo del giornalista Stefano Lorenzetto ( QUI il suo curriculum) segnalando anche la risposta che lo stesso  ha dato ad un Sacerdote scandalizzato per le critiche verso il Papa che aveva letto in un articolo. ( QUI )
Tornando titolo del post ci poniamo la domanda: l'ex vaticanista ratzingeriano di ferro è  diventato la velina di Santa Marta e pure epigono della serie TV The Mentalist?
***
NB "The Mentalist è una serie televisiva statunitense creata da Bruno Heller e prodotta dal 2008 al 2015. 
La serie viene trasmessa in prima visione assoluta negli Stati Uniti da CBS dal 23 settembre 2008. In lingua italiana, la messa in onda si divide tra quella in Italia, sui canali Mediaset, e quella in Svizzera, su RSI LA1, entrambe dal 2009". ( QUI)   
L


Undicesimo, non lamentarti   
di Stefano Lorenzetto 

(...) qualunque. Trattasi del medico di Borgo Venezia che mi seguiva quand’ero fanciullo, un sant’uomo capace di diagnosi infallibili e circondato da grande rispetto perché era rimasto vedovo prematuramente e si prestava come barelliere sui treni violetti dell’Unitalsi che portavano i malati a Lourdes. 

Aveva un’unica debolezza: dentro il suo ambulatorio, e anche fuori, ogni mese aggiungeva una targa - in plastica, in plexiglas, in ottone - con orari, avvertenze oppure disposizioni tassative per i pazienti, proprio come quella bergogliana rivolta ai brontoloni. 

Più che in uno studio medico, sembrava di entrare in un timbrificio. 

Non bisogna mai dimenticare che Francesco è stato prelevato «quasi alla fine del mondo», come egli stesso scherzò la sera della sua elezione, dunque è piuttosto scontato che dica e che faccia cose dell’altro mondo. 

Ma il punto dolente è che colui che fissa una proibizione dovrebbe anche essere il primo a rispettarla, dando il buon esempio. 

Ora a me non pare proprio che il Santo Padre eviti accuratamente di lamentarsi, anzi si può dire che raramente sul soglio di Pietro sia stato dato di vedere un papa a più alto tasso di lagnosità, seppure mascherata dai modi bonari del curato di periferia, del prete callejero, di strada. 

Qualche esempio sparso? 

S’è lamentato dei «cristiani malinconici che hanno più faccia da peperoncino all’aceto che di gioiosi che hanno una vita bella». 

S’è lamentato dei pro life, chiamandoli «ossessionati e ossessivi», così almeno riferisce la sua amica Lucrecia Rego de Planas, docente all’Universidad Anáhuac in Messico, già direttrice di Catholic.net. 

S’è lamentato degli intransigenti che si attengono all’ortodossia in campo morale, invitandoli implicitamente al silenzio proprio nel momento di maggiore sbando della società: «Non possiamo insistere solo sulle questioni legate ad aborto, matrimonio omosessuale e uso dei metodi contraccettivi. Non è necessario parlarne in continuazione». 

S’è lamentato di alcuni fedeli che avevano recitato 3.525 rosari per la sua elezione, equiparandoli agli eretici pelagiani. 

S’è lamentato delle suore: «Siate madri e non zitelle». 

E fin qui siamo alle lagnanze di sostanza. 

Il tutù all'interno della Cattedrale. Imbarazzante provincialismo...

La danza classica è un insostituibile sostegno educativo ed espressivo  per i giovani che mai come adesso sono afflitti dalla schiavitù  della massificazione commerciale. 
Ogni persona  di "buona volontà"  che ama veramente la gioventù deve aiutare, come può, le istituzioni locali o nazionali che promuovono lo studio della musica e della danza classica: un patrimonio culturale a vantaggio esclusivo dell'educazione dei giovani!
Tutto questo premesso prendiamo atto del disagio di  un fedele che si trovava in Umbria in ritiro spirituale in occasione della festa  dell'Assunzione e che ha partecipato  nella storica Cattedrale di Spoleto* alla Veglia dell'Assunta allorchè ad un certo momento della celebrazione c'è stato il

venerdì 18 agosto 2017

"Prêtres sous la Terreur" il documentario sul martirio del clero durante la rivoluzione francese

Onore ai Sacerdoti, Religiosi e Religiose martirizzati "in odium fidei" ieri e oggi dai nemici di Cristo e della Sua Chiesa! 
"Chi, dunque, si leverà in piedi, oggi, per Dio? Chi oserà affrontare i moderni persecutori della Chiesa? 
Chi avrà il coraggio di alzarsi senza altre armi se non il rosario e il Sacro Cuore, per affrontare le colonne della morte dei nostri tempi, che sono il relativismo, l’indifferentismo e il disprezzo di Dio? 
Chi dirà a questo mondo che la sola libertà per cui valga la pena di morire è la libertà di credere?" 
Cifr.  Card. Robert Sarah: Ogni cristiano è spiritualmente un Vandeano!  MiL QUI

Rivoluzione francese, in un video il Terrore scatenato contro i preti 

di Marco Respinti  


Sarebbe un errore imperdonabile isolare il Terrore giacobino (luglio 1793-27 luglio 1794) dal resto della Rivoluzione Francese (1789-1799), accusando il primo di ogni crimine solo per assolvere la seconda dai suoi misfatti. 

Ma fu indubitabilmente quello il periodo in cui l’orrore portando a compimento le mille premesse precedenti che indicano la strada per il futuro  raggiunse il culmine. 

E fu sempre quello il momento in cui l’odio anticristiano giunse al massimo e dunque la persecuzione dei cattolici fu più tremenda. 

La documentazione di questi misfatti è vasta, ma ora un nuovo strumento di divulgazione intelligente è disponibile per il grande pubblico. 

giovedì 17 agosto 2017

Le accattivanti invenzioni degli "animatori liturgici" perchè: "la forma ordinaria del rito romano non riesce ad appagare la fame di sacro e la sete di mistero"

La  Redazione di "Munus: Liturgia e dintorni"  assomiglia sempre di più all'intrepido soldato giapponese Hiroo Onoda che per tre decenni rimase  a guardia della propria postazione in un'isola filippina ignorando che la seconda guerra mondiale era terminata. 
Munus  non vuole accorgersi che la forma liturgica partorita negli anni '60 è divenuta oggetto  degli attacchi “ad intra” et “ad extra”.
E' normale che sarebbe accaduto.
L'altro giorno Munus si è occupato criticamente  del pregevole lavoro del giovane studioso Dott. Luigi Martinelli che proponiamo ai nostri cortesi lettori.
Buona lettura!
AC  

DANZA E LITURGIA NEL NOVECENTO 

di Luigi Martinelli 

Ai giorni nostri il desiderio di introdurre la danza nella liturgia riformata in seguito al concilio Vaticano II è il segnale lapalissiano della crisi della liturgia stessa. 

Non si crede più in essa, alla sua ritualità, ai suoi contenuti e si dimenticano le potenzialità performative che già possiede e che non vengono sfruttate. 

Da un estremo all’altro, avendo quasi completamente smarrito il ruolo delle azioni corporee nella liturgia, si sente ora il bisogno di importare nella liturgia l’espressione corporea totale: la danza. 

È evidente che la forma ordinaria del rito romano allo stato attuale non riesce ad appagare la fame di sacro e la sete di mistero che, attraverso la performance, porta l’uomo ad essere coinvolto nell’azione rituale, dunque, se questi presupposti basilari non vengono più garantiti all’interno di tale forma, l’uomo si rivolge altrove. 

Per rendere più coinvolgente la Messa gli animatori liturgici sbizzarriscono la loro fantasia escogitando trovate sempre più accattivanti e multiformi rivolgendosi all’esterno della tradizione cattolica, introducendo in essa elementi di altre tradizioni religiose o di mondi culturali diversi. 

mercoledì 16 agosto 2017

Santa Messa in rito romano antico davanti le rovine della Cattedrale scozzese di St Andrews, distrutta dai protestanti

Le finalità spirituali e organizzative della Confraternita scozzese di San Ninian saranno fra non molto emulate in ogni parte dell'ormai scristianizzato continente europeo.
In unitate orationis con quei bravi, ammirevoli Confratelli.
AC


Scozia. Messa in rito antico 
di fronte alle rovine della Cattedrale di St Andrews, distrutta dai protestanti

Quella di San Ninian ( QUI ) è una confraternita nata per promuovere la riconversione della Scozia alla fede cattolica. 

Lo fa attraverso le preghiere e dei pellegrinaggi nei quali vengono celebrate Messe secondo la forma straordinaria del rito romano. 

Mons. Schneider e la grave crisi della Chiesa

Come tanti altri blog hanno fatto anche noi riproponiamo queste riflessioni di Mons. Schneider. 
L.
da Ultimo Papa del 21.07.2017

Dobbiamo rinnovare la nostra fede nel credere che la Chiesa sia nelle mani sicure di Cristo e che Egli intervenga sempre per rinnovare la Chiesa nei momenti in cui la barca della Chiesa sembra che si stia per capovolgere, come nell'ovvia situazione dei giorni nostri.
Per quanto riguarda l'atteggiamento verso il Concilio Vaticano II°, dobbiamo evitare due estremi: un rifiuto completo (come i sedevocantisti e una parte della Fraternità Sacerdotale San Pio X°) o una "indefettibilità" di tutto ciò di cui il concilio ha trattato.

Il Concilio Vaticano II° fu una legittima assemblea presieduta dai Papi e dobbiamo mantenere verso questo Concilio un atteggiamento rispettoso. Tuttavia, ciò non significa che ci sia proibito esprimere fondati dubbi o rispettosi suggerimenti di miglioramento su alcuni elementi specifici, sempre basandoci su tutta la tradizione della Chiesa e sul suo costante Magistero.

Che fine hanno fatto duemila anni di Cristianesimo? «Non sono esseri umani, ma bestie che hanno ammazzato mio figlio. E tutti, tutti sono rimasti a guardare»

Siamo vicini con la preghiera e con  la solidarietà umana ai Genitori e ai parenti di Niccolò il ragazzo di appena 22 anni brutalmente ammazzato da tre ragazzi ceceni in una discoteca a Lloret de Mar (Spagna) nell'indifferenza generale degli altri giovani presenti.  

Racconta il Corriere della Sera: "Gli amici che in quel momento erano con Niccolò hanno spiegato subito alla polizia che era stata un’aggressione brutale, senza motivo, forse uno spintone nella calca. 
«Sembrava un ring» hanno detto. 

martedì 15 agosto 2017

Auguri di buona solennità dell'Assunta!

Meravigliosa processione in Russia

 "Alla fine il mio Cuore trionferà" e la Madonna di Fatima convertirà la Russia. 
Per altre foto vedere QUI dal blog di Marco Respinti "La bianca torre di Ecthtelion" del 23.07.2017. 
L.
 


La Nuova Bussola Quotidiana del   23.07.2017

Nella notte fra il 16 e il 17 luglio, più di 60mila russi hanno marciato per una quindicina di chilometri dietro alla croce, dalla casa di Nikolaj Ipat’ev, un mercante di Ekaterinburg, nella regione degli Urali, dove la famiglia imperiale russa era stata sterminata senza pietà dai bolscevichi 99 anni prima, fino a Ganina Jama, una miniera dismessa nei pressi del villaggio di Koptjaki dove i resti dei Romanov furono gettati di nascosto in un pozzo.
Fu Jakov M. Sverdlov (1885-1919) il capo bolscevico che capitanò la fazione di chi volle la morte dello zar Nicola II, della zarina Alessandra Fëdorovna, dello zarevi? Alessio e delle

lunedì 14 agosto 2017

UK. Gesù può essere gay, ma Allah no:

"hanno obbligato il Concilio degli ex musulmani di Gran Bretagna (CEMB) a far sparire gli striscioni “Allah è gay”, e hanno invece permesso cartelli sui quali era scritto “Gesù è gay”.
Forte coi deboli, deboli coi forti. Come direbbe Gaber, "mi vien da vomitare". 
L. 





 di M. Tosatti, da Stilum Curiae, del 26.07.2017

Richard Dawkins ha criticato duramente l’operazione “ipocrita” condotta dalla polizia durante il London Pride, la sfilata per inneggiare allo stile di vita e alle pratiche omosessuali. Il notissimo ateo ha criticato le forze di sicurezza perché hanno obbligato il Concilio degli ex musulmani di Gran Bretagna (CEMB) a far sparire gli striscioni “Allah è gay”, e hanno invece permesso cartelli sui quali era scritto “Gesù è gay”.
Il famoso biologo evoluzionista il 23 luglio scorso ha twittato: “Marcia del gay pride di Londra. La polizia è contenta con gli striscioni ‘Gesù è gay’. Ma ha proibito lo striscione del CEMB ‘Allah è gay’. Ipocrisia del tipo @kpfa”. La Kpfa è una radio che afferma di voler promuovere accoglienza, tolleranza sociale e integrazione.
Il CEMB ha appoggiato la protesta di Dawkins osservando sul suo sito web che la sfilata era “Piena di cartelli che dicevano ‘Dio è gay’, ‘Gesù aveva due padri’, e altri che prendevano in giro la Chiesa, i preti e il papa”. Però quando il CEMB ha alzato lo striscione che diceva “Allah è gay”, la polizia è accorsa subito”per rimuoverli perché provocavano offesa”..
E il CEMB continuava: “Le sole ragioni per cui i nostri striscioni sono considerati ‘provocanti’ è perché la critica dell’islam non è considerata tollerabile, perché c’è una minaccia costante di violenza da parte degli islamisti contro gli ex musulmani, ma anche contro i musulmani dissenzienti per censurarli e farli tacere”.
Subito dopo l’apparizione degli striscioni, la Moschea di East London ha presentato una denuncia formale contro il CEMB, affermando che il gruppo stava “incitando l’odio verso i musulmani”. E la KPFA, la radio basata a Berkeley, California, ha cancellato un programma in cui era prevista la presenza di Dawkins, il 9 agosto, perché l’autore del “L’illusione di Dio” ha

domenica 13 agosto 2017

"Andrò a vederla un dì" Quinto Pellegrinaggio all'Aurora dell’Assunta a Grottammare. Processione di riparazione con la statua della Madonna di Fatima

Quinto Pellegrinaggio all'Aurora dell’Assunta a 
Grottammare Alta 
Città di Papa Sisto V. 

Martedì 15 agosto 2017: Solennità dell'Assunzione della Beatissima Vergine Maria Grattammare , Città Alta Vecchio Incasato 

- ore 5,15 Piazzale della Chiesa di Sant'Agostino  ritrovo, inizio della Processione  con la statua della Madonna di Fatima in riparazione dei nostri peccati commessi contro il Cuore Immacolato di Maria. 
Canto delle Litanie Lauretane . 

- Chiesa di San Giovanni, piazza principale, ore 5,45 
Santa Messa in canto nel venerabile rito antico, in canto gregoriano e con le melodie mariane tanto care ai fedeli fra le quali:  "Andrò a vederla un dì"  vero compendio teologico-devozionale, che ispira, oggi come ieri, l'anelito dell'anima verso la vera patria del credente : il Paradiso.  

Amoris Laetitia: la battaglia continua

Continuiamo l'analisi su Amoris Laetitia che stiamo facendo dalla sua uscita. 
Riteniamo l'argomento esiziale per la vita della Chiesa. 
L. 

di S. Magister, del 25.07.2017
 
Ricevo da un autorevole uomo di Chiesa e pubblico, acconsentendo alla richiesta di non rendere noto il suo nome.
*
TUTTI RISPONDONO AI "DUBIA" FUORCHÉ IL PAPA. QUESTA VOLTA È TOCCATO A SCHÖNBORN
di ***

Il 13 luglio 2017 il cardinale Christoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, ha parlato per quattro ore, in due conferenze e una conversazione a domande e risposte, presso il Mary Immaculate College, a Limerick, in Irlanda.
Il porporato austriaco è intervenuto nel contesto dell'evento "Let's Talk Family: Let's Be Family" (Parliamo di famiglia, siamo famiglia), che fa parte di una serie di manifestazioni organizzate in preparazione dell'incontro mondiale delle famiglie (1), a cura del dicastero per i laici, la famiglia e la vita, che si svolgerà a Dublino dal 21 al 28 agosto 2018.
Dopo aver letto i reportage dell'evento offerti dai principali media specializzati (2), non posso che constatare che ai "dubia" sottoposti al papa da quattro cardinali rispondono tutti fuorché lui; e che, in questo modo, al coro caotico dei commenti e delle interpretazioni più disparate di "Amoris laetitia" – che tutto fanno fuorché chiarire ai fedeli e ai confessori i problemi suscitati dal documento – si è aggiunta una nuova voce, o meglio, della nuova nebbia.
Questo perché gli argomenti offerti dall'arcivescovo di Vienna – almeno per come sono stati riportati dai media più affidabili – sono tutt'altro che convincenti. Vediamone i principali.
1. Un rimprovero inopportuno
In primo luogo Schönborn rimprovera i cardinali dei "dubia".  Li accusa, per il fatto che hanno chiesto rispettosamente udienza, di aver esercitato pressione sul papa. Avrebbero potuto chiedere udienza, ma senza dirlo pubblicamente. Ecco le parole esatte dell'arcivescovo austriaco:

Ogni cristiano è spiritualmente un Vandeano!

Siamo lieti di pubblicare la nostra traduzione di alcuni stralci dell'omelia pronunziata ieri, 12 agosto, dal Card. Robert Sarah a Saint Laurent sur Sèvres - in Vandea - in apertura delle celebrazioni per i 700 anni della Diocesi di Luçon.    

Il Card. Sarah mentre predica al Brompton Oratory di Londra
il 6 luglio 2016 in occasione del Convegno Sacra Liturgia

Cari fratelli, noi cristiani abbiano bisogno dello spirito dei Vandeani! Abbiamo bisogno di un tale esempio! Come loro, abbiamo bisogno di abbandonare le nostre semine, le nostre messi, i solchi tracciati dai nostri aratri, per combattere, e non a difesa di interessi umani, ma per Dio!
Chi, dunque, si leverà in piedi, oggi, per Dio? Chi oserà affrontare i moderni persecutori della Chiesa? Chi avrà il coraggio di alzarsi senza altre armi se non il rosario e il Sacro Cuore, per affrontare le colonne della morte dei nostri tempi, che sono il relativismo, l’indifferentismo e il disprezzo di Dio? Chi dirà a questo mondo che la sola libertà per cui valga la pena di morire è la libertà di credere?
Fratelli, come i nostri fratelli vandeani di un tempo, siamo oggi chiamati alla testimonianza, vale a dire al martirio!
Oggi in Oriente, in Pakistan, in Africa, i nostri fratelli cristiani muoiono per la loro fede, schiacciati dalle colonne dell’Islamismo persecutore. E dunque tu, popolo di Francia, tu, popolo della Vandea, quando prenderai le armi pacifiche della preghiera e della carità per difendere la tua fede? Cari amici, il sangue dei martiri scorre nelle vostre vene, siategli fedeli!
Tutti noi siamo spiritualmente figli della Vandea martire! Anche noi africani, che abbiamo ricevuto tanti missionari vandeani venuti a morire tra noi per annunciare il Cristo! Dobbiamo essere fedeli alla loro eredità!

sabato 12 agosto 2017

I tre moschiettieri alla corte di Papa Francesco

Qualcuno scherzosamente, ricordando Simon de Monfort, direbbe "Uccideteli tutti, Dio riconoscerà i suoi"... 
L.
di S. Magister, da Settimo Cielo del 30.07.2017


I partiti comunisti classici avevano i loro "intellettuali organici". Ma anche papa Francesco li ha. Si chiamano Antonio Spadaro, Marcelo Figueroa, Víctor Manuel Fernández.
Il primo è italiano e gesuita, direttore de "La Civiltà Cattolica". Gli altri due sono argentini e il secondo non è nemmeno cattolico ma pastore presbiteriano, e nonostante ciò Francesco l'ha messo a capo dell'edizione di Buenos Aires de "L'Osservatore Romano".
Spadaro ha trasformato "La Civiltà Cattolica" nell'organo di Casa Santa Marta, cioè del papa. E assieme a Figueroa ha firmato sull'ultimo numero della rivista un articolo che si è abbattuto sugli Stati Uniti come un uragano, perché ha accusato le correnti conservatrici sia cattoliche che protestanti di agire in quel paese "con una logica non diversa da quella che ispira il fondamentalismo islamico", nientemeno quello di Osama bin Laden e del Califfato.
E su che cosa questi cattolici e protestanti si troverebbero assieme a combattere come "neocrociati"? Su "temi come l’aborto, il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’educazione religiosa nelle scuole", in altre parole, su "una particolare forma di difesa della libertà religiosa". Col risultato – secondo i due autori dell'articolo – di fomentare un "ecumenismo dell'odio", nostalgico di "uno Stato dai tratti teocratici". Tutto all'opposto dell'ecumenismo di Jorge Mario Bergoglio, papa "dell’inclusione, della pace, dell’incontro".
Il guaio è che la difesa della vita, della famiglia, della libertà religiosa sono da più di un decennio in testa all'agenda della Chiesa cattolica americana. Che quindi non poteva non reagire al vedere "dei credenti attaccati da propri correligionari solamente perché si battono per ciò che le loro Chiese hanno sempre creduto essere vero".
La protesta di più alto grado è venuta dall'arcivescovo di Filadelfia, Charles Chaput, che ha bocciato l'articolo di Spadaro e Figueroa come "un esercizio semplicistico e inadeguato". Ma altri commenti sono stati molto più duri e hanno avuto facile gioco a individuare nell'articolo una serie di grossolani svarioni storici e logici.
Qualsiasi altra rivista avrebbe cestinato un articolo di tal fatta, ha scritto ad esempio il canadese Raymond J. de Souza su "Crux", il più importante ed equilibrato sito d'informazione cattolica degli Stati Uniti.
Ma a Santa Marta, sulla scrivania di Francesco, non è finita così, anzi, l'articolo di Spadaro e Figueroa è stato promosso a pieni voti e ha fatto tanto più colpo in quanto letto giustamente da tutti come espressivo non solo del pensiero del papa ma anche del suo stile di governo: in questo caso un attacco di pesantezza inaudita alla leadership "ratzingeriana" della Chiesa cattolica degli Stati Uniti, sferrato per interposte persone.
In campo dottrinale padre Spadaro è parecchio disinvolto, teorizza che "in teologia 2 più 2 fa 5" ed è infallibile nel pronosticare le grandi e piccole rivoluzioni di Bergoglio. Ma tra i consiglieri e confidenti ce n'è uno che è ancor più intimo al papa di lui. Ed è appunto l'argentino Víctor Manuel Fernández, un teologo la cui opera prima e rivelatrice è stata, nel 1995, un volume dal titolo: "Guariscimi con la tua bocca. L'arte di baciare".
Non sorprende che dopo questo esordio e dopo altre sue produzioni librarie non meno discutibili Roma opponesse il veto alla nomina di Fernández a rettore della Universidad Católica Argentina, salvo poi doversi piegare, nel 2009, all'allora arcivescovo di Buenos Aires, che fece fuoco e fiamme per ottenere il nulla osta alla promozione del suo pupillo.
Nel 2013, appena eletto papa, Bergoglio addirittura fece Fernández arcivescovo. E da allora questo personaggio passa quasi più tempo a Roma che in Argentina, impegnatissimo com'è a fare da consigliere e scrivano ombra del suo amico papa.
Interi paragrafi del capitolo ottavo di "Amoris laetitia", il documento di papa Francesco che ha più terremotato la Chiesa, si è scoperto che sono copiati di sana pianta da articoli di Fernández di una decina d'anni fa.

venerdì 11 agosto 2017

Cardinale Bassetti : nessun appoggio ai "trafficanti di carne umana" e ad ogni “forma di schiavitù"

Finalmente delle parole di buon senso umano e cristiano dopo il dilagare incontrollato, da parte di altri esponenti CEI, di una bolsa retorica che  ha sfiorato l'umiliazione del diritto e della legge. 
"Fare di ogni erba un fascio" è il concreto rischio che può accadere  quando la gente, specie quella più semplice, scoprirà che è stata presa in giro specie sulla questione dei cosiddetti "migranti".
AC

Ong, finalmente dalla Cei un bagno di realismo 
di Lorenzo Bertocchi 

 Di fronte al fenomeno dei migranti non si può «correre il rischio – neanche per una pura idealità che si trasforma drammaticamente in ingenuità – di fornire il pretesto, anche se falso, di collaborare con i trafficanti di carne umana». 

Una parola all’insegna della “responsabilità” quella che il cardinale Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, ha pronunciato ieri nell’omelia tenuta a Perugia in occasione della festa di san Lorenzo. «Ribadisco ancora oggi, di fronte alla “piaga aberrante” della tratta di esseri umani, come l’ha definita Papa Francesco, il più netto rifiuto ad ogni “forma di schiavitù moderna”. Ma rivendico», ha specificato Bassetti, «con altrettanto vigore, la necessità di un’etica della responsabilità e del rispetto della legge». 

Si tratta di parole nuove al vertice della Cei, visti i precedenti forniti ad esempio da monsignor Nunzio Galantino e da monsignor Giancarlo Perego ( QUI ), perché quelle di

Oliverio Toscani e la sua mamma vera "rivoluzionaria"

Qualcuno direbbe che anche l'orologio rotto due volte al giorno segna l'ora giusta. Speriamo non solo due volte al giorno! 
La benemerita Costanza Miriano segnala nel suo blog (02.08.2017) questa bella citazione del noto fotografo radicale.
L.


«Ieri mia madre mi ha detto: “Ho avuto un solo uomo, tuo padre”. All’improvviso si sono sgretolati anni e anni di liberazione sessuale, di convincimenti libertari, di mentalità radicale. Tutto quel che avevo creduto una conquista civile si è ridimensionato di fronte a quella semplice affermazione: “Ho avuto un solo uomo, tuo padre”. Sono stato messo di fronte alla debolezza di ciò che credevo essere la modernità, con la forza di chi afferma un principio antico, senza la consapevolezza di essere, lei sì, la vera rivoluzionaria. Mi sono domandato: sono più avanti io che ho vissuto e teorizzato il rifiuto del matrimonio, l’amore libero e i rapporti aperti o lei che per una vita intera è rimasta fedele ad un solo uomo?
Senza essere Gesù Cristo mi sono sentito il figlio di Dio e mia madre mi è apparsa come la Madonna: in modo naturale, come se fosse la più ovvia delle cose, lei ha impostato tutta la sua vita su concetti che oggi ci appaiono sorpassati, ridicoli: la felicità, l’onestà, il rispetto, l’amore. Mentre penso che non c’è mai stata in lei ombra di rivendicazioni nei confronti del potere maschile mi rendo conto che non esiste nessuno più autonomo di lei. Nessun senso di inferiorità l’ha mai sfiorata, perché le fondamenta della sua indipendenza erano state scavate nei terreni profondi della dirittura morale, della lealtà, della giustizia, dell’onore e non sulla superficie di ciò che si è abituati a considerare politicamente corretto. Il rispetto e la timidezza con cui guardava mio padre e l’educazione che mi ha dato a rispettarlo non avevano niente a che vedere con le rivendicazioni dei piatti da lavare.
Mia madre non si è mai sentita inferiore perché ci serviva in tavola un piatto cucinato per il piacere di accontentarci e di farci piacere; o perché lavava e stirava per farci uscire “sempre in ordine”. Sono consapevole che sto esaltando il silenzio e quella che le femministe hanno drasticamente definito sottomissione. Ma non posso fare a meno di interrogarmi sui veri e falsi traguardi dell’emancipazione, su ciò che appartiene ai convincimenti profondi e su ciò che non è altro che sterile battibecco. Nella ricerca dei valori che dovrebbero educarci a un’etica meno degradata di quella improntata al principio del così fan tutti, mia madre è un esempio di anticonformismo e di liberazione: lei è davvero affrancata dagli stereotipi e dai bisogni indotti della società massificata. Per conquistare obiettivi importanti e sicuramente oggi irrinunciabili siamo stati costretti ad abdicare alla nostra integrità. Noi abbiamo perso la “verginità”, non lei.»

giovedì 10 agosto 2017

Charlie Gard: i cecchini del politically correct prosperano

Dopo l'attacco a Riccardo Cascioli da parte del killer di S. Marta Andrea Tornielli sulla vicenda di Charlie Gard (per l'articolo della Bussola vedi QUI, mentre per quello di Vatican Insider vedi QUI), l'amico Francesco Agnoli analizza bene - per Libertà e persona -  la vicenda e i precedenti. Vedi anche QUI per commento su Avvenire e Mons. Paglia.
 L.



cattura
Le polemiche all’interno del mondo cattolico, purtroppo, non cessano. Alcuni giorni orsono il primo direttore della Bussola quotidiana, Andrea Tornielli, su un giornale on line, Vatican Insider, abbondantemente foraggiato a suon di milioni di euro dai Cavalieri di Colombo, ha dedicato un articolo al suo ex quotidiano, La Nuova Bussola, intitolato: “E ora c’è chi scrive che Chralie è stato ucciso dal ‘silenzio del papa” (http://www.lastampa.it/2017/07/29/vaticaninsider/ita/commenti/e-ora-c-chi-scrive-che-charlie-stato-ucciso-dal-silenzio-del-papa-xacbRaE269iwUnYpksJhBP/pagina.html).
L’articolo aveva due scopi: mitragliare l’ex giornalista di Avvenire Riccardo Cascioli, reo di aver notato, come tanti altri, che nel caso Charlie, purtroppo, la voce degli uomini di chiesa è stata molto, molto, flebile e dimessa, a fronte dell’impegno massiccio di migliaia e migliaia di laici, cattolici e non; rivebdicare l’azione di Bergoglio a favore di Charlie.
Interessa capire se Andrea Tornielli, mentalista e giocatore di prestigio di ottimo livello, per hobby, abbia ragione o torto. Se la sua lunga e pesante accusa contro Cascioli, e la difesa

La Lectio Magistralis del Card. Sarah a Mesoraca

Edificante Lectio Magistralis del card. Robert Sarah in occasione del conferimento del premio San Zosimo I a Mesoraca (Kr) lo scorso 7 agosto. Con grande efficacia ha analizzato alcuni mali che - a suo avviso - affliggono oggi la Chiesa, proponendo gli antidoti: di fronte a discorsi sprovveduti di molti prelati oggigiorno, conforta ascoltare parole sagge ed elevate, di cui vi proponiamo alcuni stralci.
gc 

“Senza Dio noi siamo un nulla, senza Dio l’uomo è davvero misero. E nella nostra epoca si nota un eclisse di Dio, una assenza di Dio dal mondo scientifico, tecnologico politico economico e culturale. La vera crisi che attraversa ora il nostro mondo non è essenzialmente economica e politica ma è una crisi di Dio e nello stesso tempo una crisi antropologica. […] Di fronte ai grandi innegabili problemi invece di alzare le mani ed il cuore a Dio ci ostiniamo a cercare nei mezzi umani le nostre soluzioni. A volte ho l’impressione che questa secolarizzazione sia entrata anche nella Chiesa e consiste esattamente nel ridurre la fede alla nostra misura umana. Invece che aprire l’uomo alla iniziativa di Dio che è inaspettata, dirompente e liberante, si pensa che l’uomo di oggi possa credere meglio se gli proponiamo una fede che non si fonda tanto sulla rivelazione di Cristo e la tradizione della Chiesa ma sulle esigenze dell’uomo moderno, sulle sue possibilità, sulla sua mondanità, sulle sue tendenze e bisogni materiali. 
Dobbiamo ricordare che in Dio viviamo, ci muoviamo, esistiamo […] in lui tutto sussiste, egli è principio e sede di ogni pienezza […] in lui ogni essere, ogni cosa ritrova la propria verità, ovvero Dio o niente. Certo esistono problemi enormi, situazione spesso dolorose, una esistenza umana difficile e angosciante eppure dobbiamo riconoscere che è Dio a dare senso ad ogni cosa. Le nostre preoccupazioni, i nostri problemi le nostre sofferenze esistono e ci preoccupano ma sappiamo che tutto si risolve in Lui, sappiamo che: Dio o niente. E lo percepiamo come una evidenza che si impone a noi non dall’esterno ma da dentro l’anima perché Dio è amore […] e l’amore non si impone con la violenza ma seducendo il cuore con una luce ed un silenzio interiore. Senza il silenzio Dio sparisce nel rumore e questo rumore diviene tanto più assillante quanto più Dio è assente. Se il mondo non riscopre il silenzio, il mondo viene inghiottito dal nulla. Lasciamo spazio al silenzio di Dio nella nostra vita e sapremo meglio apprezzare la realtà che ci circonda… Senza il silenzio non possiamo nemmeno gustarci fino al fondo la bellezza di una sinfonia musicale o osservare attentamente un’opera d’arte che spesso ci richiama al nostro rapporto con Dio nostro creatore e padre, ma se non c’è amore, attenzione, affetto per Dio non possiamo nemmeno prendere sul serio la sua parola salvifica, farci interrogare, illuminare, farci penetrare fino al fondo del nostro intimo. Il silenzio è il clima interiore … che rende feconda la parola della Chiesa. Ad una Chiesa che rischia di impoverirsi perchè vuole chiudersi in metri di giudizio puramente umani, sociali e orizzontali, io mi permetto, con grande umiltà, di indicare la strada del silenzio perché ogni fedele, anche ogni comunità celebrante, si apra alla iniziativa di Dio e accolga tutta la grazia che viene da Lui. Vorrei concludere la nostra riflessione con la stupenda affermazione di Triacca nel suo libro “Spirito Santo e liturgia”: “Il silenzio nella liturgia non è una cerimonia, è piuttosto una sospensione di ogni gesto, parola e rito, non è una sosta dal celebrare, quanto invece un entrare nel cuore della celebrazione e nel cuore del mistero di Dio. Non è un punto morto perché è un momento culmine: sta a indicare lo Spirito Santo, la sua presenza, la sua azione che porta alla contemplazione. Il silenzio liturgico è un richiamo alla disponibilità dell’azione dello Spirito Santo, egli parla nel silenzio, per sentirlo bisogna fare silenzio. Anche la parola acquista la sua importanza, la sua forza quando esce dal silenzio […]”.

mercoledì 9 agosto 2017

Il caldo e le smentite vaticane siano sempre con noi!

Sul web e sui social nell'afa di questi giorni  ha dilagato la lettera di Papa Francesco con la quale  avrebbe impartito  l'apostolica benedizione  a due "omogenitori" brasiliani  dopo il battesimo dei tre figli adottivi. 
Stanno ora giungendo le (dovute) smentite vaticane  raccolte da qualche organo di stampa. 
Perù21 ad esempio rassicura:"E' stato rettificato. Il Vaticano martedì scorso ha affermato che la lettera inviata a una coppia gay che battezzò i loro figli in Brasile è una risposta «generale».
Per la Santa Sede, la risposta era simile a quella data alle migliaia di fedeli che scrivono quotidianamente a Papa Francesco" . ( QUI )
La coppia  ha replicato però  che avevano allegato alla lettera inviata in Vaticano una foto della loro "famiglia" al completo.
Aspettiamo con particolare interesse la rettifica de "Il Sismografo" ( vicino alla Segreteria di Stato Vaticana) che nel dare la notizia della lettera papale ( QUI ) aveva inserito anche il link dell'articolo di un importante quotidiano brasiliano O Globo ( QUI ) il cui titolo significativamente dice :"Una coppia gay ha ringraziato Papa Francesco per il battesimo dei bambini, e il Vaticano ha risposto. La lettera , firmata da monsignor Paolo Borgia, assessore per gli Affari generali della Chiesa, afferma che il Papa "ha apprezzato leggendo" la lettera della coppia e "vi augura tanta felicità".
Insomma: roba da tapparsi le orecchie  e gli occhi...

Chi controlla le lettere che firma il Papa? 

di Lorenzo Bertocchi 

«Anche Papa Francesco vi augura felicità, invocando per la vostra famiglia l’abbondanza delle grazie divine, al fine di vivere costantemente e fedelmente la condizione di cristiani come buoni figli di Dio e della Chiesa». 
Segue benedizione apostolica. 
A prima vista una lettera come tante tra quelle che escono dalla Segreteria di Stato vaticana, in risposta alle migliaia che arrivano indirizzate a Papa Francesco per chiedere benedizioni o preghiere. 

Pera vs Francesco

Proponiamo la dura riflessione dell'ex Presidente del Senato pubblicata da il Mattino (si veda qui). 
Pubblichiamo un commento di Magnani del 10.07.2017 per il Sussidiario
L.


Un attacco durissimo quello che Marcello Pera, ex presidente del Senato, fa contro Papa Francesco in una piena di livore apparsa sul Mattino di Napoli. I problemi dei migranti, il tema dell’accoglienza sono lo spunto centrale che avrebbe animto l’attacco e il fastidio che Pera prova nel vedere la Chiesa lontana dal periodo di Papa Giovanni Paolo II e Benedetto XVI - con il quale ha scritto anche un famoso libro a quattro mani, Senza Radici. Europa, Relativismo, Cristianesimo, Islam - e impegnata oggi, a suo avviso, nella “sola politica”. Nell’ultima intervista rilasciata da Bergoglio a Eugenio Scalfari su Repubblica, il tema dell’accoglienza senza limiti e la paura per un G20 contro le ondate migratorie mettono in luce l’attenzione ancora incentrata dal Papa per i poveri, esuli e immigrati. Ma Pera non ci sta, e lo fa senza mezzi termini: “questo Papa non lo capisco, quanto dice è al di fiori di ogni comprensione razionale. […] Perché insiste sull’accoglienza totale? Il Papa lo fa perché detesta l’Occidente, aspira a distruggerlo e fa di tutto per raggiungere questo fine”, spara dritto l’intellettuale cattolico da sempre molto vicino alle istanze della Chiesa e del Cristianesimo contro la dittatura del relativismo.
Non piace però il nuovo magistero di Bergoglio che infatti secondo Pera “non è Vangelo, ma è solo politica. Francesco è poco o per niente interessato al cristianesimo come dottrina, all’aspetto teologico. […] Le sue affermazioni sembrano basate sulla Scrittura, in realtà sono fortemente secolariste”, attacca ancora l’ex membro di Forza Italia. Secondo Pera il Papa oggi non è preoccupato della salvezza delle anime ma solo della sicurezza e del benessere sociale. “Se poi si entra nel merito, egli suggerisce ai nostri stati di suicidarsi, invita l’Europa a non essere più se stessa: il Papa riflette tutti i pregiudizi del sudamericano verso l’America del Nord, verso il mercato, le libertà, il capitalismo”.
Sul punto nodale dei migranti, nell’intervista al quotidiano napoletano viene chiesto a Pera se l’attacco unilaterale contro la “politica” di Bergoglio sul fronte accoglienza immigrazione non prende spunto in realtà dal Vangelo stesso. “Così come non ci sono motivazioni razionali, non ve ne sono neanche evangeliche che spieghino quel che il Papa dice”. Secondo Pera, Bergoglio fa solo politica, cerca l’applauso facile dell’Onu e si fa anche “sindacalista”: “la sua visione politica, sociale e sui migranti è la stessa del giustizialismo peronista, non ha nulla a che vedere con la tradizione occidentale delle libertà politiche e con la sua matrice cristiana”. Non solo, secondo Pera l’Italia viene lasciata sola non soltanto dall’Europa nel gestire la complessa vicenda dei migranti, ma è la Chiesa stessa a mettere in difficoltà invitando a spalancare le porte. “Temo una brutta reazione, temo che la protesta del popolo possa saldarsi e trovare uno sbocco non augurabile. Del resto, anche le contraddizioni del Papa verranno fuori”, si espone l’ex presidente del Senato, sottolineando una non “perfetta sintonia tra i cattolici conservatori e il resto della Chiesa”.
Non solo Papa Francesco fa politica secondo Pera che sempre nell’intervista al Mattino sostiene come “è in atto uno scisma nascosto nel mondo cattolico e che esso è perseguito da Bergoglio con ostinazione e determinazione”. Secondo l’ex presidente del Senato, molto legato alla vasta teologia e al magistero di Benedetto XVI e Giovanni Paolo II, il “nuovo corso” di Francesco non convince per nulla e si slancia in un altro paragone molto forte: “è finalmente esploso in tutta la sua radicalità rivoluzionaria il Concilio Vaticano”. Secondo Marcello Pera infatti le idee che portano al suicidio della Chiesa e che sarebbero portatrici del magistero di Bergoglio si ritrovano nel Concilio iniziato da Giovanni XXIII. “Quell’aggiornamento del cristianesimo laicizzò la Chiesa, innescò un cambiamento che fu molto profondo anche se esso, che rischiava di portare ad uno scisma, fu tenuto a bada negli anni successivi”.
Sono infatti Ratzinger e Wojtyla ad aver “salvato la Chiesa, assumendo una visione tragica verso la realtà, resistettero e cercarono di mediare il nuovo con la tradizione. Lo fecero in maniera eccelsa”, sottolinea ancora l’ex presidente del Senato nel governo Berlusconi. Ora però, con Francesco, tutto sarebbe di nuovo in discussione: “i diritti dell’uomo, tutti e senza esclusione, sono diventati il riferimento ideale e la bussola per la Chiesa, per i diritti di Dio e della tradizione non c’è più quasi spazio”. Pera riporta poi alcune frange della Chiesa non più tanto certe della guida di Bergoglio: “i giovani, alcune parti del clero e le persone semplici di provincia, che vivono i problemi di sicurezza che i migranti creano nelle nostre periferie”.