giovedì 23 novembre 2017

La visione di Giovanni Paolo II: «L'islam invaderà l'Europa»

Da leggere sull'argomento anche di Aldo Maria Valli (QUI).
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La Nuova Bussola Quotidiana  18-11-2017  Valerio Pece
«Vedo la Chiesa del terzo millennio afflitta da una piaga mortale, si chiama islamismo. Invaderanno l’Europa. Ho visto le orde provenire dall’Occidente all’Oriente: dal Marocco alla Libia, dall’Egitto fino ai paesi orientali». Questa è la scioccante visione di San Giovanni Paolo II, mai pubblicata prima d’ora. Testimone della confessione destinata a far rumore è monsignor Mauro Longhi, del presbiterio della Prelatura dell’Opus Dei, molto spesso a stretto contatto con il Papa polacco durante il suo lungo pontificato. Il monsignore triestino ha rivelato l’episodio nell’eremo “Santi Pietro e Paolo” di Bienno, in Val Camonica, in una conferenza organizzata in ricordo di Giovanni Paolo II lo scorso 22 ottobre, giorno in cui la Chiesa festeggia la memoria liturgica del santo.

Card. Bartolucci: nel Centenario della nascita. Articolo del M° Porfiri

Un Genio della Tradizione nella melassa musicale
di Aurelio Porfiri da La Nuova Bussola Quotidiana del 22.11.2017

L'anno 2017 ci ha visto raccoglierci intorno a vari anniversari: Fatima, la rivoluzione russa, la riforma luterana e molti altri grandi e piccoli. Ce ne è uno che riguarda tutti coloro che hanno a cuore la bellezza, la dignità e l'importanza dell'uso della musica nella liturgia e sono i 100 anni dalla nascita di Domenico Bartolucci, per più di 40 anni maestro della Cappella Musicale Pontificia detta Sistina, compositore e direttore di coro e anche Cardinale, per decisione di Papa Benedetto XVI che lo elevò a questa dignità nel 2010, quando il Maestro aveva 93 anni, a tre anni dalla sua morte che avverrà nel 2013.
Io che l'ho avuto come insegnante posso dire che in lui si è fatto carne uno dei clichè più abusati: quello del genio incompreso. Egli fu incompreso in un senso tutto proprio, in quanto si trovò ad operare 

(per leggere, continua qui )

#sumpont2018 - Sarà il Vescovo di Copenhagen a guidare il VII Pellegrinaggio Populus Summorum Pontificum a Roma nel 2018 (26-28 ottobre)

Apprendiamo dal sito ufficiale del CISP, grazie alla segnalazione degli amici di New Liturgical Movement, che sarà il Vescovo di Copenhagen, S.E.Rma Mons. Czeslaw Kozon, a guidare il VII  Pellegrinaggio Internazionale a Roma del  "Populus Summorum Pontificum" nei giorni 26-27-28 ottobre 2018 (per la festa di Cristo Re, come di consueto).

A quanto pare il prossimo anno le giornate dedicate alla visita ad Petri Sedem sono solo 3 (si inizia il venerdì, e non più il giovedì). Ma per i dettagli ovviamente è troppo presto e attendiamo i prossimi comunicati. 

 Con la scelta di un Vescovo danese, il CISP auspica la partecipazione dei fedeli del Centro Europa, e a tal fine introdurrà anche il tedesco come lingua ufficiale del VII pellegrinaggio accanto all'italiano, al francese e all'inglese. 

Anche noi di MiL ci uniamo ai ringraziamenti e alle preghiere assicurate dagli organizzatori a Sua Eccellenza Mons. Kozon per la sua disponibilità. 

La Redazione MiL

La contentezza monastica

Dai cari amici di Romualdica.

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Cari amici,
S.Em. il card. Robert Sarah in visita all’abbazia
Notre-Dame de l’Annonciation (Le Barroux), il 16 agosto 2017
È stato scritto che la più grande confraternita del mondo è quella degli scontenti. Chi non ne fa parte? È così naturale osservare cosa non funziona nel mondo! “Scontento di tutti e scontento di me”, notava Baudelaire. Non stiamo parlando di una giusta indignazione di fronte al male – come sarebbe per esempio la tristezza ispirata dalla perdita delle anime –, ma di uno stato dello spirito insoddisfatto, del sentimento penoso di essere frustrati nelle proprie aspirazioni, nei propri diritti.
Da dove viene questo nostro essere scontenti? Abbiamo ricevuto grandi doni, ne riceviamo continuamente. Ma anziché accontentarci della realtà, restiamo insoddisfatti di ciò che abbiamo, spesso perché ci paragoniamo agli altri. Siamo come incapaci di trovare la gioia in quanto possediamo. Percepisco nella stia un’immagine di questa avidità: dei polli beccano con gioia; vedendo che i loro congeneri ricevono qualcosa, costoro accorrono a gambe levate per assaggiarlo, dimenticando il bene di cui gioivano!
Quanto a noi, disponiamo di ragione e di volontà, dunque della capacità di rinunciare a certi desideri. Per prevenire la depressione, male del secolo, chi

mercoledì 22 novembre 2017

Card. Sarah e la decadenza del Cristianesimo

Brandelli di vera saggezza dal card. Sarah, tratti da "La forza del silenzio".
Una citazione di un filosofo ateo ci aiuta a capire la situazione attuale e anche quello che vuole esprimere il nostro cardinale: «L’uomo sarà felice solo quando avrà finalmente ucciso quel Cristianesimo che gli impedisce di essere uomo. Ma non sarà attraverso una persecuzione che si ucciderà il Cristianesimo, ché semmai la persecuzione lo alimenta e lo rafforza. Sarà attraverso l’irreversibile trasformazione interna del Cristianesimo in umanesimo ateo con l’aiuto degli stessi cristiani, guidati da un concetto di carità che nulla avrà a che fare con il Vangelo» (Ludwig Feuerbach, Essenza del Cristianesimo).
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La Chiesa deve seguire il messaggio e lo stile di Cristo. Deve dare testimonianza con la sua vita e il suo essere sobria nell'uso delle parole. Se non facciamo altro che rimuginare i nostri pensieri, ci allontaniamo dal mistero. La Chiesa corre allora il rischio di non essere più fondata sulla fede, ma sulle opinioni mutevoli e relative.
[...] Quando i martiri venivano attaccati non si difendevano, tacevano. [...] Certo, quando i barbari si accaniscono e usano i mezzi più raffinati per distruggere la morale, la famiglia e il mistero, è necessario parlare con forza. In quanto figli di Dio, bisogna saper scegliere il momento opportuno, le parole, le armi della fede e della carità. I combattimenti nobili hanno orrore della volgarità e delle chiacchiere
inutili. Qualche frase è sufficiente per dire la verità.

martedì 21 novembre 2017

"Sì, Santo Padre, ha ragione: «Non giochiamo con la verità»" di padre Regis Scanlon


Segnalato e tradotto dall'amico Maurizio, che ringraziamo sentitamente, ritorniamo sul tragico elenco delle ultime ambiguità che ci tocca leggere.
Mala tempora currunt.
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Lo scorso anno, sul sito “Crux”, John Allen Jr. aveva sostenuto che la posizione di Papa Francesco in merito al «matrimonio» omosessuale non era cambiata rispetto a quella che esprimeva quando era vescovo in Argentina[1]. Allen scriveva che il Papa, sebbene certamente contrario al «matrimonio» omosessuale, fosse disposto a tollerare la legalizzazione degli atti di omosessualità sotto la dicitura «unioni civili». Il mese scorso, Peter Baklinsky su Life Site News ha sostenuto la stessa cosa in un pezzo dal titolo: «Papa Francesco approva il riconoscimento legale delle unioni dello stesso sesso»,  offrendo la seguente traduzione [dal francese] delle parole di Papa Francesco:

lunedì 20 novembre 2017

Pontificale a Genova (il primo da dopo la riforma) di S.E.R.ma Mons. Pozzo

Foto del pontificale di S.E.Rev.ma Mons. Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei nell'abbazia di S. Stefano in Genova, in occasione del LXX dell'enciclica Mediator Dei del Venerabile Papa Pio XII (sulla liturgia) e nel X anno del motu proprio Summorum Pontificum del Papa Benedetto XVI. 
Dopo il Vangelo è stata data lettura del cordiale messaggio che il Card. Arcivescovo ha voluto inviare all'abate, don Paolo Romeo, a Sua Eccellenza, ai sacerdoti e ai fedeli.
L'evento è stato orgranizzato da Una Vox, dall'Abbazia di S. Stefano e dalla Associazione Pio XI. 
Il coro Jubilus diretto dal M° E. Sobrero ha eseguito la Missa Pontificale Prima di Perosi; i monaci benedettini dell'Immacolata hanno cantato il proprio  "in dedicatione  basilicarum SS. Petri et Pauli apostolurum". Alla celebrazione ha assistito anche don Nicola Bux il quale, al termine, ha tenuto una interessante (come suo solito) conferenza sull'enciclica di Pio XII.
Al sacro rito era prensete anche il Sig. Marco Ghisolfo in rappresentanza del Municio I "Centro Est".
La foto sono prese dal profilo facebook dell'Abbazia genovese (si veda anche qui)  
Roberto









Il cardinale Pujats: “Amoris Laetitia? Nessuno è autorizzato a cambiare la dottrina”


La mia idea è che la dottrina di San Giovanni Paolo II è pura e retta. Non può cambiare o essere cambiata. Come le dicevo, non è modificabile e penso che sia opportuno un chiarimento”.
Da meditare.
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La Fede Quotidiana 19-11-2017
Opportuno un chiarimento secondo il Vangelo e il Magistero di sempre della Chiesa. Lo dice in questa intervista che ci ha rilasciato, non troppo accomodante, Sua Eminenza Janis Pujats, arcivescovo emerito di Riga in Lettonia e Presidente Emerito della locale Conferenza Episcopale. Il cardinale è uno dei firmatari della Dichiarazione di fedeltà  all’ insegnamento della Chiesa sul Matrimonio.
Eminenza, che cosa pensa del dibattito su Amoris Laetitia?

” Sa, io sono qui a Riga e faccio  il parrocco aggiunto in una parrocchia. Dunque sono un poco defilato e non ho approfondito tutto il testo, certamente sento e sono informato. Io sono ottimista e penso che poco alla volta le cose andranno a posto. Tutti devono necessariamente dialogare, anche il Papa. Una cosa mi pare chiara”.
Quale?
” La mentalità che soggiace al testo è troppo liberale. Oggi noto un certo rilassamento sulla e nella morale cattolica e soprattutto su quelli che si chiamano valori e principi non negoziabili. ”

domenica 19 novembre 2017

Alto Adige "senza la domenica non possiamo vivere": approvata all’unanimità una mozione contro il lavoro nelle giornate domenicali e festive

"La domenica è sacra": prima tappa di una nuova intronizzazione della sacralità e del rispetto della famiglia dopo troppi anni di bolsa e schifosa dittatura del "pensiero unico" che  ha strangolato la dignità e la spiritualità dell'uomo per un bieco profitto monetario.
Un ringraziamento va certamente rivolto a Sua Eccellenza Mons. Ivo Muser, vescovo di Bressanone-Bolzano e vicepresidente della Conferenza Episcopale Triveneta che si è molto adoperato in questo senso. 
Esemplare l'esempio dei monaci di Novacella: nonostante essi traggono sussistenza dalle loro attività vitivinicole e turistiche la domenica mattina sbarrano tutto:  aperto solo il portone della Basilica !
C'è ora da aspettarsi, a livello nazionale, i soliti fumosi vaneggiamenti  dei chierici sparlanti, accommodanti, dialoganti e contrari a tutte le riaffermazioni cattoliche che grazie a Dio sono in questo momento storico strenuamente difese soprattutto da quei settori del laicato cattolico che non hanno apostatato.
AC 


L'Alto Adige ha deciso: «Nei festivi non si lavora: la domenica è sacra» 
 Fonte: Vanity fair ( QUI )

Bolzano dice no al lavoro domenicale: «Bisogna tornare ad aver rispetto per la nostra cultura e la nostra famiglia», spiega Andrea Pöder, che ha presentato la mozione in Consiglio provinciale Il Consiglio provinciale di Bolzano ha approvato all’unanimità una mozione contro il lavoro nelle giornate domenicali e festive. 

San Giovanni Paolo II «L’islam ci invaderà.Vedo la Chiesa del terzo millennio afflitta da una piaga mortale, si chiama islamismo»

Sta suscitando grandissimo interesse l'articolo della Nuova Bussola Quotidiana che rivela una visione che San Giovanni Paolo II ebbe sul destino del vecchio continente europeo.
Il messaggio del Pontefice di salvare quel che rimane della civiltà cristiana mediante una" fede vissuta con integrità" è una bella esortazione che  fa dimenticare le tante cacofonie di certo stupidario ecclesiale attuale che affligge anche il buon gusto umano.
L'articolo susciterà, come prevedibile, moltissime ulteriori riflesioni sulla figura del grande Pontefice polacco.

Totus tuus ego sum.
AC  




La visione di Giovanni Paolo II: «L'islam invaderà l'Europa» 
di Valerio Pece, da La nuova Bussola Quotidiana ( QUI )

«Vedo la Chiesa del terzo millennio afflitta da una piaga mortale, si chiama islamismo. Invaderanno l’Europa. 
Ho visto le orde provenire dall’Occidente all’Oriente: dal Marocco alla Libia, dall’Egitto fino ai paesi orientali». 

Questa è la scioccante visione di San Giovanni Paolo II, mai pubblicata prima d’ora. 
Testimone della confessione destinata a far rumore è monsignor Mauro Longhi, del presbiterio della Prelatura dell’Opus Dei, molto spesso a stretto contatto con il Papa polacco durante il suo lungo pontificato. 
Il monsignore triestino ha rivelato l’episodio nell’eremo “Santi Pietro e Paolo” di Bienno, in Val Camonica, in una conferenza organizzata in ricordo di Giovanni Paolo II lo scorso 22 ottobre, giorno in cui la Chiesa festeggia la memoria liturgica del santo.  

Per fare la necessaria chiarezza e inquadrare la visione profetica di Karol Wojtyla così come riportata da un sacerdote al di sopra di ogni sospetto (monsignor Longhi ha goduto della stima personale non solo di Giovanni Paolo II ma anche di Benedetto XVI, tanto da essere chiamato nel ’97 al Dicastero vaticano della Congregazione del clero) sono necessari alcuni riferimenti geografici e temporali.  

sabato 18 novembre 2017

In morte di Salvatore Riina


Negare i funerali a Totò Riina? Forse è giusto… ma… non sarebbe l’occasione per annunciare il vero kerigma della misericordia? Una gocciolina di preziosissimo Sangue non è forse è in grado di fare di Riina un nuovo San Disma?

Solidarietà alla Preside minacciata di morte per non aver rimosso i Crocifissi dalle aule

Come cristiani che hanno  la grazia di venerare la Santa Croce che è anche simbolo della storia, della cultura e della tradizione italiana ed europea esprimiamo solidarietà alla Preside Professoressa Milena Nari minacciata di morte perchè non ha voluto rimuovere i crocifissi dalle aule scolastiche del Liceo Socrate di Roma. 
La Preside ha rispettato, oltretutto, la normativa vigente e quanto di recente " ha stabilito la Corte europea dei diritti dell’uomo, che con una sentenza definitiva della Grande Camera, votata da 15 giudici su 17, ha dichiarato che la presenza in classe di questo simbolo non lede nè il diritto dei genitori a educare i figli secondo le proprie convinzioni, nè il diritto degli alunni alla libertà di pensiero, di coscienza o di religione". 
Ricorderemo sempre le vibranti parole di San Giovanni Paolo II all'Angelus del 15 settembre 2002 "Il Cristianesimo ha nella Croce il suo simbolo principale. ... Nel processo di secolarizzazione, che contraddistingue gran parte del mondo contemporaneo, è quanto mai importante che i credenti fissino lo sguardo su questo segno centrale della Rivelazione e ne colgano il significato originario e autentico". 
Gesù ha detto « se questi taceranno, grideranno le pietre» : dedichiamo qualche minuto della nostra quotidianità per esprimere solidarietà alla coraggiosa Preside romana con i social, whatsapp e il classico "passaparola" . 
Christus vincit !
AC  

Roma, minacce di morte alla preside che vuole tenere il Crocifisso in classe 

Minacce di morte diffuse su un volantino a scuola: questo è quello che ha subito Milena Nari, la preside di un liceo di Roma, il Liceo Socrate del quartiere Garbatella. 

Nella lettera anonima arrivata alla professoressa si legge un messaggio coinciso quanto inequivocabile: “Vattene e muori, sporca amica di minorati storpi e croci”. 

La preside avrebbe la ‘colpa’ imperdonabile di non aver voluto rimuovere i crocifissi dalle aule. 

venerdì 17 novembre 2017

“La Chiesa cattolica nei Paesi Bassi in questi cinquant’anni è andata progressivamente assottigliandosi fino quasi a scomparire, per essere sostituita dall’Islam”.

Parliamo del famigerato "Nuovo Catechismo Olandese"  la cui impostazione ereticale ebbe inizio nel 1956 per poi manifestare nel 1969  la sua  natura scismatica  con la cosiddetta «Dichiarazione d’indipendenza» di Noordwijkerhout.
Chi ha avuto modo di vivere nella tragica realtà ecclesiastica nell'immediato post Concilio ha la netta impressione che il terribile virus della confusione dottrinale di quegli anni si è autorigenerato nei nostri giorni  in modo ancor più virulento.
Pare evidente che i tempi della purificazione della Chiesa si stanno accorciando: è in atto la dissoluzione di quella parte dell'edificio ecclesiale sfregiato e corrotto dalla contaminazione pluridecennale con la mondanità e con tutti i suoi tentacoli modernisti.
Risulta quasi ovvia la conclusione  dell'Autore: "Se nei Paesi Bassi quel programma ha dato certi risultati, perché lo stesso programma, riproposto dopo cinquant’anni, dovrebbe dare oggi risultati diversi?"
AC  

Errare humanum est... 

Un lettore, dopo aver letto il post del 31 ottobre, mi ha fatto la seguente richiesta: «Potrebbe raccontarci di cosa c’era scritto nel Catechismo olandese che — mi pare di capire — provocò il “rigetto” e quindi il ritorno a un catechismo universale?».  

Beh, non credo che sia stato solo il Catechismo olandese a provocare il rigetto dei catechismi nazionali col conseguente ritorno a un catechismo universale. 
Bisogna tener presente che il Catechismo olandese fu pubblicato nel 1966, mentre la richiesta per la stesura di un catechismo universale fu presentata al Papa durante il Sinodo del 1985. 
Nel corso dei vent’anni che separano le due date furono pubblicati catechismi pressoché in tutti i paesi, fra cui l’Italia.  

Mi sia permessa, a questo punto, una digressione personale. 
Io ho vissuto quel ventennio come catechista, prima da laico (cominciai a insegnare catechismo nella mia parrocchia nel 1971, quando avevo 16 anni) poi, a partire dal 1974, come religioso/seminarista e infine, dal 1981 in poi, come sacerdote. 
Se si pensa che il “documento di base” Il rinnovamento della catechesi è del 1970 e i catechismi per le varie fasce d’età (bambini, fanciulli, ragazzi, giovani, adulti), in ben otto volumi, furono pubblicati — “per la consultazione e la sperimentazione” — fra il 1973 e il 1982, si capisce come io abbia vissuto in prima persona quella stagione. 
E la vissi senza alcuna prevenzione, in una totale apertura verso questi nuovi strumenti di catechesi. 

giovedì 16 novembre 2017

La confessione di un vescovo modernista "voglio chiederti perdono per tutto il male che ti ho fatto"

Un "dialogo" che fa molto riflettere: è accaduto realmente in talune occasioni
L'avvicinarsi di "sorella morte" produce un sincero , seppur tardivo, pentimento.
AC 
Un vescovo modernista si confessa 

[Il seguente dialogo è inventato, i due protagonisti sono personaggi di fantasia, pertanto eventuali riferimenti a persone realmente esistite sono puramente casuali]. 

Un vescovo era in fin di vita, ma prima di morire fece chiamare al suo capezzale un sacerdote legato alla Tradizione Cattolica, che in passato aveva ferocemente perseguitato...  

- Eccellenza, mi ha fatto chiamare? 
- Sì, avvicinati, devo parlarti.  

- L'ascolto volentieri. 
  - Voglio chiederti perdono per tutto il male che ti ho fatto e per le enormi sofferenze che hai patito a causa mia. 
Adesso che mi trovo vicino alla morte, le vicende terrene mi appaiono in maniera diversa...  

mercoledì 15 novembre 2017

Utrecht (Olanda) la chiesa di San Willibrord splendidamente ridonata al culto divino dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X ( foto e video)

Utrecht (Olanda)
Domenica 12 novembre,  il giorno seguente della festa di San Martino Patrono dell'Arcidiocesi di Utrecht, S.E.R. Monsignor Bernard Fellay, Superiore Generale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, ha "riconciliato" la chiesa di San Willibrord, situata nel cuore della storica città  di Utrecht,  dopo averla acquisita e ottimamente restaurata a sola lode di Dio.

La bellissima chiesa ottocentesca di San Willibrord è stata costruita nel 1870 quando la Gerarchia cattolica è stata ripristinata in Olanda.
Putroppo quel gioiello di fede dopo il Concilio Vaticano II stava per essere distrutto: era utilizzato solo "laicamente" come purtroppo avviene per le chiese "inutilizzate" sparse in nei paesi e nelle città dell'ormai scristianizzato continente europeo  con sempre meno figli e meno cristiani.

Novus horror Missae: Dew non è la rugiada ma un acido altamente corrosivo.

Dalle grosse crepe del vecchio e traballante edificio liturgico post conciliare si è liberata una mostruosa creatura che  ora nel nome della creatività liturgica si accanisce contro il rito concepito dopo l'ultimo concilio che molti oramai giudicano "sorpassato da tempo" come avviene esattamente per tutti i prodotti umani . 

Il nome del nuovo mostro è  Lectio divina, - che nulla ha a che vedere con quella monastica - un rito che arbitrariamente sostituisce la proclamazione del Vangelo dal parte del Sacerdote o del Diacono prescritta dalle Rubriche del Missale Romanum affidandone invece la lettura ed il commento ai laici.

Il Cardinale John Dew, Arcivescovo di Wellington (Nuova Zelanda), padre ed ispiratore di quel mostro liturgico, vuole arbitrariamente attribuire l'ispirazione e l'intuizione di essere "creativo" nella

martedì 14 novembre 2017

I dubia compiono un anno e sono sempre più attuali




Riprendiamo dal blog di Magister la versione italiana di un'importante intervista del Card. Burke. Abbiamo motivo di credere che questa non sarà l'ultima puntata...
Per un primissimo commento - ma siamo certi che l'intervista non passerà sotto silenzio - vi rinviamo all'intervento dei benemeriti amici di Campari & de Maistre.
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I "dubia" compiono un anno e sono più vivi che mai. 
Nuovo appello di Burke al papa



D. – Eminenza, proprio oggi è passato un anno da quando lei, il cardinale Walter Brandmüller e i due cardinali recentemente scomparsi, Carlo Caffarra e Joachim Meisner, avete pubblicato i "dubia". A che punto siamo?

R. – A un anno dalla pubblicazione dei "dubia" su "Amoris laetitia", che non hanno ottenuto alcuna risposta dal Santo Padre, constatiamo che la confusione sull’interpretazione dell’esortazione apostolica è sempre maggiore. Per questo motivo si fa ancora più urgente la nostra preoccupazione per la situazione della Chiesa e per la sua missione nel mondo. Io, naturalmente, continuo ad essere in regolare contatto con il cardinale Walter Brandmüller per quanto riguarda questi gravissimi problemi. E tutti e due rimaniamo in profonda unione con i due cardinali defunti Joachim Meisner e Carlo Caffarra, che ci hanno lasciati nel corso degli ultimi mesi. Così, ancora una volta faccio presente la gravità della situazione, che continua a peggiorare.

D. – Si è molto parlato dei pericoli della natura ambigua del capitolo 8 di "Amoris laetitia", sottolineando che è aperto a molte interpretazioni. Perché fare chiarezza è così importante?

Ratzinger ed il Concilio. La Sapienza riabilita Benedetto XVI a 10 anni dalle proteste per la sua visita.

Ci associamo a questa  lodevole iniziativa ringraziando gli amici romani che ci hanno comunicato questa desiderata notizia.
AC 

Roma. Venerdì 17 novembre ore 11 Università La Sapienza Aula A: Presentazione del settimo Volume dell'Opera omnia di Joseph Ratzinger/Benedetto XVI.

A quasi 10 anni dalle proteste che impedirono a Benedetto XVI di parlare agli studenti romani, l'Università La Sapienza decide di dedicare una conferenza alla figura del Papa Emerito sul tema del suo rapporto con il concilio. 
Si terrà venerdì 17 novembre alle ore 11 nell'aula A del Dipartimento di Storia, culture e religioni, presso l'edificio di Lettere e Filosofia.

Leggere anche su Vatican Insider ( QUI )

lunedì 13 novembre 2017

Concerti nelle Chiese: trent'anni d'allegra anarchia

La sacralità e il dovuto rispetto  per i luoghi di culto sono talmente degenerate che vale  la pena di ricordare quel che trent'anni fa la Santa Sede ha ribadito circa le regole da tenersi quando i concerti sono ospitati nelle chiese.
Sembrerebbe un documento assai più "vecchio"...eppure è stato redatto quando ormai quasi tutti gli altari e i presbiteri erano stati inesorabilmente violati e distrutti nel  nome del... nulla.
Non esiste infatti alcun documento magisteriale che obbliga che l'altare debba essere necessariamente "versum populum" oppure che indichi la distruzione delle balaustre erette a salvaguardia del sacro spazio presbiteriale. 
Trent'anni fa era stato già tutto distrutto !
Ci vien da sorridere amaramente quando il documento  parla del rispetto dovuto  per l'ambone, da quale si deve proclamare solo la Parola di Dio: per questo è oggetto di una specifica benedizione. Ormai dall'ambone si fanno parlare i politici, i pastori e le pastore protestanti e persino gli imam... 
Speriamo che  dalle nuove generazioni, che non sono state contaminate dai virus sessantottini, il Signore possa suscitare dei novelli Maccabei per difendere la sacralità inviolabile delle chiese e con essa lo slancio verticale verso Dio.
AC

5 novembre 1987 / 2017 
"CONCERTI NELLE CHIESE" 
Istruzione della Congregazione per il Culto Divino  

1. MUSICA NELLE CHIESE AL DI FUORI DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE  

1. L'interesse per la musica è una delle manifestazioni della cultura contemporanea. 

La facilità di poter ascoltare in casa le opere classiche, attraverso la radio, i dischi, le cassette, la televisione, non solo non ha fatto diminuire il piacere dell'ascolto di concerti dal vivo, ma anzi lo ha aumentato. 

Questo è il fenomeno positivo, perché la musica e il canto contribuiscono a elevare lo spirito. 

L'aumento quantitativo dei concerti ha portato recentemente, in diversi paesi, all'utilizzazione frequente delle chiese per la loro esecuzione. 

Diversi sono i motivi presentati: necessità di ambienti, non trovando con facilità luoghi adeguati; ragioni acustiche, per le quali le chiese generalmente danno buona garanzia; ragioni estetiche, desiderando che il concerto venga eseguito in un ambiente di bellezza; ragioni di convenienza, per ridare alle composizioni eseguite il loro ambiente nativo; ragioni anche semplicemente pratiche, soprattutto per i concerti di organo: le chiese, infatti, nella loro generalità ne sono dotate.  

2. Contemporaneamente a questo processo culturale si è verificata una situazione nuova nella chiesa. 

Le «scholae cantorum» non hanno avuto molte volte l'opportunità di eseguire il loro repertorio abituale di musica sacra polifonica nel contesto della celebrazione liturgica. ( E' vero: i cori sono stati sistematicamente cacciati  ... la nuova liturgia sembra non aver bisogno delle corali  perchè la loro arte e il loro volontariato liturgico non favorirebbe il canto dell'assemblea...al loro posto vengono invece fatti cantare due o tre ragazzotti con le chitarre - suonate male -  con il risultato di far rimanere veramente MUTI i fedeli. 
Il repertorio del canto dei fedeli è stato prima castrato e poi annientato da quei ragazzotti con chitarre. Ma la colpa non è loro! N.d.R.)

domenica 12 novembre 2017

Benedizione (in rito antico) delle campane tra i terremotati (foto)

Tolentino (MC).  Nella Festa di San Tommaso da Tolentino Martire nello spazio antistante la tenda/chiesa della Concattedrale di San Catervo il Vescovo Diocesano S.E.R. Mons. Nazzareno Marconi (che dopo il sisma vive praticamente assieme alle famiglie terremotate portando a tutti un segno di speranza nel Signore) ha benedetto e consacrato secondo il rito antico le nuove cinque campane della chiesa del Sacro Cuore di Tolentino che assieme alle altre tre esistenti formeranno un'ottava della scala di Mi bemolle maggiore.
La Chiesa del Sacro Cuore, dell'omonima Confraternita, generosamente restaurata in toto dal Governo di Ungheria, sarà solennemente riaperta sabato 9 dicembre con il canto dei primi Vespri Pontificali della Festa della Traslazione della Santa Casa di Loreto

E' l'unica chiesa che verrà riaperta dopo il terremoto dello scorso anno: i lavori di messa in sicurezza antisismica finanziati dal Governo Ungherese hanno dato  lavoro  a diverse donne e uomini del settore edilizio , del restauro, dell'impiantistica ecc ecc. 

Le cinque nuove campane sono state dedicate :