venerdì 29 luglio 2016

Mons.Galantino Gmg2016 "Sodoma. La città è salva"

Non occorre neppure più commentare  ... 
Il Vangelo di Gesù cita tre volte distruzione di Sodoma e Gomorra come esempio di punizione divina per chi si ostina a perseverare nel peccato: Mt 10, 15; 11, 24; Lc 10, 12; 17, 29
AC 

Cracovia, chiesa di San Bernardino 24 luglio 2016, dall'Omelia di S.E.R. Mons. Nunzio Galantino, Segretario della CEI 

« Galantino ha commentato il brano biblico della supplica di Abramo per salvare Sodoma, “una città sulla quale nessuno avrebbe scommesso niente, eccetto Abramo”. 
Infatti, fa notare Galantino alle centinaia di giovani che gremiscono la bella chiesa barocca a ridosso della collina del Wawel, “la sua preghiera di intercessione

Neanche un prete sgozzato in chiesa dagli islamisti risveglia politici e vescovi dal sonno della ragione



Mala tempora currunt.
L

La Nuova Bussola Quotidiana  27-7-16
Riccardo Cascioli
Come ogni mattina da quando, per ragioni di età, non era più parroco, don Jacques Hamel celebrava la messa feriale del mattino, alle 9, nella “sua” chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, parrocchia di 20mila anime della diocesi di Rouen, nel cuore della Normandia. Con lui, come ogni mattina, tre suore e altri due fedeli. Ma ieri qualcosa non è andato come le altre mattine: due giovani islamici armati di coltello hanno fatto irruzione durante la messa e hanno bloccato i presenti. Poi hanno costretto l’84enne don Jacques a mettersi in ginocchio.

giovedì 28 luglio 2016

Gmg2016: la Marsigliese per "onorare" il martire p. Jacques Hamel

A Cracovia, apprendiamo dalla stampa, i giovani riuniti nell'immensa spianata circense, hanno cantato in coro la Marsigliese - per ricordare il Martire p. Jacques Hamel sgozzato in chiesa mentre stava celebrando il Santo Sacrificio della Messa nella Parrocchia di Saint-Etienne-du-Rouvray in Francia - ovvero l'inno di quella Rivoluzione che iniziò con il taglio delle teste dei vescovi,dei preti, dei monaci, delle monache, dei frati e delle suore di ogni  Ordine e dei Laici che non vollero abiurare la Fede...in nome della liberté


Versus populum o ad Orientem?


mercoledì 27 luglio 2016

Il martirio di Rouen: alziamo la Croce di Cristo! Papa, Vescovi e preti hanno come primo dovere difendere la Croce di Cristo!

Facciamo nostra l'accorata esortazione che Danilo Quinto ha proposto sui commenti di Chiesa e post Concilio.
Seguono due interventi di notevole interesse spirituale.
Teniamo sempre accesa in cuore la fiamma della cristiana speranza che il Papa e/o i Cardinali - di rosso vestiti - e/o i Sacerdoti e/o i Religiosi spalancheranno nei prossimi giorni le porte delle Basiliche e delle chiese per offrire a Dio  le preghiere di suffragio per le Vittime recenti della violenza islamica e per ringraziarLo del dono della testimonianza "usque ad sanguinis effusionem" del nuovo Martire di Cristo Padre Jacques Hamel sgozzato mentre stava celebrando la Santa Messa. 
Mentre le forze nemiche di Cristo e della Sua Chiesa si compiacciono che la "Chiesa ha rinunciato a difendere la propria dignità" riducendo lo slancio dei credenti ai soli squallidi "interessi, per soldi, per le risorse della natura, per il dominio dei popoli" continuiamo a volgere le nostre suppliche a Colui che è stato trafitto per la nostra salvezza!
Se i nostri Pastori si dovessero trovare nell'incapacità di farlo perchè troppo indaffarati nelle cose del mondo, spetta a noi laici  alzare la Croce di Cristo! 
Anche e soprattutto in tempo di vacanze. 

(Abbiamo mantenuto l'impostazione grafica originale del testo)
AC

Ecce Crucem Domini! Fugite partes adversae! 

Mi rivolgo innanzitutto ai SACERDOTI: INDITE PROCESSIONI NEI VOSTRI PAESI E NELLE VOSTRE CITTA'. 
Chiamate a raccolta i vostri fedeli. 
FATELI PREGARE IN PUBBLICO AI PIEDI DI QUELLA CROCE. 
Con coraggio. 
Senza alcuna paura. 

Il “Patto delle Catacombe”

I nuovi apostati non sono molto differenti da quelli di ieri.
L
Querculanus 18-7-16
Ieri mi sono imbattuto casualmente in un articolo sul “Patto delle Catacombe”. Mi sono stropicciato gli occhi e mi son detto, alla toscana (un querciolino non rinnega mai le sue radici): oh icchegliè? Incomincio a leggere l’articolo e, man mano che procedo nella lettura, mi sento sempre piú smarrito. Scopro che il 16 novembre 1965, pochi giorni prima della chiusura del Concilio Vaticano II, quaranta Padri Conciliari, nelle Catacombe di Domitilla, firmarono il “Patto delle Catacombe”. Cado dalle nuvole: in cinquant’anni, non avevo mai sentito parlare di simile patto. 

Terminata la lettura, faccio una veloce ricerca su Google, e scopro che ci sono un’infinità di link, in genere risalenti all’anno scorso (novembre 2015), quando ricorreva il cinquantesimo anniversario del patto. In quell’occasione si tenne anche un seminario all’Urbaniana, a cui parteciparono Mons. Luigi Bettazzi (forse l’unico sopravvissuto dei firmatari), il gesuita Jon Sobrino e il Prof. Alberto Melloni (e noi che pensavamo che nel 2015 si dovesse celebrare il cinquantenario del Vaticano II...). Furono scritti anche diversi articoli. Riporto solo qualche titolo: «Con Papa Francesco rivive 50 anni dopo il “Patto delle catacombe”» (Agenzia SIR); «Catacombe: il Patto per una chiesa povera» (Avvenire); «Nel patto delle catacombe il seme della Chiesa di Francesco» (Aleteia); «A 50 anni del “Patto delle Catacombe”. Per una Chiesa “serva e povera”» (Zenit). Addirittura, nel giorno anniversario, a Napoli, nelle Catacombe di San Gennaro, al Rione Sanità, in trecento (la crème della “Chiesa dei poveri” italiana) rinnovarono il patto.

Il martirio di P. Jacques Hamel ci fa vergognare quando abbiamo ricercato il plauso dei potenti di questo mondo e il politically correct

Per questa nostra Europa massacrata tanto dall'islamismo (strumento delle divine vendette su un mondo apostata) quanto dall'occidentalismo atlantista. 
Perché ritorni ad essere come Dio la volle: Cattolica e Romana. 
Oremus Omnipotens sempiterne Deus, in cujus manu sunt omnium potestates et omnium jura regorum: respice in auxilium Christianorum; ut gentes paganorum, quae in sua feritae confidunt, dexterae tuae potentiae conterantur. 
Per Christum Dominum nostrum. 
Amen. 
Auxilium Christianorum, pra pro nobis Regina Sacratissimi Rosarii, ora pro nobis 
Sancte Pie V, ora pro nobis. 
GZ

«La Francia ha nutrito un mostro e ora questo mostro le si ritorce contro, divorando i figli e i cittadini francesi». 

martedì 26 luglio 2016

Vicenza: supplica alla Madonna di Monte Berico per il ripristino "intra moenia" della Messa nell'antico rito della Chiesa

A Vicenza esiste un coetus fidelium molto attivo e la S.Messa nel ritus antiquior viene regolarmente tutte le domeniche, anche se in un paese nella prima periferia vicentina. 
Pubblichiamo per questo il pio desiderio che alcuni " Fedeli  legati alla Messa antica da diverso tempo attendono che essa ritorni anche nel centro di Vicenza dando pieno spazio all'applicazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum" e non costringendo così chi aveva modo di assistervi  a rinunciarvi o a recarsi in

Francia: Parroco sgozzato e due Suore in ostaggio

Preghiamo per il Sacerdote di Cristo Padre Jacques Hamel di 86 anni, Parroco della chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino a Rouen vittima della violenza anti cattolica dei sostenitori dell'ISIS. 
Il Signore lo accolga nel Suo Regno "regnum veritatis et vitae , regnum sanctitatis et gratiae,  regnum iustitiae, amoris et pacis " . 
Preghiamo anche per gli altri fedeli che sono stati gravemente aggrediti mentre stavano assistendo alla Santa Messa. 
Avevamo tempestivamente riportato alle 11:32  il primo "lancio" dell'ANSA che parlava in un primo tempo di due "squilibrati".
 
ANSA  Francia: 2 squilibrati prendono ostaggi con coltelli in una chiesa vicino Rouen. 
Sgozzato prete 
E' successo in una chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray. 
Le teste di cuoio sono entrate nella chiesa con un blitz e hanno 'neutralizzato' i due squilibrati che avevano preso in ostaggio il parroco e alcune suore ostaggio il parroco e alcune suore 
"Due squilibrati - scrive France Tv Info - hanno preso in ostaggio il parroco, due suore e diversi fedeli, oggi 26 luglio, in una chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray (Seine-Maritime)". 
La presa d'ostaggi è "cominciata verso le 9:45", precisa la tv pubblica France 3 Haute-Normandie, aggiungendo che i due uomini sono armati all'"arma bianca". 
Una presa di ostaggi è in corso in una chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen: è quanto riferisce France Tv Info. 
Le teste di cuoio hanno dato l'assalto alla chiesa in cui due uomini tenevano in ostaggio il parroco, due suore e diversi fedeli. 
I due uomini "sono stati neutralizzati", riferisce I-Télé. 
Secondo fonti di polizia citate dal Figaro il prete della chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray "è stato sgozzato". 

Two armed men have taken hostages at a church near Rouen in northern France, media reports have said. 
Reuters quoted a police source as saying between four and six people were being held by the men at the church in Saint-Etienne-du-Rouvray. 
A priest and two sisters, as well as churchgoers, were among those held, local media said. France 3 television said a number of shots had been heard. 
Police and the emergency services are at the scene.

***

Il Parroco Jacques Hamel martirizzato "in odium fidei" alle 9:45 mentre stava celebrando la Santa Messa era stato ordinato Sacerdote nel 1958. 
Ieri era stato il suo onomastico.

La giustificazione, Lutero, il Sinodo sulla famiglia

Una interessante analisi, come al solito, di Mons. Livi.
L

La Nuova Bussola  20-7-16
di Francesca Pannuti
Con l’approssimarsi delle commemorazioni per il quinto centenario delle 95 tesi affisse da Martin Lutero, è tornato d’attualità il tema della “giustificazione”, centrale per comprendere la divisione tra cattolici e luterani. Il tema è stato toccato dapprima dal papa emerito Benedetto XVI, con una intervista in occasione di un convegno proprio su questo argomento, e poi   da papa Francesco in una risposta durante la tradizionale conferenza stampa in aereo di ritorno dall’Armenia, il 26 giugno scorso. Abbiamo perciò cercato di approfondire i termini esatti della questione, intervistando monsignor Antonio Livi, professore emerito di Filosofia della conoscenza nella Pontificia Università Lateranense, studioso di fama internazionale, autore di numerose pubblicazioni, tra cui Vera e falsa teologia. Come distinguere l’autentica “scienza della fede” da un ‘equivoca filosofia religiosa”, Casa editrice Leonardo da Vinci, 2012.

Incenso come sacramentale della Devozione


Ringraziando l'amico Giovanni per la traduzione per MIL, da NLM (VEDI QUI).
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Dirigatur, Domine, oratio mea, sicut incensum in conspectu tuo. Salga la mia preghiera, Signore, come incenso al tuo cospetto  (Salmo 140 [ 141 ] : 2 ).


 
di Peter Kwasniewski

 

San Tommaso d'Aquino, nel quarto libro del suo Commento alle Sentenze di Pietro Lombardo, afferma: "Le figure che indicano quello che dovrebbe sempre essere fatto non devono cessare, come succede per esempio riguardo l’uso dell’incenso, che simboleggia la devozione [1]”. Nel testo citato, San Tommaso sta discorrendo del fatto che la circoncisione sarebbe dovuta cessare una volta che il battesimo subentrò al suo posto, ma quello che mi ha colpito qui è la sua dichiarazione, come dato di fatto, detto senza alcun timore di smentita, che l'uso dell’incenso è proprio uno dei quei segni che saranno sempre utilizzati nei nostri riti, che dovranno sempre essere presenti, dal momento che simboleggia la devozione.

 A questo punto del testo, i curatori dell'edizione di Parma dell’Aquinate hanno deciso di inserire una lunga nota, il che è piuttosto insolito. Evidentemente hanno pensato che i lettori volessero sapere quando e come l'incenso venne utilizzato per esprimere devozione:

“nell'antichità, in Italia, l'incenso non fu utilizzato nei riti sacri dei pagani. Ognuno era solito offrire agli dei quello che aveva a portata di mano: il miele, il vino, il latte, ma per lo più la frutta o le primizie dei frutti; in seguito divenne abitudine offrire quei prodotti derivanti dai cereali, come farro e Liba (dolci). Tuttavia, dopo che l’incenso cominciò a venire importato dall'Arabia in Grecia e in Italia, nonostante giungesse a Roma con grandi spese, le persone di ogni ceto, anche i più poveri, ne acquistavano facilmente un po' per usarlo come offerta. Il povero offriva tre grani di incenso con le tre dita. L'uso di incenso nel culto del vero Dio è estremamente antica. Perciò Henry Cannegieter [1691-1770] deve essere biasimato per aver sostenuto le seguenti proposizioni: 1) I cristiani aborrivano l'uso dell'incenso nei Sacri Riti e nella Santa Messa; 2) Non si usavano thymiamata (resine composte da incenso) nella Chiesa “primitiva” [2].

Se da una parte Henry Cannegieter mise in dubbio l'uso dell'incenso nella Chiesa antica e nella Santa Messa, considerandolo un abominio, dall’altra G. W. F. Hegel nella “Fenomenologia dello spirito” considerò tale uso un sintomo della "Coscienza Infelice", che, per lui,

“è solo un avvicinamento al pensiero”, e così sarebbe la devozione. La sua visione al riguardo non consiste in altro che nel tintinnio caotico delle campane, o nube nella d'incenso fumante, o un discorso melodico che non raggiunge la Nozione (o Concetto), che rappresenta invece l'unica, obiettiva e immanente modalità del pensiero. Quello che abbiamo qui, dunque, lo definisce come movimento interiore del cuore puro verso sé stesso, ma come agonizzante essendo diviso in sé, ovvero movimento di un desiderio infinito. Allo stesso tempo, questa essenza sarebbe l'irraggiungibile, ciò che nell’atto di afferrarlo sfugge, o meglio è già volato via [3].

 Secondo Hegel, la devozione indica un pensiero abortito, un tentativo tendente alla chiarezza concettuale, senza raggiungerla. Nella devozione il suono delle campane e le nuvole di incenso sostituiscono il pensiero rigoroso; ci si perde nella musica piuttosto che nella scienza. Quello che trovo così deliziosamente strano è che Hegel ha descritto non una imperfezione, ma, al contrario, una ragione importante per cui il cristiano è superiore a un mero logico o ad uno scienziato: il fatto che il cristiano sia in possesso di un desiderio infinito per il divino, e questo è un dono della grazia di Dio! Egli è agonizzante e combattuto in sé stesso, poiché si riconosce per la creatura decaduta che è effettivamente: vede sia lo spirito rinnovato che appartiene a Cristo sia il vecchio Adamo che si aggrappa tenacemente alla terra. Ed è proprio tramite la virtù della devozione che egli stesso si innalza ancora e ancora, come incenso, a Dio, come a Colui che non solo è ineffabile e inaccessibile, ma allo stesso tempo anche più vicino a me di quanto lo sia io stesso, presente in tutte le cose come Colui che le mantiene in essere e assegna loro forme, proprietà, forze e scopi. Solo per l’incredulo l'oggetto del culto sfugge o è già volato via, solo per lui è l’irraggiungibile al di là di tutto.

 Il santo è diventato incenso che brucia salendo a Dio e, così facendo diffonde tra uomini il dolce profumo dei doni divini. Egli è la fiamma che nell'intensità del suo desiderio di mantenere la combustione e accendere altre fiamme, consuma tutto ciò che osa opporsi, cioè gli ultimi residui di preoccupazioni egoistiche e di preferenze. In sintonia con tutte le voci della tradizione cattolica, San Tommaso insegna che la santità - che in un luogo egli definisce come "la purezza consacrata a Dio" [4] - è giudicata rigorosamente in termini di carità, per cui un uomo è davvero sé stesso quando si consegna, si cede, si consacra interamente.

 Possiamo imparare molto riflettendo sulla ristrettezza mentale di Cannegieter e Hegel. Cannegieter pensa che l'uso dell'incenso sia superficialità o idolatria; Hegel lo taccia come uso primitivo e prefilosofico. Per il primo è una forma di eccesso, per il secondo è un difetto o ritardo. Quello che entrambi non sembrano cogliere è il regno del simbolo come simbolo, e l'uomo come homo liturgicus il cui percorso tra la creazione e l'eternità è disseminato di segni che possono indirizzarlo o condurlo fuori strada. Non possiamo non essere immersi in un mondo di segni; la nostra unica scelta è di quali segni circondarci e cosa fare di loro. In definitiva, il risultato dell’iconoclastia e del minimalismo è la sensazione anti-trinitaria di vuoto, di freddo e di sterilità, come abbiamo visto e sentito in troppe chiese e in troppe liturgie moderne.

 Per la gente degli anni sessanta e settanta era di moda parlare dei cattolici come “persone che erano cresciute" (o che dovevano crescere ... con un dito agitato verso chi ostinatamente si aggrappava alle vecchie abitudini), e, quindi, avevano superato la necessità di superstizioni medievali e fronzoli da barocco di corte. Ma questi discorsi tradiscono un modo del tutto superficiali di pensare, una fusione delle imbecillità di Cannegieter e Hegel. In realtà, l'uomo matura crescendo sia all’esterno della propria anima, tramite le cose che ama e i segni con cui comunica, sia all’interno, il che risulta più reale e più importante del mondo effimero e transitorio che ci circonda.

Questo è il tipo di cristiano educato (e creato, in un certo senso), dalla liturgia tradizionale. Tale liturgia, inoltre, si è sviluppata lungo vari secoli, espandendo la sua forma esteriore fino ad includere tutti i simboli che poteva raggiungere, e al contempo crescendo all’interno, sviluppando pienamente le sue potenzialità interiori, diventando così sempre più sé stessa [5]. Questa liturgia segna e forma l’uomo a sua immagine. La sua ricchezza di segni diviene, nel tempo, il nostro linguaggio di segni. Noi pensiamo e sentiamo con le immagini, le parole e i gesti che essa ci offre e che inculca in noi.

Rammentiamo, con S. Tommaso, il profondo simbolismo dell’incenso, che dovrebbe stare di fronte ai nostri occhi, riempendoci le narici, velando l’immaginazione e portando in raccoglimento la nostra mente. Il suo bruciare verso l’alto, sprigionando soffi di fumo e di fragranza, indica l’offerta del nostro cuore a Dio come soave sacrificio che ci solleva in adorazione al suo trono. Costituisce l’espressione esterna della nostra interiore devozione, e sebbene esso non compia ciò che simbolizza, nondimeno agisce su ciò che pervade.

 NOTE

[1] In IV Sent., d. 1, q. 2, art. 5, qa. 1, obj. 3: “Praeterea, figuralia quae significant id quod semper faciendum est, non debet cessare, sicut de thurificatione, quae significat devotionem, patet.”

[2] Ciò in Italia “non erat antiquitus adhibitum in Sacris Deorum Gentilium. Quisque ad Deos ferebat quod obvium erat, mel, vinum, lac, plerique vero fruges, aut frugum primitias; deinde dabant quae ex frugibus his fiebant, farra et liba. Verum posteaquam Thus ex Arabia in Graeciam, atque in Italiam advectum est, quanquam magnis impensis Romam asportabatur, facile tamen tantillum inde comparabant cujusque fortunae homines etiam tenuissimi, quod Deo libarent.
Pauperes tribus digitis tria grana thuris offerebant. Sed thuris usus in cultu veri Dei antiquissimus est. Unde reprobandus est Henricus Cannegieter asserens propositiones sequentes: 1. Christiani abhorruerunt a thuris usu in sacris; 2. Thymiamata ex thure in vetere Ecclesia nulla fuerunt.”

[3] Phenomenology of Spirit, trad. A. V. Miller (Oxford: Oxford University Press, 1977), §217, p. 131.

[4] “Sanctitas enim importat puritatem consecratam deo” (Super ad Heb. 7, lec. 4). Nella Summa theologiae II-II, q. 81, a. 8, S. Tommaso nota che la parola sanctus potrebbe derivare da sanguine tinctus, cosparso col sangue. Questa consacrazione purificante e purità consacrata non deriva da noi, ma solo da Cristo (cf. Heb. 9:14–15; Heb. 10:19; Jn. 1:12–13; 1 Th. 4:3).

[5] Nota bene, sempre più sé stessa: è precisamente su questo punto che ci si deve interrogare nei riguardo lo strano bizantinismo innestato al rito romano con la riforma liturgica.

lunedì 25 luglio 2016

"La certezza che il Papa sia una roccia nei marosi, ritenuto come l'ultima ancora, ha iniziato in effetti a vacillare"



Per i pochi che non l'hanno ancora letta, riprendiamo la traduzione dell'ultima intervista a mons. Georg nella traduzione di Katharina Stoltz.
L


La Nuova Bussola Quotidiana


Come sta papa Benedetto?Non è più Papa, ma emerito. Nel mese di aprile ha compiuto 89 anni e ha recentemente celebrato il suo 65° anniversario di sacerdozio. Per questo c'è stata una piccola cerimonia con Papa Francesco, alcuni cardinali e ospiti invitati personalmente. La testa è lucida, brillante, in ordine. Le gambe sono diventate un po’ stanche […] Un Papa emerito è una persona soggetta alle leggi naturali.
Lei è anche intermediario tra il papa in carica Francesco e Benedetto. Poco dopo l’elezione del nuovo Papa ha affermato che tra le vedute teologiche di Benedetto XVI e quelle di Francesco non entra nemmeno un foglio di carta (espressione per dire che non c’è disunione, n.d.t.). Lei ribadirebbe questa convinzione, dopo un po’ di anni?[…] Per quanto riguarda i principi base delle loro convinzioni teologiche c'è sicuramente una continuità. Naturalmente, sono anche consapevole che occasionalmente si potrebbero originare dubbi a motivo delle diverse modalità di rappresentazione e formulazione.  Ma quando un Papa vuole cambiare qualcosa nella dottrina, allora deve dirlo con chiarezza, in modo che sia vincolante. Importanti concetti dottrinali non possono essere cambiati da mezze frasi o da qualche nota a piè di pagina formulata in modo generico. La metodologia teologica ha criteri chiari a riguardo. Una legge che non è chiara in se stessa, non può obbligare. Lo stesso vale per la teologia. Le dichiarazioni magisteriali devono essere chiare, affinché siano vincolanti. Dichiarazioni che aprono a diverse interpretazioni sono rischiose.
Non è una questione di mentalità? Il Papa viene da Buenos Aires…Naturalmente, la mentalità gioca un ruolo. Papa Francesco è fortemente influenzato dalla sua esperienza come provinciale dei Gesuiti e soprattutto come arcivescovo di Buenos Aires, in un momento in cui il paese era economicamente veramente messo male. Questa metropoli è poi diventata il luogo delle sue fatiche e delle sue gioie. Già in quella grande città e mega-diocesi, si era capito che ciò di cui lui è convinto, lo fa e lo porta fino in fondo senza scrupoli. Questo vale anche adesso come Vescovo di Roma e come Papa. Che nei discorsi, rispetto ai suoi predecessori, di tanto in tanto sia un po' impreciso, e addirittura irrispettoso, si deve solo accettare. Ogni Papa ha il suo stile personale. È il suo modo di parlare, anche correndo il rischio che ciò possa dar adito ad equivoci, a volte anche a interpretazioni avventurose. Continuerà anche in futuro a non aver peli sulla lingua.
C’è una rottura all’interno dei cardinali e tra i cardinali dei vari continenti, che vedono e comprendono il Papa in modo diverso?Prima del Sinodo dei Vescovi dello scorso ottobre si parlava di una sorta di un quadro di favorevoli e contrari a Papa Francesco. Non so chi abbia diffuso questo scenario. Io mi guarderei dal parlare di una distribuzione geografica dei pro e dei contro. È vero che in alcune questioni, per esempio, l'episcopato africano ha parlato molto chiaramente. Episcopati, cioè intere conferenze episcopali e non solo singoli vescovi. Questo in Europa e in Asia non si è verificato. Tuttavia, non credo a questa teoria della rottura. Per amore della verità, devo anche aggiungere che alcuni vescovi hanno davvero la preoccupazione che l’edificio della dottrina possa subire delle perdite a motivo di un linguaggio non cristallino.

Lo stemma di Mons.Gianmarco Busca Vescovo eletto di Mantova

La notizia della nomina di un nuovo vescovo diocesano è sempre fonte di rinnovata gioia perchè in quell'annuncio sentiamo risuonare la " voce della Chiesa viva, di quella Chiesa affidata a Pietro e al collegio degli apostoli fino alla fine dei tempi."  
Anche il 3 giugno scorso ci siamo tutti rallegrati nel Signore dopo aver appreso  che il Santo Padre aveva nominato il Professore don Gianmarco Busca nuovo  vescovo di Mantova.
Il Vescovo eletto, che collabora "stabilmente con il Centro Aletti di Roma, con corsi di Sacramentaria e di Spiritualità", ha mostrato, come prassi, il suo stemma episcopale (v.foto).

Buttiglione e gli Atti degli Apostati

Cattura
Un commento dagli amici di Libertà e Persona per raccontare il solito tran-tran, da un po' di tempo, del nuovo sito degli Atti degli APOSTATI: Vatican Insider.
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Libertà e Persona 20-7-16
In un lungo articolo sull’Osservatore Romano, rilanciato da Andrea Tornielli su Vatican Insider, Rocco Buttiglione, il politico cattolico che ha votato per la legge Cirinnà, fa le pulci a chi ha messo in luce la discontinuità di alcuni passi di Amoris laetitia con il magistero precedente.

Mosul due anni dopo : la fine dei nostri fratelli cristiani in Medio Oriente è prefigurazione del martirio della Chiesa in Occidente

Una notizia di due anni fa resa purtroppo attuale dalle drammatiche vicende dei nostri giorni.
Preghiamo costantemente per i nostri fratelli in Cristo del Medio Oriente.
AC  

A Mosul non ci sono più cristiani 
di Valentina Colombo 

«Per la prima volta nella storia dell’Iraq, a Mosul non vi sono più cristiani. Le famiglie cristiane si sono dirette a Erbil e Dahuk in Kurdistan». 
Queste le disperate parole pronunciate nella serata di sabato 19 luglio da monsignor Louis Sakko, patriarca dei caldei iracheni.
Non sono solo scomparsi i cristiani, ma rischiano di scomparire anche le loro chiese. 

domenica 24 luglio 2016

“Accatatavill …No grazie”: una televendita in salsa religioso-papale è la “risposta” alle emergenze attuali?

Sembra incredibile, ma è tutto vero.
In un video diffuso su YouTube (link sotto) papa Francesco, in lingua spagnola, ha salutato tutti i Millennials (i giovani nati dal 2000), riuniti al National Mall a Washington lo scorso 16 luglio.
In questo video, Papa Francesco ha parlato dell’"irrequietezza nei loro cuori", e li ha incoraggiati ad incanalare le loro energie cercando Gesù.
Nulla di scandaloso direte voi.
Anzi, abbastanza normale per un papa invitare le giovani generazioni nella ricerca del Signore…
Ed è vero.
Nulla di strano. 
Però…

sabato 23 luglio 2016

San Paolo del Brasile: CD dei cantori gregoriani della Messa in latino di São Bento

San Paolo del Brasile.  
" Cari Amici della Redazione di Messainlatino.it sabato 16 luglio, festa della Madonna del Monte Carmelo, c'è stata nella Basilica di Nostra Signora dell'Assunzione del Monastero di San Benedetto di San Paolo, Brasile, (Monastero Benedettino di São Bento, dove alloggiò Benedetto XVI durante la visita a San Paolo  N.d.R.) la presentazione del primo CD del coro gregoriano Exultet. 
Questo coro canta nelle Messe in Rito Tridentino ogni domenica, alle 18:00 (  Messa frequentata da tantissime famiglie, giovani e bambini ! N.d.R.) 
Un caro saluto dagli amici di São Paulo


Qui due brani tratti dal CD dei cantori brasiliani.

S. MARIA in Sabato a Villatalla

La S. Messa di s. Maria in Sabato e Sant'Apollinare stamattina dai cari amici benedettini dell'Immacolata a Villatalla  (Imperia).
Un caro saluto a padre Jehan e a tutta la comunità.
L




2017 Anno Ignaziano: «una costellazione radiosa di Santi » (Dom Prosper Guéranger)

Per un curioso disegno della Provvidenza, proprio il 1517 è l'anno in cui il giovane Sant'Ignazio di Loyola lascia la vita agiata e mondana, iniziando un cammino che - passando per l'eroica difesa in armi di Pamplona - si concluderà con la stesura degli Esercizi Spirituali sotto l'ispirazione della Vergine Maria. 
Così, proprio mentre  Lutero dava inizio alla più immonda rivolta contro il Redentore, nella solitudine della grotta di Manresa Nostra Signora forgiava il suo campione: la spina dorsale della vera riforma, la Riforma cattolica. 
Celebriamo dunque i 500 anni di Sant'Ignazio di Loyola! 
...
(Totus Tuus) 


  

La cosiddetta “contro-riforma”
Vera riforma e trionfo di santità 

                          di Corrado Gnerre                             

La perenne vitalità del Cattolicesimo prorompe con più vigore e forza proprio nei periodi più critici, e dimostra che lungo i secoli la Chiesa romana non ha mai perso nulla perché ha sempre conservato il dono della santità, da cui è sbocciata una fioritura ...

giovedì 21 luglio 2016

Il modernismo porta alla banalizzazione della Fede attaccando in primis la devozione mariana

Il modernismo attacca la devozione mariana 
da Cordialiter

L'eresia modernista si sta avventando con accanimento contro tutto ciò che è cattolico, tra cui la devozione alla Madonna. 
...


- I santi nutrivano molta devozione verso la Beata Vergine Maria, invece i modernisti che sostengono posizioni più estremiste dicono che la devozione mariana è un ostacolo al dialogo coi luterani, e che quindi bisogna sopprimerla. 
Non ti sembra una cosa assurda abolire la devozione alla Madonna, la quale è la Mediatrice universale di tutte le grazie?

- Certamente, si tratta di una scelta assurda e insensata. 
Proprio la Beata Vergine si è fatta veicolo preferenziale della Parola di Dio, prima accettando che nel Suo Grembo si incarnasse il Figlio Unigenito di Dio e poi trasmettendo con una certa frequenza i