Con il sinodo sui giovani dal titolo "discernimento vocazionale" il Papa vuole arrivare a

domenica 26 febbraio 2017

Tremenda attualità di uno scritto di Marcel Proust: la morte delle cattedrali

Forse conosciamo già questo scritto di Marcel Proust. 
E' davvero illuminante circa il senso del sacro legato al monumento delle cattedrali anche se lo Scrittore non poteva prevedere che esse sarebbero state violentate e stravolte all'interno con la fraudolenta espressione di "adeguamento liturgico".
Sono trascorsi più di cento anni da quest'intervento (1904), ma è davvero di grande attualità. 
AC

 La morte delle cattedrali, di Marcel Proust*  

* Questo studio di Marcel Proust apparve nel «Figaro» del 16 agosto 1904, in occasione della legge di separazione della Chiesa dallo Stato francese, che prevedeva fra l’altro l’abolizione dei luoghi di culto, l’inventario di tutti i beni della Chiesa di Francia, l’istituzione delle cultuali pena la confisca di quegli stessi beni da parte dello Stato, la «polizia dei culti», ecc. 
Legge che, come è noto, fu occasione di vittoria spirituale da parte dell’episcopato francese, obbediente all’ordine di San Pio X: lasciarsi spogliare serbando, in povertà assoluta, il mandato pastorale. 
Oggi che senza alcuna pressione da parte di governi laici si ode parlare negli stessi ambienti ecclesiastici di «sacrificio necessario» delle cattedrali e del canto gregoriano sembra opportuno rileggere la sottile, sferzante, appassionata perorazione di Proust in difesa dell’immenso tesoro di cui s’è nutrita per secoli – con la fede cristiana – tutta la grande arte di Occidente, e che non è facile comprendere a chi o a che cosa voglia oggi essere immolato [N.d.T.]

Supponiamo per un istante che la religione cattolica sia spenta da secoli, che le tradizioni del suo culto siano perdute. 

Sole, monumenti fatti inintelligibili ma rimasti mirabili, di una fede obliata, sopravvivono le cattedrali, mute e dissacrate. 

Supponiamo quindi che un giorno alcuni eruditi suffragati da documenti arrivino a ricostruire le cerimonie che vi si celebravano un tempo, per le quali erano state costruite, che erano precisamente il loro significato e la loro vita, senza le quali esse non erano ormai più che lettera morta; e supponiamo allora che alcuni artisti, sedotti dal sogno di restituire momentaneamente la vita a quei grandi vascelli divenuti silenziosi, vogliano rifarne per un’ora il teatro del dramma misterioso che vi si svolgeva, al centro di canti e profumi: in una parola, intraprendano, per la Messa e le cattedrali, ciò che i felibri hanno realizzato per il

Avvicinare o allontanare i fedeli alla Messa in antico rito?

E' stato assai bello  ascoltare alcuni giorni fa in un Santuario come  introduzione  alla santa Messa della commemorazione del prodigio mariano un coro polifonico femminile che ha eseguito una delicata lauda spirituale antica!
I fedeli  erano devotamente rapiti dal canto !
Non tutti però...  nella mente di uno conficcatasi l'auto/investitura di essere il difensore della purezza liturgica... ha bloccato la processione introitale nella navata perchè  il prete e i ministranti non potevano essere contaminati da tutto quel vernacolo!
Fatti rifugiare dentro la sagrestia preti e ministranti nel nome della "purezza liturgica"  è stata ritardata   adunque l'uscita della messa preferendo la "corta" dalla sagrestia piuttosto che la processione nella navata mentre  un salutare  verso organistico del Carissimi ha fatto da muro purificatorio fra il canto in italiano e l'antifona gregoriana della festa del giorno. 

sabato 25 febbraio 2017

Immigrazione, cattolici, identità. In Francia un dibattito utile anche da noi

Un dibattito utile per andare oltre il politically correct sull'immigrazione.

Aldo Maria Valli
In Francia sono usciti in contemporanea, lo stesso giorno, il 12 gennaio.
Uno si intitola «Église et immigration, le grand malaise. Le pape et le suicide de la civilisation européenne» (Presses de la Renaissance); l’altro «Identitaire. Le mauvais génie du christianisme» (Cerf).
L’autore del primo è Laurent Dandrieu,  pseudonimo di Laurent Jacquet, classe 1963, caporedattore di «Valeurs actuelles», il settimanale dei liberal-conservatori francesi. L’autore del secondo è Erwan Le Morhedec, classe 1975, conosciuto con lo pseudonimo di Koz (il suo blog, «Koztoujours», nato nel 2005, è frequentatissimo), avvocato e saggista, noto per l’impegno nel promuovere la riabilitazione di Pio XII e nel difendere le posizioni dottrinali di Benedetto XVI.

venerdì 24 febbraio 2017

I matti prosperano: il parroco canta i Nomadi in chiesa, i fedeli applaudono entusiasti



Non se ne può più di questi matti (stonati, i Nomadi sono molto meglio) che insultano - probabilmente senza neppure rendersene conto -  il S. Sacrificio della Messa e Gesù stesso. L'unica speranza è il caso dell'"ignoranza invincibile". 
Vedere QUI il sacerdote canterino piacentino.
Come diceva Gaber, "mi vien da vomitare".
L

Preghiera e sofferenza negli attuali difficili tempi della Chiesa

 
 La scure di Elia 11-2-2017
Sembra che tutto, nella Chiesa, stia precipitando e che il picconatore avanzi incontrastato senza che alcuno possa fermarlo; nemmeno del famoso “atto di correzione formale” si è sentito più nulla… Eppure anche questo è un tempo favorevole, perché anche in esso siamo costantemente oggetto della benevolenza di Dio, che lo ha stabilito così per una disposizione di suprema sapienza. Questo è il tempo in cui il Signore mette alla prova i Suoi per verificare se meritano di partecipare al trionfo del Suo regno, che verrà mediante il regno di Maria; ma anche il tempo in cui fa venire allo scoperto i traditori per farceli individuare con certezza e per marchiarli d’infamia, ma lasciando loro ancora spazio per la conversione, prima di doverli punire. Vista sub specie aeternitatis, dunque, anche l’attuale situazione è tempo di grazia, tempus beneplaciti.

Domenica a Roma, serata per i cristiani d'Oriente

Sulla scia delle Manif pour Tous (i nostri Family Day), la Francia ha conosciuto una grande effervescenza di iniziative intraprese da giovani cattolici decisi a coltivare e realizzare la dottrina - sociale e non - della Chiesa. Fra questi, l'ONG SOS Chrétiens d'Orient, che ha già mandato più di 800 volontari in 4 anni in Medio Oriente.

Uno dei fondatori di SOS Chrétiens d'Orient, Benjamin Blanchard, sarà a Roma per vari incontri la settimana prossima. Per l'occasione, domenica 26 febbraio, terrà una conferenza alla Santissima Trinità dei Pellegrini, preceduta da una Santa Messa nella forma del rito romano, celebrata secondo le intenzioni dei nostri fratelli d'Oriente.

Questa bellissima iniziativa ci ricorda come tante persone impegnate nella solidarietà fra cristiani siano nello stesso tempo devoti della liturgia tradizionale. L'usus antiquior è infatti un autentico ponte verso l'Oriente, come lo definì il cardinal Koch qualche anno fa durante un convegno organizzato da Padre Vincenzo Nuara a Roma.

Per chi non sarà a Roma, raccomandiamo la lettura della ricca intervista data a La Croce da Benjamin Blanchard > Leggere qui.

giovedì 23 febbraio 2017

I matti non sono solo in manicomio, ma anche vicino al Vaticano: Gesù e i registratori


Sull'articolo di ieri di Magister (vedi QUI, QUI e QUI) con  brani dell'intervista al Generale dei gesuiti (di solito vestito in camicia e golfino come nella foto sopra) sull'Amoris laetizia siamo tra il surrealismo di Breton e un pensiero da TSO (Trattamento Sanitario Obbligatorio).
Dall'intervista si evince una sfiducia nelle parole di Gesù, che vengono recepite da uomini di Chiesa, che è eufemistico definire complessati, come fonte di grane.
Naturalmente il discorso è diverso quando Gesù parla contro i ricchi, di pace, di porgere l'altra guancia, etc. Lì, sine glossa, va preso sul serio, senza dubitare, interpretare, discutere. Sono enunciate esigenze assolute e perenni, valide per tutti sempre ed in ogni dove, fino ad ipostatizzarle in un sostantivo nuovo, "nonviolenza". 
Ed allora, se vale la regola del registratore, vale per tutto:  neppure le parole sul primato di Pietro - Vangelo di ieri , "Cattedra di San Pietro" - sono state registrate.
 Mi vien da dire che un pensiero del genere ha la sua genesi in menti fluide, gassose, incapaci di un rapporto forte con la realtà. Credo che, inevitabilmente, debba convivere, nella testa di chi lo pensa, con altri pensieri dello stesso tenore: snowflake, leggeri e sfavillanti, e, ovviamente, stupidi (e cattivi).
Per esempio, così, alla rinfusa: il Padreterno non avrebbe fatto meglio a incarnare Suo Figlio in un'era tecnologica come la nostra, che avrebbe garantito un'archiviazione multimediale della vita di Gesù (non solo delle Sue parole), anziché duemila anni fa, dove c'era solo il papiro? E poi, sul Tabor, che cos'hanno "veramente" visto i compagni del Signore? Erano, forse, in uno stato alterato di coscienza? Ma anche: non è che Mosé, qualche comandamento, lo abbia scolpito lui, sulle tavole (magari il VI o il IX)? Ecco la ragione dell'estenuante, millenaria contesa fra cristianesimo e sessualità, laddove sarebbe bastato sciogliere questa da quello, come, forse, appunto, era nel progetto originario ...
E chi più ne ha più ne metta.
Tristan Tzara e i suoi amici dadaisti sarebbero molto contenti, ma i cattolici no:  non potendo più confidare sulla scomunica,  affidiamoci a Gesù. Forse non temono più il giudizio del Papa (pensando che è un loro "amico") ma un giorno dovranno temere il Suo. 
L

Settimo Cielo 22-2-17
Incredibile ma vero. Nel capitolo ottavo di "Amoris laetitia", il più scottante e controverso, quello in cui papa Francesco sembra "aprire" alle seconde nozze con il precedente coniuge ancora in vita, manca qualsiasi citazione delle parole di Gesù sul matrimonio e il divorzio, riportate principalmente nel capitolo 19 del Vangelo secondo Matteo:
«Gli si avvicinarono alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: "È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?". Egli rispose: "Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: Per questo l'uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l'uomo non divida quello che Dio ha congiunto". Gli domandarono: "Perché allora Mosè ha ordinato di darle l'atto di ripudio e di ripudiarla?". Rispose loro: "Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all'inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un'altra, commette adulterio"».
È un'assenza che lascia sbalorditi. Così come hanno impressionato anche due altri silenzi di Francesco, sulla medesima questione.
Il primo avvenne il 4 ottobre 2015. Era la domenica d'inizio della seconda e ultima sessione del sinodo sulla famiglia. E proprio quel giorno, in tutte le chiese cattoliche di rito latino, a messa, si leggeva il brano del Vangelo di Marco (10, 2-9) parallelo a quello di Matteo 19, 2-12.
All'Angelus il papa tacque ogni riferimento a quel brano del Vangelo, nonostante la sua straordinaria pertinenza con le questioni discusse nel sinodo.
E lo stesso è accaduto lo scorso 12 febbraio, con un altro passaggio analogo del Vangelo di Matteo (5, 11-12) letto a messa in tutte le Chiesa. Anche questa volta, all'Angelus, Francesco ha evitato di citarlo e commentarlo.
Perché questo silenzio tanto insistito del papa su parole di Gesù così inequivocabili?
Uno spunto di risposta è nell'intervista che il nuovo superiore generale della Compagnia di Gesù, il venezuelano Arturo Sosa Abascal, molto vicino a Jorge Mario Bergoglio, ha dato al vaticanista svizzero Giuseppe Rusconi per il blog Rossoporpora e per il "Giornale del Popolo" di Lugano.
Eccone i passaggi più attinenti al caso. Ogni commento è superfluo.
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D. – Il cardinale Gerhard L. Műller, prefetto della congregazione per la dottrina della fede, ha detto a proposito del matrimonio che le parole di Gesù sono molto chiare e "nessun potere in cielo e in terra, né un angelo né il papa, né un concilio né una legge dei vescovi, ha la facoltà di modificarle".
R. – Intanto bisognerebbe incominciare una bella riflessione su che cosa ha detto veramente Gesù. A quel tempo nessuno aveva un registratore per inciderne le parole. Quello che si sa è che le parole di Gesù vanno contestualizzate, sono espresse con un linguaggio, in un ambiente preciso, sono indirizzate a qualcuno di definito.
D. – Ma allora, se tutte le parole di Gesù vanno esaminate e ricondotte al loro contesto storico, non hanno un valore assoluto.
R. – Nell’ultimo secolo nella Chiesa c’è stato un grande fiorire di studi che cercano di capire esattamente che cosa volesse dire Gesù... Ciò non è relativismo, ma certifica che la parola è relativa, il Vangelo è scritto da esseri umani, è accettato dalla Chiesa che è fatta di persone umane… Perciò è vero che nessuno può cambiare la parola di Gesù, ma bisogna sapere quale è stata!
D. – È discutibile anche l’affermazione in Matteo 19, 3-6: "Non divida l’uomo ciò che Dio ha congiunto"?
R. – Io mi identifico con quello che dice papa Francesco. Non si mette in dubbio, si mette a discernimento…
D. – Ma il discernimento è valutazione, è scelta tra diverse opzioni. Non c’è più un obbligo di seguire una sola interpretazione…
R. – No, l’obbligo c’è sempre, ma di seguire i risultati del discernimento.
D. – Però la decisione finale si fonda su un giudizio relativo a diverse ipotesi. Prende in considerazione dunque anche l’ipotesi che la frase "l’uomo non divida…" non sia esattamente come appare. Insomma mette in dubbio la parola di Gesù.
R. – Non la parola di Gesù, ma la parola di Gesù come noi l’abbiamo interpretata. Il discernimento non sceglie tra diverse ipotesi ma si pone in ascolto dello Spirito Santo, che – come Gesù ha promesso – ci aiuta a capire i segni della presenza di Dio nella storia umana.
D. Ma come discernere?
R. – Papa Francesco fa discernimento seguendo sant’Ignazio, come tutta la Compagnia di Gesù: bisogna cercare e trovare, diceva sant’Ignazio, la volontà di Dio. Non è una ricerca da burletta. Il discernimento porta a una decisione: non si deve solo valutare, ma decidere.
D. – E chi deve decidere?
R. – La Chiesa ha sempre ribadito la priorità della coscienza personale.
D. – Quindi se la coscienza, dopo il discernimento del caso, mi dice che posso fare la comunione anche se la norma non lo prevede…
R. – La Chiesa si è sviluppata nei secoli, non è un pezzo di cemento armato. È nata, ha imparato, è cambiata. Per questo si fanno i concili ecumenici, per cercare di mettere a fuoco gli sviluppi della dottrina. Dottrina è una parola che non mi piace molto, porta con sé l’immagine della durezza della pietra. Invece la realtà umana è molto più sfumata, non è mai bianca o nera, è in uno sviluppo continuo.
D. – Mi par di capire che per lei ci sia una priorità della prassi del discernimento sulla dottrina.
R. – Sì, ma la dottrina fa parte del discernimento. Un vero discernimento non può prescindere dalla dottrina.
D. – Però può giungere a conclusioni diverse dalla dottrina.
R. – Questo sì, perché la dottrina non sostituisce il discernimento e neanche lo Spirito Santo.
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Propriamente, vi sono esegeti cattolici che danno delle parole di Gesù sul matrimonio e il divorzio un'interpretazione che ammette il ripudio e le seconde nozze.
È il caso del monaco camaldolese Guido Innocenzo Gargano, biblista e patrologo di fama, docente alle pontificie università Gregoriana e Urbaniana.
La sua esegesi è stata integralmente ospitata da www.chiesa il 16 gennaio 2015:
È un esegesi che naturalmente può non essere condivisa ed è stata effettivamente contestata in radice.
Ma ha il pregio della trasparenza e della "parresìa", che invece latitano in chi cambia le parole di Gesù senza darlo a vedere e senza darne ragione.

ORDINE DI MALTA. BURKE NON CI STA A FARE IL CAPRO ESPIATORIO. ACCUSA DI “CALUNNIA” IL REGGENTE.

Un'altra puntata di questa miserevole e dolorosa vicenda. 

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Marco Tosatti

Il cardinale Burke non ci sta, ad essere usato come capro espiatorio per le lotte di potere interne all’Ordine di Malta, con le loro metastasi vaticane.

Queste sono processioni serie...!

Dalla chiesa siro-malabarese cattolica di St Mary in Kuravilangad, nella regione del Kerala indiano, una meravigliosa processione con elefanti che portano le sacre immagini.
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NLM 18-2-17


mercoledì 22 febbraio 2017

Athanasius Schneider: “La Chiesa non è proprietà privata del Papa”



Monsignor Athanasius SchneiderPer vedere la bellissima intervista integrale su 
Rorate Caeli VEDERE QUI.
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  Michele M. Ippolito, La Fede Quotidiana, 13 febbraio 2016
Intervistato da Rorate Caeli, Sua Eccellenza monsignor Athanasius Schneider spazia su numerosi argomenti.

Il lavorìo carsico per una messa "ecumenica"

 
Non praevalebunt....
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Luisella Scrosati, La Nuova Bussola Quotidiana,  20-2-17
Nell'opera in corso di riforma della Curia romana prende sempre più corpo l'idea che i dicasteri continuano ad esistere nominalmente, ma in pratica la loro autorità viene sempre più sminuita. Se la Congregazione per la Dottrina della Fede è stata di fatto esautorata, non essendo stata autorizzata a pronunciar parola sulle divisioni in atto a motivo dell’interpretazione di Amoris Laetitia (il Cardinale Gerhard L. Müller non fu nemmeno invitato alla presentazione del documento, vista la preferenza accordata ai cardinali C. Schönborn e Lorenzo Baldisseri), la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti non gode di miglior prestigio.

Müller: nessun Papa può disporre dei sacramenti


La Nuova Bussola Quotidiana 21-2-17 Marco Tosatti
Ieri, 20 febbraio, in Germania è uscito per i tipi della Herder Verlag il nuovo libro del Prefetto della Congregazione della Fede, il card. Gerhrard Ludwig Müller, intitolato Der Papst – Sendung und Auftrag (Il Papa – Missione e Mandato). In più di 600 pagine il porporato offre un accurato esame del ruolo e della figura del pontefice, sin dai primordi dell’era cristiana. Le origini, il suo sviluppo dai tempi degli Apostoli, la sua missione, la relazione con l’episcopato cattolico, la sua autorità magisteriale, l’infallibilità e altri aspetti ancora.

martedì 21 febbraio 2017

L’immigrazione, la Chiesa e l’Occidente. Parla Ettore Gotti Tedeschi

L’immigrazione, la Chiesa e l’Occidente. Parla Ettore Gotti TedeschiSempre acuto l'ex presidente dello IOR: "Avrà notato che da qualche tempo nel nostro Paese si son sviluppati due sport: gli “interpretatori del Santo Padre” e i “cacciatori dei dissidenti” (veri o inventati) del pensiero del Papa. Mancando argomenti inventano similitudini suggestive ed offendenti."
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Le Formiche 
L'ex banchiere Ior spiega a Formiche.net come le vere cause del fenomeno migratorio non siano affatto quelle economiche
Le motivazioni economiche non bastano a spiegare l’immigrazione di massa. E’ un fenomeno “previsto e voluto per modificare la struttura sociale e religiosa della nostra civiltà, in pratica, per ridimensionare il cattolicesimo”. Sono parole messe nero su bianco da Ettore Gotti Tedeschi nell’Ottavo Rapporto sulla Dottrina sociale della Chiesa nel mondo curato dall’Osservatorio internazionale card. van Thuân sul tema immigrazione. L’economista e banchiere cattolico, già presidente Ior, ha affidato a un breve saggio le sue valutazioni, che dopo la presentazione del Rapporto a Roma hanno suscitato alcune critiche (qui e qui) insieme a commenti positivi.
Gotti Tedeschi, nel suo intervento lei parla di una “correzione fraterna” ad alcune istituzioni ecclesiali che non avrebbero compreso il problema dell’immigrazione. In cosa consiste questa correzione?
Sono rimasto preoccupato della solerzia umanitaria piena di toni emotivi che tende a ignorare i numeri del fenomeno e non affronta le cause del problema. Si direbbe infatti che ci siano tre “tabù” che oggi non si devono o possono affrontare razionalmente e in modo completo: il problema della natalità, dell’ambiente e delle migrazioni. Si direbbe che ci sia una volontà superiore, diffusa ed imposta, che non vuole che si discutano questi tre tabù. Così come si direbbe che ci siano “controllori” pronti ad usare ogni mezzo, inclusa l’intimidazione, affinché su questi tabù si accetti un pensiero unico: basta nascite perché l’uomo distrugge l’ambiente, facilitiamo perciò l’immigrazione perché è la miglior soluzione. Ci sono molti punti non chiari su tutti e tre i tabù, ma per rimanere in tema è bene sapere che i dati e le informazioni sulle immigrazioni regolari sono influenzati da accordi o “ricatti economici” con nazioni di partenza migrazioni. I dati e le informazioni sulle immigrazioni irregolari sono ancor meno chiari; si pensi che gli sbarchi irregolari in Italia nel 2016 (181.436) sono stati quaranta volte quelli del 2010 (4.406). E  ci si renda conto che il fenomeno della clandestinità è in aumento e  fuori controllo. Nel 2015 lo status di rifugiato è stato riconosciuto solo per il 5% dei casi, il 36% ha ricevuto assistenza umanitaria ed il 59% è stato rifiutato, ma non si sa dove sia. E si tratta di più di 100mila persone (su 153.842 sbarcati). Nel 2016  il dato è cresciuto, sono arrivate via mare 181.436 persone (18% in più del 2015) e gli irregolari espulsi con riaccompagnamento nel Paese di origine sono stati solo il 5%. In pratica, la cosiddetta clandestinità cresce ad un ritmo di 100mila unità all’anno, e i Paesi confinanti con il nostro ostacolano gli espatri.  Si tratta di dati forniti dall’Alto Commissariato dell’Onu sui rifugiati.
Perché non bastano le ragioni economiche per spiegare il fenomeno migratorio?
Il fenomeno migratorio viene spiegato, o meglio lasciato intuire, con tre principali cause: i conflitti, la povertà, il bisogno di manodopera. E’ evidente che queste tre cause esistono, ma da cosa sono spiegate, e se possano esser risolte, non viene quasi mai discusso. Prendiamo il primo, i conflitti. Fino ad una decina di anni fa venivano “spenti” praticamente sul nascere, poi si direbbe che siano stati tollerati (o persino provocati, si pensi alla Libia), mentre la vendita di armi verso vari Paesi cresceva e si ritiene che queste armi possano esser servite all’Isis. I conflitti che hanno generato migrazioni potevano esser soffocati o no? Prendiamo la seconda causa, la crescita della povertà. Non appare così vero il problema, se guardiamo i flussi migratori. Quelli provenienti da Paesi in vere difficoltà economiche sono tra il 5 e il 10%. Ma è importante notare come questa povertà sia anche dovuta a nostre mancanze negli ultimi dieci anni. Si vada a vedere le conclusioni del famoso G8 per l’Africa dove ci impegnavamo a sostenere investimenti e esportazioni dai Paesi poveri; che abbiamo fatto? Praticamente nulla. Infine, il bisogno di manodopera; il gap di popolazione per il crollo demografico rende necessarie le migrazioni? Ma chi o cosa ha provocato questo gap che oggi pretende di gestire? Chi ha imposto il crollo della natalità in Occidente e ora pensa di compensarlo con immigrazioni? In un momento di crisi economica, con un tasso di disoccupazione nel nostro Paese come l’attuale? Con un costo di accoglimento così gravoso per il nostro bilancio?
Io ho parlato dell’esigenza di chiarire le vere cause del problema, che altrimenti non si risolve, anzi si aggrava. I dubbi sul fatto che si vogliano disconoscere queste vere cause stanno anche nella confusione che regna in Europa. Si è mai pensato come mai i migranti siano prevalentemente giovani e sani? I meno giovani non temono i conflitti e la fame?
Veniamo al punto. Lei ha scritto che c’è un disegno per “ridimensionare il cattolicesimo”, ha parlato di un progetto di re-ingegnerizzazione gnostica del mondo che ha un nemico dichiarato: la Chiesa cattolica, e lo ha fatto citando il segretario dell’Onu Ban Ki-moon e il Rapporto Kissinger del 1974. Perché la Chiesa cattolica è il bersaglio?
Io credo proprio che il fenomeno migrazioni sia una delle (peggiori) conseguenze dei fallimenti del cosiddetto Nuovo Ordine economico Mondiale instaurato negli anni Settanta per regolare il necessario processo di globalizzazione. Invito a riflettere sul fatto che tutti gli obiettivi del Nuovo Ordine non solo non si son realizzati, ma si è prodotto esattamente il contrario: si volevano estinguere tutte la cause di conflitti, diseguaglianze, povertà, intolleranza religiosa, totalitarismi, e si è prodotto il risultato opposto, incluso un processo di migrazione forzato. Il vero grande “successo” del Nuovo Ordine è stato aver creato una crisi economica globale, a sua volta origine di altre conseguenze dannose. Dobbiamo poi riconoscere che c’è stato un altro “vero successo”: quello legato al processo dichiarato di relativizzazione delle fedi religiose, mirante alla laicizzazione delle stesse, con conseguente crollo dei valori morali e cambiamenti all’interno della Chiesa cattolica. Se osserviamo le conseguenze di questi fatti osservati, non possiamo non riflettere sul rischio (per alcuni) o opportunità (per altri) di una processo di reingegneria socio-religiosa ispirata certamente, e direi anche gestita. Se poi avessimo anche la pazienza di andarci a rileggere le dichiarazioni fatte dai leader internazionali negli ultimi quaranta anni, troveremmo materia di analisi sul fatto che “nulla succede per caso”. Non parliamo di teorie di complotto, parliamo di fatti.
Leggendo il suo saggio, viene da pensare che la stessa Chiesa cattolica finita sotto attacco non abbia capito quanto sta accadendo. E’ così?
Il cattolicesimo è una fede assoluta e dogmatica che pretende doveri verso il Creatore. Il mondo laicista non tollera questi “doveri”. Vede, il progetto di Nuovo Ordine Mondiale prevedeva più obiettivi strategici che andavano dal controllo delle nascite ai nuovi paradigmi etici verso le fedi religiose più dogmatiche, al fine di avere una sola grande religione universale. Negli ultimi quarant’anni non si è fatto altro che discutere sui nuovi obiettivi per l’umanità, poi abbiamo avuto l’11 settembre e tutto è cambiato, si è gestita opportunisticamente l’emergenza… Si è lasciato ben intendere che i diritti civili che il mondo meritava non avevano nulla a che fare con quelli insegnati dalla morale cattolica tanto che il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità arrivò a spiegare che l’etica cristiana non avrebbe più dovuto esser applicata in futuro. E Obama nel 2009 dichiarò che la salute è benessere psico-bio-sociale, e via ad aborto senza restrizioni, eutanasia grazie a limitazione cure, negazione al diritto di coscienza. Era evidente che il cattolicesimo era sotto attacco, no? Poi il segretario dell’Onu Kofi Annan nel suo storico discorso ai leader religiosi a New York nel 2000 arrivò a parlare di una esigenza di sincretismo religioso per creare una nuova religione universale, spiegando che i processi di immigrazione avrebbero aiutato questo progetto…
La Chiesa è rimasta a guardare?
Io non mi permetto di criticare le istituzioni ecclesiastiche, tantomeno il Papa; che mai potrebbe dire di diverso il Papa, se non esortare alla carità? Semmai resto perplesso di fronte ad affermazioni fatte da illustri membri di istituzioni che sembrano voler ignorare le cause e fanno proposte genericamente umanitarie, prescindendone. Ha mai visto risolvere un problema agendo sugli effetti anziché sulle cause? Come si può pensare di risolvere problemi di miseria materiale e sociale senza risolvere prima i problemi morali? Ma questi illustri ecclesiastici hanno letto e meditato su Caritas in Veritate e Lumen Fidei? E poi trovo sbagliato usare considerazioni morali-umanitarie facendo riferimenti sacri.
Qualcuno l’ha attaccata dicendo che con le sue teorie va contro il messaggio di Papa Francesco e si avvicina alle tesi di Trump e Salvini. Come risponde?
Avrà notato che da qualche tempo nel nostro Paese si son sviluppati due sport: gli “interpretatori del Santo Padre” e i “cacciatori dei dissidenti” (veri o inventati) del pensiero del Papa. Mancando argomenti inventano similitudini suggestive ed offendenti.

Donne prete ci risiamo con la tecnica del tuttavia



Ancora?? 
Sembra di essere ritornato ai "ma anche" del non compianto Walter Veltroni...
Vedere anche QUI Magister.
L

Stefano Fontala, La Nuova Bussosa Quotidiana,  9-2-16
Prima o dopo bisognerà che qualcuno ce lo dica. Intendo se si continuerà a procedere ad allusioni, note a piè di pagina, sassi gettati nello stagno per far muovere le acque, parole dette e non dette, provocazioni e dubbi, uso frequente del “tuttavia”, enfasi sulle eccezioni e così via.
Nel numero de “La Civiltà Cattolica” ora in uscita, il vicedirettore Padre Giancarlo Pani riapre alla possibilità dell’ordinazione sacerdotale delle donne. La questione non era già stata chiusa da Giovanni Palo II e confermata, seppure in modo inusuale trattandosi di una battuta in aereo, da papa Francesco?
Eravamo stati abituati a pensare che quando il magistero definisce un aspetto della dottrina nella consapevolezza esplicita di esercitare in quel momento l’autorità apostolica in continuità con la tradizione della fede, su quel problema la discussione fosse da considerarsi finita. I teologi potranno approfondire ma non rimettere in questione. Almeno così scrisse la Congregazione per la Dottrina della Fede nell’Istruzione Donum veritatis sulla vocazione ecclesiale del teologo del 4 maggio 1990. Forse che oggi così non è più? E’ tutto un rincorrersi, un lanciare messaggi in codice, un dire e non dire, un affermare e un ritrattare, due passi in avanti e uno indietro.

lunedì 20 febbraio 2017

Catholic Cathedral Westminster: riconsacrazione dell’Inghilterra e del Galles al Cuore Immacolato di Maria. Anglican Cathedral Canterbury: festa 300° anniversario della Massoneria

La data è la stessa: sabato  18 febbraio 2017 e la coincidenza non è casuale!

A Londra il Cardinale Vincent Nichols , Arcivescovo Metropolita di Westminster alla presenza di oltre 4000 fedeli ha presieduto nella Cattedrale di Westminster la riconsacrazione dell’Inghilterra e del Galles al Cuore Immacolato di Maria inaugurando così le celebrazioni del Centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima. 

Dopo la Santa Messa è stata incoronata la statua della Madonna commissionata dai fedeli che aderiscono all’apostolato mondiale di Fatima

Gli organi d'informazione hanno  sottolineato l’alta affluenza dei fedeli : moltissimi sono

20 febbraio: Beati Francesco e Giacinta di Fatima

 

Come la Madonna tratta le anime elette

L'esempio di Giacinta e Francesco di Fatima

di Plinio Corrêa de Oliveira

Quando apparvero le prime notizie sulla possibile beatificazione dei veggenti di Fatima, Giacinta e Francesco, il prof. Plinio Corrêa de Oliveira commentò la portata e l'importanza di quanto si sarebbe realizzato, quasi dieci anni dopo, il 13 maggio 2001


Io do grande importanza a questa beatificazione. Quel che leggiamo sulla vita di Giacinta e Francesco parla con enfasi di un'esistenza santa, tale da meritare l'onore degli altari. Sia Giacinta, per tutto ciò che soffrì, che Francesco si ammalarono ed ebbero a soffrire difficili e penose infermità. Tutto fa credere che Giacinta fosse pienamente gradita dalla Madonna, quando avvennero le apparizioni. Però, con suo fratello non era così.

Ferrara: consacrazione al Cuore Immacolato di Maria SS.


In questi tempi di travaglio per S. Madre Chiesa e per il mondo intero, su iniziativa di Don Davide Benini (Fraternità Sacerdotale della Familia Christi) vi proponiamo una solenne Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria SS., nella forma indicata da San Massimiliano M. Kolbe.

Lettera aperta a papa Francesco su ciò che ha detto a proposito della crisi delle vocazioni e sugli abbandoni nella vita consacrata


 Sua Santità papa Francesco,
Ella, ricevendo i partecipanti alla plenaria della Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica, è tornato sul tema della crisi delle vocazioni, in particolar modo sugli abbandoni della vita consacrata.
Nel suo discorso ha elencato tre cause e un rimedio.
La prima causa sarebbe nel contesto in cui viviamo, un contesto in cui domina il “provvisorio”, il “frammento”, l’inseguire le mode.
La seconda causa sarebbe in una sorta di “relativismo pratico”, in cui le leggi economiche hanno ormai sostituito quelle morali. Ma anche nel dominio della “logica della mondanità”: si cerca il successo, l’ambizione personale, piuttosto che il donarsi.
La terza causa sarebbe nella contro-testimonianza di molti consacrati.

Maddài!!! Sembra un regime!!!

Riprendiamo da La nuova bussola quotidiana questo imperdibile articolo di Marco Tosatti.



La riforma della Curia? Una Curia parallela

di Marco Tosatti


Lo stile di governo del Pontefice regnante è, a dir poco, personale. Però in quello che può apparire a prima vista un disinteresse marcato per le regole, le procedure e la “macchina” del sistema si può intravedere una strategia. Elaborata forse non dal Pontefice stesso, ma da qualche consigliere e regista, che propendiamo a credere abbia un’esperienza e di Curia e di diplomazia. 

D’altronde non è un mistero che, a differenza del suo predecessore, papa Bergoglio ha un debole per i diplomatici in talare, la vera casta della Santa Sede. E al contrario non sembra avere lo stesso amore per i protagonisti, grandi e piccoli, della macchina centrale. Un residuo di amaro per quando era arcivescovo di Buenos Aires, e Roma gli bocciava alcune promozioni, come quella del rettore della Cattolica della capitale argentina? Forse. 

Comunque il Papa che più volte ha affermato di seguire i consigli e i suggerimenti emersi dalle sessioni cardinalizie del pre-conclave, in almeno due punti le ha disattese. Una delle richieste presentate da più voci era una riforma della Segreteria di Stato, giudicata troppo potente. Non è avvenuto, anzi, come vediamo nel caso dell’Ordine di Malta, il potere è aumentato. Il delegato papale è il no. 2 della gerarchia, il Sostituto Angelo Becciu. Il secondo punto-suggerimento-richiesta, anch’esso completamente disatteso, era il ripristino delle “udienze di cartello”. Cioè l’appuntamento col Papa dei responsabili delle Congregazioni, per tenerlo informato e avere indicazioni; e uno scambio di idee. Sappiamo di Prefetti che non vengono ricevuti mai o quasi, e di altri, anche importanti, che devono aspettare mesi per l’udienza. Già questa è una circostanza, e un sistema, che crea disagio, come è facilmente comprensibile.

domenica 19 febbraio 2017

Il Grande Fratello censura le fake e i blogger anti-sistema per imporre la sola verità di regime

Crediamo forse che questa censura riguarderà soltanto i blogger anti-sistema? 
AC



Con la censura alle fake news vogliono censurare il Cattolicesimo  

di Giorgio Enrico Cavallo 

La menzogna? 
Nei nostri tempi «diventa verità e passa alla storia», per rubare un inquietante vaticinio di quel profeta laico che fu George Orwell. 

Perché bisogna essere chiari: la guerra alle fake news lanciata dai nostri burattinai al potere non ha l’obiettivo di ripristinare la verità. 

Solo le anime belle ci possono credere. 

Il dispiegamento di forze in atto sta a significare una sola cosa: che il Grande Fratello che governa il mondo sta cercando disperatamente di instaurare una sola verità: quella di