sabato 31 gennaio 2015

Negyedik nemzetkozi zarandoklat Romaba 2015 Oktober 22-25


Fourth international pilgrimage to Rome - October 22-25, 2015

#sumpont2015

www.unacumpapanostro.com

IV convegno sul Summorum Pontificum: 13-14 giugno 2015 all'Angelicum di Roma (organizzato dall'A.S.S.P.)


Venezia: oggi pomeriggio 31 gennaio 2015 S. Messa antica nella Basilia di San Marco




Basilica San Marco - Venezia
oggi sabato 31 gennaio 2015  - ore 16:00
in occasione della ricorrenza della Traslazione di San Marco Evangelista, 
sarà celebrata una Santa Messa in Rito romano antico
presso l'altare della Madonna Nicopeia 

La Santa Messa delle 16.00 a San Simeon Piccolo è quindi sospesa.

Rapporto Eurispes 2014: grazie a Papa Francesco gli Italiani hanno recuperato la fede. Vediamo come.

Dedichiamo questo post al (neo-pelagiano-non-aggiornato) Parroco di una popolosa parrocchia di “mare” vittima di minacce, come anche diversi suoi Confratelli dai monti alla costa, perché si rifiuta di concedere la Santa Comunione ad una coppia di conviventi (che hanno già scritto al Papa). 
Per fortuna, secondo talune agenzie sondaggistiche, nella Santa Chiesa soffia il polivalente “effetto Bergoglio” che ha riempito le chiese ed i confessionali, la piazza San Pietro, che prima era semivuota e deserta ed fa ora riscoprire la fede agli italiani, giovani compresi. 
Gaudet Mater Ecclesia” potremmo entusiasticamente gridare leggendo la notizia diffusa poco fa per radio dall’ultra papalino GR3. 
Prima di farci coinvolgere da un’ondata di romantico entusiasmo leggiamo bene la salvifica notizia del rapporto 2014 di Eurispes .
Επίσης, σε μας τους αμαρτωλούς ( A.C.)


 “Rapporto Eurispes 2014; "effetto Bergoglio" per i consensi della Chiesa,
ma italiani favorevoli a maggiori diritti civili
  
(Carlo Renda, L'Huffington Post

Gli italiani riscoprono la fede, ma sono di larghe vedute sui diritti civili. 
Il Rapporto Eurispes Italia 2014 evidenzia un “Effetto Bergoglio” nella fiducia degli italiani nei confronti della Chiesa cattolica, ai massimi degli ultimi sei anni con un consenso in Papa Francesco che supera l’87%
La fiducia nella Chiesa riguarda non solo gli over65 (58,2%), che rappresentano tradizionalmente la classe d'età più vicina al sentimento religioso, ma anche tra quanti hanno un'età inferiore ossia i 45-64enni (56,1%) e i 35-44enni (49,1%). 
Il 75,2% degli italiani dichiara di essere un cattolico credente; il 33,1% di essere praticante; il 42,1%, pur credendo, non pratica attivamente. 
Gli atei o appartenenti ad un'altra religione sono il 19,9%. 
Nel Rapporto emerge però grande apertura degli italiani a un progresso sul fronte dei diritti civili. 
La stragrande maggioranza degli italiani si dice favorevole all'utilizzo delle staminali per le cure mediche (89,5%), all'introduzione del divorzio breve (84%), alla tutela giuridica delle coppie di fatto (78%), alla fecondazione assistita (75,9%) e al testamento biologico (71,7%), anche se negli ultimi due casi si registra un calo nelle preferenze. 
Prevalgono i favorevoli per la pillola abortiva (63,5%). 
In calo i consensi l’eutanasia, che però sono altissimi (58,9%), mentre la legalizzazione del suicidio assistito convince il 28,6% degli intervistati. 
Il Paese si spacca sui matrimoni gay (50,8% di favorevoli), mentre è più scettica sull’adozione per le coppie omosessuali (28,8%). 

Fonte : Huffington Post

venerdì 30 gennaio 2015

Mantova: il caso della Messa domenicale negata dal Vescovo. Qualche piccola vittoria dei fedeli. Aggiornamenti


In data 8.9.2014 col nostro post "Il Vescovo di Mantonva di fatto impedisce la messa domenicale (in italiano)" avevamo dato spazio alle giuste proteste dei fedeli di Cavriana poichè il Vescovo di Mantova, S. E. R. mons. Busti, aveva deciso (senza apparenti e giustificati motivi) di sopprimere l'unica e frequentatissima messa domenicale (in italiano, lo ripetiamo) che veniva celebrata nella frazione di S. Giacomo di Cavriana di Mantova. 
Il Vescovo, sordo agli appelli dei fedeli (che nella parrocchia
avevano dato vita anche ad una preparata Schola Cantorum (qui a fianco il logo del Coro) e si erano adoperati a proprie spese per il mantenimento della "loro" chiesetta) aveva mostrato poco interesse anche durante l'unica e singolare udienza che aveva concesso ad una rappresentanza della parrocchia di S. Giacomo.
Per rinfrescare la memoria su questa vicenda che si trascina da quattro anni, rimandiamo qui al nostro post. 

Dalla pubblicazione del nostro articolo, ci sono stati molti segni di solidarietà ai fedeli di S. Giacomo di Cavriana, come essi stessi ci riferiscono: 
  1. diverse persone che partecipavano alla Festa del Decennale ( in alcune occasione mi dicono che si sia arrivati anche a 8-900 persone) per la messa e la processione hanno chiamato gente di San Giacomo per sapere come è la storia;
  2. ci ha contattato pure un onorevole della zona, che ha provato ad intercedere verso il Vescovo (che pare abbia detto ni...) ma il Parroco non ne vuole sapere e mancando 2 anni alle dimissioni del Parroco; il Vescovo non vuole creare scompiglio in una parrocchia che è gia vacillante, ma pare che voglia ridisegnare l'unità pastorale;
  3. un maestro campanaro (Federazione Italiana Campanari) ha messo in internet il suono delle nostre 3 campane a distesa e a martello e e prossimamente verranno a fare un piccolo concertino;
  4. persone trattate male dai 2 parroci confinanti (hanno rifiutato un loro regalo) hanno regalato a noi 2 pizzi antichi per tovaglie da chiesa ed una terza sta ricamando una nuova tovaglia per l'altare maggiore copiando ed arricchendo il disegno di una tovaglia a rete della cattedrale del 1788;
  5. i fedeli sono più uniti e si sentono meno abbandonati perchè dicono che almeno qualcuno nella chiesa si è degnato di ascoltarli e quelli siete VOI di MiL [troppo buoni: è il Signore a non avervi abbandonati; n.d.r.];
  6. sono state celebrate in case private già 3 messe clandestine;
  7. i preti che prima erano disposti a celebrare, ora dopo avere letto il Vostro post, lo sono di nuovo (ma manca il permesso) e forse se ne aggiungono altri 2;
  8. il coro di S. Giacomo continua il suo operato in altre chiese;
  9. dopo la fallita benedizione alla case e alle stalle degli ultimi due anni (la gente non apriva al Parroco o chi gli apriva era per "sistemarlo a dovere"), staremo a vedere che succede quest'anno 2015;
  10. il Parroco si porta i fedeli per la messa feriale dal paese...;
  11. ogni volta che sul blog si aggiunge un post c'è chi fa le fotocopie e le distribuisce nella borgata e persone anziane ora hanno imparato ad  usare il pc solo per vedere il Vostro Sito e essere aggiornate.
Statua della Madonna in trono
S. Giacomo di Cavriana XVI sec.
intagliata su legno di fico africano
Ecco, questa era la situazione fino a pochi giorni fa, e si potrebbe dire che ora  manchi SOLO la volontà del Parroco ad acconsentire alla celebrazione domenicale (latino o italiano, la gente non ha nessun problema...anzi). 
Ringraziamo i fedeli di San Giacomo per l'affetto e, ovviamente, assicuriamo che siamo sempre a disposizione e abbiamo preso a cuore il loro caso. E' vero che il Signore non abbandona il Suo gregge, ma, nel nostro piccolo, nemmeno noi abbandoniamo gli amici in difficoltà!
L'ultimo sostegno, forse il più eclattante e che speriamo possa aiutare a dare ancor più risalto a questa triste e spiacevole vicenda, è  il fatto che nel mese di gennaio 2015 la comunità è stata contattata dal settimanale  "MIRACOLI",  la rivista periodica che si occupa di religione, il quale ha ritenuto opportuno pubblicare un articolo (a firma di Romeo Conti) proprio sul caso della "messa negata" a S. Giacomo di Cavriana, dando voce alle rimostranze dei fedeli e dando loro sostegno.
Pubblichiamo le foto, ringraziando i fedeli che ce l'hanno segnalato, con la precisazione che nel testo il parroco don Dino, ha dato una versione "curialesca", riferendo cose..., potremmo dire, imprecise e non del tutto aderenti al vero. 
Staremo a vedere se ora, come auspica il giornalista, si potrà arrivare ad una soluzione. 
 








I fedeli di San Giacomo vorrebbero però riportare l'attenzione su alcune precisazioni in merito a quanto detto in narrativa nell'articolo di MIRACOLO e a quanto detto dal Parroco don Dino. 


Alcune precisazioni a quanto in narrativa trattato dall’articolo di Miracoli:
1. Gli abitanti della Frazione del Comune di Cavriana denominata San Giacomo sono circa 147
2. Una sola è la Chiesa Parrocchiale denominata Santa Maria Nuova a circa 3 km dalla Chiesa Sussidiaria dei SS. Filippo e Giacomo
3. La Parrocchia di Guidizzolo dista 2,7Km dalla Chiesa di San Giacomo di Cavriana
4. La Parrocchia di Volta Mantovana dista 7,7 Km dalla Chiesa di San Giacomo di Cavriana
5. Con queste distanze anziani che si spostano a piedi o in bicicletta avrebbero qualche difficoltà a raggiungerle
6.  La Chiesa è l’anima della Frazione alla quale sono stati costruiti attorno valori sociali, religiosi e civili
7.  Nel comune ci sono altre chiese ma la Tradizione ( e per il Diritto Canonico costituisce un “patrimonio di inestimabile valore e fondamento della Chiesa”)  locale non prevedeva e non prevede la Messa festiva con il Carattere di continuità…quindi il Parroco opera solo in chiesa parrocchiale con le messe alle 08:00, alle 10:30 e alle 18:00 (nel periodo estivo alla Pieve)
8.  Le persone che frequentano la chiesetta non sono rimaste 20-25, si pensi che solo il coro sono 16 persone….
9.  Se è vero che già mons. Caporello (Vescovo di Mantova prima di mons. Busti) voleva chiudere la chiesetta: perché lui stesso ha partecipato alla festa del Decennale in onore alla B.V.M. del Monte Carmelo e non ha di fatto impedito alcun tipo di celebrazione…anzi al termine della celebrazione votiva ha incoraggiato la Comunità a continuare, elogiando la loro storia leggibile anche negli stendardi votivi portati in processione…
10. Perché il Nunzio Apostolico, l’Arcivescovo Mons. Guido Pecorari intervenuto a San Giacomo appena consacrato a Mantova ha detto agli abitanti della Frazione: “Voi siete il seme buono…continuate a curare la Vostra anima nello stesso modo in cui curate la Vostra Chiesa!”  (cit)
11. Perché Mons. Volta (Vescovo emerito di Pavia e di origine mantovana, invitato dallo stesso parroco a presiedere la piovosa processione dell’ultimo decennale) ha detto: “Voi rappresentate la testimonianza da dare alle nuove generazioni, Voi dimostrate che Cristo è sempre lo stesso, ieri, oggi e sempre ed insegnate ai Figli della Chiesa il legame con essa, come conservarlo e come costruirlo di volta in volta, superando assieme anche le difficoltà…come la FAMIGLIA DEI FIGLI DI DIO!” (cit)
12. Perché il Parroco e chi di dovere non ha minimamente considerato le “Proposte celebrative” (riportate in allegato) redatte da due sacerdoti docenti di Diritto Canonico e conformi con lo statuto delle Unità Pastorali della Chiesa Mantovana…forse perché tutte dimostrano/prevedono la Celebrazione Festiva della Messa?
13. Si è parlato si “soluzioni di buon senso…” senza aver  minimamente preso in considerazione le nostre necessità e tali proposte…
14. Perché  S.E. Mons. Vescovo non si è mai recato in visita a San Giacomo?  (magari con una bella battuta del tipo “Vi faccio un regalo: la possibilità di celebrare al Messa almeno nelle Solennità dell’anno liturgico, ma se non partecipate si chiude definitivamente la Chiesa!”
15. Perché se molti sacerdoti vorrebbero celebrare alla domenica il Parroco (trincerandosi dietro il Vescovo, che magari non si sa fin a che punto ne abbia colpa….) nega il permesso?
16.  Perché vietare una MESSA???

giovedì 29 gennaio 2015

Preghiera al S. Cuore ogni venerdì a Firenze



VENERABILE CONFRATERNITA
DI S. GIROLAMO E S. FRANCESCO POVERINO
Piazza SS.ma Annunziata n. 2 - FIRENZE

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TUTTI I VENERDÌ ALLE ORE 18,30

PREGHIERA DI RIPARAZIONE
AL SACRO CUORE DI GESÙ
E SANTO ROSARIO

Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum: esercizi spirituali 2015


Diocesi di Noto: possibilità di Messe antiche.



Uno zelande sacerdote ci dà una bella notizia.


Si tratta del Reverendo don Thomas Röhr dell'arcidiocesi di Vaduz (Principato del Liechtenstein) che da due anni è a Noto in qualità di amministratore parrocchiale della parrocchia di Sant'Antonio Abate e direttore della pastorale del turismo e dello sport.
Egli è molto legato alla Liturgia antica e la conosce bene (la celebra per i Cavalieri degli Ordini Dinastici della Real Casa di Savoia SS. Maurizio e Lazzaro e spesso anche privatamente).
Il reverendo sarebbe ben felice di essere contattato da persone o da gruppi di fedeli "Summorum Pontificum"  per organizzare e celebrare regolarmente la S. Messa antica sia nella sua parrocchia a Noto, sia nei dintorni.
I lettori netini che avessero piacere di cogliere al volo questa disponibilità, possono contattare il reverndo presso la parrocchia di S. Antonio Abate, via Galilei, Noto (tel...)
o scrivendo alla mail: don.thomasroehr@libero.it

mercoledì 28 gennaio 2015

Supplica al Papa sul futuro della Famiglia.


L’appello del Cardinale Raymond Burke a tutti i cattolici, laici, sacerdoti e vescovi perché s’impegnino nella difesa del matrimonio cristiano in vista del Sinodo ordinario sulla famiglia del 2015 non è rimasto inascoltato. 

Un gruppo di personalità del mondo religioso culturale e sociale e oltre 30 associazioni pro-life e di difesa della Civiltà Cristiana hanno simultaneamente lanciato in tutto il mondo e in diverse lingue una petizione per chiedere a Sua Santità Papa Francesco una parola chiarificatrice per dissipare la confusione dei fedeli. «Siamo sicuri che la Vostra parola – si legge nella petizione – non potrà mai dissociare la pratica pastorale dall’insegnamento lasciato in eredità da Gesù Cristo e dai suoi vicari, perché ciò renderebbe più grave la confusione. Infatti Gesù ci ha insegnato con assoluta chiarezza la coerenza che deve esistere tra la verità e la vita (cfr. Gv 14, 6-7), così come ci ha avvertito che l’unico modo di non soccombere è quello di porre in pratica la sua dottrina (cfr. Mt 7,24-27)». Oltre 50.000 sono le firme fin qui raccolte. Corrispondenza Romana, Riscossa Cristiana e altri siti si associano a questa iniziativa, invitando tutti coloro che non avessero già sottoscritto la petizione a firmare qui.
Tra le prime firme pervenute: Kigeli V, Re in esilio del Rwanda; Prof. Wolfgang Waldstein, membro della Pontificia Accademia per la Vita (Austria); Mons. Wolfgang Haas, arcivescovo di Vaduz (Liechstenstein); S.A.R. Dom Duarte duca di Bragança (Portogallo); senatore Rick Santorum, (Stati Uniti); Sua Em.za il Cardinale Walter Brandmüller; Josef Seifert, già Presidente della International Academy of Philosophy, membro della Pontificia Accademia per la Vita (Germania); LLA.I.R. i Príncipi Dom Luiz e Dom Bertrand de Orleans e Bragança; Sua Em.za il Cardinale Jorge Arturo Cardinal Medina Estévez (Cile); S. Em.za il Cardinal Raymond Leo Burke; Austin Ruse, Presidente del Center for Family and Human Rights (USA); John-Henry Westen, Direttore di LifeSiteNews (Canada); John Smeaton, Direttore della Society for the Protection of the Unborn Children (SPUC) (Gran Bretagna); Ambasciatore Armando Valladares (Cuba); S. E. Mons. Athanasius Schneider, Vescovo Ausiliare di Astana (Kazakistan); Dr. Adolpho Lindenberg, Presidente dell’Istituto Plinio Corrêa de Oliveira (Brasile); Mercedes Arzú Wilson, Presidente di Family of the Americas (USA); Robert Royal, Presidente dell’Istituto Faith and Reason (USA); Senatore Bernard Seillier (Francia); Thomas Ward, Vice Presidente della National Association of Catholic Families (Gran Bretagna); Guillaume de Thieulloy, Direttore di Riposte Catholique (Francia); John Laughland, Scrittore e giornalista (Gran Bretagna); Jean-Pierre Maugendre, Presidente di Renaissance Catholique (Francia); Maria Madise, Coordinatrice di Voice of the Family (Gran Bretagna); Luke Gormally, Membro della Pontificia Accademia per la Vita (Gran Bretagna). E tra gli italiani: Ambasciatore Emilio Barbarani (Roma); Massimo de Leonardis, Direttore del Dipartimento di Scienze Politiche all’Università Cattolica del Sacro Cuore (Milano); Roberto de Mattei, Presidente della Fondazione Lepanto (Roma); Paolo Deotto, Direttore di Riscossa Cristiana (Milano); Pietro De Marco, Professore all’Università di Firenze; M.se Luigi Coda Nunziante, Presidente della Associazione Famiglia Domani (Roma); il Principe e la Principessa Ferdinando Massimo e il Principe e la Principessa Carlo Massimo (Roma); Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi per la Vita (Saturnia); Antonello Brandi, Presidente di Pro Vita (Roma); Giovanni Turco, Università di Udine; Alessandro Gnocchi, Scrittore e giornalista (Bergamo); Gianandrea de Antonellis, Presidente dello IEREF (Benevento); Cristina Siccardi, Storica (Torino); Vittorio Lodolo D’Oria, Vice-presidente dell’Associazione Famiglie Numerose Cattoliche (Milano).

martedì 27 gennaio 2015

Un video che fa (amarissimamente) riflettere: la Messa di Natale 1962 nell’Ushaw College (Inghilterra)


Da New Liturgical Movement  un interessante e commovente video  della Messa Solenne di Mezzanotte del 1962  celebrata nella Chiesa,stracolma di Sacerdoti e di Seminaristi, del Ushaw College (Inghilterra) .
Il Collegio fu fondato dagli studenti di Douai  fuggiti dalla Francia durante la feroce persecuzione anti cattolica della Rivoluzione Francese che aveva provocato anche  la chiusura della loro Università .
Gli edifici del Collegio di San Cuthbert, progettati da diversi insigni Architetti, sono stati inaugurati nel 1808. 
Poi i Superiori del Collegio dovettero più volte procedere all’ampliamento dei locali per soddisfare il numero sempre  crescente di studenti chierici e laici. 
Nel 1847 è stata benedetta la nuova Cappella dedicata a di San Cuthbert. Successivamente  ampliata fu riaperta al Culto nel 1884.
Lo sviluppo finale del Collegio avvenne nel 1960 con il completamento di una nuova ala orientale dotata di aule e di camere singole per ulteriori 75 studenti. 
Nel 1968 Collegio Ushaw fu affiliato all' Università di Durham. 
Fino al 2011 il Collegio Ushaw era il principale Seminario Cattolico nel nord dell'Inghilterra per la formazione dei sacerdoti cattolici. 
Fra gli allievi del College spiccano sei Cardinali di S.R.C. e particolarmente il Servo di Dio Card. Merry del Val y Zulueta che fu Segretario di Stato durante il Pontificato di San Pio X, per il quale  Pio XII nel 1953 ha iniziato la causa di canonizzazione e sette fra Arcivescovi e Vescovi della rinata  Gerarchia Cattolica del Regno Unito.
Tantissimi Sacerdoti allievi del College hanno degnamente coronato la loro santa missione nell'apostolato, nella predicazione, negli studi Teologici, nelle Arti a servizio della Santa Liturgia; tra questi viene ricordato  P. John Furniss che dedicò tutta la sua vita ai fanciulli abbandonati, i cosiddetti “bambini di strada”, per i quali aveva istituito una speciale “missione” che comprendeva la celebrazione della S.Messa, la recita del Santo Rosario, intercalato da bei canti spirituali e l'insegnamento delle preghiere.

Come possiamo vedere nel video girato nel 1962 la Messa Solenne di Mezzanotte del Santo Natale “Dominus Dixit” (inizia al minuto 8 ) si avvale di una schiera di Chierici ( cantori)  sia per le parti del “Proprium” in Canto Gregoriano che dell’Ordinarium: la Missa Pontificalis prima di Lorenzo Perosi ( Credo escluso perché viene eseguito in Canto Gregoriano).
Se raffrontiamo quel che vediamo nel video del 1962, una grande chiesa  strapiena di Chierici , di Seminaristi e di studenti, con la notizia che 2011 quel venerabile Collegio è stato chiuso a causa della scarsità di vocazioni viene da commuoversi "usque ad lacrimas".
Come mai l'èra che sarebbe dovuta essere la "primavera della Chiesa" s'è invece rivelata come  un rigidissimo inverno letale soprattutto per le vocazioni ?
Il risultato finale, scontato, di tanti errori post conciliari : dall’ aprile 2012 la Durham University Business School utilizza gli edifici di quello che fu il venerabile Ushaw College  e tutto il complesso architettonico ha mutato destinazione d’uso come si può constatare nel sito ufficiale QUI.
Vedendo questo filmato e pensando all'attuale drammatica situazione a causa delle ferite inferte dalla rapida , sistematica e studiata distruzione dell'edificio Ecclesiale iniziata proprio in quegli stessi anni a cui il video si riferisce, vengono in mente le parole che Dante Alighieri della Divina Commedia (Paradiso, canto XVI, vv. 73-79) ha riservato alle realtà che un tempo erano floride : “ come sono ite, e come se ne vanno” ma soprattutto a quello che Papa Benedetto XVI volle dolorosamente e paternamente ricordare nell'Omelia della Messa per l'apertura della XI Assemblea Generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi “ Il giudizio annunciato dal Signore Gesù si riferisce soprattutto alla distruzione di Gerusalemme nell’anno 70. Ma la minaccia di giudizio riguarda anche noi, la Chiesa in Europa, l’Europa e l’Occidente in generale. Con questo Vangelo il Signore grida anche nelle nostre orecchie le parole che nell’Apocalisse rivolse alla Chiesa di Efeso: "Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto" (2,5). Anche a noi può essere tolta la luce, e facciamo bene se lasciamo risuonare questo monito in tutta la sua serietà nella nostra anima, gridando allo stesso tempo al Signore: "Aiutaci a convertirci! Dona a tutti noi la grazia di un vero rinnovamento! Non permettere che la tua luce in mezzo a noi si spenga! Rafforza tu la nostra fede, la nostra speranza e il nostro amore, perché possiamo portare frutti buoni!"

Επίσης, σε μας τους αμαρτωλούς ( A.C.)


QUI il Video della Messa Solenne Votiva della Beata Vergine Maria celebrata nella chiesa del College del 2010 dopo la pubblicazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum" che in Inghilterra ha molto seguito soprattutto nel giovane Clero.

lunedì 26 gennaio 2015

Verona, Santa Messa Solenne per l'inizio del Bicentenario di S.Giovanni Bosco

 Sabato 31 alle ore 11:00, 
chiesa dell'Istituto Don Bosco in Via Provolo n.16.
VERONA


Cari Amici, il prossimo 31 gennaio ricorre la festa di San Giovanni Bosco, quest'anno "speciale" perché nel 2015 cade il bicentenario della sua nascita (www.bicentenario.donboscoitalia.it). 
Grazie alla generosa accoglienza dei Padri Salesiani,  sarà celebrata una Santa Messa solenne nella forma straordinaria del rito romano, in latino: una Messa, quindi, "come la celebrava Don Bosco", curata da una piccola associazione liturgica in cui gli ex-allievi sono ben rappresentati e che annovera il maestro della gioventù tra i suoi protettori (http://www.sanremigioverona.org). Sarà una Messa solenne, cantata in gregoriano e accompagnata dall'Organo. 
Ordinario: Missa de angelis
Proprio:
Antíphona ad Introitum, “Dedit illi Deus sapiéntiam
 Graduale, “Spera in Dómino
Allelúia, “Pauper et inops
Antíphona ad Offertórium, “Veníte, fílii
Antíphona ad Commúnionem, “Contra spem

-Celebrante: Mons. Marco Agostini, Cerimoniere Pontificio 
-Diacono: Padre Massimo Malfer CO 
-Suddiacono: Don Francesco Marini 
-Gregorianista: M.o Letizia Butterin 
-Organista: Prof. Marcello Rossi 
-Schola Cantorum: Coro Popolare Gregoriano, diretto da p. Marco Repeto C.O. 

(Ampio cortile interno per il parcheggio auto)
Chi di voi, in particolare, avesse apprezzato la Messa "in rito antico" celebrata alla fine del 2012 in occasione del passaggio a Verona della reliquiadi S. Giovanni Bosco, di certo non dovrebbe mancare alla prossima Messa del 31 gennaio, con la quale onoreremo il nostro Don Bosco con intensità e commozione. 
Sarà possibile seguire la S. Messa con sussidi per i fedeli in italiano e latino appositamente predisposti. 


sabato 24 gennaio 2015

E.M.Radaelli CUSTOS, QUID DE NOCTE? ( I parte)

"Spett. Messainlatino,
 finalmente ho finito la redazione della mia risposta a Radio Spada su fallibilità e infallibilità del magistero della Chiesa e posso proporvelo per pubblicarlo sul sito Messainlatino così da poter dare un contributo alla verità delle cose e fare opera di apostolato tra tutti quei nostri fratelli nella fede oggi comprensibilmente tanto perplessi davanti a tanti fatti che succedono anche ai vertici della Chiesa. 
In questo spirito di carità, come breve presentazione per i Vostri lettori, si potrebbero rilevare tre punti:  
1) Sono chiariti quali diversi atteggiamenti debbono avere i fedeli davanti al magistero pastorale e al magistero dogmatico e le cause di tali due ben diversi atteggiamenti;  
2) Viene rilevato che dal Vaticano II, invece, i Pastori vogliono che i fedeli obbediscano al magistero pastorale quasi fosse dogmatico;
3) Si chiede allora (§ 14), a quei Pastori che ritengono di poter continuare a governare la Chiesa senza riferirsi necessariamente al magistero dogmatico, di avere il coraggio di sottoporre le nuove disposizioni che vorrebbero rendere obbliganti (p. es. dare seguendo certe nuove prassi la comunione a conviventi o a divorziati risposati) davanti a Nostro Signore, e fare così una vera e propria "ordalia": se ciò che essi affermano al grado pastorale va obbedito come "certo e sicuro", quasi fosse il dogmatico, provino ad affermarlo mettendo in atto le quattro condizioni che realizzano il grado dogmatico: se riescono, i fedeli obbediranno con assenso de fide, ma se non riescono, sia anàtema su di loro e sulle loro affermazioni. 
Ho lasciato nell'articolo i link , perché il lettore possa farsi un'idea più completa e anche più veloce di tutto il problema; penso che meriti riprenderli fino al § 2 compreso, mentre forse gli altri link si possono tralasciare. 
Il link del mio sito, dove si trova l'articolo originariamente: http://www.enricomariaradaelli.it/aureadomus/attualita/articolo_15.html 
Ad maiorem Dei Gloriam! 
Enrico Maria Radaelli "

Ringraziamo l'Esimio Teologo Prof. Enrico Maria Radaelli per la gentilezza e la considerazione  nei confronti di questo Sito. Con il Suo permesso avremmo potuto dividere lo Studio in due parti per motivi di spazio, e di questo lo ringraziamo, ma proponiamo solo una parte, rimandando la lettura al suo stesso sito dove è pubblicato tutta la sua risposta integralmente. 
Non ce ne vorrà sepubblichiamo quindi solo una parte.



Custos, Quid de Nocte?
Articolo 15, Fallibilismo

Magistero infallibile
e Magistero fallibile della Chiesa.
La mia Risposta a Radio Spada.

INDICE.

1. Premessa. 2. Il mio pensiero sul magistero della Chiesa. 3. Il pensiero del mio Confutatore come esposto da 'Radio Spada'. 4. Magistero infallibile (o 'Depositum fidei'). L’esempio della mosca. 5. Magistero fallibile (o 'autentico', o 'pastorale'). Il caso delle ‘verità connesse’ al Depositum fidei. 6. Il dogma, essendo la forma delle ‘verità connesse’, è anche la forma delle leggi liturgiche, della Liturgia. 7. Come una ‘conclusione teologica di fatti dogmatici’ possa passare da ‘verità connessa’ a infallibile dogma. 8. Esempio di quel magistero fallibile (o 'autentico', o 'pastorale') che alcuni pensatori e teologi cattolici ritengono effettivamente fallato. 9. Sui concetti di 'magistero autentico' e di 'magistero pastorale'. 10. La strategia di chi vuole dare la comunione a conviventi e divorziati e il magistero 'pastorale'. 11. Obbedienza o disobbedienza. Religioso ossequio o invece religiosa resistenza. 12. C’è un dogma che stabilisce che Gesù Cristo, oltre che Redentore degli uomini, è anche loro Legislatore. Eccolo. 13. CONCLUSIONE: LE DUE VIE INDICATE DALLA CHIESA PER STARE ALLA REALTÀ VANNO SEGUITE ENTRAMBE. CIASCUNA NEL SUO PRECISO AMBITO, SENZA CONFONDERLE. 14. Una proposta per por fine alla “Grande Guerra delle Forme” che imperversa da cinquant’anni nella Chiesa.


1. PREMESSA.
 
22-1-15. Mi è segnalato uno scritto sul web, intitolato: Non solo fallibilisti. Una risposta a Enrico Maria Radaelli: « Nell’ambito degli attuali dibattiti sull’infallibilità pontificia – questo l’incipit –, pubblichiamo una confutazione del recente articolo di Enrico Maria Radaelli [v., l’articolo “Non solo sedevacantisti”] pubblicato su chiesaepostconcilio.blogspot.com. Questo breve saggio è pubblicato a cura del nostro redattore Pietro Ferrari ». Ora, se mi accingo a scrivere questa precisazione al mio pensiero sulle norme che regolano il magistero della Chiesa, in risposta a quanto vorrebbe essere una confutazione alla mia opinione sul tema, riportata da Radio Spada (e con ciò spero di rispondere anche alle perplessità sollevate da alcuni lettori di Chiesaepostconcilio e di altri), non è tanto per portare le dovute correzioni a quanto sostenuto nella confutazione che mi si fa, ma per acclarare nella più larga misura oggi resasi necessaria la via che la stessa Chiesa offre, nelle sue sagge disposizioni normative, se rettamente interpretate, per disincagliarsi dalle paludi dottrinali de-dogmatizzanti in cui alcuni Pastori, a mio modesto avviso, l’hanno spinta da ormai dieci lustri, via che poi non è altro che la stessa percorsa cinquant’anni fa, ma che ora essa dovrebbe ripercorrere, e al più presto, tutta a ritroso, cioè “ridogmatizzandosi”.
Ho detto “se rettamente interpretate”. Rettamente come? Semplice: secondo la regola suggerita da san Vincenzo di Lérins, recepita dal concilio dogmatico Vaticano I, Cost. dogm. Dei Filius: « [Nos credimus solum] quod semper, quod ubique, quod ab omnibus creditum est » “[Noi crediamo solo a] ciò che sempre, in ogni luogo e da tutti è stato creduto”. Il proposito di ogni cristiano (e, come si vedrà, dello stesso magistero della Chiesa) è di tenere ogni articolazione della fede sempre aderente in tutto al dogma: proprio come una fotocopia è in tutto fedele – identica – all’originale.
La mia risposta, di studioso di filosofia dell’estetica, che a partire dai Corsi di Filosofia della conoscenza del professor mons. Antonio Livi alla Lateranense ha avuto modo di studiare da vicino il secondo Nome (o qualità sostanziale) dell’Unigenito di Dio in san Tommaso: Imago, o Immagine, o Species, o Volto (il primo, come si sa, è Logos, e i rimanenti due sono Lux, Luce, o Splendor, Splendore, e Filius, Figlio), e che da tale altissima scaturigine estetica ha potuto applicare le risultanze germinatene per ricostruire il fondativo legame tra dogma e vita, ecco: la mia risposta, dicevo, vuol essere, per gli studi visti sui rapporti tra forma e contenuto, imago e logos, proprio in tale spirito di totalizzante fedeltà.

È infatti questo l’aspetto del dibattito teologico su cui sono imperniate, oggi, le sorti della Chiesa: il magistero fallibile e l’infallibile, i suoi diversi e precisi obblighi, le sue diverse e precise norme, e le conseguenze che derivano da eventuali non adeguate adempienze da parte sia dei Pastori che dei fedeli, ognuno per la sua parte, di tali diversi e precisi obblighi e norme. Tutto il resto – le sorti della Chiesa – ne dipende: ne dipende la capacità della Chiesa di essere se stessa, quella di fare missione, quella di avere la necessaria forza di penetrazione dell’amoroso dogma nel mondo. E quella infine di saper manifestare l’adeguata sua adorazione al Padre, cosa che, come dice Amerio, di tutte, è quella che più conta.
È questo che intendo con “sorti della Chiesa”. È questo che grava sulla chiarezza da farsi sulle tenebre di una troppo a lungo insistita equivocità di magistero sul tema della fallibilità della sua forma pastorale, a cui forse è tempo di dire: basta. L’equivocità è l’opposto dell’identità. L’equivocità non permette alla copia nemmeno di confrontarsi, con l’originale! Figuriamoci poi aderirvi. Il percorso che si farà sarà tessuto tutto sulla trama “estetica” che nasce dal Nome Imago come quella logica dal Nome Logos, ricavandone esiti altrettanto logici, ma forse, si crede, ancor più evidenti.
D’altra parte, sarà proprio a causa di tale via “estetica” che potremo giungere a capire meglio che cercando qualsiasi altro varco quale conflitto ci è di fronte: se, come si vedrà, potremo giungere a parlare di “Guerra delle Forme”, o “delle due Forme”, lo si dovrà (oltre ovviamente al concetto di ‘forma’ di san Tommaso) solo a Imago, la qualità delle cose logiche dipendenti dal Logos di potersi confrontare tra loro fin nei minimi particolari. E come si confrontano? Perché si somigliano (o non si somigliano). E come mai si somigliano (o non si somigliano)? Perché anche le parole, “le cose logiche”, i lògoi, hanno un volto, un’immagine appunto, come tutti i segni dell’universo, fossero pure i più astratti.

2. IL MIO PENSIERO SUL MAGISTERO DELLA CHIESA.
 Per ricapitolare brevemente le cose, io sostengo che, essendo il magistero della Chiesa distinto in due grandi livelli (o gradi, o condizioni) di certezza veritativa: l’infallibile e il fallibile, esso è costituito da due egualmente grandi livelli (gradi, condizioni) di obbedienza al magistero egualmente ben distinti tra loro, discontinui, non comunicabili, non riversabili uno nell’altro, cui corrispondono due gradi di pena egualmente ben distinti: al grado infallibile corrisponde un’obbedienza de fide – quella che si diceva un’“obbedienza cieca e assoluta” –, come la comanda la Cost. dogm. Dei Filius, Cap. 3, can. 1 (Denz 3008; CIC, can. 212): « plenum rivelanti Deo, intellectus et voluntatis obsequium fide præstare tenemur » (“quando Dio si rivela, noi siamo tenuti a prestargli con la fede la piena sottomissione della nostra intelligenza e volontà”); al grado fallibile, invece, corrisponde « non proprio un assenso di fede, ma un religioso ossequio dell’intelletto e della volontà (“non quidem fidei assensus, religiosum tamen intellectus et voluntatis obsequium”) » (CIC, can. 752; v. pure Cost. dogm. Lumen Gentium, Denz 4149).

In quanto alla pena, sappiamo che chi non obbedisce a un insegnamento infallibile, cioè a un dogma di fede, cade in un delitto di eresia, che è a dire in peccato mortale, ed è punito con la scomunica; non c’è invece un articolo del Catechismo della Chiesa Cattolica che commini una pena precisa a chi non porge il dovuto religioso ossequio di intelletto e volontà a un qualche insegnamento mere autentico, ossia non dogmatico, né infallibile: al n. 2037 è segnalato un generico « dovere di osservare le costituzioni e i decreti emanati dalla legittima autorità della Chiesa. Anche se sono disciplinari, tali deliberazioni richiedono la docilità nella carità », perché la cosa va analizzata nel largo spettro della casuistica, cioè dei casi di coscienza, a meno che il soggetto abbia in cuore, col rifiuto di quel religioso ossequio che si diceva su un sicuro giudizio del magistero, di volersi separare con ciò dalla comunione col Pontefice romano e con coloro che sono in comunione con lui, giacché in tal caso la sua ritrosia al dovuto ossequio nascerebbe piuttosto da una volontà scismatica, che – essa sì – è un peccato mortale. Ma questo non è il nostro caso, v. il mio La Chiesa ribaltata, Gondolin, Verona 2014, pp. 293-300, con Prefazione di Antonio Livi, dove professo la mia più intima e invincibile adesione a Papa Bergoglio come Vicario di Cristo e regola prossima della mia fede, intima e invincibile adesione che riposa sulla garantita e certissima continuità di forma e contenuto di tale santissima ‘regola prossima’ con la remota (Sacra Scrittura e Tradizione). E se si dovesse dubitare di tale continuità? Risponderò anche a questo, anche se la risposta più esauriente la si troverà solo in Il domani del dogma e appunto ancora in La Chiesa ribaltata.
 

continua QUI

Immagine :La copertina del libro: La Chiesa ribaltata di Enrico Maria Radaelli, Prefazione: Mons. Antonio Livi, Editore: Gondolin

Mons. Georg Gänswein: "Non è colpa dei tradizionalisti"

Interessante articolo di TradiNews (Actualité(s) du Traditionalisme Catholique) del 22 gennaio scorso. 

«SOURCE - Guillaume Luyt in collaborazione con Notions Romaines - 22 gennaio 2015 
Intervista del supplemento religioso giornale tedesco Die Zeit, all’Arcivescovo Gänswein, Prefetto della Casa Pontificia e  Segretario del Papa emerito che ha risposto inequivocabilmente al giornalista mettendolo alla corda quando viene incalzato sui presunti avversari “tradizionalisti” di Papa Francesco. 
Ecco un passaggio da una traduzione in inglese dell'intervista: 
Domanda: Come Benedetto ha visto i tentativi intrapresi dai “tradizionalisti” di fare di lui un anti- papa? 
Mons Gänswein : Non sono i tradizionalisti che sostengono questo, ma dei teologi e dei giornalisti . Parlare di un anti - papa è solo stupido ed irresponsabile . 
Chi va in quella direzione appicca un incendio doloso teologico [Sottolineatura nostra N.d.R.]

Sembra che il giornalista del Die Zeit ha voluto capziosamente interpretare l'opposizione che incontrando attualmente Papa Francesco , una critica in sordina ma presente all'interno della Chiesa , evidenziata da giornalisti e intellettuali (pensiamo che qui in Vaticano Jean- Marie Guénois in un articolo speciale de le Figaro nello scorso mese di dicembre ed il professor Odon Vallet con una sua intervista qui) alcuni mettono persino in dubbio la validità di questo pontificato (compreso il giornalista italiano Antonio Socci con il suo libro “Non è Francesco”) . 
[Peccato che il giornalista di TradiNews non abbia citato il “caso” suscitato dal garbatissimo Articolo di Vittorio Messori sul Corriere della Sera Tutto fa supporre che gli ultrà di papa Francesco stessero aspettando al varco il Giornalista - uno dei pochi “signori” del giornalismo italiano-  per tendergli un'imboscata.  Una pletora di scomposti figuri del progressismo cattolico : dagli ex religiosi che han fatto carriera nella marxista "teologia della liberazione" ai più squisiti “mangiapreti” nostrani che durante i Pontificati di San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI guardando da lontano piazza San Pietro riversavano i loro bavosi commenti negativi su tutto quello che avveniva nella Chiesa. N.d.R.]
Resta il fatto che i tradizionalisti , mentre si sentono in disaccordo con alcuni orientamenti del Papa che sono al contrario altamente celebrati dalla stampa laica , non sono quelli che stanno cercando di contrapporre l’ Emerito Pontefice come antipapa di Francesco. 
Questo è ciò che mons Gänswein voluto dimostrare alla stampa laica; che la fedeltà alla tradizione non equivale al dubbio della validità di Papa Francesco.» 

Fonte :  TradiNews

Επίσης, σε μας τους αμαρτωλούς ( A.C.)

venerdì 23 gennaio 2015

Maxi vilipendio del Santissimo Sacramento

Abbiamo volutamente indugiato nel manifestare "in scriptis" la nostra costernazione per  uno dei più gravi episodi d' irriverenza verso il Santissimo Sacramento purtroppo avvenuto durante la S. Messa Papale domenica scorsa a Manila . 
Non volendo apparire, anche perchè non lo siamo, i soliti saccentelli "primi della classe"  abbiamo preferito partecipare alla recita pubblica di un Santo Rosario Riparatore piuttosto che affidare ad Internet la nostra riprovazione . 
«Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre». 
Le reazioni indignate per quanto è accaduto durante la Messa Papale a Manila non si sono fatte attendere :   arrivate da tutto il mondo da  "normali" ambienti ed associazioni ecclesiali, sacerdotali e laicali , dalle   famiglie e dalle Associazioni per la Riparazione Eucaristica.
Vale a dire che i semplici Fedeli sono intervenuti per difendere il bene più prezioso che la Chiesa Cattolica possiede: la Presenza Reale di Nostro Signore Gesù Cristo nelle Sante Specie Eucaristiche.
Nel giorno di venerdì, che la Chiesa affida alla penitenza,vale  la pena fare una piccola riflessione  attraverso un breve , significativo articolo del Timone.  

«Passami l'Eucaristia». 
Vilipendio del Sacramento a Manila, l'ennesima volta in una mega-Messa 
Qui a fianco, il video che documenta l’ennesimo caso di horror liturgico, o meglio di vilipendio al Sacramento, compiuto in una mega-Messa, quella a Manila di domenica scorsa. 
Richiesto di un commento su queste immagini, il presidente della Conferenza episcopale filippina, l’arcivescovo Socrates Villegas, ha detto che in circostanze normali non sarebbe dovuto succedere, “ma nel caso di domenica, con sei milioni di persone, era necessario aiutarsi a ricevere la Comunione”. 
Il responsabile del rapporto con i media della conferenza episcopale, padre Francis Lucas, ha ribadito che “dal momento che la gente non poteva muoversi, il passaggio delle ostie di mano in mano era motivato”. 
Testimoni hanno raccontato di aver trovato ostie anche nel fango. 
Qui sotto un altro video dell'accaduto. 

Fonte : Il Timone 

L'Articolo di Cantuale Antonianum : Senza parole: quando il fare la comunione non ha più nulla di sacro 

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