lunedì 20 aprile 2015

Chiese e Papa Ratzinger : "simboli nemici da abbattere" dall'Isis

Dall'Articolo di Guido Olimpio sull'autorevole "Corriere della Sera" del 19 aprile  :
...
WASHINGTON - L’Isis in Libia non ha la forza dei combattenti in Siria o Iraq, ma sa come prendersi i titoli. 
Con le stragi di ostaggi. 
Un video diffuso sul web mostra l’uccisione a Barqa, nell’est del paese, di 29 etiopi di fede cristiana. 
Un’esecuzione secondo il consueto modus operandi: gli uomini mascherati, la fila dei prigionieri, l’uccisione. 
Il portavoce, che impugna una pistola e ricorda il famigerato Jihadi Joe, ribadisce che i cristiani devono convertirsi o pagare la tassa prevista dalla legge islamica, monito accompagnato dalle solite minacce contro «le nazioni crociate». 
Segue la decapitazione di alcune delle vittime. 
Una scena truculenta che è la parte finale di un lungo filmato propaganda preparato dal «canale» al Furqan, l’ala mediatica del movimento. 
Nel documento compaiono immagini di chiese e simboli cristiani demoliti, così come c’è una foto di Papa Ratzinger. 
Simboli nemici da abbattere: «Diciamo ai cristiani che vi troveremo ovunque, anche se sarete protetti in roccaforti fortificate», afferma un militante Isis

  (Sottolineature nostre N.d.R.)


Immagine : Enrique Simonet (1892) "Flevit super illam" (Lc 19:41)

Corbetta ( Mi) : Sabato 2 maggio 2015 primo pellegrinaggio tradizionale mariano

Sabato 2 maggio 2015 : Primo Pellegrinaggio Tradizionale Mariano presso il Santuario Arcivescovile della Madonna dei Miracoli di Corbetta. 
Ore 10,30 con S. Messa cantata in rito ambrosiano antico
Il pellegrinaggio, promosso dal Coetus Fidelium di Legnano (Collegium S. Ambrosii Episcopi), è aperto a tutti! 
E' la prima volta che nella Diocesi di Milano si organizza una simile iniziativa di ampio respiro devozionale e pastorale. 

Ad Jesum, per Mariam! 

Informazioni su Corbetta QUI

Il batterio Xylella: preghiamo e facciamo benedire i campi !

"Anticamente per tre giorni prima della solennità dell’Ascensione, il lunedì, martedì e mercoledì antecedenti, o in altri giorni adatti, si svolgevano tre giorni di penitenza con digiuno e canto delle Rogazioni (o Litanie minori) e venivano benedetti i campi, come a voler propiziare con l’aiuto di Dio il raccolto e a preparare di già un ringraziamento per il medesimo aiuto (“se il Signore non costruisce la casa, invano vi faticano i costruttori” – Salmo 126,1; e ancora: “ecco dono del Signore sono i figli” – Salmo 126,3). 
Certamente le processioni sono, e da cattolici dobbiamo crederlo sul serio, più efficaci di “fiaccolate” e “marce”, le quali ultime altro non fanno che rendere visibile la nostra impotenza. 
Riprendiamo, dunque, a pregare Dio per il perdono della nostra cupidigia ed idolatria del denaro e facciamo benedire i campi. 
E, soprattutto, cerchiamo di capire che l’economia serve per costruire il futuro dei nostri figli (Salmo 126,3) e non per guadagni sfrenati e ad ogni costo o lotte di potere fra i popoli!" 
Articolo di Fabio Iannone

domenica 19 aprile 2015

Ecce quomodo moritur iustus "io mi aspettavo di morire in un letto, ma che il mio successore sarebbe morto in prigione"

Il Cardinale Arcivescovo di Chicago Francis George si è addormentato nel Signore il 17 aprile 2015 all'età di 78 anni dopo una lunga lotta contro il cancro che lo aveva colpito. 
Dal sito  Catholic New Wold, tramite il Timone, ricordiamo l'intensa opera pastorale del Cardinal George attraverso un suo scritto del 2012 che fece ( e fa) molto riflettere. 
"In memoria aeterna erit iustus, ab auditione mala non timebit".

Il Card. George: preparatevi " io morirò in un letto,
il mio successore in prigione e il suo successore sarà martirizzato
  "

da
Il Timone 18 aprile 2015

[...] «L’eternità entra nella storia umana spesso in modi incomprensibili. 
Dio fa promesse ma non dà scadenze temporali. 
I pellegrini che visitano il Santuario di Fatima entrano in una enorme piazza, con il punto delle apparizioni segnato da una piccola cappella su un lato, una grande chiesa a un’estremità, una cappella per l’adorazione altrettanto grande all’altra estremità, un centro per visitatori e per le confessioni. 
Appena fuori lo spazio principale è stata ricostruita una sezione del muro di Berlino, una testimonianza tangibile di ciò di cui Maria aveva parlato quasi un secolo fa. 
Il comunismo in Russia e nelle nazioni satellite è crollato, benché molti dei suoi effetti di peccato siano ancora tra di noi. 
Il comunismo impose un modello di vota totalizzante basato su un assunto: Dio non esiste. Il secolarismo è il suo compagno e sodale più presentabile. 
Per ironia della storia, alcune settimane fa alle Nazioni Unite la Russia si è unita alla maggioranza dei Paesi per opporsi agli Stati Uniti e all’Europa occidentale che volevano dichiarare l’uccisione di un bambino non nato un diritto universale. 
Chi si trova sul lato sbagliato della storia in questo momento? 
La presente campagna elettorale ha portato in superficie un sentimento anti-religioso, in buona parte esplicitamente anti-cattolico, cresciuto in questo Paese per decenni. 
La secolarizzazione della nostra cultura è una questione che supera di gran lunga quelle politiche o l’esito di queste elezioni, per quanto siano importanti. 
Parlando alcuni anni fa a un gruppo di sacerdoti, totalmente al di fuori dell’attuale dibattito politico, stavo cercando di esprimere in modo plateale ciò che una completa secolarizzazione della nostra società potrebbe comportare un giorno. 
Stavo rispondendo a una domanda, non ho mai messo nulla per iscritto, ma le parole furono catturate dallo smart-phone di qualcuno e sono diventate virali, da wikipedia e altrove. 
Dissi – ed è stato riportato correttamente – che io mi aspettavo di morire in un letto, ma che il mio successore sarebbe morto in prigione e il suo successore sarebbe morto martire in una piazza pubblica
E’ stata omessa però la frase finale, sul vescovo successore di un possibile vescovo martirizzato: “Il suo successore raccoglierà i resti di una società in rovina e lentamente aiuterà a ricostruire la civiltà, come la Chiesa ha fatto tante volte lungo la storia”. 
[…] Dio sostiene il mondo, nei buoni e cattivi tempi. 
I cattolici, assieme a molti altri, credono che solo una persona ha superato e riscattato la storia: Gesù Cristo, figlio di Dio, salvatore del mondo e capo del suo corpo, la Chiesa. 
Coloro che si raccolgono ai piedi della sua croce e della sua tomba vuota, non importa la loro nazionalità, sono sul lato giusto della storia. 
Quelli che mentono su di lui e minacciano e perseguitano i suoi seguaci, in qualsiasi epoca, possono illudersi di portare qualcosa di nuovo, ma finiscono solo per portare variazioni su una vecchia storia, quella del peccato e dell’oppressione umana. 
Non c’è nulla di “progresso” nel peccato, anche quando viene promosso come qualcosa di “illuminato”».
[...]


Card. Sarah in una scheda di Magister

Breve ma significativa scheda sul Card. Robert Sarah, grande difensore della dottrina Cattolica contro le idee bislacche dei card. Marx e Kasper, rimprovera il tentativo in Occidente di molti uomini di Chiesa di ridurre al minimo le esigenze del Vangelo mentre nel Sud del Mondo i cattolici perdono la vita in difesa della medesima fede cattolica"
Roberto




Un papa dall'Africa nera
Sarebbe il primo nella storia. E potrebbe essere il prossimo. Un nome: Robert Sarah. Autore di un libro rivelazione
di Sandro Magister, da Chiesa Espresso , del 10.04.2015

L'ha detto lui, con candore: "Ho la sensazione che Dio mi ha messo qui per una cosa breve". Quattro o cinque anni, o anche meno.
È naturale che questa confidenza di papa Francesco abbia rinfocolato le congetture su chi gli succederà.
 E subito è balzato in testa alle classifiche di scommettitori e di intenditori il cardinale che è stato battezzato "il papa Francesco dell'Asia", Luis Antonio Gokim Tagle, filippino con madre cinese, 56 anni, uno che viaggia sui bus, che accoglie i barboni in cattedrale, che non condanna ma abbraccia, e ha anche fatto studi di teologia negli Stati Uniti con rinomati maestri "liberal". Era suo il volto gioioso che compariva a fianco di Francesco nel trionfale viaggio nelle Filippine dello scorso gennaio.
Ma pochi hanno notato che Francesco aveva condotto con sé da Roma un altro cardinale, che in quelle isole si era già recato dopo il maremoto del 2013 a portare "la carità del papa", nella sua qualità di presidente di "Cor unum".
Il suo nome è Robert Sarah, è africano della Guinea, ha 70 anni. Era ai più uno sconosciuto, prima che un suo libro-intervista uscito in Francia un mese fa rivelasse il suo stupefacente profilo. Francesco l'ha sorprendentemente promosso, lo scorso novembre, a prefetto della congregazione vaticana per il culto divino, una nomina forte per la nuova curia in via di riforma.
Per la Chiesa è il momento dell'Africa, continente di convertiti, erano 2 milioni i cattolici nel 1900 e sono 200 milioni oggi, e terra di martiri, sgozzati come agnelli sulle rive del Mediterraneo o trucidati il Giovedì Santo in un campus universitario del Kenya. Anche di questo è fatta la biografia di Sarah.
Nasce in un remoto villaggio della savana, in una famiglia fresca di conversione. A 12 anni è circonciso e iniziato alla vita adulta nella foresta. Studia per farsi prete e lo diventa, mentre la sua Guinea è sotto il regime sanguinario del marxista Sekou Touré, con il vescovo di Conakry, la capitale, imprigionato e torturato.
Studia teologia a Roma, alla Gregoriana e soprattutto al Biblico, con rettore Carlo Maria Martini e con maestri come Lyonnet, Vanhoye, de la Potterie. Va per un anno alla prestigiosa École Biblique di Gerusalemme.
E poi torna umile parroco nella sua Guinea, a piedi nella savana per raggiungere l'ultimo fedele, tra una popolazione a maggioranza musulmana. Finché nel 1978 Paolo VI lo fa vescovo, il più giovane del mondo, a 33 anni. E gli affida Conakry, con Sekou Touré sempre più inferocito contro questo nuovo pastore indomito difensore della fede. Dopo la morte improvvisa del tiranno, nel 1984, scopriranno che Sarah era il primo sulla lista dei nemici da eliminare.
A Roma lo chiama Giovanni Paolo II nel 2001 e lo fa segretario della congregazione per l'evangelizzazione dei popoli, a prendersi cura delle oltre mille diocesi dei paesi di missione. E quando il suo prefetto si ammala diventa, dal 2008, l'effettivo numero uno di Propaganda Fide, a contatto personale con Benedetto XVI che nel 2010 lo fa cardinale e presidente di "Cor unum".
Per papa Joseph Ratzinger Sarah ha una sconfinata ammirazione. Condivide con lui l'idea che per la Chiesa d'oggi la priorità assoluta è portare Dio nel cuore delle civiltà, sia quelle d'antica cristianità offuscata o rinnegata, sia quelle ancora pagane.
È lo stesso obiettivo che egli attribuisce al Concilio Vaticano II. Questo e non altro, perché l'eclisse di Dio è il decadimento dell'uomo. "Dieu ou rien", Dio o niente, è il titolo del suo libro, più di quattrocento pagine folgoranti per profondità e per nettezza.
Anche la carità ai reietti del mondo deve rivelare Dio. Senza sconti. Non è accettabile, dice Sarah, che "mentre dei cristiani muoiono per la loro fedeltà a Gesù, in Occidente degli uomini di Chiesa discettino per ridurre al minimo le esigenze del Vangelo".
Il cardinale Walter Kasper, il primo dei grandi elettori di Jorge Mario Bergoglio, già pensa al dopo e si inquieta. Si è chiesto nella sua ultima intervista: "Rimarrà il pontificato di Francesco solo un breve interludio nella storia della Chiesa?".

sabato 18 aprile 2015

Arezzo. Domenica 26 aprile: S. Messa in Rito Antico

Domenica 26 aprile (III Domenica dopo la Pasqua)
parrocchia di San Bernardo (via Margaritone, 6)  Arezzo,  
ore 17:00 recita del Santo Rosario e Santa Messa in rito romano antico  
(a noma del Motu Proprio Summorum Pontificum).
«Pubblichiamo con grande piacere la notizia, sottolineando che si tratta della seconda celebrazione in rito antico nella città di Arezzo, dopo quella officiata (con significativa partecipazione di fedeli) lo scorso 15 marzo da P. Vincenzo Nuara O.P., Officiale della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. 
Ci auguriamo ovviamente che la S. Messa more antiquo ritorni stabilmente nella Diocesi Aretina e in particolare presso la Parrocchia di San Bernardo, dopo la lunga interruzione di due anni. 
Continueremo a sostenere gli sforzi del coetus aretino e a pubblicizzare futuri eventi organizzati dall'Associazione Regina Sacratissimi Rosarii, alla quale vanno i nostri complimenti per la perseveranza nella battaglia a favore della Sacra Liturgia. 

Coordinamento toscano "Benedetto XVI" - Per l'applicazione del motu proprio Summorum Pontificum


Fonte: Coordinamento Toscano Benedetto XVI (Blog del Coordinamento Toscano Benedetto XVI per l'applicazione del Motu Proprio "Summorum Pontificum" )

Card. Müller: "L'ex Sant'Uffizio strutturerà teologicamente i pontificati. Anche quello di Francesco"

 E' passato un po' inosservato, questo intervento, ma lo pubblichiano noi.
Interessantissimo, e... molto opportuno! Complimenti, Card. Müller. Ce n'è molto bisogno!
Roberto


  Il cardinale tedesco preannuncia un'inedita competenza del suo dicastero:
quella di «strutturare teologicamente un pontificato»

di Andrea Tornielli, da Vatican Insider del 07.04.2015



Il cardinale Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, in una delle numerose interviste concesse nelle ultime settimane e focalizzate sul prossimo Sinodo, ha parlato di un nuovo compito del suo dicastero. Un compito che non è stato mai citato nei documenti che riguardano le precise competenze dell'ex Sant'Uffizio.
Il porporato tedesco, intervistato da «La Croix», ha infatti dichiarato: «L'arrivo sulla Cattedra di Pietro di un teologo come Benedetto XVI è probabilmente un'eccezione. Anche Giovanni XXIII non era un teologo di professione. Papa Francesco è anche più pastorale e la Congregazione per la Dottrina della Fede ha una missione di una strutturazione teologica di un pontificato». Dunque, da quanto dichiara Müller, l'ex Sant'Uffizio deve «strutturare teologicamente» il pontificato di Papa Francesco. Ed è probabilmente per questo motivo che il Prefetto interviene così spesso pubblicamente, come mai è accaduto prima.
Si tratta di una significativa novità, dato che secondo l’articolo 48 della Costituzione apostolica sulla Curia Romana «Pastor bonus», promulgata da Giovanni Paolo II nel 1988, «compito proprio della Congregazione per la dottrina della fede è di promuovere e di tutelare la dottrina della fede e i costumi in tutto l’orbe cattolico».
Mentre il Papa «per volontà di Cristo stesso», come ha ricordato in chiusura del Sinodo 2014 anche Francesco, è il «Pastore e Dottore supremo di tutti i fedeli» (canone 749). Fino a pochi decenni fa (l'ultimo a farlo è stato Paolo VI) era lo stesso Pontefice a presiedere in prima persona la Congregazione per la dottrina della fede, proprio in ragione di questo compito che solo a lui compete in virtù del primato petrino. Un primato che appartiene al vescovo di Roma, quello di presiedere «nella carità», dirimendo anche, nel caso sorgessero, questioni teologiche.
Le parole del cardinale Müller, con l'introduzione dell'inedito e fino a oggi non ancora formalizzato compito di «strutturare teologicamente un pontificato», sono passate quasi inosservate. Se da un lato aprono scenari dottrinali nuovi rispetto alla tradizione della Chiesa, dall'altra sembrerebbero lasciar intendere che, secondo Müller, l'attuale pontificato - come peraltro anche quello di san Giovanni XXIII - non abbia sufficiente «struttura» teologica.

Grottammare (AP) 3° Incontro Interregionale Summorum Pontificum

Grottammare, provincia di Ascoli Piceno - uscita casello Grottammare A 14

Sabato 25 Aprile 2015
 
3° Incontro Interregionale "Summorum Pontificum"

chiesa Parrocchiale di San Giovanni Battista (Piazza Peretti)
città alta

ore 11,00 Santa Messa Cantata in rito romano antico 
per la festa di San Marco Evangelista


Dopo la Santa Messa è possibile rimanere a pranzo in un locale nei pressi della parrocchia;
si parlerà anche dell'organizzazione del "3° Pellegrinaggio all'aurora della festa dell'Assunta" (15 agosto 2015).

Card. Koch, Card, Sarah e 500 laici inglesi tornano a difendere la dottrina contro le teorie dei Card. Marx e Kasper

Segnaliamo con un po' di ritardo due importanti notizie circa la difesa della dottrina cattolica in merito all'indissolubilità del matrimonio, della pastorale, e della Comunione ai risposati, e una terza sul Card. Sarah.
E' importantissimo ricordarle e diffonderle per far sapere a Roma (e in Germania) che il tema è importantissimo, la scelta prossimo Sinodo sarà cruciale. Ma soprattutto che la battaglia che stiamo sostenendo adesso è trasversale e "apolitica", ma solo cattolica, in difesa del depositum fidei e della dottrina.

La prima riguarda la esplicita accusa del Card. Koch del desiderio di "adeguare la Chiesa alla realtà della vita", vagheggiato dal Card. Marx. 

Il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani e della Commissione per i rapporti con l’ebraismo ha severamente criticato la posizione espressa dal cardinale tedesco Reinhard Marx e da altri esponenti tedeschi tesa a far sì che la Chiesa si adegui alle “realtà della vita” (che non sono da considerare come una terza Rivelazione") in particolare liberalizzando il suo atteggiamento sull‘eucarestia ai divorziati risposati.  

La seconda invece tratta dell'iniziativa dei fedeli laici inglesi: più di 500 cattolici inglesi hanno sottoscritto un impegno in supporto della lettera che 500 sacerdoti hanno inviato ai padri sinodali, perchè non modifichino la dottrina cattolica in tema di matrimonio e di Comunione. 

di Marco Tosatti: Sinodo: laici UK: non cambiate la dottrina (09.04.2015)
Ora più di cinquecento laici cattolici inglesi si sono uniti per firmare una lettera di appoggio alla petizione dei sacerdoti. La lettera è stata pubblicata nell’edizione di questa settima del Catholic Herald , l’organo di informazione cattolico che già aveva ospitato la petizione dei sacerdoti.  

La terza è una notizia di questi giorni, sul Card. Sarah, Prefetto della Congregazione per i Riti, che torna a esprimere il proprio pensiero sull'importanza della granitica solidità del Magistero e rifiuta l'instabilità "schizzofrenico" (come lo ebbe a definire), poichè creerebbe solo un dubbio permanente nei fedeli. 
E rimprovare i vescovi che non richiamano i preti che diffondono dubbi e svuotano il depositum fidei
di Marco Tosatti: Sarah: no a un Magistero Instabile(del 15.04.2015)
"Se si crea un magistero instabile, si crea un dubbio permanente"
E sulla responsabilità verso i fedeli di preti e vescovi:
"Credo che permettere a un prete o a un vescovo di dire delle cose che scuotano o rovinino il deposito della fede, senza chiedergliene ragione, è un grave errore. Al minimo bisogna chiamarlo e chiedere di spiegare le ragioni delle sue affermazioni, senza esitare nel chiedergli di riformularle in maniera conforme alla dottrina e all’insegnamento secolare della Chiesa"

Roberto

venerdì 17 aprile 2015

Un Corso a Verona per conoscere i misteri e lo splendore della Santa Messa


Corso sulla S. Messa 2015
Organizzato da don Andrea Brugnoli (*)
per conoscere i misteri e lo splendore della Santa Messa

"I mercoledì al Centro"

parrocchia di S. Zeno in Zai, Verona

 ll primo corso di campus a Verona in aprile-maggio 2015,
presso il Centro per la Formazione alla Nuova Evangelizzazione di via Righi 2. 

Serate: 15-29 aprile 
13-27 maggio. 

ore 21, in chiesa.



Corso Messa 2015 from Sentinelle del mattino on Vimeo.

I giorno
 Don Andrea Brugnoli parla della riforma liturgica del Vaticano II,
del ruolo del prete e dei laici nella Messa e dell'altare.

QUI il video 
 A causa di problemi tecnici, l''audio di questo primo incontro è quello ambientale e ci scusiamo con gli ascoltatori per la scarsa qualità dello stesso.





(*) Parroco di San Pietro in Zai, fondatore delle Sentinelle del mattino, e ideatore dei volantini con i "4 passi" per fare una buona Comunione come vuole Benedetto XVI

Il "marketing" della Chiesa funzionava da secoli. Cambiarlo (in peggio) è stato un tragico errore. Parole di esperto di marketing.

P Fedeli in fuga? Il "principe" brasiliano del marketing (Alex Periscinoto) è spiega ai vescovi il valore della tradizione (IlTimone) e la analizza alla luce delle leggi moderne del marketing: le campane, la croce, il campanile, le processioni, l'orientamento del sacerdote, la talare, il latino sono stati ottimi strumenti di riconoscimento, di fidelizzazione, di "propaganda fide", e pure di "conservanda". 
Incaricato dalla CNBB - Conferenza Nazionale dei Vescovi Brasiliani di studiare la causa dell'abbandono della pratica religiosa, e di suggerire consigli per porre dei rimedi, l'esperto di comunicazione aziendale ha nella sua relazione ha fatto rimanre i vescovi a bocca aperta. E non per il piacere. 
"Voi avevate già un perfetto sistema di "marcheting". Ma cambiando le cose, togliendo il latino, abbandonando la talare, e facendo chiese simili a edifici civili - dice Periscinoto ai vescovi - pensavate di fare cosa gradita ai fedeli, ma avete fatto un gigantesco errore. Modificare la liturgia è stato un disastro", aggiunge. E non parla da teologo, lo ammette, ma da esperto del marketing.
Cari vescovi infiammati dallo spirito del Concilio, cosa avete da dire ora? Ad ogni causa corrisponde un effetto. E se l'effetto è stato quello di perdere fedeli... 
Certo: il discorso rileva da un punto di immagine e non di fede, ovvio. Quindi nessuno si scandalizzi. Ma non possiamo negare che molto nella liturgia, negli atti di culto e nella esternalizzazione della Fede sia forte anche una valenza di "marketing"(si pensi al trifoglio di San Patrizio o al monogramma di San Berbardino da Siena, per citare solo due dei moltissimi esempi di "logo" cattolici. 

Mai come in questo caso mi pare appropriata la vignetta qui a destra. "Il Vaticano II ha aperto la Chiesa..." "... e le persone sono uscite!"
Sottolineato nostro
Roberto

Si può vedere qui, in portoghese la relazione ai Vescovi Brasiliani: "A Jgreja e a propaganda"  (La Chiesa e il marketing), del 23.05.2010, da Criativa Marketing

 *
Chiesa e marketing, vince la tradizioneda Concilio Vaticano II, del 13.04.2015

(Fonte: www.atfp.it di Julio Loredo) 
Pochi paesi hanno sofferto tanto le conseguenze della crisi post-conciliare come il Brasile, dove il numero di cattolici è calato del 35% negli ultimi trent’anni. Qualche anno fa, preoccupati con l’emorragia di fedeli, i vescovi brasiliani hanno arruolato un’importante azienda di marketing, l’ALMAP, il cui presidente, Alex Periscinoto, era stato nominato “miglior marketing manager” del Brasile.
I membri della Commissione esecutiva della Conferenza nazionale dei Vescovi del Brasile si aspettavano da Periscinoto un consiglio su come impostare la pastorale della Chiesa, offrendo una migliore immagine dell’istituzione, al fine di fermare l’emorragia di fedeli che, per lo più, stanno passando alle communità evangeliche.
Il risultato è stato sorprendente. Periscinoto ha presentato i risultati del suo studio davanti a duecento tra vescovi e sacerdoti legati alla pastorale. Dire che siano rimasti scioccati dal discorso dell’esperto in marketing, è poco. Forse si aspettavano che egli consigliasse di dipingere le chiese in colori vivaci, di introdurre più musica pop, liturgie aggiornate e via dicendo. Invece…
Il primo strumento di marketing della storia del mondo è stato la campana – ha esordito Periscinoto – ed era il migliore. Quando suonava, non solo raggiungeva il 90% degli abitanti, ma ne modificava il comportamento personale. Voi avete poi inventato uno strumento che è ancora utilizzato nel marketing commerciale. Si chiama ‘display’. Il display è qualcosa che utilizziamo per enfatizzare, per proporre con forza qualcosa al pubblico. Quando tutte le case erano basse, voi costruivate chiese con torri e con campanili sei volte più alti. Questo permetteva l’immediato riconoscimento della chiesa: eccola!
Voi avete poi inventato il primo logotipo della storia. Il logo è un simbolo utilizzato per far sì che il marchio sia facilmente riconoscibile. Il vostro era il migliore: la Croce. Questo logotipo era collocato sempre sopra il punto più alto e visibile del display. Nessuno poteva sbagliarsi: quella era la chiesa cattolica! Questo logotipo inventato da voi era così efficace che perfino Hitler lo utilizzò, con alcune piccole modifiche, per mobilitare le masse. E quasi vinse la guerra.
Voi avete inventato anche la campagna promozionale. Cos’è una processione religiosa? Per un paese di campagna, oppure per un quartiere di una grande città, niente è più promozionale di una processione, per esempio, in onore della Madonna. Quando noi, esperti in marketing, organizziamo un evento promozionale, utilizziamo molto di ciò che la Chiesa ha inventato. Noi sfoggiamo bandiere e stendardi, noi abbigliamo i nostri rappresentanti con costumi particolari per far sì che siano facilmente riconoscibili. Noi cerchiamo di creare una mistica commerciale. Ma la nostra mistica non sarà mai così ricca come la vostra.
Purtroppo, voi avete cambiato il modo in cui è celebrata la Messa. Oggi la Messa non è più in latino e non si volgono più le spalle ai fedeli. Pensavate forse di far qualcosa gradita. Invece, ho una brutta notizia da darvi. Mia mamma mai pensò che il sacerdote le volgeva le spalle. Lei pensava invece che tutti, fedeli e celebrante, guardassero Dio. A lei piaceva il latino, anche quando non ci capiva un granché. Per lei, il latino era un linguaggio mistico col quale i ministri della Chiesa parlavano con Dio. Lei si riteneva privilegiata e ricompensata per aver assistito, in ginocchio, a una cerimonia così importante. Secondo me, il cambiamento che voi avete fatto nella liturgia della Messa, è stato un tremendo errore. Posso sbagliare. Io non sono un teologo. Io analizzo il problema dal punto di vista del marketing. E da questo punto di vista, è stato un disastro.
“Voi avete tolto il costume particolare, la talare, che contraddistingueva i vostri rappresentati commerciali, i preti. Avete così buttato via un marchio.
Voi avete snaturato i vostri display, facendo le chiese sempre più simili ai palazzi civili.
“Tutto ciò che voi avete inventato contiene un’offerta, qualcosa che voi volete vendere. Il vostro prodotto si chiama Fede. Ma ho anche una buona notizia da darvi. Questo prodotto, oggi, trova una domanda sempre crescente. Il mercato, forse, non è mai stato tanto propizio per la Fede. Voi, però, parlate più di politica che di Fede. Potete, dunque, lamentarvi se le vostre chiese sono sempre più vuote, mentre i saloni dei gruppi evangelici sono sempre più pieni?”   
(Fonte: www.atfp.it di Julio Loredo)

Il card. Sarah parla del Motu Proprio Summorum Pontificum "L'ho accolto con fiducia e gioia: aiuta a riscoprire la sacralità della S. Messa come atto di Dio e non degli uomini."

Riportiamo una importante lettera che Paix liturgique (lettera 65) ha offerto in anteprima ai suoi lettori per fare conoscere il punto di vista del cardinale venuto dal cuore dell'Africa (il cardinale Sarah è nato in Guinea) circa il motu proprio Summorum Pontificum di Benedetto XVI, come trattato nell’opera di Nicolas Diat. Si tratta di un punto di vista che conferma cio’ che Paix Liturgique aveva scritto nella lettera n. 63, salutando la nomina del cardinale: con lui, “il Santo Padre ha scelto la pace, la continuità e la competenza”. 
Sottolineato nostro.


All’inizio del mese di marzo 2015, il cardinale Robert Sarah, Prefetto della congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha effettuato un lungo soggiorno a Parigi e dintorni per presentare un libro-intervista realizzato dal giornalista Nicolas Diat e pubblicato dall’editrice Fayard. Dal titolo “Dio o niente”, questo libro offre un ritratto intimo e sorprendente di uno dei prelati più discreti, ma anche più importanti, dell’attuale pontificato.
 Durante questa serie di incontri di promozione del libro, il cardinale ha voluto dedicare una parte importante del suo tempo ai fedeli e non solo ai media. Si è recato in diverse parrocchie, ed in ciascuna di esse ha affrontato un tema particolare del suo libro. Tra questi, non ha trascurato la liturgia, tema trattato nella conferenza tenuta presso la parrocchia Saint-Eugène-Sainte-Cécile, dove, da trent’anni, si celebra in entrambe le forme del rito romano.

  
 IL PUNTO DI VISTA DEL CARDINALE SARAH SUL MOTU PROPRIO
Estratto da Dieu ou Rien, libro-intervista con Nicolas Diat, Fayard editore, pp. 400-402. Traduzione a cura di Paixliturgique.

Ho personalmente accolto il Summorum Pontificum con fiducia, gioia e rendimento di grazia. E’ il segno e la prova di come la Chiesa, Madre e Maestra, sia attenta a tutti i suoi fedeli, tenendo conto di tutte le sensibilità. Benedetto XVI voleva infatti promuovere la ricchezza delle diverse espressioni spirituali, nella convinzione che esse conducano verso una vera comunione ecclesiale e una diffusione sempre più luminosa della santità della Chiesa.
Io penso che questo bel motu proprio si situi pienamente all’interno del solco tracciato dai Padri conciliari. Così non dobbiamo far finta di dimenticare quanto si dichiarava espressamente nella Sacrosanctum Concilium: La liturgia "infatti consta di una parte immutabile, perché di istituzione divina, e di parti suscettibili di cambiamento, che nel corso dei tempi possono o addirittura devono variare, qualora si siano introdotti in esse elementi meno rispondenti alla intima natura della liturgia stessa, oppure queste parti siano diventate non più idonee".
Nella lettera che accompagnava il Summorum Pontificum, Benedetto XVI scriveva: “Del resto le due forme dell’uso del Rito Romano possono arricchirsi a vicenda: nel Messale antico potranno e dovranno essere inseriti nuovi santi e alcuni dei nuovi prefazi. La Commissione Ecclesia Dei in contatto con i diversi enti dedicati all’ “usus antiquior” studierà le possibilità pratiche. Nella celebrazione della Messa secondo il Messale di Paolo VI potrà manifestarsi, in maniera più forte di quanto non lo è spesso finora, quella sacralità che attrae molti all’antico uso. La garanzia più sicura che il Messale di Paolo VI possa unire le comunità parrocchiali e venga da loro amato consiste nel celebrare con grande riverenza in conformità alle prescrizioni; ciò rende visibile la ricchezza spirituale e la profondità teologica di questo Messale”.
E’ probabile che nella celebrazione della messa secondo il messale antico si possa comprendere meglio come la messa sia un atto di Cristo e non degli uomini. E così anche il suo carattere misterioso e mistagogico é percepibile in modo più immediato. Anche se partecipiamo attivamente alla messa, non si tratta di una nostra azione, ma di quella di Cristo. Nella sua lettera apostolica Vicesimus Quintus Annus (*), Giovanni Paolo II si chiedeva in cosa consiste questa partecipazione attiva. "Cosa si deve fare? Sfortunatamente quest’espressione é spesso stata sminuita e ridotta al suo significato esteriore, detto in altri termini, alla necessità di un atto comune, come se si trattasse di far entrare fisicamente in azione il maggior numero di persone possibile, il più rapidamente possibile. La parola partecipazione rinvia ad un’azione centrale, alla quale tutti devono partecipare. Se dunque si deve capire di quale azione si tratti, bisogna innanzitutto precisare quale sia questa “actio” centrale, alla quale devono prendere parte tutti i membri della comunità… Il termine “actio”, rapportato alla liturgia, ci rimanda all’origine del canone eucaristico. La vera e propria azione liturgica é l’”oratio”. Quest’orazione-preghiera eucaristica solenne, il “canone”, vale ovviamente più di una spiegazione, é un’”actio” nel senso più elevato del termine. In effetti é in essa che si produce l’azione umana che passa in secondo piano e lascia il posto a quella divina, all’azione di Dio."
Il motu proprio Summorum Pontificum tenta di riconciliare le due forme del rito romano e cerca soprattutto di aiutarci a riscoprire la sacralità della Santa Messa come atto di Dio e non degli uomini. Tocchiamo qui un punto veramente importante: il problema dell’indisciplina diffusa, la mancanza di rispetto e fedeltà al rito, che puo’ addirittura intaccare la validità stessa del sacramento.

(*) Le parole qui prestate a san Giovanni Paolo II ci sembrano piuttosto essere prese dal cardinal Ratzinger nel suo libro Introduzione allo spirito della liturgia.

giovedì 16 aprile 2015

Ostensione 2015 S. Sindone - S. Messe antiche a Torino

 (Forma Straordinaria del Rito Romano) 

In occasione dell’Ostensione della S. Sindone (19 aprile – 24 giugno 2015), numerosi gruppi legati alla S. Messa nella Forma Straordinaria del Rito Romano hanno organizzato pellegrinaggi a Torino per venerare la Sacra Reliquia.
Il seguente calendario riporta l'elenco delle celebrazioni delle quali sin qui è giunta notizia, inclusivo delle celebrazioni promosse dalla nostra Associazione nel tempo della Ostensione.
Invitiamo quanti siano a conoscenza di altre celebrazioni a tenerci informati contribuendo così all’aggiornamento del calendario. 
Grazie anche a chi vorrà diffondere questo avviso, specialmente traducendolo in altre lingue

CALENDARIO DELLE CELEBRAZIONI IN FORMA STRAORDINARIA 
(LITURGIA TRADIZIONALE LATINO-GREGORIANA)

A TORINO (aggiornato al 13 aprile 2015) 

Segnato con un asterisco le Messe festive di precetto. 
Segnate da una o più C le funzioni cantate, gruppi corali ecc ecc

* C- Domenica 19 aprile, ore 21, Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, Torino S. Messa cantata, celebrante don giovanni Falchero 
- Lunedì 20 aprile 2015, ore 16, luogo da destinarsi, celebrante ch. Hilaire Marchadier ICRSP; 
- Lunedì 20 aprile 2015, ore 16,30, luogo da destinarsi, celebrante chn. Jean-Paul Trézière, ICRSP; 
- Mercoledì 22 aprile 2015 ore 18: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, Torino , celebrante don Louis Baudon de Mony, FSSP (BE); 
- Giovedì 23 aprile 2015 ore 18: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, celebrante don Louis Baudon de Mony, FSSP (BE); 
- Venerdì 24 aprile 2015 ore 11: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, celebrante don Reiner (Austria); 
- sabato 25 aprile 2015, mattina, ora da definirsi, luogo da definirsi (forse Chiesa di San Filippo), S, Messa per il pellegrinaggio del Brompton Oratory di Londra, celebrante padre Uwe Lang 
- Domenica 26 aprile 2015, mattina, ora da definirsi, luogo da definirsi (forse Basilica di Maria Ausiliatrice), S, Messa per il pellegrinaggio del Brompton Oratory di Londra, celebrante padre Uwe Lang 
- * CC - Domenica 26 aprile 2015, ore 18, Parrocchia Madonna delle Lacrime e Cristo crocifisso, Via Giaveno 39: S. Messa cantata con la partecipazione della corale En Clara Vox 
- Lunedì 27 aprile, mattina ora da definirsi, luogo da definirsi (forse Sacra di San Michele), S, Messa per il pellegrinaggio del Brompton Oratory di Londra, celebrante padre Uwe Lang - mercoledì 29 aprile 2015, mattinata, ora da definirsi, luogo da definirsi, S, Messa per il pellegrinaggio del Brompton Oratory di Londra, celebrante padre Uwe Lang 
- CCC- Giovedì 30 aprile 2015 ore 20: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, S. Messa cantata nella festa di S. Caterina da Siena, celebrante don Eric Iborra, con la partecipazione della Schola S.te Cécile 
- Venerdì 1 maggio 2015 ore 11: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, celebrante don Lochner (Svizzera); 
- CCC- Venerdì 1 maggio 2015 ore 19: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, S. Messa cantata nella festa di S. Giuseppe artigiano, celebrante don Eric Iborra, con la partecipazione della Schola S.te Cécile 
- CCC- Sabato 2 maggio 2015 ore 19: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, S. Messa cantata (votiva della S. Sindone), celebrante don Eric Iborra, con la partecipazione della Schola S.te Cécile 
- * CC - Domenica 3 maggio 2015 ore 11: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, S.Messa prelatizia celebrata da S.E.R. mons. Guido Pozzo, Segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, con la partecipazione della Schola S.te Cécile 
- Venerdì 8 maggio 2015 ore 11: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, celebrante don Romanec (CH); 
- Venerdì 8 maggio, ora e luogo da appurarsi, S. Messa per il pellegrinaggio del capitolo S. Madeleine dell’abbazia S. Madeleine di Le Barroux (Francia) 
- Sabato 9 maggio, in mattinata, luogo da appurarsi, S. Messa per il pellegrinaggio della Cappella di Notre Dame des Armées di Versailles (FR) 
- * Domenica 10 maggio, nel pomeriggio, luogo da appurarsi, S. Messa per il pellegrinaggio della Cappella di Notre Dame des Armées di Versailles (FR) 
- * Domenica 10 maggio 2015, ore 16.30, Santuario di S. Giuseppe, via S. Teresa 20, S. Messa cantata 
-* C- Domenica 17 maggio 2015, ore 16.30, Santuario di S. Giuseppe, via S. Teresa 20, S. Messa cantata 
-* C- Domenica 24 maggio 2015, ore 16.30, Santuario di S. Giuseppe, via S. Teresa 20, S. Messa cantata 
* C- Domenica 31 maggio 2015, ore 18, Parrocchia Madonna delle Lacrime e Cristo crocifisso, Via Giaveno 39, S. Messa cantata 
* CC - Sabato 13 giugno 2018 ore 9: Chiesa della Misericordia, via Barbaroux 41, S. Messa cantata, pellegrinaggio della FSSP di Losanna (CH) 


A cura dell'Associazione Cardinal G. Saldarini ‎tramite Facebook

La Francia non è del tutto perduta...

L'abbazia di Marcilhac-sur-Célé, nei Pireni, è un gioiello inestimabile. 
Risale al secolo IX, ma l'usura del tempo si fa vedere e sentire. 
Oggi versa in serio pericolo, ma nessuno vi mette mano. 
Per questo, il curato don Guillaume ha deciso di impiegare anche Facebook per la riedificazione della Chiesa postando un video-appello e descrivendo quel luogo come cuore pulsante della fede autentica. 
Il curato ha bisogno dell'aiuto della gente. 
La buona notiza è che in un mese hanno già risposto 15mila persone. 
La Francia non è del tutto perduta... 

Il video di don Guillaume 

video


Fonte : Il Timone

martedì 14 aprile 2015

Una prima Messa "straordinaria" a Cagliari

Domenica 12 aprile l’Arcidiocesi Metropolitana Primaziale di Cagliari ha vissuto una giornata storica, per tanti motivi.
Sul colle cagliaritano di Bonaria si respirava aria di fede, speranza e cristiana gioia.
Tanti volti sono stati rigati da lacrime di commozione, trattenute ormai da troppo tempo.
Nel primo pomeriggio della Domenica in Albis tutto era pronto nella maestosa Basilica di Nostra Signora di Bonaria, Patrona Massima della Sardegna, per accogliere don Michele Piras, ordinato sacerdote la mattina precedente nella Chiesa Cattedrale da S.E.R. Mons. Arrigo Miglio, Arcivescovo Metropolita di Cagliari e Primate di Sardegna e Corsica, presenti il Card. Luigi De Magistris, mons. Pier Giuliano Tiddia, Arcivescovo emerito di Oristano e mons. Antioco Piseddu, Vescovo emerito di Lanusei, insieme a tanti sacerdoti, in numero pari quasi a cento.
Il neo-sacerdote ha scelto di ascendere per la prima volta al Santo Altare celebrando l’antico e venerabile rito comunemente detto “di san Pio V” in modo solenne, a norma del motu proprio Summorum Pontificum, dono del Papa Benedetto XVI.
Era circa cinquant’anni che non veniva celebrato nella Basilica di Bonaria. 
Una prima Messa veramente “straordinaria”, in molti sensi! 
La celebrazione è stata curata interamente dal Clero Sardo: don Gianluca Pretta, parroco di Gesico (CA), avrebbe dovuto fungere da Presbitero Assistente, ma all’ultimo momento, per motivi personali non ha potuto presenziare ed è stato degnamente sostituito da don William Barker, vicario parrocchiale della SS.ma Trinità dei Pellegrini in Roma, e collaboratore della Pontificia Commissione Ecclesia Dei; don Giorgio Domenico Lenzi, anch’egli sardo di Sant’Antioco (CA) ma incardinato nell’Istituto Buon Pastore, Diacono; don Angelo Cardia, parroco di Soleminis (CA), Suddiacono; don Cristiano Piseddu, sacerdote cagliaritano attualmente studente a Roma, cerimoniere. 
La Santa Messa è stata interrotta dalla bellissima omelia di don Fabrizio Pibiri, parroco di Donori (CA), che con vibranti parole ha intessuto l’elogio del Sacerdozio cattolico e illustrato al neo-sacerdote i gravi doveri derivanti dal suo nuovo stato.
A far da corona al novello levita un coro ricco di clero: primo fra tutti l’Eminentissimo Signor Cardinale Luigi De Magistris, onore e vanto del presbiterio cagliaritano, rivestito della sacra porpora; il Vicario Generale dell’Arcivescovo, Canonico Mons. Dott. Prof. Giovanni Ligas, Protonotario Apostolico Soprannumerario; numerosi parroci dell’Archidiocesi; sacerdoti (soprattutto giovani!!!) provenienti anche da diverse diocesi isolane; diversi alunni del Pontificio Seminario Regionale Maggiore Sardo e del Seminario Minore Arcivescovile. 
Non sono mancati, ovviamente, gli antichi “padroni di casa”, i reverendi Padri Mercedari, che da sette secoli custodiscono il Tempio più importante dell’Isola.
Il Superiore e Parroco, padre Giovannino Tolu, ha accolto don Piras all’ingresso della Basilica e dopo avergli imposto la stola alla maniera sacerdotale l’ha accompagnato fino all’altare basilicale, dove ha poi officiato per la prima volta il Divin Sacrificio. 
I canti in polifonia sono stati eseguiti dalla Cappella Arcivescovile del Duomo, la “Polifonica Kalaritana”, diretta dal Canonico Mons. M° Gianfranco Deiosso, mentre ha curato il canto gregoriano don Nicola Ruggeri, Parroco di Senorbì (CA).
Hanno prestato servizio liturgico, in maniera impeccabile, i chierichetti della parrocchia di Santa Giusta in Gesico, i quali hanno edificato tutti i presenti per la loro compostezza, naturalezza e devozione. 
Grande è stato il concorso di popolo, con in prima fila i familiari commossi di don Piras.
La Chiesa più grande dell’isola era stracolma! 
Al termine della Santa Messa il celebrate, carico di emozione, ha pronunziato i suoi ringraziamenti per tutti coloro che hanno contribuito a far di lui un uomo, un cristiano, un sacerdote secondo il Cuore di Cristo. 
Ha avuto poi luogo il tradizionale bacio delle mani consacrate, ancora profumate di Sacro Crisma.
Don Piras è molto conosciuto e stimato negli ambienti ecclesiali isolani. 
Nato e cresciuto a Cagliari, nella borgata di Sant’Elia, è entrato in seminario ancora fanciullo all’età di 11 anni.
Ha espletato la propria formazione nel Seminario Minore Arcivescovile e nel Pontificio Seminario Regionale Sardo, per poi proseguire nell’Urbe la Licenza. 
Eserciterà il suo ministero nella patria Archidiocesi quale vicario in una parrocchia dell’hinterland cagliaritano. 
Domenica è stata scritta una delle pagine più belle della recente storia della Chiesa Cagliaritana. 

Al nuovo “Alter Christus”, dono di Gesù alla sua Chiesa, giungano i più fervidi voti augurali di un sacerdozio fecondo, impregnato di giustizia e verità, ricco di elette grazie e santi meriti. 
Che Maria SS.ma, Regina Incoronata di Bonaria, Madre della Sardegna e Specchio della Giustizia, possa concedere alla sua Isola ancora numerose e sante vocazioni … di spirito tradizionale! 
Ad multos annos carissimo don Piras! 

Foto del Vidi Aquam : Lidia Lai
Le altre foto: esclusive per MiL