venerdì 31 ottobre 2014

III Pellegrinaggio Populus Summorum Pontificum : una settimana dopo

Dal 23 al 26 ottobre 2014 si è svolto a Roma il terzo pellegrinaggio internazionale “ad Petri sedem – Populus Summorum Pontificum”, che riunisce sulle tombe degli Apostoli tutte le persone di fede cattolica legate alla celebrazione della Santa Messa nella Forma Straordinaria del Rito Romano secondo il dettato del Motu Proprio Summorum Pontificum emanato nel 2007 dal Papa Benedetto XVI. 
In questi giorni ho trascorso un’esperienza spirituale intensa.
Momenti estatici ed estetici hanno fatto vibrare la mia anima partecipando alle celebrazioni liturgiche nelle sublimi Chiese o Basiliche in cui per secoli ha vissuto e respirato proprio quella liturgia cattolica romana che in questi giorni è tornata rivivere. 
Questi edifici sacri furono costruiti e plasmati intorno ad un certo modo d’intendere la liturgia, e con essa l’architettura e l’arte si sono amalgamate formando una cosa sola. Vivere l’antica liturgia all’interno di questi grandiosi ed antichi templi cristiani ha significato toccare con mano l’universalità della Chiesa, la bellezza del suo culto, la sua bimillenaria storia, la “romanità” della nostra fede.  
La Santa Messa di giovedì 23 ottobre alla Chiesa della Santa Trinità dei Pellegrini, doveva essere celebrata dal cardinale australiano George Pell, Prefetto del Segretariato per l’Economia, ma purtroppo a causa di motivi di salute non ha potuto essere presente. 
E’ stata così celebrata dal suo segretario personale una messa solenne in terzo in cui è stata letta l’edificante omelia che Sua Eminenza aveva redatto per l’occasione. 
In occasione di questa Santa Messa, la chiesa era stracolma, molta gente è dovuta rimanere in piedi, io personalmente ero seduto sulla balaustra di un altare laterale. 
I sacerdoti che volevano assistere in coro alla celebrazione erano talmente tanti che non c’era più posto nei banchi loro assegnati e sono dovuti restare in piedi con le cotte in mano nel fondo della Chiesa.  
Il momento culminante del pellegrinaggio è stato il Pontificale celebrato sabato 24 ottobre dal Cardinale statunitense Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica nella Basilica di San Pietro, all’altare della Cattedra. 
Il Pontificale è stato preceduto dall’Adorazione Eucaristica nella Basilica di San Lorenzo in Damaso e dalla processione che da lì si è snodata lungo le strette vie delle borgate romane fino ad arrivare in Vaticano. 
Certamente e visibilmente molti turisti e romani erano incuriositi da questa processione partecipata, formata da numerosi e giovani chierici in berretta, molte donne velate, con i canti e le preghiere in latino. 
Per quanto mi riguarda il momento più emozionante della processione è stato percorrere Via della Conciliazione cantando a piena voce “Noi vogliam Dio”. 
Nel corso del Pontificale ho vissuto dei momenti spirituali altissimi.  
Che emozione quando mons. Pozzo ha letto il messaggio di Benedetto XVI rivolto agli organizzatori del pellegrinaggio! 
Nel coro dell’altare oltre ai numerosi sacerdoti e monsignori, assistevano anche i rappresentanti dei principali Isituti Ecclesia Dei, il cardinale statunitense William Joseph Levada, Prefetto Emerito della Congregazione per la Dottrina della Fede, l’Arcivescovo Guido Pozzo segretario della Pontificia Commissione Ecclesia Dei. 
La provvidenza ha disposto che accanto a me, che ero seduto vicino all’altare della Confessione, fossero sedute un folto gruppo di suore Francescane dell’Immacolata, così ho pregato il Signore per le sorti del loro Istituto. 
Per motivi di ordine e di sicurezza lo spazio in cui i partecipanti al Pellegrinaggio assistevano alla Santa Messa era delimitato dalle transenne, avevamo praticamente metà Basilica tutta per noi, ma ogni tanto mi capitava di girarmi verso le porte e vedevo la calca di gente, di visitatori e di turisti, che a metà Basilica si fermavano a scrutare incuriositi il sacro rito. 
Al termine della Santa Messa il cardinale Burke che, accompagnato dal suo segretario, faceva ritorno nei suoi appartamenti, è stato accolto in Piazza San Pietro da un fragoroso e lungo applauso dei pellegrini e da un turbine di gente che lo salutava affettuosamente, lo seguiva, lo abbracciava, lo baciava, che voleva scattare una fotografia ricordo con lui. 


Il giorno seguente, domenica 25 ottobre, non ho avuto la possibilità di recarmi a Norcia, alla Basilica di San Benedetto, in cui si teneva la Messa Solenne officiata dal Priore Padre Cassian Folsom nella Festa di Cristo Re a conclusione del pellegrinaggio. 
Sono dunque rimasto a Roma ed ho partecipato al Pontificale celebrato dal vescovo francese Francois Robert Bacquè nella Chiesa della Santa Trinità dei Pellegrini. 
Il pellegrinaggio è stata una preziosa occasione per immergersi nella tradizione cattolica e sperimentare sensibilmente l’universalità della Chiesa. 
Un evento di tale portata internazionale infatti è anche un momento per conoscere ed incontrare i fratelli nella fede che in tutto l’orbe cattolico condividono l’amore e la devozione verso l’antica liturgia, con i quali si allacciano rapporti, si scambiano opinioni, esperienze, riflessioni. 
Gli italiani che ho incontrato si ricorderanno di me per l’incalzante domanda “ma voi avete la Messa?”, poiché mi interessava capire come il Motu Proprio fosse stato applicato e quanto era diffusa la liturgia nell’antica forma del rito romano. 
Come si poteva immaginare è emersa una realtà frammentaria, una Chiesa di frontiera. 
Dunque ecco un’immagine della famosa Chiesa “ospedale da campo” di cui ci ha parlato Papa Francesco, una Chiesa in cui i fedeli sono costretti a fare i “pendolari della Messa”, che per partecipare al Santo Sacrificio devono percorre trenta, quaranta, cinquanta chilometri, e talvolta sono costretti ad emigrare nelle diocesi confinanti, con le conseguenti spese di viaggio, perché il loro ordinario gli ha negato un diritto spingendoli così a richiedere permessi e ferie dal lavoro o a ritirare anticipatamente i figli dalla scuola per partecipare alle funzioni religiose. 
Una Chiesa in cui i sacerdoti aprono le porte delle loro Chiese e delle loro canoniche per curare le ferite di cattolici provenienti da ogni dove e sono in costante paterno e fraterno contatto quotidiano con i loro fedeli per trovare luoghi o Chiese disposte a concedere il permesso di celebrare la Santa Messa, recitare rosari, compiere pellegrinaggi, ritiri spirituali od organizzare incontri di formazione cattolica, e quando le autorità non rilasciano i permessi sono costretti a riunirsi nella case private, di nascosto, come ladri nella notte. ( Sottolineatura nostra N.d.R.)
Una Chiesa in cui i sacerdoti che scelgono di celebrare nella Forma Straordinaria del Rito Romano sono talvolta lasciati soli, emarginati, derisi ed allontanati dai loro confratelli o dai loro superiori. ( Sottolineatura nostra N.d.R.)
Una Chiesa in cui i seminaristi escono di nascosto dai loro istituti diocesani per raggiungere le Chiese più vicine in cui si celebra l’antica forma e se vengono scoperti, vengono puniti. ( Sottolineatura nostra N.d.R.)
Una Chiesa in cui è meglio non dire che frequenti la “Messa in latino”, ma serbare tutto nel profondo del proprio cuore, per il timore di essere scherniti in prima persona o che deridano i tuoi familiari, magari tuo figlio che frequenta il catechismo in parrocchia. ( Sottolineatura nostra N.d.R.)
Una Chiesa in cui tanti sacerdoti che celebrano privatamente il Vetus Ordo non hanno potuto essere presenti a Roma, al pellegrinaggio, per la paura di essere giudicati dai loro confratelli, per non essere motivo di scandalo tra i loro fedeli. ( Sottolineatura nostra N.d.R.)
Una Chiesa d’emergenza, in uno “stato di necessità” perenne, in cui sussistono delle vere e proprie periferie esistenziali, ma nonostante tutte queste difficoltà si mantiene viva, dinamica e giovane.   ( Sottolineatura nostra N.d.R.)
Un anziano sacerdote statunitense membro della Curia Generalizia di un antichissimo ordine religioso, mi ha confermato che la maggioranza dei seminaristi che vengono formati nelle loro case sono attratti dalla liturgia straordinaria. ( Sottolineatura nostra N.d.R.)
E ciò era particolarmente visibile nel corso del pellegrinaggio: tanti giovani preti, tanti giovani fedeli, tante giovani famiglie. 
Rispetto allo scorso anno, questa edizione del pellegrinaggio è stata caratterizzata da un’affluenza più alta, sia da parte del clero che dai fedeli. 
La maggioranza dei presenti erano di lingua inglese (statunitensi), francesi, tedeschi, brasiliani, come al solito gli italiani erano pochi. 
Ciò denota che all’estero il Motu Proprio ha avuto una più ampia e facilitata applicazione, è sentito come parte integrante del magistero della Chiesa, mentre in Italia le cose sono andate diversamente. 
Sono consapevole che in un pellegrinaggio non si dovrebbe guardare al numero ma alla qualità dei partecipanti, tuttavia bisogna anche notare che nelle tre edizioni il numero dei pellegrini non ha mai sfondato la soglia psicologica delle mille unità. 
Per riuscire in questo obiettivo è necessario che i numerosi fedeli italiani (che quindi hanno più facilità a raggiungere Roma) legati al “Summorum Pontificum” si sveglino dal letargo, mettano da parte le divisioni ed i campanilismi. 
L’impegno che viene richiesto non deve essere inteso come una prova di forza verso un’opposizione immaginaria, ma al contrario un’occasione di comunione fraterna per dimostrare alla Chiesa visibile che esistiamo e che vogliamo camminare con essa ed in essa, guidati dai Vescovi, e confermati nella fede dal Successore di Pietro, poiché Ubi Petrus, ibi Ecclesia. 
Arrivederci nel 2015! 

Luigi Martinelli  

giovedì 30 ottobre 2014

Risposta della FSSPX alla notifica di Monsignor Semeraro

Monsignor Marcello Semeraro, Vescovo di Albano Laziale, ha fatto pervenire una notificazione ai parroci della sua diocesi (CLICCA QUI per il testo integrale) con gravi affermazioni, che non solo sono errate sotto il profilo del Diritto Canonico, ma sono incongruenti con il confuso e deviante panorama ecclesiastico presente nella Chiesa a fronte di sacerdoti che difendono con coraggio ed amore, per la Chiesa e per le anime, l’integrità della Fede. Pubblichiamo, tratto dal sito della FSSPX, il testo integrale della risposta della Fraternità alla notifica in questione. (C.S.)
 
FSSPX
A Proposito della notificazione di Mons. Semeraro
 
In una notificazione del 14 ottobre scorso, Mons. Marcello Semeraro, che amministra la Diocesi Suburbicaria di Albano, ha pensato di dichiarare che la Fraternità Sacerdotale San Pio X non è “un’istituzione della Chiesa Cattolica” e che i fedeli non devono frequentarla per non “rompere la comunione con la Chiesa”.
 Molte cose potremmo chiedere a Mons. Semeraro, guardando dal suo punto di vista.
Potremmo chiedere se sa che la Fraternità San Pio X è stata eretta con l’approvazione del Vescovo di Friburgo nel 1970; che la Santa Sede le ha conferito il decreto di lode nel 1971; se sa che la stessa casa della Fraternità  ad Albano, con il suo Oratorio semipubblico per amministrarvi i sacramenti, è stata eretta canonicamente con decreto del suo Predecessore Mons. Raffaele Macario il 22 febbraio 1974 (prot. 140/74).
Potremmo anche chiedergli come concilia le sue proibizioni con le dichiarazioni ufficiali della Santa Sede, che con risposta della Commissione Ecclesia Dei del 18 gennaio 2003, diceva che è possibile soddisfare il precetto della Messa domenicale “assistendo ad una messa celebrata da un prete della Fraternità San Pio X”; o come pensa che si possa “rompere la comunione con la Chiesa” andando a Messa dalla Fraternità San Pio X, quando la stessa Santa Sede non ritiene più fuori dalla comunione nemmeno i Vescovi della medesima Fraternità; o se pensa che presunte irregolarità canoniche equivalgano a una rottura della comunione.
Potremmo ancora chiedergli perché lui, il Vescovo, possa organizzare una veglia ecumenica nella cattedrale (18 gennaio 2014) per pregare con persone che di certo non sono “in comunione con la Chiesa Cattolica” come una pastora evangelica e un vescovo ortodosso (ortodossi cui nel 2009 ha consegnato la chiesa di San Francesco a Genzano, costruita dai nostri padri per il culto cattolico), mentre i suoi fedeli non possono pregare con altri cattolici alla Messa della Fraternità.
Potremmo chiedergli perché l’apertura di spirito della Diocesi è tanto ampia da includere il “Primo forum dei cristiani omosessuali”, tenutosi nella Casa dei Padri Somaschi il 26-28 marzo scorso, ma non chi rimane legato alla Tradizione della Chiesa cattolica.
Non attendiamo una risposta su questi punti che mostrano in maniera lampante le contraddizioni di Mons. Semeraro
La Fraternità fonda il suo ministero presso tutti i fedeli proprio sulla necessità di combattere gli errori contro la fede cattolica romana che sono diffusi nella Chiesa dagli stessi Vescovi: da quello appena citato dell’indifferentismo ecumenico, per cui si può dare credito a tutte le religioni come se fossero tutte vie di salvezza, abbattendo di fatto il Primo Comandamento di Dio, fino all’adozione di una liturgia che si allontana dall’espressione dei dogmi della Chiesa Romana per diventare semi-protestante e irriverente. Errori che si spingono sempre oltre, come si è visto nell’ultimo Sinodo, dove sotto apparenze di misericordia, si è discusso sulla possibilità di modificare il Sesto Comandamento e di rinunciare nei fatti all’indissolubilità del matrimonio cristiano. Lo stato di grave necessità generale, dovuto alla capillare diffusione di errori contro la fede da parte della gerarchia ecclesiastica, fonda canonicamente il diritto e il dovere di ogni sacerdote fedele di dare i sacramenti e un’autentica istruzione cattolica a chiunque lo richieda.
La Fraternità San Pio X, sull’esempio del suo fondatore, continuerà a trasmettere integralmente il deposito della fede e della morale cattolica romana, schierandosi apertamente contro tutti gli errori che vogliono deformarlo, senza tema di minacce o ingiuste sanzioni canoniche, poiché questo deposito né Mons. Semeraro, né alcun altro membro della gerarchia ecclesiastica potrà mai cambiarlo. Come dice San Pietro: “Occorre obbedire a Dio piuttosto che agli uomini”.
Tutti coloro che desidereranno ricevere i sacramenti come la Chiesa li ha sempre amministrati, ricevere un catechismo autentico per i loro bambini, una formazione per gli adulti, una direzione spirituale e un conforto per i malati saranno sempre benvenuti.
Il Distretto d’Italia della Fraternità San Pio X 

Tolentino : celebrazioni SS.Messe 1-2-3 Novembre



Tolentino (MC)
Chiesa del Sacro Cuore (vulgo "dei sacconi")  .
In occasione della Solennità di Tutti i Santi saranno esposte tutte le Sante Reliquie venerate donate alla Confraternita dal Fondatore il Vescovo  San Vincenzo Maria Strambi.  
Recentemente la Santa Sede ha fatto dono alla Comunità Tolentinate della Reliquia di San Pio X nell’anniversario della morte ed anche diversi Ordini Religiosi hanno consegnato alla devozione dei tolentinati le Reliquie di importanti Santi e Sante fra cui alcuni dei martiri delle persecuzioni anticattoliche in Messico ed in Spagna e canonizzati da San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI . 
Le Sante Messe, celebrate dal parroco don Andrea Leonesi con l’antico rito della Chiesa cattolica, saranno :  
- Sabato 1 novembre alle ore 17:00 (Solennità di Tutti i Santi) Santa Messa cantata 
- Domenica 2 novembre ore 17:00 Santa Messa cantata (Domenica XXI dopo la Pentecoste)
- Lunedì 3 novembre ore 17:00 Santa Messa cantata da Requiem per tutti i Fedeli Defunti con   assoluzione al tumulo. (*)










 

L'Ecclesia Dei accorda il permesso di celebrare la Messa da Requiem al 2 novembre anche se di domenica

Come nel 2008, anche quest'anno il giorno in Commemoratione omnium fidelium defunctorum (il 2 novembre) cade di domenica. 
Secondo il rito antico, in questi casi, la celebrazione per i defunti slitterebbe al successivo lunedì 3 novembre.
Nel 2008, per l'occasione, il Gruppo Stabile "Beato Tommaso Reggio" di San Remo (diocesi di Ventimiglia - San Remo, Im) rivolse una quaestio alla Commissione Ecclesia Dei sulla possibilità di anticipare la Messa da Requiem alla domenica sera (2 novembre).
Il responsum della Commissione, n. 166/2008 del 22 settembre 2008 a firma del vice presidente di allora, Mons. Camillo Perl, fu affermativa.
A seguito di ciò, giusta autorizzazione della Suprema Autorità Ecclesiastica, anche quest'anno gli amici di San Remo organizzazno una celebrazione per i defunti in rito antico il 2 novembre (che in questa prima domenica del mese coincide appunto con la messa per i morti), e con l'occasione ci inviano copia del responsum.

 Domenica 2 novembre 2014 - ore 17:00
in Commemoratione omnium defunctorum

Santuario della Madonna della Costa - San Remo

S. MESSA da Requiem, cantata
nella forma extraordinaria del rito romano
canti della Corale di Verezzo
diretta dal M° Ivo Bottini

Organista M° Prospero Russo

 

"Nostre Informazioni" da parte di S. E. Rev.ma Mons. Eleuterio Favella

"Vecchio ritratto del Presule mentre si intrattiene
con gli amati gatti Concilio e Sinodo"
I lettori che hanno la bontà di seguirci da più tempo, ricorderanno sicuramente che in diebus illis il blog aveva l'onore e il piacere di pubblicare diversi documenti, aggiornamenti, commenti e ammonizioni scritti da Sua Eccellenza Reverendissima Mons. Eleuterio Favella, Arcivescovo di Sinossi in partibus
Indimenticabile è sicuramente il suo "Diario Romano": (Diario romano di Mons. Favella - I parte 22.12.2010; e Diario di Mons. Favella - II parte 24.12.2010).
Si ricorderanno anche due sue esemplari Lettere pastorali (- Lettera pastorale del 2011 31.10.2011 e la Lettera pastorale per il 2012  1° apr. 2012.).
Avevamoavuto il piacere di riferire anche di come l'attenzione arguta dell'anziano prelato si fosse  posata sulle celebrazioni farsesche pugliesi: Sulle "notti sacre" di Bari 2010 (07.10.2010)  Sulle "notti sacre" di Bari 2011 (28.09.2011) e sulle notti bianche (Epigramma pastorale sulle "notti bianche" 15.02.2011).
Lo zelo pastorale del poliedrico Arcivescovo, da sempre attento alla musica sacra, si era poi manifestato anche in brevi considerazioni Sulla musica postconciliare (08.07.2010)  e sulle  "grandi manovre"  alla Cappella Sistina ai tempi della nomina di Mons. Palombella. (Sulla Cappella Sistina 04.10.2010;  Sulla nomina di Mons. Palombella alla Cappella Sistina 22.09.2010).
L'Arcivescovo titolare di Synossi, inoltre, aveva caute et reverente, espresso anche un giudizio di altissimo profilo "Sulla Beatificazione di Giovanni Paolo II (09.05.2011). 

Orbene: qualche tempo fa, memori e nostalgici, avevamo consegnato, per tramite del segretario personale di Sua Eccellenza don Ambrogio Fidato, una filale richiesta a Mons. Eleuterio Favella affinché paternalmente tornasse a inviarci i suoi scritti. 
Sicuramente i moltiplicati impegni pastorali e di Curia gli impediscono una produzione epistolare ad personam, ma il prelato non ha voluto deluderci. 

Ed è quindi che, commossi e con le lagrime che salgono agli occhi, oggi possiamo dare questa lieta notizia che ci ricolma il cuore di indicibile gioia e di smisurata riconoscenza. 
Finalmente, dopo tanto attendere, ci è stato finalmente inviata dal Cancelliere vescovile, don Pietro Zecchini, la risposta alla nostra richiesta.

Con il decreto n. 3/14(π) provvidenzialmente emanato il 19 Ottobre 2014, giornata della propagazione della Fede (istituita da Sua Santità Pio XI), Mons. Favella graziosamente  accorda alla Redazione di MiL il permesso di  riportare e diffondere sul nostro blog le  "Notificazioni di Cancelleria" che Mons. Favella, per tramite del suo segretario, pubblica sul profilo facebook.
 
In ossequio al decreto, quindi, troverete quindi sul blog un appuntamento fisso "Nostre Informazioni" in cui saranno pubblicate le Notificazioni e le Comunicazioni (più o meno ufficiali) dai Sacri Palazzi, del beneamato Vescovo Favella.

 
La lunga attesa è stata ricompensata ben oltre ogni positiva attesa, anche dalle belle parole che l'Arcivescovo ha voluto rivolgere alla nostra  attiva ma pur misera Redazione.

Per questo intendiamo esprimere i nostri sensi di gratitudine a Sua Eccellenza, e inginocchiati al bacio dell'anello, abbiamo l'onore di professarci suoi figli devoti in Cristo e servitori umilissimi  ecc. ecc.
la Redazione di MiL


*


***
Qui appresso trascriviamo il testo del decresto





E l e u t e r i o    F a v e l l a
per grazia di Dio e della Sede Apostolica
Arcivescovo di Synossi in partibus
Assistente al S. Soglio
Giudice Ordinario della Curia Romana e suo Distretto
Abate comm. di S. Cecilia in Urbe
 Decr. n. 3/14 (π)
 Noi, accogliendo con paterna sollecitudine i voti dei benemeriti Figli che servono presso la parimenti benemerita Redazione del celeberrimo Blog “Messainlatino”, e considerato che le filiali istanze da Essi presentate sono certamente rivolte a maggior gloria di Dio, alla difesa della Fede cattolica, a tutela dell’ecclesiastica disciplina ed ad edificazione delle anime, e volendo pure estendere la “pastorale dell’ironia” che, per imperscrutabile disegno della Divina Provvidenza, ancorchè indegno, ci troviamo ad esercitare da questa Cattedra, con maggior frutto spirituale per i lettori del mentovato Blog, con il presente provvedimento
 D E C R E T I A M O
Art. 1
La Redazione di Messainlatino è facultata, con effetto retroattivo, ma comunque non oltre la data del 13 marzo 2014, a trarre dal profilo virtuale del sottoscritto le Notificazioni di cancelleria che, in virtù dell’officio commessoci, facciamo pubblicare de die in diem, dal nostro segretario, in esse comprese tutti gli allegati annessi e connessi, con le pertinenze e le adiacenze.

Art. 2

La prefata Redazione potrà, conseguentemente, pubblicare dette Notificazioni con gli alligati sul proprio Blog, con cadenza settimanale od altra ad libitum inserendole nella Rubrica “Nostre Informazioni” che sarà così offerta, per evidenti ragioni di cura pastorale, ai fedeli.

Art. 3

In virtù del ministero episcopale, ci riserviamo di impetrare dalla Penitenzieria Apostolica le indulgenze previste per queste pubblicazioni di buona stampa, dandone conseguente notificazione canonica quando esse saranno benignamente accordate dall’Autorità competente.

Art. 4

È fatto espresso divieto di estensione del presente Decreto, in assenza di apposita istanza a questa Curia, incorrendo i trasgressori nelle pene canoniche (e non) previste dal Diritto.

Mugnano del Cardinale,
dalla residenza arcivescovile, li 19 ottobre, a. D.  2014,  in die “pro propagatione Fidei"
                                                                       
                                                                + F.to Eleuterio Favella, arcivescovo
   F.to Sac. Pietro Zecchini
               Cancellarius
                                                           F.to diac. Ambrogio Fidato
                                                                             a secretis                                           

mercoledì 29 ottobre 2014

Petriolo (MC) - La devozione mariana ha salvato un'opera d'arte del XV secolo

Domenica scorsa, 26 ottobre 2014, nella chiesa di Santa Maria delle Grazie a Petriolo, alla presenza di numerosi fedeli, è stato inaugurato il recupero di un prezioso affresco della Madonna Santissima rinvenuto un anno fa. 
Le spese del restauro sono state encomiabilmente sostenute da don Sante Stizza, parroco da 15 anni nella parrocchia dei SS.ti Martino e Marco di Petriolo,  per il  suo 50° di Ordinazione Sacerdotale ed in memoria della mamma scomparsa recentemente .
Un  gesto significativo che ha sottolineato la devozione mariana  del Parroco e  dei cittadini di Petriolo  orgogliosi delle proprie "radici cristiane" e della secolare venerazione, fiorita e custodita nelle famiglie, alla Madonna della Misericordia (una splendida scultura, del 1525, di Giovanni Antonio Aquilano ) venerata nell'omonimo Santuario.  
L'iniziativa del Parroco ha permesso la scoperta e conservazione di un frammento di dipinto della seconda metà del XV secolo. 
Nei nostri giorni  in cui le risorse  per la salvaguardia del patrimonio  culturale ed artistico   sono quasi inestistenti  il gesto del Parroco  ci induce ad una riflessione: ogni fedele, secondo le proprie possibilità, potrebbe contribuire alla valorizzazione del patrimonio culturale ed artistico della propria Parrocchia o Comunità cittadina e Diocesana . ( Cosa che encomiabilmente avviene,  anche  in Italia, dovunque sono fioriti i cosiddetti Gruppi Stabili che in virtù del Motu Proprio Summorum Pontificum curano le celebrazioni delle Sante Messe nell'antico rito della Chiesa valorizzandone appieno le Chiese N.d.R.)
I restauratori incaricati dal Parroco Elisabetta Vinciguerra e Simone Settembri hanno subito compreso che  sotto dell’immagine della Madonna delle Grazie dell'Altar Maggiore, riconducibile alla prima metà dell’Ottocento, si celava un soggetto ben più antico. 
Il risultato del restauro è stato sorprendente perchè  è riapparso l’originario affresco dipinto al 1475 ca. autorevolmente attribuito al pittore Pier Palma da Fermo. 
La Madonna Santissima in piedi e circondata da una mandorla di luce apre il suo manto per accogliere e proteggere i fedeli, a sinistra gli uomini compresi papa, re e potenti dell'epoca, a destra le donne fra le quali principesse e dame. 
L’affresco originariamente stava in un'edicola che fu al centro di eventi prodigiosi tanto da indurre gli abitanti del luogo ad edificare una  chiesa che col passare dei secoli e con l’aumentare dei pellegrini  divenne sempre più bella. 
Il dipinto venne staccato dalla parete dell'edicola e collocato sull'Altar Maggiore. 
L'inaugurazione del restauro del dipinto è stata organizzata dall'instancabile Cav. Mariano Mercuri, responsabile del mirabile Museo dei legni processionali e promotore di vari eventi che hanno come scopo la conservazione e la divulgazione delle tradizioni religiose e del patrimonio  artistico - devozionale di Petriolo . 
L’evento è stato arricchito dall'esecuzione delle Suite per Violoncello solo di J.S.Bach eseguite dalla violoncellista petriolese Marylisa Mariani . 

C.M.

17 marzo 1963 Sua Eccellenza Mons. Norberto Perini,
Arcivescovo Metropolita e Principe di Fermo,
conferisce l'Ordine Sacerdotale a don Sante Stizza.

Comunicato del CISP sul messaggio del Papa Emerito ai pellegriniPopulus Summorum Pontificum

Coetus Internationalis Summorum Pontificum

Comunicato del 29/10/2014

SULLA LETTERA DEL PAPA EMERITO AL NOSTRO DELEGATO GENERALE
Siamo molto felici della diffusione data al messaggio che Sua Santità il Papa emerito Benedetto XVI ha rivolto, attraverso il nostro delegato generale, a tutti i pellegrini del popolo Summorum Pontificum e in particolare ai giovani di Juventutem.
Tuttavia rimaniamo stupiti delle tante interpretazioni più o meno fantasiose che si stanno dando alle sempre chiarissime parole del Papa fautore della riconciliazione liturgica.
Vogliamo far presente a tutti che il testo di Benedetto XVI è una risposta a un nostro invito a partecipare alla Santa Messa celebrata sabato scorso da Sua Eminenza il cardinale Burke in San Pietro a conclusione della nostra annuale solenne processione per le vie di Roma.
L’invito era stato presentato al Papa emerito con una lettera del 21 agosto, consegnatagli in mani proprie il 1 settembre durante l'udienza privata che ha voluto concedere a Juventutem e a noi.
Il riferimento di Sua Santità emerita alla “piena pace della Chiesa” nella quale vive ora la liturgia tradizionale non è né ironico, né ingenuo, ma è la risposta puntuale a ciò che gli avevamo scritto il 21 agosto: “Siamo particolarmente consapevoli che con il Motu Proprio del 2007 Vostra Santità ha voluto conservare alla Chiesa il tesoro del Messale antico, avendo cura di non ferire la compattezza della Chiesa stessa: la celebrazione della forma straordinaria ha ormai corso pacificamente, senza polemiche, in seno a parrocchie dove si celebra abitualmente la forma ordinaria. Come Vostra Santità ha già avuto modo di dire, ciascuno di noi fa parte di una qualche concreta porzione del Popolo di Dio, in cui trova fratelli e sorelle di ogni sensibilità. Per cui il nostro pellegrinaggio riunisce un gran numero di seminaristi diocesani e di sacerdoti di parrocchia, molti dei quali celebrano secondo le due forme del rito.”
Sappiamo bene che esistono ancora molte resistenze e ostilità al provvedimento di Papa Benedetto e siamo certi che anch’egli ne sia consapevole: volevamo, però, ringraziarlo della nuova realtà che si sviluppa in tante parrocchie dell'Orbe cattolico e che i pellegrini laici ed ecclesiastici, giunti a Roma per il pellegrinaggio, hanno testimoniato.

                         Guillaume Ferluc                                  Giuseppe Capoccia
                       Segretario generale                                 Delegato generale

S. Messa per Ognissanti a Verbania Pallanza (VB) e ad Arona (NO)

Oltre alla S.Messa della Domenica alle 11.30 nella Chiesa di S.Giuseppe a Verbania Pallanza (VB) ci sarà la S.Messa Sabato 1° di novembre alle ore 11.30 per la festività di Ognissanti



  Sabato 1° di novembre 2014, ore 11.30
Chiesa di San Giuseppe a Verbania Pallanza (VB)
SANTA MESSA nella solennità di Ognissanti


Nella stessa maniera, oltre alla S.Messa delle 18.30 il Sabato nella Chiesa di S.Marta in Arona (NO) ci sarà la S. Messa Venerdì 31 di ottobre alle ore 18.30 per la festività di Ognissanti
 

Sabato 31 di ottobre 2014, ore 18.30
Chiesa di Santa Marta a Arona (NO)
SANTA MESSA nella solennità di Ognissanti

martedì 28 ottobre 2014

Corsi di Gregoriano a Udine

Riceviamo dagli amici di Udine, e pubblichiamo con piacere, la brochure e l'articolo pubblicato sul settimanale diocesano "La Vita Cattolica" illustrativi del corso di canto gregoriano che si terrà a Udine presso lo stabile dell'ex Seminario Arcidiocesano, un sabato pomeriggio ogni due settimane, secondo gli orari indicati.
Una annotazione: i termini sono prorogati fino a fine ottobre (nella brochure è ancora indicato il termine del 30 settembre).
Roberto




lunedì 27 ottobre 2014

Un Pellegrinaggio "storico" . L'impegno dei volontari a favore della Tradizione : con opere concrete.

Un anziano Sacerdote, che si è battuto strenuamente, fino alla morte, contro la scristianizzazione della società era solito dire: "Vuoi sapere se la nostra iniziativa ha avuto buon esito? Dai un'occhiata alla stampa: se non trovi nulla allora è stato un successo".
Questa osservazione può essere "applicata" anche per tutto quello concerne l'informazione sul web, blog e siti "tradizionalisti" inclusi: " Vuoi sapere se la nostra iniziativa ha avuto buon esito? Dai un'occhiata alla stampa...".
Riteniamo un nostro preciso dovere morale  ringraziare gli Organizzatori (volontari) del III Pellegrinaggio Internazionale Populus Summorum Pontificum. 
Desideriamo, nel contempo, esprimere la nostra grata ammirazione verso tutti i Pellegrini citando in modo speciale i  Fedeli ( intere famiglie ) che in gran numero sono arrivati a Roma dagli USA e dalla Francia affrontando numerose, comprensibili  problematiche.
Per riassumere questi nostri sentimenti abbiamo scelto un articolo del Redattore di Cordialiter che traduce appieno quanto sentiamo "in corde".
Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile questo grande evento di fede che rimmarrà lungamente impresso nei nostri cuori... fino al pellegrinaggio del prossimo anno!
Soli Deo gloria.

"Ieri migliaia di pellegrini giunti a Roma da vari Paesi dell'orbe cattolico hanno avuto la grazia di poter assistere al Santo Sacrificio della Messa celebrato nella Basilica di San Pietro dal zelante Cardinale Raymond Leo Burke, Prefetto del Supremo Tribunale della Segnatura Apostolica. 
È stato un successo strepitoso! 
Un eventuale flop sarebbe stato disastroso per il movimento tradizionale, infatti i modernisti avrebbero avuto un'occasione imperdibile per dipingerci come “quattro gatti” che fanno solo caciara. 
E invece si sono presentati nel centro della cristianità migliaia di arditi leoni pronti a combattere senza tregua la buona battaglia della fede. 
Bisogna essere grati al Cardinale Burke per aver accettato di celebrare la Messa Pontificale. 
È edificante lo zelo di questo Principe della Chiesa! 
Un ringraziamento va anche ai sacerdoti, ai seminaristi e ai cantori che hanno curato il servizio liturgico. 
È chiaro che tutta questa meraviglia non è accaduta per caso. 
Dietro c'è stato l'impegno di un gruppo di generosi volontari. 
Faccio i miei complimenti a coloro che hanno lavorato sodo per organizzare il Pellegrinaggio. 
Apprezzo molto l'impegno di coloro che si battono a favore della Tradizione con opere concrete, non con semplici lamentele". ( Sottolineatura nostra N.d.R.)

 Continua QUI 

Cordialiter

Mons. Livi analizza la “Nuova Ecclesiologia” di Hans Küng



Disputationes Theologicae ha, nei giorni scorsi, riproposto la lettura di alcuni articoli - pubblicati già negli scorsi anni - con una rubrica ad hoc:“Alle radici ideologiche del veleno sinodale” (cfr. colonna di destra).

 Per approfondire le premesse che hanno condotto all’attuale baratro dottrinale ed ecclesiale, di cui gli eventi sinodali di questi giorni sono solo il fenomeno più evidente, ha chiesto a Mons. Antonio Livi, decano emerito di Filosofia della Lateranense, un contributo per risalire alle radici filosofico-teologiche della “Nuova Ecclesiologia”.

 L’attenzione si è concentrata su uno dei più significativi ed influenti esponenti della “falsa teologia”, per riprendere un’immagine cara all’autore (cfr. A. Livi, Vera e falsa teologia. Come distinguere l’autentica “scienza della fede” da un’equivoca “filosofia religiosa”, Casa Editrice Leonardo da Vinci, Roma 2012).
18 ottobre 2014, San Luca Evangelista

 S. C.




L’ecclesiologia di Hans Küng 
di Antonio Livi



L’ecclesiologia di Hans Küng merita di essere attentamene esaminata perché oggi essa non ha un peso teologico marginale ma costituisce proprio l’ideologia filosofico-religiosa dominante in ambito cattolico. Le categorie concettuali e le fonti letterarie principali sono quelle della Riforma luterana e della filosofia religiosa di matrice luterana, rappresentata nell’Ottocento dal sistema idealistico di Georg Friedrich Hegel e nel Novecento dalla «dogmatica ecclesiale» (die Kirchliche Dogmatik ) di Karl Barth. I capisaldi di questa ideologia filosofico-religiosa sono rappresentati dallo storicismo e dalla dialettica immanentistica. La Chiesa cattolica viene così interpretata come un momento storico della dialettica dello Spirito (inteso, questo, non tanto come lo Agion Pneuma del dogma cattolico quanto piuttosto come «der Geist» di Hegel), la quale mira a uno svolgimento nel prossimo futuro che vedrà, come prima tappa, l’abbattimento delle barriere dottrinali tra cattolici e protestanti (con la piena accettazione della concezione luterana della «giustificazione per sola grazia») e la costituzione di una sola “Chiesa di Cristo” (ecumenismo); infine, come seconda e definitiva tappa, la costituzione di una “Chiesa universale” su base esclusivamente etico-politica (la «Weltethik»). Tale ideologia pervade oggi, come sottofondo ben identificabile a un’attenta analisi concettuale, la maggior parte delle proposte (dottrinali o pastorali) dei teologi cattolici più in vista, a cominciare da Karl Rahner, che lo stesso Hans Küng considera un maestro e un modello nell’adottare in teologia la dialettica di Hegel (1). Questi teologi cattolici, molti dei quali divennero vescovi, esercitarono una ben documentata influenza sui lavori del Vaticano II, per poi assumere il ruolo (arbitrario) degli unici interpreti autorevoli del Concilio nel successivo cinquantennio, fino ad arrivare, oggi, alla preparazione e allo svolgimento dei lavori del duplice Sinodo sulle possibili modifiche della prassi pastorale in relazione ai problemi delle famiglie. Figura di spicco di questa corrente teologica è il cardinale Walter Kasper, sostenuto da gran parte dell’episcopato tedesco e in Italia da altri teologi divenuti cardinali come Dionigi Tettamanzi e Gianfranco Ravasi. La sua tesi più caratteristica, in linea con le proposte teologico-morali di Hans Küng, è la necessità di accelerare il processo di riforma della Chiesa con... [continua a leggere]

domenica 26 ottobre 2014

Pellegrinaggio: il messaggio di Benedetto XVI

Illustrissimo Sig. Delegato Generale,

finalmente trovo il tempo di ringraziarLa per la sua lettera del 21 agosto scorso. Sono molto felice che l'Usus antiquus vive adesso in una piena pace della Chiesa, anche presso i giovani, appoggiato e celebrato da grandi cardinali.

Spiritualmente sarò con Voi. Il mio stato di "monaco di clausura" non mi permette una presenza anche esteriore. Esco dalla mia clausura solo in casi particolari, invitato personalmente dal Papa.

In unione di preghiera e di amicizia. 

Vostro nel Signore 

Benedetto XVI 

Ill.mo Sig. Giuseppe Cappoccia
Delegato generale 
CISP

Pellegrinaggio: omelia del Card. Pell

Come promesso ecco il testo dell'omelia del Card. Pell per il pontificale di venerdì pomeriggio. 
A presto la traduzione. 

Pellegrinaggio: pontificale di S.E. Mons. Bacqué

Il pellegrinaggio, per i fedeli rimasti a Roma, è terminato con il pontificale di mons. Bacqué nella chiesa di Trinità dei Pellegrini 

Norcia : la Benedizione Papale con Indulgenza Plenaria ai fedeli del III Pellegrinaggio

Norcia. Basilica di San Benedetto.
Al termine della Santa Messa Solenne officiata da Priore Padre Cassian Folsom nella Festa di Cristo Re a conclusione del III Pellegrinaggio Populus Summorum Pontificum, Sua Eminenza Rev.ma il Signor Cardinale Walter Brandmueller, che ha assistito al trono rivolgendo al fedeli una bellissima Omelia, ha impartito a nome di sua Santità Papa Francesco la Benedizione Papale con annessa Indulgenza Plenaria .
La Basilica di San Benedetto era strapiena di fedeli, per lo più giovani, che hanno assistito devotamente alla Messa Solenne impreziosita dai canti Gregoriani ( Missa XI  e Proprium) eseguiti dal coro dei Monaci.

«Nihil amori Christi praeponere»