lunedì 29 agosto 2016

Che succede dentro CL?

Don Julián Carrón, il leader di Comunione e Liberazione
Dal  blog di un vecchio amico di CL.
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 Marco Respinti, La bianca torre di Echtelion, 23-8-2016
Cloro al clero. Negli anni 1970 la Sinistra usava questo slogan allitterativo per canzonare il nemico: lo scriveva infatti “CL al clero” essendo “CL” la sigla sia del suddetto elemento chimico sia del movimento cattolico di Comunione e Liberazione. Nata dall’intuizione culturale e dalla premura educativa di un prete della provincia milanese per cui è aperto il processo di canonizzazione, ovvero il Servo di Dio Luigi Giussani, CL era l’incubo del movimento studentesco spranghista. I due mondi si erano bordeggiati, fiutati, un po’ persino presi, ma alla fine era stata rottura netta. Li differenziava un abisso, anche se da fuori potevano pure sembrare (sin troppo) simili, proprio come un dì un ciellino mi spiegò la differenza che nel Medioevo passava tra un santo riformatore e un eresiarca: in tutto uguali (atteggiamenti, gergo, retorica, moniti, gesti, comportamenti, vestiario), salvo che l’uno agiva nell’obbedienze all’unica vera Chiesa, l’altro invece da fuori, anzi contro. Come tutti i ciellinismi, è una spiegazione iperbolica anche questa, ma resta vera.

Trieste:comunicato in lingua croata del 1 e 2 ottobre UZORITI KARDINAL BURKE U TRSTU

Considerata l'importanza  liturgico/musicale delle celebrazioni del 1 e del 2 ottobre nella Chiesa parrocchiale "Beata Vergine del Rosario" di Trieste  gli avvisi relativi dei festeggiamenti del 1 e 2 ottobre da oggi  saranno pubblicati  in diverse lingue per favorire  una più ampia comunicazione dell'evento. 
Ricordiamo che : 
 - sabato 1 ottobre (Rosario, Vesperi pontificali e S. Messa antica celebrata dal parroco don Stefano Canonico a cui Sua Em.za card. Burke assisterà) 
 - domenica 2 ottobre (S. Messa Pontificale con esecuzione della Messa in si minore per soli, coro e orchestra). 
Ringraziamo gli amici di Trieste per questo luminoso esempio di fede e di zelo liturgico.

UZORITI KARDINAL BURKE U TRSTU 

Uzoriti Raymond Leo Burke, kardinal zaštitnik Suverenog vojnog malteškog reda, slavio je u Trstu svečanu pontifikalnu Misu na tronu, po tradicionalnom rimskom obredu. 

domenica 28 agosto 2016

L'orientamento liturgico: sesta parte


Mosaico dell'Ecclesia materBasilica paleocristiana
proveniente da pietra tombale di Tabarka, in Tunisia (sec. IV-V).
L'altare è al centro della navata.
 Proseguiamo con  alcuni articoli - tratti da Chiesa e post concilio e dagli amici di Romualdica - sull'orientamento liturgico.

9° Articolo: "L'altare verso il popolo. Domande e risposte 7", Romualdica, cliccare QUI.

Per le puntate precedenti vedi QUI e QUI e QUI e QUI.
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OTTAVA DOMANDA
Quando il sacerdote si trovava posto “dietro” l’altare, nelle chiese che avevano l’abside a Occidente, come San Pietro a Roma, ciò non costituiva, malgrado tutto, una celebrazione rivolti al popolo?

No! In effetti, durante la preghiera eucaristica (canon missæ), non solo il celebrante, ma anche i fedeli erano rivolti verso l’Oriente. Come ha fatto osservare san Giovanni Crisostomo [1], nei tempi antichi i fedeli stendevano le mani nel corso della preghiera, al pari del sacerdote (cfr. in seguito l’illustrazione di corredo alla decima domanda). Tutti guardavano in direzione delle porte aperte della chiesa, da dove penetrava la luce del sol levante, simbolo di Cristo resuscitato che ritorna.
Al di là della particolare venerazione per il sol levante che aveva il costruttore di queste basiliche, l’imperatore Costantino, certamente ha avuto la sua influenza questo brano del profeta Ezechiele (43, 1-2): “Mi condusse allora verso la porta che guarda a Oriente ed ecco che la gloria del Dio d’Israele giungeva dalla via orientale”. Così, con le porte della basilica aperte sull’Oriente, si attendeva che il Cristo venisse a partecipare alla celebrazione dell’eucaristia, come dopo la sua resurrezione era apparso più volte ai suoi discepoli durante il pasto (cfr. Lc 24, 36-49; Gv 21; At 1, 4).
All’origine i fedeli – donne e uomini separati – non stavano nella navata centrale, ma in quelle laterali [2], il cui numero poteva perciò arrivare fino a sei nelle grandi basiliche (quelle del Laterano e di San Pietro, a Roma, ne hanno solo quattro). In definitiva, questo modo di prendere posto nelle navate laterali corrispondeva all’abitudine di fermarsi lungo i muri laterali delle piccole chiese della cristianità primitiva. Questo è ancora oggi l’usanza nelle chiese d’Oriente: la navata o lo spazio centrale sotto la cupola rimangono liberi per le funzioni di culto. I fedeli anziani prendono posto su delle sedie (stasidien) lungo i muri della chiesa e nelle navate laterali, gli altri assistono all’ufficio in piedi. In Oriente, la posizione del corpo più conveniente per la partecipazione liturgica, è quella in piedi, e non l’inginocchiarsi, com’era da noi una volta; tale posizione esige una grande disciplina fisica, soprattutto nel corso di uffici che si prolungano.
Come si evince da alcuni scavi e dalle raffigurazioni che sono state trovate (cfr. qui l’immagine d’apertura), nelle basiliche costantiniane e nord-africane l’altare era quasi al centro della navata. Esso era attorniato da ogni lato da un recinto e, in genere, era sormontato da un baldacchino [3]. Il coro dei cantori (schola cantorum) prendeva posto davanti al celebrante. Nelle chiese di Ravenna, benché fossero tutte orientate, si conservò per lungo tempo questa disposizione dell’altare e della schola in mezzo alla navata [4]: la circostanza è attestata fino al secolo VIII.
Anche nella chiesa costantiniana di San Pietro, a Roma, l’altare non si trovava, come si potrebbe pensare, al di sopra della tomba dell’Apostolo, ma quasi al centro della navata. Là dov’era sepolto il Principe degli Apostoli, vi era una “memoria” senza altare, sormontata da un baldacchino a colonne, come si può vedere in una raffigurazione molto antica, quella dello scrigno d’avorio di Pola (cfr. l’immagine qui al termine). La supposizione spesso avanzata che un tempo vi fosse un altare maggiore mobile, là ove i pellegrini entrano ed escono per visitare la tomba dell’Apostolo, non è stata provata.
Poiché nella basiliche con l’abside a Occidente e l’altare in mezzo alla navata centrale, i fedeli si disponevano, come abbiamo visto, lungo le navate laterali – fra le cui colonne vi erano, peraltro, dei tendaggi che si aprivano durante la Messa –, di fatto non volgevano le spalle all’altare. Ciò che del resto non sarebbe potuto nemmeno essere supposto, considerato il rispetto che si portava alla santità dell’altare. Essi potevano girarsi senza difficoltà verso l’Oriente – in direzione dell’entrata – con una leggera rotazione del corpo.
Anche nel caso, inverosimile, che nel corso della preghiera eucaristica i fedeli non avessero guardato verso l’entrata, ma verso l’altare, rimane il fatto che, anche così, non si sarebbe potuto verificare il faccia a faccia tra il celebrante e l’assemblea, poiché, come abbiamo già detto, nei tempi antichi l’altare era nascosto dalle tende.
A partire dal Medioevo, l’altare di queste basiliche venne generalmente trasferito verso l’abside. Nella chiesa di San Pietro ciò avvenne, come si sa, verso il 600, durante il pontificato di san Gregorio Magno, il quale apportò allo stesso tempo importanti modifiche al coro e fece costruire una cripta circolare che permettesse ai pellegrini di recarsi liberamente alla tomba dell’Apostolo, senza dovere passare per il presbiterio (cfr. l’immagine qui al termine).
In seguito il popolo si dispose via via nella navata. A un’epoca – oggi impossibile da determinare – in cui nelle basiliche costantiniane, gli assistenti smisero di volgersi verso l’Oriente, per rimanere rivolti all’altare, si giunse a una parvenza di celebrazione “rivolti versi il popolo”.

[1] PG 62, 204. 
[2] Quest’affermazione, che rischia di sorprendere il lettore non avvertito, è tuttavia pienamente fondata. Consideriamo a titolo d’esempio lo schema della chiesa di San Clemente a Roma. Lo spazio centrale davanti all’altare è occupato dalla schola cantorum (recinto riservato ai cantori) e i fedeli prendono posto nelle navate laterali. Notiamo tuttavia una diversa ipotesi avanzata dal prof. Cyrille Vogel, che nel caso di una basilica in cui i fedeli sarebbero, di fatto, nella navata, ritiene che “a Roma, verso la metà del secolo V, la conversio ad orientem (rivolgersi a Oriente), implicando una aversio a mensa (volgere le spalle all’altare), non era o non era più in uso presso i fedeli” (“L’Orientation vers l’est du célébrant et des fidèles pendant la célébration eucharistique”, in L’Orient Syrien, vol. IX, 1964, p. 29).
[3] Sempre a titolo d’esempio, si consideri il piano della chiesa di Sabratha, in Libia. Il celebrante, rivolto a Oriente, tiene le spalle all’abside, rivolto alle porte della chiesa. I fedeli non sono posizionati davanti a lui – non ne avrebbero lo spazio –, ma nelle navate laterali. Essi non hanno alcuna difficoltà a rivolgersi verso l’Oriente, come il celebrante.
[4] Cfr. K. Gamber, Liturgie und kirchenbau (Liturgia e costruzione delle chiese), pp. 132-136.

Abside dell'antica chiesa di San Pietro, a Roma, prima della sua ricostruzione durante il
pontificato di san Gregorio Magno (ricostruzione in base alla placca d'avorio di Pola).
Ricostruzione dell'altare di San Pietro, a Roma, durante il pontificato di
san Gregorio Magno
 (c. 600), secondo Rohault de Fleury, La messe, II, Confessions,
tav. CXXXI. Davanti all'altare a baldacchino, una specie d'iconostasi.
[Klaus Gamber, “L’autel face au peuple. Questions et réponses”, in Tournés vers le Seigneur!, Éditions Sainte-Madeleine, Le Barroux 1993, pp. 19-55 (pp. 37-43) / 7 - continua]

Musulmani a Messa oggi nel Canton Ticino.Un frate cappuccino si oppone:"«La messa è legata alla fede. Non ha senso viverla con chi crede in qualcosa d'altro»

Questa santa domenica, "giorno del Signore",  non potrà essere condivisa nella gioia dai nostri fratelli  che hanno avuto le chiese distrutte dal terribile terremoto del 24 agosto scorso. 
Neppure l'immane catastrofe  accaduta nel Centro Italia è riuscita  a fermare l'ennesimo perverso show catto/musulmano che questa volta andrà in scena a Faido, nel ricco Canton Ticino.  
E' stato l'imam di Lugano a proporre la  pièce di oggi (ovviamente per i musulmani le chiese cristiane non sono luoghi di culto da rispettare...) 
Il vescovo di Lugano Valerio Lazzeri ha purtroppo accettato (v. Chiesa e post concilio) nello spirito di una "nuova chiesa" e di una "nuova religione".
Considerati i precedenti spettacoli catto/musulmani: ( QUI; QUI, QUI)  cosa dovremmo aspettarci di diverso  a Faido  dai "presidenti dell'assemblea" (= operatori del sacro)? La profanazione delle chiese mediante l'immissione di ambigui atti sincretisti è la dimostrazione che non si crede  nell'inviolabile sacralità del Tempio Santo di Dio - consacrato e dedicato-  e tanto meno nel Santo Sacrificio della Messa.
"Si puo' mai dibattere una cosa del genere ?- ha scritto un Fedele-  Come si fa a non capire che sono loro (gli islamici N.d.R.) a dover convertire il cuore e sta a noi pregare perchè ciò avvenga affinche' siano (allora sì) accolti nella Vera Fede dell'Unico e Vero Dio Gesu' Cristo . Valerio (il Vescovo di Lugano N.d.R.) , ( ed altri ) , mi ami tu "Usque ad sanguinis

sabato 27 agosto 2016

Mons.D'Ercole ai funerali delle vittime del terremoto: "Ecco, sotto le macerie qualcosa che dice a noi che le nostre campane torneranno a suonare"


Giornata di lutto nazionale di silenzio e di preghiera in suffragio delle 283 vittime del terribile terremoto del 24 agosto che ha flagellato tanti centri del Lazio, dell'Umbria e delle Marche. 
Poco fa ad Ascoli Piceno durante le esequie dei 36 morti di quella Diocesi il Vescovo Mons. Giovanni D'Ercole nella bellissima omelia (che posteremo per intero) aveva esordito: "E adesso, Signore, che si fa? Dai familiari delle vittime; da chi si ritrova senza famiglia e senza casa; dai giornalisti in cerca di notizie; dai parenti e dagli amici nell’obitorio fra le salme che aumentano con il passare delle ore e dei giorni. 
Domande spesso solo pronunciate con il pianto e lo sguardo perso nel nulla. 
Esiste una risposta? 
Spesso l’unica è il silenzio e l’abbraccio...  quante volte, nel silenzio agitato delle mie notti di veglia e d’attesa, ho diretto a Dio la stessa domanda che mi sono sentito ripetere da voi in questi giorni. 
A nome mio, nel nome di questa nostra gente tradita dal ballo distruttore della terra: e adesso che si fa? 
Mi sono rivolto a Dio Padre, suscitato dall’angoscia, dall’avvilimento di esseri umani derubati dell’ultima loro speranza... ...
Quando penso al terremoto mi viene in mente l'aratro che spacca la terra, dissoda, ma sotto il solco

COM'E' STATA INTRODOTTA LA COMUNIONE SULLA MANO Storia di un abuso che resta tale nonostante oggi venga tollerato



Dal benemerito sito Basta Buglie.
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Fonte: La Croce Quotidiano, 25/05/2016 di Federico Catani
Cento anni fa, nel 1916, un angelo, l'Angelo del Portogallo, apparve per tre volte ai tre pastorelli di Fatima Lucia, Francesco e Giacinta. Mostrandosi con il calice e l'Ostia santa, insegnò ai tre fanciulli queste due preghiere: «Mio Dio, io credo, adoro, spero e vi amo, vi chiedo perdono per coloro che non credono, non adorano, non sperano, e non vi amano» e «Santissima Trinità, Padre, Figlio e Spirito Santo: vi adoro profondamente e vi offro il preziosissimo Corpo, Sangue, Anima e Divinità di Gesù Cristo, presente in tutti i tabernacoli della terra, in riparazione degli oltraggi, dei sacrilegi e delle indifferenze da cui Egli stesso è offeso. E per i meriti infiniti del suo Sacratissimo Cuore e del Cuore Immacolato di Maria, vi domando la conversione dei poveri peccatori».
In queste orazioni è racchiuso il cuore della devozione eucaristica che ogni cattolico dovrebbe avere. Soprattutto in un tempo, come il nostro, in cui la il Santissimo Sacramento viene profanato in ogni modo: oltre ai sacrilegi commessi ad esempio dai satanisti, purtroppo oggi si vuole cambiare la stessa dottrina eucaristica e permettere ai pubblici peccatori di ricevere la Comunione senza alcun pentimento.

BANALIZZARE L'EUCARISTIA

venerdì 26 agosto 2016

Amoris laetizia: le 5 parole che non ci sono

Marafioti"Bisogna infatti dire con semplicità che il papa nella "Amoris laetitia" ha scritto oltre 56.600 parole, ma non ha scritto queste cinque semplici parole: “È possibile dare la comunione ai divorziati risposati”. Perché non le ha scritte? Qualche motivo c’è. Se lui non le ha scritte, ritengo che nessuno le debba inserire, e nessuno deve fare ciò che lui non ha detto."
Come ha detto qualcuno, non si cambia il magistero con una nota....
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Terremoto 2016: Spelonga e i suoi 150 "eroi" alla Battaglia di Lepanto

Spelonga. Una curiosità storico/religiosa a margine dell'immenso dramma del terremoto di questi giorni.
Questa mattina ( 25 agosto N.d.R.), in una foto mandata in onda da diverse TV nazionali, si è vista una casa crollata, con un signore seduto sul margine opposto della strada. 
Gli osservatori più attenti avranno notato una bandiera TURCA disegnata a terra. 
Eravamo a Spelonga di Arquata del Tronto (Ascoli Piceno), dove da oltre 400 anni si rievoca, ogni tre anni, l'assalto e la presa di una nave turca alla battaglia di Lepanto. 
A Lepanto era presente una delegazione di 150 Spelongani, tutta povera gente di montagna nata ai piedi di uno dei quattro colossi dell'Appennino, il

giovedì 25 agosto 2016

L'orientamento liturgico: quinta parte

Proseguiamo con  alcuni articoli - tratti da Chiesa e post concilio e dagli amici di Romualdica - sull'orientamento liturgico.

7 ° e 8° Articolo: "L'altare verso il popolo. Domande e risposte 5" e "L'altare verso il popolo. Domande e risposte 6", Romualdica, cliccare QUI e QUI .

Per le puntate precedenti vedi QUI e QUI e QUI e QUI.
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Piena solidarietà a don Lorenzo Lasagni

di Mons. Benigno Umberti

Esprimo - da questo blog - tutta la mia solidarietà al sacerdote don Lorenzo Lasagni, duramente redarguito dal suo Vescovo per aver pronunciato… un'omelia cattolica.


L'insopportabile misfatto è stato compiuto in occasione di una S. Messa celebrata in suffragio del gerarca fascista Ettore Muti, assassinato a tradimento il 24-8-1943.
Nessun accenno vi è stato nell'omelia che mostrasse simpatia per il gerarca o per il regime.
Don Lorenzo ha ribadito i principi fondamentali della dottrina sociale combattuti dai nemici della Chiesa e traditi dai "cattolici adulti", dai "cattolici conigli" e da modernisti vari.

Un appello del CNSP



Riceviamo dagli amici del CNSP e rilanciamo volentieri questo appello:

Cari Amici del Populus Summorum Pontificum!


I nostri carissimi Monaci del Monastero di S. Benedetto – che costituisce un punto di riferimento per l’intero Populus Summorum Pontificum, e, in particolare, per i Coetus Fidelium italiani – sono tutti illesi, e ne ringraziamo il Signore; però la Basilica, il Monastero e numerose frazioni circostanti hanno subito danni talora ingenti. I Monaci, poi, ci informano che, purtroppo, ci sono molti feriti nei dintorni di Norcia, soprattutto tra gli abitanti dei paesini di montagna.

Non c’è bisogno di un appello del CNSP per intensificare le preghiere che tutti stiamo già elevando al Signore affinché accolga in Paradiso le anime delle vittime ed assista e conforti i nostri fratelli così duramente colpiti, e perché possiamo fare di questa tragedia un’occasione di purificazione spirituale e di espiazione. Siamo certi che numerose SS. Messe verranno offerte nei prossimi giorni secondo queste intenzioni, e ci affidiamo all’intercessione potente di Maria Santissima ed alla protezione di S. Benedetto e S. Scolastica.

Il CNSP desidera anche dare – nei limiti delle sue possibilità – un aiuto materiale. Per questo abbiamo deciso di lanciare

un appello a tutti i Coetus ed a tutti i fedeli,

affinché nel prossimo mese di settembre vogliano destinare le loro offerte, specialmente quelle raccolte durante la celebrazione delle SS. Messe tradizionali,

a beneficio dei Monaci e del Monastero di San Benedetto di Norcia

per i necessari restauri della Basilica e del Monastero, e per il sostegno delle popolazioni circostanti.

Pertanto, Vi invitiamo a voler convogliare le Vostre offerte – sia quelle dei Coetus, sia quelle personali – al fondo che abbiamo appositamente istituito presso l’Associazione Amici del Summorum Pontificum.

Potrete versare le Vostre donazioni mediante bonifico bancario all’IBAN

IT88T0200801107000103966047
(Unicredit, Agenzia Torino Carducci;
Beneficiario: Associazione Amici del Summorum Pontificum)
causale:
“CNSP – Raccolta fondi terremoto 2016 – Monastero Benedettino di Norcia”.
(NB: per ragioni fiscali è necessario che la causale corrisponda a quella indicata).

Come ripetiamo, le offerte verranno rigirate direttamente ai Monaci, e saranno destinate in parte al restauro del Monastero, in parte al sostegno delle popolazioni locali colpite dal sisma. Daremo tempestiva comunicazione del versamento ai Monaci delle offerte che avrete raccolto durante tutto il mese di settembre.

Vi ringraziamo di cuore, e ci uniamo nella comune preghiera per i nostri fratelli colpiti da questa grave calamità.

Per il CNSP,
Marco Sgroi

mercoledì 24 agosto 2016

Il Meeting della pazzia


Terremoto delle 3:36 preghiamo! L'appello dei Monaci di Norcia

Con le mani ancora tremanti a causa dello shock  del terribile terremoto delle 3:36 di oggi mercoledì 24 agosto 2016 ( scossa M 6.0 con epicentro nei pressi di Accumoli, in provincia di Rieti) cerchiamo di postare una preghiera a Sant'Emidio, Protettore contro il terremoto. 
Preghiamo il Signore perchè accolga nel Suo Regno di pace coloro che hanno perso la vita sotto le macerie ad Amatrice, Accumuli, Arquata Tronto e in tanti altri centri così duramente colpiti dal sisma.
La Madonna Santissima consoli ed assista le Famiglie che hanno perso i loro cari e protegga coloro che sono rimasti senza casa. 
San Benedetto da Norcia ha protetto i carissimi Monaci di Norcia anche se, da quanto ci dicono, la Basilica è stata seriamente danneggiata  (v.aggiornamento sotto).
Non riusciamo ad avere notizie ( ore 6,05) della Comunità dei Francescani dell'Immacolata dell'Abbazia/eremo dei Santi Vincenzo ed Anastasio di Amandola  paese che pure è stato colpito duramente dal sisma.
Non facciamo mancare loro la nostra preghiera per quei bravi Frati!!! (v.aggiornamento sotto)

AGGIORNAMENTO DA AMANDOLA 7:14
Il Convento e soprattutto la Chiesa sono  assai danneggiati.
I Frati, grazie a Dio, stanno bene.
Ave Maria 

AGGIORNAMENTO DAL MONASTERO DI SAN BENEDETTO DI NORCIA 9:30

martedì 23 agosto 2016

Pornografia in una chiesa dell'Umbria: americano "sconvolto oltre ogni misura" racconta

Il noto sito statunitense Rorate caeli ( QUI ) ha pubblicato la lettera di un turista/pellegrino "sconvolto oltre ogni misura"  perchè nelle sue vacanze italiane in questo mese di agosto 2016 essendo in visita ad un bellissimo paese medioevale umbro ha dovuto purtroppo  constatare che: “attrazione principale è la chiesa locale, ricca di arte e bellezza e… immagini pornografiche” . 
La questione delle chiese recentemente “sconsacrate” dovrebbe essere oggetto di un approfondimento specifico: molte di esse    furono salvate dalle terribili soppressioni, conseguenti l'Unità d'Italia,  dalla pietas e dalla devotio della gente.
Ci ha pensato però "l'aggiornata" ecclesiologia post-conciliare, ben più rovinosa dalle leggi soppressive napoleoniche e sabaude messe insieme, a dare il colpo di grazia alle superstiti chiese allorchè  sono state le stesse Curie a “rinunciarvi” spontaneamente ! 
Ognuno di noi “artigianalmente” sarebbe in grado di redigere un elenco della dispersione/distruzione delle opere d’arte, monumentali e devozionali, del proprio paese o della propria città dopo il Concilio Vaticano II. 
Questo è avvenuto perché  alla devozione a Dio, alla Madonna e ai Santi  è subentrato nel Clero  lo sterile culto per l'uomo: una specie di "nuova chiesa" e di "nuova fede" sotto lo sguardo complice e soddisfatto dei nemici storici del Cattolicesimo.
Negli ultimi anni la situazione è ancor più peggiorata perché le Diocesi , quasi tutte inspiegabilmente in deficit,  “ripensando gli spazi” stanno sfogando  loro voracità di fresca pecunia principalmente contro gli edifici ecclesiali poco usati per il culto divino. 
Ecco allora gli  “espropri”, spesso illegali, a dànno delle ingenue ed ignare confraternite ( anche se per essere dichiarate legalmente estinte dovrebbe esser trascorso un secolo dalla morte dell’ultimo confratello).
Leggendo il reportage del pellegrino/turista statunitense riusciamo ancora ad arrossire: quanto basta per recitare un'Ave Maria riparatrice ...
Ringraziamo Iddio per l' innata sensibilità al "sacro" e alla "devozione" che accomuna i giovani e gli anziani legati alla sana tradizione cattolica .
I  Chierici invece, è doloroso constatarlo, molto spesso se ne buggerano allegramente:  che importa se accanto ad un'Immagine Sacra (che nessuna "sconsacrazione" riuscirà a cambiare nella sua essenza cultuale) vengono collocate delle foto "diversamente" artistiche ...
E' stata anche colpa dei loro Professori in Seminario...
"Ma quando il Figlio dell'uomo tornerà troverà ancora fede sulla terra?"
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Ah! Il mese di Agosto in Italia! 
Un momento per le piccole città, le gite rurali e ... la pornografia nelle chiese?!?!

" La scorsa settimana, mentre trascorrevo a piedi il “Cammino di San Benedetto”( da Norcia a Subiaco fino a Montecassino N.d.R.), ho visitato la chiesa di San Francesco, nel centro di Cascia, famosa nel mondo per la sua figlia più illustre: Santa Rita

Da Pio XII a Padre Pio: ecco la "guerra giusta"


In quest'epoca di finti pacifisti cattolici, un bel riassunto della dottrina cattolica in tema di guerra legittima.
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La Nuova Bussola Quotidiana, Tommaso Scadroglio, 20-10-16
Il Papa di ritorno dal viaggio in Corea del Sud, rispondendo in aereo alle domande dei giornalisti, ha parlato anche dei conflitti armati che straziano le popolazioni della Siria e dell’Iraq. A tal proposito ha affermato che «è lecito fermare l’ingiusto aggressore». Tra le varie opzioni che la dottrina e la tradizione della Chiesa offre per fermare l’ingiusto aggressore c’è anche quella dell’uso della forza, cioè dell’intervento armato. La Chiesa più volte ha sostenuto la legittimità della guerra difensiva.
Catechismo della Chiesa cattolica (2309): giustificazione della «legittima difesa con la forza militare» sottoposta ovviamente ad alcune condizioni. Che l’uso della forza sia l’extrema ratio; che il danno da cui difendersi deve essere durevole, grave e certo; che ci sia speranza di successo; che la risposta difensiva non deve provocare più danni di quelli che si vogliono evitare. Sempre il Catechismo al n. 2310 così si esprime: «I pubblici poteri, in questo caso [laddove siano presenti tutte le condizioni previste], hanno il diritto e il dovere di imporre [sic] ai cittadini gli obblighi necessari alla difesa nazionale».

L'orientamento liturgico: quarta parte

Proseguiamo con  alcuni articoli - tratti da Chiesa e post concilio e dagli amici di Romualdica - sull'orientamento liturgico.

6 ° e 7° Articolo: "Dall'altare maggiore alla tavola da pranzo" e "L'altare rivolto al popolo", Chiesa e post concilio, cliccare QUI e QUI.

Per le puntate precedenti vedi QUI e QUI e QUI.
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lunedì 22 agosto 2016

Bravo Mons.Sigalini... però non ce la racconta giusta: "la Madonna poi è anche approvata dai musulmani, seguita, venerata"

Quando leggiamo un'intervista ad un Vescovo, apprezzandone i contenuti generici, non facciamo in tempo a dire  "bravo" che fra le parole ecco... spunta una frasetta, spesso apparentemente innocua, che si rivela una voragine dottrinale...
AC 
"Questa è un'offesa ai cristiani.
Basta paura, la fede è coraggio"

Monsignor Sigalini, vescovo di Palestrina, cosa ne pensa del fatto che in uno stand al Meeting di Rimini una statua della Madonna sia stata coperta con un telo per evitare scontri con le altre religioni?
«Purtroppo mi rendo conto che stiamo perdendo proprio qualsiasi capacità di coraggio, di pudore

L'orientamento liturgico: terza parte

Procediamo con  alcuni articoli - tratti da Chiesa e post concilio e dagli amici di Romualdica - sull'orientamento liturgico.

5 ° Articolo: "L'altare verso il popolo. Domande e risposte 4", Romualdica, cliccare QUI.
Per le puntate precedenti vedi QUI e QUI.
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domenica 21 agosto 2016

L'orientamento liturgico: seconda parte

Procediamo con  alcuni articoli - tratti da Chiesa e post concilio e dagli amici di Romualdica - sull'orientamento liturgico.

3°  e 4° Articolo: "L'altare verso il popolo. Domande e risposte 2" e "L'altare verso il popolo. Domande e risposte 3", Romualdica, cliccare QUI e QUI.
Per la puntata precedente vedi QUI.
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sabato 20 agosto 2016

Le scuse pontificie post Lund: "quando un papa chiederà scusa per gli uomini di Chiesa che si sono vergognati della Croce e della fede cattolica”

Quando si insinua in noi la tentazione " a non cercare particolari e fallaci speranze nelle gerarchie attuali " la Fede viene in nostro soccorso: sappiamo infatti che la Provvidenza Divina elargisce  ai disperati l'agognato miracolo per farci superare i momenti più cupi (come quelli che stiamo soffrendo nei nostri tristi giorni).
La Divina Provvidenza donerà alla Chiesa, mistica sposa di Gesù,  un Papa che, inginocchiato davanti la Croce eretta ormai sopra le rovine ecclesiali,   chiederà perdono a Dio e ai Cattolici per le gravissime colpe di quegli uomini di Chiesa che, mysterium iniquitatis, si sono macchiati di "crimini contro la Fede".
Per introdurre più efficacemente questo post ci siamo avvalsi di due "commenti"   presi a prestitito da   Chiesa e post concilio.
"Come sono cattivi questi Cattolici ... peccatori incalliti! 
Si, dobbiamo continuamente chiedere scusa e perdono a tutti: ai musulmani, agli ebrei, a quelli dell'ISIS (siamo noi i disgraziati che vendiamo le armi), ai luterani, insomma, a tutti. 
Una stirpe cosi' crudele come noi Cristiani non si e' mai vista ... ma, mi scusi, Santo Padre, dove mettiamo tutti i nostri Santi? Specialmente quelli che amavano la Messa di sempre, quelli che ci hanno fatto capire come comportarci con i musulmani, quelli che hanno biasimato i luterani, quelli che durante la Messa pregavano sempre per gli ebrei? 
Dove li mettiamo??? 
Tra i disgraziati Cattolici fondamentalisti???" 
***
"Stiamo chiedendo scusa a tutti, musulmani, atei, ebrei, buddisti, agnostici ecc ecc. 
Insomma, finiremo per chiedere scusa al mondo per il solo fatto di essere cattolici, di essere nati in un paese cattolico (qualora lo fosse ancora). 
Chiediamo scusa a tutti tranne che a Dio per il peccato. Oh, il peccato, questo illustre sconosciuto. Questa è la peculiarità del giubileo della misericordia, chiedere scusa al mondo perché la Croce scandalizza ma non chiedere scusa a Dio per i propri peccati, primo fra tutti aver rinunciato al ministero della predicazione, a motivo dello scandalo della Croce. Poveri noi".
AC 

SCUSE PONTIFICIE 

Il giorno in cui un Papa, umilmente, chiederà scusa ai veri cattolici per i peccati degli uomini di Chiesa, sarà un grande giorno! 
Offro suggerimenti in ordine sparso: 
- Per averci privati, di fatto, della S.Messa in rito romano antico. 
- Per averci imposto, da un giorno all'altro, la "nuova" celebrazione. 
- Per aver distrutto o fatto distruggere gli antichi altari maestosi e le balaustre in marmo. 
- Per officiare la new Messa su penosi tavoli da pranzo dando le spalle al Santissimo..