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mercoledì 22 marzo 2023

A Saint-Germain-en-Laye la conferma per esperienza del nostro sondaggio del 2018 che ha rivelato che più del 40 per cento dei parrocchiani parteciperebbe volentieri alla Santa Messa tradizionale

Vi proponiamo – in nostra traduzione – la lettera numero 927 pubblicata da Paix Liturgique il 20 marzo 2023, in cui si continua a seguire la vicenda dei fedeli del coetus di Saint-Germain-en-Laye, ribattezzato ironicamente «Saint-Germain-Hors-les-Murs», ovvero «fuori-le-mura», perché da due anni rendono la loro testimonianza partecipando alla Santa Messa tradizionale celebrata all’aperto davanti ad una chiesa (per loro) tenuta chiusa (per volontà del Vescovo di Versailles e del Parroco), sotto il sole e sotto l’acqua, con il caldo torrido e con il gelo (ne abbiamo scritto molte volte, da ultimo QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI).
In particolare giunge la bella notizia che, nella cappella francescana «gremita di fedeli», domenica 19 marzo, alle ore 10:30, è stata celebrata «la prima Santa Messa tradizionale e forse regolare», il che «conferma che la domanda locale è reale», confermando quanto già emerso in un sondaggio di quattro anni fa.
In attesa che il Vescovo di Versailles accetti un dialogo finalizzato – finalmente – alla pacificazione liturgica.

L.V.


Paix Liturgique: Allora, caro Germain, quali novità?

Germain de Paris: Le cose si stanno muovendo molto positivamente: Conosci il detto «caccia al naturale e torna al galoppo» ed è quello che sta succedendo a Saint-Germain-en-Laye.

Paix Liturgique: Può farci un esempio?

Germain de Paris: Lei sa che poco più di un anno fa padre Marc Boulle, Vicario generale della Diocesi di Versailles, ha escogitato una strategia vecchia come il mondo per dividere i pretendenti all’usus antiquor che si fanno sentire da trent’anni a Saint-Germain-en-Laye, istituendo nella Cappella francescana una Santa Messa cosiddetta «gregoriana», cioè una messa del Novus Ordo in latino ben celebrata con un tavolo per la comunione e la comunione sulle labbra…

Paix Liturgique: E qual è stato il risultato di questa iniziativa?

Germain de Paris: Innanzitutto, non una sola famiglia della comunità Fuori-le-Mura dell’ospedale ha abboccato all’amo, che non rispondeva alla loro richiesta di vivere la loro fede cattolica al ritmo della liturgia tradizionale, perché non rispondeva alla loro richiesta.

Paix Liturgique: Ma i fedeli sono tutti uguali?

Germain de Paris: Alcuni fedeli tutti uguali… circa settantacinque fedeli la prima volta e poi in numero decrescente da quaranta a venticinque la scorsa settimana.

Paix Liturgique: E oggi?

Germain de Paris: Beh, oggi, 19 marzo, sapendo che si sarebbe celebrata una Santa Messa tradizionale nella Chiesa francescana, cioè nella stessa chiesa alle ore 11:30, c’erano solo quindici…

Paix Liturgique: Cosa significa?

Germain de Paris: Avete presente la vecchia pubblicità del Canada Dry: quel prodotto che ha il colore e l’aspetto di qualcosa ma che in realtà non lo è… Ebbene, i fedeli della Santa Messa gregoriana lo hanno capito perfettamente e tra il surrogato e l’autentico hanno scelto massicciamente cambiando Messa.

Paix Liturgique: Pensa che la Santa Messa gregoriana abbia un futuro?

Germain de Paris: Penso che sia morta… e se i nostri pastori sono onesti, presto si libererà uno spazio per le famiglie.

Paix Liturgique: E la seconda buona notizia?

Germain de Paris: La prima Santa Messa tradizionale e forse regolare è stata celebrata questa mattina alle ore 11:30 nella cappella francescana.

Paix Liturgique: Com’è andata?

Germain de Paris: Come per Natale, la chiesa era gremita di fedeli, soprattutto di Saint-Germain-en-Laye, il che conferma che la domanda locale è reale e che l’ostinazione aggressiva di certi Vescovi e Parroci, che hanno fatto di tutto per negare ed escludere questa domanda, era solo una patetica trovata.

Paix Liturgique: È sorpreso da questo risultato?

Germain de Paris: Come potrei esserlo? Nel 2015, Paix Liturgique ha commissionato un sondaggio d’opinione su Saint-Germain-en-Laye (vedi la lettera numero 658) che ha rivelato che il 24 per cento dei Cattolici praticanti della città andrebbe volentieri alla Santa Messa tradizionale ogni settimana, a cui va aggiunto un 19 per cento che ci andrebbe una volta al mese se fosse celebrata nella propria Parrocchia… quello che è successo oggi ne è la prova…

Paix Liturgique: Questo vale solo per Saint-Germain-en-Laye?

Germain de Paris: Assolutamente no. Sarebbe vero anche a Poissy, Montfort-l’Amaury, Le Vésinet, Croissy-sur-Seine, Maisons-Laffitte [tutti Comuni francesi situati nel dipartimento degli Yvelines nella regione dell’Île-de-France: N.d.T.], dove richieste simili sono state soffocate e dove risultati della stessa portata di quello di oggi a Saint-Germain-en-Laye si verificherebbero domani.

Paix Liturgique: Ma lei, caro Germain, ha continuato la sua Santa Messa fuori dall’ospedale. Perché lo ha fatto?

Germain de Paris: Per una buona e unica ragione: non ci fidiamo delle promesse di padre Marc Boulle, che sembrano più una manipolazione che un accordo onesto e corretto.

Paix Liturgique: Perché questa mancanza di fiducia?

Germain de Paris: Perché è il frutto della nostra esperienza… sapendo che tutto ciò che non viene chiarito prima di un accordo non sarà mai chiarito.

Paix Liturgique: Ha un esempio?

Germain de Paris: Esempi, se vuole. Prendiamo il caso dei fedeli di Rambouillet [un altro Comune francese situato nel dipartimento degli Yvelines]: quando nel 2007 hanno reso noto il loro desiderio di far celebrare una Santa Messa tradizionale domenicale, dopo lunghe trattative, nel 2008 hanno finito – e questo è già un bene, visto che la maggior parte dei richiedenti, come quelli di Poissy, Montfort-l’Amaury o Croissy-sur-Seine, semplicemente non hanno ottenuto nulla – per vedersi concedere una Santa Messa tradizionale al mese «ad experimentum». Sapete che da quel momento in poi l’esperimento fu conclusivo. Ma quello che probabilmente non sapete è che più di quattordici anni dopo questa briciola, i fedeli di Rambouillet possono ancora partecipare a una sola Santa Messa domenicale al mese.

Paix Liturgique: Cosa significa?

Germain de Paris: Che la maggior parte dei nostri interlocutori non sono in buona fede e tentano solo esperimenti nella speranza che siano un fallimento, e in ogni caso si oppongono a seguire le vere conclusioni.

Paix Liturgique: Ha un altro esempio?

Germain de Paris: Certo, in particolare quello dei richiedenti di Le Vésinet molto tempo fa, peraltro quando padre Marc Boulle era egli stesso Parroco di Le Vésinet.

Paix Liturgique: E cosa è successo?

Germain de Paris: Beh, ai fedeli che gli chiedevano la possibilità di partecipare a una Santa Messa domenicale secondo l’usus antiquior è stata concessa una messa alle ore 20:00 del primo venerdì del mese, tranne ovviamente durante le feste.

Paix Liturgique: Alle ore 20:00… non è un orario molto adatto alle famiglie!

Germain de Paris: Eppure questa Santa Messa è continuata per molto tempo e con un autentico successo – si pensi a una media di quasi venticinque fedeli il venerdì alle ore 20:00! – ma quando i fedeli hanno voluto che l’esperienza, abbastanza positiva, evolvesse verso una Santa Messa domenicale, la risposta è stata negativa e poi la possibilità di cambiamenti curiali ha fatto semplicemente scomparire questa Messa.

Paix Liturgique: Quindi lei pensa che durante le discussioni sia necessario garantire i vari punti?

Germain de Paris: Assolutamente sì, e in queste circostanze bisogna lasciare tempo alla riflessione e al buon senso.

Paix Liturgique: Secondo lei, i desideri delle due parti non sarebbero stati gli stessi riguardo alla richiesta dei fedeli «fuori-le-mura»?

Germain de Paris: Questo è certo:
  • per la Diocesi di Versailles si trattava di porre fine il più rapidamente possibile alla Santa Messa «fuori-le-mura» e soprattutto alle immagini che ne sono seguite sui social network (tra l’altro, si tratta degli stessi parroci che, con il loro autismo, erano stati gli iniziatori di questa santa Messa «fuori-le-mura»…);
  • per i fedeli «fuori-le-mura» che conoscono bene i loro Pastori, i quali meno di sei mesi fa affermavano «che non avrebbero mai concesso nulla ai fedeli in via di protestantizzazione», era necessario essere vigili e non lasciarsi trascinare in una vicenda il cui unico scopo sarebbe stato quello di farli sparire.

Paix Liturgique: È per questo che le cose sono andate così velocemente?

Germain de Paris: Anche in fretta e senza alcuna trasparenza, soprattutto per quanto riguarda la durata di questa Messa.

Paix Liturgique: In effetti, cosa succederebbe se la Diocesi di Versailles non potesse fornire una celebrazione la domenica?

Germain de Paris: Ottima domanda, anzi essenziale, alla quale non è stata data alcuna risposta e che è una delle ragioni della nostra diffidenza e quindi della continuazione della nostra celebrazione «fuori-le-mura».

Paix Liturgique: C’è anche la questione dei Sacramenti…

Germain de Paris: Certo, almeno i battesimi e anche i funerali, che purtroppo sono sempre possibili per i membri della comunità. Per esempio, se morissi domani vorrei che la Santa Messa di requiem fosse celebrata dove vado a Messa ogni domenica.

Paix Liturgique: C’è anche la questione delle festività…

Germain de Paris: E sì, perché è abitudine episcopale concedere le Messe… tranne che durante le feste… Questo era il caso della Santa Messa gregoriana, che quindi veniva celebrata solo in poco più della metà delle domeniche dell’anno.

Paix Liturgique: E c’è la questione delle vacanze estive.

Germain de Paris: In effetti, lei sa che in molte Parrocchie l’estate è una vera e propria pausa e alcuni trovano normale che le Messe vengano interrotte durante l’estate. Ma provvidenzialmente l’estate scorsa abbiamo continuato le celebrazioni «fuori-le-mura» per quasi tutto luglio e agosto.

Paix Liturgique: E cosa è successo?

Germain de Paris: Beh, non abbiamo mai avuto meno di quaranta fedeli, con un picco di più di cinquanta domenica 31 luglio, il che dimostra che in estate ci sono ancora molti fedeli che desiderano continuare a partecipare alla Santa Messa. Ma, in questo caso, credo che la questione della prossima estate fosse ancora più importante.

Paix Liturgique: Perché?

Germain de Paris: Si ritiene, come credo io stesso, che il cambiamento di 180 gradi nell’atteggiamento di padre Marc Boulle in meno di cinque mesi abbia come obiettivo principale quello di dividerci e farci sparire. Perciò la nostra richiesta di garantire la continuazione dell’esperimento durante l’estate serviva a evitare una dislocazione che si sarebbe potuta verificare senza la garanzia della ripresa a settembre.

Paix Liturgique: Ma c’è un comunicato dell’Episcopato che chiarisce queste cose?

Germain de Paris: Direi che c’è stato un comunicato pubblicato sul sito web del Vescovo di Versailles. Ma noterà che questo comunicato non è firmato da nessuno… Da qui una domanda: se domani le cose andranno male, a chi si rivolgeranno i fedeli?

Paix Liturgique: Cosa potrebbe succedere?

Germain de Paris: Per esempio, padre Bruno L’Hirondel, Parroco di Saint-Germain-en-Laye, potrebbe essere trasferito altrove, anche durante la sua missione; questo succede sempre – immaginate un nuovo Parroco che potrà dirci che queste belle parole non lo preoccupano…

Paix Liturgique: Ma c’è anche padre Marc Boulle in questa vicenda?

Germain de Paris: Certo, ma immaginiamo che padre Marc Boulle si ritrovi Vescovo fra tre mesi…

Paix Liturgique: Ma c’è anche il Vescovo di Versailles?

Germain de Paris: Ha ragione. Solo il Vescovo può garantire una vera continuità nella Diocesi e anche nei confronti dei suoi successori, ma non è lui a guidare questo accordo e questa è un’altra preoccupazione!

Paix Liturgique: Preoccupazione?

Germain de Paris: Sì, sono preoccupato nel vedere che il comunicato ammette che il suo unico obiettivo è quello di sopprimere la nostra Santa Messa «fuori-le-mura» senza una parola di carità o di riconciliazione. Sì, sono certamente molto preoccupato per questa procedura preoccupante!

Paix Liturgique: Quindi capisco che non vi fidate e che non avete alcuna garanzia che non vi inganneranno?

Germain de Paris: Avete anche capito perfettamente, come dice il proverbio, «giriamo la lingua sette volte in bocca» e diamo tempo al tempo rifiutandoci di andare così veloci che questa riserva di buon senso diventa impossibile.

Paix Liturgique: Quindi per lei questa sequenza «frettolosa» non può essere onesta.

Germain de Paris: Ha ragione! Quando una situazione è onesta non può essere imposta in questo modo.

Paix Liturgique: Cosa significa?

Germain de Paris: Significa che non possiamo accettare ciecamente un accordo opaco e impreciso, imposto in fretta e furia. È per questo che continueremo la nostra celebrazione davanti all’ospedale in pace, almeno fino all’inizio dell’anno scolastico a settembre, per vedere come evolvono le promesse e le belle parole? Questo ci permetterà anche di aiutare i sacerdoti che ci hanno aiutato a organizzarci per il futuro.

Paix Liturgique: Non volete abbandonare i vostri sacerdoti.

Germain de Paris: Esatto, non sono fazzolettini che si buttano via dopo l’uso… ci hanno aiutato per tre anni… ci aiutano ancora oggi. Non riesco a vedermi dire – e ancor meno a dire a loro: «Da domani è finita, abbiamo trovato qualcosa di meglio». Per questo continueremo per un periodo di riflessione di almeno sei mesi.

Paix Liturgique: Volete quindi verificare che non vi stiano imbrogliando?

Germain de Paris: Assolutamente sì, vogliamo essere sicuri che il nostro Pastore ci ami così come siamo e che non siamo oggetto di una semplice manipolazione.

Paix Liturgique: Ma pensa che i Cattolici della Diocesi di Versailles la capiranno?

Germain de Paris: Come potrebbero seguirci oggi coloro che hanno applaudito la nostra eliminazione o coloro che non si sono mai interessati a noi? La nostra determinazione è quella di famiglie che vogliono essere finalmente rispettate, che è anche dialogo e sinodalità.

Paix Liturgique: Quindi continuerete a dialogare con il vostro Vescovo?

Germain de Paris: Certamente. Nella fedeltà speriamo di stabilire un vero dialogo con mons. Lucien Jacques Marie Joseph Crepy C.I.M. dopo Pasqua.

3 commenti:

  1. Ad un sacerdote è vietato divertirsi?

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    1. Un sacerdote ha il dovere di divertirsi, senza però rendersi ridicolo e, soprattutto, senza banalizzare ciò che rappresenta.

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  2. Reitero il mio commento nella speranza di pubblicazione:
    Perché il sondaggio dei tradizionalisti dovrebbe essere degno di fiducia e quello di Papa Francesco sullo stesso tema no? Oltretutto, il Santo Padre si premura che, durante le messe in forma straordinaria, si usino le letture in lingua volgare secondo le traduzioni correnti e, soprattutto, che chi partecipa a tali cerimonie NON metta in discussione né la validità della forma ordinaria, né il Concilio Vaticano II. Forse sono proprio questi i tasti dolenti?

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