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giovedì 23 giugno 2022

Saint-Germain-en-Laye: secondo anniversario delle Messe domenicali davanti ad una chiesa ostinatamente chiusa

Vi proponiamo – in nostra traduzione – la lettera numero 863 pubblicata da Paix Liturgique il 17 giugno 2022.
In forma di intervista, si racconta dell’eroica ed esemplare resistenza delle centinaia di fedeli di Saint-Germain-en-Laye (Comune francese situato nel dipartimento delle Yvelines, nella regione dell’Île-de-France) che da due anni rendono la loro testimonianza partecipando alla Santa Messa tradizionale celebrata all’aperto davanti ad una chiesa (per loro) tenuta chiusa (per volontà del Vescovo e del Parroco), sotto il sole e sotto l’acqua, con il caldo torrido e con il gelo.
Sovviene l’avvertimento evangelico: “Dico vobis: Si hi tacuerint, lapides clamabunt!”(“Vi dico che, se questi taceranno, grideranno le pietre”) (Lc. 19, 40).

L.V.


Paix Liturgique: Caro Germain, perché vuoi tornare oggi su quanto sta accadendo a Saint-Germain-en-Laye?

St. Germain de Paris: Perché tra poco – il 21 giugno per l’esattezza – celebreremo il secondo anniversario delle nostre celebrazioni davanti alla cappella dell’ospedale.

Paix Liturgique: Già due anni…

St. Germain de Paris: E se il confino non fosse caduto sulle nostre teste il 16 marzo 2020, la nostra prima Messa sarebbe stata celebrata il 15 marzo 2020!

Paix Liturgique: Con quale frequenza venivano celebrate le vostre Messe a Saint Germain?

St. Germain de Paris: Per le celebrazioni, come per tutte le cose, bisogna andare per gradi e adattarsi alla realtà. Così, da giugno 2020 alla primavera 2021, abbiamo organizzato celebrazioni solo ogni quindici giorni. All’inizio avevamo bisogno di conoscere meglio la realtà locale.


Paix Liturgique: Ma lei non conosceva questa realtà?

St. Germain de Paris: Lo sapevamo, ma i nemici della pace praticavano un negazionismo così violento che per noi era normale avanzare gradualmente… e lasciare che la realtà si imponesse.

Paix Liturgique: E quindi?

St. Germain de Paris: la realtà dei presenti ha confermato la realtà della richiesta di una festa tradizionale a Saint-Germain-en-Laye. Era questo tipo di esperimento che avevamo suggerito molto tempo fa ai precedenti parroci di Saint-Germain. Così, dalla primavera del 2021, il nostro ritmo è diventato settimanale.

Paix Liturgique: Quanti fedeli partecipano alla vostra messa?

St. Germain de Paris: La media in due anni è di poco più di cento anime, il che, converrete, è considerevole per una messa “selvaggia” all’aperto. Ma naturalmente questo dato medio è soggetto a molte fluttuazioni, sia verso l’alto che verso il basso, soprattutto a livello stagionale…


Paix Liturgique: E perché?

St. Germain de Paris: Precisamente, a parte qualche rarissimo caso, le nostre celebrazioni si svolgevano all’esterno, all’aria aperta… davanti alla porta chiusa della chiesa, cioè senza alcuna protezione.

Paix Liturgique: Sotto la pioggia, al freddo, al vento?

St. Germain de Paris: E anche una volta sulla neve. Ma la cosa più terribile è il freddo: abbiamo avuto celebrazioni a −5 °C!


St. Germain de Paris: Brrr! È pazzesco! E nonostante questo, vi siete ritrovati con una media di cento fedeli?

St. Germain de Paris: Assolutamente! E mai meno di sessanta anime per le Messe domenicali o per le feste!

Paix Liturgique: Perché ora celebrate anche nei giorni di festa?

St. Germain de Paris: È fondamentale… ad esempio il giovedì dell’Ascensione, ma anche Ognissanti e Natale. Siamo una parrocchia. Una parrocchia senza chiesa. O piuttosto una parrocchia la cui chiesa è chiusa.

Paix Liturgique: E anche durante le vacanze scolastiche?

St. Germain de Paris: All’inizio abbiamo sospeso le celebrazioni durante le vacanze scolastiche, ma non abbiamo continuato, perché anche durante le vacanze scolastiche ci sono ancora molti fedeli.


Paix Liturgique: Ma interromperete le vostre celebrazioni domenicali durante le vacanze estive.

St. Germain de Paris: Beh, non è più certo, perché d’ora in poi continueremo la nostra celebrazione, inizialmente per tutto il mese di luglio e, a Dio piacendo, per il mese di agosto.

Paix Liturgique: a rischio di essere pochi?

St. Germain de Paris: Sapete, la santità e l’efficacia soprannaturale della Messa non dipendono dal numero di fedeli che vi partecipano. Ma presentare questa “offerta” spirituale permette di misurare i bisogni dei fedeli, cosa che avrebbero dovuto fare i parroci di Francia dopo la promulgazione del Motu Proprio Summorum Pontificum, invece di negare a priori la realtà delle richieste avanzate dai loro fedeli. Questo è essenziale per il futuro.

Paix Liturgique: Per il futuro?

St. Germain de Paris: Questo ci permette di preparare soluzioni per il futuro. Per esempio, al momento abbiamo potuto constatare che a Saint-Germain c’è effettivamente una richiesta di fedeli che partecipino alla Messa secondo l’usus antiquior ogni domenica e giorno festivo per tutto l’anno, alle ore 11, in un luogo centrale della città, tranne durante le vacanze estive. Forse alla fine dell’estate ci accorgeremo che questa Messa dovrà essere celebrata addirittura durante tutto l’anno, dodici mesi su dodici.

Paix Liturgique: Cosa vi aspettate?

St. Germain de Paris: Un gesto di nostro padre, il Vescovo di Versailles. Alla luce di quanto sta accadendo da due anni davanti alla cappella dell’ospedale di Saint-Germain-en-Laye, non dovremo andare “agli esperimenti” per vedere. Sappiamo che c’è un bisogno ben definito, al quale stiamo rispondendo. Sarà quindi sufficiente passare dalla Messa esistente a una Messa ufficiale.


Paix Liturgique: Dove?

St. Germain de Paris: Per anni, la maggior parte dei nostri interlocutori si sono screditati con le loro menzogne, in particolare “deplorando” di non poter dare seguito alla nostra richiesta “per mancanza di una chiesa disponibile”. Nel 2018 ci è stato detto che la cappella dei francescani non era più disponibile perché era stata affidata agli ucraini, solo che questi poveri ucraini non vi hanno accesso… la domenica mattina. Questo ha permesso al Parroco di Saint-Germain di introdurre una messa conciliare in latino e gregoriano, che ancora fatica a trovare un pubblico. Quanto alla cappella dell’ospedale, davanti alla quale celebriamo, di cui la parrocchia e la diocesi volevano sbarazzarsi, eccola, come per caso, reintrodotta nei luoghi di culto della stessa parrocchia, senza dubbio per paura che la occupassimo, cosa che non abbiamo mai voluto! E tutto questo, senza il minimo dialogo con il nostro vescovo, che aveva promesso di riceverci almeno. Che confusione!


Paix Liturgique: Quali sono stati i suoi ricordi più belli?

St. Germain de Paris: Ne ho due: innanzitutto la nostra processione della Domenica delle Palme del 10 aprile 2022, che ha riunito più di centosessanta fedeli; ma la più commovente è stata senza dubbio la Messa di mezzanotte del 24 dicembre 2021, davanti a una chiesa illuminata da decine di candele e torce, con un freddo intenso. Quel giorno abbiamo capito cosa significa non avere un posto in ostello…



Paix Liturgique: Da quanto tempo lo chiede?

St. Germain de Paris: La nostra prima richiesta di poter usufruire di una liturgia tradizionale a St. Germain risale al 1992 nell’ambito degli incontri con padre Pottier (lettera 609 di PL). Nel 2007, al momento della promulgazione del motu proprio Summorum Pontificum, più di trecento fedeli hanno firmato la richiesta fatta al parroco di Saint-Germain per ottenere una messa secondo l’usus antiquior a Saint-Germain.

Paix Liturgique: Ma perché siete solo cento se nel 2007 c’erano più di trecento candidati?

St. Germain de Paris: Attenzione: cento persone in queste condizioni austere! E se vi dico che siamo in media cento, significa anche che il numero di coloro che vengono di tanto in tanto è molto più alto. Credo che non sia esagerato dire che l’intero gruppo di fedeli di Saint-Germain-fuori-le-mura sia di oltre duecentocinquanta anime.
Molte famiglie che verrebbero ogni domenica lo fanno solo con il bel tempo, soprattutto se hanno bambini piccoli. E questo vale anche per gli anziani.

Paix Liturgique: Come vede il futuro?

St. Germain de Paris: Lo vedo con calma. Esattamente dieci anni fa, il parroco di St. Germain e l’allora vescovo, Mons. Eric Aumonier, decisero di uccidere la cappella dell’ospedale – vedi la nostra lettera 337. Ora che la cappella è stata ripristinata, la Chiesa e la parrocchia di Saint-Germain la considerano uno dei loro luoghi pastorali ordinari. Questa è una buona notizia, che ci dice che nella Santa Chiesa la parola “mai” non ha alcun significato.
E la realtà della nostra comunità, che viene a pregare ogni domenica e giorno festivo alle ore 11, è oggi evidente e innegabile. Basta un po’ di carità (e un gesto) da parte dei nostri pastori e ci muoviamo all’interno della chiesa.

Paix Liturgique: Basta aprire la porta…Ma perché non lo fanno?

St. Germain de Paris: Forse perché hanno paura di vedere più di duecento fedeli ogni domenica, cioè di accettare la realtà così com’è e non come alcuni ideologi vorrebbero che fosse.

Paix Liturgique: Siete ragionevoli?

St. Germain de Paris: Assolutamente sì. Ricordiamo che nel maggio 2018 abbiamo fatto realizzare da una società un’indagine sui cattolici di Saint-Germain (Etude sur la Liturgie Traditionnelle Saint-Germain-en-Laye, PROGRESS Conseil) da cui sono emersi tre dati fondamentali:
- i 25% dei cattolici praticanti parteciperebbe volentieri all’usus antiquior se fosse celebrato nella propria parrocchia;
- il 60% dei cattolici praticanti trova normale che chi desidera pregare secondo l’usus antiquior possa farlo;
- infine, solo il 15% dei cattolici praticanti si oppone a questa istituzione di pace.
Alla fine, la porta della cappella deve essere aperta.

1 commento:

  1. Non capisco cosa vogliono ottenere con questo atteggiamento testardo. Praticamente, stanno strumentalizzando il culto usandolo come presa di posizione ideologica, ripicca e battibecco contro l'autorità ecclesiastica che giudicano senza troppi complimenti.
    Ma secondo loro, quelli che vanno alla messa nuova sono tutti scemi? O non sono "veri cattolici"?
    Hanno conflitti nel cuore, eppure si percepiscono come buoni cristiani e vanno tranquillamente a fare la comunione in ginocchio.
    Assurdo, povero Signore, davvero!

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