mercoledì 22 gennaio 2020

I grandi protagonisti della musica sacra romana. Quattordicesimo "Medaglione": Raffaele Casimiri

Pubblichiamo il tredicesimo contributo che il Maestro Aurelio Porfiri ha donato a MiL: 
il primo, su Palestrina, QUI,
il secondo, su Orlando di Lasso, QUI,
il terzo su de Victoria QUI,
il quarto QUI su G. M. Nanino,
il quinto QUI su Domenico Massenzio da Ronciglione e le aggregazioni laicali,
il sesto QUI su Cristobal de Morales,
il settimo su Giuseppe Ottavio Pitoni QUI ,
l'ottavo su Gregorio Allegri QUI),

il nono su Giuseppe Baini   QUI.
Il decimo su  Gaetano Capocci QUI.
L'undicesimo su Giovanni Aldega QUI.
Il dodicesimo su  Giacomo Carissimi QUI.
Il tredicesimo su Paolo Agostini QUI.
I nostri lettori possono anche leggere QUI una riflessione sul canto gregoriano del Maestro.
Luigi

UN GRANDE MUSICOLOGO

Non è frequente, quando si parla della scuola romana di musica sacra, parlare di coloro che hanno offerto importanti contributi musicologici (forse con l’eccezione di Giuseppe Ottavio Pitoni, che fu anche attivo in questo senso). Si parla di compositori, di cantori, di organisti. Ma in realtà bisogna parlare anche di coloro che hanno fornito un contributo musicologico, un contributo concettuale importante per capire il framework teorico su cui questa scuola si basa. E tra questi certamente uno dei più importanti è Raffaele Casimiri (1880-1943), nativo di Gualdo Tadino in Umbria.
Fu insigne direttore di coro, attivo anche nella Basilica di San Giovanni in Laterano, animatore infaticabile della vita musicale e liturgica italiana con i suoi articoli e libri, specialmente nell’ambito del movimento ceciliano. Fu didatta al Pontificio Istituto di Musica Sacra. Fu anche Compositore, certamente non grande come i suoi contemporanei Lorenzo Perosi e Licinio Refice. Eppure nel canto popolare aveva una vena veramente felice, basti pensare al canto “Lieta armonia” che ancora si ascolta nelle nostre chiese.

Ma la sua grandezza fu quella di musicologo, di infaticabile ricercatore e trascrittore, di teorico e animatore di riviste come “Note d’archivio” o “Psalterium”. Tra gli autori prediletti nei suoi studi c’era il grandissimo Palestrina. In un suo opuscolo del 1918 ricostruisce alcune vicende biografiche del grandissimo compositore e vero patriarca della scuola musicale romana, un documento che è servito di base per ricerche successive. Ma certamente non solo a lui si è limitata l’attività di musicologo del nostro Casimiri; innumerevoli sono i suoi articoli e studi che gettano luce su tante vicende non solo della scuola musicale romana, ma anche della Musica Sacra italiana in generale. Un autore veramente fondamentale per cercare di capire da un punto di vista teorico quello che è stato l’evoluzione della musica liturgica negli ultimi secoli.

Egli morì nel 1943, era malato di cuore. Di questo evento ho un ricordo da un testimone diretto. Il mio maestro, il compianto cardinale Domenico Bartolucci, era stato suo allievo. Lui mi ha spesso raccontato del giorno della morte di Casimiri, in quanto lui sarebbe dovuto andare a lezione dallo stesso ma fu raggiunto da qualcuno lungo la strada che lo avvertì che il maestro Casimiri era morto. Il maestro Bartolucci ricordava sempre Casimiri con grande ammirazione e rispetto, dicendo che da lui aveva imparato tanto sulla musica vocale e sulla grande polifonia rinascimentale. Ne criticava, a ragione, i segni dinamici nelle trascrizioni di musica rinascimentale, segni che erano frutto di una idea di interpretazione molto romantica. Quindi, quando facevamo lezione di musica corale con lui, ci invitava sempre a non seguire quei segni, in quanto erano non confacenti alla interpretazione della musica rinascimentale. Ma malgrado questo, di lui parlava sempre con enorme rispetto, come di un maestro veramente fondamentale nella sua formazione.

Bisognerebbe forse riscoprire, con grande gratitudine, la figura di questo musicista. Mi rendo conto che, in tempi in cui la musica sacra non gode di buona salute, anzi gode di salute pessima, questa è soltanto una pia speranza.

Aurelio Porfiri