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domenica 17 luglio 2022

BREAKING NEWS: Oggi il card. Blase Joseph Cupich annuncerà la decisione di chiudere l’Istituto di Cristo Re di Chicago? #traditioniscustodes

Riportiamo – in nostra traduzione – due articoli di don John Todd Zuhlsdorf, presidente della Tridentine Mass Society di Madison (Wisconsin), pubblicati sul suo blog il 14 e 15 luglio, in cui rende nota l’indiscrezione secondo cui questa mattina (pomeriggio in Italia) il card. Blase Joseph Cupich, Arcivescovo metropolita di Chicago (nonché Gran priore per gli Stati Uniti d’America Centrali dell’Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme), dovrebbe annunciare la sua decisione di chiudere l’apostolato di Chicago dell’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote a far data da lunedì 1º agosto.
Che Sua Eminenza soffra di una particolare «allergia» (diciamo così…) verso la Tradizione è noto (QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI, QUI e QUI alcuni recenti e non edificanti articoli su di lui), ma certamente mai ci saremmo aspettati – tra l’altro negli ultimi due anni del suo Ufficio episcopale – un tale attacco, apparentemente senza motivazioni dottrinali o pastorali (ma in nome di Traditionis custodes?), nei confronti di una realtà sacerdotale feconda, apprezzata e molto radicata nella sua Diocesi.
Vi invitiamo ad unirvi all’appello di don John e pregare per l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote e per tutti gli Istituti (già) «Ecclesia Dei» (FSSP, FSVF, SIM, ICRSS, IBP e FSSRe per i loro fedeli, seminaristi, chierici e sacerdoti, che – soprattutto nell’ultimo anno – sono sottoposti a durissime prove per la loro fedeltà alla Tradizione.

L.V.

PUNTO D’AZIONE: Preghiera per scongiurare un grave atto di persecuzione - AGGIORNATO

Giovedì 14 luglio 2022, ore 19:42. Non devo assolutamente dire quale sia questa intenzione. Vi assicuro che si tratta di un grave caso di pogrom ecclesiastico.
Le notizie usciranno presto, ma nel frattempo… fidatevi di me.
Chiamiamola: Intenzione I. (AGGIORNAMENTO: non riguarda me, ma riguarda tutti).
Vi imploro tutti…
… di inginocchiarvi e di dire almeno un Memorare, come consiglio nel mio invito “Custos Traditionis”.
Se potete fatelo più volte al giorno. Fatelo.
Se potete recitare un Rosario. Fatelo.
Se potete offrire qualche giorno di digiuno. Fatelo.
Se potete passare del tempo davanti al Santissimo Sacramento, fatelo. Fatelo.
Se potete fortificare la vostra preghiera con una buona confessione. Fatelo.
Questo è un momento in cui si è tutti con le mani in mano.

Aggiornamento di venerdì 15 luglio 2022. Sembra che, ancora una volta, ci sia chi non riesce a tenere le cose per sé. Avevo sperato di costruire un fuoco di fila di preghiere su questa brutta notizia, nella speranza che, forse, ci fosse ancora qualche possibilità che, dietro le quinte, le cose potessero essere risolte in modo migliore senza che l’opinione pubblica si accorgesse di tutto, permettendo così all’Arcidiocesi di “salvare la faccia” e di non doversi “trincerare”.
Si potrebbe rispondere che, data l’Arcidiocesi in questione, questo è stato un atto di grande ottimismo, persino di ingenuità.
Continuo a credere nel potere della preghiera, che deve sempre avere un ruolo importante in qualsiasi altra linea di azione che siamo costretti a intraprendere.
Quindi, effettivamente, visto che la notizia è uscita su Twitter e in altri luoghi…
Il card. Cupich, Arcivescovo di Chicago, ha comunicato ai membri dell’Istituto di Cristo Re di Chicago la sua effettiva chiusura a partire dal 1º agosto. Questo sarà annunciato formalmente domenica nella chiesa dell’Istituto nel South Side di Chicago.
Niente Messe. Niente. Il 31 luglio è il loro ultimo giorno di attività.
Mi dispiace che l’Istituto stesso non sia stato in grado di dare la notizia.
Questo è molto negativo per tutti, perché è un’altra mossa per sbattere le porte della grazia, per rendere la Chiesa più piccola, più rigida, più stretta. Se un posto va bene, allora – con le gomme – lo si schiaccia.
Sembra che si preferisca avere crateri fumanti e seminati di sale piuttosto che chiese vibranti dove la Tradizione è mantenuta. Mi vengono in mente le fatidiche parole di Tacito sui Romani in Germania: “Dove fanno un deserto, lo chiamano pace”.
Ironia della sorte, anche su Amerika, gestita dai Gesuiti, ci sono riflessioni su come “eccessive restrizioni alla Messa in latino potrebbero allontanare alcuni cattolici comuni”. Questo è il titolo di un articolo! L’autore, animato da buone intenzioni, si impantana sull’esteriorità dei due riti, il Vetus e il Novus, e pensa che, solo vestendo il Novus Ordo con gli abiti tradizionali, questo dovrebbe essere sufficiente, la risposta a tutto. Quello che non capisce è che le differenze sono molto più profonde. Ma non è questo il momento o il luogo per parlarne.
Il mio cuore soffre per i fedeli di Chicago… quelli rimasti.
Chiedo ancora a tutti voi, per favore, di mettervi in ginocchio e di dire almeno un Memorare per le persone che saranno ferite da questo, per i sacerdoti coinvolti.
E magari chiedete anche a San Giuseppe di prendere questo problema nelle sue mani potenti.

3 commenti:

  1. Forse il card. Cupich avrà buoni motivi? È il caso, magari, di approfondire? Ma no: facciamo le vittime e buttiamola in caciara come sempre! Addirittura la vedete come una “persecuzione”…non pensate mai di esagerare un pochino?
    Comunque poco male: qualche “messa” coi parrucchini in meno non può che far bene.

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  2. Poi verrà il giorno che Cristo Re vorrà avere un incontro ,privato,col cardinale.Lo convocherà......

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    Risposte
    1. Ecco a voi l’anima di estrema destra violenta del cosiddetto “tradizionalismo”. Mi sa che il rito della messa sia l’ultimo dei vostri problemi.

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