Post in evidenza

Ora puoi... aiutare MiL

Se volete aiutare e sostenere MiL, potete fare una donazione anche piccola.   Ricordiamo ai nostri lettori infatti che MiL si sostiene solo ...

domenica 13 febbraio 2022

Chicago: la guerra del card. Cupich in nome di #traditioniscustodes

Anche loro sono "popolo di Dio" o la sinodalità si esercita solo con chi sta "dalla parte giusta"?
Stefano


Manifestanti in preghiera contro le provocazioni del card. Cupich:
oggi a Chicago, domani ovunque

Lettera n. 848bis di Paix Liturgique, 8 febbraio 2022

Dal mese di gennaio, il cardinale Blase Cupich, arcivescovo di Chicago, che si professa grande amico del Papa, ha deciso di muovere guerra aperta ai fedeli e alle famiglie che desiderano vivere la loro fede cattolica secondo la liturgia tradizionale. Così, l'arcivescovo Cupich ha deciso che d'ora in poi la liturgia che papa Benedetto XVI aveva considerato un tesoro per la Chiesa sarà vietata la prima domenica di ogni mese. Ed è solo l'inizio.

Tutto fa pensare che queste misure siano un banco di prova che prepara il documento che sarà pubblicato a marzo riguardo alle ex comunità Ecclesia Dei e al loro apostolato: non sarà fatto loro alcun male... se solo accetteranno di celebrare il nuovo rito nelle loro case, nei loro seminari e nei loro apostolati.

A questa provocazione calcolata, centinaia di fedeli, bambini, adulti, sono venuti a dire: "Non accetteremo mai!". Hanno recitato un Rosario per protestare con le loro preghiere contro questa situazione inaudita, veramente apocalittica: Roma sta cercando di annientare la Messa romana.

Facciamo sapere ai nostri amici di Chicago che sosteniamo con tutto il cuore la loro esemplare protesta di fede: oggi a Chicago, domani ovunque. 

Christus vincit!











Nessun commento:

Posta un commento

AVVISO AI LETTORI: Visto il continuo infiltrarsi di lettori "ostili" che si divertono solo a scrivere "insulti" e a fare polemiche inutili, AVVISIAMO CHE ORA NON SARANNO PIU' PUBBLICATI COMMENTI INFANTILI o PEDANTI. Continueremo certamente a pubblicare le critiche ma solo quelle serie, costruttive e rispettose.
La Redazione