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martedì 6 luglio 2010

L'enorme progresso artistico della Chiesa postconciliare


Un cortese lettore ci segnala un saggio apparso sul sito musicasacrabari la cui lettura, osserva, lo ha 'fatto oscillare tra il riso e lo sconforto'.

E infatti: a quale abisso di squallore artistico sia crollato il livello della musica ecclesiastica, è esperienza comune a tutti quelli che debbano subire la dura prova (per la fede) di una qualsiasi messa parrocchiale cantata e suonata; e se non bastano il buon senso e la percezione comuni, è stato anche lamentato nero su bianco (citiamo tra i molti) dal Maestro Muti, da Ennio Morricone, dal Maestro Bartolucci: gente che se ne intende, insomma

Ma gli espertoni dell'arcidiocesi di Bari sanno meglio e di più, e nell'approfondimento che trovate al link suindicato, giungono con sicumera alla conclusione che, grazie alla riforma liturgica, siamo giunti in un’epoca di “fede adulta” che ha finalmente buttato via le incrostazioni “sentimentali” del buio passato musicale…

Curiosamente, tra l'altro, il saggiucolo considera per l'era preconciliare solo i canti popolari in italiano: come se all'epoca non si cantasse altro; mentre ognuno sa che, se oggi le canzonette hanno l'assoluto monopolio nel novus ordo, prima della riforma i canti in italiano erano assolutamente minoritari e di contorno (anzi, vietati dalle rubriche se non a inizio e fine Messa) rispetto alla tradizione gregoriana in latino, alta o 'parrocchiale' che fosse (e senza nemmeno considerare la polifonia, che non era certo rara prima degli anni '60: si pensi alla produzione del Perosi)

Ma leggetevi la conclusione di questo trattatello di disinformazjia.


Sia i testi che le musiche mettono in evidenza un percorso di approfondimento che è stato compiuto in questi quarant'anni di riforma, sia sotto l'aspetto letterario che sotto l'aspetto musicale. Siamo passati da testi infantili ed emotivi, pieni di slanci amorosi e teneri, a testi che con linguaggio poetico, affrontano la ricchezza del dato teologico e biblico. Da un io personalistico che si poneva in adorazione del suo Signore, siamo passati ad un noi comunitario che celebra le meraviglie del Signore. Da una concezione di chiesa individuale, ad una chiesa popolo di Dio. Gli ultimi testi citati, si prestano benissimo non solo per essere cantati, ma possono anche introdurre una riflessione ed una meditazione sul mistero eucaristico.
La musica evidenzia anche questo passaggio da una melodia sentimentale e quasi a se stante, ad una melodia che interpreta e rilegge il testo. Inoltre il coinvolgimento musicale di tutta l'assemblea, ragazzi, giovani e adulti, rappresenta il dato più rilevante di questi canti eucaristici. Sono i canti eucaristici di tutta l'assemblea celebrante, in cui tutti si ritrovano a casa propria, sia per la comprensibilità del testo e sia per la cantabilità melodica dei vari incisi musicali.
Questi canti sono una risposta alle critiche che a volte vengono rivolte alla riforma liturgica, specialmente ai nuovi canti. C'è da sottolineare con piacere, che è stato fatto un cammino di approfondimento e di ricerca; e già l'aver individuato una quarantina di canti conosciuti a livello nazionale, può considerarsi un frutto maturo della riforma e del lavoro di tanti musicisti e animatori.
Ritengo anche positivo, il recupero effettuato da alcuni autori, nel rimettere in circolazione corali e inni dei secoli passati, anche di origine protestante, apponendovi un testo cattolico e liturgico; in questo modo si amplia la conoscenza allargandola ad altri repertori e ad altre forme musicali diverse dalla nostra forma canzone.
Non vorrei passare sotto silenzio la presenza di una buona squadra di autori di testi liturgici che hanno operato in questi ultimi decenni: Gianfranco Poma, sacerdote della diocesi di Milano; Pierangelo Sequeri, sacerdote e teologo della diocesi di Milano; Eugenio Costa, gesuita di Torino; Anna Maria Galliano, paolina; Tonino Ladisa, sacerdote della diocesi di Bari-Bitonto. Sono autori molto attenti alla destinazione rituale dei loro testi, preoccupati a vario modo, di una buona cantabilità delle loro composizioni; sempre i n ascolto della parola biblica e influenzati anche dalla ricca tradizione della chiesa; testi ricchi di immagini e di simboli presenti nella liturgia cattolica.
Credo che questa mia ricerca, serva a dimostrare la presenza nelle chiese italiane di un corpus di canti eucaristici validi teologicamente, musicalmente corretti, liturgicamente appropriati al culto eucaristico, sia durante la messa che fuori di essa, nei vari momenti di adorazione comunitaria.
Essi attestano le tendenze e gli sviluppi della pietà cristiana del Novecento, sotto l'aspetto liturgico, biblico, pastorale, poetico, musicale ed estetico. Un'ultima osservazione va fatta anche sulla presenza dei vari cori o gruppi corali presenti nelle nostre celebrazioni. La scrittura a più parti, ha fatto crescere il livello musicale ed esecutivo di tanti gruppi corali; le diverse parti assegnate loro, di facile esecuzione, hanno arricchito il loro repertorio, offrendo una alternativa dignitosa ai vari mottetti in latino presenti nel loro repertorio prima della riforma.

59 commenti:

  1. cit."Siamo passati da testi infantili ed emotivi, pieni di slanci amorosi e teneri, a testi che con linguaggio poetico, affrontano la ricchezza del dato teologico e biblico". "una notte di sudore" infatti è un altissimo esempio di poetica, lo si evice già dal titolo, e poi!! che approfondimento teologico c'è dietro a "una notte di sudore"!!! che delicate figure retorico-bibliche!!

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  2. <span>cit."Siamo passati da testi infantili ed emotivi, pieni di slanci amorosi e teneri, a testi che con linguaggio poetico, affrontano la ricchezza del dato teologico e biblico". "una notte di sudore" infatti è un altissimo esempio di poetica, lo si evice già dal titolo, e poi!! che approfondimento teologico c'è dietro a "una notte di sudore"!!! che delicate figure retorico-bibliche!! questa si che è un'"alternativa dignitosa" ai varii mottetti latini...................................................... (a me, come ebbe modo di dirmi un maestro di cappella, "una notte di sudore" fa venire in mente ben altro)
    </span>

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  3. Maestro di Cappella affranto6 luglio 2010 alle ore 15:02

    Bari, uhm, uhm,uhm...il Direttore dell'ufficio Liturgico di Bari si dovrebbe chiamare Antonio Parisi di professione prete, per hobby musicista....... è "omonimo" di un altro che da vent'anni dirige la sezione musica dell'ULN che non è il maschile di "ulna" bensì un ufficio della Cei che da grossi problemi a chi cerca il bello nella liturgia.  Mah, per foruna che è di Bari anche don Nicola Bux.

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  4. Maestro di Cappella affranto6 luglio 2010 alle ore 15:03

    <span>Bari, uhm, uhm,uhm...il Direttore dell'Ufficio Liturgico di Bari si dovrebbe chiamare Antonio Parisi di professione prete, per hobby musicista....... è "omonimo" di un altro che da vent'anni dirige la sezione musica dell'ULN che non è il maschile di "ulna" bensì un ufficio della Cei che dà grossi problemi a chi cerca il bello nella Liturgia.  Mah, per fortuna che è di Bari anche don Nicola Bux, faremo conto pari.....</span>

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  5. Ah ah ah! Spassoso, sono ormai alla parodia di loro stessi. (A proposito di parodie, da noi ne gira una bellina su "Una notte di sudore").
    Se non fossero così paradossalmente comici verrebbe voglia di prendere chi ha scritto un commento del genere sulla "musica" liturgica spiritoconciliarista, legarlo al palo del pagliaio con la chitarra al collo e in due girargli intorno, sul trattore e il carro del letame, armati di una bella pala: a ogni giro una gran ciaffata nel muso. Ma son soddisfazioni poco cristiane...(però)....

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  6. <span>Ah ah ah! Spassoso, sono ormai alla parodia di sé stessi. (A proposito di parodie, da noi ne gira una bellina su "Una notte di sudore" ;) . 
    Se non fossero così paradossalmente comici verrebbe voglia di prendere chi ha scritto un commento del genere sulla "musica" liturgica spiritoconciliarista, legarlo al palo del pagliaio con la chitarra al collo e in due girargli intorno, sul trattore e il carro del letame, armati di una bella pala: a ogni giro una gran ciaffata nel muso. Ma son soddisfazioni poco cristiane...(però.... )</span>

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  7. Se non si fa chiarezza alla svelta, è un casino!

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  8. Alla lettura di articoli come quello presentato qui sopra rimango a dir poco disgustato! Mi sembra di appartenere ad un'altra Chiesa, quella Chiesa che vuole fondare le sue radici sull'ermeneutica della continuità e sul fedele rispetto al dettato conciliare sulla liturgia - e della musica liturgica - della "Sacrosanctum Concilium". E' possibile che non si possa porre un freno a questi abusi (di questo si tratta!)?

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  9. Anni fa, l'autore dell'articolo in questione, in un convegno di musica sacra e davanti ad organisti del calibro di Tagliavini, ha detto, candidamente e con fare sornione che, per lui, non c'è differenza tra il suono di un organo a canne e quello di un elettrofono.... immaginatevi le risate dei presenti.....
    Poveri noi!

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  10. Se per quello hanno rivisitato anche un brano tratto dal film "il laureato"; quando l'ho sentito durante la Messa, il mio pensiero è andato subito alla matura signora che faceva le porcherie con il giovincello, altro che pietà cristiana!

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  11. e ... per il Padre Nostro, se non erro!

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  12. Il titolo è "Servo per amore". Solo per la cronaca.

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  13. Già, perché di fondo non c'è altro che una grandissima ignoranza. Condita di superbia

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  14. stavo proprio aspettando che la Redazione leggesse quel testo, per proporcelo come una di quelle cose che si vanno ad assaporare quando si ha la voglia morbosa ..... di farsi del male !
    Ci sto rimuginando da giorni e mi son convinta che è una bella <span>alternativa al cilicio</span>...quello che fa uscire sangue, per fare penitenza dura, all'antica, per intendersi: ogni volta che lo leggo sento una fitta al cuore e un pugno allo stomaco: non so se prevalga in me la pena o la ripugnanza per l'atteggiamento di saccenteria presuntuosa di chi l'ha scritto....
    *DONT_KNOW*
    La compassione vuole che si dica: "Perdona loro, che non sanno....."; ma bisogna pure che qualcuno INSEGNI AGLI IGNORANTI, prima che sia troppo tardi per le generazioni a venire, che avranno obliato del tutto  che cosa sia la musica sacra, quella liturgica ....e forse il senso stesso della musica, nella barbarie che avanza!....

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  15. ...purtroppo quel discorso, con la sua superficialità pari alla sicumera sprezzante nei confronti di tutta la musica sacra della Chiesa fino ai favolosi anni '60, presenta una stretta parentela con quello che nella cultura generale è il cosiddetto ANALFABETISMO DI RITORNO !

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  16. Sì, è analfabetismo di ritorno, ma è perversamente unito a una volontà di bearsi nelle bassezze elogiando le stesse come meravigliose mète raggiunte. Fanno la figura di chi, buttati a mare i diamanti elogiando la qualità dello sterco asinino ne decantano l'aspetto sferico e il soave effluvio...
    Scusate se continuo con questi argomenti "fecali" ma sono veramente arrabbiato non solo per amor della Liturgia ma anche per amor dell'Arte e della Musica in particolare.

    "Aurea personet lyra
    clara modulamina,
    simplex chorda sit extensa
    voce quindenaria.
    Primum sonum mese reddat
    lege hypodorica.
    Philomelae demus laudes
    in voce organica
    <span>dulce melos decantantes</span>,
    <span>sicut docet musica,
    sine cuius arte vera
    nulla valent cantica</span>."
                        Fulbertus Carnotensis
    <span></span>

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  17. Ussignur, guardo il termometro e segna 38,5°; guardo il blog e leggo : "L'ENORME PROGRESSO ARTISTICO DELLA CHIESA POST-CONCILIARE"....Ma va a cagà !

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  18. <span><span><span><span><span><span><span><span>Ritengo anche positivo, il recupero effettuato da alcuni autori,</span></span></span></span></span><span><span><span><span><span> </span></span></span><span><span><span>nel rimettere in circolazione corali e inni dei secoli passati, anche di origine protestante, [!!!]</span></span></span></span></span><span><span><span><span><span></span></span></span><span><span><span>apponendovi un testo cattolico e liturgico; in questo modo si amplia la conoscenza allargandola ad altri repertori e ad altre forme musicali diverse dalla nostra forma canzone.</span></span></span></span></span>---------------- :( ----<span><span><span><span><span><span><span><span> :( ---<span><span> :( ......<span><span> :'( </span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span>

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  19. <span><span><span><span><span><span><span>Ritengo anche positivo, il recupero effettuato da alcuni autori,</span></span></span></span></span><span><span><span><span><span> </span></span></span><span><span><span>nel rimettere in circolazione corali e inni dei secoli passati, anche di origine protestante, [!!!]</span></span></span></span></span><span><span><span><span><span></span></span></span><span><span><span>apponendovi un testo cattolico e liturgico; in questo modo si amplia la conoscenza allargandola ad altri repertori e ad altre forme musicali diverse dalla nostra forma canzone.</span></span></span></span></span></span></span>
    <span><span><span><span><span><span><span></span></span></span></span></span>----------------</span></span>
    <span><span>  :(  ----<span><span><span><span><span><span><span><span>  :(  ---<span><span>  :(  ......<span><span>  :'( </span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span></span>

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  20. <span><span>Sono i canti eucaristici di tutta l'assemblea celebrante, in cui tutti si ritrovano a casa propria</span></span><span><span>, </span></span>
    <span><span>sia per la comprensibilità del testo e sia per la cantabilità melodica dei vari incisi musicali.</span></span>
    ----------------
    <span>ergo:</span>
    <span> nei canti liturgici di "prima-del-Concilio" NESSUNO si ritrovava"a casa propria !</span>

    :'( ----ma allora, adesso....cheese ! :)
    Yes, WE CANNNN! ORA Sì....che <span>ci ritroviamo A CASA NOSTRA !</span>...... *DONT_KNOW* ..... :-[ ..... >:o >:o >:o

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  21. <span><span><span><span><span><span>Sono i canti eucaristici di tutta l'assemblea celebrante, in cui tutti si ritrovano a casa propria<span> [!!!],</span></span></span></span></span></span><span><span><span><span><span>sia per la comprensibilità del testo e sia per la cantabilità melodica dei vari incisi musicali.</span></span></span>
    <span><span><span>----------------  </span></span></span>
    <span><span><span>ergo:</span></span></span>  
    <span><span><span>nei canti liturgici di "prima-del-Concilio" NESSUNO si ritrovava"a casa propria !</span></span></span> 
    :'(  <span><span>---ma allora, adesso....cheese !<span> :) <span>  </span></span></span></span></span></span><span><span><span><span>Yes, WE CANNNN! Vaiii  ! ORA Sì....che</span> <span>ci ritroviamo A CASA NOSTRA !</span>......<span> *DONT_KNOW* ---- :-[ ---- >:o >:o >:o <span> </span></span></span></span></span></span>

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  22. la notte incinta di stelle6 luglio 2010 alle ore 17:32

    testo di un canto liturgico. lo sapevate che il più grande compositore di musica "sacra" del post-concilio, marcello Giombini, era un contattista? ovvwero non il semplice ufologo, che si accontenta di avvistarli, i dischi volanti, ma che pensava di avere contatti con gli Extraterrestri

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  23. Con canti "sacri" intonati su quell'aria. Poetica al massimo, il capolavoro di Aznavour, ma ...... come si fa a dimenticare che di una storia di adulterio si tratta?

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  24. <span><span><span><span><span><span>Da un io personalistico che si poneva in adorazione del suo Signore, [DA un io…?????] siamo passati ad un <span>noi comunitario</span> [!!!] che celebra le meraviglie del Signore. Da una concezione di chiesa individuale, ad una chiesa popolo di Dio.</span></span></span> </span></span><span><span>-------------------
    <span><span><span> <span><span><span><span><span><span>Ovvero:</span></span></span></span></span></span></span></span></span>
    <span><span><span>apoteosi della LITURGIA ASSEMBLEARE !</span></span></span></span></span><span><span><span><span><span></span></span></span> :'( ---- :'( ---- :'(
     </span></span></span>

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  25. <span><span><span><span><span><span>Da un io personalistico che si poneva in adorazione del suo Signore, [DA un io…?????] siamo passati ad un <span>noi comunitario</span> [!!!] che celebra le meraviglie del Signore. Da una concezione di chiesa individuale, ad una chiesa popolo di Dio.</span></span></span> </span></span></span>
    <span>------------------- </span>
    <span><span><span><span><span><span> <span><span><span><span><span><span>Ovvero:</span></span></span></span></span></span></span></span></span> 
    <span><span><span>apoteosi della LITURGIA ASSEMBLEARE !</span></span></span></span></span></span>
    <span><span><span><span><span><span></span></span></span></span></span><span><span><span><span><span></span></span></span>  :'(  ----  :'(  ----  :'(  </span></span></span>

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  26. i detentori del Potere insediato stabilmente
    hanno seminato a piene mani l'IGNORANZA nelle menti dei giovani, per poter inculcare in loro queste melense definizioni di "nuova-Chiesa-popolo", totalmente FALSIFICATRICI dell'origine e della natura della Chiesa; ed è il sistema della menzogna, che funziona a pieno ritmo da 45 anni, ma che aveva fatto il suo ingresso di soppiatto nella Chiesa, già negli anni precedenti, seguendo l'"apripista" che si chiama ambiguità !

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  27. Ma benvengano Bach, Pachelbel, Newton, Cull, Rutter, piuttosto che certe altre robe!!

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  28. MUHAHAHAAH! spettacolare mantovano.. saranno le Grazie a Curtatone che ti mantengono così!

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  29. assolutamente, rob. Tra i pezzi MUST c'è "ich folge dir gleichfalls".. della Passione secondo Giovanni.. pura meraviglia.
    Speriamo non cerchino piuttosto di "ritoccare i testi" rendendoli "cattolici" secondo quello che "loro" pensano esser cattolico.. Apporre testi da Federico Moccia su arie e melodie scritte da questi geni assoluti, toglie tutta la poesia, disturba l'ascolto e fa venire un tremendo nervoso.

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  30. Sempre su questo tasto si batte.

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  31. infatti ci vanno in pantaloncini corti e pantofole..

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  32. "<span><span><span><span><span><span><span>apoteosi della LITURGIA ASSEMBLEARE !</span></span></span></span></span></span>"</span>
    si batte sempre su questo tasto...

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  33. =-O :) :-D *DONT_KNOW* :) :-D :-D :-D
    Ora, se la suoni durante l'Offertorio m'arrabbio, se la passi per Radio, magari apprezzo -pur allappato dalla melassa naiffona del testo- quel "digli che noi/siamo Cristiani/ siam figli Tuoi". Il messaggio non è poi così deleterio ("filo diretto col Pradiso...", però che testo...).
    Ma questo è folk, non ha pretese, se gli dici che è una canzonetta non s'offendono.
    I nostri novatori musicali, per contro, hanno il coraggio di affermare che la loro robbbbaccccia (che sfigura anche al confronto con questo valzerino) è meglio della produzione sacra otto-novecentesca, della polifonia classica, della musica barocca, del gregoriano! Ce li vedo ballerini baresi tutti a sgambettare nel presbiterio... "filo diretto col Paradiso..." evvvvaicollìssiooooo!

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  34. ...sì. Ora c'è il Frisina che pensa a' dischi paganti...

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  35. Sono solo un branco di deficienti e di ignoranti. Si dovrebbero vergognare della loro ignoranza e della loro supponenza spudorata.

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  36. La chitarra è un buon strumento, ma ha un suono troppo marcato per cantarci sopra facendo sentire bene il testo.

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  37. La tragedia, la vera tragedia è che questo Parisi pensa di aver scritto cose intelligenti. Non so neanche se sia in malafede, come farebbe pensare l'aver "solo" obliato l'intero patrimonio musicale cattolico, sia gregoriano che polifonico (bazzecole, quisquiglie, pinzellacchere!), limitandosi a citare qualche - decoroso e SICURAMENTE CATTOLICO - canto popolare. Analisi, come vogliamo definirla, parziale?
    Ahimé, non credo che sia in malafede, probabilmente don Parisi crede di fare il bene del popolo di Dio (e delle magnifiche e progressive sorti dell'umanità)!

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  38. E' proprio questo il guaio, non sono in malafede, sono cretini - ricordate? meglio il malvagio del cretino, almeno quello ogni tanto si riposa -. Ora però lasciamo stare.Sebbene da musicista sia il terreno da me preferito, tuttavia non me la sento di intervenire sull'argomento, dovrei usare espressioni per niente consone ad un linguaggio anche minimamente decoroso. E poi, considerata la tracotante, presuntuosa imbecillaggine che trasuda da ogni parola di quel testo, evidente attestato di una ignoranza musicale e teologica di cosmica grandezza, non vi sembra di sparare sulla Croce Rossa? Aurea nullitas.

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  39. Facciamo di andata e di ritorno.

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  40. Più precisamente essi incarnano un singolare mélange di cretineria e malafede.

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  41. Se anziché pensarci soltanto, li avesse anche fatti rispettare quei decreti...

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  42. Sull'eccelsa qualità della musica bachiana sono una creatura mononeuronica potrebbe trovare qualcosa da ridire. Però il canto proprio della nostra tradizione è un altro. Si chiama GREGORIANO e nella purezza dei suoi modi va eseguito senza armonizzazioni di sostegno (l'uso dell'organo per "accompagnare" il gregoriano è un vizio, consolidato ma un vizio) ed evitando emissioni di tipo belcantistico e "portamenti da macellaio/mondina". Trasformare la santa Messa in un concerto è un'operazione decisamente questionabile, quand'anche la musica scelta fosse dei massimi genii musicali mai esistiti. Il gregoriano è casto, povero e obbediente. La Tradizione lo ha posto al centro del Rito, e al centro del Rito DEVE tornare. Un'altra buona abitudine che andrebbe recuperata è quella di "cantillare" (non canticchiare però) le Scritture, specialmente il Vangelo.

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  43. <span>Sull'eccelsa qualità della musica bachiana sono una creatura mononeuronica potrebbe trovare qualcosa da ridire. Però il canto proprio della nostra tradizione è un altro. Si chiama GREGORIANO e nella purezza dei suoi modi va eseguito senza armonizzazioni di sostegno (l'uso dell'organo per "accompagnare" il gregoriano è un vizio, consolidato ma un vizio) ed evitando emissioni di tipo belcantistico e "portamenti da macellaio/mondina". Trasformare la santa Messa in un concerto è un'operazione decisamente questionabile, quand'anche la musica scelta fosse dei massimi genii musicali mai esistiti. Il gregoriano è casto, povero e obbediente. La Tradizione lo ha posto al centro del Rito, e al centro del Rito DEVE tornare. Un'altra buona abitudine che andrebbe recuperata è quella di "cantillare" (ma non canticchiare) le Scritture, specialmente il Vangelo.</span>

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  44. Quei decreti sono de 1968. Ecco cosa diceva Paolo VI il 26 novembre 1969: "....Per chi sa la bellezza, la potenza, la sacralità espressiva del latino,certamente la sostituzione della lingua volgare è un sacrificio...Perderemo quello stupendo e incomparabile fatto artistico e spirituale che è il canto gregoriano. Abbiamo,sì, ragione di rammaricarci e, quasi, di smarrirci: che cosa sostituiremo a questa lingua angelica? E' un sacrifizio di inestimabile prezzo".
    Sempre più mi convinco che la distruzione della liturgia non è conseguenza di fraintendimenti o abusi postconciliari.Fu calcolata a freddo, con cinica determinazione, la consapevolezza di cui dà prova Paolo VI provoca brividi di raccapriccio. Che Dio abbia pietà dell'anima sua, preghiamo per lui.

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  45. Nella fretta dello scrivere ho confuso i decreti trudentini con l'allocuzione papale  all'Associazione S. Cecilia. :-[

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  46. " Trudentini"!!! basta, vado a dormire. =-X

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  47. Era troppo lontano o il Maestro Tagliavini è riuscito a eseguirgli un Orgelpunkte là dove non batte il sole?

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  48.  ... e, fra l'altro, evidentemente ritengono che il popolo fedele cui si rivolgono porti l'osso infilato nel naso come loro ...

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  49. Probabilmente don Parisi ha addirittura superato la concezione della "Chiesa del popolo", per approdare a quella della "Chiesa degli intellettualmente derelittti" e nel suo articolo, appunto, si regola di conseguenza.

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  50. Assolutamente giusto: il gregoriano non accompagnato (il che vuol dire che ci sono esecutori all'altezza) è casto, obbediente, proprio povero non direi, anzi concettuale e teologicamente denso e funzionale con la liturgia: un tutt'uno coessenziale con essa: né la musica prevale né è asservita alla parola. Del resto la piena e vera forma della S. Messa è quella cantata, con buona pace di chi, anche tra noi, sostiene la bellezza della Messa dialogata che può esser utile ma nella prima fase in cui ci si stacca pian piano dal NOM che ci ha abituato a parlare mentre, al Divin cospetto, è la silente adorazione che favorisce il tentativo insopprimibile all'anima di avvicinarsi a Dio.

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  51. Aznavour? Non erano Simon e Garfunkel?

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  52. batti batti alla fine si rompe...speriamo presto.

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  53.  Certo è che la conosco nell'esecuzione di Aznavour. E ne ricordo una versioen, sceneggiata dalla coppia Vianello-Mondaini. Speriamo che Sandra si rimetta presto.

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  54. La crisi musicale in ambito liturgico è semplicemente la crisi musicale in qualsiasi altro ambito della società moderna. Non c' azzecca dunque nulla nè il concilio nè la riforma.

    Per quanto riguarda i protestanti...beh...una delle più belle messe cattoliche mai composte è di un protestante(Bach).
    Chi gliela commissionò evidentemente aveva meno pregiudizi di chi scrive qui.

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  55. Chi più derelito di lui? 

    RispondiElimina
  56. Non è stata scritta su commissione, è stata un'idea dello stesso Bach che ha assemblato e adattato anche composizioni precedenti - tecnica usuale nel barocco -. D'accordo sulla decadenza della musica anzi, della (in)civiltà musicale giunta a estrema bassezza: ha visto ad esempio i telegiornali? Sul finire del notiziario si sente dire: "Ed ora veniamo alla musica" e le rifilano notizie sull'ultima tournee di un Vasco Rossi (pubblicità neanche occulta al nuovo CD, chissà che intrallazzi tra giornalisti e case discografiche!) E' poi sintomatico della misera situazione di detta (in)civiltà il fatto che chiamino concerti squallide esibizioni di canzonettari. Concilio e riforme hanno la loro grave colpa:senza di essi le immonde chitarre non avrebbero sostituito gli organi e la canzoncine sceme non avrebbero soppiantato il gregoriano e la polifonia. E nessuno venga a dire che si tratta di interpretazioni abusive ecc. Che ci sta a fare la gerarchia? Le cogregazioni o hanno dormito oppure sono state complici.  Hanno veramente un suono sinistro le parole di Paolo VI che ho riportato sopra. 

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  57. <span>"La crisi musicale in ambito liturgico è semplicemente la crisi musicale in qualsiasi altro ambito della società moderna."</span>
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    <span>L'arte ha avuto una crisi di linguaggio, in tutti i campi, questo è vero; ciò è scaturito dalla voglia "moderna" di rompere con le regole (dell'armonia tonale nella musica, in particolare).</span>
    <span>Per l'attuale pratica "musicale" liturgica nel NOM non scomoderei neppure la "crisi" dei linguaggi convenzionali... Ci si trova di fronte alla distruzione sistematica del significato da significare e una fuga verso una stolta rozzezza primitiva, priva di arte. La musica vive di un momento cristallizzato (il concepimento e la scrittura dell'autore) e un momento dinamico e potenzialmente sempre variabile che risiede nella bravura tecnica, nella capacità comunicativa e nella sensibilità dell'esecutore. </span>
    <span>La cd. musica, ma parlerei più propriamente di "contesto sonoro-uditivo", che affianca la liturgia NOM è assolutamente deficitaria e imparagonabile rispetto al vero patrimonio di musica liturgica e sacra, e nel primo momento e -conseguentemente- nel secondo. Sfido qualsiasi musicista (professionista o non, ma dico: musicista) in possesso delle piene facoltà mentali ad attestare la propria soddisfazione artistica nell'esecuzione di un brano del Gen di qualsiasi colore o di quel monsignore che vende tanti dischi....</span>
    <span>La crisi dei significati da trasmettere e della forza che la Fede imprimeva alla composizione sacra è figlia diretta della ambiguità e della contraddittorietà rovesciata sulla Chiesa in seguito più che a seguito del CVII. </span>

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