In particolare, sarebbero stati rinvenuti documenti istruttori delle indagini processuali sul famigerato pedofilo assassino Marc Dutroux, come fotografie dell’esumazione delle bambine sue vittime e relazioni interne destinate ai magistrati inquirenti; si sarebbero trovati pure pezzi semibruciati di un altro dossier, sempre in tema di pedofilia, ma questa volta inerente membri della Chiesa (fonte: RTL.be).
Quanto precede è indiscrezione giornalistica. Ma credibile: sia perché siamo abituati a questo genere di fuga di notizie, sia soprattutto perché è oggi in corso un interrogatorio a Palazzo di Giustizia del cardinale Danneels: segno che i magistrati ritengono necessari suoi chiarimenti. Il cardinale è sentito per ora come testimone; ma rischia, secondo la stampa belga, quanto meno un’accusa di omissione di soccorso (per non avere impedito fatti di pedofilia di cui era a conoscenza) ed una condanna fino ad un anno di prigione.
Non è la prima volta che grossi sospetti si accumulano sul cardinale, fino a gennaio arcivescovo primate del Belgio. Sei anni orsono, egli ottenne un’ingiunzione giudiziale contro un giornale di Bruxelles che andava pubblicando pretesi rapporti sul suo coinvolgimento proprio nell’affare Dutroux: il giornale riferiva di asseriti tentativi di ricatto contro il cardinale, che sarebbe stato minacciato dell’invio in Vaticano di una videocassetta compromettente (Fonte: Cathcon). Ma di tutto questo, naturalmente, nessuna prova.
Invece, è purtroppo dato di fatto (che si accompagna coerentemente con quanto abbiamo riferito a proposito del “Catechismo Danneels”) la circostanza che nel 1984 il cardinale (nominato arcivescovo di Bruxelles-Malines fin dal 1979) ricevette una lettera di una mamma preoccupata per l’attività del Gruppo di Lavoro Ecumenico sulla Pedofilia. Si trattava di un organismo, spalleggiato dalla Conferenza Episcopale Belga, che venne perfino lodato dal giornale ufficiale dei vescovi, Kerk en Leven (Chiesa e Vita), sul numero del 9 agosto 1984, dove l’articolista riferiva che quell’ente avrebbe “fatto conoscere nelle chiese il fenomeno della pedofilia, condiviso informazioni e rimosso pregiudizi“. Lo scopo del Gruppo, citiamo, era creare un punto di incontro per pedofili “per scambiare idee vicendevolmente e per incoraggiarsi. Sono benvenuti tutti coloro che desiderano conoscere meglio la pedofilia e i pedofili in condizioni di maggior trasparenza, rispetto e fiducia“.