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venerdì 18 novembre 2022

Il Dies irae, nella traduzione del poeta italiano Giovanni Papini (1932)

Martedì scorso, per la nostra rubrica settimanale sul "Summorum Pontificum nel mondo" abbiamo raccontato del Requiem che si è celebrato a Sanremo (per i caduti delle guerre) e della bella riflessione spirituale che fece il vescovo sul  profondo (e "tremendo", per certi aspetti) significato della giustizia/misericordia di Dio contenuta nel
Dies Irae (ahimè abrogata nel Novus Ordo).
Questo ricordo ci dà occasione per continuare la meditazione sul testo della sequenza per i defunti che vi presentiamo nella bellissima traduzione che fece niente mene Giovanni Papini, scrittore e poeta e terziario francescano del  XX secolo (autore del libro "Il Diavolo" che rischiò di essere messo all'Indice per le sue teorie eretiche sulla temporaneità dell'Inferno e la salvezza - alla fine - anche dei dannati). 

Qui la bella traduzione del Dies Irae pubblicata su “Il Frontespizio” nel novembre 1932 e poi ripreso in “Messale Romano” Centro Liturgico di Torino - Torino 1943.

Roberto


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La Redazione