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martedì 16 aprile 2024

L’importanza di tornare al velo muliebre

Le donne rimettano il velo in Chiesa, prescritto sin da S. Paolo e abbandonato dopo gli anni '70.
Dalla prima lettera di S. Paolo ai Corinzi 11, 1-16: 1Fatevi miei imitatori, come io lo sono di Cristo. 2Vi lodo poi perché in ogni cosa vi ricordate di me e conservate le tradizioni così come ve le ho trasmesse. 3Voglio però che sappiate che di ogni uomo il capo è Cristo, e capo della donna è l'uomo, e capo di Cristo è Dio. 4Ogni uomo che prega o profetizza con il capo coperto, manca di riguardo al proprio capo. 5Ma ogni donna che prega o profetizza senza velo sul capo, manca di riguardo al proprio capo, poiché è lo stesso che se fosse rasata. 6Se dunque una donna non vuol mettersi il velo, si tagli anche i capelli! Ma se è vergogna per una donna tagliarsi i capelli o radersi, allora si copra. 7L'uomo non deve coprirsi il capo, poiché egli è immagine e gloria di Dio; la donna invece è gloria dell'uomo. 8E infatti non l'uomo deriva dalla donna, ma la donna dall'uomo; 9né l'uomo fu creato per la donna, ma la donna per l'uomo. 10Per questo la donna deve portare sul capo un segno della sua dipendenza a motivo degli angeli. 11Tuttavia, nel Signore, né la donna è senza l'uomo, né l'uomo è senza la donna; 12come infatti la donna deriva dall'uomo, così l'uomo ha vita dalla donna; tutto poi proviene da Dio. 13Giudicate voi stessi: è conveniente che una donna faccia preghiera a Dio col capo scoperto? 14Non è forse la natura stessa a insegnarci che è indecoroso per l'uomo lasciarsi crescere i capelli, 15mentre è una gloria per la donna lasciarseli crescere? La chioma le è stata data a guisa di velo. 16Se poi qualcuno ha il gusto della contestazione, noi non abbiamo questa consuetudine e neanche le Chiese di Dio
Luigi C.


Leggiamo da “La Tradizione Cattolica”, anno XXXIV, n.125, anno 2023

Nessuna norma ecclesiastica ha mai specificato con cosa bisognasse coprirsi. L’importante (per le donne) è entrare in Chiesa a capo coperto. Difatti, la maggioranza delle popolazioni cristiane utilizzava scialli, foulard, cappelli. Solo in alcuni Paesi (in particolare in Spagna e in Italia) si è sviluppato un indumento apposito, più prezioso e da utilizzare solo a questo scopo, come ulteriore segno dell’importanza del luogo nel quale si accedeva. Per ulteriore riprova sociale, poi, in Italia si è diffusa la tradizione di utilizzare il bianco per le donne nubili (e quindi vergini), e nero per le donne sposate o vedove.
Ci sono poi alcuni vantaggi che molte donne possono riscontrare, derivanti dall’uso del velo muliebre. Ve ne citiamo alcuni:

1)Portare il velo induce a concentrarsi meglio nella preghiera. Questo segno tangibile può infatti ricordare meglio a chi lo indossa il luogo in cui si è.

2)E’ una forma di apostolato, soprattutto se si supera il rispetto umano e lo si porta con coraggio anche in parrocchie dove nessuno lo fa. E’ un segno della Tradizione della Chiesa, che può quindi invitare a riflettere.

3)Incita a progredire nella modestia: è incoerente portare il velo se ci si veste succintamente o in maniera irrispettosa, e quindi diventa uno stimolo per adeguare il proprio vestiario in maniera consona.

4)Dona decoro alla chiesa e alla funzioni, è quindi utile soprattutto nei luoghi più turistici per far comprendere agli estranei che si tratta di un luogo sacro, di preghiera.

Concludiamo questa carrellata con la persona con la P maiuscola alla quale le donne dovrebbero fare sempre riferimento: la Madonna ovviamente. Lei è sempre coperta con il velo, è l’Arca della Nuova Alleanza, il Vaso della Vera Vita. Noi donne, usando il velo, la imitano e ci confermiamo nel ruolo di donne, cioè vasi di vita.