martedì 7 luglio 2015

Ottavo compleanno del "Summorum Pontificum" : un'opportunità o un diritto per i Fedeli? (*)

Il Signore ci dona oggi di festeggiare l'ottavo anno della promulgazione dell'atteso Motu Proprio "Summorum Pontificum" di Benedetto XVI che consente la celebrazione (senza se e senza ma) della Santa Messa nel " ritus antiquior " ( mai abrogato) . 
Questi primi otto anni hanno fecondato le aspirazioni spirituali dei Fedeli legati all'antico rito della Chiesa  riassunte nella frase del Salmo : “zelus domus tuae comedit me” (“lo zelo per la tua casa mi divora”, versetto ripreso nel racconto evangelico della cacciata dei mercanti dal Tempio, Giovanni 2, 16-17). 
Questi primi otto anni hanno fatto rifiorire nel cuore dei fedeli la santa devozione (zelus domus tuae...) . L’amore, l'attenzione e la dedizione per l'antica Liturgia non appartengono alle “mode temporali” ma sono fondamento reale per vivere intensamente la Fede dei nostri Padri e per continuare,  "prudenti come i serpenti e semplici come le colombe", l'opera affidata ai "servi inutili"  della salvaguardia e della restaurazione della "Civiltà Cristiana” : indistruttibile capolavoro divino baluardo dell'umanità  a difesa degli  attacchi infernali.
Questi primi otto anni caratterizzano l’esistenza di tanti giovani e meno giovani che portano avanti, con incommensurabile sacrificio personale e familiare, senza pause di riposo, le tabelle delle celebrazioni. 
Questi primi otto anni hanno donato alla Santa Chiesa diverse vocazioni al Sacerdozio e alla vita religiosa : i fiori più belli del giardino del Signore. 
Questi primi otto anni  hanno fatto gustare la dolcezza e la forza della preghiera :  “cor unum et anima una” . 
Questi primi otto anni hanno interiorizzato l’esortazione del Magistero che è cosa buona e giusta “conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto”. 
Questi primi otto anni hanno dimostrato che “ chiaramente che anche giovani persone scoprono questa forma liturgica, si sentono attirate da essa e vi trovano una forma, particolarmente appropriata per loro, di incontro con il Mistero della Santissima Eucaristia”.

Affidamo alla Madonna Santissima, Madre della Chiesa, i Sacerdoti che celebrano "digne, attente ac devote" in ogni parte del mondo il Santo Sacrificio dell'Altare nell'antico rito della Chiesa e con essi la schiera dei "volontari liturgici" che curano in ogni dettaglio le celebrazioni  :  i Seminaristi, i Ministranti, i Cantori, i Musicisti, i "sacristi", gli addetti alla cura delle sacre suppellettili ed i "comunicatori" che sui social network e per le strade divulgano, a spese proprie, calendari ed orari.


Soli Deo Gloria !

(*) Il titolo riprende la battuta di un  curiale  che ai suoi stessi diocesani esodati, sfollati e senza tetto  ( i più buoni e pacifici del mondo!) ha detto che l'applicazione del Motu Proprio è " un'opportunità non un diritto per i fedeli " ( sic!).
Un passo avanti però perchè fino a qualche anno fa, regnante il mite Benedetto XVI, nelle Province italiane si potevano ascoltare  altre simpatiche battute clericali:" il Papa sta a Roma, qui ci sto io" oppure  " io non seguo tutto quello che il Papa ci dice di fare".
Evidentemente con l'attuale Pontefice, ben più energico e dotato di collaboratori capaci (dicitur) di captare tutto ... anche dalle province...  Vescovi e Vicari ci pensano due volte prima di aprir bocca ...

1 commento:

  1. E' necessario che i vescovi incomincino guardare il fenomeno dei gruppi liturgici legati alla seconda forma del rito romano con occhi di veri pastori abbandonando la malata ideologia demagogica italiana . Siamo solo dei fedeli bisognosi di pregare nells piritualità antica.

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