mercoledì 28 febbraio 2018

Pio IX e le condizioni per l'infallibilità del Romano Pontefice

Intelligenti pauca......
A buon  intenditor poche parole.
L

S.S. il beato Pio IX
"Le definizioni del concilio Vaticano [I] non forniscono poi neppur l'ombra di un fondamento all'asserzione che il papa in virtù di esse sia divenuto un sovrano assoluto e segnatamente, in virtù della sua infallibilità, «sovrano assoluto quanto nessun altro monarca al mondo». [...] la denominazione di monarca assoluto non può essere applicata al papa nemmeno nelle materie ecclesiastiche, perché egli è soggetto al diritto divino e vincolato all'ordinamento dato da Gesù Cristo alla sua chiesa. Il papa non può modificare la costituzione che la chiesa ha ricevuto dal suo divin Fondatore, come un legislatore laico potrebbe modificare la costituzione dello stato.
La costituzione della chiesa appoggia i suoi cardini su un ordinamento che viene da Dio e quindi non può essere in balìa dell'arbitrio umano. Come il papato è di istituzione divina, così lo è pure l'episcopato. Anch'esso ha i suoi diritti in virtù di questa istituzione, che il papa non ha né il diritto né il potere di cambiare. È quindi un errore capitale credere che, per le decisioni del concilio Vaticano, «la giurisdizione episcopale sia assorbita dalla giurisdizione papale», che il papa sia «in teoria subentrato al posto di ciascuno dei vescovi», che «i vescovi non siano più se non strumenti del papa e officiali senza responsabilità personale». [...] Quanto all'asserzione [appena riportata], in particolare, la dobbiamo smentire nel modo più assoluto; non è certamente la chiesa cattolica la società nella quale si ammette l'immorale e dispotico principio che l'ordine del superiore liberi incondizionatamente dalla responsabilità personale. Infine l'opinione secondo la quale il papa «in forza della sua infallibilità e un sovrano del tutto assoluto», si fonda su un concetto totalmente falso dell'infallibilità. [...] l'infallibilità è una proprietà che si riferisce esclusivamente al supremo magistero del papa; e questo coincide precisamente con l'ambito del magistero infallibile della chiesa in genere ed è legato a ciò che è contenuto nella sacra Scrittura e nella Tradizione, come pure alle definizioni già emanate dal magistero ecclesiastico."
('Dichiarazione dei Vescovi tedeschi del gennaio-febbraio 1875', ratificata dalla 'Mirabilis illa constantia' del 4 marzo 1875 di Papa Pio IX: cfr. Denzinger, nn. 3114-3116)

7 commenti:

  1. La Chiesa in teoria non avrebbe avuto bisogno della proclamazione del dogma dell'Infallibità del Papa se le teorie anticlericali e massoniche del tempo non avessero costituito una grave minaccia per la FEDE. Tuttavia appare corretto rilevare che gli Ordini, gli inviti, le sollecitazioni dei Papi ancorché discussi ancorché non condivisi fossero per il Bene delle Anime e della Chiesa fossero seguiti in virtù del principio o del voto di obbedienza. Che il Papa sia un monarca assoluto è un aspetto laicale e tale rimane oggettivamente.

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    1. Che il Papa non sia monarca è una questione meramente protestante e modernista, assieme ai "fallibilisti" della Tradizione!

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  2. Oggi, dopo la deviazione iniziale di papa Roncalli seguita a tutto tondo dal Vaticano II da lui indetto (non a caso), è inconcepibile una presa di posizione così chiara, e che, come si dice, non regala niente a nessuno. Oggi, con la dittatura bergogliana la confusione è al massimo grado. per questo PIO IX resterà beato e non sarà mai proclamato santo, come invece sta avvenendo per i papi del posto concilio (mi sembra ci sia un'iniziativa per pr0clamare santo anche Paolo VI). Siamo alla turlupinatura più perfetta.

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    1. A proposito della proclamazione di Santità di chicchessia, qualcuno sa darmi la risposta circa il fatto che qualora la persona proclamata Santa non ha i cosiddetti requisiti per essere dichiarata Santa, davanti a Dio è comunque Santa?

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  3. Ma avete letto cosa scrive il Beato PIO IX, secondo me no. C'è scritto quello che verrà ribadito nel Concilio Vaticano II, l'infallibilità papale è e resta un Dogma, ma i vescovi non sono meri esecutori di ordini calati dall'alto e in questo mi sembra di intravedere la famosa e mai applicata sinodalità del collegio episcopale, cum Petro e sub Petro. Come il papato è di istituzione divina, così lo è pure l'episcopato. Anch'esso ha i suoi diritti in virtù di questa istituzione, che il papa non ha né il diritto né il potere di cambiare. Ve lo ripropongo magari a rileggere vi si apre qualche neurone: "È quindi un errore capitale credere che, per le decisioni del concilio Vaticano, «la giurisdizione episcopale sia assorbita dalla giurisdizione papale», che il papa sia «in teoria subentrato al posto di ciascuno dei vescovi», che «i vescovi non siano più se non strumenti del papa e officiali senza responsabilità personale»" Signori questa è la fede cattolica sull'infallibilità e sull'episcopato.
    Davide83

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    1. Riecco Davide83 che sale in cattedra facendo l'americano confuso. L'INFALLIBILITA' della giurisdizione papale è, a rigore, quella EX CATHEDRA, ovvero quando egli proclama un dogma in materia di fede e di morale. L'infallibilità non riguarda quindi la giurisdizione dei vescovi che sono tenuti a rispettare e a propagare i dogmi sulla fede e sula morale. Non è che con la scusa dell'infallibilità, malintesa ed impugnata in malafede, papa e vescovi possono dire e fare ciò che gli passa per la testa. Insomma non possono dire e fare come fa Davide83.

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  4. Il CVI ha inteso, attraverso il dogma dell'infallibilità, soprattutto riaffermare la dottrina perenne della Chiesa di cui devono essere garanti i papi nella storia. Oggi si chiede ancora al successore di Pietro di riconfermare i fratelli nella fede, ma non si ha risposta avendo sposato le ideologie combattute da quel Concilio.

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