giovedì 20 luglio 2017

Il Vaticano II: il concilio che ha diviso i fedeli.



Se non c'è il cuore puro
 di Enrico Salvi

Spesso, su questo blog Messainlatino.it, nello spazio riservato ai commenti si scatenano dispute assai vivaci, e forse anche un po’ troppo astiose, tra cattolici che si situano su posizioni contrastanti o addirittura  opposte, sicché l’invettiva, consistente nello scagliarsi contro alcuno con parole (etimo.it), assume una vibrazione piuttosto intensa per la quale l’unità dei cattolici si sgretola miseramente. Secondo la formula del Credo, «credo LA Chiesa una, santa, cattolica e apostolica» è una verità di principio e di fede che ormai da parecchi decenni non ha riscontro nell’unità dei cattolici, sia laici che ecclesiastici, che sono divisi e impegnati nello scagliare invettive reciproche, più o meno moderate o eccessive, senza che ciò approdi ad una qualche positività ed anzi confermando ciascuna delle fazioni nelle proprie convinzioni. Questo blog, insomma, è un piccolo specchio che riflette fedelmente la DIVISIONE CONTRADDITTORIA che impera fra i cattolici.

Indubbiamente è il Concilio Vaticano II che ha provocato (cosa mai successa prima) la divisione, e chi volesse negarlo è in mala fede oppure, com’è più probabile, non avendo una preparazione sufficiente si lascia andare ad osservazioni superficiali. Se la Chiesa è sempre la stessa nessuno può negare che  riguardo al Concilio ci siano un prima e un dopo attestati dal contenuto dei documenti conciliari e dalla conseguente prassi pastorale. La Chiesa è sì sempre la medesima, ma non è certamente un caso che a partire dal Vaticano II tra i cattolici sia scoppiata una divisione profonda e sempre più esasperata e che non sembra ricomponibile proprio a causa di tale Concilio, che ha inteso imprimere un inconfutabile cambiamento di rotta alla Barca di Pietro, e che si può così sintetizzare: da verso Dio a verso l’uomo.

La divisione classica è quella fra tradizionalisti e modernisti, dualismo innegabile e disintegratore che, è bene ripeterlo, stride assai con «la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica» in cui gli appartenenti alle due fazioni dichiarano di credere secondo la formula che si trova, identica, tanto nella Messa di san Pio V quanto in quella di Paolo VI. Vi è anche da tenere presente anche una terza categoria di cattolici, e cioè quella dei neo-tradizionalisti che del periodo post-concilare tendono a salvare il salvabile, specialmente nella persona di alcuni Papi, o forse di tutti, che hanno governato la Chiesa dal Vaticano II in poi. Abbiamo così «la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica» formata da cattolici divisi che però recitano lo stesso Credo, CONTRADDIZIONE MACROSCOPICA, questa, di cui nessun cattolico sembra rendersi conto e che nessuna motivazione teologica o esegetica, per quanto minuziosa e circostanziata, può trascendere e giustificare: CONTRA FACTUM NON VALET ARGOMENTUM.


Eh sì, perché, a parere di chi scrive, l’unità non la fa una dottrina, un rito e una liturgia bensì il cuore puro. Il cuore puro viene prima di tutto. Senza il cuore puro non c’è l’uomo, e senza l’uomo non c’è dottrina, rito e liturgia che tengano. Senza il cuore puro la dottrina, il rito e liturgia si riducono ad una consuetudine, ad un’abitudine, ad uno stereotipo, ad una bigotteria, quindi ad un vuoto sterile dell’anima, giacché senza il cuore puro l’anima non può vivere davvero, e quindi dovrebbe essere ben chiaro (ma lo è?) che né i tradizionalisti né i modernisti né i neotradizionalisti con tendenze moderniste sono al sicuro da tale pericolo tutt’altro che remoto.

Invece: «La moltitudine di coloro che erano venuti alla fede aveva un cuore solo e un'anima sola» (Atti 4, 32). Un cuore solo, cioè un solo e profondo sentire, una specialissima intuizione o ispirazione precedente ogni dottrina e senza la quale ogni dottrina e ogni formula, per quanto ineccepibili, si riducono a vane parole, rendendo impossibile il corrispondere a quanto Gesù dice in Giovanni 17, 11: «Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi». Dice «coloro che mi hai dato», parole la cui meditazione, per un cattolico, dovrebbe farsi intensa e continua, giacché chi sono coloro che il Padre ha dato al Figlio? È proprio scontato che siano tutti i cattolici o addirittura tutti gli uomini? E se non fosse proprio così? E se quel «coloro che mi hai dato» non indicasse tutti ma un’elite, una cerchia di eletti? Del resto, in Matteo 7, 14 Gesù non dice: «quanto stretta invece è la porta e angusta la via che conduce alla vita, e quanto pochi sono quelli che la trovano!»? E in Matteo 22,14 non dice : «Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti»? E in Luca 12, 32 non dice: « Non temere, piccolo gregge, perché al Padre vostro è piaciuto di darvi il suo regno»? Il gregge è «piccolo», quindi composto da non molti capi, dai «pochi», dagli «eletti». Non è questo un motivo decisivo e perciò di profonda meditazione per un cattolico? Meditazione col cuore puro, s’intende.

E a proposito dell’unità tra Padre e Figlio, che vuol dire quel «come noi»? La risposta del catechismo o di qualche illustre teologo lascia il tempo che trova se non c’è il cuore puro, tanto che se c’è il cuore puro può darsi che il catechismo e l’illustre teologo nemmeno servano. Dov’erano i catechismi e i tomi di teologia al tempo dei primi Cristiani? E come facevano essi a vivere la vita cristiana? Non era con il cuore puro che sentivano Gesù quale Dio Figlio in comunione con Dio Padre? E non era questo sentire profondo (e non il “capire”con la testa, lo spaccare il capello in quattro) che alimentava la loro anima e la faceva partecipe di tale Unione? E non erano gli Apostoli con la loro voce, non facendo teologia ma predicando la Parola di Dio, ad alimentare la fede che sgorgava dal loro cuore puro?

Ma c’è anche da considerare, non senza un patema d’animo (e sempre che ci sia il cuore puro) Luca 12, 52-52-53: «Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D'ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera». Come sarebbe? Gesù prima ci parla della Sua unione col Padre auspicando la stessa cosa per gli uomini e poi ci dice che fra gli uomini è venuto a portare la divisione?

È certo che nessun catechismo e nessun tomo teologico di cinque o seicento pagine, nessuna messa, nessun rosario e nessuna processione potrà servire a far cadere il velo dell’incomprensione se non c’è il cuore puro. E se non c’è il cuore puro resta il vuoto. O il pieno dell’inutilità che è lo stesso. E il vuoto di cattolicità, cioè di un sentire e partecipare col cuore puro all’unione del Padre e del Figlio, è riempito dall’islam, dall’lgbt, dal trapianto di radici estranee che allignano al posto di quelle avite dimenticate e disseccate.

19 commenti:

  1. Il Concilio di Trento, diversamente da CVII che ha frammentato la Chiesa cattolica, permise l'evangelizzazione in tutti i continenti. Non perdiamo tempo a discutere se quanto avvenuto fosse la reale intenzione della maggioranza dei Padri ma è ormai evidente che la convocazione è stato un grosso errore imputabile alla 'ingenuità', con simpatie moderniste, di papa Giovanni che ha voluto estendere i trattenimenti ecumenici che teneva in Turchia. Pio XII, di venerata memoria, si era posto il problema di un Concilio che concludesse il CVI, ma rinunciò, auditis episcopis, perché temeva che i focolai modernisti, si sarebbero espansi, sentendosi legittimati perché presenti in una assise ecumenica. E così è accaduto.

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  2. Personalmente io Cattolico mi sento più in sintonia con i valdesi o protestanti o ebrei riformisti e anche a certi mussulmani moderati che non con i Cattolici tradizionalisti che mi sembrano ormai comparabili agli integralisti di altre confessioni religiose

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    1. Se lei si sente "in sintonia" certamente non è cattolico.

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    2. Contento te ...

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    3. Almeno sei sincero, in effetti molti si dicono cattolici e non lo sono, non si comprende però cosa ci restino a fare nella Chiesa Cattolica. Da un punto di vista puramente teorico non esiste una posizione teologica a priori superiore a un'altra, è legittimo anche pensarla come la pensano i valdesi o i testimoni di geova, ciò che è strano è che molti si ostinano a restare nella Chiesa Cattolica pur non essendo cattolici. Nessuno vi trattiene, e lo dico senza polemica, se andate contro ciò che la Chiesa ha sempre detto, avete sbagliato luogo. È come se un comunista si ostinasse nel voler "comunistizzare" dall'interno un partito liberale, un comunista vada nel partito comunista, visto che un partito comunista c'è... Lasciamo perdere poi l'aggettivazione "fondamentalista": una parola che viene usata a mo' di offesa senza alcuna argomentazione (e ci si dà anche la zappa sui piedi: sembra che quello che è "fondamentale" debba andare in secondo piano, un delirio logico insomma).

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  3. I cattolici recitano lo stesso Credo ma sono divisi. Certo, la contraddizione è più che palese, ma i cattolici non se ne accorgono o non se ne vogliono accorgere? E del vuoto che creano con la loro divisione, non se ne accorgono o non se ne vogliono accorgere?

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    1. Sta parlando dei modernisti che creano divisione vero? E' proprio l'intento della massoneria.

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  4. La distinzione non è fra tradizionalisti e progressisti ma fra cattolici e modernisti

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  5. La contraddizione macroscopica sta in coloro che scrivono ergendosi a fari della verità senza humilutas alcuna.
    Cosa stiamo festeggiando quest'anno? Il "sentire cum Ecclesia" divenuto norma liturgica attraverso il Summorum Pontificum. Se ad ogni pie' sospinto ci si mette a infierire contro il CVII , contro ogni forma, legittima, di religiosità post concliare ben venga quel che l'anonimo delle 13:44 ha scritto ieri "Personalmente io Cattolico mi sento più in sintonia con i valdesi o protestanti o ebrei riformisti e anche a certi mussulmani moderati che non con i Cattolici tradizionalisti che mi sembrano ormai comparabili agli integralisti di altre confessioni religiose". Non ce le facciamo nulla delle prediche on line di Salvi. Ora e sempre.

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    1. Esattamente come fa lei.

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    2. Il Concilio Vaticano II deve essere interpretato in continuità coi concilii preceenti. Invece da 50 anni avviene perfettamente il contrario. Faccia lei Anonimo delle 07.42

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    3. Perchè non c'è niente da interpretare...è eretico e basta.

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  6. Anonimi 13,44 20 luglio e 7,42 21 luglio, per voi vale quanto scritto nella "predica on line di Salvi":"non avendo una preparazione sufficiente si lasciano andare ad osservazioni superficiali". Il contenuto e il tono altezzoso delle vostre repliche confermano a tutto tondo che voi, essendo "più in sintonia con i valdesi o protestanti o ebrei riformisti" (un'enormità di cui non vi rendete conto) siete fuori della Chiesa Cattolica.In altri termini siete scomunicati latae sententiae.

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    1. Sono l'anonimo delle 13.44. Innanzitutto io non ho fatto alcuna critica a Salvi anche perché non lo conosco e non valuto certo una persona da quattro righe scritte online. Ho semplicemente espresso il mio sentire e la mia esperienza sul tema. Nella mia giovinezza e in seguito per motivi professionali pur lavorando in ambienti ecclesiastici ho sempre avuto la possibilità di confrontarmi con protestanti, valdesi, mormoni, ebrei, mussulmani, buddisti, induisti; ho partecipato spesso alle loro feste e ai loro riti, mi sono serenamente confrontato e come persona mi sono sempre sentito arricchito pur rimanendo della mia Fede. Quando nel pieno bum dell'Aids alla fine degli anni 80 ho lavorato con le Missionarie della Carità e con Madre Teresa ho capito quanto fosse importante il rispetto per la Fede di ogni Uomo e quanto fosse importante in quel momento ridargli dignità e io ho imparato tantissimo e mi sono reputato fortunato perché ho avuto modo di contemplare il volto di Cristo sofferente di allietare nel mio nulla le sofferenze anche se quel povero Cristo era di un altra Fede.Sono scomunicato la cosa non mi tocca neanche un po'lascio a Dio e solo a lui giudicare.

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    2. Anonimo 7:54 alias 13,44: nel suo intervento ci sono un paio di passaggi assai sospetti che inficiano il suo umile "allietare nel mio nulla le sofferenze". Da quel "quattro righe on line", che quattro non sono, promana un che di disprezzo e sufficienza nei confronti dell'articolo di Salvi. Il finale, poi, la dice lunga sul suo ben radicato ecumenismo che si fa beffe della scomunica (roba ormai superata) e si rifugia nel solito dio, ovviamente ecumenico anche lui, quale unico giudice ma, c'è da scommetterci, certamente "misericordioso" nei riguardi di un umile collaboratore di Madre Teresa.

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    3. Se qualcuno vi chiede "cos'è il modernismo"? Fategli leggere questo post.

      PS E ricordatevi che il modernismo è "la sintesi di tutte le eresie" (cit. S. Pio X - Pascendi Dominici Grecis), la CLOACA MAXIMA per eccellenza del cattolicesimo.

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  7. Ben venga chi si erge a faro se stana dall'ombra quanti si sentono vicino agli eretiti o chi difende ecumenicamente "ogni forma di religiosità" (ho volutamente emesso "legittima").

    Quanto all'assimilazione con "i fondamentalisti di altri religioni", non occorre che ci si rivolga alle false religioni. Si possono trovare tanti esempi di strenua difesa della vera fede a partire dai primi martiri cristiani. Se per esempio in simile situazione si volesse portare ad esempio San Sebstiano mi si farebbe certamente cosa gradita (.. già perchè l'ubbidienza a Diocleziano che imponeva di sacrificare agli dei pagani era certamente considerato "forma legittima di religiosità" a quei tempi).

    Se poi delle prediche di Salvi non ne potete più... bene. E' proprio di chi è nell'errore dare segni di cedimento. Apettatevi quindi che continui.

    La divisione c'è e si fa sempre pià netta. Non è con le deviazioni ecumeniche che si rinsalderà, ancor meno sminuendo come "predicatori senza umiltà" chi tenta di lasciare una testimonianza come il Salvi.

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  8. Con il Concilio Vaticano II e con le sue nefaste interpretazioni, mi sembra si possa parlare, per la prima volta nella Chiesa, di "Divide et impera"

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