venerdì 15 luglio 2016

Geraci Siculo: bravi ! Non mollate !

Non è ora di finirla con la vergognosa dispersione (...) delle opere d'arte sacra e devozionale che sistematicamente "spariscono" dalle chiese, dai conventi e dai monasteri che "debbono chiudere" per mancanza di vocazioni?
Quando le Soprintendenze o le Amministrazioni Comunali non riescono a bloccare il "trasferimento" dei beni artistici che  moralmente appartengono alla storia locale, quindi ai  paesi e alle rispettive comunità, sorgono per ispirazione della Divina Provvidenza   degli spontanei comitati che perseguono il santo intento di salvare almeno la storia religiosa locale.
Chi non è a conoscenza dei "prelievi",  spesso effettuati di notte, dei quadri, delle statue, dei paramenti, della biancheria, delle campane e persino degli Organi antichi da un ex monastero o da un ex convento del proprio paese ?
Potremmo riempire centinaia di pagine narrando di recenti episodi analoghi avvenuti nel territorio nazionale.
I beni artistici una volta "trasferiti" ( spesso senza un regolare inventario contro-firmato dalle autorità locali)  che fine fanno?
Eppure si tratta di una parte consistente di storia locale: assai spesso i sacri arredi furono donati ai Conventi o ai Monasteri  sia dalle Famiglie Storiche che dalla povera gente del posto.
Non si deve mortificare la storia di una comunità!
Perchè allora non organizzare talvolta nelle chiese "chiuse"  la recita del Santo Rosario ad esempio nel mese di Maggio oppure, prima del Santo Natale, dei concerti di musiche natalizie o addirittura la Novena di Natale? Si tratta di devozioni proprie della spiritualità popolare che non hanno strettamente bisogno della presenza di un Sacerdote... è ovvio che i laici si debbono muovere...
Oltretutto gran parte delle chiese del Sud Italia, particolarmente quelle fiorite del meraviglioso paradiso siculo, non hanno bisogno di riscaldamento nei mesi invernali ... sono quindi fruibili durante tutto l'anno.
A Geraci Siculo, ad esempio, sono a rischio dimenticanza ben 517 anni di storia di presenza delle Monache Benedettine  allorchè chiuso il monastero la Curia Vescovile ne ha decretato la vendita e il trasferimento  dei preziosi arredi, mobilio, biblioteca e quant'altro era proprietà delle Monache.
Bravi dunque gli Amministratori e i Fedeli di Geraci Siculo così come quei Comitati che analogamente stanno fiorendo in tutta la nazione per salvaguardare "ad perpetuam rei memoriam" la Fede dei loro padri.
Auguriamo dunque  al  Sindaco di Geraci Siculo Bartolo Vienna e al Comitato locale di salvare appieno il complesso monasteriale benedettino e l'annesso repertorio culturale e devozionale legato indissolubilmente alla storia del loro storico Paese.
AC
 Chiude monastero a Geraci, comitato si oppone a vendita 
Petizione popolare, aprire un museo e restituire oggetti sacri 

(ANSA) - GERACI SICULO (PALERMO), 
11 LUG - Chiude uno dei più antichi monasteri e nasce un braccio di ferro tra il vescovo e un comitato per la destinazione dei beni, degli arredi, dei paramenti e degli oggetti sacri del convento. 

Accade a Geraci Siculo, un borgo medievale arroccato sulle Madonie che fu anche il centro propulsore della contea dei Ventimiglia. 
Oggi Geraci è un piccolo centro di quasi duemila abitanti: 750 hanno già firmato una petizione, e altri 350 che vivono all'estero hanno subito aderito, con la quale chiedono la restituzione di tutti i beni portati via su disposizione del vescovo di Cefalù, monsignor Vincenzo Manzella. 
L'iniziativa è stata promossa da un comitato cittadino costituito dopo la chiusura del monastero delle benedettine, ormai ridotto a una presenza monacale di clausura, che per cinque secoli, dice Pietro Attinasi uno dei promotori della protesta, ha svolto un ruolo di "umanità e spiritualità, indelebile nella storia della città, per le tante opere di bene compiute dalle monache". 
Il comitato si batte perché l'edificio non venga venduto e che anzi venga trasformato in un sito museale. 
E per questo la comunità chiede nella petizione inviata anche al papa la restituzione degli oggetti sacri ora distribuiti tra il palazzo vescovile di Cefalù e alcune chiese della diocesi. (ANSA). 
Fonte : ANSA

7 commenti:

  1. Battaglia persa. Le curie locali e centrali hanno bisogno di soldi per le loro inutili burocrazie: i beni del monastero faranno la fortuna di antiquiari e dei prelati.
    La povera gente sta a guardare. Come sempre

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  2. Bisogna aiutare gli islamici che arrivano per integrarsi...così hanno l'applauso del capo del Vaticano.

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  3. Il card.Bertone ha dovuto restituire due candelabri che il parroco del duomo di Chieri in provincia di Torino aveva sottratto a una Confraternita della città con altre preziose suppellettili sacre, paramenti e reliquiari. Ha provato a chiederne la restituzione un laico e la curia di Torino ha massacrato il laico. Allora è intervenuta la Procura di Torino e subito i candelabri son tornati al loro posto. Quindi molto bene essere in tanti NON MOLLATE!!!

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  4. La vendita, più o meno sottobanco, degli arredi e delle opere d'arte delle chiese, da parte di preti, è ben più frequente dei furti di ladri di professione.

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  5. Dopo lo svuotamento di Fede stiamo assistendo anche a questa svendita di oggetti Sacri....che tristezza

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  6. Due anni fa a Chieri in provincia di Torino sono stati recapitati due candelabri del '700 dal card . Bertone che li aveva ricevuti in dono dal parroco. Questo è un reato. Glieli hachiesto un laico ma lo hanno fatto fuori allora eè intervenuta la Procura e i due candelabri sono stati restituiti!!! Quel laico era solo voi siete in tanti NON MOLLATE

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  7. E con quali soldi si manterrebbe il monastero? Questo comitato ha messo mano al portafoglio?

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