lunedì 30 maggio 2016

Tre domande a Fabrizio Lastei, presidente di Militia Christi e candidato presidente per il I Municipio di Roma nella lista del Popolo della famiglia.

Messa in Latino non sventola nessuna bandiera elettorale però ci piace vedere i fedeli devoti alla Messa di sempre impegnarsi nella difesa del bene comune che può anche, a volte, passare attraverso la politica. Tuttavia, il mondo tradizionale è spesso riuscito a spaccarsi in un modo ridicolo e dannoso anche in questo ambito. Così fu per esempio nel 2013, quando due fedeli del medesimo coetus fidelium romano (25 persone) si ritrovarono a capo di due liste concorrenti per le elezioni comunali nella capitale dividendosi un già esiguo 0,14%. Dopo l'annuncio della discesa in campo del Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi e Gianfranco Amato per le prossime elezioni amministrative su tutto il territorio nazionale, ci è dunque parso interessante vedere lo storico movimento romano Militia Christi, conosciuto in particolare per la sua più che ventennale battaglia contro l'aborto, aderire a questo nuovo soggetto politico. Fabrizio Lastei, suo presidente, ha gentilmente accettato di rispondere alle nostre domande.




1) Come mai il movimento Militia Christi, che si candidava con liste proprie alle comunali del 2013 a Roma, si ritrova oggi a partecipare alla campagna del Popolo della Famiglia a Roma?

Fabrizio Lastei: Confluire nelle liste del Popolo della Famiglia per le imminenti Amministrative del 5 giugno non é altro che l'esito naturale del percorso del nostro Movimento. Militia Christi ha sempre promosso attivamente sin dal 1992 la costituzione di un nuovo soggetto politico che offrisse "garanzie veramente sufficienti" – secondo la celebre espressione di Pio XII del 10 marzo 1948 – per una valida rappresentanza istituzionale dei cattolici e delle persone di buona volontà. Un corpo sociale la cui legittimità morale é determinata non dalla santità personale (pur doverosa per ogni uomo) quanto, secondo la felice sintesi dottrinale del Card. Hoffner, dal suo conformarsi nei suoi programmi e nella sua azione politica al Magistero della Chiesa sul Bene Comune.
Quando, dopo l'ignominia del tradimento post-democristiano del 25 febbraio scorso (la fiducia in Senato per il decreto Cirinnà, N.d.R.), alcuni leader del Family Day hanno tratto le inevitabili conseguenze politiche – annunciando il 3 marzo la nascita del Popolo della Famiglia e, sopratutto, dichiarandolo fondato integralmente sulla Dottrina Sociale Cattolica – dal canto nostro non potevamo che metterci a disposizione. Dal giorno stesso, come abbiamo fatto.

2) A differenza di ciò che succede negli Stati Uniti o in Francia, il mondo tradizionale italiano vive spesso ai margini del mondo cattolico: quale accoglienza vi è stata data dai dirigenti del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi e Gianfranco Amato, e dagli altri membri?

Fabrizio Lastei: Sí, il mondo tradizionale italiano vive spesso ai margini di un mondo cattolico che, proprio autoproclamandosi esclusivamente cattolico – spesso con l'aggravante del politicamente corretto – rischia di non esserlo più.
Riguardo la nostra accoglienza da parte dell'intero Popolo della Famiglia, beh, giocando con affettuosa ironia sul cognome del caro Gianfranco, devo dire che ci sentiamo davvero molto... amato! Siamo fin troppo stimati, citati ed elogiati... davvero si è creata da subito un'entusiasmante fraternità militante. Ci sembra “semplicemente" di stare in una Militia Christi molto più grande.

3) Avete messo da parte la vostra bandiera per questa campagna?

Fabrizio Lastei: Assolutamente no. I primi ad opporsi sarebbero proprio gli altri amici del Popolo della Famiglia. E scelgo l'aggettivo "altri" perché anche Militia Christi è il Popolo della Famiglia. Con la sua autonomia, le sue modalità, la sua storia e la sua sensibilità che stanno diventando appannaggio anche del resto del Movimento.
Ricordo con gratitudine che la prima iniziativa pubblica del Popolo della Famiglia a Roma è stata condividere con noi l'annuale iniziativa antiabortista sull'Isola Tiberina alla quale, purtroppo, tanti cosidetti “tradizionalisti” non hanno mai osato unirsi. Uno degli episodi salienti della raccolta firme, poi, si è avuto in occasione del 24° anniversario di Militia Christi, presso la Statua del Cristo a Ponte Milvio. Inoltre, questa domenica 29, Solennità del Corpus Domini, vari esponenti del neo-movimento si sono uniti alla Messa in Forma Straordinaria che è stata celebrata a S. Giuseppe a capo le case, in occasione della venerazione delle reliquie del Preziosissimo Sangue di Nostro Signore.
Ringrazio Mario Adinolfi, Gianfranco Amato, Nicola Di Matteo (il coordinatore romano) e tutti i singoli militanti e candidati del Popolo della Famiglia per questa bellissima avventura comune che ci vede, ogni giorno, nel nome della Buona Battaglia, condividere risate ed amarezze, successi ed insulti. Viva Cristo Re!

1 commento:

  1. Ho conosciuto personalmente Fabrizio Lastei a Roma come simpatizzante umbro del movimento Militia Christi. E' davvero una gran brava persona, un vero cristiano "tosto". Forza Fabrizio, ti auguro tanto successo.

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