martedì 11 novembre 2014

III Pellegrinaggio straordinario: riflessioni del CNSP


III Pellegrinaggio Internazionale del Populus Summorum Pontificum
le riflessioni del CNSP

Dal sito CNSP

Tentare il bilancio di un’esperienza spirituale così intensa come il Pellegrinaggio del Populus Summorum Pontificum è un’impresa ardita. Le grazie e le benedizioni che il Signore ci elargisce per l’intercessione di Maria Santissima e dei suoi Santi, come San Filippo Neri (patrono del pellegrinaggio), non si misurano in termini numerici, in base ai fedeli presenti, alla lunghezza delle processioni, alla potenza dei canti. Ma quando un pellegrinaggio è segnato da una partecipazione così viva ed attiva di pellegrini provenienti davvero da tutta la cattolicità, è difficile sottrarsi alla tentazione di far leva anche sul successo esteriore; e se poi si è avuta la ventura di concorrere  all’organizzazione, come ha potuto fare il CNSP, si rischia di compiacersi con se stessi di un risultato che è solo un dono della Provvidenza.
In rete sono già apparsi diversi commenti, e i vari eventi sono stati illustrati, spesso in tempo reale, con l’ausilio delle immagini, da chi ha avuto la grazia di parteciparvi: per cui è forse superfluo ripetere che tutti gli appuntamenti, a Roma e a Norcia, hanno visto una corale e massiccia presenza dei fedeli. Non basta mai, invece, ricordare con commozione la sincera pietà, il fervore e il profondo coinvolgimento spirituale con cui tutti hanno partecipato, davvero attivamente, alle celebrazioni liturgiche. Lo ha notato anche padre Cassian Folsom al termine della S. Messa di domenica a Norcia: non è frequente sentire la chiesa vibrare dei canti e delle risposte dei fedeli, e percepire così quasi concretamente l’intensità della loro preghiera, come è accaduto in occasione della festa di Cristo Re.
Poiché la cronaca vera e propria del Pellegrinaggio 2014 è già comparsa in rete in questi giorni, vorremmo ora concentrarci solo su alcuni aspetti che ci sembrano particolarmente significativi.
La prima considerazione da fare è che con questo suo terzo Pellegrinaggio internazionale il Populus Summorum Pontificum, una vera famiglia di “normali” sacerdoti e di “normali” laici, ha dimostrato di essere una realtà ormai più che consolidata, diffusa ovunque, che sa attraversare senza scoraggiarsi le difficoltà dei tempi correnti, ben risoluta ad affrontare ogni avversità e ogni turbamento: è consolante osservare quale forza spirituale riesca a dare la S. Messa tradizionale, e come davvero essa rappresenti il principale baluardo dell’intangibilità della dottrina. È questa la vera pace in cui vive la liturgia tradizionale: una pace che non riesce ad essere scalfita da nessuna contrarietà e da nessuna opposizione, per quanto efficaci esse possano apparire.
Un altro aspetto che ha colpito, nel pellegrinaggio di quest’anno, è stata la massiccia, probabilmente maggioritaria presenza di giovani. Anche il particolare coinvolgimento della Federazione Juventutem, che ha celebrato proprio al pellegrinaggio il suo decennale, ha confermato con particolare evidenza che la liturgia “antica” è cosa per giovani. Giovani assolutamente normali, semplici, vorremmo dire ordinari: vedendo i quali proprio non si può pensare che si siano sobbarcati il disagio – e il costo – di un viaggio talora addirittura transoceanico solo per inseguire una moda passeggera.
Accanto ai giovani c’erano le famiglie: anch’esse famiglie normali, semplici, ordinarie. Quelle di cui forse non si è occupato il recente sinodo, la cui bellezza è trascurata e che non fanno notizia, ma sulle quali poggia ancora la trasmissione della fede, e che – come ha dichiarato recentemente il Card. Burke – trovano nella liturgia tradizionale un insostituibile alimento spirituale per affrontare e superare le difficoltà e i problemi della vita famigliare.
Questa terza edizione del Pellegrinaggio, poi, è stata connotata più delle precedenti dalla massiccia partecipazione di fedeli provenienti da tutto il mondo: si è trattato davvero di un pellegrinaggio internazionale, animato in primo luogo dai fedeli nordamericani, che si sono stretti con grande affetto attorno al Cardinal Raymond Leo Burke; ma anche da tanti fedeli sudamericani, specialmente brasiliani, e, fra gli europei, da nutriti gruppi di ungheresi, polacchi, francesi, tedeschi.
Questa concreta ed esemplare manifestazione di vera universalità, che è così connaturata alla perenne liturgia tradizionale, è un prezioso dono anche per i fedeli italiani, che potranno e dovranno derivarne un rinnovato incitamento alla presenza attiva e visibile nelle loro realtà parrocchiali e diocesane, e ne saranno certo stimolati a partecipare ancor più numerosi al prossimo pellegrinaggio (già fissato dal 22 al 25 ottobre 2015), specie come Coetus Fidelium, e non solo come singoli fedeli. In questa prospettiva, si sono segnalati, quest’anno, soprattutto i Coetus della Puglia, che si sono riuniti per raggiungere tutti insieme Roma e Norcia con una rappresentanza di decine di fedeli. Sempre fattivamente presente il Coetus di Castel San Giovanni (diocesi di Piacenza), uno dei pochi Coetus italiani che è sorto e vive interamente in ambito parrocchiale, dimostrando, così, che è possibile, nonostante tutto, realizzare uno degli obiettivi del Motu Proprio: portare la S. Messa tradizionale in ogni parrocchia.
Rispetto all’anno scorso, era sensibilmente accresciuta pure la presenza dei sacerdoti e dei religiosi, anch’essi provenienti da diverse parti del mondo. Se ci ha dato gioia incontrare alcune Suore Francescane dell’Immacolata, ci ha però addolorato non poter vedere nemmeno quest’anno fra il clero i Frati Francescani dell’Immacolata, ai quali tutti i pellegrini si sentono particolarmente vicini.
Il CNSP ha avuto anche quest’anno il privilegio di collaborare con il CISP nell’organizzazione del pellegrinaggio, assumendo la cura dell’Adorazione Eucaristica, presieduta da don Marino Neri, che ha preceduto la processione e il Pontificale di sabato 25 ottobre: ci sia permesso, quindi, ringraziare di cuore i tanti ministranti che, aderendo al nostro invito, e provenendo da varie parti d’Italia, hanno offerto il loro prezioso servizio nella basilica di S. Lorenzo in Damaso e per le vie di Roma. Tutti i pellegrini, poi, devono indirizzare un ringraziamento particolarmente vivo, fra tutti gli organizzatori, a Guillaume Ferluc, infaticabile Segretario Generale del CISP, senza il cui costante impegno né questa, né le precedenti edizioni del pellegrinaggio avrebbero potuto tenersi.
Non si possono chiudere queste note senza ricordare le parole di fede indirizzate ai pellegrini da Mons. Pozzo, dal Card. Pell (purtroppo colpito da un attacco influenzale, sicché la sua omelia è stata letta da don Mark Whitoos, che ha celebrato in sua sostituzione la S. Messa), dal Card. Burke e, a Norcia, dal Card. Brandmüller, che ha anche impartito la benedizione papale. Soprattutto, non si può non ricordare la commozione con cui è stata accolta la lettura della lettera indirizzata al Delegato Generale del CISP, Giuseppe Capoccia, da Benedetto XVI, per dire la Sua vicinanza spirituale ai pellegrini ed ai “grandi cardinali” che appoggiano e celebrano il rito antico. Ed è ancora con le parole che Benedetto XVI, il Papa del Motu Proprio, ebbe a dire proprio in occasione della Sua elezione, che il CNSP vuole suggellare le sue riflessioni sul Pellerinaggio 2014 del Populus Summorum Pontificum: “nella gioia del Signore risorto, fiduciosi nel suo aiuto permanente, andiamo avanti. Il Signore ci aiuterà e Maria sua Santissima Madre starà dalla nostra parte”.

49 commenti:

  1. Il pellegrinaggio è stato un momento bellissimo in un discorso più ampio della carità che ammanta di splendore l'intero Corpo Mistico di Cristo.
    Si è dimostrato in copiosa purezza come le istanze tradizionaliste possono convivere con le linee sobrie e nitide della Messa della riforma liturgica iniziata da San Giovanni XXIII e dal Beato Paolo VI e limata dal fine perfezionismo teologico (oserei dire la classica precisione teutonica)di Benedetto XVI che ha dimostrato la possibilità di coesistenza delle due forme in un ritmo degli affreschi come la Cappella Sistina che ha visto nascere il nostro nuovo Papa Francesco ,sia pure nelle difficoltà descritte dal grande scrittore cattolico Antonio Socci ,il quale con la ruvidezza e virile pastorale del fine gesuita ha compreso ,prima di molti altri grazie al rapporto privilegiato con lo Spirito Santo ,che anche delle pillole di pastorale periferica amplificate dalla mediaticità di cui è stato un grandissimo maestro San Giovanni Paolo II possono contribuire alla salvezza delle anime spesso in maniera addirittura superiore rispetto alla graniticità dell'impianto teologico tradizionale.

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    1. Hai dimenticato Vladimir Luxuria che adesso dà lezioni di pastorale aggiornata su Tv2000.

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    2. L'intervento di Vladimir Luxuria è ottimo perché esprime la crisi del nostro tempo.
      Il Signore ci ha creati maschio e femmina ,ma nella società moderna il disordine ha un suo preciso spazio.
      La sottile linea grigia che separa il bianco e nero è una zona periferica dell'esistenza che deve essere raggiunta anch'essa dalla Carità e Misericordia senza dimenticare ciò che afferma il magistero immutabile che il Cardinale Kasper implora in ginocchio di venire incontro a situazioni disastrate che sono un inevitabile sottoprodotto dello scintillante secolo tecnologico che il Signore ci ha donato.

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    3. Benedetto XVI, Francesco, Socci, Ma perchè non Kasper e Marx (il cardinale)??
      Il Pellegrinaggio è stato bellissimo in quanto tale, in quanto è stato edificato sulla Santa Messa di Sempre!
      Ma quale carità d'Egitto!!!

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  2. Premetto che sono felicissimo per l'ottima riuscita del Pellegrinaggio e anche io avrei voluto fortemente farne parte. Il problema però resta ed è quello purtroppo forse di autoreferenziarsi troppo, di considerarsi a ragione o meno come in una "riserva". Signori la Messa Tridentina è la Messa di Sempre! Deve tornare al suo posto, nelle parrocchie tra la gente! Non relegata in chiese sperdute o delegata a istituti costituiti ad hoc! Questo è il vero dramma! Se questo tesoro viene scacciato là dove invece dovrebbe stare ne perde tutto l'orbe cattolico! Bisogna quindi pregare ed essere risoluti nel cercare che il Sacrificio torni sugli altari come Rito Ordinario altrimenti pur belle che potranno essere questi pellegrinaggi verranno sempre considerati come rifugio di una elite! Ma la Messa Tridentina non è di Elite! La recitava anche mia nonna che ha la terza elementare ed era contadina! Se non scardiniamo questa equazione di Messa Tridentina=Messa Elitaria non andremo da nessuna parte....

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  3. caro Hierro , che sia solo d' elite lo sostieni tu ......... mai pensata una cosa del genere da parte mia ......

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    1. Ma infatti non lo consideriamo noi ma è quello il messaggio che purtroppo viene fatto passare tra i fedeli! E di questo la colpa massima è di tutti quei sacerdoti che in parrocchia non hanno voluto recepire il grande dono di Benedetto XVI concedendo il libero uso del Messale del 1962. Visto quindi che rendere facoltativo l'uso del Messale Tridentino non ha sortito alcun effetto sulla generalità delle parrocchie, se vogliamo mantenere la Fede Cattolica bisogna quantomeno che sia reso obbligatorio il Messale del 1965 magari anche il volgare (ad eccezione del Canon Missae). Senza Lex Orandi muore anche la Lex Credendi. questa è una mia umile e personalissima opinione ci mancherebbe...

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    2. Ho partecipato solo alla Messa in San Pietro e tra i cosiddetti "giovani normali" c'erano parecchi esponenti di gruppi neofascisti. Comunque nella mia città la MiL è stata salvata dai "modernisti" quando un gruppetto di fanatici ha comunciato con il criticare l'abbigliamento di alcune donne che vi partecipano ed il cercare di coinvogere i partecipanti in polemiche contro il CVII. Oggi fortunatamente non vengono più dopo iun acceso dibattito con il parroco ma il danno lo hanno fatto, rischiando di farci perdere la MiL.

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    3. Qui il Nuovo mi da indirettamente ragione. Semplicemente la Messa Tridentina deve tornare al posto che le compete: Rito Ordinario della Santa Chiesa Cattolica. Toglieremmo ad alcuni facinorosi il pretesto di utilizzare il Rito di Sempre come pretesto per la loro propaganda.

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    4. Caro Hierro, ormai il mito che la messa antica sia di elite va scomparendo, sgretolato dalle evidenze: più che fare un pellegrinaggio in città, e di mostrarci fedeli "normali" che camminano con zaino in spalla, passeggini, berretti improvvisati per la riparazione da un eccezionale sole romano ottombrino... Inoltre sono manifesti e ormai di dominio pubblico (anche curiale) che sia la FSSP sia l'ICRSS (loro malgrado perchè non gradivano la pubblicità) hanno missioni in Africa e in Sud America. Altro che elite!
      Non siamo più visti come elite. e Sai perchè? perchè ormai i gruppi stabili sono numerosi e stanno aumentando, e si vede come in questi gruppi facciano parte persone "normali" e non di elite.
      Caro Il Nuovo: vorrei che mi dessi più indicazioni circostanziate e provate circa quello che tu dici, e cioè sulla presenza di esponenti di gruppi neofascisti...
      E anche ciò premesso, le mele marce ci sono ovunque. Così come nei gruppi e movimenti post conciliari ci sono esponenti di gruppi paracomunisti e anarchici. Ma non si può generalizzare.
      Come dici tu stesso il gruppetto che partecipava alla messa in latino nella tua città è stato allontanato, e le persone che sono rimaste sono rimaste. E' la conferma che le mele marce sono allontanate e chi resta è "normale".

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    5. Ma bisogna essere caritatevoli verso i facinorosi dell'estrema destra.
      Dobbiamo prendere esempio dal Nostro Papa Francesco che ha ricevuto persino in Vaticano i ragazzi del Leoncavallo di Milano in un abbraccio di carità che avvolge tutte le differenze.

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    6. Spero davvero abbia ragione. Purtroppo però si evidenzia ancora una certa lontananza dal clero secolare e questo purtroppo è un dato di fatto. Forse non mi son spiegato bene: come elite intendo che è percepita come Messa elitaria non che non vi partecipi gente comune (io per primo). Converrà con me che la volontà di Benedetto XVI è stata in larga parte disattesa nelle parrocchie comuni dove quasi mai il sacerdote celebra indifferentemente nei 2 riti ma anzi, solo nelle città più grandi, ovvero saltuariamente in santuari o pievi defilate, la celebrazione è affidata ad un istituto ad hoc( e meno male aggiungo non fraintenda). L'auspicio quindi della proficua osmosi tra i due riti desiderato da Benedetto XVI non è purtroppo avvenuto.

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    7. Frequento da anni la messa antica e non ho mai visto una sola volta esponenti dell'estrema destra (che per essere identificati come tali suppongono avessero ben in vista una bandiera o cantassero Faccetta Nera...). Non ho mai nemmeno assistito a scene savonaroliane o roba simile, in verità. Non è che il Nuovo invece di descriverci la "sua" messa antica ci sta descrivendo quello che nella sua mente è una messa antica?

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    8. La destra e la sinistra sono categorie umane comunque rispettabilissime e pienamente paritarie nei loro contenuti ideologici.
      Tuttavia non devono assolutamente dividere e deturpare la Chiesa come ha affermato Benedetto XVI , gigante di teologia, prima di abbandonare il ministero attivo petrino.
      Prendiamo esempio da Papa Francesco che da raffinatissimo e quasi machiavellico gesuita usa le piattaforme dei media messe a disposizione dalle classi dominanti per raggiungere il povero ,l'ultimo, il misero.

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    9. Mah! Io c'ero per davvero con famiglia e qualche amico...camicie nere non ne ho viste, di saluti romani manco l'ombra, di simboli di partito nemmanco uno, né gagliardetti, né boia chi molla, nè manganelli, né passi romani, né fasci littorii; forse Il Nuovo ha bisogno di un pellegrinaggio a Predappio, almeno capisce di cosa parla. Salvo aver conoscenza diretta delle opinioni politiche personali di qualche partecipante. E questo che vuol dire? Luigi Moscardò

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    10. Hierro, per aver la S. Messa VO in parrocchia si dovrebbero formar nei seminari diocesani sacerdoti idonei alla bisogna. Oggi la stragrande maggioranza dei preti non conoscono una parola di latino, né i vescovi se ne preoccupano. In quale seminario diocesano, in genere collegato a qualcuna delle pontificie università, si studia il latino almeno per tre o quattro anni?

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    11. Quello che dice in effetti è un problema tuttavia superabilissimo qualora fosse adottato il Messale del 1965 da recitare in volgare (eccetto il canon missae). Insomma converrà con me che il problema della Liturgia è enorme ed un ritorno ad un rito più attinente alla lex credendi ora più che mai sarebbe necessario.

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    12. Lo so che è un auspicio ed una speranza più che realtà ma in questo momento non vedo vie d'uscita a questo status quo....

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    13. Allora, tanto varrebbe celebrare il VO in italiano.
      Il problema è che le curie non intendono operare secondo le norme stabilite da Benedetto XVI. Noi non possiamo far altro che continuare nella nostra opera. Che poi sia di nicchia, non ha importanza. Come scrisse nel I canto del Paradiso il mio eccelso omonimo: Poca favilla gran fiamma seconda.

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    14. Presuntuoso e illuso.

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    15. Il VO in italiano sarebbe già una grandissima conquista, oggi forse è quasi impossibile ma chissà che il futuro non ci regali qualche sorpresa. Illusi caro anonimo delle 15.13 sarete voi che vi arrogate il diritto di cambiare la Chiesa secondo i vostri capricci non certo chi come noi chiede solamente un po' più di sacralità nella lex orandi.

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    16. Meglio del Novus Ordo certo che sarebbe il '65 e soprattutto il '62 (per cortesia non chiamiamo pigramente "vetus ordo" la S. Messa, non smetterò mai di raccomandarmi). Ma prospettarla come soluzione mi pare un po' una terza via democristiana: La S. Messa è nel Messale di sempre (cioè quello sviluppatosi organicamente e ortodossamente fino alla vresione del 1962) ed è in latino, il che vuol dire in comunione con la Chiesa purgante e Trionfante. Perché accedere al compromesso di una lingua volgare che già nelle traduzioni sconvolge? Tranquilli, il diamante è puro, e sempre lo sarà; il fondo (notate che dico fondo e non...) di bottiglia lo puoi strusciare quanto vuoi ma sempre vetro rimane.
      L. Moscardò

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  4. NUOVO non me la dai a bere ; sei un provocatore ma a livello delinquenziale ......... e razzista come pochi ....... a ognuno il suo ....... tu e la tua ghenga !!!!! ........

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    1. Il Nuovo ha perfettamente ragione a criticare le donne che assistono alla Messa con il velo di sottomissione che però dobbiamo riconoscere che sono bellissime ,ma non meno di quelle che vanno a Messa con le minigonne.
      Alcune donne esprimono la propria devozione con il velo altre invece tendono a sottolineare la carnalità più o meno prorompente che comunque risulta essere sempre un dono di Gesù.
      Bisogna abbracciare sempre le differenze apparentemente inconciliabili.

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    3. Non è vero.
      Nella Chiesa di oggi ci sono anche persone come il Cardinale Burke o Caffarra che difendono a spada tratta il magistero immutabile.Il Cardinale Burke, per esempio, a seguito della sua difesa coraggiosa dei valori cattolici è stato giustamente rimosso dalla Signatura apostolica da parte del Santo Padre Bergoglio che ha voluto ,con questo atto, sottolineare e mettere in grassetto la virtù eroica rappresentata dal porporato americano.

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    4. @novo
      A te del Pellegrinaggio del Popolo della Tradizione non te ne puo` fregar de meno!
      Ah bugiardo!Tu non sei andato da nessuna parte!
      Chi sarebbero sti esponenti dell'estrema destra che hai visto?
      Chi hai visto?Quello di Casa Paund?
      Hai visto quello di Forza Nuova?
      Tu non hai visto un bel niente!
      E com'e` che non hai visto i realisti?
      Te stai qua solo per provocare ,contraddire e ingannare,
      solo per odio ideologico nei confronti di chi difende la Verita`,
      di chi non accetta l'agenda omosessualista!

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  5. Ma pure la Messa della Riforma Liturgica è bellissima ed è per questo che accoglie i favori di milioni di fedeli ,tuttavia il fascino mistico che promana la Messa antica risulta essere indubitabile.
    E' meraviglioso ascoltare quei giovani con le chitarre elettriche ,ma anche la talare e il Gregoriano esprimono una misticità che ha attraversato i secoli fino ad approdare nuove espressioni di devozione.
    L'importante ,come dice Papa Francesco, è sempre l'anelito di condurre la misericordia di Cristo in tutte le periferie esistenziali comprese quelle della gloriosa Tradizione Cattolica relegata solo in alcuni punti dell'orbe ma comunque raggiunti dal sole radioso della Chiesa del nostro tempo.
    Il latino è bellissimo però anche le lingue locali assumono una valenza cristificante per raggiungere in maniera efficace ed immediata le masse indaffarate nelle dinamiche sociali complicatissime della nostra epoca attuale.
    Le persone di un tempo avevano bisogno del Tempio di prossimità e del sacerdote che ivi viveva stante anche la ruralità della società di altri tempi.
    Oggi invece può succedere che semplicemente un twitter emesso dal Papa Francesco nei computerini delle persone può riempire di gioia l'anima a volte esacerbata dalla crisi economica e ricondurla all'unico ovile mistico del Pastore Eterno.

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    1. E' bellissimo quando c'è il sole, ma anche quando piove che Dio la manda ha il suo perché. E' bello quando ci dicono "buongiorno come sta?", ma anche quando ci prendono a scarpate nel sedere è comunque un'esperienza.

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    2. Nel secondo caso è la francescana perfetta letizia.

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  6. La nuova Messa ...bellissima??? Ma per piacere..acida come un aceto!

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    1. Tutto dipende dalla devozione con la quale viene celebrata in quanto un sacerdote tiepido può rendere brutto anche il rito tridentino.
      Per esempio la Messa di Santa Marta celebrata dal Santo Padre Bergoglio è bellissima nella sua studiata linearità come sono stupendi anche i raduni del rinnovamento dello Spirito Santo.
      Bergoglio ,da astuto gesuita, riesce a conciliare in maniera perfetta la calorosità del sudamericano con la puntuale e doverosa elencazione di ammonimenti cattolici che vengono inoculati nelle coscienze.
      Ma dobbiamo dire che anche i raduni del Rinnovamento con i loro tamburi e cori esprimono un devozione che possiede un ineffabile sapore ancestrale come i riti della celeberrima tribù dei masai del meraviglioso e sconfinato continente africano.
      Il cuore nero dell'africa batte al ritmo dei tamburi e questa martellante devozione mistica arriva persino a contagiare le studiatissime riunioni eucaristiche dei Neocatecumenali di Kiko Arguello forse l'unico che ha saputo interpretare le istanze che i Santi Padri conciliari hanno sapientemente specificato nell'ultimo Concilio Vaticano.

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    4. E' vero.
      Gli anziani non sono stati mai dimenticati dalla pastorale ad ampio raggio e tutto tondo del Sommo Pontefice argentino.
      Sono purtroppo ,a volte ,una periferia esistenziale nonostante essi siano un'incredibile risorsa per la società cattolica.
      Anche ai vertici della summenzionata ,se riflettiamo, siede l'anziano Benedetto XVI che come ,novello monaco benedettino, non manca all'assidua preghiera che è rimedio per tutti i mali che affliggono la società consumistica all'interno della quale siamo immersi.
      I nonni e le nonne sono quindi una preziosa componente del Corpo Mistico ,ma non ci dimentichiamo anche dei badanti ,spesso extracomunitari, che prestano opera di assistenza capillare con l'assiduità che purtroppo manca agli strumenti caritatevoli della Chiesa cattolica a causa dell'esiguità dei fondi che lo Stato Italiano dovrebbe elargire con maggiore dovizia alla Conferenza Episcopale Italiana che però ,nonostante tutto, riesci in autentici prodigi di carità.
      Uniamoci pertanto in preghiera con gli anziani degli ospizi ,ma anche dei monasteri di clausura affinché un coro di preghiere accompagni tutti ,giovani e vecchi, forti e malati, ricchi e poveri a loro tempo ai colli verdeggianti e spazi azzurri immensi della Redenzione Divina.

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    5. Ma tu sei fuori di testa!!!Caro mio anonimo non sei cattolico....!!!

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    6. Questo vuole un palo nel oluc per distrarsi. lascialo perdere. povero mentecatto dalla personalità disturbata.

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    7. La cattolicità non è uno stato mentale o uno slogan per il proselitismo.
      La cattolicità è la cartina al tornasole della salute delle anime di coloro che sono in cammino nelle vie dei peccatori ,davanti alle sedie degli schernitori o nei luoghi aridi della desertificazione sociale.
      Tutti questi luoghi e persone pretendono la parola del giusto poiché anche loro vogliono un giorno stare come olivi verdeggianti alla radice delle acque e dare frutto a loro tempo.
      Chiamiamo ed abbracciamo il mussulmano ,il protestante e il Fratello Maggiore Ebreo rendendoli partecipi ,con tatto e discrezione, delle immense felicità che Cristo ci da.

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    8. Sei un panteista, perché non abbracciare anche Giove, Venere e Pan? La tua novella fede gesuitica, non è quella di Cristo e di Paolo. Il gesuiti furon soppressi perché semipagani come te versavano incenso agli dei della Cina.

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    9. Per far partecipi della immensa felicità che ci dà Cristo (quale? l'umana o la divina?) il protestante, il musulmano l'ebreo, occorre che ascoltino la parola di Cristo attraverso la Chiesa e la faccian propria. Insomma si deve convertire gli eretici-scismatici, gl'infedeli ecc. ecc., senza costrizione è ovvio: il fine dell'azione del cattolico non può esser diverso. Un dialogo fine a se stesso è tempo perso. S. Francesco insegna. E questo dialogo, se ha esiti positivi, porta al proselitismo, anzi è opera di proselitismo. Come da comando di Cristo.

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    10. @anonimo 11/11 15:16
      Dinanzi alle meraviglie che predichi Bergoglio non puo` che restarne estasiato!

      Se ti presenti, ti da un posto col monaco di Bose.
      Ti arrivera` una fiumana di danaro facendo l'eretico!
      Quante piu` eresie riuscirai a propalare tanto piu` ti fara` ricco.

      Se no a che serve l'otto per mille!

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  7. Si tratta del solito provocatore che spara idiozie, magari anche convinto di ciò che dice.

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  8. Regalategli il paletto.

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  9. ha bisogno di una tisana..calmante!

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  10. La Chiesa cattolica è nelle mani dei sessantottini falliti ex marxisti riciclati ex teologi della fallita liberazione ex eretici ex panteisti ex peronisti.
    Sarà benedetta quella mano che leverà l'otto per mille a sto clero traditore.

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  11. Ma il pellegrinaggio non avrebbe dovuto chiamarsi (come quelli passati) "Una cum Papa Nostro FRANCISCO"?
    Come mai questa omissione, questo volerlo chiamare semplicemente pellegrinaggio del popolo del Summorum Pontificum?

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  12. Secondo me perché Francesco vede il Vetus Ordo come il fumo negli occhi. Welcome

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    1. Bisognerebbe ritornare al vero spirito della Sacrosanctum Concilium per comprendere cosa si debba intendere per Vera Liturgia. Ed il Messale del 1965, pur provvisorio, ne era la perfetta espressione aggiornata ai tempi.

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  13. FORTE mazzata bis per Bergoglio dopo il Sinodo che ha mazzolato il suo Kasper Hauser, La CEI sceglie l'ottimo Meini e condanna il suo pupillo a stare nei bassifondi puzzolenti dei suoi miasmi.

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