venerdì 25 gennaio 2013

Polemiche futili per la Messa antica a Rivarolo col vescovo Cerrato: il consiglio pastorale si crede un CdA. Bene ha parlato il parroco don Roffino.

"Col senno di poi, si potrebbe dire che cera da aspettarselo.
La Santa Messa in latino o, in gergo tecnico, celebrata «in forma straordinaria», ha diviso la comunità parrocchiale di Rivarolo. Pro e contro. Una spaccatura che non ha risparmiato nemmeno il Consiglio pastorale.
A distanza di dieci giorni dallesperimento, che ha comunque riscosso un buon successo tra i fedeli, il segno di una comunità spezzata è più che evidente. Tanto che un gruppo di parrocchiani ha anche scritto una lettera, intitolata «Per amore della verità», al settimanale della diocesi di Ivrea, Il Risveglio Popolare. «Il Consiglio pastorale non è stato coinvolto dicono (si veda nostra nota 1)  i contrari molti fedeli, disorientati e confusi, hanno interpretato l'iniziativa come un ritorno al passato. Una svalutazione della Messa celebrata col rito ordinario» E su queste parole che, da allora, sinterroga la comunità parrocchiale della città. «Se è stato solo un esperimento ben venga, altrimenti c''è da riflettere. La Messa in latino allontana i fedeli perché non comprendono il rito (2) e non si sentono protagonisti».(3)
All'oratorio di San Michele, dove l'argomento è ricorrente, c'è poca voglia di sbilanciarsi. «Non credo che il parroco sia un nostalgico (4) -dice un'animatrice- tanto più che liniziativa non è partita da lui ma da unassociazione». Anche per questo motivo il primo a gettare acqua sul fuoco è proprio don Raffaele Roffino. «Sarebbe stato scorretto non sostenere liniziativa proposta dallassociazione John Henry Newman. Una Messa è sempre valida anche se il rito prevede la sua celebrazione in latino piuttosto che in cinese o in giapponese». Di divisioni, don Raffaele non ne vuole sentir parlare. «Ho incontrato il consiglio pastorale. Ci siamo chiariti. Qualcuno non aveva nemmeno compreso a fondo il significato delliniziativa». Che, negli auspici dei promotori, doveva unire e non dividere.
La reazione di alcuni parrocchiani, però, va nella direzione opposta. «Ognuno è libero di esprimere le proprie opinioni aggiunge il parroco molte persone alle quali non ha interessato la Messa in latino sono rimaste a casa». (5) La sensazione è che lesperimento rimarrà un caso isolato." (6)

Da La Stampa, del 24 gennaio 2013

Nostre note: 
1) il Consiglio pastorale (ma forse volevano dire quello parrocchiale?) si ricordi, esprime pareri non vincolanti. E pure la sua istituzione e consultazione sono facoltative (si veda Codice di Diritto Canonico, cann. 511-514)!
Il parroco decide senza dover essere autorizzato dai fedeli. E non deve rendere conto a nessuno. Se non al Vescovo. E si dà il caso che il Vescovo (mons. Cerrato) fosse presente (qui le foto) e ben consenziente (qui le positive dichiarazioni del Vescovo sul rito antico)!

2) Il rito si comprende benissimo: è una Messa antica ha il medesimo schema di quella attuale (rito penitenziale all'inizio, Gloria, orazione, letture, vangelo, predica, credo, offertorio, prefazio, preghiera eucaristica, consacrazione, padre nostro, dossologia, comunione del sacerdote, comunione dei fedeli, orazioni e benedizione finale).
Certamente qualche differenza c'è: non ci sono le aberranti preghiere dei fedeli, e c'è qualche orazione in più o comunqe diversa. Ma non ci si venga a dire che è diversa e i fedeli non si ritrovano! Non diciamo corbellerie, per favore!!

3) Che abominio! Che scusa assurda, che eresia protestante! Durante la S. Messa I FEDELI NON SONO E NON DEVONO ESSERE PROTAGONISTI!!!!! Il DIVINO SACRIFICIO NON E' UNA RECITA CON ATTORI PROTAGONISTI. DURANTE LA CELEBRAZIONE SONO GESU' CRISTO, PER TRAMITE DEL SACERDOTE, E' IL VERO E UNICO PROTAGONISTA, CHE SI OFFRE AL PADRE NELLA RIPETIZIONE DEL SACRIFICIO INCRUENTE DEL CALVARIO, E CHE SI RENDE PRESENTE PER OPERA DELLA SS.MA TRINITA' SOTTO LE SPECIE EUCARISTICO! I fedeli solamente assistono, più o meno consapevoli, all'ineffabile miracolo della transustanziazione. E bon. Partecipano nei limiti delle risposte alle preghiere, cosa che si può fare anche in tutte le altre SS. Messe a prescindere dalla forma del Rito o dal Rito stesso (ambrosiano, mozarabico, ortodosso, ecc...). 

4) Qui non si tratta di essere nostalgici: si tratta di esercitare un diritto dei sacerdoti e dei fedeli riconosciuto dal Papa nel 2007, con un'atto legislativo di carattere universale per tutta la Chiesa Cattolica. Punto. Dio non ha tempo, nè età: la liturgia è un atto di Dio, quindi la liturgia non ha età. La sacra liturgia  antica va bene per ieri, per oggi e per domani.

5) Di seguito alcuni degli articoli dei quotidiani locali, sulla S. Messa nella forma straordinaria del Rito Romano (celebrata a Rivarolo l'11 gennaio 2013): la popolazione quindi era stata ben informata sull'evento, e sul tipo di liturgia. Non si può dire quindi che fosse "disorientata": se era in chiesa a quell'ora, insieme col loro vescovo, sapevano bene che tipo di Messa sarebbe stata celebrata.
La notizia era stata data anche SUL BOLLETTINO PARROCCHIALE di RIVAROLO:
si veda qui! Quindi c'è poco da stracciarsi le vesti per l'asserito scandalo provocato ai fedeli.
Siamo sicuri che si fosse trovato di una funzione protestante, allora nessuno avrebbe osato alzare alcun grido di orrore!

La Sentinalle del Canavese (del 02.01.2013), Localport (del 08.01.2013), Rivaloro Canavese


35 commenti:

  1. Le classiche grida stridule dei modernisti... se non fosse per lo sfregio alla Verità, non si dovrebbe nemmeno perdere tempo a leggere tali scempiaggini.

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    1. No ! Quelle maldicenze e quelle grida scortesi vanno ascoltate e , opportunamente registrate, vanno portate in dono in Vaticano e nella Curia locale !
      Perchè ?
      Perchè , in alcuni casi, sia la Curia Romana che quella locale avrebbero dovuto almeno mettere il loro sacrosanto patrocinio all'iniziativa, almeno nella fase iniziale, per non far massacrare i botte parroco e fedeli richiedenti dagli osceni giacobini del momento ...
      Facile fare i belli dietro la finestra e veder rincorrere , insultare e massacrare i coraggiosi ...

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  2. Che il Vescovo sia ben consenziente è tutto da dimostrare....le sue dichiarazioni sono in stile diplomatico....inoltre non dimenticatevi che ha assistito in nigris e non in abito corale, e alla conferenza di Mons. Bux non ha fatto proprio nessun intervento. La mia impressione è che questa Messa l'abbia considerata con un una certa indifferenza, né pro, né contro. Ci è andato, come peraltro va dappertutto, anche agli incontri ecumenici, ma senza manifestare un interesse particolare.

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  3. Nessuno stupore, come al solito i progressisti non digeriscono la Messa Tridentina e la vedono come una "minaccia" alle loro pseudoMesse tutte balletti e gigioneggiamenti vari. dove si sta alla mensa a spezzare il Pane della fratellanza.

    Idem per il Vescovo, cerca di non essere apertamente ostile, ma non credo che sia d'accordo, salva solo le apparenze vista l'aria che tira.

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    1. Sei come i modernisti, pieno di preconcetti

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  4. In Piemonte un vescovo che assiste in coro a una Messa antica credo non si fosse ancora visto, non sminuiamo il gesto. Averne di vescovi che perlomeno non considerano la Messa vetus ordo un abominio da fuggire come la peste! Sarebbe già un bel passo in avanti, e spero che il vescovo di Ivrea abbia presto molti imitatori.

    Quanto alla Messa antica che crea divisioni, le crea semplicemente perché alcuni modernisti pazdaran non vogliono che si celebri, e anzi nemmeno che se ne parli. E danno guerra. Se si comportassero da ecumenici aperti a 360° quali affermano a parole di essere, non ci sarebbe alcun problema.

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  5. Sminuire il gesto del Vescovo? Si capisce da lontano che era lì quasi per caso (o per forza) e senza nessuna convinzione di sostenere la Messa di sempre!

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  6. la gente e' fuori testa! Ecco cosa ha prodotto la nuova messa...diventare ed essere protagonisti.....ma sdi che???Hai voglia essere protagonista vedere Gesu' sul Calvario..puoi staresolo in silenzio...ma in silenzio che ti si spezza il cuore!!! E poi cosa devono capire???? Come fai capire un mistero cosi' grande??? Certo possono solo capire la loro stupidita' e ignoranza!! E non hanno capito cos'e' veramente la Santa Messa! Povereti!

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    1. Non so cosa sia accaduto esattamente, però se fosse successo uno smarrimento tra i fedeli sarebbe più che comprensibile.
      Secondo me bisognerebbe abituare la gente per gradi.
      Per esempio la prima cosa da fare sarebbe di celebrare la Messa nel novus ordo ma con l'orientamento ad Deum (cosa assolutamente non esclusa dal Concilio): senza troppe spiegazioni orienterebbe già bene la gente sul significato intrinseco della Messa.
      Poi a ciò si potrebbe aggiungere il latino.
      Con questi due preliminari si potrebbe approdare infine al vetus ordo con più dolcezza e maggiore possibilità di accettazione e comprensione.

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    2. Buon giorno, sono d'accordo parzialmente con " ticinese " ma proprio in questi giorni ho visto, in diverse città, gruppi eterogenei di fedeli che hanno assistito, su invito delle curie locali, alle celebrazioni nel rito greco-cattolico.
      Il punto , secondo me, sta da chi fa l'invito.
      Se, come ha anche evidenziato il Vescovo d'Ivrea nell'articolo dopo la celebrazione, se invitano i gruppi, sia pur rispettabilissimi, di fedeli allora si percepisce qualcosa di "elitario" di "non comunitario" di "tendenzialmente pericoloso".
      Se, al contrario , è il Vescovo o la diocesi o un determinato ordine a prendere l'iniziativa ... allora la gente è portata a partecipare esattamente come avviene con le celebrazioni in rito greco in questi di preghiera per l'unità dei cristiani. Se poi, come avviene al 100/100 e come è avvenuto anche in occasione del pellegrinaggio UNA CUM a Roma, veniamo lasciati soli, abbandonati dagli ecclesiastici preoccupati di far carriera... è ovvio che noi dobbiamo ricorrere a tutte le nostre risorse umane per "enfatizzare" e "pubblicizzare" l'avvenimento per non farlo naufragare nella più grave delle derisioni : mancanza di fedeli ...

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  7. concordo con ticinese!

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  8. Sono amareggiato e sconcertato per una polemica che non ha motivo di esistere. Si è trattato forse di un abuso o di una carnevalata? NO. E' stata celebrata la S. Messa nella forma straordinaria del Rito romano, forma che ha almeno la stessa dignità e autorità di quella ordinaria, forma autorizzata da un atto ufficiale del Sommo Pontefice Benedetto XVI. Suppongo che la S. Messa "in latino" (tanto per intenderci) non fosse obbligatoria per nessuno; era una lodevole opportunità per i fedeli di Rivarolo di accostare una forma di celebrazione ormai dimenticata e di gustare tutta la bellezza e ricchezza spirituale del rito antico: un vero tesoro! Complimenti al Parroco che ne ha permesso la celebrazione, e al Vescovo che vi ha partecipato.

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  9. Caro Ollonensis,
    a questi piace parlare, chiacchierare. Quando si tratta di pregare trovano tutte le scuse per non farlo.
    Fino ad arrivare a dire che il vescovo ha usato il latino ma non e' di madre lingua. Che quella e' stata una messa insignificante. Che quella messa non vuol dire niente. Di tutto, pur di non pregare.
    Non c'e piu' voglia di pregare. Questo e'il tempo delle chiacchiere.
    Il Borbone

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  10. Attenzione che l'amore per la Tradizione non ci faccia perdere lucidità: la presenza di un vescovo ad una Messa Vetus Ordo non è cosa da sottovalutare. Ci sia andato in nigris e non in abito corale poco cambia: il fatto che ci sia andato rende palese che non è contrario (come tanti suoi confratelli) alla applicazione del motu proprio nella sua diocesi. E per un vescovo di fresca nomina, per di più nella diocesi che è stata di Miglio e di Bettazzi non è proprio cosa da poco. Dimostra di avere personalità. Altri avrebbero lasciato perdere..............

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    1. Anche lui, di fatto, ha lasciato perdere pure essendo stato presente. Se fosse intervenuto in modo più attivo, anche senza presiedere, avrebbe dato un incoraggiamento esplicito alla tradizione. Anche il modo con cui si interviene ha il suo peso!

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  11. "i contrari molti fedeli, disorientati e confusi, hanno interpretato l'iniziativa come un ritorno al passato"

    io mi domando e dico, non lo è stato (un mero e futile "ritorno al passato", come se si trattasse di una folkloristica rievocazione storica), ma se anche fosse?
    Che cosa ci sarebbe di male a tornare indietro, giudicando la povertà attuale in materia di fede e di morale? (e non credo ci sia bisogno di citare le statistiche che tutti ben conosciamo)

    Forse non si tengono a cuore gli storici edifici che hanno caratterizzato la nostra (ormai defunta) civiltà italiana?
    Forse non si custodiscono i preziosi centri storici dei paesi e delle città?
    Forse le pro-loco non organizzano eventi rievocativi durante il periodo estivo? (mi piace citare ad esempio un noto e bellissimo evento marchigiano di rievocazione settecentesca, della durata di 3 giorni)

    E allora perchè ci si deve sempre stracciare le vesti, perchè si deve avere e tirare fuori tutta questa paura del passato? Come se il nostro passato fosse qualcosa di orribile di cui vergognarsi..

    Forse questa gente considera davvero la Chiesa tradizionale come l'anticristo (al pari di Lutero)

    Naturalmente il mio è un discorso molto terra-terra, non intendo dire che la Messa di sempre debba essere considerata al pari di una rievocazione storica: Mi sto solo chiedendo e dicendo perchè le rievocazioni laiche sono sempre ben accette, ma la messa di sempre invece "anathema sit"!

    C è dello schizofrenico in tutto questo, o, semplicemente, del diabolico..

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  12. Dimenticavo: non sono daccordo con le note della Redazione nel punto in cui dicono che la Messa di sempre è immediatamente comprensibile e che la struttura è la stessa.

    Non è esattamente così: le preghiere ai piedi dell'altare non sono presenti nel rito ordinario (e 3 minuti di prete che sta lì fermo senza salire all'altare non si capiscono subito, abituati al prete novus che arriva, bacia l'altare, e poi saluta)

    L'introitus, se cantato, è qualcosa di assolutamente introvabile nelle celebrazioni ordinarie novus ordo: si è abituati al prete che, letto l'equivalente dell'introitus come se fosse un saluto, passa immediatamente al kyrie.

    La struttura delle letture è diversa: si è abituati a chi sale all'ambone, e dopo la prima lettura ci si aspetta il salmo responsoriale (che a mio avviso andrebbe abolito, in quanto la gente ripete a pappagallo e basta)
    Nella Messa di sempre invece c è il Graduale, che se è cantato disorienta a causa della sua lunghezza chi è abituato alle risposte pappagallesche di cui sopra.

    La struttura dell'offertorio è diversa, si sta in ginocchio molto più tempo (e per chi arriva dal novus, spesso ciò vuol dire 0 inginocchiamenti o, al massimo, quei 2 minuti della preghiera eucaristica), siccome poi il sacerdote recita a voce bassa non si capisce immediatamente quando avverrà l'Elevazione.

    Anche il pater noster si è abituato a recitarlo col sacerdote.

    Insomma, non è proprio così uguale la prima volta, specialmente per chi arriva dal novus ordo celebrato alla simil-protestante!

    Tutto questo l'ho esposto secondo la mia personale esperienza di quando vidi per la prima volta la celebrazione della Messa di sempre.

    A mio avviso, sarebbe necessario fare qualche conferenza nelle parrocchie in modo da "smuovere un pò le acque" prima di organizzare a capofitto le celebrazioni.
    Al di là di questo, naturalmente, il resto lo farà la Grazia di Dio.

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    1. @ Axel Stone
      Non sono affatto d'accordo con te con la dengrazione che hai fatto del Salmo Responsoriale che, forse, è la cosa più buona che ha fatto la riforma bugniniana.
      Non è vero che l'assemblea ripete in modo pappagallesco anzi è rapita dalle parole del salmo e le fa sue .
      Si metta in pace : la gente non andrà MAI in massa alle celebrazione della vecchia messa ! Il dato è stato tratto ! Solo chi è ingenuo può scrivere che : " sarebbe necessario fare qualche conferenza nelle parrocchie in modo da "smuovere un pò le acque" prima di organizzare a capofitto le celebrazioni".

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    2. caro anonimo si veda le statistiche dell'affluenza alle Messe in forma straordinaria là dove essa è veramente libera, delle vocazioni e delle converersioni adulte che suscita, della partecipazione ai sacrameenti che vi si riscontra, delle famiglie numerose che vi assistono e dell'età media (30 anni) dei partecipanti... poi ne riparliamo.

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    3. L'anonimo delle 14.57, schiumante rabbia ed odio contro le cose sacre, evidentemente non è mai andato in una delle tante chiese ZEPPE di persone che assistono alla S. Messa di sempre.
      Forse costui ignora che nel mondo "masse" di persone si fanno decine se non centinaia di km ogni settimana pur di avere la S. Messa su cui questo signore si permette di sputare la sua spocchia.

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    4. Caro anonimo delle 07:56
      Che parla in modo disonesto dell'anonimo delle 14:57
      La schiuma di rabbia e di odio si percepisce in te in quello che scrivi.
      Il fratello delle 14:57 ha scritto la sua opinione, per altro legittima, che la si condivida o meno non ha importanza, la sua rimane una opinione legittima. Legittimata dalla posizione della chiesa che e' quella che legittima anche te
      Circa le chiese zeppe queste lo sono per la maggior gloria dello Stesso Dio che ci onoriamo di proclamare, quindi perche' uno dovrebbe essere invidioso? Infatti non capisco perche' tu lo sia, invece, nei confronti della messa con i Salmi Responsoriali. Se non e' rabbia o odio, la possiamo definire invidia? Oppure prova a definire meglio quello che hai dentro perche' non c'e' motivo di scandalo nel partecipare alla messa nell'uno o nell'altro modo.
      Le sue considerazioni(del fratello anonimo) mi sembrano piu' da "fedele", le tue invece sono piu' da "tifoso" che e' "tutta nata storia"
      Il Borbone

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  13. La reazione del Komintern Parrokkiale dovrebbe far riflettere: essa è sintomatica di una situazione di tale abbassamento del livello di istruzione cristiana dei fedeli, e di tale indottrinamento al verbo conciliare, da confermare i peggiori timori sullo status animarum. Ma i poveretti non fanno che ripetere la filastrocca insegnata loro da cinquant'anni. Se si inizia adesso, tra altri cinquant'anni (ma forse anche meno) i fedeli protesteranno per chi chiederà di celebrare il Novus Ordo. Il problema, come si vede, è sempre nei pastori, non nel gregge.

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    1. Gli indottrinati del verbo conciliare sono allo stesso livello degli indottrinati del verbo lefevriano, caro Cesare Baronio..... erano eretici i cristiani del III secolo che celebravano secondo la Traditio Apostolica, con una modalità di celebrazione che non assomigliava affatto al Messale del 1962? Se erano eretici, allora in paradiso ci vai solo tu

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    2. Ottima considerazione, fratello anonimo.
      Il Borbone

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    3. Ma la stanca superbia dell'anonimo non lo porta a leggere quello che scrive? Era costui presente nel III secolo e ha discusso la tesi di laurea sulle usanze rituali apostoliche? E, di grazia, se queste, come ci conferma senza ombra di dubbio, non c'entravano niente col messale del 1962, a cosa assomigliavano? Forse ai girotondi kikisti? Ineffabile, poi, l'immancabile frecciata verso la Fraternità S. Pio X, tanto per gradire, visto che non è minimamente chiamata in causa da nessuno! Complimenti!

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    4. Non so cosa siano i girotondi kikisti...piuttosto so che cos'è la Traditio Apostolica. Se il caro anonimo di cui sopra vuole può leggerla (la trova in qualunque libreria delle Paoline)senza bisogno di farci sopra una tesi di laurea. E potrà constatare che assomiglia molto più al Novus Ordo che non al Messale del 1962!

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    5. Complimenti per la capacita' di sintesi.
      Fratello anonimo delle 14:18.
      Il tempo di leccarsi le ferite e credo ritornera' alla carica piu' inviperito di prima.
      Il Borbone

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  14. Da ciò che leggo, pare che l'associazione abbia preparato la celebrazione con cura, rispettando le gerarchie e le diverse sensibilità. Sono preoccupanti le critiche dei "modernisti", assolutamente pretestuose ed offensive per l'intelligenza di tutti, il cui solo scopo è quello di creare scompiglio ed imporre un'ipoteca per il futuro. Ciò spiega l'utilizzo della stampa, per creare il caso. Ovviamente, parroco e "gruppo stabile", se concordi, dovrebbero proseguire, con discrezione unita a fermezza, nell'introduzione graduale della forma straordinaria, la cui bellezza finirà con il conquistare anche le anime più diffidenti, che ovviamente devono essere in linea col magistero perenne (e qui sta il busillis). Superata la parentesi mediatica, l'esperimento dovrebbe continuare. Non si deve cedere alle pressioni di avversari tanto scalcinati. SUMMORUM

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  15. Quello che non capisco è perché nella forma straordinaria si parla soltanto di "assistenza" dei fedeli e non di "partecipazione", secondo una definizione ormai abituale. Il termine partecipare certamente non è eretico, nel senso che ciascuno, secondo il proprio ordine e grado, è tenuto ad offrirsi al Padre con Cristo sommo sacerdote. Ricordiamo inoltre che la Messa non è soltanto la rinnovazione incruenta del Sacrificio della croce, ma di tutto il Mistero pasquale, anche quindi della Risurrezione. E questo è affermato dal Concilio.

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    1. Mi sembra che lei non abbia le idee molto chiare. Auspico che qualcuno più ben preparato di me le dia una spiegazione. Comunque la Partecipazione non è certo una eresia, ma il fedele è tenuto ad "ascoltare" e attraverso il sacerdote celebrante assistere al Sacrificio dove il sacerdote è Cristo. In quanto al Mistero Pasquale, la Messa non è tutto il Mistero Pasquale, ma la preparazione, anticipazione, se vogliamo la causa, dunque il Mistero Pasquale è "l'effetto". Lei dice: "Questo è affermato dal concilio", ...ma quale concilio ? Ce ne sono 261.

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  16. Questo episodio evidenzia come ormai la chiesa sia pervasa dalla ribellione a qualsiasi autorità. Se infatti un consiglio parrocchiale si ribella al papa ed al motu proprio Summorum pontificum ed il parroco se la fa sotto per aver troppo osato vuol dire che ormai la chiesa catolica è finita e le parrocchie, come le diocesi, sono in mano a modernisti e neoprotestanti. Era questo che ci si aspettava dal concilio? E' veramente una bella novella Pentecoste!!!!

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  17. Da Ivrea. Se il compito più grande per un cristiano è vivere di Gesù e della sua Parola, e se ne appassionanon potrà non rivolgersi agli altri se non per farne conoscere la bellezza e certamente lo farebbe scegliendo lingua e segni comprensibili che non necessitino di spiegazioni teologicho o di altro genere. Credo fondamentale il Concilo che ci rimanda alle due fonti principali del nostro essere cristiani di fede: la chiesa apostolica patristica e la Persona di Gesù con la sua Parola. Sono queste due realtà fondamentali che dobbiamo riscoprire! Ovviamente è pelese che si debba fare in modo tale da arrivare ad un metodo poi per trasmetytere al mondo di oggi la verità emergente dalle due fonti! Per esempio nell'età patristica la chiesa non era alleata con i potenti del mondo! Oggi ne è sommersa da queste insane e diaboliche alleanze! La chiesa primitiva si sforzavo continuamente ad adattare il messaggio alla gente che aveva davanti. Partita prima con l'ebraico, poi con il greco, poi con il latino, oggi con le lingue dei popoli...... Il latino mettevelo là dove la schiena si fa molle!

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    1. Bravo anonimo di Ivrea!
      È così che si fa: sputando e vomitando sui sacramenti della Chiesa.
      Certo che la REDAZIONE se la dorme della grossa, se permette che si scriva "Il latino mettevelo (sic!) là dove la schiena si fa molle!".
      Bello, proprio un bel livello questo blog.

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  18. bravo anonimo così dimostri quanto hai capito il COncilio, che impone di preservare il latino nelle celebrazioni liturgiche! Complimenti!
    E poi mi spiace per te ma i tradizionalisti la schiena la hanno bella solida, in alto e in basso!

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  19. Ragazzi, qui la questione è chiara: c'è una parte di cattolici che, in ispregio alle disposizioni e alle volontà del Papa, discrimina e perseguita dei cattolici impedendone le legittime celebrazioni, mormorando e gettando su di loro odio e discredito. Questa gentaccia dovrebbe riflettere sulle proprie mancanze e sull'arroganza di giudicare addirittura la Sacra e secolare liturgia. Capisco che dire alla "animatrice" di starsene seduta (come ben diceva sopra Borbone) a pregare è come dire a un giocatore d'azzerdo di star seduto davanti alla roulette senza fiches per giocare, capisco che il solito teatrino nel venerabile Rito di sempre non può aver luogo e la compagnia cantante se ne duole. Ma hanno centinaia di migliaia di messe nom, che ci vadano e non rompano i corbelli a quelle poche Sante Messe che i fedeli con vero sacrificio e impegno riescono a far celebrare.
    Ah, all'anonimo di Ivrea dico che noi ci metteremo pure il latino dove lui dice, ma solamente dopo che lui e i suoi sodali abbian fatto altrettanto con i documenti del CVII (e -possiamo chiedere magari al candidato di SEL- ma così ad occhio direi che è compito ben più "titanico"). L. Moscardò

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