lunedì 15 marzo 2010

Un articolo davvero "straordinario"

Prima di leggere il seguito di queste poche righe leggete l'articolo riportato in questo post.
Fatto? Ora potete riprendere a leggere.
L'articolo non è stato scritto da un tradizionalista per questo sito, non è neppure apparso in qualche pubblicazione favorevole al rito tridentino. Si tratta invece, ed è ancora più bello, della cronaca, apparsa su "Gente Veneta" (13 marzo), della Messa in rito romano antico a San Simon Piccolo alla presenza del patriarca Angelo Scola. "Gente Veneta" è il settimanale diocesano di Venezia e non è certo un giornale di orientamento tradizionalista o conservatore. Proprio per tale motivo queste poche righe sono importantissime e segnano un cambiamento di visuale. Per la prima volta un settimanale diocesano non solo non si esprime in maniera negativa o ironica nei confronti della Messa di sempre ma addirittura usa espressioni molto favorevoli. Difficile pensare che sia accaduto senza il consenso dei vertici della curia. Inoltre sono da sottolineare due osservazioni contenute nell'articolo. La prima riguarda la presenza dei giovani. La seconda riguarda la partecipazione dei fedeli, definita "totale". Insomma, in poche righe viene smentita la vulgata modernista secondo la quale il rito romano antico è seguito solo da pochi anziani che non capiscono il latino. L'autore dell'articolo non ha ascoltato le solite fesserie e ha assistito alla liturgia senza preconcetti, lasciandosi guidare dallo stupore. E non è poco.



Un rito straordinario (vedi le foto nella parte bassa della pagina) con una presenza straordinaria: i giovani. Saltano agli occhi – tra i fedeli che sabato hanno riempito la chiesa di San Simeon Piccolo per la messa secondo il rito tradizionale e precedente la riforma liturgica conciliare – i tanti volti dei ragazzi.
Alcuni di passaggio, altri universitari, altri ancora – forse in quantità minore – veneziani: “Non vorrei esagerare, ma su circa 300 persone i giovani saranno stati almeno 70”, ha commentato il Patriarca al termine dell’eucarestia celebrata da padre Konrad zu Löwenstein.
Un rito che lascia a bocca aperta, tanta è l’attenzione impiegata in ogni singolo gesto e in ogni singola parola, tanta è la spiritualità che riesce a trasmettere. La liturgia è celebrata interamente in latino, eppure, la partecipazione dei fedeli è totale.
“Nel corso di questa Visita Pastorale non poteva mancare l’incontro con voi”, ha affermato il Patriarca Scola, che non ha celebrato la messa, ma è intervenuto al momento dell’omelia: “Voi rappresentate una delle tante forme di vivere e fare esperienza del Cristianesimo”. Il rito in latino, ha aggiunto, ha alle spalle una storia che non possiamo tralasciare: “Ha spronato santi e formato uomini nel corso dei secoli” e, a maggior ragione oggi, “è l’entrare dell’eterno nello scorrere limitato del nostro tempo”. (C.F.)

55 commenti:

  1. <span>“Nel corso di questa Visita Pastorale non poteva mancare l’incontro con voi”, ha affermato il Patriarca Scola</span>

    Questa è COERENZA pastorale! Il pastore incontra TUTTI, non alcuni o la maggioranza, ma TUTTI, altrimenti è un pastore  che incontra soltanto chi segue a lui!

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  2. Non ho ancora letto bene l'articolo di "Gente del popolo", scusate "Gente Veneta", giornale al confronto del quale la Pravda passa per conservatrice.
    In diocesi diranno tutti che Scola avrà dettato le direttive, e prenderanno a deriderlo ancora di più (tra la maggior parte dei preti della diocesi è visto male).
    Scola certamente non è come il Tetta a Milano, e per fortuna. Ma credo che dovrebbe avere il polso un po' più fermo, come forse anche il papa dovrebbe avere a Roma.

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  3. che la Curia abbia permesso in quell'articolo simili apprezzamenti....?
    che sia un felice inizio di "resa" senza condizioni al grande ritorno della Divina Liturgia perenne ?
    Troppo bello per essere vero....ma basta ricordare ogni tanto certe promesse:

    <span><span>Aprirò nel deserto una strada, immetterò fiumi nella steppa...</span></span><span><span> </span></span><span><span> </span></span>
    parole dette da Colui che è fedele in eterno alle sue promesse!
    :)

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  4. una rondine non fa primavera....
    (al 21 marzo della Chiesa cattolica mancano ben più che 6 giorni.....forse da contare in modo "biblico", se non geologico!...)

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  5. “Voi rappresentate una delle tante forme di vivere e fare esperienza del Cristianesimo”.

    O LA forma per eccellenza? :P Comunque ottima notizia, fatte salve le usuali cornacchiate pessimistiche ormai tipiche di questi commenti.

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  6. La forza dimostrata della TRADIZIONE è tale che,vedendo che la persecuzione non è servita, si prende la strada del tentato raggiro. IL Signore, che da prima ancora di creare il mondo sapeva anche ciò, saprà come piegare anche questa tattica degli uomini ai suoi scopi.

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  7. Beh, mi sembra che possiamo leggere con piacere questo articolo senza "se" e senza "ma", e se lo dice una che è stata criticata per avere fatto delle osservazioni suul`omelia del card. Scola...
    Rallegrarsi di ogni passo in avanti, di ogni luce che si accende, anche se fievole, non vuol dire diventare ottimisti,ingenui.
    È bello lo stupore di chi ha scritto l`articolo, che scopriva il nostro Rito Antico, che si è lasciato toccare, che ha assistito alla Santa Messa senza paraocchi ideologici..o se li aveva entrando ha saputo far sì che ciò che viveva sul momento fosse più forte di ogni pregiudizio.
    Articolo abbastanza raro per rallegrarsi alla sua lettura, senza "se" e senza "ma".

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  8. concordo!
    <span><span>“Non ricordate più le cose passate,</span></span><span><span> </span></span><span>
    <span>non pensate più alle cose antiche!</span><span> </span>
    <span>Ecco, faccio una cosa nuova:</span><span> </span>
    <span>proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?"</span></span>



    <span><span>(Isaia, 43, 16-21)</span></span>
    :)

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  9. Cosa c'entrano le critiche all'omelia con l'articolo in questione?
    Matteo

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  10. risveglio (stupito e felice)15 marzo 2010 10:37

    <span><span><span>già ve lo dissi il 9 marzo, nel commento all'omelia del Patriarca, contenente le citazioni "obbligate" (da "palinsensto") del Concilio, seguite poi però dai commenti rivolti ai parrocchiani, (in sagrestia, diceva Luca, fuori dall'ufficialità!....) con espressioni di un genuino e candido stupore al riscoprire dal profondo del cuore, maturo di anni  ed eventi, l'antica e perenne meraviglia davanti alla Divina Liturgia, come in un incontro da tempo sospirato e atteso (ma quasi intimamente "inopinato" e "inconfessato" a se stesso.....), così:      
    <span><span><span><span>....pare dunque, da quel che riferisce Luca Iacolettig, dopo l'ascolto dell'omelia, che al Patriarca deve essere avvenuto, in quella celebrazione, un felice incontro "straordinario" con la Messa di sempre, quella che "laetificabat iuventutem eius"...; che da quell'incontro, rinnovato e vivido, con una Persona i cui lineamenti, che si credevano <span>anche troppo conosciuti</span>, si davano per scontati, e si erano sbiaditi nella memoria, egli stesso è uscito  felicemente sorpreso, e con un cuore stupito di bimbo, d'un tratto si trova ora a dire, davanti ai parrocchiani, anch'essi felici (ma ripetendolo quasi tra sè e sè....):             
    "Ooh!.....ma chi l'avrebbe mai detto!....meraviglia di<span> una Bellezza così grande</span> ....e così a lungo <span>dimenticata!.... </span></span></span></span></span>come abbiamo potuto lasciar per strada una simil Fonte di ricchezza ineffabile, senza prezzo nè quantità,  tanta "grazia di Dio" ?....</span></span></span>
    <span><span><span><span><span><span><span>     
     (.....e che quindi quella citazione "di default" del Concilio -citazione d'ufficio- altro non era che "deformazione professionale"!.....)</span></span></span></span>      
    ...................      
    (e l'articolo riecheggia, felicemente sorpreso, questo felice stupore !)</span></span> 
    </span>

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  11. C'è un'altra cosa che voglio fare, con grande affetto, senza se e senza ma: rivolgere a Luisa un augurio di cuore per il suo onomastico. Ciao Luisa, un abbraccio.

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  12.  La liturgia è celebrata interamente in latino,<span> eppure</span>, la partecipazione dei fedeli è totale.

    oh, il felice e incredulo stupore di quell' "EPPURE"!....
    Il giornalista non riesce a credere ai suoi occhi....
    sembra chiedersi, attonito:

    "Com'è possibile che PUR ESSENDO la Liturgia TUTTA IN LATINO, la partecipazione dei fedeli
    è TOTALE ? NON AVEVAMO DETTO E CREDUTO, DA 40 ANNI,
    che celebrare in LATINO IMPEDIVA LA partecipazione dei fedeli ?
    che miracolo è mai questo ? non era ritenuto possibile....
    EPPURE ACCADE ! I fedeli PARTECIPANO CON TUTTO IL CUORE,
    che non ha bisogno di capire le parole dai loro suoni, ma RICEVE NEL CUORE L'AFFLATO DIVINO che da quelle PAROLE DIVINE SPIRA su di loro e nell'INTIMO DELLA LORO ANIMA ! "
    --------------------------
    Questo è il grande "Oohh!...." del felice stupore che ha afferrato il cuore di tutti,
    sia del Patriarca il giorno 6 marzo, nel suo ascolto partecipe della S. Messa more antiquo, sia dei fedeli, sia dell'articolista di cui stiamo leggendo il reportage, che ha assistito alla Messa senza preconcetti, col cuore "puro", capace di stupirsi di fronte a ciò che suscita
    <span>un'antica e sempre nuova meraviglia !</span>

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  13. io mi rallegro dell'articolo; ma la frase di Scola "una delle tante forme... " non fa altro che legittimare e mettere alla pari dell'Antico Rito anche gli abusi, che purtroppo sappiamo presenti nelle sua come nelle altre diocesi...

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  14. Grazie di cuore! :)  

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  15. <span>
    Non lo ha capito? Mi stupisce, allora glielo spiego...  
    C`è chi pensa che chi è legato al Rito Antico dovrebbe fare dei doppi salti mortali di gioia e riconoscenza ad ogni manifestazione non totalmente negativa o parzialmente positiva nei confronti del Sacro Rito e di noi che lo viviamo, c`è chi pensa che dovremmo farci piccoli, piccoli, riunirci fra di noi, ghettificarci, non disturbare o disturbare il meno possibile e ad ogni gesto di benevolenza nei nostri confronti, noi piccola minoranza tollerata,esprimere solo riconoscenza e gioia senza nessun bemol....ebbene Matteo, io non sono di questo avviso, è anche per questo che ho fatto delle osservazioni sull`omelia del card. Scola, pur riconoscendo l`importanza del momento vissuto dai presenti, MA o E , appunto perchè mi sento libera di criticare o-e emettere riserve, mi sento altrettanto libera di riconoscere il valore o la sincerità di un contributo come quello del giornalista in questione.  
    Morale   ;)  : si può criticare ad esempio un passaggio di un`omelia di un cardinale senza per questo essere un ingrato, ottuso, pessimista e ignorante, si può lodare un articolo di un giornalista ,di un quotidiano, non proprio favorevole ai "tradizionalisti", senza essere un ingenuo, ottimista, irenista e "dimentico" della realtà.    </span>

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  16. Ricordiamoci anche che la famosa omelia è stata redatta <span>prima</span> della celebrazione, quindi il Patriarca non aveva ancora idea di cosa avrebbe trovato in chiesa.

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  17. OK, ma evidentemente non è stato capace di aggiungere improvvisando, a braccio, come ogni buon Maestro e Pastore potrebbe e dovrebbe, le sue impressioni a caldo, ammesso che ne abbia avute... 

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  18. <span><span>Un rito che lascia a bocca aperta</span>,<span> tanta è l’attenzione </span>impiegata in ogni singolo gesto e in ogni singola parola<span>, tanta è la spiritualità </span>che riesce a trasmettere.  
     
    Ohh....quale candido stupore e genuina meraviglia può comunicarci colui che scrive, dopo aver assistito a quella Messa (senza preconcetti....) e aver visto -negli sguardi e gesti del celebrante- e osservato nei fedeli attorno a lui,  e verificato in se stesso l'efficacia di quella  
    tanta....attenzione,... tanta....spiritualità  
    che la Messa antica riesce a trasmettere! Quanta ?  
    Oohh (sembra dire l'articolista a se stesso e ai lettori....):  
    QUANTA non avremmo potuto mai immaginare, finchè eravamo PRIGIONIERI DEL PREGIUDIZIO CRISTALLIZZATO in oltre 40 anni che la Messa antica era meno buona, meno efficace, meno spirante santità di quella "moderna".....e che quindi (noi credevamo) doveva essere dichiarata SUPERATA E DA DIMENTICARE ! !  
    (....e ostacolare con ogni mezzo....)  
     
    ................  
    ma, stando lì <span>anche noi, </span>a vedere e sentire, candidi e liberi come bambini -anche noi, che ci sentivamo cattolici ADULTI E DISINCANTATI- abbiamo detto d'un tratto, presi nel cuore e portati in alto, al di sopra della terra, da tanta meraviglia di spiritualità:  </span>
    <span>
    "Oohh!....", rimanendo quasi a bocca aperta,</span>
    "ma...è STRAORDINARIO !..... non l'avremmo mai immaginato..."
    <span>
    come i bambini, come i piccoli e i "puri di cuore" !</span>

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  19. <span><span><span>In quel tempo, presentavano a Gesù dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano.    
    Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro:</span>    
    <span><span> </span></span><span>"Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come </span><span>loro</span><span> </span><span>appartiene il regno di Dio. In verità vi dico:</span>    
    <span><span></span>Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso".</span><span></span><span></span></span>  
    <span><span>E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva.</span>    
    (Mc 10, 13-16)</span></span>

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  20. <span><span><span><span>Beati i puri di cuore perchè vedranno Dio.</span></span></span></span>
    (Mt. 5,8).

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  21. Filippo Burighel15 marzo 2010 12:33

    Se vuole le critiche gliele ribadisco molto volentieri, perché invece di fare ammenda cristianamente lei persevera diabolicamente nel suo atteggiamento per nulla costruttivo.

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  22. Filippo Burighel15 marzo 2010 12:37

    Naturalmente il fatto che oltre al Rito Romano nella Chiesa ci siano altri riti e forme (bizantino, antiocheno occidentale, antiocheno orientale, ambrosiano, mozarabico, adesso anche anglicano) le è troppo difficile ricordalo, vero? Devo pensare che abbia qualche problema cognitivo?

    L'ho detto e lo ripeto, certe Messe VO sono proverbiali "perle ai porci"!

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  23. DANTE PASTORELLI15 marzo 2010 12:57

    Perché metterla in termini di "resa"? Il Vescovo ha preso atto di una realtà e si è comportato di conseguenza. Lo si ringrazi e si preghi perché le porte aperte non si richiudano

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  24. <span><span><span>Qualificare di poco costruttivo l`atteggiamento di mic,ma sopratutto osare dire che mic persevera "diabolicamente" nel suo atteggiamento è VERGOGNOSO, INSULTANTE, vorrei avere altri termini ancor più forti per qualificare il "commento" di Filippo Burighel.  </span>  
    <span><span>mic è probabilmente una delle persone più preparate, più competenti, se si può parlare di competenza in materia di Fede, che scrive su questo blog, la forza della sua Fede, la profondità e la pertinenza dei suoi contributi, suscitano sempre non solo la mia attenzione ma la mia ammirazione.    
    Ha ben ragione mic, di intravedere in quella frase del cardinale, la strumentalizzazione possibile, l`interpretazione che può esserne data e che è data nei fatti, con il relativismo liturgico che è entrato nella Chiesa, riti sincretistici approvati, abusi  e derive.    
    Spero che il signor Burighel avrà l`educazione e l`intelligenza  di scusarsi.</span></span></span></span>

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  25. Si ma la omelia non c'entra nulla con l'articolo in questione! In base all'accettazione delle critiche, porta pazienza Luisa, non siete propriamente i più adatti a fare "omelie".
    anche perchè chi si è permesso di criticare le Vostre oneste riflessioni quando gli è andata bene si è preso dello "squallido troll".
    Ci possono essere Messe formalmente perfette in VO ed omelie porcata e viceversa!
    Questo è il punto!
    Matteo

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  26. Penso che vada letto letteralmente il diabolico e non contenutisticamente!
    Se ci si assolutizza dietro una forma e si eliminano le altre canonicamente corrette si separano e non si uniscono i fedeli!
    anche se si poteva usare un'altra parola!
    Matteo Dellanoce

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  27. <span><span>No,Matteo,questo è il punto per lei, se poi lei non riesce a "capter" il mio giro di frase, se la mia spiegazione non le è bastata, non posso farci niente,mi consolo    ;)    dicendomi che le ho offerto una nuova occasione per lanciare una delle sue frecciattine (?)   :)   , mi sembra che lei ami osservare, analizzare, giudicare, NOI, sì perchè sovente lei dice VOI riferendosi a chi scrive qui....NOI..VOI....    </span>  </span>
    <span><span><span><span>Ah, Matteo, detto en passant, era più che lecito anche riprendere l`omelia del cardinale dal momento che è citata nell`articolo, così tanto per precisare...    
    È poi anche vero, che una messa VO non garantisce un`omelia eccezionale, e che ci possono essere Messe NO in cui il sacerdote è un buon omileta.</span></span></span></span>

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  28. Non capisco questa polemica pro o contro l omelia del patriarca del cosa doveva dire di che cosa doveva fare o dire a braccio o per scritto da buon o cattivo pastore ;mi sembra che l umiltà non sia una grande dote tra i tanti che scrivono.Umiltà non vuol dire tacere o passivamente accettare tutto ciò che dice un prelato della chiesa ma insterilirsi nel cercare le poche negatività di un testo mi fa sentire non sano ragionamento ma  astio malcelato ,  poco tradizionalista ,poco cattolico.Un informazione vorrei sapere dalla sig Luisa per illuminare la mia ignoranza:quali sono i riti sincretistici approvati dalla chiesa come da lei accennato nel post delle 13 e 15?
    buonagiornata  a tutti Demetrio

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  29. Quando mai ho lanciato frecciatine? =-X
    IO amo analizzare e giudicare il contenuto. Poi se è un contenuto di gruppo uso il voi.
    Condivido il suo finale!
    Poi mi sembra che siano decisamente ottime le omelie del VO!
    Matteo

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  30. è diverso trarre conclusioni logiche dalle dichiarazioni del vescovo, rispetto a pensare di dirgli cosa doveva o non doveva dire

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  31. Filippo Burighel15 marzo 2010 16:56

    Ho invece l'educazione e l'intelligenza per precisarle, cara Luisa, che la risposta era a lei e non a Mic.
    Quanto al "diabolicamente", lei è pure malfidente: lei che si riempie la bocca del suo amore per il latino dovrebbe conoscere il proverbio "errare humanum est perseverare autem diabolicum et tertia non datur". Se lei persevera nei suoi errori, lo fa diabolicamente.
    Non si arrampichi sugli specchi e non faccia tanto la vittima.

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  32. Filippo Burighel15 marzo 2010 17:00

    Sofismi, Mic.

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  33. be caro mic non mi sembra che le sue dichiarazioni delle 11 e 36  traggano solo conclusioni logiche....

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  34. <span>


    Dunque vediamo:
    Mic    
    io mi rallegro dell'articolo; ma la frase di Scola "una delle tante forme... " non fa altro che legittimare e mettere alla pari dell'Antico Rito anche gli abusi, che purtroppo sappiamo presenti nelle sua come nelle altre diocesi...
    Filippo Burighel    
    Naturalmente il fatto che oltre al Rito Romano nella Chiesa ci siano altri riti e forme (bizantino, antiocheno occidentale, antiocheno orientale, ambrosiano, mozarabico, adesso anche anglicano) le è troppo difficile ricordalo, vero? Devo pensare che abbia qualche problema cognitivo?  
    L'ho detto e lo ripeto, certe Messe VO sono proverbiali "perle ai porci"!   
    Se vuole le critiche gliele ribadisco molto volentieri, perché invece di fare ammenda cristianamente lei persevera diabolicamente nel suo atteggiamento per nulla costruttivo  

    A me sembra chiaro a chi lei rispondesse.   
    Se poi è a me che si rivolgeva...dovrebbe ancora dirmi a che cosa si riferiva...e perchè  dovrei fare ammenda...cristianamente...
    E poi carissimo, <span><span>nonchè amabile b<span><span>ogger, dove io mi riempirei la bocca con l`amore per il latino? </span></span></span></span>
    Se io mi sto arrampicando sugli specchi, lei mi sta seguendo a ruota,anzi forse mi precede!
    E poi gentilissimo Filippo Burighel, per carattere non tendo a fare la vittima,  al massimo in questo caso le ho riflettuto la sua incorrettezza nei confronti di un`altra persona e anche se le sue parole fossero rivolte a me, le avrei rispedite al mittente.
    </span>

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  35. DANTE PASTORELLI15 marzo 2010 19:09

    Anch'io avevo capito che si rivolgeva a MIC e per questo ho cancellato pressoché immediatamente il commento di risposta a Filippo.
    Francamente vedere qualcosa di diabolico nelle parole di Luisa mi sembra un'assurdità colossale.

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  36. DANTE PASTORELLI15 marzo 2010 19:10

    Ma perché usate vari colori accecanti?

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  37. DANTE PASTORELLI15 marzo 2010 19:20

    DEMETRIO, la Redazione ha sottoposto ai bloggers il testo dell'omelia. I lettori hann'espresso il loro parere. Che c'è di strano? A me l'omelia è parsa molto schematica e priva di calore. E a suo tempo ho aggiunto: non so a cosa sia dovuto, forse allo stile di S. Eminenza, che non conosco. E magari anche alla necessità d'essere stringati data la lunghezza della cerimonia.

    Ho sentito più anima nelle poche righe dell'articolo di cui ora si tratta. Lì c'era una scaletta indicativa di argomenti abbastanza slegati; qui la scoperta quasi estatica di un rito mangnifico e di una religiosità intimamente vissuta.
    Si può preferire questo a quella?
    Domani potrebbe accadere il contrario.

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  38. Sono una che è stata in quella Messa e posso dire che ho "partecipato" come "partecipo" sempre ogni volta che vado in quella chiesa, ormai mia perché l'ho adottata. Sì, partecipo perché tutto il mio essere si lascia coinvolgere dalla sacralità della celebrazione e mi aiuta a elevare il mio spirito verso il Signore. Altre forme di partecipazione, come solitamente alcuni progressisti lasciano intendere, non trovano spazio nel mio caso.
    Sono contenta che "Gente Veneta" abbia capito che la nostra è un'altra forma di vivere la fede cattolica, quella che si cerca di zittire d'altre parti ma che non tramonterà mai!

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  39. Filippo Burighel15 marzo 2010 23:32

    Luisa, adesso mi sta facendo veramente arrabbiare.
    Io ho scritto due commenti, uno in risposts a lei (è il secondo dei due, con "diabolicamente") alle ore 12.33.16 e SUCCESSIVAMENTE ho scritto l'altro messaggio alle ore 12.37.44  (il primo dei due, sui vari riti) in risposta all'ultimo commento di Mic. Non è certo colpa mia se il blog non dispone in thread i vari commenti, ma semplicemente a cascata monolivello.

    Glielo ripeto, Luisa, la smetta di arrampicarsi sugli specchi.

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  40. Filippo Burighel15 marzo 2010 23:33

    Dante, la perseveranza nell'errore è SEMPRE diabolica. Quale che sia l'errore.

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  41. DANTE PASTORELLI15 marzo 2010 23:49

    C'è errore ed errore. Ci dev'esser materia certa d'errore. E in tutta sincerità sino adesso io non me ne sono accorto. Vedo invece che tu stai cadendo in preda all'ira: e questa è uno dei sette vizi capitali.

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  42. infatti, c'è anche un minimo di riflessione oltreché di deduzione

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  43. <span>
    <span>Allora, prima scenda dagli specchi sui quali si sta arrampicando, in seguito prenda una camomilla e poi se ci riesce, dall`alto del suo pulpito, cerchi di rispondere alla mia domanda...perchè e di che cosa dovrei "fare ammenda cristianamente" ,  quale è il mio atteggiamento poco costruttivo nel quale persevererei diabolicamente....e a quale mio commento lei ha reagito così amabilmente.</span></span>

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  44. ma per accusare uno di ERRORE bisogna dimostrarlo:
    dire qual è l'errore, riferito a QUALE  <span>cosa retta,</span>
    riferendosi a un criterio di giudizio<span> universale che discerna il VERO dal FALSO, giusto da ingiusto!</span>
    A quale tipo di discernimento dobbiamo appellarci per riscontrare che Luisa E' in errore ?
    Chi è colui che sta giudicando, e in base a quale legge ?
    Burighel, se lei ha la certezza assoluta che Luisa è in errore, ha il dovere parimenti assoluto di dire con assoluta chiarezza il suo ERRORE, affinchè tutti possano capire e NON fare lo stesso errore di Luisa.
    Dobbiamo imparare a dire e fare cose giuste ANCHE EVITANDO GLI ERRORI commessi da altri, 
    non le pare ?

    RispondiElimina
  45. <span>concordo!  
    <span><span>“Non ricordate più le cose passate, </span></span><span><span> </span></span><span><span>  </span></span><span>  
    <span>non pensate più alle cose antiche! </span><span> </span><span>  </span>  
    <span>Ecco, faccio una cosa nuova: </span><span> </span><span>  </span>  
    <span>proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?"</span></span>
    <span><span> </span></span><span><span></span></span>  
    (Is 43, 16-21)  </span>
    :)

    RispondiElimina
  46. <span>se la Chiesa non vuole più imporre giudizi di valore e non vuole dire in modo chiaro e netto: 
    <span>"A è migliore o più giusto di B",</span> 
    ma tutti oggi possono dire e fare quello che vogliono, allora anche noi qui possiamo giudicare un discorso migliore, più interessante o gradevole di un altro discorso ! 
    Se siamo in regime di LIBERO DIALOGO E LIBERA ESPRESSIONE, saremo o non saremo LIBERI di esprimere giudizi di svariato gradimento ? 
    O non siamo più liberi di farlo ? 
     quale autorità super-dialogantes decide quando un dialogante <span>può o non può esprimere</span> la propria opinione circa un discorso ?</span>

    RispondiElimina
  47. <span>@Filippo Burighel: " ...  "errare humanum est perseverare autem diabolicum et tertia non datur"... " 
    ___________________________________________________________________________
     
    D'accordo che la conoscenza del latino viene oggi considerata una nozione del tutto superflua, ma, se proprio lo si intende utilizzare, lo si faccia almeno nella forma corretta, evitando gli anacoluti: o si dice " tertium non datur" oppure, se si vuole usare la forma plurale, si affermi, invece,  "tertia non dantur" ...   </span>

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  48. Filippo Burighel17 marzo 2010 10:13

    Dante, anche la superbia è un vizio capitale. Ed è un vizio verso cui tendi spesso, già te lo dissi una volta, per la tua immensa conoscenza. Bisogna saperla applicare però e il pregiudizio che spesso dimostri verso chi non la pensa come te anche di poco ti fa scadere in questo peccato.

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  49. Filippo Burighel17 marzo 2010 10:26

    Lo stesso si potrebbe dire per molti di noi: chi siamo per giudicare quello che fa un vescovo? Eppure lo facciamo spesso.

    L'errore di Luisa sta nel giudicare non solo senza averne l'autorità, ma anche senza avere le basi per farlo, senza conoscere né la situazione specifica, né la figura del Patriarca.

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  50. Condivido il tuo ragionamento Filippo! Ma attenzione! Non commettere lo stesso errore! Il fedele non è celebroleso!Il problema del giudizio del mondo tradizionalista è che poggia il tutto su di un pregiudizio. E questo pregiudizio non permette loro di leggere la realtà i maniera obiettiva. direi che peccano di serendipità!  Se un vescovo mi fa il milingo io lo critico e non lo seguo!   se io dico che il Card. Tettamanzi vuole una Chiesa solo umana sono nel pieno e legittimo dovere di farlo. E di dire che la Chiesa non è solamente umana ma divina prima ed umana poi! se il card. tettamanzi al posto della libertà religiosa fa del relativismo religioso è da criticare. Ma se il Papa porta la Chiesa nel tempio dei luterani io lo applaudo perchè non sta relativizzando il messaggio ma sta dicendo troviamo un terreno comune da cui ripartire. Cancelliamo le colpe e ricostruiamo l'unità CHE DIO COMANDA! San Paolo in questo è stato fantastico. Ha portato a tutti Cristo fino dando un nome al Dio senza volto!

    In amicizia
    Matteo
    PS poi non so perchè mi viene in grassetto...quindi mi scuso!

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  51. <span>Ebbene Signor Burighel, non solo ho il diritto, ma mi sento il dovere e la responsabilità di criticare, emettere riserve, esprimere perplessità, porre domande, la mia autorità per farlo è quella di ogni fedele cattolico dotato di coscienza e intelligenza  che può e talvolta deve richiamare i pastori, le basi sono quelle di ogni fedele cattolico dotato di una coscienza rettamente formata. </span>
    PS: avrei apprezzato che si rivolgesse a me direttamente, visto che i suoi amabilisimi commenti mi riguardavano e che le avev oposto qualche domanda.

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  52. Per Filippo Burighel:
    Ecco che cosa disse Padre Louis Bouyer, che fu fra l`altro membro della Commissione teologica internazionale, consultore al Vaticano II per la Liturgia, al di sopra di ogni sospetto di cieco e ottuso tradizionalismo :

    “Quando ci sono delle incapacità(défaillances) individuali o anche collettive da parte di coloro che nella Chiesa sono responsabili innzitutto della Fede, non si tratta affatto di infedeltà da parte dei fedeli, ma al contrario di un segno di fedeltà, criticare e non accettare ciò che insegna un prete o anche un vescovo o un gruppo do vescovi, quando è palese che è in contraddizione con ciò che il Papa, i Concili e tutta la Tradizione ci hanno insegnato fino ai nostri giorni.”

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  53. <span><span>
    <span>E così dunque Dante commetterebbe il peccato di superbia...peccato che il computer non possa trasmettere la sonora risata che la lettura delle parole di Burighel mi ha provocato. <span>  :-D  <span>   </span></span></span></span>  
    <span><span>Grazie a Filippo Burighel  <span>in questo thread ho appreso che:</span>    </span></span>  
    <span><span>-persevero diabolicamente in un atteggiamento per nulla costruttivo    
    -dovrei fare ammenda cristianamente per questo    
    -sono malfidente    
    -persevero nei mei errori dunque lo faccio diabolicamente    
    -mi riempio la bocca del mio amore per il latino    
    -mi arrampico sugli specchi    
    -faccio la vittima    
    Da che pulpito, o da che cattedra, Filippo Burighel abbia parlato non lo so, ma di umiltà ne vedo pochissima.      
    Non ha stimato opportuno ripondermi personalmente ma più sotto ho già reagito, Filippo Burighel parla dei miei errori ma c`è un errore, anzi degli errori vari, che Filippo ha dimenticato di menzionare.    
    Sì, se Filippo Burighel mi rimprovera, facendo errore sulla persona, di riempirmi la bocca del mio amore per il latino, ancorchè sia nel vero dicendo che amo il latino ma non esterno il mio amore su questo blog........ha dimenticato di menzionare i miei francesismi, gli errori frequenti con i quali storpio la tanto amata lingua italiana.<span><span>..e per i quali non mi scuso abbastanza presso chi mi legge.  <span> ;) <span> </span></span></span></span></span></span></span>

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  54. Forse di superbia no...di poca malleabilità e simpatia un pochino sì! :-D
    Matteo Dellanoce

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  55. <span><span>“Quando ci sono delle incapacità(défaillances) individuali o anche collettive da parte di coloro che nella Chiesa sono responsabili innzitutto della Fede, non si tratta affatto di infedeltà da parte dei fedeli, ma al contrario di un segno di fedeltà, criticare e non accettare ciò che insegna un prete o anche un vescovo o un gruppo do vescovi, quando è palese che è in contraddizione con ciò che il Papa, i Concili e tutta la Tradizione ci hanno insegnato fino ai nostri giorni.”</span></span>

    Grazie Luisa.
    Salvo questa autorevole dichiarazione, risalente al Concilio, e in qualche modo preveggente riguardo al CAOS epocale circa il confronto-rovesciamento di Verità/menzogna, a futura memoria mia e di tutti i fedeli di un Gregge oppresso, sbandato e scoraggiato, che non sanno più a chi devono obbedire, in un clima di confusione di ruoli, anarchia e predominio di un Potere Effettivo che li opprime, ostacolando apertamente e ostinatamente l'azione restauratrice del Vicario di Cristo, volta a risanare la Chiesa malata e a ricondurre tutto il Gregge sulla Via di  Cristo, dopo i deragliamenti quarantennali: fedeli che si sentono dire da più parti "Dovete obbedire!" ma non sanno più a chi, dal momento che la direzione impressa (con tirannide e "utile" disinformazione) dagli episcopati è in aperta contrapposizione con quella voluta dal Santo Padre. Dire che sono diventati strabici è poco...ed accade che spesso molti sono costretti a concludere che, tra due direzioni opposte forse conviene lasciar perdere ogni obbedienza e fare di testa propria, perchè non viene permesso loro di seguire il Papa!
    Spero che Burighel rifletta su che cosa siano -nella realtà concreta di oggi- ERRORE, VERITA' E GIUDIZIO, cioè DISCERNIMENTO DEL VERO DAL FALSO, quale sempre la Chiesa (fino al 1965) aveva insegnato ai cattolici, per formare la retta coscienza, che obbedisce non a un'ideologia di potere, ma alla volontà di Dio, espressa nelle sue Leggi di sempre, tramandate a noi fedelmente e coerentemente dal Magistero bimillenario, fino al 1965: fino ad allora senza ambiguità nè rischi di opposte interpretazioni che potessero lacerare la coscienza del cattolico tra verità opposte ed equivalenti.
    Ma solo fino al 1965: da allora tutto è cambiato, perchè non c'è più alcuna certezza nelle affermazioni delle autorità, che si oppongono continuamente tra loro e soprattutto nei confronti del Papa. tutto come la MADONNA aveva detto a Fatima: "Vescovi contro Vescovi, Cardinali contro Cardinali....Satana marcerà nelle loro file..."
    (ma può darsi che il sig. Burighel, come tanti altri, ritenga che questo avviso del 1917 sia una menzogna dei beati Pastorelli e di suor Lucia, oppure che la Madonna abbia fatto un'affermazione scriteriata e inopportuna....)

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