sabato 12 dicembre 2009

San Benedetto e San Cirillo "alleati" pro Europa Christiana


Sul buon sito di Sandro Magister (chiesa.espressonline.it) si apprendono due fauste novelle.

La Santa Sede e la Russia hanno annunciato due giorni fa "di stabilire tra di loro relazioni diplomatiche, a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Federazione Russa". Mirabile dictu!

Può non essere presente a tutti l'estrema importanza dell'accordo.

Le ottime conseguenze di quest’evento, infatti, vanno cercate e trovate nei suoi risvolti storici e religiosi più importanti, che vanno ben oltre a quelli prettamente diplomatici e politici.

Le funzioni religiose dei Nunzi son importantissime. Questo è un passo che Roma e Mosca compiono vicendevolmente per un avvicinamento tanto agognato quanto importantissimo.
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L'altra notizia foriera di lieti eventi, anche se meno espliciti e eloquenti, è a tema religioso. Ancor più che con le autorità dello Stato russo, la Chiesa di Roma intrattiene infatti rapporti definiti da entrambe le parti "amichevoli", anche con la Chiesa ortodossa di Mosca.

Che la Chiesa Cattolica di Roma e quella Ortodossa siano in sempre migliori rapporti lo si era intuito già da qualche tempo. Un segnale in tal senso lo si è avuto già il 30 novembre, festa di Sant’Andrea e del Trono del Patriarcato ecumenico, da parte del Patriarca di Costantinopoli, S. B. Bartolomeo I come già riportato in un nostro post.

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Ma è recentissimo un ulteriore segnale: la presentazione a Roma, proprio durante la visita di Medvedev in Italia, di un libro bilingue (italiano e russo) edito dal Patriarcato di Mosca. In esso son raccolti i principali discorsi degli ultimi dieci anni di Joseph Ratzinger quale cardinale e quale Vescovo di Roma, che ha per titolo: "Europa, patria spirituale".

L’introduzione è dell’Arcivescovo Hilarion di Volokolamsk (nella foto, con Papa Benedetto XVI), Presidente del dipartimento per le relazioni ecclesiastiche esterne del Patriarcato e autorità di prima grandezza (il precedente titolare di questa carica, Kirill, è oggi il patriarca della Chiesa ortodossa di Mosca "e di tutte le Russie").

Il tema del libro è la tradizione cristiana dell’Europa, tanto cara anche alla Chiesa Ortodossa. Anch’essa infatti teme l’aggressione del "secolarismo militante" contro il quale soprattutto due forze guidano la riscossa: la Chiesa di Roma in Occidente e la Chiesa ortodossa in Oriente (sulla linea di un documento di grande vigore, e senza precedenti nell'intera storia dell'ortodossia: "Le fondamenta della dottrina sociale della Chiesa ortodossa russa" - pubblicato dal Concilio dei vescovi russi nel 2000.).
L'immagine che ne esce è quella di una Chiesa russa molto simile a quella della Chiesa Cattolica sui medesimi temi: decisa, politicamente scorretta e rigorosa nel combattere l'assedio secolarista all’Europa Cristiana mediante la disobbedienza civile contro le leggi "che obbligano a commettere un peccato agli occhi di Dio".

Di notevole rilievo, quindi, è il fatto che il Patriarcato di Mosca abbia redatto un libro finalizzato alla difesa della Tradizione cristiana dell’Europa raccogliendo i discorsi e le omelie del Vescovo di Roma. (Un estratto dell'introduzione al libro è riportato sul sito di Magister al link indicato.)

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Al termine di questo post porgiamo ai nostri lettori un elemento di riflessione: il fatto che il Vescovo di Roma e il Patriarca di Mosca, ora così vicini ed finalmente uniti in difesa delle Tradizioni Cristiane dell’Europa, abbiano, a loro tempo, scelto come nome, rispettivamente, quello del Patrono dell’Europa Occidentale, l’uno, e del Patrono dell’Europa Orientale, l’altro, è da intendersi solo come una mera coincidenza?

Sappiamo che la scelta del Card. Ratzinger fu mossa proprio in onore del Santo di Norcia quale patriarca del Monachesimo occidentale e Patrono d'Europa!



Noi vogliamo sperare che questo sia un “segno dei Tempi”, e che finalmente le due Chiese possano trovare punti di accordi, "ut unum sint".

11 commenti:

  1. E sì, sembra una coincidenza molto significativa! Papa Benedetto e il Patriarca Cirillo, come i rispettivi patroni, cercano di difendere l'Europa e la sua Cristianità!

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  2. Eccellente riepilogo....mi complimento davvero!
    ^__^

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  3. con la differenza che sia san Benedetto, sia san Cirillo erano entrambi "sub Petro". E san Cirillo, greco di nascita, lo era a tal punto che pur inviato come evangelizzatore da Costantinopoli si recò a Roma (forse convocato dal papa, ) e vi venne consacrato vescovo.

    Insomma, due santi entrambi in un'unica Chiesa. Oggi c'è Benedetto che è nella stessa Chiesa dei due santi, e ne è anzi il papa, e Cirillo che è capo di una chiesa che non è la stessa di san Cirillo.

    Sottigliezze per i moderni ecumenisti.

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  4. Come dice bene Benedetto XVI non c'è un problema di giurisdizione... La gestione delle Russie non è fondamentale ai fini dell'Unum Sint. La tradizione ( Cioè Cristo ed i Padri della Chiesa) sono la Via per difendere l'unità.
    Sia chiaro! Benedetto XVI ha chiara la separazione di Chiesa e Stato... qualcuno no!
    Matteo Dellanoce

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  5. UT UNUM SINT.CHE BELLO!Quante preghiere nell'ottavario per l'unità dei cristiani quando da ragazzi in seminario si cantava ut omnes unum sint...poi vennero i tempi bui e venne un'altolà ecclesiologia,un altro seminario,un'altra liturgia...pregare per l'unità dei cristiani perchè ci fosse un solo ovile e un solo Pastore no non si poteva piu'...ecumenismo era rispettare tutti fuorchè i nostri, ecumenismo era neppure pregare ma andare alla chiesa valdese in città...era Max Turian e Taizè...era anche vietato per i seguaci di mons lefebrve...Non ci si capì piu' niente,il seminario lentamente si svuotò e diventammo preti con lla nostalgia di quelle ardenti preghiere.Ma sapete com'è bello e importante per noi sentire queste notizie sapere che le nostre preghiere di ieri e di oggi sono utili e vere e benedette.Grazie,grazie di cuore.Un parroco di campagna.

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  6. bel articolo. e soprattutto molto stimolante il pensiero finale, sulla "santa coincidenza".
    Non ci avevo mai fatto caso!
    Speriamo, come dice la redazione, che questo sia più che una coincidenza. E che davvero, grazie alle nostre preghiere, e all'opera dello Spirito Santo, possiamo davvero essere di nuovo uniti. In un'Europa dinuovo cristiana, ri-cristianizzata.

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  7. Volevo solo spendere 2 parole riguardo a Taizé che è stato citato:a Taizé i monaci (quasi tutti cattolici)riconciliano in sè stessi le radici cristiane con il ministero della chiesa di Roma che rispettano e per la quale pregano, e soprattutto riconoscono il ministero del papa come unico punto di riferimento e garante della comunione e della piena unità della chiesa. Inoltre per chi come me ci è stato più volte sa con quanto amore e rispetto venga celebrata l'Eucaristia. La liturgia è molto curata e partecipata. Sinceramente non vedo Taizé come elemento di "confusione" di coscienze o qualcosa lontano dall'ortodossia cattolica. Buon avvento a tutti, qui a Milano siamo già alla V domenica, Veni Domine Jesu!

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  8. dimenticavo, mi preoccupa di più Bose, quello si che è un esempio di eterodossia relativista...

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  9. scusate, ma Bose non è preoccupante, è aberrante! Cattolici o protestanti? solo a favore dell'ecumenismo o movimento neocatecumenale? e intanto i nostri ordini monastici si avviano all'estinzione. per la cronaca, ricordo che tutto questo macello neocatecumenale e compagnia nasce grazie alle pensate di qualche laico che voleva distinguersi!

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  10. Filippo Burighel12 dicembre 2009 22:14

    Sono due gesti importantissimi, uno storico-politico e l'altro morale-dottrinale. Sono due grandi passi nella giusta direzione.

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  11. bell'articolo e interessante la coincidenza.

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