Proseguiamo, traendola dal sito francese Osservatore Vaticano, la pubblicazione del reportage sulla situazione della Chiesa in Belgio. Links alle altre parti:
prima parte
seconda parte
terza parte
prima parte
seconda parte
terza parte
La successione di Cardinale Danneels. I candidati moderati
Parlando dei candidati "moderati" alla sede primaziale di Malines-Bruxelles, la seconda possibilità sarebbe la promozione del vescovo di Namur, mons. André-Mutien Léonard, il meno scialbo dei vescovi del Belgio.
Si pensava l'anno scorso che egli non avesse più possibilità di accedere alla cattedra di Malines, specie in ragione del disagio che ciò avrebbe causato al Governo belga, che non gli perdona certi suoi interventi in favore della famiglia naturale. Ma questa è invece diventata la sua fortuna dopo l’inaudito voto di protesta del Parlamento, il 2 aprile 2009, contro le affermazioni del Papa sui preservativi nell'aereo che lo portava in Africa. In breve, si dice che la S. Sede non sarebbe davvero dispiaciuta di contrariare le élite del Regno. Il che non basta, certamente, per fare di Léonard un Arcivescovo di Malines-Bruxelles. È vero però che parla il fiammingo particolarmente bene, il che è indispensabile per accedere alla sede primaziale del Belgio.
Nato nel 1940 a Namur, André-Mutien Léonard è stato ordinato sacerdote nel 1964. Laureato in filosofia (tesi: Commento letterale della Logica di Hegel), ha insegnato a Lovanio-la-Neuve, divenne rettore del seminario di Saint Paul e membro della Commissione teologica internazionale. E nel febbraio 1991, questo amico del cardinale di Parigi Marie Lustiger fu nominato vescovo di Namur.
Le sue prese di posizione sull’omosessualità sono queste: in un libro-intervista che gli ha consacrato Louis Mathoux nel 2006, ha detto: "Capisco che, in certi ambienti, ci si mostri prudenti circa il ricorso a persone omosessuali per missioni educative concernenti la gioventù"; e in aprile 2007, in un'intervista rilasciata per il settimanale Télémoustique, evocava la "anomalia" dell'omosessualità. Messo alla berlina e vedendo le sue parole alterate dalla stampa, precisò che "che questo giudizio negativo concerneva il comportamento (omosessuale) e non le persone".
Le sue pubblicazioni sono tutt'altro che trascurabili: Les raisons de croire (Communio Fayard, 1987); Je suis le Chemin, la Vérité et la Vie (L'Emmanuel, 1997); La mort et son au-delà (Presse de la Renaissance, 2004); Métaphysique de l’être. Essai de philosophie fondamentale (CERF, 2006). In realtà, la sua cristologia è nettamente più cattolica rispetto alla maggioranza dei suoi colleghi. Si tratta, in sostanza, di quella di P. Jean Galot sj, ex professore presso l'Università Gregoriana (De la croix au triomphe de la vie, Parole et Silence, 2000). Mons. Léonard, predicando ad esempio su Gesù Cristo all'età di 12 anni nel tempio a Gerusalemme, spiegava che nella sua testa di adolescente, grazie ad un "sillogismo" adatto alla sua età, Gesù aveva capito che Dio era Suo padre. Il che è già un serio progresso rispetto ai teologi che non concedono al Cristo la conoscenza della Sua divinità prima della teofania del Suo battesimo.
Di conseguenza, i seminari della sua diocesi sono i soli in Belgio che accolgono nuove vocazioni. Come ho detto, all’inizio dell’anno accademico 2009 i due seminari di Namur contano 32 seminaristi (37 l'anno trascorso), mentre erano appena 6 i seminaristi a Malines-Bruxelles lo scorso anno e 9 a Liegi. Mons. Léonard avrà 75 anni tra 5 anni e mezzo. In breve, anche come età, non è né carne né pesce: un possibile primate "di transizione"? Si può osar dire che la morale di questa storia è che nel paese degli episcopi ciechi (e muti), i moderati son re?
Si pensava l'anno scorso che egli non avesse più possibilità di accedere alla cattedra di Malines, specie in ragione del disagio che ciò avrebbe causato al Governo belga, che non gli perdona certi suoi interventi in favore della famiglia naturale. Ma questa è invece diventata la sua fortuna dopo l’inaudito voto di protesta del Parlamento, il 2 aprile 2009, contro le affermazioni del Papa sui preservativi nell'aereo che lo portava in Africa. In breve, si dice che la S. Sede non sarebbe davvero dispiaciuta di contrariare le élite del Regno. Il che non basta, certamente, per fare di Léonard un Arcivescovo di Malines-Bruxelles. È vero però che parla il fiammingo particolarmente bene, il che è indispensabile per accedere alla sede primaziale del Belgio.
Nato nel 1940 a Namur, André-Mutien Léonard è stato ordinato sacerdote nel 1964. Laureato in filosofia (tesi: Commento letterale della Logica di Hegel), ha insegnato a Lovanio-la-Neuve, divenne rettore del seminario di Saint Paul e membro della Commissione teologica internazionale. E nel febbraio 1991, questo amico del cardinale di Parigi Marie Lustiger fu nominato vescovo di Namur.
Le sue prese di posizione sull’omosessualità sono queste: in un libro-intervista che gli ha consacrato Louis Mathoux nel 2006, ha detto: "Capisco che, in certi ambienti, ci si mostri prudenti circa il ricorso a persone omosessuali per missioni educative concernenti la gioventù"; e in aprile 2007, in un'intervista rilasciata per il settimanale Télémoustique, evocava la "anomalia" dell'omosessualità. Messo alla berlina e vedendo le sue parole alterate dalla stampa, precisò che "che questo giudizio negativo concerneva il comportamento (omosessuale) e non le persone".
Le sue pubblicazioni sono tutt'altro che trascurabili: Les raisons de croire (Communio Fayard, 1987); Je suis le Chemin, la Vérité et la Vie (L'Emmanuel, 1997); La mort et son au-delà (Presse de la Renaissance, 2004); Métaphysique de l’être. Essai de philosophie fondamentale (CERF, 2006). In realtà, la sua cristologia è nettamente più cattolica rispetto alla maggioranza dei suoi colleghi. Si tratta, in sostanza, di quella di P. Jean Galot sj, ex professore presso l'Università Gregoriana (De la croix au triomphe de la vie, Parole et Silence, 2000). Mons. Léonard, predicando ad esempio su Gesù Cristo all'età di 12 anni nel tempio a Gerusalemme, spiegava che nella sua testa di adolescente, grazie ad un "sillogismo" adatto alla sua età, Gesù aveva capito che Dio era Suo padre. Il che è già un serio progresso rispetto ai teologi che non concedono al Cristo la conoscenza della Sua divinità prima della teofania del Suo battesimo.
Di conseguenza, i seminari della sua diocesi sono i soli in Belgio che accolgono nuove vocazioni. Come ho detto, all’inizio dell’anno accademico 2009 i due seminari di Namur contano 32 seminaristi (37 l'anno trascorso), mentre erano appena 6 i seminaristi a Malines-Bruxelles lo scorso anno e 9 a Liegi. Mons. Léonard avrà 75 anni tra 5 anni e mezzo. In breve, anche come età, non è né carne né pesce: un possibile primate "di transizione"? Si può osar dire che la morale di questa storia è che nel paese degli episcopi ciechi (e muti), i moderati son re?



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