Il Prof. Carradori ci manda cortesemente questa notizie e le conseguenti riflessioni:
Santuario di Campocavallo di Osimo
In diverse occasioni Papa Benedetto XVI ha esortato di vivere con "sobrietà" contro "l'egoismo della globalizzazione" . Matteo, un ragazzo, liceale, del fermano, dove inutilmente giovani e meno giovani hanno richiesto la celebrazione della Messa antica, ha pensato bene di seguire le parole del Papa e Domenica 15 marzo 2009 alle ore 16,45 nel Santuario di Campocavallo di Osimo, l’unica chiesa nelle Marche dove si celebra regolarmente nell’antico rito latino, alla Santa Messa , in canto gregoriano, ha festeggiato "coram Deo" il suo diciottesimo compleanno. Questa è la terza volta che nelle Marche che degli studenti hanno festeggiato i loro 18 anni partecipando ed invitando alla Messa in latino.
L’amore, del tutto imprevedibile, dei giovani e dei giovanissimi per l’antico rito, a cui si affianca un impegno ''contrassegnato da uno stile di vita austero e penitenziale'' (Benedetto XVI 26 febbraio scorso), si evince dal costante volontariato, sia nelle sagrestie che negli spazi offerti da internet. I giovani, anche nelle Marche , sono i principali sostenitori del Motu Proprio di Papa Benedetto XVI: per questo è stata iniziata la sezione regionale di Juventutem, con sede a Osimo.
La crescita nelle Marche di Juventutem è lenta perché non usufruisce delle comodità proprie di altri gruppi ecclesiali, ma i giovani vogliono "andare avanti" (come dice più volte il Papa) nella tradizione riscuotendo l’interesse ed il compiacimento dei "laici", che vedono nel fenomeno una prospettiva per un indispensabile miglioramento della nostra società.
La crescita nelle Marche di Juventutem è lenta perché non usufruisce delle comodità proprie di altri gruppi ecclesiali, ma i giovani vogliono "andare avanti" (come dice più volte il Papa) nella tradizione riscuotendo l’interesse ed il compiacimento dei "laici", che vedono nel fenomeno una prospettiva per un indispensabile miglioramento della nostra società.
I giovani marchigiani preparano ogni cosa : dai paramenti sacri, diversi dei quali sono stati fatti restaurare a spese loro, alla grafica dei manifesti e degli inviti. Si tratta di un gruppo che impegna ogni istante del proprio tempo libero al culto divino ed alla valorizzazione di un documento del Magistero. Per di più un insegnante di religione, che, a suo dire, sarebbe stato "sconsigliato" di servir messa a Campocavallo…Ma, come è risaputo, le Marche sono piuttosto tarde a recepire le "novità" quindi non c’è da meravigliarsi se anche diversi ecclesiastici siano rimasti ancora sessantottini…
Intanto ringraziamo la Divina Provvidenza che ci ha donato la celebrazione quotidiana e festiva nel Santuario di Campocavallo di Osimo, retto dagli angelici Francescani dell’Immacolata. Il primo frutto dello zelo per la casa di Dio dei Francescani dell’Immacolata è stata la vocazione di un ministrante, 26 anni, che lasciata casa e lavoro è ora novizio dell’ordine. Aspettiamo che dopo gli esami di maturità i nostri due cerimonieri entrino in Seminario.
Osserviamo con commozione che assieme ai fedeli, aumenta la frequenza alla Messa domenica e festiva di religiosi , sacerdoti e seminaristi , anche se spesso sono timidamente nascosti. Verrà, ne sono certo, il momento in cui verrà lodato quell’ecclesiastico che assiste o meglio se celebra devotamente la Messa antica. Per ora ci accontentiamo degli aiuti, in tutti i sensi, degli abbracci e della proposta di chiese o oratori che alcuni sacerdoti, in tutto segreto, fanno al nostro gruppo. Essi sanno che noi vogliamo restaurare, ripulire e valorizzare i sacri edifici alla sola lode di Dio. Prima o poi qualcuno si accorgerà di questo zelo di "servi inutili" e troverà il modo di contrattarci… Intanto preghiamo .
***
Ecco una riflessione di Daniele Di Sorco sui Seminari americani che allego con il suo permesso :
Seminaristi nelle Diocesi degli Stati Uniti :
Seminaristi nelle Diocesi degli Stati Uniti :
1945: 11.000
1950: 13.000
1955: 16.000
1960: 20.000
1965: 28.000
POI
1970: 17.000
1975: 12.000
1980: 9.000 sempre in calo
1950: 13.000
1955: 16.000
1960: 20.000
1965: 28.000
POI
1970: 17.000
1975: 12.000
1980: 9.000 sempre in calo
Però ovviamente negli ultimi anni la diminuzione avviene in modo meno drammatico. Pare che negli ultimi anni ci sia stata una leggerissima ripresa ma insignificante rispetto alla crescita degli anni 50-60. Il crollo avviene precisamente nel quinquennio 1965-1970 in cui si trova anche il fatidico 68; il fatto non ha matrice tanto liturgica quanto sociale anzi, direi di tendenza sociale dopo il concilio giunse a maturazione un processo cominciato all'inizio del concilio stesso ma ancora impercettibile, l'idea cioè che tutto dovesse essere cambiato, rivoluzionato: questa tendenza penetrò talmente gli ambienti ecclesiali da risultare devastante la liturgia, in quegli anni, affrontò sì delle trasformazioni ma non è stato solo un problema liturgico, il problema è a monte.
La riforma liturgica di Bugnini fu approvata nel 1970 a crisi già avvenuta.
Certo, prima si stavano effettuando già delle trasformazioni però, salvo qualche caso particolare, quasi tutte le chiese mantenevano una certa compostezza celebrativa .
Quel che provocò la caduta dei seminari fu l'infiltrazione, nel mondo cattolico, di una mentalità rivoluzionaria. Per rivoluzionaria intendo la parola nel senso proprio del termine.
Ossia il rinnegamento totale di quanto fino ad allora era creduto, praticato, considerato ovvio e la volontà di rifondare completamente la realtà secondo una diversa visione del mondo questa visione è il cosiddetto "spirito del Concilio", ossia l'interpretazione secolarizzata del Concilio Vaticano II che però fu favorita dalla natura dei documenti del concilio stesso che predicavano ad ogni piè sospinto la necessità di venire incontro al "mondo moderno"; necessità inesistente, peraltro, perché, come evince dalle statistiche, il mondo cattolico fino al 1965 godeva di ottima salute. ( Riflessione di Daniele Di Sorco, con il suo permesso di postarla).
La riforma liturgica di Bugnini fu approvata nel 1970 a crisi già avvenuta.
Certo, prima si stavano effettuando già delle trasformazioni però, salvo qualche caso particolare, quasi tutte le chiese mantenevano una certa compostezza celebrativa .
Quel che provocò la caduta dei seminari fu l'infiltrazione, nel mondo cattolico, di una mentalità rivoluzionaria. Per rivoluzionaria intendo la parola nel senso proprio del termine.
Ossia il rinnegamento totale di quanto fino ad allora era creduto, praticato, considerato ovvio e la volontà di rifondare completamente la realtà secondo una diversa visione del mondo questa visione è il cosiddetto "spirito del Concilio", ossia l'interpretazione secolarizzata del Concilio Vaticano II che però fu favorita dalla natura dei documenti del concilio stesso che predicavano ad ogni piè sospinto la necessità di venire incontro al "mondo moderno"; necessità inesistente, peraltro, perché, come evince dalle statistiche, il mondo cattolico fino al 1965 godeva di ottima salute. ( Riflessione di Daniele Di Sorco, con il suo permesso di postarla).
Andrea Carradori, il più vecchio del gruppo ma non certamente il capo: sono più saggi e determinati i diciottenni di me …



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