Post in evidenza

MiL ha bisogno di voi lettori: DONAZIONI

A sx (nella versione per pc) e su palmare (voce " Donazione ") troverete la possibiltà di donare. Vi speghiamo il perchè.  Potrete...

sabato 21 febbraio 2009

Un monito del Papa. Anche per noi.

Dal discorso odierno del Papa al Seminario Romano Maggiore (fonte: l'imprescindibile Papa Ratzinger blog):

Se nella Chiesa ''ognuno vuole essere superiore all'altro e con arroganza intellettuale fa pensare che lui sia il migliore'', ''nascono le polemiche che sono distruttive'': lo ha detto oggi pomeriggio, durante la sua visita al Seminario Romano Maggiore, papa Benedetto XVI, oggetto lui stesso di critiche e dubbi da parte di larghi settori della Chiesa e della gerarchia cattolica nelle ultime settimane. ''Non pensiamo di essere superiori agli altri - ha sottolineato il pontefice - ma entriamo nell'ubbidienza della fede e cosi' si apre il grande spazio della verita' e della liberta'''. Il papa e' partito dal passo della lettera di San Paolo ai Galati in cui rimprovera questi ultimi per le loro divisioni interne: '''vi mordete e attaccate a vicenda come delle belve': emergono le polemiche e uno morde l'altro. Vediamo bene - ha aggiunto - che anche oggi ci sono cose simili dove invece di inserirsi nel Corpo di Cristo, con arroganza intellettuale si pensa che uno e' migliore dell'altro, e si fanno polemiche distruttive. Cosi' emerge una caricatura della Chiesa''. Per Ratzinger nella Chiesa di oggi c'e' bisogno ''un esame di coscienza, che ci aiuti a non pensare di essere superiori all'altro, ma a trovarci insieme nell'umilta' della fede, un grande spazio dove Cristo ci ha chiamato ad essere un solo spirito con lui, nell'amore e nella gioia''.

Leggendo queste parole, tutti avremo pensato all'attitudine delle vestali del progressismo, che in questi giorni insultano il Papa e si sentono in grado di dargli lezioni, diffamano chi ha opinioni 'eterodosse' su Harry Potter, chiedono di riscomunicare gli ex scomunicati, pontificano e si ergono ad arroganti censori.

Ma se ci limitiamo a guardare la trave nell'occhio altrui (e non diteci che son pagliuzze!) veniamo meno all'esortazione del Papa. Che è rivolta a tutti e a ciascuno e quindi, per quel che ci concerne, a noi in primo luogo. Anche in vista della Quaresima, imponiamoci di pensare se non ci capita a volte, od anche spesso, di ritenere d'esser più savi, o più ortodossi (beh, questo onestamente... sì), o magari perfino migliori cristiani e più giusti degli altri. Ed allora ricordiamoci della parabola del fariseo che si sente già giustificato, e del pubblicano che in fondo al Tempio si batte il petto sentendosi indegno.

E cerchiamo di tenere sempre a mente questa esortazione del Papa.

3 commenti:

  1. Siate pur certi che qualche imbecille comincerà a starnazzare dicendo che questo è relativismo.

    RispondiElimina
  2. Il Papa sa chi morde e lacera la Chiesa. Provveda. La barca di Pietro è a lui affidata, non ad altri. Ai cani che mordono si mette la museruola: se questo non basta c'è sempre il veterinario. Cominci ad imbracciar la ramazza in modo deciso ché di languidi lamenti quarantennali siamo stufi. Agisca e noi saremo con lui.

    RispondiElimina
  3. Dante Pastorelli,vere nomina sunt omina!

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.