Post in evidenza

Il declino della Chiesa e il pontificato di Francesco. Mons. Héctor Rubén Aguer.

Grazie a Marco Tosatti per questa traduzione dell'analisi di  Mons. Héctor Rubén Aguer, Arcivescovo Emerito di La Plata (Argentina). Ch...

domenica 23 febbraio 2025

Perché la correzione del “Padre nostro” non va bene…anzi è pure luterana?

Sulla sciagurata nuova versione del Padre Nostro.
Luigi C.

Il Cammino dei Tre Sentieri, 17 Febbraio 2025

1.Nelle chiese al termine del Padre nostro non si dice più …e non ci indurre in tentazione, bensì: …e non abbandonarci alla tentazione. La modifica è stata effettuata perché l’italiano “indurre” generebbe equivoci in merito al fatto che Dio direttamente potrebbe spingere alla tentazione.

2.In realtà in aramaico “indurre” ha un valore permissivo, per cui il significato è non permettere che noi cadiamo nella tentazione. La sapienza infinita di Dio, infatti, permette le tentazioni perché noi con queste possiamo purificarci e da queste possiamo meritare, sempre che le superiamo e non cadiamo.

3.Ma veniamo alla modifica. Dunque, un conto sarebbe stato dire non permettere che cadiamo nella tentazione, altro è non abbandonarci nella tentazione. Questa espressione pone un serio problema perché Dio non può abbandonare nella tentazione. L’uomo può abbandonare Dio, ma Dio non può mai abbandonare l’uomo.

4.In realtà questa affermazione -duole dirlo- sa di Luteranesimo. Lutero, infatti, propone una concezione volontaristica e nominalistica di Dio. Secondo lui la filosofia sarebbe una sorta di “prostituta di satana“, per cui Dio si può ammettere solo per fede (fideismo). Da qui l’impossibilità di concepire Dio come Logos, ma come un essere che è al di là del bene e del male; e da qui anche la possibilità che Dio possa perfino aiutare alcuni e abbandonare altri.