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venerdì 27 ottobre 2023

Padre João Silveira: forza missionaria della Tradizione. Ovvero: i missionari in Africa di rito tradizionale #sumpont2023 #africa #missione

 Padre João Silveira, portoghese, presenta la sua relazione in spagnolo

Nel 2018, nel corso di un precedente pellegrinaggio Summorum Pontificum, Christian Marquant, presidente di Paix Liturgique, lo invitò a recarsi (allora laico) in Angola per effettuare un sondaggio in loco sull'interesse per la Messa tradizionale, di cui nulla si sapeva.

Il viaggio fu un successo, e non solo in Angola, ma poi in Mozambico e Costa d'Avorio. Lo colpì la frase di un missionario francescano, che gli disse che il rito tridentino era adattissimo per i cristiani africani, perché sono abituati a dedicare tutta la domenica a Dio: camminano per ore per andare alla Messa e non guardano certo l'orologio durante la cerimonia.

P. Silveira è stato in posti dove, in effetti, non era mai arrivato prima nessun prete cattolico; era arrivata, curiosamente, una setta ariana inglese ed egli dovette spiegare che quella cattolica è l'unica vera Chiesa. Il capo di una delle tribù della zona fu colpito dalle preghiere e dai riti e chiese la conversione per sé e i suoi e chiese che fosse eretta una croce di sette metri nel suo villaggio.

Il sacerdote fece una predica in cui ricordò l'unicità della Chiesa cattolica, ma anche condannò le violenze e i maltrattamenti contro le donne e l'abuso di alcol, piaghe endemiche dei luoghi. Nel

villaggio si vendeva una specie di pessima birra che causava frequenti problemi di alcolismo, allora il Padre entrò nel pub del villaggio, comprò tutta la birra esistente e, portata in piazza, la versò nel terreno. Il gesto impressionò molto i presenti e fece loro capire che quella bevanda non aveva valore.

Poi cominciò le preghiere in latino, nel silenzio e nello stupore dei presenti. All'improvviso, arrivò un maiale che, sentito l'odore della birra, si rotolò nel terreno dove era stata versata. Fu facile per il predicatore usare quell'evento per dire che i cristiani non dovevano comportarsi come i suini. 

Un aneddoto, aggiunge P. Silveira, a cui ha assistito ma che sembra preso dai racconti dei primi missionari del Cinquecento.

Vi sono numerosi apostolati tradizionali in Africa e dappertutto, anche i sacerdoti, sono amichevoli e aperti verso la Messa antica.


Da poco ordinato (nel 2022), insegnò ad un chierichetto i rudimenti per servire la Messa tradizionale. Celebrata finalmente la Messa, quel giovane comunicò di avere l'intenzione di entrare in un istituto tradizionale per studiare da pr
ete e poter celebrare la  Messa di sempre.

Nel 2019 in Angola nessuno chiedeva, né conosceva, la liturgia tradizionale. Ma venuti a contatto con questa, molti l'accolgono con entusiasmo. I giovani erano stupefatti di trovare tanta bellezza e profondità di Fede per la prima volta, e venivano a sapere dai loro vecchi che quella era stata la Messa della loro giovinezza. Si è perfino creata una Fraternità di S. Ireneo di fedeli ormai legati alla Messa tradizionale, benché per ora possano fruirne solo un paio di volte all'anno.

Sine dominico non possumus, dicevano i martiri nordafricani dei primi secoli.  E questo ancora sentono gli Africani.

Perché questo entusiasmo in Africa per la Messa tradizionale? Perché, come ha detto recentemente il cardinal Sarah, che viene appunto di quel continente, l'Africa è piena di giovani e questi hanno l'entusiasmo e l'energia che l'Europa più non ha. E può rendere quindi in ritorno quell'empito missionario che in passato i missionari europei, e in particolare i Pères Blancs, svolsero nel continente nero. 


 

In Africa ancora il senso della famiglia è forte. E grande il rispetto per gli anziani. Un giorno, durante una catechesi, alcune persone più avanti negli anni obiettarono che il rito antico era stato abolito dai papi ed era contrario al Concilio. Il relatore rispose alle obiezioni, ma lo colpì che furono proprio i giovani a difendere, ma con estremo rispetto per i più anziani, il ritorno della Messa di sempre.

Quale l'impatto di Traditiones custodes in Africa? Paradossalmente, positivo. Si è parlato e fatto conoscere che esiste una liturgia tradizionale, tanto che la richiesta è perfino aumentata. In genere in Africa non c'è particolare animosità nemmeno nel clero ma, al più, ignoranza.

Il numero di cattolici nel mondo cresce, ma solo grazie all'Africa e a breve un cattolico su due nel mondo sarà africano. E comunque la crescita è in termini assoluti, non relativi, ossia rispetto all'aumento della popolazione il numero di cattolici decresce perfino in Africa e si perde verso le sette in particolare. Il silenzio, il rispetto delle cose sante, la sacralità, è la necessaria ricetta per attirare di nuovo anime semplici verso la vera Fede.







 

Enrico

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