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lunedì 11 aprile 2022

Papa Francesco rimuove la croce dall'evento a Malta per non turbare i migranti musulmani

"The podium will not be adorned with a crucifix given that the majority of migrants are Muslim", "Il podio non sarà adornato con un crocifisso, dato che la maggioranza dei migranti è musulmana” (QUI la Diocesi di Malta).
Malta: tolto il Crocifisso, invece bottiglie di plastica a difesa dell’ecologia
QUI Maurizio Blondet.
Senza parole.
Luigi

Papa Francesco, le bottiglie vuote e il mondo globalizzato

di Un sacerdote
Carissimo Sabino,
sono qui che guardo sconsolato, arrabbiato, addolorato … l’immagine di papa Francesco che fa il suo discorso a Malta davanti ai migranti musulmani, senza esposizione della croce per non offendere la loro religione (“Il podio non sarà adornato con un crocifisso, dato che la maggior parte dei migranti sono musulmani“, ha osservato l’arcidiocesi di Malta, in un articolo pubblicato sul suo sito web) e con sullo sfondo un muro di bottiglie vuote. Vuoto della croce, vuoto delle bottiglie, vuoto di parole veramente significative, vista la solita solfa eco sociologica, dove la soluzione per un futuro migliore starebbe in una sorta di volontaristica proposta di fratellanza comune: “Questa è la strada! La strada della fraternità e dell’amicizia sociale. Qui c’è il futuro della famiglia umana in un mondo globalizzato” (Incontro con i migranti, Malta, 3 aprile 2022). Sai che paura si prende il “mondo globalizzato”! Comunque sarà meraviglioso raccogliere tutti insieme appassionatamente, senza distinzioni di religione, razza e ceto sociale, le bottiglie vuote abbandonate in mare dal nostro becero consumismo!
Sinceramente non se ne può più! Mi sono venute in mente due citazioni che posto sotto. Una, quella di T. S. Eliot, Gli uomini vuoti; e l’altra, quella di san Paolo, Lettera agli Efesini. La prima è una profezia che non parla solo del mondo e del suo vuoto crescente, ormai diventato uno standard di vita per tanti uomini comuni, ma anche della sorte di tanti uomini di Chiesa e di come si sono dimostrati e si dimostrano profeti di questo vuoto in cui ci manca sempre più il respiro. L’altra ci ricorda che la Chiesa è nel suo essere, e quindi anche come possibilità di esperienza, il luogo della pienezza di Colui che è venuto a riempire il nostro vuoto. Infatti l’imminente Venerdì Santo ci ricorderà che Cristo “svuotò se stesso, assumendo la condizione di servo divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2, 7-8) proprio per riempirci, attraverso la Chiesa, della pienezza della sua divinità: “Per questo, dico, io piego le ginocchia davanti al Padre, dal quale ogni paternità nei cieli e sulla terra prende nome, perché vi conceda, secondo la ricchezza della sua gloria, di essere potentemente rafforzati dal suo Spirito nell’uomo interiore. Che il Cristo abiti per la fede nei vostri cuori e così, radicati e fondati nella carità, siate in grado di comprendere con tutti i santi quale sia l’ampiezza, la lunghezza, l’altezza e la profondità, e conoscere l’amore di Cristo che sorpassa ogni conoscenza, perché siate ricolmi di tutta la pienezza di Dio” (Ef 3, 14-19).

Carissimo, pieghiamo insieme le nostre ginocchia in adorante gratitudine di fronte a questo rinnovata memoria di un Mistero di Grazia, lasciamoci sommergerci da esso, visto che siamo naufraghi in un mare che sempre più si fa tempestoso. Cristo non ci farà annegare, ma ci farà riemergere ad una vita più vera e felice ci farà risorgere ancora una volta. Santa Pasqua a te e a tutti i tuoi collaboratori.
Vi benedico.
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“Siamo gli uomini vuoti / Siamo gli uomini impagliati / Che appoggiano l’un l’altro / La testa piena di paglia. Ahimé! / Le nostre voci secche, quando noi / Insieme mormoriamo / Sono quiete e senza senso / Come vento nell’erba rinsecchita / O come zampe di topo sopra i vetri infranti / Nella nostra arida cantina. / Figure senza forma, ombre senza colore, / Forza paralizzata, gesto privo di moto” (Gli uomini vuoti, T. S. Eliot)

“Perciò anch’io, avendo avuto notizia della vostra fede nel Signore Gesù e dell’amore che avete verso tutti i santi, non cesso di render grazie per voi, ricordandovi nelle mie preghiere, perché il Dio del Signore nostro Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione per una più profonda conoscenza di lui. Possa egli davvero illuminare gli occhi della vostra mente per farvi comprendere a quale speranza vi ha chiamati, quale tesoro di gloria racchiude la sua eredità fra i santi e qual è la straordinaria grandezza della sua potenza verso di noi credenti secondo l’efficacia della sua forza che egli manifestò in Cristo, quando lo risuscitò dai morti e lo fece sedere alla sua destra nei cieli, al di sopra di ogni principato e autorità, di ogni potenza e dominazione e di ogni altro nome che si possa nominare non solo nel secolo presente ma anche in quello futuro. Tutto infatti ha sottomesso ai suoi piedi e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa, la quale è il suo corpo, la pienezza di colui che si realizza interamente in tutte le cose” (Ef 1, 15-23).