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martedì 7 dicembre 2021

"Il Sacrificio della Messa", conosciamo il libro intervistando l'autore don Alberto Zanier


Nei giorni scorsi è uscito, per i tipi di Fede&Cultura (QUI), una bella opera editoriale a cura del sacerdote don Alberto Zanier dell'Arcidiocesi di Udine.
 
Il Sacrificio della Messa
Una introduzione alla bellezza della liturgia antica

MiL
, sebbene solo sommariamente, ne aveva già accennato in un precedente post (QUI).

Visto il particolare e difficile contesto storico che stiamo vivendo (#traditioniscustodes) e considerato che è proprio sul tema della Messa antica che si incentra il nostro blog, abbiamo pensato di incontrare di persona l'autore per rivolgergli qualche domanda così da aiutarci a capire meglio l'opera, le sue peculiarità, le ragioni sottese.
 
Per maggiori informazioni sul libro e la sua distribuzione si può liberamente contattare il coetus fidelium della Carnia (QUI) al seguente indirizzo email:  coetus.carnia@gmail.com

AZ



1) Caro don Alberto, anzitutto le chiediamo, da cosa e come è nata l'idea di questo libro?

Tutto è iniziato nell'autunno del 2018. Le S. Messe in Rito antico in Carnia [zona del Friuli, in provincia di Udine ndr] erano iniziate da qualche mese ed ho avvertito l'esigenza, di fronte a tante persone che si accostavano per la prima volta a tali celebrazioni, di provare a spiegare e commentare il divin Sacrificio della Messa in dettagli, sotto diversi punti di vista. Così per diversi mesi ho anteposto ad ogni Messa una catechesi. Al termine, avendo in mano tutti i testi, io e il nostro Coetus ci siamo interrogati sull’opportunità di mandarli in stampa affinché potessero risultare utili non solo a noi, ma anche ad altri. Così ho preso contatti con la case editrice Fede&Cultura ed è uscito questo testo a metà novembre di quest’anno.



Stemma del coetus Sanctus Hilarius Martyr

2) Lei celebra il Rito Antico ed è il cappellano del Coetus fidelium "Sanctus Hilarius Martyr" che ha sede in Carnia (Udine). Ci racconti brevemente la sua esperienza con le celebrazioni in terra friulana, come sono nate e come si sono poi sviluppate.

Le radici si ritrovano qualche anno addietro. Correva l'anno 2015 ed ero a Roma: lì durante i miei studi di Licenza, ho imparato a celebrare in Rito antico, sotto la guida di don Alberto Nigra e condividendo questa "passione" con alcuni confratelli del Lombardo, tra i quali don Marino Neri. A tal proposito approfitto di questo spazio concessomi per manifestare a tutti loro il mio ringraziamento e la mia stima. Dopo il rientro in Diocesi ho celebrato saltuariamente in diverse chiese del Friuli e non solo. Successivamente, con un gruppo di giovani carnici abbiamo pensato di istituire un Coetus per dare struttura e stabilità alle celebrazioni: era il mese di ottobre del 2017. Con la I domenica di Quaresima del 2018 abbiamo iniziato con le celebrazioni a frequenza regolare che continuano tutt'ora. Il gruppo si è ben formato e consolidato, ci sono diverse chiese in Carnia in cui celebriamo abitualmente, ci sono diversi fedeli che provengono anche da altre parti della Diocesi e, tra le altre cose, ci tengo a sottolineare che c'è sempre stato un ottimo dialogo, sincero e fiducioso, con il nostro Arcivescovo che ringraziamo.


3) Molti autori, soprattutto dopo il 2007, hanno scritto a proposito della Messa antica. E' possibile individuare un elemento che distingue il suo libro rispetto agli altri sullo stesso tema? Quali possono essere gli aspetti fondamentali e caratteristici che lo contraddistinguono?
Come giustamente evidenziato ci sono stati diversi autori che hanno scritto sulla Messa antica, sia a carattere divulgativo, sia a carattere scientifico, con testi davvero encomiabili. Se proprio debbo trovare un elemento distinguente, ritengo che esso risieda in due aspetti.
Il primo. Si trovano diversi commenti che a volte riflettono un peculiare interesse specifico: spirituale, mistico, allegorico, o prettamente storico. L'opera che mi ero proposto di fare voleva essere una sintesi ragionata di tutti questi aspetti, così da fornire, a mo’ di introduzione, un’illustrazione il più possibile completa della Messa, dandone specialmente una spiegazione teologica.
Secondo aspetto. Questo libro nasce, come detto, dalle catechesi svolte; ciò pone -gioco forza- l'accento sull'insegnamento di un sacerdote al suo popolo, frutto della sua esperienza diretta, della progressione della sua conoscenza della materia di pari passo con la celebrazione dei Misteri, e al contempo del vissuto concreto e spirituale dei fedeli.
Questo secondo aspetto credo sia importante e distinguente: non è un trattato, non è un saggio, uno studio, ma sono delle catechesi rivolte ai fedeli, affinché trovino un aiuto per comprendere il Sacrificio della Messa.


4) E c'è una parte di esso che maggiormente consiglia ai lettori?
Sì, la parte che tratta il Canone. Di 250 pagine ben 100 sono dedicate alla spiegazione del Canone della Messa, frase per frase (se non anche parola per parola), la sua genesi, i riti connessi con le loro spiegazioni, ecc.; è inoltre la parte del testo che ha richiesto diversi approfondimenti, e per tale motivo, quella che consiglio.


5) C'è infine qualche ulteriore messaggio che vuole dare ai lettori di MiL?
Ritengo che l’analisi del Rito antico sia d'obbligo e molto utile in questi tempi. Almeno per tre motivi inerenti alla celebrazione e comprensione dei Divini Misteri.
Il primo. Un approfondimento è necessario innanzitutto per ben celebrare e vivere il Sacrificio della Messa, il Sacrificio stesso della Croce, per alimentare in noi la fede, così da unirci all'Offerta del Salvatore Cristo Gesù a lode e gloria della Santa Trinità e per meglio predisporre l'animo a coglierne i frutti di grazia e di salvezza per noi, gustandone la ricchezza, l’ampiezza e la bellezza.
Secondo: un po' di sana apologetica. Non è un mistero che il Rito antico sia bersagliato da più parti e descritto come desueto, divisivo, esclusivista, retrogrado, zeppo di clericalismo, di estetismo e via dicendo. Noi sappiamo - la coscienza stessa della Chiesa che respira nella Tradizione lo sa perché si è corroborata e nutrita con questo rito per secoli! - che non è così... Dirlo a noi stessi tuttavia non basta: dobbiamo dare testimonianza devota, umile, ragionevole, pacata, ma al contempo coraggiosa, ferma e veritiera di cos'è e di cosa rappresenta ancora per la Chiesa cattolica il Sacrificio della Messa celebrato secondo il Rito antico.
Terzo: la comunione tra i gruppi stabili. Non possiamo negare che ci siano, anche tra sacerdoti e fedeli legati alla Messa gregoriana, faziosità e fragilità: è bene riconoscere che siamo peccatori ed impegnarci per la nostra conversione. E un segno di questa conversione deve essere la comunione sincera e fraterna tra i gruppi e parrocchie, per unire le forze, ma prima ancora le preghiere, e prodigarci insieme per il Regno di Dio ed il bene delle anime. E credo che questa sia una testimonianza efficace "coram Ecclesia" per far vedere come sacerdoti e fedeli che seguono il Rito antico non siano qualcosa di diverso, di "altro", ma al contrario, presenza convinta, attiva e collaborante nell'unica Chiesa per l'annuncio della salvezza in Gesù Cristo.