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lunedì 7 giugno 2021

Digione: la FSSP cacciata dalla Basilica di San Bernardo!

In queste prime giornate di giugno la blogosfera continua ad essere invasa da notizie sempre più inquietanti. Dopo le anticipazioni sull'attacco al Motu Proprio Summorum Pontificum (di gran lunga la notizia più preoccupante non solo delle ultime settimane, ma degli ultimi anni...), dopo l'annuncio della dimissioni presentate al Papa dal Card. Marx, rimbalza ora violentemente dalla Francia l'annuncio della cacciata della Fraternità San Pietro (FSSP) dalla Basilica di San Bernardo, a Fontaine-lés-Dijon, eretta nel luogo in cui il Santo di Chiaravalle vide la luce nel 1090 - un luogo, dunque, carico di valore simbolico ed affettivo. 

La notizia è già stata ripresa da diversi siti, sia, ovviamente, in Francia, sia in Italia e nel resto del mondo (ved. quiqui e qui), ai quali con uguale costernazione ci uniamo anche noi, pubblicando qui di seguito la nostra traduzione della comunicazione ufficiale diramata ai fedeli della Basilica dal Superiore, l'abbé Roch Perrel, FSSP:

Cari fedeli,

le parole che mi vengono in mente in questi giorni sono le parole di Nostro Signore Gesù Cristo, quando citò il profeta Zaccaria: "Percuoterò il pastore e le pecore saranno disperse" (Mt 26,31). Ecco dunque che cosa minaccia la nostra comunità in seguito alla recente decisione del nostro Arcivescovo di cacciare la Fraternità di San Pietro dalla diocesi di Digione dopo ventitré anni di presenza al servizio dei fedeli legati alla Messa tradizionale. In tutti questi anni, i sacerdoti della Fraternità di San Pietro si sono alternati a Digione per permettervi di assistere alla messa quotidiana, di ricevere agevolmente i sacramenti, di partecipare a corsi di catechismo secondo la pedagogia della FSSP e tenuti da sacerdoti, siamo riusciti a sviluppare attività per tutte le età al fine di costituire una comunità viva e pacifica all'interno dell'Arcidiocesi di Digione. E tutto questo potrebbe scomparire con un tratto di penna? Senza alcuna concertazione?

Da parte nostra, il Superiore distrettuale di Francia della FSSP, padre Benoît Paul-Joseph ha chiesto un incontro con il Vescovo Roland Minnerath, cui spiegheremo le ragioni del nostro sconcerto e del nostro dolore di fronte a una decisione che ci sembra profondamente ingiusta. Resta il fatto che siete voi, cari fedeli, i più danneggiati in questa vicenda, nella quale sarete le principali vittime del mutamento di regime: non avrete più tutti i servizi resi dalla FSSP e la soluzione diocesana sarà sempre precaria poiché dipende dalla buona volontà di uno o due sacerdoti diocesani che hanno già incarichi in un'altra parrocchia e che sono già oberati di impegni. Inoltre, la FSSP consente alla vostra comunità di mantenere l'unità tra i suoi membri nonostante la diversità dei pastori che hanno lavorato nel luogo di nascita di San Bernardo. Ricade dunque su di voi dover render nota la vostra angoscia, con i mezzi appropriati, per trovare una soluzione pacifica per il bene di tutti.

Ciò che ci minaccia è dunque la divisione - tra noi o, peggio, con la diocesi - poiché i pastori sono colpiti. Non lasciamoci dunque turbare dallo spirito maligno che semina discordia nei cuori. Sappiamo restare uniti per presentare un fronte forte e per poter superare questa prova che ci affligge ricordando l'avvertimento dell'apostolo san Paolo: «Non siate debitori con nessuno, se non per amarvi gli uni gli altri; poiché chi ama il prossimo adempie tutta la Legge” (Rm 13).

In questo mese di giugno tradizionalmente consacrato al Sacro Cuore, vi invito a pregare ogni giorno le Litanie del Sacro Cuore secondo le intenzioni della nostra comunità.
Ovviamente, la decisione dell'Arcidiocesi non ha mancato di suscitare immediate reazioni tra i fedeli. E' stato subito costituito il gruppo Facebook Soutien à la Basilique St. Bernard de Dijon, mentre l'Associazione Amici della Basilica di Fontaine-lés-Dijon ha diffuso questo volantino, firmato da "cattolici che non vogliono perdere i loro sacerdoti", che vi proponiamo nella nostra traduzione:

Monsignore, non potete far questo!

Mons. Minnerath pone fine, con decisione unilaterale, alla vita della comunità cattolica della Basilica di Fontaine-lés-Dijon.

A settembre la Fraternità di San Pietro, dopo 24 anni di presenza a Digione e in Côte-d'Or, sarà costretta ad abbandonare 300 fedeli e dovrà lasciare la diocesi.

Oltre a due giovani preti, i fedeli perderanno: 12 messe alla settimana, catechesi dei bambini e degli adulti, preparazione a tutti i sacramenti, visite ai malati e ai bisognosi, accompagnamento dei gruppi di famiglie cristiane, patronati, ecc.… un intero apostolato!

Una comunità di tante famiglie cattoliche, spazzata via da un vescovo sul piede di partenza!

Va notato che Mons. Roland Minnerath, che regge l'Arcidiocesi di Digione dal febbraio 2004, e che dal 2015 è anche membro della Congregazione per la Dottrina della Fede, compirà 75 anni il 26 novembre di quest'anno, e dovrà dunque presentare le sue dimissioni per sopraggiunti limiti di età.

Secondo alcune indiscrezioni raccolte da Messa in Latino, la FSSP starebbe predisponendo anche una reazione formale - forse un ricorso? - per opporsi alla decisione dell'Arcivescovo; i fedeli di Digione, da parte loro, si stanno organizzando ulteriormente per far sentire la loro voce nel modo migliore e nelle sedi - anche mediatiche - opportune. In queste circostanze, è utile anche il passaparola, ed i fedeli possono farsi sentire anche personalmente ed individualmente, in particolare contattando la Curia per manifestare le loro incomprensione, rabbia e dolore, e per chiedere spiegazioni.

Da parte nostra, ci associamo con tutto il cuore sia allo sconcerto dei buoni sacerdoti della FSSP e dei fedeli di Digione, sia alle iniziative che stanno intraprendendo per far valere le loro più che evidenti buone ragioni, assicurandoli che li accompagneremo con la nostra preghiera. Non sappiamo, ovviamente, se questa inopinata e dolorosa vicenda abbia qualcosa a che vedere con la paventata "riforma" del Motu Proprio Summorum Pontificum, e ci auguriamo vivamente che non sia così; ma ci auguriamo ugualmente che tutto il Populus Summorum Pontificum saprà reagire con la stessa pacifica fermezza e con la stessa serena determinazione dei nostri amici borgognoni se le preoccupanti anticipazioni di questi giorni troveranno concreta conferma.