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lunedì 3 febbraio 2020

Il S. Rosario: la vera arma di noi cattolici!


Il S. Rosario, la vera arma di noi cattolici.
Da vedere il breve filmato.
Ringraziamo Il Timone per la pubblicazione.
Luigi





In un documentario la potenza del Santo Rosario, che cambia la storia


«Non c’è nessun problema, vi dico, non importa quanto può essere difficile, che noi non possiamo risolvere con la preghiera del Rosario». Ad affermarlo è suor Lucia dos Santos, la più grande dei tre pastorelli che hanno visto la Madonna a Fatima nel 1917: tuttavia, in quanti oggi prendono sul serio questa affermazione e si impegnano nella recita quotidiana del Santo Rosario, sia essa fatta da soli, in famiglia o in comunità?


Eppure la potenza del Rosario non è un’utopia buona per pochi creduloni, anzi: non sono pochi infatti i casi documentati in cui la recita di questa preghiera, la preferita dalla Madonna, ha influenzato il corso della storia.

Nove tra questi, più o meno noti, sono stati raccolti e narrati in un documentario dal titolo Historias del Rosario: Ahora y en la hora de la muerte, in uscita in questi giorni in Perù. Prodotta da Goya Producciones e diretta da Darius Walusiak e Marius Pilis, la pellicola ha una genesi del tutto particolare: «Secondo il sito ufficiale», riporta AciPrensa, «questa produzione è nata quando i registi hanno visto la fotografia di Blas Trevino, un soldato americano che era stato salvato nella guerra in Afghanistan e che, gravemente ferito, teneva in mano un rosario con il pugno chiuso e macchiato di sangue. Da quel momento hanno deciso di fare una serie di viaggi in giro per il mondo con il desiderio di avere una registrazione audiovisiva e controllare di persona “se la preghiera del Rosario può cambiare il corso della storia”».

Le nove storie documentate da Walusiak e Pilis non conoscono confini geografici e hanno protagonisti molto vari: dal vescovo di Maidiguri (Nigeria), Mons. Olivier Dashe Doem, che ebbe una visione in cui la recita del Santo Rosario avrebbe fatto cessare nella Diocesi le azioni del gruppo terroristico Boko Haram, alla testimonianza di due donne rapite dai terroristi e fuggite grazie alla potenza della preghiera, passando per il misterioso ritiro sovietico dall’Austria avvenuto nel 1955 grazie a una crociata di Rosari e la storia di Inmaculée durante il genocidio in Ruanda nel 1994. Questo a dimostrazione che Maria è una Mamma che ascolta e intercede per ogni fedele che si rivolge a Lei e al suo Cuore Immacolato con fiducia.

I primi commenti degli spettatori sul documentario sono entusiasti: la pellicola riesce infatti a tenere brillantemente assieme, senza annoiare, le testimonianze di fede con le evidenze storiche degli eventi, dimostrando ancora una volta come fede e ragione camminino in sintonia. Tra tutti, riportiamo il giudizio espresso da Padre Carlos Rosell, medico in Teologia dogmatica ed ex rettore del Seminario di Santo Toribio de Mogrovejo dell’Arcidiocesi di Lima, che riassume il pensiero espresso anche da altri: il documentario «è un impulso a fare ciò che la Chiesa chiede sempre, che è pregare la Vergine Maria, in particolare la preghiera che le piace di più, che è il Santo Rosario».

Nel concludere, lasciamo ancora la parola a suor Lucia che, con parole semplici ma nette, mette in guardia dall’atteggiamento opposto a quello descritto Historias del Rosario: Ahora y en la hora de la muerte, ossia l’abbandono della recita del Rosario: «La decadenza che esiste nel mondo è indubbiamente la conseguenza della mancanza di spirito di preghiera. È stato in previsione di questo disorientamento che la Vergine ha raccomandato con tanta insistenza la recita del Rosario. […] Non possiamo e non dobbiamo fermarci, né lasciare, come dice Nostro Signore, che i figli delle tenebre siano più avveduti che i figli della luce… Il Rosario è l’arma più potente per difenderci sul campo di battaglia».

3 commenti:

  1. "Più di cento anni fa, padre Paul Wattson, Servo di Dio, un ministro episcopaliano (anglicano degli Stati Uniti), co-fondatore della Society of the Atonement (Comunità di Frati e delle Suore dell’Atonement) a Graymoor (Garrison, New York) introdusse un Ottavario di preghiera per l’unità dei cristiani, celebrato per la prima volta dal 18 al 25 gennaio 1908. Esattamente sassanta anni più tardi, nel 1968, le chiese e le parrocchie di tutto il mondo ricevettero per la prima volta il materiale per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, preparato congiuntamente dalla commissione Fede e Costituzione (Consiglio ecumenico delle chiese) e dal Segretariato per la promozione dell’unità dei cristiani (Chiesa cattolica).Oggi la cooperazione fra chiese, parrocchie, e comunità anglicane, protestanti, ortodosse e cattoliche nel preparare e celebrare la Settimana di preghiera è divenuta una prassi comune. Ciò stesso evidenzia marcatamente l’efficacia della preghiera, e ci legittima a parlare della storia della Settimana come di un successo, e una fonte di gioia e gratitudine.https://www.prounione.it/it/ecumenismo/spuc/. Capito? L'unità dei cristiani, secondo la sulfurea idea degli ecumenisti, deve ancora attuarsi. La Chiesa cattolica è una delle tante chiese... Il rosario la recitano i cattolici, cioè quelli che appartengono ad una della tante chiese ancora divise. Sulfurea idea vaticanosecondista e sessantottina condivisa dai babbei che hanno perso la fede nella Chiesa UNA, Santa, Cattolica, Apostolica (e Romana!).

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  2. Il Rosario è un capolavoro teologico che contempla il Mistero di Cristo mediante Maria, messo a punto dalla spiritulità domenicana. Era la pratica devozionale più amata delle famiglie, delle Comunità di religiosi e dei singoli fedeli, preghiera ora semiabbandonata per il ' sociale ', come perdità di tempo.

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    1. Il Rosario e una. Preghiera cristiana la dovrebbe pregare ogni cristiano battezzato, e anche di altre culture certamente il mondo sarebbe molto migliore ,da quello attualmente.

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