mercoledì 29 gennaio 2020

La FSSPX e la nouvelle vague antiratzingeriana. Il caso di una recensione di Des profondeurs de nos coeurs

Vigiliae Alexandrinae ci fa stato di una triste battaglia contro Benedetto XVI che si sta combattendo, purtroppo, da sponda tradizionale, in questo caso da parte dal Distretto Italiano della FSSPX, ma anche in siti francesi della Fraternità stessa.
Mi chiedo se con tutti i problemi che abbiamo nella Chiesa oggi, dobbiamo perdere tempo e dare scandalo attaccando il Papa emerito.
E' veramente incomprensibile e, a mio parere, sbagliato e disdicevole.
Invitiamo gli amici del nostro "mondo", che si prestano a certe strumentalizzazioni, a riflettere se tutto ciò giova a maggior gloria di Dio, o se invece non si rischia di fare il gioco dei modernisti che oggi sembra comandino nella Santa Chiesa di Dio.
Sembra quasi che qualcuno voglia diventare l'unica "riserva indiana"  (perchè è quello che forse si sta tentando di fare) del mondo "tradizionale", non capendo che poi la persecuzione toccherà anche a loro e, forse, anche la strana amicizia con il S. Padre regnante Francesco non gli servirà a molto.
Speriamo di sbagliare.
Preghiamo con il Rosario  la Mater Boni Consilii affinchè ci apra i cuori e l'intelletto. 
Luigi

26-1-20
Negli ultimi tempi sembra essersi destata, nell’ambito del cattolicesimo tradizionale, un’ostilità verso Benedetto XVI e la sua opera di teologo e di Pontefice che arriva a un parossismo difficilmente
spiegabile, soprattutto se si considera che con il Motu Proprio Summorum Pontificum il Papa ha reso accessibile la Messa antica a migliaia di cattolici in tutto il mondo e ha così indirettamente consolidato un vasto fronte di resistenza all’attuale crisi modernista della Chiesa.
Tale ostilità va da una produzione letteraria che si pretende scientifica, ma che inciampa rocambolescamente nell’idea improbabile di individuare in Ratzinger/Benedetto XVI l’epicentro del terremoto (si vedano, per es., i più recenti scritti di Enrico Maria Radaelli), alla divulgazione in rete di duri attacchi tramite canali come Radio Spada. Doloroso e sorprendente è constatare, da ultimo, che questa rumorosa nouvelle vague tradizionalista, che per i toni e gli argomenti tende a configurare una sorta di “neo-tradizionalismo”, inizi a travasarsi nel bacino, finora sicuro, della Fraternità Sacerdotale San Pio X o almeno, come si può sospettare, del suo Distretto italiano.

Ci riferiamo, in particolare, allo scritto del Rev. don Mauro Tranquillo comparso recentemente ne La Tradizione Cattolica (Anno XX n° 2 del 2019), la rivista ufficiale del Distretto italiano della FSSPX, su “La nuova messa e la professione di fede” (pp. 6-16), sul quale bisognerà ritornare, e, qui, a una recensione infelicemente anonima del libro di Benedetto XVI e del Cardinal Robert Sarah Des profondeurs de nos coeurs (Fayard, 2020; prossimamente Cantagalli) pubblicata in francese nel sito ufficiale della Fraternità, fsspx.news (vedi qui; e la traduzione ufficiale in italiano qui). Come si sa questo volume, che ha destato tanto scalpore e veementi attacchi da parti dei nemici del Cattolicesimo, prende posizione, difendendo la dottrina tradizionale del sacerdozio, contro l’ipotesi “sinodale” dell’attenuazione e finalmente dell’abrogazione della regola del celibato sacerdotale.

L’Autore della recensione (La fallimentare difesa del celibato sacerdotale di Benedetto XVI), dopo avere riassunto non senza qualche favore il contributo di Benedetto XVI (“..aggiunge con pertinenza…”, “…sottolinea giustamente…”, “questa spiegazione è abbastanza corretta e ben accetta. Ha una certa forza a favore del celibato sacerdotale”), rileva che “nelle circostanze attuali, Papa Ratzinger ha il merito e il coraggio di difendere il celibato ecclesiastico. Si oppone a tutti coloro che vorrebbero eliminare questa disciplina che fa parte della tradizione apostolica e che è profondamente radicata nel sacerdozio che Cristo ha trasmesso”. Peccato però che, in maniera disorientante per il lettore, ribalti subito il senso del discorso con le osservazioni che seguono

Benedetto XVI dipende da questa teologia [moderna], che ha sviluppato e vissuto, il che lo porta a affermazioni completamente deplorevoli. Quindi rifiuta di considerare la Croce di Gesù come un vero sacrificio e quindi come un atto di culto. Il Papa Emerito scrive: «La crocifissione di Gesù in sé non è un atto di culto». La ragione che dà è assurda: «i soldati romani che la eseguono non sono dei sacerdoti. Essi compiono un’esecuzione, ma non pensano neanche lontanamente di porre un atto di culto».
Questo è precisamente dimenticare che è Cristo che pone - e solo lui - questo atto di culto: è sia il Sommo Sacerdote della Nuova Legge sia la Divina Vittima, l'unico degno di essere approvato da Dio. La proposta di Benedetto XVI rientra inoltre nella condanna del Concilio di Trento: «Se qualcuno dice che il sacrificio della messa è solo un sacrificio di lode e ringraziamento, o semplice commemorazione del sacrificio compiuto sulla croce (…): che sia anatema» (sessione XXII, 17 settembre 1562, Denzinger 1753). La morte di Gesù Cristo sulla Croce è stata un vero sacrificio. Il sacrificio è il principale atto di culto dovuto a Dio. Sulla croce, quindi, c'è un vero culto, compiuto solo da Cristo.
Un altro canone dice allo stesso modo: «Se qualcuno dice che, con il sacrificio della messa, si commette una bestemmia contro il sacro sacrificio di Cristo compiuto sulla croce (...): che sia anatema» (Dz 1754). Negare che la Croce sia un atto di culto è incomprensibile.

Quanto questa critica al testo di Benedetto XVI si spinga fino alla deliberata manipolazione e persino alla falsificazione, risulta dal semplice confronto con ciò che realmente il Papa scrive in Des profondeurs de nos coeurs:

"La crocefissione di Gesù non è in se stessa un atto cultuale. I soldati romani che l’eseguono, non sono sacerdoti. Essi procedono a un’esecuzione capitale. Non pensano in alcun modo a compiere un atto rilevante di culto. Il fatto che Gesù si doni per sempre come cibo durante l’ultima Cena significa l’anticipazione della sua morte e della sua resurrezione. Ciò significa la trasformazione di un atto di crudeltà umana in un atto d’amore e di offerta si sé (Des profondeurs de nos coeurs, cit., p. 38)."

A differenza di ciò che sostiene il Recensore di fsspx.news, Benedetto XVI non nega in alcun modo la natura sacrificale della crocifissione, bensì soltanto che lo scopo dei soldati romani e degli atti dell’esecuzione capitale ai quali essi erano stati preposti, possano essere considerati in quanto tali momenti di un’azione di culto. E a questa considerazione coappartiene, in tutta evidenza e coerenza con l’insegnamento tradizionale della Chiesa dal quale Benedetto XVI non si discosta, l’osservazione che a rendere quegli atti e quella esecuzione un atto di sacrificio cultuale fu l’ultima Cena in quanto anticipazione della morte di Gesù in croce. Dunque l’accusa mossa a Benedetto XVI di essere incorso negli anatemi del Concilio di Trento è del tutto inconsistente.

62 commenti:

  1. Anche questa sembra essere una conferma di quanto ho esposto in precedenza nell'articolo "Logica divina e logiche umane". Davvero la cacciata dall’Eden non ha insegnato nulla a noi poveri derelitti e ramenghi! L’accaparramento della Verità: questa la patologia che affligge le nostre menti: invece di farci rapire da Essa, facciamo del tutto per rapirla noi. Ciascun singolo, ciascun gruppo, ciascuna congrega presume di sapere come debbono stare le cose, e così si perpetua la divisione: Cristo “pietra d’inciampo”: quanto è vero!

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    1. Ciascun singolo, ciascun gruppo, ciascuna congrega presume di sapere come debbono stare le cose, e così si perpetua la divisione

      È proprio ciò che sta facendo qui ora Messainlatino

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    2. Vero. Ma ma manca un "anche". Cioè anche Messainlatino. Il marasma è totale. E tutto per "colpa" di una paroletta terrificante: "verità". L'accapigliarsi continuo a causa della verità è sempre più aspro e sembra non avere una via d'uscita, e forse davvero una via s'uscita non c'è. Bisogna dire che deve metterci le mani il Padreterno?

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    3. Anonimo 23:43, la sua rilevazione è appropriata ma forse manca un seguito, altrimenti sembra che sia solo Messainlatino a pretendere di sapere come stanno le cose. Che mi dice?

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    4. Beh, anche i commenti a questo articolo (e non solo) non scherzano. Anch'essi mostrano una diatriba irriducibile.
      Polemos impera! ... e Cristo?

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  2. A completamento di questo articolo mi permetto di aggiungere la salutare omelìa/riflessione di Padre Giorgio Maria Fare'(Carmelitno scalzo):
    Omelia: Dio Padre: centro della nostra vita - p.Giorgio Maria Faré
    https://www.youtube.com/watch?v=hzdCKsK-dQU&feature=youtu.be

    Ponderatezza !
    Maura R.

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    1. Maura grazie per le indicazioni del video/omelia proposto. Ma che c'entra con questo post? Ponderatezza secondo il tuo pensiero che cosa significa? Grazie per le attese risposte

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  3. Il problema sta nel fatto che Ratzinger sposa la concezione di Messa moderna della Chiesa Conciliare, la quale si distanzia dalla definizione della Messa quale ripetizione incruenta del sacrificio di nostro Signore sulla croce.
    E questo lo fa evidentemente per giustificare la nuova Messa, cioè la da lui definita "forma ordinaria del rito romano".

    A che pro sottolineare con quell'enfasi che i soldati non volevano fare un atto di culto? Come può un'ovvietà del genere avere una forza di motivazione probante se non per negare che la Crocifissione è parte costitutiva, in modo incruento, del rito cattolico autentico della Messa? ...e non semplicemente un far memoria dell'Ultima Cena che la anticipa, come si ama dire nel Novus Ordo?

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    1. Sottoscrivo.

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    2. intanto il sacrificio Eucaristico non è una ripetizione del Sacrificio di Cristo, in quanto Gesù si è sacrificato una volta soltanto per redimerci dai nostri peccati (lettera agli ebrei capitolo 9)
      il Sacrificio della Messa rende nuovamente presente (repraesantaretur, DS 1740) sotto i segni visibili dei Santi Doni offerti al Padre il Sacrificio della Croce

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    3. il problema poi è che la Santa Messa non ha una relazione diretta con la Croce, ma ce l'ha attraverso la Cena, in cui il Signore si offri anticipatamente per la vita del Mondo (il mio Corpo che sarà dato per voi, il mio Sangue che sarà versato per voi e per molti)

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    4. @ gsimy

      Visione protestante e luterana della Messa....da qualche alloggio proviene?

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    5. Ma il signor Gismy è protestante, oppure neocatecumenale o bergogliano, ch è la stessa cosa?

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    6. La crocifissione fu un atto di culto perché il sacerdote era Cristo, la vittima Cristo stesso, chi "consumò" la vittima nuovamente Cristo. I
      Romani furono le carte gloria. Ratzinger continua a citare i romani quasi che siano stati i responsabili del fatto fisico quando nel NT non c'è un solo versetto che lo dica mentre c'è ne sono quasi 30 che imputa o ai giudei la responsabilità. Pazienza, perseveriamo nella fede. PS chiedete a Ratzinger se ha trovato una talare nera in Vaticano, avendo detto che si veste di bianco per questo motivo. Piuttosto gli cedo la mia da chierichetto.

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    7. Qui invertono le relazioni:
      è la Croce che dà valore alla Cena e non il contrario.

      La Messa rende presente realmente il Sacrificio della Croce
      e applica realmente i meriti della Croce.

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    8. 'Visione luterana' fatta citando il Concilio di Trento: DS 1740 è una parte del Decreto sul Santo Sacrificio della Messa, che dice semplice che la Messa rende presente e perpetua il Sacrificio della Croce, non che lo rinnova o lo ripete

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    9. Però il Concilio Tridentino insegna che già nell'Ultima Cena Gesù aveva offerto il Suo Corpo e il Suo Sangue, offerta che sarà coronata in modo totale sulla Croce

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  4. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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  5. E' vero che "con il Motu Proprio Summorum Pontificum il Papa ha reso accessibile la Messa antica a migliaia di cattolici in tutto il mondo", ma è anche vero che sono stati Mons. Lefebvre e la FSSP a rendere possibie tale operazione, altrimenti nemmeno lontanamente immaginabile. Ora, la FSSP non sembra davvero l'ultima, in quanto a competenza, nel proporre e difendere la Tradizione Cattolica. Quindi bisognerebbe essere un po' meno entusiasti di Ratzinger (visto il suo passato da modernista in giacca e cravatta) ed evitare di farlo passare come un campione della Cattolicesimo.Non si dimentichi che la figura del "papa emerito" è qualcosa di cattolicamente inaudito, che ha provocato e provoca tuttora confusione e conflitti: si tratta di una pura invenzione ratzingeriana che nessuna sofisticata esegesi può giustificare. la dialettica teologica può davvero dire tutto e il contrario di tutto. Occorre tornare alla semplicità di spirito.

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    1. Il chiarissimo pensiero di papa Ratzinger, tutto antimodernista e antirelativista, è chiaramente esposto in tante sue opere, conferenze e omelie, tutte pubblicate e ed inequivocabili. Le illazioni sul suo pensiero da giovane scolaro di scuole teologiche teutoniche contano ben poco. Certo, la sua grandezza risalta maggiormente se messa a confronto con la miseria culturale bergogliana che sta affumicando il cervello di una gerarchia, allevata, nei confusi decenni post CVII, con una felosofia e teologia relativista senza metodo e fede, infettata di laicismo e miscredenza.

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    2. "Papa emerito" non esiste, solo quel titolo è modernista, visto che Pietro è solo UNO!

      Inoltre la correggo con FSSPX. La FSSP (San Pietro) sono i distaccati dalla FSSPX e inglobati nella Chiesa conciliare.

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    3. Sì, mi è scappata la X finale.

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  6. La FSSPX, isolata nel suo narcisistico gallicanesimo che bada più ad una distinsione aristocratica che al bene della Chiesa, sputa bile contro quel grande papa che da insigne teologo e canonista non aveva esitato a porgere loro la paterna mano della Chiesa, togliendo la scomunica, ben meritata, per avere, contro ogni tradizione canonica, ordinato vescovi senza l'assenso del papa, oltre al permesso di criticate il CVII e adottare il VO. Rientrando nella Chiesa, con la loro grande diffusione numerica avrebbero contribuito fortemente a difendere la tradizione e a correggere le storture dottrinali del CVII ( libertà religiosa intesa come perdita di identità cattolica, ecumenismo sincretista e svolta antropologica ). Invece, purtroppo, hanno finito per danneggiare la Chiesa anche criticando un papa antimodernista e antirelativista, nemico della strisciante ideologia esegetica negatrice del Cristo della storia, che sarebbe, invece, inventato da una fede postuma del tutto umana. A cosa dobbiamo questa incredibile ed improvvisa trovata ?

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    1. Anonimo 18:35, con questa storia di Ratzinger "insigne teologo e canonista" bisognerebbe andarci piano. E'proprio nella raffinatezza e la peculiarità che s'annida la stranezza del pensiero ratzingeriano. Non per nulla Mons. Bernard Tissier de Mallearais della FSSPX espone una critica, altrettanto raffinata e peculiare, nel suo "La strana teologia di Benedetto XVI" (2012). Si prenda la briga di leggerlo attentamente e vedrà che si tratta di tutt'altro che "sputare bile contro quel grande papa". Il testo si apre con un rilevamento che già dice tutto: "L'ermeneutica di Benedetto XVI è innanzitutto un'ermeneutica che un Papa propone del Concilio Vaticano II per ottenere, a quarant'anni dalla sua conclusione, la sua ricezione nella Chiesa". Chiaro? O vogliamo ancora stare a discutere se il CVII è stato una manna o una sciagura per la Chiesa?

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    2. "La FSSPX, isolata nel suo narcisistico gallicanesimo": no le sembra di esagerare?

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    3. Voi invece state benissimo nel bergoglionismo-tradizionale, due piedi in una scarpa credendo che il vero Papa è Ratzinger, roba scismatica che manco Lutero!

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    4. Ottimo il commento di Anonimo delle 18:35 pur apprezzando grandemente la completa pastoralità sacerdotale della FSSPX non si può ignorare che quella comunità sembra "isolata nel suo narcisistico gallicanesimo". Strano che l'Australe la tenga così tanto in considerazione mentre gli altri gruppi tradizionali molti dei quali celebrano bi-rito secondo il più puro spirito di BXVI sono perseguitati!

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    5. Infatti l'Istituto del Buon Pastore nato dai fuoriusciti della FSSPX, ha ben "corretto" le storture del Vaticano II e avuto la sua indipendenza!!!!

      Amoris Laetitia, un manuale di misericordia
      di Don Guillaume de Tanoüarn, IBP

      http://www.unavox.it/ArtDiversi/DIV1486_Don-de-Tanouarn_AL_Un_manuale_di_misericordia.html

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    6. E' comprensibile che ' l'Australe' tenga in considerazione la FSSPX, quale sirena incantatrice, ma dai gorgheggi stonati, per attenuare le accuse che gli si rivolgono di essere nemico di ogni tradizione cattolica: dottrinale, morale e rituale. Il suo rientro canonico, dopo che ha rifiutato l'invito di papa Benedetto, ben più credibile di Bergoglio, sarebbe la vittoria di quest'ultimo e una approvazione delle sue ideologie.

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    7. Non leggo questo o quel libro a commento, del tutto personale, di quelli di papa Benedetto ma le sue opere e la sua azione prima come prefetto della Dottrina della Fede e poi da papa. E' una cronica malattia quella di attribuire agli altri idee, demonizzandole, per difendere la proprie.

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  7. "non capendo che poi la persecuzione toccherà anche a loro"

    Finora, infatti, la FSSPX non è stata perseguitata....
    Al Sig. Luigi dico solo di pensare che ogni sacerdote della FSSPX campa con le offerte dei fedeli in quanto NON (dicesi NON) percepisce l'8/1000.
    Questo è solo un esempio di come la FSSPX non tema alcuna persecuzione perché è già perseguitata.

    Chi deve temere le persecuzioni non sono davvero loro.



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    1. Più chiari di così!!! "In conclusione, il Superiore Generale della Fraternità San Pio X ha spiegato quale dovrebbe essere la risposta della Tradizione all'ecclesiologia conciliare. Ritornando all'insegnamento dell'enciclica di papa Francesco Laudato si', don Davide Pagliarani ha mostrato come l'attuale papa s'inscriva nella continuità del Concilio Vaticano II apportando delle proprie aggiunte e innovazioni che accelerano l'autodistruzione della Chiesa, rendendo quasi impossibile la vita cattolica."


      https://fsspx.news/it/news-events/news/conferenza-di-don-d-pagliarani-la-risposta-della-tradizione-al-naufragio-conciliare?fbclid=IwAR2FnMcOFrYvyT-zcE5XDyAtzMYzvGYE0inClIpOgRRElK-4Qe1jkOhLOtE

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  8. Voi di Mil vi siete svegliati tardi nell'accorgervi che la FSSPX detesta Joseph Ratzinger. Un po'di anni fa uscì un libro scritto da un loro vescovo, intitolato "La strana teologia di Benedetto XVI" in cui si dicevano peste e corna del Papa, indicato addirittura come peggiore di Lutero.

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    1. "Peste e corna" perché scopre gli altarini del "papa emerito", un'accoppiata di parole insostenibile?

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    2. Una delle caratteristiche della FSSPV è stata quelle di esprimere, in modo bilioso e intollerante, le proprie idee accusando tutto e tutti quelli che non condividono i loro estremismi, volutamente isolandosi. Quanto a papa Ratzinger non contano i processi alle sue intenzioni ma i suoi scritti, conferenze ed omelie; non poteva fare di più perché, nella situazione attuale della Chiesa, il CVII, che ha inferto una seria ferita alla Chiesa non può essere guarita con un colpo di spugna. Quel papa aveva dato, anche alla FSSPV, la possibilità di iniziare questo cammino. Non dicono niente le sue dimissioni e le trame contro di lui da coloro che ora hanno arraffato il potere ??

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  9. difedre l'indifendibile, uno che è sceso dalla Croce, uno che ha detto che esiste un rito che si celebra con modalità diverse ordinaria e straordinaria. ancora chimarlo pure papa. e vuoi vedere che i cattivoni sono i lefevriani? Svegliatevi bambine! Mons Lefebvre cosi come stanno le cose è un Santo della Chiesa e tanti sacerdoti della fraternità da lui fondata soffrono quelle persecuzioni che i diocesani che se la fanno sotto solo a pensare di rimanere senza stipendio. allora schiena dritta cari cattolici dell'ultim'ora. la tradizione si è interrotta , abbeveratevi in fonti sicure, non sbaglierete W Cristo Re, pregate per i sacerdoti della fraternità di S. Pio X, affinché non manchino mai nell'istruirvi non soltanto su come si celebra la Santa Messa ma anche sul Suo significato che evidentemente dopo più di 50 di modernismo dovuto anche al fare dell'emerito, avete più che dimenticato, mistificato
    Longino

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  10. Grazie per censurare i commenti inerenti i fedeli della FSSPX che condannano l'articolo!

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    1. @ Anonimo 11:09 sempre belligeranti! Un articolo può essere e no apprezzato ma NON condannato! Da questa svista dell'anonimo commentante si vede lo status di "lotta continua" di taluni tradi. Calmatevi! Non esiste giammai censura alcuna per gli interventi dei lettori: scrivete e sarà pubblicato. Certamente se uno/una scrive parole diversamente educate... il commento viene cassato. Così sia!

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  11. Teme le persecuzioni e tace la verità, inneggiando alla pace della sua riserva indiana, solo chi ha da perdere: pecunia non olet.

    "non capendo che poi la persecuzione toccherà anche a loro"??? (vedi redattore Luigi qui sopra)

    Chi è stato perseguitato fin dall'inizio??? forse i neotradizionalisti (non intendo certo nell'accezione di Vigiliæ Alexxandrinæ) che, alla guisa di chi scopre l'acqua calda, hanno scoperto la Tradizione grazie al Summorum Pontificum?
    La Tradizione è stata salvata e salvaguardata dal fondatore della FSSPX, non certo da chi l'ha data e da chi l'ha ricevuta monca e deformata come forma equivalente del Novus Ordo.

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  12. hanno ragione, quelli della FSSPX sono coerenti. FSSP sono coerenti? Fanno finta di stare in unità con il Papa per avere privilegi ma in realtà sono contro e sono contro il concilio vaticano II, non mi sembrano onesti. Il vero cattolico è sempre in unità con il Papa, e tutti i Papi ne hanno combinate. Benedetto XVI pure...vogliamo parlare del fatto che ha tolto la possibilità di pregare con il nome di Dio ? Signore è un titolo non è il nome di Dio, Jahwe o Geova (i testimoni sul nome hanno ragione) è l'arma finale della salvezza. Il nome è sempre stato scritto nelle Chiese. Ratzinger, il teologo, su questo ha fatto molto peggio di Papa Francesco. La sua caduta è stata molto più grave.

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    1. Allucinante questo scritto di Anonimo 13:20 : se il livello di questo lettore di MiL rispecchia lo status medesimo degli altri conviene diventare ultra-modernisti.

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    2. Se vogliamo essere precisi la parola originale è Elohim, che in certi casi è seguita addirittura dal verbo al plurale (alcuni studiosi ebrei parlano di plurale d'astrazione). Noi troviamo scritto Dio nell'AT ma in realtà nessuno sa cosa significhi la parola originale, il concetto di Dio è una costruzione teologica più recente dell'AT, questo concetto prima non esisteva. Peraltro, anche a prescindere dalla questione del verbo al plurale, di Elohim se ne contano almeno nove, ad esempio c'è un Elohim chiamato Kemosh, che non pare avere rango inferiore rispetto a Jahvè, il quale non era un Elohim particolare o più importante di altri. Addirittura c'è anche un Elohim femmina: Astarte. I concetti di Dio, di creazione e di eternità non esistevano quando l'AT è stato elaborato (noi troviamo scritto "eterno" ma l'originale "olam" non significa "eternità" bensì "lunga durata").

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  13. Forse la maggioranza dei fedeli amanti del Santo Sacrificio della Messa di sempre per ragioni anagrafiche non ha nemmeno l'idea di quel che accadde dopo l'introduzione del NOM, nel 1969. Io sono nato nel 1962, ma ho conosciuto persone più anziane di me che me lo hanno raccontato a viva voce, quali per esempio il signor Giuseppe Pagnossin, fedele di Padre Pio, sul quale ha scritto una pregevole opera, oppure la signorina Ida Samuel, di Bologna, amica di Cristina Campo. Cristina Campo! La rivoluzione liturgica fu per la nota scrittrice un autentico disastro, la causa di un immenso, estremo dolore. E così fu per tanti sacerdoti, in tutto il mondo, che morirono letteralmente di dolore. I pochi che ebbero il coraggio di opporsi alla riforma liturgica furono perseguitati duramente, accanitamente. In Italia, ricordo don Siro Cisilino. In una lettera dell'allora patriarca Albino Luciano, gli fu significato che la celebrazione della Messa in latino era proibita, che poteva celebrarla esclusivamente a casa sua, sine populo. La lettera si trova online. La Messa di sempre sarebbe dunque scomparsa. Invece, grazie a Monsignor Marcel Lefebvre, la Messa di sempre, non ha mai cessato di essere celebrata in tutto il mondo, unita alla più pura Dottrina Cattolica di sempre. Lex orandi, lex credendi.
    L'indulto e il motu proprio! Di per sé non ve n'era nessun bisogno:la Bolla Quo primum lo dice chiaramente. In questa bolla è contenuto precisamente un indulto perpetuo per la celebrazione del Messale Romano.
    Invece, fino ad un certo momento, tutte le chiese erano negate a chi voleva celebrare o assistere alla Messa di sempre. Io mi recavo nei primi anni 80 da Reggio Emilia fino a Bologna per assistere alla Messa di sempre celebrata nel salotto della signorina Ida Samuel, in via Irnerio. Dopo un po', si trovó una sistemazione migliore in un negozio, che divenne l'oratorio Santo Atanasio, dove celebrava don Fausto Buzzi, della FSSPX.
    In un certo senso, quindi, indulto e motu proprio sono arrivati perché, grazie alla tenacia di Mons. Lefebvre la Messa di sempre non è scomparsa, come invece la gerarchia conciliare, con tutte le sue persecuzioni, si augurava.
    La gerarchia conciliare non è in totale buona fede.
    Bisogna dire la verità e, come diceva il conte Monaldo Leopardi, "la verità tutta, o niente".

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    1. Hai ragione. Onore a chi ha subito persecuzione per la vera fede, il tempo li rende profeti. Da mons Lefebre molti hanno trovato il coraggio. Celebrare la messa di sempre con pizzi e broccati non significa preservare la Tradizione millenaria della Chiesa. La Fraternità Pio X giustamente afferma che il male non si può farlo risalire a Francesco, tutti devono riconoscere che è partito dalle istanze conciliari. Adesso ne raccogliamo i frutti

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    2. Ringrazio l'Anonimo delle 09:46 per il prezioso commento, un commento che mi ha arricchito.

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  14. La tradizione liturgica della Chiesa è stata conservata non tanto per merito della FSSPX, rinchiusa fuori del popolo di Dio, ma da quei tanti movimenti sparsi per il mondo, più frequenti che in Italia, i cui sacerdoti, hanno continuato, seguiti dal popolo fedele, a celebrare VO. In Italia molti sono quei sacerdoti che hanno avuto il coraggio di celebrare VO, esclusi da chiese parrocchiali, sfidando la sorveglianza poliziesca di vescovi e sarebbero molto più numerosi se non ostacolati in modi vergognosamente repressivi.

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    1. Solo la FSSPX ha costituito il baluardo conosciuto da tutti per la difesa della Messa VO. Il contributo dei sacerdoti diocesani da lei citati è stato locale, debole e alla fine dei conti ininfluente.

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    2. "il popolo di Dio": quale sarebbe? quello a cui appartiene 10.37?

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    3. Anonimo 31 gennaio 2020 10:37 potrebbe portare qualche esempio concreto tratto dalle centinaia o migliaia a cui egli si riferisce?

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    4. Per avere un 'idea della diffusione del VO, mai cessato, è necessario avere una adeguata conoscenza della sua diffusione nelle varie nazioni ( v. ad es. Irlanda, Stati Uniti, Americhe del Sud ). A Roma celebrano con il VO alcuni sacerdoti italiani o no, non FSSPX, perchè, nelle varie nazioni in cui operavano, era la diffusa regola praticarlo, da sempre, apertamente; un VO, da noi ferocemente ostacolato, di importazione! Per fare il bene della Chiesa bisogna operare dall'interno della Chiesa, magari perseguitati, come tanti Santi e non comodamente isolati, in autocontemplazione. La possibilità di papa Benedetto di abolire il NO è pura follia. Ha indicato la strada per un ritorno alla tradizione-liturgico-musicale con il SP, ha permesso di criticare il CVII, ha costituito a Roma una parrocchia VO, nei suoi viaggi ha esortato le Conferenze episcopali europee a non opporsi al VO. Poteva essere l'inizio di un cammino di recupero della fede, ormai interrotto perchè rifiutato da alcuni che hanno finito per danneggiare la tradizione.

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    5. La Messa di sempre è stata sempre celebrata qua e là in tutto il mondo grazie agli indulti, cosa che funzionò in modo più o meno fruttuoso laddove i vescovi locali non lo impedivano o ostracizzavano.
      In tal caso, per fare il bene della Chiesa non basta "operare dall'interno" nascondendosi nelle sagrestie o nelle cappellette private, ma bisogna lottare apertamente, come ha fatto la FSSPX, la quale ha criticato le tesi moderniste del CVII senza aspettare il "permesso di BXVI" (?) o dei papi precedenti, con la conseguenza di essere stata perseguitata, scomunicata e poi lasciata isolata senza fuori dalla giurisdizione ecclesiastica quindi senza mezzi e senza chiese (altro che "comodamente in autocontemplazione"!), a differenza di quelli che grazie all'allettante offerta dell'Ecclesia Dei, hanno accettato un redditizio compromesso per ottenere di celebrare il rito antico ma incoerentemente cedendo sul piano dottrinale.

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    6. Anonimo delle 10:06 perché la possibilità di papa Benedetto di abolire il NO sarebbe stata pura follia? Pura follia è il mantenimento del NO che continua a spargere i propri frutti venefici. Un Grande Papa avrebbe ristabilito quale fosse la Vera Messa.

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    7. Pura follia nel senso di impossibilità, nella attuale situazione della Chiesa, di abolire il NO senza suscitare violente reazioni, un assaggio delle quali è stato il coro di insulti contro il MP. Papa Benedetto aveva indicato una strada sicura che avrebbe portato alla liturgia di sempre ( e alla crtica del CVII !). Il suo invito non è stato raccolto da chi, per potenza numerica, come la FSSPX, avrebbe potuto spostare l'ago della bilancia. Anche tanti ambienti tradizionalisti sono malati e assenti, con anilose critiche di sapore ideologico

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    8. "Pura follia nel senso di impossibilità, nella attuale situazione della Chiesa, di abolire il NO senza suscitare violente reazioni" (Anonimo 8 febbraio 2020 17:33) ???

      ...come pura follia fu, nella situazione di allora (1969) abolire la S.Messa di sempre per sostituirla con una sua contraffazione.
      Come mai una vera follia a scopo distruttivo può essere tranquillamente fatta, mentre una "follia" per ristabilire la verità non sarebbe neppure pensabile? Mah!

      Strada sicura quella di BXVI? Sarebbe bastato che si fermasse all'affermare che l'antico rito non era mai stato abolito!
      Invece no! aggiunse la controproducente barzelletta delle due forme equivalenti dello stesso rito, naturalmente dando la priorità a quello cosiddetto ordinario riformato in volgare!

      Possibilità di critica al CVII? e quando mai?
      Io stesso per esperienza personale posso testimoniare che, per poter formare un gruppo cosiddetto stabile, tutti gli aderenti del costituendo gruppo avrebbero dovuto firmare, su un documento ufficiale dell'Ecclesia Dei, che si accettava formalmente il CVII. Cosa che evidentemente non feci, e neppure gli altri, per cui il gruppo non si formò.

      Potenza numerica la FSSPX? Anonimo 8 febbraio 2020 17:33 sta forse scherzando?
      La Fraternità aveva sempre celebrato la S.Messa Cattolica di sempre senza aver bisogno di indulti e moti propri. Evidentemente non ha avuto neppure bisogno del SP per continuare a fare quel che aveva sempre fatto, salvando, grazie alla sua determinazione e costanza, la Tradizione della Chiesa che era stata affossata dai modernisti del CVII cui Ratzinger apparteneva.
      È semplicemente ridicolo affermare che una realtà guidata da 3 vescovi su un totale mondiale di 5'300 avrebbe potuto segnare le sorti del motu proprio di BXVI. La responsabilità per l'ago della bilancia bisogna piuttosto attribuirlo al clero conservatore delle varie comunità dalle preferenze per la forma straordinaria, il quale, per non scontentare la S.Sede che gli faceva il favore di essere perfettamente integrati nella chiesa conciliare, ha sempre tenuto un basso profilo: meglio non correre rischi per non perdere i privilegi !!! Vero?

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  15. Direi che se a Benedetto XVI fosse stata a cuore veramente la dottrina Cattolica avrebbe:
    1- abolito il Novus Ordo e ristabilito la Vera Messa;
    2- non si sarebbe mai dimesso.

    Il resto è fuffa e chiacchiericcio su FSSPX ecc ecc...

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  16. È impressionante come, con leggerezza, parlate di "papa emerito" come se fosse la cosa più normale del mondo. Io non mi sono ancora abituato all'idea di avere due Papi, uno con un "ministero a a metà", che si becchettano l'un l'altro come i capponi di Renzo. Un'immagine che più apocalittica non si può. E il fatto che Ratzinger scriva un libro con il nome di Benedetto XVI fa ancora più raccapriccio. Il papato emerito è una mostruosità.

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  17. Il vostro amato papa benedetto è lo stesso che ha fatto i vespri con gli anglicani, pregato nella moschea blu e moltissime altre amenità.. aprite gli occhi... Un ex-ratzingeriano. Grazie Signore per Monsignor Lefebvre!

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  18. Qualcuno sa se BXVI celebrava o tuttora celebra nella da lui definita "forma straordinaria"?
    Qualcuno di MIL, solitamente sempre ben informato, sa forse se lo celebra in privato? (Giacché in pubblico non mi risulta che mai lo fece)

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    1. Mi sembra che Bergoglio non si faccia alcun problema a fare quel che vuole perché Benedetto XVI avrebbe dovuto aver paura delle critiche a restaurare la Vera Messa?

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    2. Solo in privato che si sappia. Mai avuto il coraggio di celebrare il VO in pubblico

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