sabato 11 maggio 2019

Muri e ponti

di Enrico Salvi


Vignetta di Marcello Sartori
QUI il link 
A dispetto del Pensiero Unico, che gode di ampio credito in ambito ecclesiastico tanto da costituirne ormai la linfa vitale, ponti e muri sono previsti entrambi dalla tecnica edilizia. Ponti e muri sono costruiti a seconda delle necessità contingenti: i primi per unire ed esporre, i secondi per separare e proteggere. Non esiste un criterio assoluto, come pretende il Pensiero Unico, per stabilire una priorità dei ponti sui muri, o, piuttosto, è bene ripeterlo, il criterio non può essere che quello delle necessità contingenti, che suggeriscono tanto la costruzione di ponti quanto quella di muri. Non si dovrebbero costruire ponti e muri se non là dove l’intelligenza, la prudenza e il buon senso ne indicano l’opportunità, ma l’intelligenza, la prudenza e il buon senso sono facoltà totalmente estranee al Pensiero Unico. 

Il Pensiero Unico è strenuamente impegnato nel martellare il popolo con l’ormai trito e ritrito “costruire ponti e non muri”, nel tentativo di far apparire “cattivi” i muri e “buoni” i ponti. Vestito l’abito ecclesiastico, il Pensiero Unico sibila una troppo facile e quindi impossibile misericordia di massa. Con l’astrattezza demagogica che gli è propria, il Pensiero Unico tenta di plagiare il popolo avvolgendolo in un alone di sentimentalismo umanitario scriteriato, ripetitivamente parolaio, irresponsabile e quanto mai astratto in favore dei ponti e contro i muri. 

Il Pensiero Unico si riempie la bocca di “accoglienza” e “integrazione”, due parole (soltanto parole) che non cessano di saturare l’atmosfera mediatica, rivelando la pericolosissima incoscienza, o piuttosto la subdola consapevolezza, che l’integrazione non può costituirsi come un’operazione di massa pena l’insorgere del disordine e del degrado che dilaniano il popolo accogliente. Altro che “dignità della persona”! 

E senza dire che proprio la dignità della persona è il cavallo di troia col quale la “ricchezza delle diversità” diventa l’elemento dirompente che vuole intrufolarsi nel popolo per provocarne l’annacquamento etnico, se etnia significa «raggruppamento umano, dal greco èthnos “razza” “popolo”, distinto da altri sulla base di criteri razziali, linguistici e culturali» (treccani.it). La sparizione dei popoli, quindi la sparizione della diversità tanto strombazzata, in favore di un cosmopolitismo “antirazzista”, prevalentemente ed inevitabilmente confusionario e conflittuale, è il vero obiettivo del Pensiero Unico, che ha in gestazione il “cittadino del mondo”, cioè dell’individuo (non la persona, l’individuo) né carne né pesce e, neanche a dirlo, né maschio né femmina quale abitante delle nuove e plutocratiche Sodoma e Gomorra. 

L’impreparazione all’accoglienza e all’integrazione di massa non interessa il Pensiero Unico, afflitto irrimediabilmente dall’astrazione e quindi del tutto alieno dalla concretezza richiesta dall’operazione. Al Pensiero Unico, interessa massificare i cervelli e chiuderli nella bara della correttezza filantropista ateo-massonica, catto-radical-comunista, filoislamica e, risum teneatis!, filo sodomita, per stiparli nel cimitero dei “buoni” che costruiscono ponti e abbattono muri. E, ovviamente, guai a chi si oppone! Guai a chi non si fa infinocchiare dal “misericordioso” Pensiero Unico, che, tra l’altro, tira “laicamente” in ballo a ogni piè sospinto la Costituzione ma ipocritamente e sistematicamente ignora quanto essa stabilisce all’art. 21: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione». E così il Pensiero Unico, gravemente psicopatico, proclama che “le diversità sono una ricchezza” mentre si adopera per eliminarle, come vuole eliminare un pensiero diverso da sé. 

Nella nostra cara Italia, terra antica ed incomparabile culla di civiltà da sempre benedetta di Dio (anche in questi laidi tempi e nonostante le apparenze), il Pensiero Unico sta conducendo un’azione tanto astratta quanto distruttiva, perpetrando uno sconvolgimento culturale, spirituale e morale senza precedenti, davanti al quale chi dovrebbe innalzare muri costruisce ponti e stende tappeti rossi (e di che colore se no?) al caos, lasciandosi andare ad una condiscendenza mondana per la cui definizione dispregiativa non esiste aggettivo adeguato. I lupi penetrati non da oggi nel Sacro Ovile Romano hanno azzannato alla giugulare i pastori che avrebbero dovuto difenderlo e invece di morire ne hanno contratto la rabbia che li ha trasformati in licantropi. 

Nello Zibaldone Leopardi scrive: «Quando tutto il mondo fu cittadino Romano, Roma non ebbe più cittadini; e quando cittadino Romano fu lo stesso che cosmopolita, non si amò né Roma né il mondo: l’amor patrio di Roma divenuto cosmopolita, divenne indifferente, inattivo e nullo: e quando Roma fu lo stesso che il mondo, non fu più patria di nessuno, e i cittadini romani, avendo per patria il mondo, non ebbero nessuna patria, e lo mostrarono col fatto». 

Difficile negare che la notazione leopardiana, in cui risuona ripetutamente la parola “patria”, aborrita dal Pensiero Unico, non abbia colto nel segno riguardo alla Cattolicità di Roma e dell’Italia.


5 commenti:

  1. Magnifico articolo, pane al pane e vino al vino.Dio vi benedica

    RispondiElimina
  2. Islam = religione demoniaca!!
    L'islam è una religione FALSA, che va bandita per palese pericolosità sociale. Chi non crede a questo o è in malafede o è un utile idiota che serve alla causa dell'islamizzazione strisciante

    RispondiElimina
  3. Articolo che inchioda il ' pensiero unico' come anticristiano. Mentre Bergoglio si diverte a firmare quelli che lui chiama accordi con i mussulmani e dica a loro di non erigere muri, invece di disprezzare i cristiani che tentano di difendersi. Le chiese cattoliche saltano in aria. Vada nei luoghi dove i cristiani vengono massacrati e mostri loro quelli che non sono altro che pezzi di carta, sottoscritti subdolamente per far vedere che sta facendo qualcosa: ma non si illuda che sia credibile. Arriverà il 'redde rationem' e finirà questa tragica era della Chiesa dominata dai rinnegati, ammesso e, assolutamente non concesso,che la fede l'abbiano un tempo avuta.

    RispondiElimina
  4. Quando viene a mancare il rispetto verso il Papa per primo, e si evocano lupi e licantropi e tutta la ridda di...ismi, penso ai "profeti di sventura" di giovannea memoria

    RispondiElimina
  5. Caro Sconosciuto (Unknown), continui a mantenere un atteggiamento ambiguo: prima commenti "magnifico articolo" e poi ti contraddici stigmatizzando lupi e licantropi di cui nel medesimo articolo. Ma che razza di persona sei?

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.