domenica 28 ottobre 2018

#sumpont 2018 - IV parte foto Pontificale a Trinità dei Pellegrini per Cristo Re

IV e utima parte






per altre foto:






 

















A.M.D.G. 



Arrivederci al prossimo al 26 ottobre 2019 per l'VIII Pellegrinaggio Populus Summorum Pontificum 

8 commenti:

  1. Dall'ultimo bollettino della mia parrocchia (titolo a tutta pagina): "Il Vangelo della strada: uscire e camminare. Titolo dei paragrafi: "Gesù apriva le finestre dell'anima",
    "Per le strade Gesù incontra e ascolta", "Parole di vita (non "di Palazzo"), "La strada grembo della compassione di Dio", "Il Gesù delle strade ci rimane nel cuore. Possiamo allora camminare con lui", "Profeti di vita, non di sventura nella carovana degli uomini che oggi camminano".
    Servono commenti ? un delirio ossessivo compulsivo per gli slogan triti e ritriti di sessantottini vissuti male e invecchiati peggio. L'allusione ai profeti di sventura, poi, è a dir poco ridicola nella sua piaggeria roncalliana. si è visto dove sono arrivati questi sessantottini modernisti con le loro folli utopie, con le loro eresie vaticansecondiste. Oggi sono arrivati al ridicolo. nemmeno la propaganda nazista, staliniana o mussoliniana arrivava a tale livello di scempiaggine, i frasi vuote e senza senso alcuno. si meritano veramente il loro (falso) papa, questi chierici accecati dall'ideologia modernista.

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    1. Hai ragione da vendere ma sta sicuro che questi si imporrano e a noi andrà bene se non spariremo del tutto.
      Al Summorum del 2019 saremo ancora di meno.

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    2. Dici bene, Catholicus. Attingono alla retorica della sinistra anni '70, di certi argomenti non hanno neanche il copyright... Creano categorie strampalate per assurgere al rango di "buoni" par excellence, ma la gente non ci casca più. (Si pensi ad esempio all'esaltazione del nomadismo, del pellegrinare, della strada in quanto strada, quando oggi c'è invece un ritorno allo stanziale, alla casa, al mantenimento della propria identità).

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  2. Che i sessantottini siano stati e sono (e saranno) preda di "un delirio ossessivo compulsivo per gli slogan triti e ritriti" è un dato di fatto inopinabile. Tuttavia si può rilevare che certe diciture non sono del tutto fuori luogo di per se stesse. La "strada", non necessariamente dev'essere intesa in un'accezione sessantottina e quindi squallida, bensì, e molto più profondamente, come simbolo. La "strada" è il simbolo della vita umana che si snoda dalla culla alla bara. E' un percorso che, volente o nolente, l'uomo deve compiere. Per un Cristiano, la "strada" è la Via, cioè Gesù Cristo, che durate il percorso "incontra e ascolta" il Viandante. Poco ma sicuro che senza "incontrare" a sua volta Gesù il Cristiano è destinato ad errare (in tutti e due i sensi). Poco ma sicuro che senza instaurare un rapporto sincero con Gesù, il Cristiano manca alla sua vocazione. Ovviamente la Dottrina e i Dogmi non si toccano, pena lo sbandamento esistenziale del Cristiano; tuttavia occorrerà guardarsi da un dottrinarismo e un dogmatismo che alla lunga possono condurre alla chiusura delle "finestre dell'anima", ossia a non ascoltare con il cuore ciò che Gesù dice, e che non può ridursi ad una più o meno astratta teologia dogmatica. La "strada", cioè la Via, è Gesù che è anche Verità e Vita. Tutto l'uomo, e non soltanto la sua parte cerebro intellettuale, è chiamato da "Gesù che passa", per rifarsi al titolo di un'opera di Escrivà de Balaguer. Tutto l'uomo risorgerà, non soltanto la sua testa pensante.

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    1. Sono l'Anonimo delle 14:58. Concordo con te Fuoco. L'importante è non dimenticare che noi non siamo ebrei, noi siamo cattolici. Per il cattolico l'attesa è finita, il Messia è venuto, il tragitto che porta alla liberazione dal peccato è terminato. Il percorso fondamentale l'ha fatto per tutti noi Gesù durante le sue ultime ore di vita. Lasciamo che "l'ebreo errante" vaghi nell'attesa del suo Messia (per loro l'attesa stessa è già feconda), noi cattolici siamo altro. Dobbiamo portare rispetto per tutte le tradizioni sacre, ma il "percorrere" è concetto tipico dell'ebraismo ed è irriducibile rispetto all'indole cristiana, dato che Cristo è venuto ed è risorto.

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  3. Per il futuro meno pontificali e più messe lette. Basta con questi riti ampollosi e barocchi che allontanano i fedeli. Riservateli a Natale ed a Pasqua poi basta. Più messe lette e più catechesi. Pensate quante messe lette si possono celebrare con il tempo e con i sacerdoti che celebrano un pontificale. Fateli andare in giro nelle parrocchie a dire messe tradizionali, ad avvicinare i fedeli ed insegnare la dottrina cattolica invece di impiegarli per una cerimonia lunga e noiosa e non mi dite che è a maggior gloria di Dio. Dio si serve meglio nella semplicità. Magari a Roma nel corso del Summorum del 2019. Perché non chiedete a Papa Francesco che per il Summorum del 2019 tutti i sacerdoti e vescovi convenuti invece di celebrare pontificali siano autorizzati a celebrare messe tradizionali lette nelle parrocchie romane ?.

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  4. Anche io amo la Messa VO ma vi posso assicurare che anche la Messa NO se ben celebrata è un momento edificante. Una delle Messe che più mi hanno emozionato è stata proprio una Messa NO. La Domenica delle Palme nella stupenda cattedrale cattolica di Delft in Olanda, piena di ori, dipinti e statue. Era ovviamente in olandese. Ci hanno dato dei foglietti in inglese ma io e mia moglie non conosciamo l'inglese. Però l'abbiamo seguita perfettamente rispondendo ovviamente in italiano, a volte anche conoscere bene il rito NO più essere di grande aiuto, anche grazie ad un signore gentilissimo che ci sedeva vicino. E' stato commovente vedere la fila di bambini con le palme che andavano verso l'altare mentre i fedeli intonavano i canti. Forse il fatto di essere una piccola isola di sopravvissuti in un'oceano di atei e protestanti ha rinsaldato la loro fede ed il senso di comunità: L'intensità della loro fede era palpabile altro che certe comunità cattoliche italiane.

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  5. È una cosa talmente abominevole che non sapevo se scriverla, darà fastidio a molti. I missionari comboniani: "reputiamo l'epiteto "verme" offensivo e denigratorio nei confronti della persona arrestata sulla quale si vuole insinuare che abbia una responsabilità criminale prima ancora di essere processata". Cioè, questi comboniani se la prendono con il linguaggio di Salvini, ponendo in secondo piano l'orrore fatto a Desirée...

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