martedì 3 aprile 2018

"L'abolizione dell'inferno" e i "tempi supplementari" per le confessioni dei fedeli sgomenti

La "fake news" che il Papa "ha abolito l'inferno" ( il  The Times ha subito titolato "Pope Francis ‘abolishes hell’, saying souls of unrepentant sinners will simply disappear") lanciata con "un tempismo diabolico" da un quotidiano italiano, ha riempito di sgomento gli animi di tanti cattolici nei giorni più santi dell'anno liturgico.
Riccardo Cascioli  ( a cui oggi facciamo gli auguri di buon onomastico) ha scritto sulla NBQ: "Scalfari e il Papa, una farsa che deve finire. Il Papa che nega l'esistenza dell'Inferno.Una enormità che per ore e ore è rimbalzata sui giornali di tutto il mondo, prima che la Santa Sede smentisse il fondatore di Repubblica Eugenio Scalfari. Eppure nel comunicato della Sala Stampa troppe cose non tornano.... Ma cosa deve pensare un povero cattolico che la mattina del Giovedì santo si collega a Internet e viene a sapere che il Papa ha raccontato a un vecchio giornalista suo amico che l’inferno non esiste e le anime che non si pentono semplicemente scompaiono? Un Papa che nega due verità di fede: l’Inferno e l’immortalità dell’anima. Non può essere, non è mai accaduto nella storia della Chiesa. E poi proprio all’inizio del Triduo pasquale, dove riviviamo il sacrificio di Cristo, che è venuto a salvarci dal peccato. Un tempismo diabolico. Se non c’è l’inferno non c’è neanche la salvezza. Poco importa se non si tratta di un testo magisteriale ma dell’ormai solito articolo del fondatore di Repubblica, Eugenio Scalfari, che trascrive a senso un colloquio avuto a Santa Marta con papa Francesco. L’affermazione è di una enormità inaudita e dalle conseguenze devastanti". ( QUI
Quali sono stati i risvolti pastorali che l'iniziativa scalfariana ha prodotto nei cattolici italiani?
Sappiamo che la fake news " dell'"abolizione
dell'inferno" (sic!) è arrivata in modo assai più repentino a turbare gli animi ancor più  dell'altra, non meno "rivoluzionaria", della presunta "concessione della comunione eucaristica ai divorziati-risposati". 
Costretti a  vivere la quotidianità in modo frettoloso non tutti hanno potuto leggere la tardiva smentita, senza se senza ma, della Sala Stampa Vaticana.
Ai confessori "pasquali" di due importanti Santuari italiani è stato infatti suggerito  di avvalersi dei necessari "tempi supplementari" per spiegare ai fedeli che si tratta solo di  bufale giornalistiche perchè la Dottrina della Chiesa è immutabile!
Un parroco ci ha raccontato che il "Venerdì Santo nella mia parrocchia abbiamo iniziato a confessare i fedeli dalle 7,30 fino alle 12,30. Eravamo in quattro a confessare. Prima  però abbiamo pensato di concordare anche delle risposte credibili sulle affermazioni che un organo di stampa ha attribuito al Papa. Abbiamo però tutti  bisogno di una maggiore serenità: incominciamo ad essere stanchi". 
Serenità che non riesce a far rima con recente vicenda  che ha visto protagonista l'ormai ex prefetto della segreteria vaticana delle comunicazioni Mons. Dario Edoardo Viganò che con una sua assurda e inconcepibile iniziativa ha gettato un enorme, incolmabile discredito sull' informazione vaticana. (QUI
Si percepisce dunque l'urgente bisogno  di una buona ed onesta  informazione cattolica per preservare soprattutto i fedeli più deboli dall'incombente rischio delle adulterazioni  della fede, sempre più spesso contaminata dagli"argomenti" che "fanno moda" e che piacciono tanto ai Pastori "double face".
La Provvidenza ha disposto però che nonostante tutto nella nostra Nazione moltissimi cattolici hanno partecipato all'adorazione eucaristica notturna del Giovedì Santo e alle tradizionali processioni o alle Via Crucis del Venerdì Santo: un ennesimo segnale di bisogno del"sacro" dissatteso come al solito dai vertici galantiniani della CEI.  
La storia della Chiesa e l'agiografia insegnano che il "sacro": la retta dottrina, la preghiera e la buona liturgia hanno ispirato  gli  eroici "trasporti di carità" verso i fratelli più bisognosi e indigenti.
AC 

Immagine: L'importanza del tempismo... QUI 

Leggere anche l'articolo del Vaticanista Marco Tosatti QUI

17 commenti:

  1. Vicenda incredibile su cui si sta dicendo di tutto. Una cosa: negare l'inferno e l'eternità delle pene infernali (a prescindere se El Papa l'abbia veramente negato oppure l'abbia veramente smentito), non è classificabile semplicemente come Eresia: sarebbe una totale apostasia sia dalla Fede sia dalla Ragione, sarebbe il Nulla in cui sprofondare non solo la Chiesa ma anche l'intera Creazione. Scalfari ha indicato codesto Nulla: e la sala stampa vaticana ha gridato "Guardate, ha il dito sporco di marmellata".

    RispondiElimina
  2. In tutto questo c'è lo spirito di P.Arturo Sosa, generale della compagnia di Gesù, che in un intervento aveva affermato che il diavolo non esiste... una battuta tira l'altra...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sicumera gesuitica fuori del Vangelo!

      Elimina
  3. La colpa di questo penoso e non isolato episodio ricade interamente su Bergoglio per il suo parlare equivoco e spesso tendenzioso il quale si presta facilmente a forzature. Se per lui esiste un giudizio e una punizione eterna ( visto che Lui dice di conoscere bene il Vangelo !) è suo dovere apostolico smentire apertamente il giornalista, come fece Paolo VI contro i teologi progressisti e non si nasconda dietro le equivoche ed ufficiose smentite di uno dei suoi poco credibili 'leccacalzini'.

    RispondiElimina
  4. Tutta questa faccenda "inferno sì inferno no" ha raggiunto dei gradi di follia vera e propria, al punto che gli atei si mettono a fare l'esegesi del Vangelo! Sul quotidiano Libero (?!) del 3 aprile l'ateo Steno Sari intitola sarcasticamente il suo intervento: "Chi crede all'inferno ci vada pure con comodo", abbandonandosi ad una "lettura attenta dei testi sacri" volta a fare dell'inferno un semplice "senso figurato" per indicare l'annientamento, ovviamente indolore, dell'anima peccatrice (secondo le "parole del del card. Martini"). Il Sari fa riferimento al "bravo Vittorio Feltri", altro ateo che s'intende si sacre scritture, il quale sempe su Libero (?!) il venerdì precedente,udite udite, "invitava i cristiani a leggere il testo sacro per appurare la verità sull'invenzione dell'inferno". Ormai l'abominio della desolazione ha fatto breccia anche nelle menti di certi soggetti inqualificabili che sparlano da un quotidiano il cui nome è tutto un programma.

    RispondiElimina
  5. Sull'esistenza o meno dell'Inferno bisogna intendersi. La teologia tradizionale aveva escluso l'esistenza di un luogo di pena ( di dantesca memoria ), che consiste piuttosto nella privazione del possesso di Dio. Tuttavia il Giudizio e la pena rimangono un mistero che vieta a chiunque di sparare equivoche sentenze derivate da narcisistiche esercitazioni teologiche o ,peggio, sociologiche, facilmente strumentalizzabili dai nemici della Chiesa.

    RispondiElimina
  6. Quando giovedì ho letto la notizia ho esultato di gioia: finalmente dopo ben quattro anni era giunta la smentita che avevo tanto agognato, ho anche avuto un improvviso desiderio di confessarmi cosa che non faccio più o meno da quella famosa intervista.
    Ho pensato che le dimissioni di Viganò avessero restituito una parziale rivincita a padre Federico Lombardi, che in via non ufficiale stava cercando di correggere la rotta.
    Ero contento come un bambino, poi mi sono preso tempo per pensare, una smentita in ritardo di quattro anni che senso può avere ormai? Ce ne vorranno forse venti per smentire l'amoris immonditie?
    Ai posteri l'ardua sentenza

    RispondiElimina
  7. L'apoptosi dell'anima ?
    La reincarnazione dell'anima in un fagiuolo ?

    RispondiElimina
  8. Vabbè che ce devi fà so ragazzi.

    RispondiElimina
  9. Son proprio curioso di vedere dove ci porterà questo "luminoso" pontificato....

    RispondiElimina
  10. Eugenio Scalfari... ma com'è possibile che le mummie parlino? Ma che ne frega a noi cattolici di quello che dice la mummia? E il papa che ci parla a fare?

    RispondiElimina
  11. più che di abolizione dell'inferno, parlerei di INFERNO NELLA CHIESA. Affermare che un'anima, anziché dannarsi si annulla, è più assurda che ereticale, significa infatti una cosa impossibile, cioè il passaggio dall'essere al non essere. Questo Papa andrebbe deposto.

    RispondiElimina
  12. CHI NEGA L'INFERNO??? CHI NON CREDE PIÙ' IN CRISTO.

    http://fatima-2017.blogspot.it/2018/04/chi-nega-linferno-chi-non-crede-in.html

    RispondiElimina
  13. 12 gennaio 2014 – Molto presto, l’Inferno sarà formalmente dichiarato come un luogo inesistente

    difficile affermare che si tratti di "fortuna" della veggente

    https://messaggidagesucristo.wordpress.com/2014/01/21/12-gennaio-2014-molto-presto-linferno-sara-formalmente-dichiarato-come-un-luogo-che-non-esiste/

    RispondiElimina
  14. "Costretti a vivere la quotidianità in modo frettoloso non tutti hanno potuto leggere la tardiva smentita, senza se senza ma, della Sala Stampa Vaticana. "

    " Sappiamo che la fake news " dell'"abolizione
    dell'inferno""

    Se fosse stata una Fake news, allora il comunicato vaticano doveva smentire Scalfari, e proporre la dottrina di sempre da parte di papa Francesco, non è stato smentito assolutamente niente, si son fermati alla forma ma non alla sostanza, inoltre non è la prima volta che Bergoglio fa certe incaute affermazioni.
    Ancora, se il santo Padre ben sa del modus operandi di Scalfari non lo inviterebbe in discorsi che poi vengono regolarmente pubblicati.

    Che sia una Fake News ci andrei cauto, perché di confusione dal 2013 c'è ne abbastanza, e come sempre il papa...Tace, e chi tace acconsente.

    RispondiElimina
  15. Spero che Bergoglio e il suo portavoce Scalfari abbiano ragione: tutti liberi, quindi! Ma temo che abbiano torto e in questo caso si sarebbero resi strumenti di una disinformazione dagli esiti terribili per la Chiesa e per le anime. Passi per Scalfari, mangiapreti ateista ed ateo da sempre, ma che un religioso di spicco come Bergoglio lo coadiuvi in una simile azione è spaventoso. E incredibile.
    P.S. se non ricordo male, Scalfari a seguito di una precedente intervista a Bergoglio aveva detto che lo stesso aveva "abolito il peccato", senza essere smentito. O sbaglio?

    RispondiElimina
  16. Cari amici, oggi voglio raccontarvi uja bella storia, lampante esempio della “chiesa della misericordia” di papa Francesco. La notizia è tratta da “Il Tirreno” di oggi sabato 7 aprile 2018. Questo il link: http://iltirreno.gelocal.it/regione/toscana/2018/04/06/news/caso-don-euro-escort-e-ricatti-a-processo-pure-il-vescovo-video-1.16679806
    Si tratta di uno scandalo a base di droga, escort gay, hotel di lusso, spa, tutto. pagato con i soldi dei fedeli parrocchiani (e anche delle suore, purtroppo). Al centro dello scandalo ci sono un sacerdote di Massa, don Luca Morini (soprannominato don Euro), il vescovo di Massa, mons. Giovanni Santucci e don Emiliano Colombi, insegnante di religione. Don Morini sperperava i soldi dei fedeli in droga, escort gay, grandi alberghi (non è il primo e non sarà certo l’ultimo), ricattava il vescovo Santucci, minacciandolo di “rivelare segreti scottanti su altri preti” della diocesi. Il vescovo stato tenuto sotto scacco da febbraio a dicembre 2016, poi è finito anche lui sotto processo per “impiego improprio di denaro e tentata truffa”. Don emiliano Colombi, dal canto suo, è stato accusato di riciclaggio (ma a chi diamo il nostro 8 per mile?).
    Lo scandalo è scoppiato per le rivelazioni di un escort gay (maschio, ovviamente, sono quelli preferiti dai nostri bravi sacerdoti progressisti, vedansi mons. Charasma, mons, Capozzi, padre James Martin, mons. Ricca, ecc.), tale Francesco Mangiacapra, che probabilmente si sarà stancato di stare “sotto la panca” (a fare cosacce) dove, come noto, “la capra crepa”.

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.