sabato 17 marzo 2018

Neanche in Corea del Nord. Terza puntata delle fake news di Viganò. A quando le dimissioni?

Mons.Viganò è stato praticamente mollato da tutti: persino dai fedelissimi corifei dell'attuale corso (v.QUI;  gli altri post di MiL sulla figuraccia planetaria: QUI; QUI e QUI ).
Ora è possibile leggere il testo completo della lettera di Benedetto XVI , censurato da Mons.Viganò, anche su :
Il Sismografo QUI ; Avvenire QUI ; Agenzia Sir QUIVatican Insider QUI ; Vatican News QUI ecc ecc.
Eppure il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione, mons. Dario Edoardo Viganò ha avuto il pessimo gusto di pubblicare ancora una nota-stampa che riportiamo sotto. 
Sarà il  canto del cigno
Perchè andrà a finire nel più classico dei modi: adesso tutti scaricheranno Viganò e cercheranno di concentrare l’attenzione su di lui. 
Ma quello che è dirompente è il contenuto della lettera. 
L’opposizione da cinque anni cerca di strappare una parolina a Benedetto e lui ha sempre taciuto. 
Loro in quattro e quattr’otto sono riusciti a mettere in difficoltà il Pontificato. Complimenti!
Non si dicono  le bugie...dicevano i nonni ai nipotini: Ecco quel che accade!
Infine segnaliamo, condividendolo, l'Editoriale di Riccardo Cascioli su La Nuova Bussola Quotidiana QUI e l'articolo di Lorenzo Bertocchi sempre sulla NBQ:  QUI

5 commenti:

  1. Come si dice ? Ci hanno provato e chi ha orchestrato la messa in scena non è certo uno solo ma un comitato di ' leccacalzini' pronti poi a mollare il malcapitato esecutore materiale comandato se l'affare va male, come si usa in ogni dittatura!

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    1. In effetti hanno costretto Benedetto a fare endorsement all'abusivo, neanche tra i narcos si fa così. E sembra che nemmeno ci siano riusciti. Oltre che eretici sono pure incapaci...

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  2. Nessun migliore commento su questa triste e trista vicenda che le parole di Papa Francesco, nel Messaggio per la 52.ma Giornata delle Comunicazioni sociali:«L’efficacia delle fake news è dovuta in primo luogo alla loro natura mimetica, cioè alla capacità di apparire plausibili. Queste notizie, false ma verosimili, sono capziose, nel senso che sono abili a catturare l’attenzione dei destinatari, facendo leva su stereotipi e pregiudizi diffusi all’interno di un tessuto sociale, sfruttando emozioni facili e immediate da suscitare, quali l’ansia, il disprezzo, la rabbia e la frustrazione. […] Il dramma della disinformazione è lo screditamento dell’altro, la sua rappresentazione come nemico, fino a una demonizzazione che può fomentare conflitti. Le notizie false rivelano così la presenza di atteggiamenti al tempo stesso intolleranti e ipersensibili, con il solo esito che l’arroganza e l’odio rischiano di dilagare. NESSUNO DI NOI PUO’ ESONERARSI DALLA RESPONSABILITA’ DI CONTRASTARE QUESTE FALSITA’».
    A chi, ricoprendo un ruolo di alta responsabilità nella gestione delle comunicazioni della Santa Sede, invece di contrastare queste falsità, le ha fomentate, non resta che trarre le debite conseguenze dalle parole del Santo Padre: dimettersi.

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  3. Si sono letteralmente incartati su se stessi :-)

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