sabato 17 febbraio 2018

Il papa ai seminaristi sardi: no a nostalgie del passato

Inutile: oltre all’accoglienza forzata dei migranti l’altro chiodo fisso del Papa è bistrattare i tradizionalisti.
Oggi all’udienza in cui ha ricevuto i seminaristi sardi li ha esortato a guardare avanti, nella Tradizione sana della Chiesa, senza nostalgie per il Passato.
http://www.vaticannews.va/it/papa/news/2018-02/il-papa-ai-seminaristi-sardi--siate-preti-della-gente-.html
E poi dice che lui prega per noi e per la nostra conversione ? Veramente siamo noi che preghiamo per lei, Santità.
Roberto

29 commenti:

  1. Il "papa"... che pianto!!!

    RispondiElimina
  2. Rituale ennesimo discorso criptico e allusivo ( ma ormai veramente stanco e annoiante!) per accusare i sacerdoti, nostalgici del passato, cioè l'evangelizzazione millenaria della Chiesa, di dominazione, di ricerca del potere e del danaro etc. etc. finché non è venuto lui a denunciare e correggere tali errori. I pastori devono usare il bastone e il cane per allontanare e difendere il gregge dai lupi. Significa negare che l'evangelizzazione fin dall'età apostolica, di interi continenti, è avvenuta per la testimonianza e il sacrificio di tanti santi sacerdoti.

    RispondiElimina
  3. Può continuare a ripetere i suoi mantra. Tutti fingeranno di essere d'accordo e rimarranno della loro idea. Questo Papa non lascerà il segno.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In effetti. Come può lasciare il segno se dice le stesse cose che ci vengono imposte dai media?

      Elimina
  4. Io per il papa (questo) non prego.

    RispondiElimina
  5. Veramente sono i tradizionalisti che vogliono bistrattere il Papa...non chiamiamo bene il male e male il bene...guai!!!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Chi sarebbe il male?

      Elimina
    2. Distingui troppo nettamente il bene dal male. Sarai mica un tradizionalista?

      Elimina
    3. Quindi bistrattare il papa sarebbe "male" e bistrattare i tradizionalisti sarebbe "bene"?

      Elimina
    4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

      Elimina
    5. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

      Elimina
    6. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

      Elimina
    7. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

      Elimina
    8. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

      Elimina
    9. Insomma caro e volgarmente insultato don Pasquale vuole decidersi di obbedire agli apostati e ai distruttori della millenaria dottrina cristiana ? Così si mette a posto la coscienza perché la sovversione viene dall'Alto!

      Elimina
  6. Siamo di fronte a tentativi di manipolazione, senz'altro, ma anche di fronte ad una forma di disagio. Un neuropsichiatra saprebbe dire senz'altro meglio di me, ma il girovita spropositato e sproporzionato del personaggio in questione e l'atteggiamento descritto da molti, con sfuriate improvvise e narcisismo, mi farebbe pensare ad un quadro di encefalopatia diabetica.

    RispondiElimina
  7. Veramente lui è coerente e ha buttato la maschera da diverso tempo.

    Provo invece tristezza per chi continua a essere "una cum" e poi a criticarlo ed insultarlo...vedi Burke e company pizzi e merletti...

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sotto quei pizzi e merletti, se vuole superflui, c'è dottrina e fede, ormai in liquidazione nella Chiesa cattolica a cominciare dalla testa.

      Elimina
  8. Dietro le affermazioni del papa vi è senza dubbio la longa manus degli Ecc.mi presuli sardi, i quali non riescono a spiegarsi come mai, negli ultimi dieci anni circa, ci sia stato un revival di preti che usano sempre o molto spesso l'abito talare (o qualche volta celebrano in VO). Che poi, diciamocela, essere tradizionalisti non è mettere la talare: assistiamo a comportamenti che puzzano di eterodossia da chi la talare la mette, anche spesso.
    In Sardegna nessuno forse si ricorda di come, negli anni '70, i seminaristi di allora abbiano, una volta diventati preti, distrutto le tradizioni e gli usi di molti paesi, in nome di un "rinnovamento" che ha fatto solo danni. Gridavano la democrazia nella Chiesa e tutt'ora sono despoti in alcune comunità, che non lasciano neanche se è il medesimo vescovo a chiedere il trasferimento.
    Infine...Si è troppo giudicanti sul prete che mette l'abito. Alcuni dicono che queste forme allontanano la gente...luoghi comuni dei modernisti, che prendono a picconate la Chiesa e poi incolpano gli altri.

    RispondiElimina
  9. Nonostante mi risulti difficile spesso comprendere certe dichiarazioni o certi gesti pubblici di una cosa gliene dobbiamo rendere merito: chiama le cose per nome come ad esempio i cristiani zitelloni. Amanti della tradizione unitevi e uniamoci nella crociata del digiuno dalle parole inutili e ne varrà il benessere spirituale non solo nostro ma di tutto il Corpo mistico di Cristo. Si è vero qualcuno potrebbe rispondere: medico cura te stesso. Ma siamo soloni per tutti tranne che per noi stessi? Oppure siamo proprio bambini: ma ha cominciato lui....Buona e santa quaresima

    RispondiElimina
  10. Ma se in passato la Messa VO d' stata ostacolata proprio in Sardegna da un vescovo !!!

    Indirettamente in Sardegna come in Francia , si coglie chevingiovani seminaristi desiderano essere veri sacerdoti (se no perche' uno dovrebbe rinunciare alle donne ? se non per qualcosa di piu serio ?) e celebrare con il VO.

    Bisogna solo aspettare che passi questa generazione di vecchi nostalgici del Concilio. E del '68 con tutte le sue storture.
    I veri nostalgici sono loro.

    Indietro non si torna , ma come non si torna indietro agli anni '50 non si torna neanche agli anni '60.

    Mi spiace per i nostalgici dei tempi del Concilio. Se ne facviano.u a ragione.

    "Il Concilio e' stato il periodo piu' bello della mia vita " (card Martini)
    Tanto piacere.

    Per altri erano anni belli perche ' cantavano Mina e Celentano.
    Tutto coincide: erano gli anni '60...in Italia...ma altrive i.cristiani erano.
    perseguitati e uccisi.
    E' stato un periodo di euforia intraecclesiale intraeuropeo, non universale ,quindi non "cattolico" nel senso letterale del termine.

    Anche per me quegli anni erano belli perche L'Inter vinceva.
    Ma ai giovani interisti non basta sentirsi raccontare le vicende di quegli anni da vecchi nostalgici , loro vogliono vedere L'Inter vincere oggi.

    La festa e' finita.
    Rievocare nostalgicamente
    i "bei tempi " del Concilio
    ai giovani di oggi non dice niente.

    Rievocare come nonni nostalgici ai nipoti gli anni del Concilio non serve ai nipoti.

    E parafrasando Totò affacciato alla finestra alla fine in un suo film e' il caso di dire ..



    "CATTOLICI ARRANGIATEVI!"

    RispondiElimina
  11. I veri nostalgici ormai sono i nostalgici del Concilio .

    Un giovane che ama la Messa VO non puo' essere nostalgico.

    E' uno che ha valutato bene le cose e ha dato un giudizio.

    RispondiElimina
  12. Un papa dovrebbe essere artefice di unità. Questo papa è un personaggio fazioso, troppo incolto per avere una mentalità aperta. Crede che le sue vecchie idee siano attuali. Va bene la carità e l'umiltà.Va malissimo,invece, lo squallore della sacra liturgia,che tale papa sta mettendo in scena. Vorrebbe una chiesa squallida come lui, ignorante. Noi vorremmo una chiesa migliore rispetto alla sua.

    RispondiElimina
  13. Tutto in quegli anni era espressione di una euforia , tanto trascinante quanto transitoria, con fenomeni nei diversi campi alla fin fine sovrapponibili e accostabili tra loro.

    Celentano si presentò al festival di Sanremo nel 1961 volgendo le spalle al pubblico. (Come i preti durante la Messa, allora).

    Poi si volto' di scatto verso "l'assemblea" e canto ' 24.000 baci.

    Probabilmente la cosa ebbe un successo tale da essere tenuta presente l'anno dopo , nel 1962, quando fu convocato il Concilio. E cosi' si arrivo alla Riforma Liturgica.

    Tutte superficialità.

    Io capisco il desiderio di allora di cambiare tutto anche nelle forme .

    Ma non capisco l'ostinazione di oggi a voler insistere nelle forme moderne che svuotano le chiese oggi.

    RispondiElimina
  14. Le ' nostalgie del passato' dei giovani seminaristi sardi, come di altri paesi nel mondo, allarmano la gerarchia che ora ricorre anche ai fervorini per distoglierli dalla tradizione. I mitrati e il loro capo non vogliono riconoscere che i giovani, che non entrano più in Seminario da bambini, per rinunciare al mondo, hanno capito la truffa del sessantotto del ' tutto da rifare', e quella anticipata del CVII, che voleva solo renderli schiavi di ideologie.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Esatto !!!
      Se uno rinuncia alle donne e alle cose belle e lecite del mondo deve essere per qualcosa che abbia una attrattiva per lo meno uguale se non maggiore o per Qualcuno per cui valga la pena.
      Non certo per fare l'assistente sociale agli immigrati o celebrare messe superficiali.

      Elimina
    2. Esatto !!!
      Se uno rinuncia alle donne e alle cose belle e lecite del mondo deve essere per qualcosa che abbia una attrattiva per lo meno uguale se non maggiore o per Qualcuno per cui valga la pena.
      Non certo per fare l'assistente sociale agli immigrati o celebrare messe superficiali.

      Elimina
    3. Verissimo e cosa può attrarre se non il Bello della Tradizione e della Vera Messa? Quella era sì veicolo eccezionale per le vocazioni mica le brutture liturgiche di adesso!

      Elimina
  15. Da sardo e da giovane, prego affinché i nostri seminaristi si mantengano saldi nella Tradizione, e affinché la Santa Messa in VO si diffonda in tutte le nostre diocesi.

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.