giovedì 6 luglio 2017

Padre James Martin S.J.: come definire la questione della sua nomina?

"Non mi toccar sul vero..."
di Enrico Salvi
Non di rado in alcuni commenti agli articoli di questo blog compare l’accusa, nei confronti del medesimo, di insulto e calunnia.
Si tratta della classica irritazione permalosa di chi non può opporre alcun valido argomento all’“insulto” e alla “calunnia” per la semplice ragione che si tratta invece di una legittima critica inerente a ciò che viene pubblicamente detto e fatto dai notabili ecclesiastici a partire dal vertice.
All’irritazione permalosa, impotente a smentire le critiche scaturenti da rilevazioni oggettive (ciò che è detto e ciò che è fatto) non resta altro che scagliare l’accusa infondata di insulto e calunnia.
Mia nonna, ormai tantissimi anni fa, quando mi arrabbiavo per un suo rimprovero mi diceva: “Non mi toccar sul vero che mi si rizza il pelo!”.
Stando a certi “obbedienti”, che sono tantissimi, si dovrebbe restare gioiosamente inerti di fronte a qualsiasi parola o gesto degli ecclesiastici, quasi che essi siano divinamente ispirati a getto continuo e l’errore non possa nemmeno sfiorarli, la qualcosa è palesemente falsa.
Nessun essere umano è infallibile, nemmeno il Papa se non quando parla, come si dice (o si diceva?) EX CATHEDRA, cioè quando proclama un dogma, parola, quest’ultima, che per gli “obbedienti”, affetti da impotente irritazione permalosa, è ostrogoto.
Ma ora, già che ci siamo, approfittiamo per abbandonarci ancora una volta all’“insulto” e alla “calunnia”, sperando che l’irritazione permalosa degli “obbedienti” non faccia loro rizzare il pelo oltre misura.
  Ho conservato un articolo del quotidiano “La Verità” del 12 maggio 17 intitolato: “Per il consulente del Papa ci sono Santi gay”. L’articolo informa che il gesuita padre James Martin S.J. (che vediamo qui nelle due foto) - nominato ad parile 2017 da papa Bergoglio consultore del Segretariato per le comunicazionidella S. Sede - ha affermato lo scorso maggio che una certa parte dei Santi sarebbe omosessuale.
Inoltre, il 5 di maggio, tale p. Martin ha scritto sul suo profilo Facebook che una volta varcata la soglia dell’aldilà potremo essere accolti da “uomini e donne lgbt”.

p. Martin introduce un concerto dei Metallica...
L’articolo rivela poi che il Martin, nel 2016, nel ricevere un premio da parte di un’Associazione americana, il cui scopo è quello di favorire una piena integrazione del mondo lgbt nella Chiesa, ebbe a dire che “la Chiesa deve poter abbracciare i doni speciali dell’omosessualità”.
A questo punto, cari “obbedienti”, potreste suggerire voi, che siete così “misericordiosi” e sensibili alle ispirazioni bergogliane , come definire una faccenda del genere, oggettiva e non fantasiosa, evitando “insulti” e “calunnie” come per esempio immonda, nauseante, turpe e satanica?

16 commenti:

  1. A pedate fuori dalla Chiesa questi operatori di iniquità!!!

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  2. una volta per tutte: A questo mondo ci sono e ci saranno omosessuali, compresi i cristiani e tra i cristiani quelli cattolici, compreso il clero. Logico e non ci si scandalizzi se fra i santi ci sono omosessuli. Non bisogna confondere omossessualità con essere gay, perchè le cose non coincidono. Omossessuale può essere il cristiano che rendendosi conto della sua situazione vive la propria vita secondo i dettami della Chiesa, anche se tante volte non ci riesce per la sua fragilità.
    Il gay è quell'individuo che presa coscienza del suo stato rivendica come diritti le sue pulsioni e desideri che nella stragrande maggioranza vengono imposti a tutta la collettività. Ricordiamoci che i gay sono una piccola minoranza degli omosessuali,purtoppo attivissimi ad imporre a tutti il loro stile di vita.

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    1. Giustissime osservazioni di Anonimo delle 12:28! "Non bisogna confondere omossessualità con essere gay, perchè le cose non coincidono."

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    2. Anonimo 12:28: è probabile (ripeto probabile) che le sue osservazioni abbiano un certo fondamento, però peccano di troppo candore. Infatti il cavallo di Troia, anche se lei non se n'è accorto, è penetrato nel suo ragionamento.

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  3. Io dico che il fondo non lo abbiamo ancora toccato. Ne vedremo delle belle nel prossimo futuro.

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  4. Mi sa che è omosessuale pure sto prete

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  5. I "doni speciali" dell'omosessualità, li lasciamo volentieri, "a posteriori", a lui ed ai membri dell'affollato carrozzone del "Vatican Pride"!

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  6. e perché non è un dono speciale ricevere il passpartout per gli inferi? Ma il prete sopra citato dove ha studiato? Non conosce forse cosa dice il Levitico o la prima lettera di San Paolo ai Corinzi?
    A scuola mi venne insegnato che "excusatio non petita, accusatio manifesta"... e pensare che poi hanno il coraggio di compiere il Santo Sacrificio all'Altare...

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  7. Inutile commentarlo perché si commenta da solo. E' quel genere di preti che decenni fa predicavano la rivoluzione o comunque quelle idee di estrema sinistra allora tanto di moda: oggi i temi di moda sono diventati altri e si abbracciano quelli, in attesa che il Sistema ne ponga di nuovi.

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  8. Il problema, dal piano culturale, va trasferito in ambito psicopatologico. Ormai nella Chiesa sono esplosi gli infiltrati con chiare anomalie di pensiero a sfondo delirante, strettamente associate ad orientamenti anomali anche sul piano sessuale. Ricordo un p. gesuita siciliano, ben consapevole, che negli anni ottanta,'scherzando' proponeva di organizzare degli Istituti con psicologi e psicologhe ( notare la finezza!) dove potessero soggiornare i suoi confratelli.

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  9. cominciamo ad attribuire i titoli giusti: Che c'entra "padre" ? Mr/Msr Martin è più che adeguato.

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  10. Può benissimo essere che alcuni Santi provassero attrazione per il loro stesso sesso, quella è una cosa che non decidi tu, ma decidi tu se assecondare queste pulsioni o usare la sessualità secondo come Dio l'ha ordinata.
    E lo sforzo di vivere in castità ha fatto sommare in loro altri meriti.

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    1. Annonimo 21:07: anche lei stia attento al cavallo di Troia.

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    2. Anonimo delle 21:07, l'omosessualità non è una semplice pulsione, attenzione.

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  11. Quando Ratzinger diceva che esisteva la lobby gay in Vaticano...piu' palese di cosi!!!!

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  12. Io credo che quando si arriva a certi livelli di depravazione non si abbia più nemmano la nozione di cosa sia il paradiso e si confonda con l'inferno che ci si porta dentro. Mons. Paglia si è fatto dipingere mentre "sale" al "suo" paradiso, cioè l'inferno abbracciato ad un gay. Questo Martin troverà nel "suo" "paradiso" i suoi compari gay. I demoni non vogliono uscire dall'inferno, e nemmeno i dannati. La tragedia della Chiesa di questi tempi è che non ha più pastori di levatura spirituale tale da saper indicare cosa sia il vero paradiso.
    Lucis

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