giovedì 17 marzo 2016

Il Cardinale Sarah spiega che i Sacerdoti non sono tenuti a lavare ipiedi alle donne

di Steve Skojec, 1P5

15 marzo 2016 - Si è data la notizia oggi che il Papa laverà i piedi a dodici profughi Giovedì Santo (senza dire quanti di loro saranno Cattolici). Il Santo Padre conosce bene le innovazioni nel rito e la notizia di oggi segue degli altri cambiamenti che aveva già ordinato per le rubriche del Giovedì Santo, compatibili con le sue deviazioni dalla forma accettabile. Allora il sito Rorate Caeli aveva detto:

Quando, ad appena quindici giorni dalla sua elezione, Francesco scelse di fa rientrare delle donne tra i “viri” i cui piedi voleva lavare alla Messa del Giovedì Santo, se n’è subito capita l’importanza dicendo che così poneva fine alla “riforma della riforma, dando il cattivo esempio”. Fece altrettanto nel 2014 e nel 2015, così mostrando che voleva normalizzare il suo abuso. La riforma di oggi fu inevitabile. Era solo una questione di tempo.
Prevediamo che, come molte altre “opzioni” – come la S. Comunione in mano, l’uso di ragazze al servizio dell’Altare, i ministri eucaristici “straordinari” e le celebrazioni verso il popolo – far partecipare alle donne durante la lavanda dei piedi sarà un quasi obbligo e i Sacerdoti che si rifiutano di fare così verranno puniti in tanti modi.
Il fatto che Francesco si sia servito di Sua Eminenza Card. Robert Sarah serve a ricordare che, indipendentemente da quello che possono dire i Prelati della Congregazione per il Culto Divino, conta solo la volontà del Papa. Né belle riflessioni né esempi personali né parole incoraggianti possono sostituire la legge che scende dall’alto. Finché la “Riforma della Riforma” non si spiega con delle leggi chiare e invece si impone con dei decreti dall’alto, non si chiarirà mai e non sarà per sempre altro che il passatempo di una piccola minoranza. I vostri discorsi e il vostro supremo coraggio servono a poco.

Poi ha parlato Mons. Schneider per spiegare il problema con simili cambiamenti:

Un tipico Parroco dovrebbe capire il senso perenne della Fede Cattolica, il senso perenne e le leggi della Sacra Liturgia e, avendoli capiti, mantenere una sicurezza e una fermezza interiori. Dovrebbe ricordare il principio del discernimento: “quod semper, quod ubique, quod ab omnibus”, cioè “quello che sempre, ovunque e da tutti” si è creduto e praticato.
Le categorie “sempre, ovunque e da tutti” si devono intendere in senso morale, non aritmetico. Un concreto criterio per il discernimento è il seguente: “questo cambiamento in un’affermazione dottrinale o in una pratica pastorale o liturgica costituisce una rottura col passato secolare o millenaria? E l’innovazione fa splendere più chiaramente e più luminosamente la Fede? L’innovazione liturgica ci avvicina alla santità divina, o ci spiega meglio e più profondamente i divini misteri? Questa novità disciplinare porta a maggior zelo per la vita santa”?
Quanto all’innovazione della lavanda dei piedi alle donne il Giovedì Santo: Questa Santa Messa celebra l’istituzione dei Sacramenti dell’Eucaristia e dell’Ordine. Quindi la lavanda alle donne non solo distrae dai punti centrali dell’Eucaristia e del Sacerdozio, genera pure della gran confusione per il simbolismo storico dei “dodici” e del genere maschile degli Apostoli. La tradizione universale della Chiesa non permetteva la lavanda dei piedi durante la Messa, ma a parte in una cerimonia speciale.
Bisogna pur dire che lavare  in pubblico e poi baciare i piedi a delle donne da un uomo – nel caso specifico da un Sacerdote o da un Vescovo – è considerato da tutti in tutte le culture un atto improprio e persino indecente. Ringraziando il Signore, nessun Sacerdote ha l’obbligo di lavare i piedi a delle donne al Giovedì Santo, poiché la lavanda è solo facoltativa.

La nostra collaboratrice Maike Hickson pubblica oggi un consiglio informale del Cardinale Sarah, nel cui campo d’azione (Come Prefetto della Sacra Congregazione) ricade  questo mutamento disciplinare, per come deve fare il singolo Sacerdote durante la Settimana Santa. La questione è molto importante se, come dice la Hickson, alcuni vescovi cercano già di imporre dall’alto gli ultimi cambiamenti.

Dopo qualche telefonata da qualche Sacerdote per chiedermi aiuto e un autorevole chiarimento da Sua Eminenza, perché capissero la loro libertà spirituale nel decidere di lavare i piedi ai soli maschi, ho chiesto al Vaticanista Edward Pentin di darmi una mano.
Pentin ha sentito il Cardinale, il quale gli ha detto che spetta al singolo Celebrante decidere chi invitare alla cerimonia della lavanda dei piedi durante la messa del Giovedì Santo. Come mi ha spiegato Pentin, “il Cardinale Sarah diceva semplicemente che ogni Sacerdote o Vescovo ‘deve decidere secondo la propria coscienza, secondo il fine per il quale Nostro Signore ha istituito questa Festa’. Vale a dire, non c’è alcun obbligo di lavare i piedi alle donne”. 
Il chiarimento è importante e vogliamo farlo arrivare a quanti più sacerdoti possiamo. So che altri hanno chiesto una dichiarazione ufficiale al Cardinale, ma poiché Giovedì Santo è dietro l’angolo ho preferito pubblicarne la versione informale.

Come sempre, bisogna capire quale ne saranno le conseguenze pratiche. In mancanza di una dichiarazione ufficiale pubblicata dal Prefetto della Sacra Congregazione, i singoli Sacerdoti devono “decidere secondo la propria coscienza, secondo il fine per il quale Nostro Signore ha istituito questa Festa”, ognuno a suo rischio e pericolo. Anche se il Cardinale Sarah ne parlasse ufficialmente (e non venisse licenziato), le probabilità che un Parroco sottoposto a tali decreti e facesse appello a Roma dopo qualche misura disciplinare contro di lui non incoraggiano molto.
Eppure bisogna fare proprio così. Bisogna porre resistenza. Bisogna ascoltare la coscienza. Bisogna far capire a tutti ‘il fine per il quale Nostro Signore ha istituito questa Festa’. E, se necessario, accettare tutte le punizioni. Non è più il caso di arrivare ai compromessi. Un ordine ingiusto non è ordine e il momento per difendere la verità è ora. Se non faremo vedere che amiamo più il Signore che l’uomo, verremo spazzati via.
I Sacerdoti che vorranno prendere posizione potranno contattarmi per parlare delle eventuali ripercussioni. Non posso dire di fare niente, ma porterò la vostra situazione a conoscenza di tutti.
Siamo nella Settimana Santa: che ne dite di unirci tutti nell’amore di Gesù Cristo anziché nell’amore umano? Non è ora di fare così?

(traduzione di Thomas Marshall - fonte)

19 commenti:

  1. È da ben prima di Bergoglio che esiste e si è consolidata la prassi di lavare i piedi anche ai viri selecti femminei . Non è una riforma di Bergoglio che cambia le cose né in meglio né in peggio. Il problema è molto molto molto molto più profondo

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  2. Me lo spiegate cosa c'è di male se un sacerdote lava i piedi a una donna?
    E me lo sapete dire perché sarebbe contrario al fine per il quale Nostro Signore ha istituito questa Festa?
    Forse che le donne non hanno il diritto e bisogno (come Pietro) di essere totalmente amate da Gesù?

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  3. Perchè i 12 rappresentano gli apostoli. Da sempre.

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  4. Allora dobbiamo escludere anche i laici? E magari escludere donne e laici dalla comunione perché nella cena in cui Gesù l'istutuì non c'erano?

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  5. La cosa che per me proprio non ha senso è che alla lavanda siano ammessi NON battezzati, prima ancora del sesso. La lavanda è un gesto sacramentale, non è un pediluvio, e ammettervi non battezzati è snaturarne il significato, producendo un abuso liturgico ma anche un abuso verso il non battezzato che vi partecipa, specie se di altra religione. Comunque ricordo di aver discusso con un gesuita (superiore) che a un campo di barboni dava la comunione a un egiziano islamico. Quando gli ho chiesto se era battezzato e mi ha detto di no, e io ho obiettato che non aveva senso dargli la comunionelui ha detto che era un segno di comunità e lo si dava a tutti. E voi vi preoccupate della comunione ai divorziati? I gesuiti sono OLTRE....altro che riti cinesi...

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  6. Scusate se non capisco.
    Ma mi hanno riferito che prima dell'ultima cena era presente pure il cane di mordecai ben levi e il gatto di juda bar isac.
    Chiedo in umiltà ma bisogna lavare ai piedi anche agli animali?
    La congregazione dei riti che dice?

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  7. Invito la redazione a recensire ed i lettori del blog a leggere assolutamente il meraviglioso libro sulle apparizioni alle tre fontane.
    Il testo prende in analisi le rivelazione e le profezie della Madonna a Bruno Cornacchiola sulla crisi di fede all'interno della chiesa.
    Vengono riportati notizie importante e inedite. Da leggere e meditare assolutamente

    http://www.lastampa.it/2016/02/23/vaticaninsider/ita/recensioni/la-madonna-delle-tre-fontane-un-libro-rivela-il-segreto-cXV7v70ac4jbPVyUEke0QI/pagina.html

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  8. Concordo con anonimo delle 18,57 e delle 20,05...
    Non sarebbe forse più coerente, allora, limitarsi a lavare i piedi solo a vescovi (dato che sono loro i successori degli apostoli)?
    Che senso ha lavarli a laici, anche se uomini? Che senso ha lavarli a un numero di persone che non è 12?
    Mi sembrano tante lamentele senza senso

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  9. Interessante..... si chiarifica che si possono fare atti impropri ed indecenze liberamente durante la Santa Messa, però grazie a Dio non è obbligatorio..... veramente interessante... per fortuna abbiamo cardinali
    ed alti prelati che ci fanno capire quanto siamo fortunati al giorno d'oggi.... i

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  10. Cardinale Sarah..dimettiti!

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  11. Mi sembra che avete scoperto l'acqua calda, ovvio che non è obbligatorio lavare i piedi alle donne. Ma non vedo motivo per cui non farlo. E non parlatemi che N.S non lo ha fatto, perchè se fosse cosi, allora la mattina di Pasqua la lettura del vangelo della risurrezione dovrebbe farla una donna, visto che sono state le donne le prime testimoni del risorto. . La parola del papa, se siete cattolici conta di più di quella di questo novello Lefebre, Mons. Schneider, che mi chiedo come abbia fatto a diventare vescovo...e che sta creando ulteriore divisione nella Santa Chiesa.Vi appellate PioIX all'infallibilità papale, ma quando dice cose che non vi piacciono subito a trovare i cavilli, siete più protestanti dei protestanti veri.
    Davide83

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  12. Se Gesù ha lavato i piedi a dodici uomini, lo ha fatto per caso o c'è un mistero? Perché chiamare lefebvriano il desiderio o il richiamo alla coerenza storica della liturgia? S. Maria Maddalena, ancorché apostola degli apostoli, se ne stava umile durante la liturgia

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    1. Cos'è lei c'era a vedere la liturgia degli Apostoli per sapere cosa facessero le donne? Li avrà lavati a dodici uomini, ma non dice che non poteva lavarli a dodici donne, lo stesso Giovanni dice molte cose fece Gesù che non sono narrate nel Vangelo. Non si tratta di amministrare l'ordine alle donne, che per volontà di Cristo stesso fu conferito a Dodici uomini. Riguardo al monsignore la sua non è coerenza storica, ma desiderio di tornare indietro, la liturgia è solo la punta dell'iceberg, per smantellare il CVII, e lo sanno tutti. I laici nelle panche a obbedire e il clero unico e solo intermediario tra la terra e il cielo. I laici a dire le preghierine e il clero a recitare i salmi in latino...! che dicotomia tutti dobbiamo leggere la scrittura e pregare con essa popolo e clero perchè tutti siamo membra vive della chiesa di Cristo. Come Non capisco la messa detta da solo da un prete o da un vescovo (che sarà pure valida in virtù della comunione dei santi), ma è snaturarne il senso. Davide83

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    2. Mi scusi, Alfredo M. Morselli, ma ripeto che quella stessa sera Gesù si è donato, nel pane e nel vino, a 12 uomini. Si rende conto che per coerenza con il suo ragionamento dovremmo negare la comunione a donne e laici?

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    3. A richiamare la coerenza storica della liturgia, asserendo che la Maddalena se ne stava umile durante la liturgia(?), bisognerebbe allora riconoscere anche che, sempre per coerenza storica, i piedi andrebbero lavati solo a uomini (possibilmente di origini israeliano-palestinesi) che di professione sono pescatori

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  13. L'innovazione della lavanda dei piedi alle donne ( e sono una donna ), mi pare introduca un principio teologico pericolosissimo: la santa liturgia non viene riconosciuta come il fare memoria e rinnovare un fatto storico salvifico, ma il luogo di una simbologia che esprima la propria idea ( ora l'immigrazionismo, ora un certo concetto di misericordia, ora un certo femminismo ). Uno può avere anche una buona e bella idea, ma la S.Messa non è azione nostra, è di Dio. A ciò aggiungerei un concetto che va ripreso: la vera santa chiesa cattolica è là dove c'è fedeltà al magistero di sempre e al catechismo. Laddove un'innovazione non sia nell'ottica della continuità ma della rottura, da chiunque provenga, è un segno che lì non c'è la vera chiesa cattolica . Noi dobbiamo obbedienza solo a Cristo e alla sua chiesa. Non scandalizziamoci, aggiungo, che il mistero dell'iniquità possa eventualmente giungere sino ai vertici della Chiesa, poiché profeta Daniele e Apocalisse spiegano che in un certo momento della storia dell'umanità avverrà esattamente questo. E beati coloro che resteranno fedeli sino alla fine a Cristo e alla sua vera Chiesa . Il momento è questo ? io credo di sì, troppi segni, troppe profezie , troppe evidenze. Ma se anche non lo fosse, bisogna che ne facciamo memoria: altrimenti facciamo un idolo dell'obbedienza incondizionata. La vera obbedienza si deve solo a Cristo e alla sua Chiesa. L' agire di Bergoglio, non diretto, credo ponga tutti di fronte a una grande responsabilità. Nei suoi gesti e nelle sue parole infatti non c'è chiarezza, ma ambiguità, questo dà l'appiglio a chi vuole restare nella Verità per restarvi e per coloro che se ne vogliono discostare per farlo in tutta tranquillità. Quanto a Schneider, leggete i suoi articoli e testi, confrontateli con il magistero e provate a trovarvi una sola virgola lontana dal magistero di duemila anni.

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  14. Piano con le offese, anonimo 14:28.
    L'intervento di mezzo, di quei tre, mi appartiene. Ci trovi qualcosa di sbagliato?

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  15. Aggiungo un solo elemento: nelle Corti di Antico Regime in Italia una delle cerimonie più importanti e solenni era la lavanda dei piedi a 12 poveri da parte del Sovrano davanti a tutta la Corte; dopo il Sovrano gli serviva un pasto. Ma la Regina lavava i piedi a 12 donne povere - in altra stanza e separatamente dal Re o Duca.

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