domenica 8 novembre 2015

Il Papa e la Chiesa: una guerra civile cattolica (The Spectator)

IL PAPA E LA CHIESA: UNA GUERRA CIVILE CATTOLICA 
Le sue riforme fatte alla cieca e le sue espressioni fuori dalle righe fanno sì che il Papa sembri essere fuori dal controllo della Chiesa Cattolica Tradizionale.
 di  Damian Thompson
  giornalista di “The Spectator”, autore tra l'altro di “The Fix and Counterknowledge *
 

Domenica scorsa, il quotidiano italiano La Repubblica ha pubblicato un articolo firmato da Eugenio Scalfari (uno dei giornalisti italiani che godono di maggiore popolarità nel proprio Paese) in cui il giornalista raccontava di come Papa Francesco gli avesse appena detto che “al termine di un percorso di discernimento più o meno lungo, chiunque sia divorziato e lo richieda (di ricevere la Comunione), verrà accontentato”. 
I Cattolici sono rimasti sbalorditi da quest'affermazione. 
Il Papa veniva da un Sinodo della durata di tre settimane, in cui si era registrata una forte divisione tra i vescovi: una parte di essi era favorevole all'ammissione alla Comunione e ai Sacramenti dei divorziati e risposati, mentre l'altra parte era contraria. 
Il risultato è stato quindi estremamente dibattuto, con la conseguenza che la maggioranza che ha portato alla decisione finale non è da considerarsi significativa. 
Il lunedì successivo il portavoce della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha affermato che l'articolo di Scalfari “non è assolutamente affidabile” e “non ricalca il pensiero del Papa”

Il che è verosimile, dal momento che Eugenio Scalfari ha 91 anni e non ha mai registrato né annotato le interviste che gli vengono rilasciate. 
Di conseguenza, non può essere considerato “affidabile”. 
Questo, però, non ha soddisfatto i mass media, i quali hanno sottolineato come il Papa non sia nuovo a queste situazioni. 
Questa è la quarta intervista che il Pontefice rilascia al giornalista in questione. 
Nel loro ultimo incontro, Scalfari ha riferito l'affermazione del Papa in cui quest'ultimo dichiara come il due per cento dei prelati cattolici (inclusi vescovi e cardinali) siano pedofili. 
Il povero portavoce già allora era stato costretto a concedere al Papa il beneficio del dubbio. Stavolta, molti giornalisti hanno però valutato come sia comunque arduo fare affidamento sulle affermazioni del Pontefice, senza prescindere dal coinvolgimento di Eugenio Scalfari. 
Papa Francesco ha alle spalle due anni e mezzo di pontificato, ma è solo nell'ultimo mese che tra i Cattolici più conservatori (i quali in genere rimangono dissociati dai tradizionalisti, i quali hanno posizioni ben più marcate) ha cominciato a diffondersi l'idea che il Papa sia fuori controllo
Fuori controllo” e “ha perso il controllo” ovviamente non hanno lo stesso significato; in effetti, il significato della seconda espressione è molto meno tragico di quello della prima. 
Nessuno degli ultimi Pontefici ha mai diffuso il timore che il Magistero del Vicario di Cristo in Terra non fosse in buone mani. 
I media non cattolici stanno già approfittando della crisi che sta coinvolgendo il Pontefice argentino. 
Essi possono ben vedere che in pubblico egli è rilassato e fuori dalle righe, e traggono la conclusione che il Papa sia liberale (secondo gli standard della Chiesa Cattolica) negli argomenti che riguardano la morale sessuale, e di conseguenza additi i vescovi più conservatori come ipocriti. 
Questa analisi è fondamentalmente vera. 
Ma c'è una cosa che i giornalisti – e i seguaci secolari del Papa (ossia coloro che lo seguono come fosse una moda momentanea), il cui numero ammonta a diversi milioni – accettano per buona anche se è decisamente sbagliata dal punto di vista della dottrina. Jorge Mario Bergoglio, nella sua popolare umiltà, si fa chiamare con il poco altisonante titolo di “Vescovo di Roma”, da lui largamente preferito a quello di “Sommo Pontefice”. 
Chiunque lavori in Vaticano direbbe che questo non sia l'epiteto adatto. 
Papa Francesco esercita il proprio potere con una sicurezza di sé che eguaglia quella che già fu di San Giovanni Paolo II, il Papa polacco la cui crociata contro il Comunismo si concluse con il collasso del blocco sovietico e la conseguente caduta della cortina di ferro. 
Le somiglianze tra i due Papi finiscono qui. 
Giovanni Paolo II non ha mai nascosto la natura della sua missione. 
Durante il suo lungo pontificato ha sempre rimarcato gli insegnamenti della Chiesa. 
Al contrario, Francesco sta rendendo la Chiesa più melensa e libera dagli schemi, pur non rivelando mai quali siano le sue mire. 
Questo comportamento si spiega meglio paragonando il Papa ad un motociclista che guida la sua moto alla massima potenza senza consultare una mappa né gli specchietti retrovisori. 
Nel momento in cui la sua moto va in panne – come è successo nel corso del Sinodo sulla Famiglia – elimina le scorie depositate sul motore con uno stuzzicadenti. 
I non cattolici hanno manifestato un interesse maggiore verso le “storiche” affermazioni di Papa Francesco in materia di cambiamenti climatici che non a quanto è successo nel corso del Sinodo, anche perché quest'ultimo riguardava principalmente il dibattito circa l'ammissione o meno dei cattolici divorziati e risposati al rito della Comunione (argomenti di scarsa importanza per chi non frequenta le chiese). 
E questo rappresenta il contrario della realtà. 
L'enciclica Laudato Si' ha momentaneamente entusiasmato gli ecologisti, ma in realtà l'evento che ha avuto una notevole rilevanza storica (seppur negativamente) era il Sinodo sulla Famiglia. 
Nel corso dei lavori del Sinodo, i fedeli hanno cominciato a chiedersi se il Papa abbia perso la propria capacità di giudizio critico, o se al contrario sia consapevole delle proprie azioni, da lui orientate al fine di crearsi una determinata immagine pubblica. 
Nelle associazioni a carattere religioso, le perplessità hanno cominciato a diffondersi nell'ottobre 2014, nel momento in cui il Sinodo straordinario aperto da Papa Francesco è collassato sotto i suoi occhi. 
È emerso che gli organizzatori del Sinodo – scelti personalmente da Papa Francesco – erano tutti favorevoli all'eliminazione del divieto di concedere la Comunione ai divorziati risposati e hanno cercato di sottolineare gli aspetti positivi delle relazioni tra omosessuali. 
I mass media avevano espresso gioia per queste decisioni, finché non è emerso che le affermazioni degli organizzatori non ricalcavano in alcun modo la realtà dei fatti. 
I Padri Sinodali (nel cui numero rientravano diversi Cardinali), non avevano in alcun modo espresso questa volontà. 
Il cardinale australiano George Pell, primo prefetto della Segreteria per l'economia e membro del “Consiglio degli Otto Cardinali”, è notoriamente conservatore. 
Egli ha espresso la sua enorme rabbia riguardo l'accaduto. 
La votazione aveva bocciato entrambe le riforme proposte, ma nonostante tutto Papa Francesco ha convocato il Sinodo di quest'anno per rivedere la questione della Comunione ai divorziati risposati. 
Il primo Sinodo non è stato soltanto un motivo di umiliazione per il Papa, ma oltretutto ha registrato avvenimenti fortemente ambigui. 
Perché Papa Francesco ha permesso al cardinale Lorenzo Baldisseri e all'arcivescovo Bruno Forte, suoi uomini di fiducia, di pubblicare un resoconto non veritiero restando impuniti? 
Qualsiasi altro papa avrebbe immediatamente inviato Baldisseri e Forte a fare i parroci in Antartide come punizione per il loro comportamento. 
Inaspettatamente, Papa Francesco li ha incaricati di dirigere il Sinodo del mese scorso. 
Non solo: ha persino riconfermato il cardinale 82enne tedesco Walter Kasper, di idee ultraliberali, determinato più che mai ad abbattere tutti gli ostacoli che impediscono ai divorziati di ricevere la Comunione. 
Per farla breve, è evidente che Papa Francesco sia d'accordo con le idee di Kasper. 
Inoltre già sapeva che molti vescovi presenti al Sinodo di quest'anno erano favorevoli a mantenere il divieto di concedere la Comunione ai divorziati. 
Di conseguenza, non si capisce quale sia il motivo per cui il Papa abbia tanto insistito affinché l'argomento venisse ancora dibattuto, pur sapendo che questi vescovi non gli avrebbero mai dato ragione. 
I cardinali sono sconcertati e profondamente arrabbiati per il fatto che un Sinodo riguardante la crisi della famiglia sia stato dominato da aspri dibattiti riguardanti questo argomento. 
La settimana prima dell'inizio dei lavori, tredici cardinali capeggiati da Pell avevano scritto una lettera indirizzata al Papa per dare voce al loro sospetto che il Sinodo fosse stato pilotato in modo da accontentare la minoranza kasperiana, e richiedere al Papa di non permetterlo. 
Come ci si aspettava, il Sinodo ha prontamente cestinato lo schema proposto da Kasper, pur senza ridurre a zero le possibilità di un cambiamento. 
Infatti, Papa Francesco in vista del Sinodo ne aveva stravolto gli equilibri invitando vescovi con le sue stesse vedute. 
Questo fa saltare all'occhio un dettaglio che ha fortemente minato la credibilità di Papa Francesco. 
Tra i vescovi invitati personalmente da Papa Francesco spiccava il nominativo del cardinale belga Godfried Danneels, il quale cinque anni fa ha lasciato il governo dell'arcidiocesi di Malines-Bruxelles dopo esser stato registrato nel momento in cui stava chiedendo ad un uomo di tacere circa gli abusi subiti da parte di un vescovo. 
La vittima messa a tacere era il nipote di Vangheluwe, ex-vescovo di Bruges. 
In poche parole, Danneels ha cercato di insabbiare un abuso sessuale ...
Papa Francesco lo sapeva bene, ma nonostante tutto gli ha riservato un posto d'onore al Sinodo sulla famiglia. 
Perché? 
Per ringraziarlo del voto in Conclave” dicono i conservatori – tale ipotesi potrebbe non essere affidabile, ma c'è di vero che Danneels in passato si è vantato di aver contribuito all'elezione papale del cardinale Bergoglio. 
Il Sinodo si è chiuso in circostanze catastrofiche, con un documento che ammette o vieta la Comunione ai divorziati a seconda del caso in esame. 
Ciascuna compagine è convinta di aver vinto, e il Papa, secondo le parole di un osservatore, “si è profondamente offeso”. 
Il Papa ha espresso risentimento contro “i duri di cuore che si nascondono dietro gli insegnamenti della Chiesa” e i “punti di vista ciechi”, aggiungendo che “i veri difensori della dottrina non sono tanto quelli che prendono gli insegnamenti alla lettera, quanto quelli che ne colgono lo spirito”. 
Il significato era chiaro. 
I prelati a favore del divieto della Comunione sono farisei al cospetto di Francesco / Gesù. 
Il Papa ha implicitamente insultato una buona metà dei vescovi del mondo, inoltre ha concesso ai semplici sacerdoti l'autorità di decidere essi stessi di concedere o meno la Comunione ai divorziati. 
Un sacerdote vicino al Vaticano ha riferito di essere inorridito ma non sorpreso. 
Questo è il vero Francesco” ha detto “un tiranno che riesce a malapena a celare il suo disprezzo nei confronti della sua Curia. 
Al contrario di Benedetto XVI, quel tizio lì ricompensa i suoi fedelissimi e punisce duramente i dissidenti.”. 
Normalmente i sacerdoti non definiscono mai il Santo Padre “quel tizio lì”, nemmeno se ne disprezzano le idee. 
Ma finora questo è uno degli epiteti più gentili che i conservatori hanno utilizzato per riferirsi a Papa Francesco; gli altri non sono idonei ad essere riportati in una comune rivista. Precedentemente, la Chiesa Cattolica non aveva mai assunto posizioni così tipicamente anglicane, soprattutto in considerazione del fatto che l'anglicanesimo è collassato nel momento in cui i credenti più ortodossi, soprattutto in Africa, hanno rimproverato i vescovi di aver abbandonato l'insegnamento di Cristo. 
La crisi che incombe sulla Chiesa Cattolica si preannuncia ben più seria. 
Milioni di Cattolici sono convinti che la forza della Chiesa è nelle sue regole, nella sua coerenza e nella sua immutabilità. 
Il Vicario di Cristo in Terra è chiamato a preservare questa stabilità. 
Se i Pontefici sono personalità austere e distanti, è perché hanno la necessità di essere così percepiti, anche per mantenere la Chiesa integra, considerando che il Cattolicesimo fa da ponte tra tantissime culture del mondo, spesso profondamente diverse. 
Ad oggi, improvvisamente, sul Soglio di Pietro siede un uomo che si comporta come fosse un comune politico, ed avvia aspri dibattiti con i suoi oppositori. 
Francesco si ingrazia il pubblico lanciando slogan attrattivi ed alletta i giornalisti con affermazioni sorprendenti che poi il portavoce può tranquillamente smentire. 
Inoltre, fa implicitamente capire di essere in disaccordo con i principi alla base della sua stessa Chiesa. 
È chiaro che un Papa non può comportarsi così senza snaturare la Chiesa. 
Per ora, si può solo immaginare quali siano i suoi scopi anche perché lui deve ancora articolare una svolta coerente da imprimere alla Chiesa. 
Non meno importante, non si ha la certezza che il Papa abbia le capacità intellettuali per farlo. 
I cattolici più ferventi sono strenuamente convinti che la barca di Pietro non affonderà mai, indipendentemente da chi sia il nocchiero. 
D'altronde Gesù stesso affermò “Gli Inferi non prevarranno su di essa”. 
Tuttavia, come seguito al caos registrato nello scorso mese, la loro fede è messa a dura prova. 
Si sta diffondendo sempre più rapidamente l'idea che Jorge Mario Bergoglio sia destinato a portare il papato alla sua distruzione.

* Traduzione di un Lettore di MiL che ringraziamo di cuore !

12 commenti:

  1. Dell'articolo mi ha scosso particolarmente questa frase" Un sacerdote vicino al Vaticano ha riferito di essere inorridito ma non sorpreso.
    “Questo è il vero Francesco” ha detto “un tiranno che riesce a malapena a celare il suo disprezzo nei confronti della sua Curia.
    Al contrario di Benedetto XVI, quel tizio lì ricompensa i suoi fedelissimi e punisce duramente i dissidenti”. Se davvero un prete si riferisce nei confronti del papa con un'espressione come "quel tizio lì" allora siamo alla frutta. Bello o brutto, simpatico o antipatico il papa è il punto di riferimento della vita cristiana.

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    1. Anch'io ho di recente parlato con un giovane prete argentino che mi diceva che quando ha sentito il nome del cardinale Bergoglio quale nuovo papa è rimasto malissimo: a Baires non vedevano l'ora che lo sostituissero come Arcivescovo (il peggiore che poteva capitare) e se lo sono trovati Papa! Inoltre la mania di dire Buon giorno, buon pranzo, etc. era già nota (e stigmatizzata) in Argentina (mai saluti cattolici, mai genuflessioni, etc etc). Però queste notizie in Italia sono censurate...Grazie a MiL e all'opera dei benemeriti traduttori!

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    2. Alcune volte pare che si tratti di due persone diverse : Bergoglio arcivescovo a Baires e Bergoglio papa. Dall'Argentina arrivano bel altre informazioni del loro ex arcivescovo che non aveva la faccia sorniona e bonaria dell'attuale papa...

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    3. Alle falde del Gargano8 novembre 2015 11:36

      Un momento, Anonimo delle 08.05..il papa non è punto di riferimento della vita cristiana a prescindere. Nella nostra professione di fede non si dichiara: "credo nel papa, qualsiasi cosa faccia". Il papa infatti è custode e servo della Rivelazione e della Tradizione cristiana ma non padrone. Ergo, se i suoi gesti e le sue parole confermano i fedeli nel solco bimillenario del Cristianesimo allora è bene seguirlo ma se ciò non accade o peggio se i suoi gesti e le sue parole vanno dichiaratamente in un'ottica di rottura con il magistero di sempre della Chiesa allora, in coscienza, è giusto non accettare degli insegnamenti erronei. Questo non vuol dire affatto essere sedevacantisti: l'Alighieri non si faceva scrupolo di raffigurare dei pontefici all'inferno, Santa Caterina da Siena non esitò a rimproverare il papa nella sua titubanza di lasciare Avignone, lo stesso Paolo si scontrò con Pietro nel famoso incidente di Antiochia e gli esempi potrebbero continuare. Del resto, il carisma dell'infallibilità della cattedra petrina, sancito dal Beato Pio IX e dal Vaticano I, si rivela solo in determinate circostanze specifiche ma non investe qualsiasi parola, qualsiasi discorso, qualsiasi atto compiuto da un papa. Certo, per un cattolico è davvero doloroso, anzi drammatico, prendere coscienza che il papa può mancare di confermare nell'ortodossia il suo gregge ma purtroppo viviamo tempi difficili.

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  2. C`è un errore nella traduzione: la vittima di abusi sessuali era ed è il nipote non di Danneels ma di Vangheluwe, ex-vescovo di Bruges, quel che è esatto è che Danneels è intervenuto per domandare alla famiglia di ritardare la denuncia e lasciare andare Vangheluwe fino alla fine del suo mandato.

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  3. Guarda che è la stessa cosa che hanno scritto!

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    1. Abbiamo semplicemente corretto il refuso ...grazie ad Anonimo 9,04 !

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  4. Bravo per Messa in Latino! Grazie tante per questo bellissimo, luminoso e incisivo articolo. Congratulazione anche al traduttore. E rimasto molto consolato in mezzo dell dolore. Grazie di nuovo.

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  5. A proposito degli "ineffabili" presuli belgi citati al termine dell'articolo: vi invito a rimirarli in foto qui, nel post #878 del sempre ottimo forumista Pikachu:
    http://www.cattoliciromani.com/63-l-osservatorio-di-cattolici-romani/57161-le-nomine-di-papa-francesco/page88
    A proposito della traduzione, grazie alle anime pie che si prestano per tradurre dall'inglese e grazie a chi è più bravo di loro e fa notare i refusi...l'unione fa la forza, ad majorem Dei gloriam semper!
    Monica da Alassio (orfana del Vescovo Oliveri)

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  6. Questo post del Mastino risale al 2012: profetico?!
    http://www.papalepapale.com/cucciamastino/pensieri/lanticristo-non-sara-un-sanguinario-ma-un-umanitarista/

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  7. Bell'articolo. Ottima la traduzione. Complimenti anche al bravo traduttore.

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  8. Grazie di questa ottima traduzione e di aver pubblicato questo interessantissimo articolo che, ahimè, conferma ulteriormente quelle che sono, immagino, le convinzioni un po' di tutti.

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