venerdì 20 novembre 2015

Ecclesiastiche manovre finanziarie


ECCLESIASTICHE MANOVRE FINANZIARIE IN UN SONETTO DI G. G. BELLI

vignetta di N. Valerio
Pape Satan, pape Satan aleppe”. Non si tratta più di ‘profumo’ di Satana, scatenato perché ormai trova porte aperte, ma della puzza solfurea infernale del Quarto Cerchio dei prodighi e avari tra i quali molti ‘cherci’. Quando Paolo VI accennò a quel profumo non pochi si chiesero e si chiedono tuttora, chi avesse aperte le porte. Non bastando la deriva dottrinale,Vaticano e uomini di Chiesa si trovano implicati in una serie di inchieste giudiziarie, e chissà se anche canoniche, le quali non sono certo originali perché ripetutesi più volte. Ricordo che il parroco della chiesa della Gran Madre di Dio a Ponte Milvio, intervistato in occasione dell’Anno Santo 1975 e richiesto di quale fosse il maggior difetto degli ecclesiastici, rispose pronto: “ i soldi !”. Sembra, infatti, siano attratti, come in un gioco puerile, a dirottare grosse somme in investimenti più o meno sballati o loschi, in riciclaggi, spese folli, etc..
Ma ormai possiamo stare tranquilli! In Vaticano c’è un grande Impresario di pulizie, (che si dice abbia già risolto tutto in pochi giorni !) che però tiene ancora il pluricompromesso Carvalho al suo posto ( a quando il cardinalato ? ) così come ha tenuto con abbracci e sorrisi il diffamatore dei perseguitati Francescani dell’Immacolata e spergiuro p. Volpi ( fino a che sorella morte non li ha separati) e si è affidato, concediamo con poca accortezza, al duo Chaouqui- Vellejo Balda.
Un sonetto del Belli (6 novembre 1832), ben informato quale funzionario della Computisteria Vaticana, si riferisce alla vicenda, che evoca le attuali, di cui fu protagonista mons. Mario Mattei, Tesoriere generale della Camera Apostolica il quale per ripianare il deficit Vaticano trattò grossi prestiti dai Rotschild svizzeri (perfidis haebreis?!) con conseguente bancarotta. Fu creato cardinale nel 1832 da Gregorio XVI. La vox populi sussurrò che il monsignore si era appropriato del danaro.
C’è stato a Roma a tempo der vertecchio 1
Un Abbate fijol dun rigattiere
Che doppo d’avé fatto er mozzorecchio 2
Se trovò de risbarzo Tesoriere.
E siccome era fijo der mestiere
Vedenno in cassa tant’oraccio vecchio
co l’aiuto de costa der cassiere
tutta l’aripulì com’uno specchio.
Ma er papa ch’era un omo duzzinale
Pianno cuella cosa in mal umore
Lo creò pe gastigo cardinale.
E accusì se po dì de Monsignore
Cuello che dimo noi de fra Caviale
La fece sporca e diventò priore.

1) Anello di legno per dare peso al fuso per filare. 
2) Avvocaticchio.
 
Enzo Fagiolo

2 commenti:

  1. la bellissima chiesa della Gran Madre di Dio, che recentemente ha finanziato i restauri affittando le impalcature a giganteschi poster di una marca di birra.

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    1. Quel profetico parroco di altri tempi ha tutto previsto, guarda caso, proprio per la sua chiesa ora profanata!

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