giovedì 8 ottobre 2015

Chi pensa ai poveri preti asfissiati dal troppo "sociale" nella Chiesa? L'appello di un Sacerdote che ci "prendeva in giro"

L'email che pubblichiamo, rendendola ovviamente impermeabile dal rischio di individualizzazione geografica, è solo l'ultima, in ordine cronologico, che ci è pervenuta. 
Vi possiamo cogliere la supplica alla Divina Provvidenza per una vitale, rapida ripresa della dimensione verticale nella Chiesa che è attualmente flagellata da un'organizzatissima campagna intra ed extra ecclesiale maleodorante di "iper impegno del sociale" che tende ad umiliare e a tradire il ruolo sacramentale,rivestito di sacralità, del Sacerdozio Cattolico.
L'incipit, riferito ai  nostri gruppi liturgici legati all'antica liturgia, è la stessa frase che  tanti pastori,  in buona fede,  ora pensano di noi : "Vi ho preso in giro ma debbo ricredermi" .
Il Signore conceda che i nostri gruppi liturgici continuino ad essere come il " granellino di senapa...  è il più piccolo di tutti i semi ma, una volta cresciuto, è più grande degli altri legumi e diventa un albero, tanto che vengono gli uccelli del cielo e si annidano fra i suoi rami".
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"Vi ho preso in giro ma  debbo ricredermi : la vostra è una buona spiritualità ...
Ora che tutto questo "sociale" nella chiesa sta  soffocando il mio sacerdozio me ne rendo conto. 
Non so se la celebrazione in tridentino mi riuscirà,   quel che potrò a fare con l'aiuto di Dio  lo metterò a disposizione della buona causa liturgica. 
Ho bisogno di una boccata d'aria fresca  ...
Pregate per me e per i miei confratelli.
Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam".