sabato 23 febbraio 2013

Preghiera dei fedeli: cui prodest?

 La preghiera dei fedeli: ovvero la palestra dei luoghi comuni. 
di S. Magister da l'Espresso blog

 Mentre sul “Corriere della Sera” del 23 gennaio Ernesto Galli della Loggia prosegue impavido la battaglia contro il conformismo che esalta la confusione tra i sessi e il matrimonio omosessuale:Il mondo gay e le vestali di un certo conformismo lo stesso giorno, su “L’Osservatore Romano”, il teologo Inos Biffi ha preso di mira un altro conformismo, di casa ecclesiastica: quello che perora una Chiesa che sia “credibile”, “persuasiva”, “profetica”.
Nell’esordio del suo articolo, Biffi se la prende con un momento della messa nel quale questo linguaggio celebra i suoi fasti:
Si sente molte volte parlare di una Chiesa che deve essere ‘credibile’, e non raramente si invita a pregare perché lo sia, specialmente nell’orazione dei fedeli, ch’è stata assunta da non pochi come l’occasione propizia per manifestare i propri pensieri e le proprie parole in libertà…”.
In effetti la preghiera dei fedeli, che quando non è “ad libitum” è letta quasi ovunque su foglietti compilati e stampati da anonimi pseudoliturgisti, è ormai diventata la palestra dei peggiori luoghi comuni.
Obietta Biffi a questo sbandamento linguistico e concettuale:
Ai linguaggi a cui abbiamo accennato sembra soggiacere la convinzione che, se il mondo non crede, sarebbe appunto perché la Chiesa non è abbastanza credibile e persuasiva, o non abbastanza profetica. In realtà, verrebbe da notare che Gesù stesso, in sé sommamente credibile, persuasivo e profetico, non ha suscitato l’adesione di tutti; ma soprattutto osserveremmo che a importare primariamente non è se si riesca a persuadere, ma se si è persuasi; come non è se si pervenga a ispirare la fede, ma se si possegga veramente la fede”.
Biffi critica anche l’uso corrente che si fa di un passaggio citatissimo del Nuovo Testamento:
Oggi si va continuamente citando il passo della prima lettera di Pietro: “Pronti sempre a rispondere a chiunque domandi ragione della speranza che è in voi” (3, 15), che secondo il contesto non significa che i cristiani devono sapere apologeticamente spiegare i motivi della loro fede, ma che nella loro condotta sono chiamati a offrire ai pagani la testimonianza della loro speranza”.
L’intero articolo è riprodotto in questa pagina di www.chiesa: La credibilità della Chiesa. Autentica per natura 
Una curiosità, sempre su “L’Osservatore Romano”. Nell’edizione stampata il 23 gennaio con la data del giorno successivo appare in prima pagina una nota firmata da Ritanna Armeni.
È la prima volta che la celebre giornalista proveniente da “il Manifesto”, cioè da un giornale che rivendica il suo essere “quotidiano comunista”, firma subito sotto la testata del giornale del papa e sotto il motto “Non praevalebunt”.
Ritanna Armeni, che peraltro già cura fin dalla fondazione il supplemento mensile de “L’Osservatore” intitolato “Donne, Chiesa, mondo”, assieme a Lucetta Scaraffia e Giulia Galeotti, dedica la sua nota a un film francese in visione nelle sale di Parigi: “Il était une foi“, un giro del mondo in bicicletta di due giovani che scoprono vive presenze di cristiani anche nei luoghi più remoti ed avversi.

13 commenti:

  1. Non sarebbe piú semplice se si usassero le preghiere della Chiesa quando si prega? Pater, Ave e Gloria! I fedeli dovrebbero pregare così non con "parole proprie".

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    1. La preghiera fatta con il cuore, la preghiera spontanea, e' altrettanto preziosa quanto quella canonica. Non toglie nulla a quella tradizionale ma in qualche modo e' molto diretta. Credo che il modo di pregare sia personale quanto il rapporto con Dio. Lui che ci ama tutti allo stesso modo bada all'intenzione ed alla sostanza. Siamo invece noi che ci preoccupiamo della forma. Nelle Sacre Scritture ci sono vari riferimenti in proposito e soprattutto spunti di riflessione. Penso che, a parte tutto, la cosa piu' importante sia pregare e che cresca il numero di coloro che scoprono il potere immenso della preghiera.

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    2. Se ragioniamo così allora anche la messa secondo tradizione è solo un rito "formale". Hanno quindi ragione i modernisti che hanno cambiato la messa in una semplice mensa? Pregare per pregare, si prega anche nella messa moderna se è per questo

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  2. Sarebbe ora di finirla con la 'preghiera dei fedeli', cumulo di studidaggini buoniste e politicamente corrette, ma lontane dalla vera Fede. Preghiamo affinche' la Chiesa, ravvedutasi e pentitasi delle eresie ispirate dal CV2, e depuratasi dai falsi pastori e falsi fedeli, ritorni senza indugio a celebrare la Messa di sempre, a maggior gloria di Dio.

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  3. Bisogna prima abolire il Concilio Vaticano II, giacchè la preghiera dei fedeli è imposta da SC53

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    1. Come si fa ad abolire un Concilio?

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  4. Non ne ha prescritto però la forma.


    I


    Divinae pacis, et indulgentiae munere supplicantes, ex toto corde, et ex tota mente, precamur te.
    Domine, miserere.

    Pro Ecclesia tua sancta catholica, quae hic, et per universum orbem diffusa est, precamur te.
    Domine, miserere.

    Pro papa nostro N. et pontifice nostro N. et omni clero eorum, omnibusque sacerdotibus ac ministris, precamur te.
    Domine, miserere.

    Pro pace ecclesiarum, vocatione gentium, et quiete populorum, precamur te.
    Domine, miserere.

    Pro civitate hac, et conversatione eius, omnibusque habitantibus in ea, precamur te.
    Domine, miserere.

    Pro àerum temperie, ac fructuum fecunditate terrarum, precamur te.
    Domine, miserere.

    Pro virginibus, viduis, orphanis, captivis, ac paenitentibus, precamur te.
    Domine, miserere.

    Pro navigantibus, iter agentibus, in carceribus, in vinculis, in metallis, in exiliis constitutis, precamur te.
    Domine, miserere.

    Pro his qui diversis infirmitatibus detinentur, quique spiritibus vexantur immundis, precamur te.
    Domine, miserere.

    Pro his qui in sancta tua Ecclesia fructus misericordiae largiuntur, precamur te.
    Domine, miserere.

    Exaudi nos Deus in omni oratione, atque deprecatione nostra, precamur te.
    Domine, miserere.

    Dicamus omnes:
    Domine, miserere.

    Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.





    II

    Dicamus omnes:
    Kyrie eleison.

    Domine, Deus omnipotens patrum nostrorum.
    Kyrie eleison.

    Respice de coelo et de sede sancta tua.
    Kyrie eleison.

    Pro Ecclesia tua sancta catholica, quam conservare digneris.
    Kyrie eleison.

    Pro papa nostro et pontifice nostro et sacerdotibus eorum.
    Kyrie eleison.

    Pro universis episcopis, cuncto clero, et populo.
    Kyrie eleison.

    Pro civitate hac, omnibusque habitantibus in ea.
    Kyrie eleison.

    Pro àerum temperie, et fecunditate terrarum.
    Kyrie eleison.

    Libera nos, qui liberasti filios Israel.
    Kyrie eleison.

    In manu forti et brachio excelso.
    Kyrie eleison.

    Exurge, Domine, adiuva nos, et libera nos propter nomen tuum.
    Kyrie eleison.

    Kyrie eleison, Kyrie eleison, Kyrie eleison.

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  5. Articolo intellegente ed equilibrato, al contrario dei soliti commenti... fatto salvo per l'ultimo delle 10.27.

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    1. Sei tu Antony che distribuisci patenti di intelligenza?
      Era per saperlo.
      Complimenti per l'umilta' dimostrata.

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  6. Torniamo al Te rogamos, audi nos!

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    1. Torniamo al greco , alla messa prima del IV secolo.
      Meglio ancora se all'Aramaico.
      La lingua di Cristo.

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  7. La Chiesa è sempre credibile! La Chiesa per sua natura divina è autentica!

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