Post in evidenza

MiL ha bisogno di voi lettori: DONAZIONI

A sx (nella versione per pc) e su palmare (voce " Donazione ") troverete la possibiltà di donare. Vi speghiamo il perchè.  Potrete...

sabato 2 luglio 2011

Povero San Francesco!

Da La Bussola
di Antonio Giuliano 29-06-2011



Se il buongiorno si vede dal mattino, allora il Festival Francescano, in programma dal 23 al 25 settembre a Reggio Emilia, non nasce sotto i migliori auspici.
Basta guardare lo spot che lancia la rassegna, organizzata dal Movimento Francescano dell’Emilia Romagna e presentata nei giorni scorsi a Milano, per rendersi conto di una certa confusione, sin dall’immagine che si vuole tramandare del Santo d’Assisi. Curiosa appare infatti la ricostruzione della vita del Poverello la cui conversione sarebbe scaturita dalla “violenza”. «L’esperienza della violenza lo cambia», dice proprio così il filmato. Eppure le Fonti Francescane (FF) convergono nel testimoniare chiaramente che il cambiamento di Francesco fosse di tutt’altra natura (!). Sia durante la prigionia dovuta alla guerra tra Perugia e Assisi, sia nella lunga malattia che ne seguì, il Santo cominciava ad avvertire dentro di sé l’iniziativa del suo Signore (che lo chiamava peraltro a una battaglia come suo cavaliere). Tant’è che a Spoleto, nel 1205 circa, una visione misteriosa lo sconsigliava di andare a combattere in Puglia e lo invitava a tornare ad Assisi (FF 1401). Lì Francesco avrebbe detto: «Signore cosa vuoi che io faccia?». Era l’inizio di un graduale processo di conversione che sarebbe seguito poi con la visione di Cristo nel lebbroso e con il messaggio del Crocifisso di San Damiano. E a fugare ogni dubbio su chi determinò il suo cambiamento ci pensò lo stesso Santo nel preziosissimo Testamento del 1226 allorché ripete fino allo sfinimento «Il Signore mi dette»… (FF 110-131). Tutta la sua iniziativa è dettata da Cristo che nel filmato non viene neppure mai menzionato. Solo grossolana ricostruzione? Semplice lapsus pacifista? Poi però nella rassegna spunta per tre sere consecutive lo spettacolo di Dario Fo “Lo Santo Iullare Francesco” che a detta dello stesso attore vuole riproporre la storia vera del Poverello che «la Chiesa ha censurato». Il ritratto di una sorta di profeta marxista, un santo «proiettato nella lotta di classe», che lotta insieme con gli operai e gli artigiani contro i potenti. E l’immancabile timbro anticlericale di Fo per cui Francesco sembra un eretico del suo tempo. Come se il Santo fino alla fine non avesse ammonito i suoi frati ad amare la Chiesa e i sacerdoti «anche se mi facessero persecuzione» (FF 112-113), perché quantunque peccassero sarebbero comunque da onorare per il fatto che amministrano il corpo di Cristo (Francesco nella sua umiltà scelse di non diventare sacerdote proprio perché non si sentiva degno). Ciò che però dal programma sembra evaporare è l’immagine di Francesco alter Christus. Non basta infatti far indossare al Santo la camicia del patriota in occasione del 150° dell’Unità. Festeggiamo sì il Patrono d’Italia, ma siamo sicuri che per dimostrarne l’attualità del messaggio sia necessario strattonare il suo saio fino all’immancabile invito politico bipartisan a Romano Prodi e Beppe Pisanu?Non che nella rassegna manchino personaggi anche di spessore (come Ernesto Olivero) ma l’impressione è quella di un calderone a più voci dove l’immaginetta del Santo viene appiccicata alla Costituzione italiana così come alle canzonette moderne. Una frammentarietà non priva peraltro di discutibili (a dir poco) conferenze. Come quella del filosofo Armando Massarenti su “Divorzio, aborto, eutanasia… L’Italia e i grandi problemi etici”. In tempi di disorientamento cattolico sui temi eticamente sensibili, figura quale relatore unico Massarenti, già noto per i suoi libri e le sue posizioni a favore della sostenibilità morale dell’eutanasia e critico sul pensiero della Chiesa in materia di bioetica (come nel libro in cui sponsorizza la ricerca sulle staminali embrionali). Certo è lodevole la volontà degli organizzatori di scendere in piazza e avvicinare quante più persone, specie i giovani, alla figura di Francesco. Ma non attirano forse di più (e meglio) le preziose iniziative dei Centri vocazionali francescani che ad Assisi e in tutt’Italia propongono corsi ed eventi di cristallina spiritualità, in cui Francesco appare tutt’altro che un filantropo politicamente corretto? A quanto pare no. Ecco perché nel Festival c’è spazio per tutto e il contrario di tutto, anche per il giovanilismo dello scrittore Enrico Brizzi, autore del fortunato Jack Frusciante è uscito dal gruppo. Peccato però che in questa rassegna a uscire dal gruppo sembra sia proprio il povero san Francesco (casomai ci fosse mai entrato).

13 commenti:

  1. Chiedo scusa se sarò 'diretto'.
    Queste pagliacciate (Festival Francescano di RE) attirano soldi, consenso visibilità e allontanano le vocazioni sacerdotali e religiose. al contrario le iniziative dei Centri vocazionali (spesso) suscitano, alimentano e portano a fioritura vocazioni. A patto però che parlino di Cristo, della Chiesa (e del suo insegnamento), della Vergine e dei Santi... poi, molto dopo anche di sociologia, politica, psicologia...
    Mi si permetta una notazione personale: quanto scritto appena sopra lo scrive un conoscitore non superficiale di psicologia, politica ed economia, da circa trent'anni orgogliosamente e felicemente sacerdote, che non ha dimenticato gli studi fatti in gioventù e costantemente coltivati, ma di cui conosce assai bene la irrilevanza salvifica!

    RispondiElimina
  2. Cobncordo con il reverendo padre; purtroppo San francesco è stato stravolto da tanti e troppi seguaci

    RispondiElimina
  3. Nessun problema...ho visto mucal  fatti dentro le Chiese...girano anche musical su Padre Pio con ballerine che danzano!  Nessun problema, e' tutto a posto. I sacerdoti sono legittimamente al loro posto? Nessuna critica alla Chiesa di Roma ? Sono in linea con CV2? Allora sono legittimi e possono fare legittimamente cio' che vogliono, anche le eresie, i sacrilegi legittimamente legittimi. Come insegna simone il falso cireneo...Ubi Petrus ibi Ecclesia ....occorre essere legittimamente legittimi sotto Roma e poi si puo' fare tutto quello che si vuole, secondo il silenzio assenso, norma legittima  ermeneutica post conciliare della nuova pentecoste! Nessun richiamo, nessun problema....e'la FFSPX che bisogna mandare al rogo poiche' seguono illegittimamente la vera Dottrina Cattolica, il Vangelo e 20 secoli di Tradizione , dogmi e documenti del Magistero e di Papi  e Santi . Sono illegittimi perche' li hanno scomunicati e poi li hanno ricomunicati senza che loro cambiassero in qualcosa .... lasciandoli pero' senza patente ermeneutica  CV2  cosi' non possono circolare legittimamente ma illegittimamente  cosi' che chiunque possa fermarli e chiedergli la patente !!!! Non ce l'hanno...ahi ahi ahahi!!!! Guai a viaggiare con loro! E' illegittimo!

    RispondiElimina
  4. Mandiamo i Francescani dell'Immacolata a bonificare con lanciafiamme ed acquasanta.

    RispondiElimina
  5. Questi genii pensano: "il vero San Francesco è improponibile all'uomo d'oggi"

    E' sempre così : non ci si fida più della vera santità come la plasma Dio e ci si inventa dei feticci secondo i nostri gusti.

    I risultati sono inevitabili.

    RispondiElimina
  6. Basta lasciar perdere i festival e leggersi le citate Fonti Francescane: un libro in grado di accompagnare alla conversione chiunque lo desideri dal profondo del cuore.

    RispondiElimina
  7. un spot misero ,cretino e molto deludente ,ma almeno non potevano prendere un pezzettino del san francesco di zeffirelli ?

    RispondiElimina
  8. Poi ci chiediamo perchénon ci sono più vocazioni...
    L'apostasia dalla vera fede ...ecco il cancro che sta divorando la Chiesa...

    RispondiElimina
  9. Tra l'altro, gli autori dello spot sono pure disinformati sulla genealogia del preteso protagonista: il padre di S. Francesco si chiamava Pietro di Bernardone, non Bernardone.

    RispondiElimina
  10. In Isaia 49,4 leggiamo queste parole: “Invano ho faticato, per nulla e inutilmente ho speso la mia forza…”.
     in Gv 21,1-19....i discepoli vanno a pesca, devono pur campare!
    Non prendono nulla durante tutta la notte. Avevano forse dimenticato che senza di Lui …
    Ma con Gesù il risultato si ribalta....tuttavia le reti son trascinate a riva solo quando Pietro aiuta!
    Certi francescani (ma anche in altri Ordini... )  pensano ormai che basta un Waka-Waka per riempire le reti....
    stanno ponendo la fede nella mentalità del mondo fino a sovvertire la storia del loro Fondatore....
    Un'altra vittima dell'errata interpretazione di Paolo VI questa volta, più che del Concilio....egli invitava gli Ordini Religiosi a RILEGGERE ATTENTAMENTE  i propri Fondatori per ritrovare NUOVA VITALITA'.... ma non credo che intendesse dire di sovvertire le proprie storie....
    Quella di san Francesco venne sovvertita già dall'800.... e meno male che Benedetto XVI ha fatto ben tre Catechesi su san Francesco richiamando proprio a questa FALSA IMMAGINE DEL SANTO PROGRESSISTA E MODERNISTA...
    e meno male che il primo MP di Benedetto XVI fu proprio quello su Assisi per tentare di rimettere  ordine laddove i francescani avevano sovvertito l'ordine della VERITA'....

    RispondiElimina
  11. Avrebbero preso quello in cui si vedono le chiappe del protagonista. Ormai Assisi è al lumicino.

    RispondiElimina
  12. La verità è molto semplice: non credono più. O credono in altro (mammona, socialità, edonismo palliativo, alto gradimento).

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.