lunedì 21 febbraio 2011

Pontificale del Cardinale Brandmueller del 6 febbraio 2011: immagini parlanti















Ho il piacere di sottoporre all'attenzione dei Lettori altre fotografie del Pontificale che Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale Walter Brandmueller ha celebrato alle ore 15 di Domenica 6 Febbraio nel Santuario della Beata Vergine Addolorata a Campocavallo di Osimo.
Mi ero ripromesso di postare altre foto, in aggiunta alle prime uscite subito dopo il Pontificale su Messainlatino.
Non l'ho fatto per evitare i toni trionfalistici che in genere contraddistinguono la mia persona e che mi meritano poi i rimproveri soprattutto dei Vescovi.
Allego tre sole foto su invito del Parroco di Campocavallo Padre Giuseppe F.I. per testimoniare la devozione con cui i tanti fedeli presenti hanno partecipato al Sacro Rito.
A sola lode di Dio.


Andrea Carradori

55 commenti:

  1. Mia curiosità: il cavaliere dell'ordine costantiniano di san giorgio che si vede nella terza foto è un nobile?

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  2. Andrea Carradori21 febbraio 2011 20:28

    Nob. Carlo Cicconi Massi delegato dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio per le Marche.
    Antica Famiglia di Sant'Elpidio a Mare ( Fermo) dove esiste il Palazzo atavico.

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  3. titolo perduto?

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  4.  Ma !? Perchè esistono ancora i Nobili ? Mi sembra di essere tornato al tempo dei Borboni dove i Nobili stavano nei primi posti cn tanto di drappi rossi !!!!!!!! Nella mia parrocchia neanche più i priori e le priore del S.Sacramento e delle Umiliate  (non sono state soppiantate dalla riforma conciliare ) durante le solennità e durante le esequie hanno i drappi rossi e viola al loro banco !! Peccato , sicuramente il Pontificale sarà stato solenne MA con nota stonata ! Ci sono altre foto ?

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  5. bravo Andrea! dal fratello di Mara che lavora a Loreto.

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  6. E' cosa buona e giusta che i nobili stiano nelle prime file e abbiano il drappo, ovviamente da anni si cerca di far passare la nobiltà per un'infamia, ma così non è: i nobili sono una parte importante della nostra storia e anche se oggi non contano più nulla onori e titoli. Tra l'altro l'affermazione che tutti gli uomini sono uguali è una eresia bella e buona: nemmeno davanti a Dio gli uomini sono tutti uguali.. hai mai sentito parlare di Aequitas canonica, per esempio?
    La salma del cattolicissimo duca di parma e piacenza ha ricevuto anche gli onori militari dello stato italiano qui da noi, oltre che essere esposto nella basilica di santa Maria di campagna vegliato dal picchetto d'onore di guardie nobili tra altre complicate cerimonie, prima di essere inumato con rito solenne alla cripta della steccata di parma, presente in chiesa soltanto un ceto di nobili europei, rivestito del saio benedettino per suo volere e imbalsamato. Ti sei perso una bella cerimonia.

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  7. Ben vengano i nobili! Non dobbiamo pagare loro le tasse per non far crollare la baracca statale ne' 8 per mille per costruire chiese  indegne di tale nome. 

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  8. Secondo me è un'eresia dire che davanti a Dio non siamo tutti uguali !!!!!!! Per fortuna che i funerali di 1 2 3 classe sono stati ABOLITI !!!! Finiremo tutti davanti al cospetto di DIO e Lui ci giudicherà per quello che abbiamo fatto in vita per noi e per il prossimo e non per il BLASONE che possediamo o non possediamo . Diano solenne culto a Dio con tutti i PONTIFICALI che vogliamo, Missa coram Deo e vVespri solenni ma il resto è ..............tutta vanità di vanità!!!!! ( S. Filippo Neri )

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  9. Andrea Carradori22 febbraio 2011 07:52

    Semmai titolo conservato !
    Sant'Elpidio a Mare riserva il titolo di Nobile, per antichissima concessione papalina.
    Il titolo di Nobile di ... è, in molti casi, più antico e rappresentativo di altri ampollosi ( e spesso non corrispondenti) titoloni comitali o marchionali.
    Almeno nella Marca il titolo di Nobile è assai più antico e verace di altre concessioni, spesso storicamente più recenti.

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  10. Andrea Carradori22 febbraio 2011 08:07

    Al solito, la mattina, mi è dato di leggere "al sorgere del sole" certe cadute di stile del Signor Valter 66...
    Premesso che la Nobiltà non ha alcun senso ne' alcun valore quando non si appoggia sul concetto e sui valori della Cristianitas, come giustamente Pio XII ha messo più volte in risalto, io ritwngo un bene prezioso che negli squallidi giorni attuali ci siano ancora delle Famiglie che, au contraire del mondo e delle sue seduzioni, continui a proclamare i valori tradizionali basati sulla dottrina sociale della Chiesa.
    Mancando di  questi valori cattolici e di questa fede non si possono accettare figuri che si appiccicano titoloni nobiliari, per fare meglio le super pagate comparsate in TV, oppure dirigere movimenti contrari alla Chiesa.
    Senza il fondamento cattolico non è moralmente legittimo alcun tipo di titolatura.
    Se il Signor Valter 66 corrisponde al professore dalla doppia  identità,  mi fa pena che non abbia lui stesso scritto le parole che ho appena chiosato io : certamente lui le avrebbe scritto assai più brillantemente di me.
    A questo punto arriva il plagio di certi ambienti curiali-progressisti : far dimenticare la sana dottrina sociale della Chiesa a coloro che avrebbero il dovere di proclamarla e che invece sono costretti, per la pagnotta, di dire il contrario.
    La nota stonata è il plagio che il Signor Valter 66 ha subito dagli ambienti clerico-progressisti della sua affamatrice Arcidiocesi.

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  11. Andrea Carradori22 febbraio 2011 08:16

    Mi fa pena che, scientemente, il professore Valter 66, che deve pur vivere e per farlo deve seguire le imperanti correnti della sua super progressista Arcidiocesi, voglia farsi più "proletario dei proletari".
    Forse il professore Valter 66, che dice le stesse cose che disse Pio XII , il professore De Oliveira o il professore De Mattei ecc ecc (evidentemente li ha studiati a fondo prima di dover proclamare , <span>per poter vivere quotidianamente</span>, i nuovi esegeti del progressismo cattolico )
    non vuole ricordare che le "classi" dei funerali nella sua Arcidiocesi furono abolite dal sinodo diocesano ben prima del Concilio Vaticano II ?
    E' vanità mentale non voler ricordare questi dati storici ...

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  12. Faccio presenta che la mia non è un'Arcidiocesi ma una semplice Diocesi che, come tanta segue le direttive dato dall'alto . Ho già spiegato che personalmente condivido le antiche liturgie fatte di riti solenni ( cosa che si fà nella mia parrocchia molto tradizionalista : in primis il mio Rev. Parroco ) con tanto di messe in canto piano e canto figurato ( vedi Palestrina ecc ) andando contro il nostro Ufficio Diocesano di Musica Sacra che mi ritiene RETROGRADO e non CONOSCITORE delle regole dettate dal Concilio . Progressista quindi non credo di esserlo ma.........su certe cose come quelle sopra citate ho delle riserve !!!! Può essere lecito ? Comunque il mio ruolo nella chiesa che amo profondamente è quella di Maestro di Cappella

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  13. Alla faccia del Vangelo che ordina espressamente di non dare posti privilegiati al ricco, perchè davanti a Dio siamo tutti uguali ... ma da questo orecchio la Chiesa Romana è sempre stata sorda.

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  14. Hai voglia se è vanità ... ed è oltretutto contro ciò che è espressamente scritto nel Vangelo.

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  15. <span>Dal "Discorso di Sua Santità Pio XII al Patriziato e alla Nobiltà Romana"</span>

    <span>"In altri termini, patriziato e nobiltà, voi rappresentate e continuate la tradizione.</span>
    <p>Questa parola, ben si sa, suona sgradita a molti orecchi; essa spiace a buon diritto, quando è pronunciata da certe labbra. Alcuni la comprendono male; altri ne fanno il cartellino menzognero del loro egoismo inattivo. In tale drammatico dissenso ed equivoco, non poche voci invidiose, spesso ostili e di cattiva fede, più spesso ancora ignoranti o ingannate, vi interrogano e vi domandano senza riguardo: A che cosa servite voi? Per rispondere loro, conviene prima intendersi sul vero senso e valore di questa tradizione, di cui voi volete essere principalmente i rappresentanti.(...) Molti animi, anche sinceri, s'immaginano e credono che la tradizione non sia altro che il ricordo, il pallido vestigio di un passato che non è più, che non può più tornare (...) Ma la tradizione è cosa molto diversa dal semplice attaccamento ad un passato scomparso; è tutto l'opposto di una reazione che diffida di ogni sano progresso. Il suo stesso vocabolo etimologicamente è sinonimo di cammino e di avanzamento. Sinonimia, non identità. Mentre infatti il progresso indica soltanto il fatto del cammino in avanti, passo innanzi passo, cercando con lo sguardo un incerto avvenire; la tradizione dice pure un cammino in avanti, ma un cammino continuo, che si svolge in pari tempo tranquillo e vivace, secondo le leggi della vita, sfuggendo all'angosciosa alternativa : « Si jeunesse savait, si vieillesse pouvait! »; simile a quel Signore di Turenne, di cui fu detto: « Il a eu dans sa jeunesse toute la prudence d'un <span>â</span>ge avancé, et dans un <span>â</span>ge avancé toute la vigueur de la jeunesse » (Fléchier, Oraison funèbre, 1676). In forza della tradizione, la gioventù, illuminata e guidata dall'esperienza degli anziani, si avanza di un passo più sicuro, e la vecchiaia trasmette e consegna fiduciosa l'aratro a mani più vigorose che proseguono il solco cominciato. Come indica col suo nome, la tradizione è il dono che passa di generazione in generazione, la fiaccola che il corridore ad ogni cambio pone in mano e affida all'altro corridore, senza che la corsa si arresti o si rallenti. Tradizione e progresso s'integrano a vicenda con tanta armonia, che, come la tradizione senza il progresso contraddirebbe a se stessa, così il progresso senza la tradizione sarebbe una impresa temeraria, un salto nel buio.
    </p><p>No, non si tratta di risalire la corrente, di indietreggiare verso forme di vita e di azione di età tramontate, bensì, prendendo e seguendo il meglio del passato, di avanzare incontro all'avvenire con vigore di immutata giovinezza.
    </p><p>Ma così procedendo, la vostra vocazione splende già delineata, grande e laboriosa, che dovrebbe meritarvi la riconoscenza di tutti e rendervi superiori alle accuse che vi fossero rivolte dall'una o dall'altra parte."
    </p><p> 
    </p><p>http://www.vatican.va/holy_father/pius_xii/speeches/1944/documents/hf_p-xii_spe_19440119_nobilta-romana_it.html
    </p><p> 

    </p><p> 
    </p><p> </p>

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  16. sia ben chhiaro che quando dicevo che gli uomini NON sono tutti uguali davanti a Dio NON intendevo che Dio tiene in maggior considerazione i nobili, anzi, ma intendevo solo riaffermare un concetto oggi oscurato dalla propaganda egualitaria postconciliare: l'accostamento di questa affermazione ai nobili, che ho fatto sopra, era meramente funzionale, per rafforzare il mio discorso in risposta a un sostenitore dell'egualitarismo come mi sembra valter 66.

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  17. il Vangelo ordinerebbe questo?? Ma scusa, e dove starebbe scritto?? L'ORDINE ESPRESSO, DICO.

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  18. E tra l'altro le salme dei nobili prima del concilio erano le uniche ad essere appoggiate direttamente sul pavimento durante le esequie, senza catafalco...

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  19. Se li vada a leggere i Vangeli, vedrà che lo trova il passo ...

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  20. Infatti, niente di nuovo. La chiesa romana è sempre stata sorda a ciò che spesso è scritto nel Nt.

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  21. Mi pare che qualcuno faccia finta di ignorare che il Nobile in questione è in prima fila in quanto rappresentante di un Ordine Cavalleresco.
    E gli Ordini, che a qualcuno piaccia o no...stanno davanti anche alle autorità civili.

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  22. non esiste, e se pensa al passo dei primi posti nelle sinagoghe e nei conviti ha un altro significato.

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  23. No, il nobile ha proprio un posto privilegiato rispetto agli altri, perchè come vedi i normali cavalieri di malta e del santo sepolcro stanno nelle prime file, mentre i 3 nobili hanno i posti privilegiati: gli atri 2 vicini al cavaliere dell'ordine costantiniano sono nobili anche loro, lo  si desume dai segni sull'abito che evidenziano l'alto grado all'interno dei propri ordini, e tali gradi per gli statuti possono essere ricoperti solo dai esponenti di famiglie nobili. Anche a San Pietro i nobili hanno posti privilegiati, qnche se non vestono l'abito di un ordine cavalleresco. E nelle foto mi sembra ci sia anche il gentiluomo nobile assistente in cravatta bianca.

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  24. Andrea Carradori22 febbraio 2011 14:42

    Perchè Valter 66 non vuole notare :
    - i fedeli che hanno partecipato al Sacro Rito hanno riempito la chiesa ;
    - il numero considerevole di "volontari liturgici" ( fra ministranti, cantori e lavoratori che hanno preparato, diversi giorni prima, l'allestimento necessario al Pontiicale )
    - il numero ragguardevole dei collaboratori della Liturgia e della carità  ( Confraternite) presenti nei primi posti ?
    Possibile che ci si debba fermare solo alle questioni d'etichetta piuttosto che guardare la sostanza delle cose ?

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  25. Perchè Cristo stesso disse di non lasciare il ricco nei primi posti e il povero dietro ... e al posto del ricco ci sta benissimo anche il nobile. Se il Vangelo è "questione di etichette" ... andiamo bene!

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  26. Mi dispiace caro Valter66 ma lei di Ordini non ci capisce nulla.
    Nei tre posti a latere ci sono i tre delegati dello SMOM, Santo Sepolcro e Costantiniano.
    Nelle prime panche ci sono gli altri cavalieri.

    Il posto distinto rispetto agli altri è dato dal ruolo, non dalla nobiltà.
    Cosa confermata dal fatto che nella prima fila, insieme agli altri cavalieri, c'è un professo SMOM che è nobile.

    Che poi in Vaticano la nobiltà nera abbia posti riservati è un discorso a parte, visto che sono nobili proprio per lo Stato Vaticano e in esso hanno ricoperto o ricoprono ruoli particolari (vedasi i Principi Assistenti al Soglio Pontificio).

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  27. ma un rappresentante di tali ordini può essere solo un nobile. Poi siam d'accordo che sono lì perchè sono in rappresentanza degli ordini, e che l'altro nobile è messo vicino agli altri cavalieri perchè veste l'abito, e quindi si dispone come le regole stabiliscono. Comunque credo siamo d'accordo che il posto privilegiato dei nobili c'è sempre stato, infatti è anche regolato da norme( p.es. può avere il drappo e lo scranno distinto ma non il baldacchino ecc..)

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  28. La verità è che sia i fedeli sia i variopinti cavalieri nobii sono anziani, i giovani non ci sono, molte le testa canute, troppe.

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  29. i giovani non ci sono, oh bella!!!!!! E i ministranti cosa sono, ottantenni??? Lei mi sembra uno di quelli ai quali si indica la luna e vedono un dito!

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  30. Mi dispiace, ma ha ragione chi contesta la presenza dei nobili in prima fila.
    Ma non solo dei nobili: neanche le confraternite dovrebbero avere un posto privilegiato.
    Ma non solo le confraternite: neanche il Sindaco dovrebbe averlo.
    Ma non solo il Sindaco: neanche i Cardinali dovrebbero avere un trono dal quale pontificare.
    Ce lo vogliamo mettere tutti in testa che SIAMO TUTTI UGUALI?
    Eppure quel sant'uomo di Marx ce lo ha spiegato da tanto tempo. Possibile che la Chiesa non si vuole proprio uniformare alla spiritualità del marxismo?
    In confronto a quel documento di chiara ispirazione divina che è il "Manifesto del Partito Comunista", che cos'è la Scolastica? E la Patristica? E lo stesso Vangelo? Tutti testi minori no? :)
    Dobbiamo essere tutti uguali, come nella "Fattoria degli animali": chissà mai che guidati da questi nuovi profeti forumisti cattogiacobini, cattocomunisti e cattoilluminati non riusciamo anche a cambiarne il finale!

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  31. mi scusi, aggiungo: sì, è ovvio che sono distinti perchè in rappresentanza degli ordini, questo lo davo per scontato. Ora qua il problema credo sia nato dalla confusione per il fatto che alcuni, anzi molti cavalieri sono anche nobili, come questi.

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  32. <p>Mio caro buon Gesù, che per decreto <span></span>
    </p><p>dell'infallibil vostra volontà <span></span>
    </p><p>m'avete fatta nascere nel ceto <span></span>
    </p><p>distinto della prima nobiltà, <span></span>
    </p><p>mentre poteva a un minim cenno vostro <span></span>
    </p><p>nascer plebea, un verme vile, un mostro:<span></span>
    </p><p> <span></span>
    </p><p>io vi ringrazio che d'un sì gran bene <span></span>
    </p><p>abbiev ricolma l'umil mia persona, <span></span>
    </p><p>tant più che essend le gerarchie terrene <span></span>
    </p><p>simbol di quelle che vi fan corona <span></span>
    </p><p>godo così di un grad ch'è riflession <span></span>
    </p><p>del grad di Troni e di Dominazion.<span></span>
    </p><p> <span></span>
    </p><p>Questo favor lunge dall'esaltarm, <span></span>
    </p><p>come accadrebbe in un cervell leggier, <span></span>
    </p><p>non serve in cambi che a ramemorarm<span></span>
    </p><p>la gratitudin mia ed il dover <span></span>
    </p><p>di seguirvi e imitarvi, specialment <span></span>
    </p><p>nella clemenza con i delinquent.<span></span>
    </p><p> <span></span>
    </p><p>Quindi in vantaggio di costor anch'io <span></span>
    </p><p>v'offro quei preghi, che avii faa voi stess<span></span>
    </p><p>per i vostri nimici al Padre Iddio: <span></span>
    </p><p>Ah sì abbiate pietà dei lor eccess,<span></span>
    </p><p>imperciocchè ritengh che mi offendesser <span></span>
    </p><p>senza conoscer cosa si facesser.<span></span>
    </p><p> <span></span>
    </p><p>Possa st'umile mia rassegnazion <span></span>
    </p><p>congiuntament ai merit infinitt <span></span>
    </p><p>della vostra acerbissima [...]

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  33. Questa la preghiera di "Donna Fabia Fabron de Fabrian", andata a fare le sue devozioni a San Celso (Milano, corso Italia) il primo venerdì di marzo, andandoci:                    con quell sfarz <span></span>
    <p>che si adice alla nostra condizion; <span></span>
    </p><p>il mio copé con l'armi, e i lavorin <span></span>
    </p><p>tanto al domestich quanto al vetturin  
    </p><p> 
    </p><p>La folla (l'aria della rivoluzione francese aveva ormai superato le Alpi) la schernisce e - quasi - la minaccia:
    </p><p> 
    </p><p>E tanto più che appena sòrta in piè <span></span>
    </p><p>sentii da tutt i band quej mascalzoni <span></span>
    </p><p>a ciuffolarmì<span>  </span>dietro il va via vè! <span></span>
    </p><p>Risa sconc, improperi, atti buffoni, <span></span>
    </p><p>quasi foss donna a lor egual in rango, <span></span>
    </p><p>cittadina... merciaja... o simil fango.
    </p><p>
    </p><p>Così, dopo aver recitato la preghiera postata prima, Donna Fabia reagisce come le è connaturale. Godetevi il finale:
    </p><p> 
    </p><p>Volendo poi accompagnar col fatt <span></span>
    </p><p>le parole, onde avesser maggior pes, <span></span>
    </p><p>e combinare con un po' d'eclatt<span></span>
    </p><p>la mortificazíon di chi m'ha offes <span></span>
    </p><p>e l'esempio alle damme da seguir <span></span>
    </p><p>ne' contingenti prossimi avvenir,<span></span>
    </p><p> <span></span>
    </p><p>sòrto a un tratt dalla chiesa, e a quej pezzent<span></span>
    </p><p>rivolgendem in ton de confidenza, <span></span>
    </p><p>Quanti siete, domando, buona gent?... <span></span>
    </p><p>Siamo ventun, rispondon, Eccellenza! <span></span>
    </p><p>Caspita! molti, replico,... Ventun?... <span></span>
    </p><p><span>Non serve: Anselm?... Degh on quattrin per un.</span></p>

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  34. Si si ... come no ... comunque non nei Vangeli. Avevo scritto di corsa. Credo nella lettera di giacomo.

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  35. Che vuole che le dica, allora evidentemente anche Nostro Signore era un poco marxista.

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  36. Io, ovviamente, scherzavo su delle idiozie che non meritano risposta, ma solo il dileggio. Spero che lei stia facendo altrettanto!
    In caso contrario, intervenga la redazione!

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  37. Che delle cappelle lei sia maestro lo dimostra con quello che scrive!!!

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  38. i nobili che conosco io parlavano in modo ben diverso:

    <span>"Nel nome della Santissima Trinità, Padre, Figliuolo, e Spirito Santo. Oggi 25 Dicembre 1792. Io Luigi XVI di nome, Re di Francia, chiuso da più di quattro mesi colla mia Famiglia nel Tempio a Parigi da coloro ch'eran miei sudditi, privo di ogni comunicazione qualunque, e dagli undici in qua del corrente fino colla mia stessa Famiglia, implicato di più in un processo, di cui è impossibile prevederne l'uscita a motivo delle passioni degli Uomini, e di cui non si trova né pretesto, né mezzi di alcuna legge esistente, non avendo che Dio per testimonio dè miei pensieri, a cui possa rivolgermi: Io dichiaro qui in sua presenza le mie ultime volontà, e sentimenti.
    Lascio la mia Anima a Dio mio Creatore, pregandolo ad accoglierla nella sua misericordia, di non giudicarla secondo i suoi meriti, ma da quelli bensì del nostro Signor Gesù Cristo che si è offerto in sacrifizio a Dio suo Padre per noi altri Uomini, benché ne fossimo indegni, ed io più di tutti. Muojo nell'unione della nostra Santa Madre la Chiesa Cattolica, Apostolica, e Romana, che ha la sua Podestà per una successione non mai interrotta dopo S. Pietro, a cui Gesù Cristo l'ha confidata.
    Credo fermamente e confesso quanto è contenuto nel Simbolo, i Comandamenti di Dio, e della Chiesa, i Sacramenti, e i Misterj come la Chiesa Cattolica gli insegna, e gli ha sempre insegnati. Non ho mai preteso di farmi Giudice nelle differenti maniere di spiegare i dogmi, che dividon la Chiesa di Gesù Cristo, ma sonomi riportato, e mi riporterò sempre se Dio mi dà vita alla decisioni che i Superiori Ecclesiastici uniti alla Santa Chiesa Cattolica danno, e daranno conformemente alla Disciplina della Chiesa costante da Gesù Cristo in poi. Compiango di tutto cuore i nostri fratelli, che potessero essere in errore, ma non pretendo però giudicarli, e non gli amo tutti per questo di meno in Gesù Cristo, secondo che la Carità Cristiana ci insegna. Prego Dio a perdonarmi tutti i miei peccati: ho cercato scrupolosamente a conoscerli, a detestarli, e ad umiliarmi in sua presenza. Non potendo servirmi del ministero di un Sacerdote Cattolico, prego Dio di ricevere la confessione che gli ho fatta, e soprattutto il pentimento profondo che ho di aver messo il mio nome (benché ciò fosse contro mia voglia) ad atti che possan esser contrarj alla disciplina, ed alla credenza della Chiesa Cattolica, alla quale sono sempre rimasto sinceramente unito di cuore. Prego Dio di ricevere la ferma risoluzione in cui sono, se mi dà vita, di servirmi tosto che il possa del Ministero di un Prete Cattolico per accusarmi di tutti i miei peccati, e ricevere il Sagramento della Penitenza. Prego tutti coloro che potessi aver offesi per inavvertenza (poiché non mi ricordo di aver mai fatto scientemente offesa a veruno) o quelli a cui potessi aver dato cattivi esempj, o scandali di perdonarmi il male che credono possa loro aver fatto. Prego tutti coloro che han carità di unire le loro colle mie preghiere per ottenere da Dio il perdono dè miei peccati. Perdono con tutto il mio cuore a coloro che si son fatti miei nimici, senza ch'io n'abbia loro dato motivo, e prego Dio di perdonare ad essi, come pure a coloro che per un falso zelo, o per un zelo malinteso mi hanno fatto assai male. Raccomando a Dio mia Moglie, e i miei Figli, la mia Sorella, le mie Zie, e i miei Fratelli, e tutti coloro che mi sono uniti per vincolo di sangue, o per qualunque altro modo possa ciò essere. Prego Dio particolarmente a volgere un occhio di misericordia sopra la mia Moglie, i miei Figli, e mia Sorella che soffrono da lungo tempo con me, di sostenerli colla sua grazia se venissero a perdermi, [...]

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  39. <span> Raccomando i miei Figli a mia Moglie. Non ho mai dubitato della sua materna tenerezza per essi; le raccomando sopra tutto di farli buoni Cristiani, ed onest'Uomini, di non far loro riguardar le grandezze di questo mondo (se saran condannati a provarle) che come beni pericolosi, e transitorj, e di voltare i sguardi verso la sola Gloria solida, e durevole dell'Eternità: prego mia Sorella a voler continuare la sua tenerezza à miei Figli, e di tener loro luogo di Madre se mai avessero la disgrazia di perder la propria. Prego mia Moglie a voler perdonarmi tutti i mali che soffre in grazia mia, e i dispiaceri che potrei averle recati nel corso della nostra unione, com'Ella può esser sicura che nulla ho contro di Lei, dov'ella credesse aver qualche cosa a rimproverarsi. Raccomando vivissimamente à miei Figli dopo quel che devono a Dio che deve andare innanzi di tutto, di essere uniti sempre fra loro, sommessi, ed ubbidienti alla lor Madre, e grati a tutte le cure, e travagli, ch'ella si prende per essi, e per mia memoria. Li prego a riguardar mia Sorella come un'altra lor Madre. Raccomando a mio Figlio, se avesse mai la disgrazia di esser Re, di pensare che deve tutto se stesso alla felicità dè suoi concittadini, che deve dimenticarsi d'ogni risentimento, d'ogni odio, e segnatamente di quanto ha rapporto alle disgrazie, ed ai dispiaceri che provo, che non potrà fare giammai il bene dei Popoli, fuorché regnando secondo le leggi; ma al tempo stesso che un Re non può far rispettarle, né fare il ben che vorrebbe se non è rivestito dell'autorità necessaria, e che altrimenti legato nelle sue operazioni, e non ispirando alcun rispetto farà più di danno, che di vantaggio. Raccomando a mio Figlio di aver cura di tutte le Persone che m'erano attaccate quanto le circostanze in cui si troverà gli permetteranno di fare: di pensare ch'è un debito sacrosanto da me contratto verso i Figli, o i Genitori di quelli che son periti in grazia mia, e poscia di coloro che in grazia mia si trovano in uno stato infelice. So che tra quelli che m'erano attaccati ve ne son molti, che non si sono condotti a mio riguardo, come doveano, e che mi hanno fino mostrata dell'ingratitudine; ma io perdono loro (spesso in momento di agitazione, e di effervescenza non si è padron di se stessi) e prego mio Figlio se ne ha l'occasione a non ricordarsi della loro disgrazia. Vorrei poter qui attestare la mia riconoscenza a coloro, che mi hanno mostrato un vero attaccamento senza alcun interesse; se da un canto sono stato commosso sensibilmente alla slealtà, e sconoscenza di alcuni, a cui mai non avea dimostrato che bontà, ed essi personalmente, o ai loro parenti, o amici, sono stato dall'alto consolatissimo in vedere l'attaccamento, e l'interesse gratuito da molte persone mostratomi; li prego tutti a gradire i miei ringraziamenti. Nella situazione in cui tuttavia sono le cose temerei comprometterli se mai parlassi più chiaro; ma raccomando specialmente a mio Figlio di indagar le occasioni per poter riconoscerli. Crederei calunniare ciò non ostante i sentimenti della Nazione se non raccomandassi apertamente a mio Figlio MM. de Chamilly e Huë che il vero loro attaccamento alla mia persona avea portato a richiudersi meco in questo tristo soggiorno, e che hanno creduto di divenire le vittime disgraziate. Gli raccomando ancora Cléry, delle attenzioni del quale ho avuto tutto il motivo di lodarmi dacché trovasi meco, essendo quegli che è restato con me sin alla fine: Prego i Signori della Comune di consegnargli i miei panni, i miei libri, il mio oriuolo, la mia borsa e gli altri piccoli effetti depositati ai Consiglio della Comune. Perdono ancora volontierissimo a coloro che mi hanno fatta [...]

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  40. Bene, queste farneticazioni sulla nobiltà assieme alle nostalgie pre unitarie identificano i vostri inquietanti sentimenti anacronistici e bizzarri, grazie, lo sapevamo già chi siete. Non vi lamentate tradizionalisti se siete e sarete sempre giustamente censurati e bloccati da tutti i vescovi del mondo, e non solo lo stesso Cristo vi condanna. Siamo tutti uguali, si, l'unico titolo di nobiltà è quello datoci da battesimo ''Figli di Dio''. Grazie a placentinum e company che la tradizione è e resterà bruciata.

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  41. Placentinum ha solo trascritto un testamento spirituale. Da qui a scrivere che restaurazione e tradizionalisti vanno a braccetto ce ne passa.
    Se quest'ultimo ospite scrive: "sapevamo già chi siete", nulla vieta che lo si possa dire anche di voi, che siete idealisti tanto quanto i nostalgici.
    La differenza sta solo nel fatto che voi oggi andate più di moda. Ma dietro la falsa e squallida facciata dell'ugualitarismo si cela quasi sempre il desiderio di apparire. Cambia solo il titolo: oggi il privilegiato si chiama "moderatore della comunità", "membro del consiglio pastorale", "laico impegnato" e altre baggianate simili. Tutto fatto per apparire, per parlare al microfono in Chiesa, per dare sfoggio della propria finta erudizione da esibire biascicando strampalate intenzioni improvvisate nella preghiera dei fedeli.
    Anche scrivere "la tradizione è e resterà bruciata" è un grossolano errore: da quanto scrive la redazione, sembra che l'interpretazione del "motu proprio" porterà sempre di più a confinare i tradizionalisti nei ghetti. Se questa è la volontà finale del Santo Padre (anche se così non sembrava), la tradizione resisterà, seppur confinata. Del resto secoli che ci tacciate di stare sempre e solo tra di noi, di sposarci solo tra di noi, di andare a cena solo tra di noi, di darci del tu solo tra di noi (Bist Du ein Fuerst, bist Du ein Graf, oder wie heissen Sie?): vorrà dire che (come fanno del resto Neocatecumeni, Carismatici e tanti altri) andremo anche a Messa solo tra di noi (magari nei nostri Oratori privati, decisamente più belli di tante mostruosità architettoniche che vi ostinate a chiamare Chiese).
    Contenti voi, contenti tutti!

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  42. Redazione di Messainlatino.it22 febbraio 2011 19:02

    Mi sembra che si sia discusso già abbastanza di questioni tutt'altro che essenziali.

    FZ

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  43. Redazione di Messainlatino.it22 febbraio 2011 19:06

    Appunto, il tono era scherzoso. Stemperiamo un po' la tensione. Stiamo trattando di questioni di secondaria importanza.

    FZ

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  44. se IO sono monarchico NON vuol dire che lo siano tutti i tradizionalisti PRIMA COSA!
    SECONDA COSA mi sembra di aver detto che apprezzo la nobiltà e la riconosco, ma che l'essere nobili non sia un salvacondotto per il paradiso. La mia posizione sui nobili è la stessa del CARRADORI, se la legga. TERZA COSA  con l'affermazione che non siamo tutti uguali davanti a Dio, COME HO GIA' DETTO, non intendevo certo che Dio fa differenze tra nobili e non-nobili, bensì riaffermo quanto è stato sempre insegnato dalla chiesa, che non possiamo essere tutti uguali: ognuno è portatore delle sue debolezze eccetera, l'uomo è creatura fragilissima... E POI GRAZIE A ME COSA?? MA IO MI SONO LIMITATO A FARE UNA DOMANDA SE QUELLO DELLA FOTO FOSSE UN NOBILE O MENO, TUTTE LE ALTRE COSE LE HANNO TIRATE FUORI OSPITI COME LEI! LA DISCUSSIONE NON L'HO INIZIATA IO, MI SONO LIMITATO A RISPONDERE ALLE ACCUSE, E SE MI PERMETTE, LO HO FATTO PORTANDO ARGOMENTI VALIDI.

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  45. taccio come richiesto. però questa discussione sulla nobiltà poteva essere bella e proficua, se qualcuno non l'avesse rovinata con le sue ideologie.

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  46. Andrea Carradori22 febbraio 2011 21:34

    Incredibile !
    A causa di una garbatissima domanda fatta dall'ottimo Placentinum la discussione ha preso una piega che rasenta lo squallore intellettivo.
    Trascrivo l'intervento di Ospite delle 15,54 che merita riflessione :
    " Nei tre posti a latere ci sono i tre delegati dello SMOM, Santo Sepolcro e Costantiniano.  
    Nelle prime panche ci sono gli altri cavalieri.  
     Il posto distinto rispetto agli altri è dato dal ruolo, non dalla nobiltà.  
    Cosa confermata dal fatto che nella prima fila, insieme agli altri cavalieri, c'è un professo SMOM che è nobile.  
     Che poi in Vaticano la nobiltà nera abbia posti riservati è un discorso a parte, visto che sono nobili proprio per lo Stato Vaticano e in esso hanno ricoperto o ricoprono ruoli particolari (vedasi i Principi Assistenti al Soglio Pontificio)".

    Sarà sufficiente per fare altre considerazioni sul rito, sull'impegno profuso da giovani ed anziani per la lode di Dio ?
    L'astio e la confusione mentale di Ospite delle 18,13 non fanno presagire nulla di buono per una concordia sulla medesima fede e sullo stesso esercizio della carità !

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  47. Comunque a Gesù Cristo ( che è il cuore della nostra vita !!!!!) non piacevano i Farisei che facevano vedere quanto erano lunghe le frange e si mostravano tra i primi nel Tempio ma diceva " I primi si facciano gli ultimi "!!!!! Per fortuna che al mio paesello in chiesa siamo tutti UGUALI !!!!!!!!!!! Nei primi banchi i piccoli che sono ,come dice Gesù  i privilegiati e poi tutto il popolo di Dio in cammino verso di Lui ( si spera ) Comunque spero che la discussione non porti rancore , MESSAINLATINO è interessante !!! Complimenti a chi di dovere

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  48. <<per>>. Mi permetta di dubitare sulla veridicità di questa frase così pregna di cattocomunismo: anche perché lei si contraddice da solo.

    <<nei>>

    E allora non siete tutti uguali!

    O forse nella sua parrocchia anche il Prete durante la liturgia della parola siede tra i banchi per non apparire diverso (absit injuria verbis)?

    Continuate a riempirvi la bocca di egualitarismo marxista.</nei></per>

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  49. Redazione di Messainlatino.it23 febbraio 2011 22:46

    No, non intendevo ridurre al silenzio nessuno. Ero solo mosso dalla preoccupazione per la piega presa dalla discussione; mi sembrava auspicabile che non si andasse oltre, perlomeno sulla stessa strada.

    FZ

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  50. Redazione di Messainlatino.it23 febbraio 2011 22:47

    Grazie dei complimenti. La sua speranza è anche la mia.

    FZ

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  51. No i piccoli stanno li perche hanno il CUORE puro e sono candidi come la neve !!!!!!!!! Il mio parroco invece stà al suo posto ossia in presbiterio !!!!!!!!!!!!!!!! Cristo infatti disse "Lasciate che i piccoli vengano a me " e LORO sono i privilegiati !!!! Non i NOBILIIIII . Comunque continuo a credere che Nobili si è nel cuore e nello stile di vita e non nel blasone che si ha . come vede non mi contraddico ! Kyrie eleison Kyrie eleison !!

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  52. Quello che intendo dire è che frasi come le sue (al mio Paese in chiesa siamo tutti uguali) sono frasi fatte e, invevitabilmente, non veritiere come non può corrispondere al vero ogni frase che afferma concetti assoluti su questioni che, al contrario, hanno portata decisamente relativa.
    Una mente onesta non può non riconoscere che, alla fine, anche l'uguaglianza è una questione di gradi (non esisterebbe il concetto stesso di uguaglianza se non esistessero le differenze).
    Ecco perché scrivere: al mio paesello siamo tutti uguali mostra un portata assoluta in un concetto che assoluto non è.
    Inoltre qui non si vuole affermare che i nobili hanno diritto di avere determinati posti in Chiesa (almeno io non lo credo), ma che in Chiesa sia ammissibile riservare dei posti a seconda delle circostanze (o forse neanche i parenti del defunto hanno diritto di stare ai primi banchi durante le esequie?).
    Mi faccia capire, infine: Lei prima afferma di essere maestro di cappella, poi dice che sta in un paesello. Da quando i paeselli hanno la cappella musicale? Al massimo una schola cantorum con il direttore. Ma auto-definirsi maestro di cappella!!!
    Non vorrei che nell'umiliare i nobili lei voglia esaltare se stesso...

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  53. bah bah bah bah.. invece che commentare le splendide immagini che gentilmente Andrea Carradori ci ha fornito, come al solito ci sono i soliti pauperisti iconoclasti che questionano su quisquelle e pinzillacchere, mettendoci di mezzo il Vangelo (la vecchia pappa trita e ritrita catto-comunista)

    Ma lasciamo che sia Dio a giudicare, e godiamoci la Sua Grazia invece di voler fare a tutti i costi gli uguagliantisti! Anche perchè è stato apertamente dimostrato che chi più parla di uguaglianza è il primo che, quando poi gli si viene a "pestare i piedi", dimostra tutt'altro appeal.. vedi preti e vescovi che negano Messe in rito antico, mentre per "amor di uguaglianza postconciliare" a momenti farebbero celebrare al capo-catechista di turno.. e magari sposano pure conviventi che vivono in peccato mortale senza esserne minimamente pentiti!

    M81 (assolutamente non nobile) 

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  54. PS: mi sono dimenticato di ringraziare Andrea Carradori per le splendide immagini che ben rappresentano lo spirito di quella giornata!

    un caro saluto!
    M81

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  55. <span>bah bah bah bah, e ancora bah.. invece che commentare le splendide immagini che gentilmente Andrea Carradori ci ha fornito, come al solito sbucano i soliti pauperisti iconoclasti che questionano su quisquelle e pinzillacchere, mettendoci di mezzo il Vangelo (la vecchia pappa trita e ritrita catto-comunista)  
     
    Ma lasciamo che sia Dio a giudicare, e godiamoci questo Suo evento di Grazia invece di voler fare a tutti i costi gli uguagliantisti che fanno rima con dottori del cavillo! </span>
    <span></span>
    <span>Anche perchè è stato apertamente dimostrato che chi più parla di uguaglianza è il primo che, quando poi gli si viene a "pestare i piedi", dimostra tutt'altro appeal.. vedi certi preti e vescovi che negano aspramente Messe in rito antico, mentre per "amor di uguaglianza postconciliare" a momenti farebbero celebrare messa al capo-catechista di turno.. e magari sposano pure conviventi che vivono in peccato mortale senza esserne minimamente pentiti!  
     </span>
    <span>Ringrazio di cuore Andrea Carradori (ma perchè certi Vescovi ti accuserebbero di trionfalismo? Da quando è trionfalismo rallegrarsi di una cosa bella?) per le splendide foto di uno splendido evento di Grazia che ha postato!</span>
    <span> 
    M81 (assolutamente non nobile, anzi i miei nonni contadini mezzadri subirono le angherie dei loro padroni "nobili".  Per cui non ho parte da difendere nel discorso che non sia il buon senso..) </span>

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