lunedì 22 novembre 2010

Potenza Picena, Santa Messa Tridentina cantata




Domenica 21 novembre, XXVI dopo la Pentecoste, nella bella chiesa di San Francesco a Potenza Picena, Arcidiocesi di Fermo, grazie all'opera pastorale del Parroco Don Andrea Bezzini, sono iniziate le celebrazioni parrocchiali nell'antico rito della Chiesa secondo le indicazioni del Motu Proprio "Summorum Pontificum" del regnante Pontefice Benedetto XVI.
La chiesa era gremita di fedeli fra cui diversi giovani.
I parrocchiani erano stati avvisati della celebrazione grazie al foglio parrocchiale ed alle locandine appese in tutte le chiese della bella cittadina che, fino all'unità d'Italia, era denominata Monte Santo, per la presenza, nel territorio cittadino, di molti ordini religiosi maschili e femminili.
Ha partecipato la Schola Cantorum " Giuseppe Bezzi " della Basilica di San Nicola di Tolentino che ha eseguito il Proprium e la Messa in canto gregoriano.
Sono stati proposti anche scelti mottetti per coro e Organo. Soprano solista : Anna Maria Paoloni Mazza.
I fedeli del gruppo stabile di Potenza Picena, commossi e contenti , hanno provveduto a distribuire i foglietti con la traduzione completa dei testi liturgici latini.
Presenti anche due Sacerdoti che hanno pregato anche per i cattolici perseguitati in Iraq e in altre parti del mondo, come la Conferenza Episcopale Italiana aveva stabilito per la giornata odierna.
A lode di Dio.
Andrea Carradori

11 commenti:

  1. <<...grazie all'opera pastorale del Parroco Don Andrea Bezzini...>>.
    A dir la verità, leggendo qualche post precedente, mi sembra di ricordare che l'iniziativa è partita da un nutrito gruppo di parrocchiani che si è costituito come "gruppo stabile", del quale il parroco in una lettera all'arcivescovo ha negato l'esistenza de facto (non potendo negare quella de iure).
    Se oggi la S. Messa a Potenza Picena è stata possibile è grazie alla Commissione Ecclesia Dei, alla quale il "gurppo stabile" si è rivolto a norma del Motu Proprio Summorum Pontificum perché condannasse gli abusi dell'arcivescovo nel negare un diritto specifico di un gruppo parrocchiale (e lo ha potuto fare in forza della sopra citata negazione del parroco, che oggi invece si fa bello con i tradizionalisti).
    Lo stesso parroco solo poche settimane or sono aveva preso le distanze e sconfessato (dichiarando, tra l'altro, di ignorarne l'esistenza) l'iniziativa di scrivere alla Ecclesia Dei, intrapresa dal gruppo.
    Sarà un parente di Casini?

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  2. Forse di Fini.... :*

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  3. Andrea Carradori22 novembre 2010 13:44

    Un gruppo, stabile, non può fare nulla senza il proprio Parroco.
    Ribadisco il perfetto comportamento ecclesiale del Parroco.
    Non vale la pena di addentrarsi in bizantinismi inutli che potrebbero solo compromettere l'ottima riuscita, spirituale, dell'iniziativa.
    I bravi parrocchiani vogliono solo pregare ed avere la messa antica.
    I parrocchiani hanno solo avuto grossi aiuti dal parroco per quanto riguarda questa vicenda.
    Nessuno può dire il contrario !
    Non interverrò più su questo argomento perchè la devozione e la presenza numerosissima dei fedeli travalicano ogni altra considerazione.

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  4. Insisto (anche se cancellate gli interventi): non si deve alcun grazie a Don Andrea Bezzini. Se la redazione non censurerà nuovamente spiegherò il perché.

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  5. Andrea Carradori22 novembre 2010 16:23

    Non è ora di farla finita ? Si abbia il coraggio di firmarsi, nome e cognome : penseranno poi i fedeli del gruppo stabile a rispondere  a tono alle inutili ricostruzioni personalizzate, che travisano la vera realtà!
    Vado a pregare in chiesa anche per coloro che perseguitano i poveri e semplici fedeli con questi inopportuni interventi anonimi.

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  6. Maestro Carradori,
                              lei è il primo che a volte non si firma. Lo fa solo quando le fa comodo (crede che io non riconosca i suoi post anonimi?). Quindi piano ad esprimere giudizi! Del resto non Lei che, sotto pseudonimo, partecipa al altri forum?
    A mia volta io di giudizi non ne esprimo, ma racconto fatti e non ricostruzioni personalizzate: direi piuttosto documentate e per iscritto. Credo peraltro che la redazione di questo blog sappia molto bene a cosa mi riferisco (4 novembre 2010...).
    La ricostruzione dei fatti che avevo "postato" era assolutamente rispondente al vero e - lo ripeto - non si trattava di critiche, ma di fatti.
    Ordunque:
    risponde al vero il fatto che il parroco di Potenza Picena ha negato in una lettera all'arcivescovo di Fermo l'esistenza di un gruppo stabile, sebbene vi fosse una richiesta a lui pervenuta con decine di firme, tutte di suoi parrocchiani?
    Risponde al vero che il parroco di Potenza Picena ha preso le distanze dal ricorso presentato dal gruppo stabile alla Commissione Ecclesia Dei, condannando tale iniziativa, che è stata presa solo perché alla richiesta originaria il parroco (e l'arcivescovo) davano risposte negative?
    Cui prodest, caro maestro, sbrodolarsi in lodi sperticate verso il parroco, grazie alla cui "opera pastorale", secondo la sua non fedele ricostruzione, la Messa di sempre è stata resa possibile a Potenza Picena. Si rende conto di quanto fango lei sta gettando sulla verità? In nome di che cosa poi? Cosa spera di ricavare incensando qualcuno che, visti i fatti, sta raccogliendo laddove non ha seminato?
    Mi fermo qui e invito la redazione ad essere coerente e non cancellare questo post: se si esprimono riserve su alcune dichiarazioni rilasciate dal Santo Padre ad un intervistatore, si può anche avere il coraggio di dire le cose come stanno in questo caso di periferia.

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  7. propongo di elevare la discussione, altro che le beghe di beghine della parrocchia

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  8. Andrea Carradori22 novembre 2010 22:30

    Queste beghine sono concepite appositamente per mandare tutto all'aria !
    Io rimango spiritualmente legato ai fratelli del gruppo stabile, semplici ma devotissimi !
    W la preghiera e la spiritualità !

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  9. Andrea Carradori23 novembre 2010 09:27

    I servizi segreti, difatti, hanno scoperto, dopo lunghe e complesse indagini, che "Sarastro" di Oriensforum sono, in realtà, io !
    La comunicazione di questa importante scoperta, di cui ha parlato anche il TG1, mi è arrivata direttamente dal SISDE mediante lettera-raccomandata con ricevuta di ritorno.
    Avrebbero potuto ricorrere a Lei risparmiando così tempo ed esperti informatici e lessicali per scoprire chi si celava dietro quell'inquitante nick illuminista-massonico.

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  10. Appunto Maestro: le fa onore rimanere "spiritualmente legato ai fratelli del gruppo stabile, semplici ma devotissimi. Proprio per questo non crede inopportuno elevare la lode di un sacerdote che, proprio facendo leva sulla loro semplice devozione, va a prendersi quel merito che al contrario spetta esclusivamente a loro?
    Se questi semplici fratelli non avessero scritto a Roma, cosa avrebbe fatto il parroco per loro, se non prendere le distanze come effettivamente ha fatto?
    Al contrario lei ha elogiato la "opera pastorale" del parroco, mentre per i fedeli del gruppo stabile si è limitato a dire che essi erano "commossi e contenti"?
    Non crede che l'amore per la verità venga prima della "captatio benevolentiae" verso i Preti (ai quali va riconosciuto il rispetto, certo: ma non maggiore di quel rispetto che si deve alla verità)? Quando lei è in difficoltà, invece di rispondere scrive: vado a pregare (Le assicuro che non è una sua esclusiva prerogativa quella della preghiera). Benissimo! Ma lei che prega tanto, perché sembra invece scrivere come un politico che deve ingraziarsi qualcuno (il parroco in questo caso)?
    Se mi sono permesso di criticare, maestro, non è per "mandare tutto all'aria": la mia non era una critica all'iniziativa (ce ne fossero...), ma al suo modo di raccontarla in rete, facendo passare il parroco come un illuminato e i membri del gruppo stabile come un gruppo di beghine (stavolta il termine è usato propriamente) "commosse e contente" (come scrive lei).
    Non crede che se il suo post avesse attribuito il merito proprio a quei "semplici e devoti fratelli" con cui lei si dichiara "spiritualmente legato", limitandosi per il parroco a una menzione, giusto per atto dovuto, avrebbe certamente ricostruito l'episodio con più fedeltà?
    Facile per lei dare a vanvera della "beghina" e scrivere "W la preghiera e la spiritualità". Forse che la preghiera è una sua prerogativa? Non creda, maestro e la smetta di fare come i bambini indispettiti (tipo: io con te non parlo più! No! No e no!) utilizzando una nobile, ma banale scusa (vado a pregare...) quando non si hanno argomenti.
    Lei non ha avuto il coraggio di negare che quanto affermo è vero e ciò basta!
    Non me ne voglia, maestro, se la critico perché è chiaro che se la Messa a Potenza Picena è stata possibile è anche merito suo, molto più merito suo di quanto non lo sia del parroco e proprio per questo non si alteri se qualcuno che sa come sono andate le cose non riesce a sopportare non tanto questo suo essere prono di fronte a chi non merita tanto (sono sue scelte), quanto che ciò porti a raccontare in rete le cose come non stanno.
    Tutto ciò non mi esime dall'apprezzamento di quanto lei fa a favore della Messa di sempre (e sottolineo: lei non altri, o ancor meglio: lei nonostante gli altri) e le assicuro la mia preghiera (prego anch'io sa?) perché Dio la protegga nella continuazione di quest'opera preziosa.
    Solo sia più obiettivo quando racconta in rete quello che fa!

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  11. Andrea Carradori23 novembre 2010 23:17

    Debbo ammettere che Lei scrive molto bene, anche se non condivido tutto ...

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