martedì 9 novembre 2010

Ottavario dei Morti in Cattedrale a Jesi

BASILICA CATTEDRALE DI JESI (An)
Giovedì 4 novembre 2010è stata celebrata una
Santa Messa Solenne da Requiem nell’Ottavario dei Defunti

*








*

Molto significativa è la partecipazione attiva del Parroco della Cattedrale di Jesi. Motivo in più per dare notizia di questa celebrazione.

Celebrante: Canonico Don Fabrizio Luzi (giovanissimo vice parroco Bas. Cattedrale di San Benedetto del Tronto e cerimoniere vescovile);
Collaborazione dei PP Francescani del’Immacolata di Campocavallo di Osimo;
Omelia : Can. Don Cristiano Marasca, Parroco Cattedrale di Jesi;
Ganto Gregoriano: Maestro Simone Baiocchi;
Servizio liturgico: ministranti della messa in latino di Campocavallo;
Cerimoniere: Edoardo Belvederesi;
Un particolare ringraziamento a Simone Belemmi per le foto.

17 commenti:

  1. Christus Spes Mea9 novembre 2010 16:27

    Meravigliosi i paramenti neri.

    RispondiElimina
  2. Andrea Carradori9 novembre 2010 17:20

    Grazie ! Sono stati regalati da un devoto fedele.
    Vorrei sottolineare che Don Cristiano è PARROCO della cattedrale e non VICE.
    Grazie

    RispondiElimina
  3. Senza Raccomandazioni9 novembre 2010 18:47

    Gli ottimi Francescani dell'Immacolata sono una gemma preziosissima per la Chiesa del nostro tempo! E' una vocazione meravigliosa la vostra, Padri miei...restate sempre ciò che siete! Che il Signore benedica la vostra straordinaria famiglia religiosa!

    RispondiElimina
  4. Oggi per fortuna la liturgia non prevede più, oltre che il colore nero della dannazione e del lutto senza speranza, anche quell'orrido catafalco; per fortuna, grazie al Concilio, sappiamo che il giusto criterio è la verità dei segni e dei gesti: il pane deve essere pane, il bicchiere deve essere un bicchiere, il prendere è prendere con le mani, come fanno tutti a tavola (liturgicamente la tavola eucaristica non ha nulla di diverso dalla tavola comune), si prega spiritualmente per il defunto assente e non ci devono essere carnalizzazioni inutili e dannose, che si fermano al dito, ma dimenticano la luna.

    RispondiElimina
  5. La liturgia lo prevede eccome il colore nero, seppur come opzione di scelta con il viola. prima di dire cretinate imbevute di "primadelconciliotuttiscemi" dia uno sguardo alle rubriche del messale di Paolo VI. E tanto per precisare, nelle tre messe dei morti abbiamo riusato pianete nere e piviale nero per la processione al cimitero. Rassegnati, don concilio, credevate di aver ucciso certe cose, ma dopo quarant'anni vi accorgete che non solo non sono morte, ma ritornano ripoartate alla grande dai giovani. Io stesso ( 22 anni) ho fatto recuperare il colore nero, e per tua sfortuna, il giorno dei morti ho pure riallestito il catafalco. Il tutto tra la meraviglia e l'apprezzamento dei fedeli, stufi di vedere voi preti conciliaristi conciati come straccioni.

    RispondiElimina
  6. Orribile la frase che liturgicamente la tavola eucaristica non ha nulla di diverso dal tavolo comune: poveri vescovi e papi che nell'arco dei secoli si sono dati la pena di consacrare le mense eucaristiche.

    RispondiElimina
  7. .........e' una tavola......da osteria!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  8. domando se i candelabri bianchi , almeno credo che siano , sono liturgici all' uso ........ una volta se ne ornava l' ALTARE per l' IMMACOLATA CONCEZIONE .........

    RispondiElimina
  9. Non riesco a trovare dove sono presenti i Francescani dell'Immacolata in Italia. Qualcuno lo sa?

    RispondiElimina
  10. Andrea Carradori9 novembre 2010 20:44

    Il Diacono : Padre Matteo M. Lombardi, vice parroco di Campocavallo.
    Un cantore e, non si vedo, uno dei ministranti.
    L'altare della Cattedrale di Jesi è quello originale del sec.XVIII, nulla è cambiato.
    E', evidentemente, un altare papale, nelle Marche ce ne sono diversi nelle Cattedrali.

    RispondiElimina
  11. Gentile Matteo, la Casa Madre dei Francescani dell'Immacolata è il Santuario della Beata Vergine del Buon Consiglio a Frigento (AV) ma i Religiosi di quest'ordine reggono anche il Santuario della Madonna di Pontelungo ad Albenga (SV) quello dell'Addolorata a Campocavallo di Osimo (AN) quello di Canoscio di Città di Castello (PG) e il Convento di San Domenico a Teramo. Purtroppo non sono più presenti nel Santuario dell'Addolorata di Castelpetroso (IS). Sono certo però che ci siano altre case sparse nella penisola, chiedo dunque agli altri utenti del blog di completare queste mie limitate informazioni.

    RispondiElimina
  12.  Erano necessari XX secoli per capire che era tutto sbagliato - per don concilio; mi piacerebbe , poi, sapere dove stanno scritte certe cose nei testi del concilio, forse stanno proprio sulla luna?

    RispondiElimina
  13. Bhè certe espressioni usate dal confratello "donconcilio" non possono essere condivise (es. nessuna differenza tra una mensa e...). Tuttavia qualcosina nella solenne celebrazione in rito straordinario riportata dalle foto non va: come si fa ad aspegere ed incensare un catafalco privo di cadavere? Il rito straordinario è solennissimo e per questo bello ma ci sono delle cosette qua e là che andrebbero riviste; tra queste appunto, quella che ho sottolineato.

    RispondiElimina
  14. Contattiamo il liturgista del sito?

    RispondiElimina
  15. donconcilio ignoranza sovrana, del resto, spesso l'errore si radica sull' ignoranza o peggio ancora sulla presunzione di sapere, quanto al catafalco, è la rappresentazione figurata del sepolcro , benedetto prima e dopo la sepoltura dei resti mortali che per noi cattolici , secondo quanto CRISTO CI HA RIVELATO E LA CHIESA CI PROPONE A CREDERE, SONO DESTINATI ALLA RESURREZIONE DELLA CARNE , articolo che mi pare compaia ancora nel Credo, la dove lo si dice. Pertanto il catafalco rappresenta simbolicamente tutte le sepolture benedette evenerate dei battezzati che aspettano la risurrezione, confortati e aiutati dal suffragio della Santa Messa.

    RispondiElimina
  16. detto questo non vedo di che si scandalizzino quei preti o liturgisti che con le offerte la domenica portano al bancone della birreria o altare che dirsivoglia ogni genere di simboli che vanno dal pallone alle verza . Allora i simboli e i segni solo de gustibus? a forza di preti panconciliaristi avete vuotato le chiese e da prete vi dico che se non lo fossi non ci andrei nemmeno io

    RispondiElimina
  17. Giudizio affrettato quello che precede.
    Proviamo a riflettere: c'è molta differenza tra incensare la statua di un Santo (cosa del tutto normale anche nella liturgia post-conciliare) e un catafalco? Non ce lo ricordiamo più che gli onori alle raffigurazioni vanno intesi come onori a ciò le raffigurazioni stesse rappresentano? Pertanto:
    Onori alla Statua = Onori al Santo;
    Onori al catafalco = Onori ai defunti.
    Cosa c'è, pertanto, che non va?
    Dimenticavo: effettivamente l'espressione catafalco non esprime troppo bene il significato dell'oggetto, perché lo stesso va costruito in modo tale che, sopra di esso, vi sia un rialzo che rappresenti un feretro. Dunque lo chiamiamo catafalco, ma in realtà trattasi di un catafalco con sopra un simbolico feretro. Del resto a scuola viene chiamata "cattedra" la scrivania che sta davanti alla cattedra vera!!!

    RispondiElimina

L'inserimento senza moderazione dei commenti è limitato ai soli post usciti nella medesima giornata di inserimento e nel giorno precedente. Per i post più vecchi, i commenti saranno sottoposti a moderazione.
Qualora fosse attiva la moderazione, possono passare anche alcuni giorni prima del controllo da parte della Redazione.