venerdì 12 novembre 2010

Magister: il Papa striglia i vescovi sulla liturgia

di Sandro Magister

ROMA, 12 novembre 2010 – Gli ultimi due papi, in ripetute occasioni, hanno indicato nella Chiesa italiana e nel suo episcopato un "modello" per altre nazioni.

C'è un campo, però, nel quale la Chiesa italiana non brilla. È quello della liturgia.

Lo si è capito dalla severa lezione che Benedetto XVI ha impartito ai vescovi italiani riuniti ad Assisi in assemblea generale dall'8 all'11 novembre, un'assemblea con al centro l’esame della nuova traduzione del messale romano.

Nel messaggio che ha rivolto ai vescovi alla vigilia dell'assemblea, papa Joseph Ratzinger non si è limitato ai saluti e agli auguri. È entrato direttamente nel tema. Ha dettato lui i criteri di una "vera" riforma della liturgia.

"Ogni vero riformatore – ha scritto – è un obbediente della fede: non si muove in maniera arbitraria, né si arroga alcuna discrezionalità sul rito; non è il padrone, ma il custode del tesoro istituito dal Signore e a noi affidato. La Chiesa intera è presente in ogni liturgia: aderire alla sua forma è condizione di autenticità di ciò che si celebra".

Il papa ha portato ad esempio di genuina riforma liturgica il Concilio Lateranense IV del 1215, che mise in mano ai sacerdoti il "Breviario" con la liturgia delle ore e rafforzò la fede della presenza reale di Cristo nel pane e nel vino eucaristici.

Erano quelli i tempi di san Francesco d'Assisi. E Benedetto XVI ha dedicato buona parte del suo messaggio a illustrare ai vescovi italiani lo spirito con cui quel grande santo obbedì a quella riforma liturgica, e fece obbedire i suoi frati.

San Francesco, si sa, è uno dei santi più popolari e universalmente ammirati. È un modello anche per quei cattolici che vogliono una Chiesa più spirituale e "profetica", invece che istituzionale e rituale. In campo liturgico, questi propugnano una maggiore creatività e libertà.

Ma Benedetto XVI ha mostrato, nel messaggio, che il vero san Francesco era di tutt'altro orientamento. Era profondamente convinto che il culto cristiano debba corrispondere alla "regola della fede" ricevuta, e in questo modo dar forma alla Chiesa. I sacerdoti, per primi, devono fondare sulle "cose sante" della liturgia la loro santità di vita.

Curiosamente, i vescovi italiani ai quali il papa ha rivolto questa lezione si erano riuniti questa volta proprio ad Assisi, la città di Francesco.

E vescovo di Assisi è Domenico Sorrentino, un esperto di liturgia, non però della linea di Ratzinger.

Nel 2003 monsignor Sorrentino fu nominato segretario della congregazione vaticana per il culto divino. Ma durò solo due anni. Ratzinger, da poco divenuto papa, lo trasferì ad Assisi e al suo posto chiamò un proprio fedelissimo in materia liturgica, Malcolm Ranjith, dello Sri Lanka, oggi arcivescovo di Colombo e cardinale di imminente nomina.

Prima del 2003, per cinque anni, era stato segretario della congregazione per il culto divino un altro esperto di liturgia italiano, Francesco Pio Tamburrino, monaco benedettino. Anche lui però era di linea contraria a quella dell'allora cardinale prefetto della congregazione, il "ratzingeriano" Jorge Arturo Medina Estévez. E infatti anche lui fu rimosso e trasferito a una diocesi, quella di Foggia.

Sorrentino e Tamburrino sono due figure di spicco della commissione per la liturgia della conferenza episcopale italiana. Ma in questa commissione, fino a poco tempo fa, c'era anche monsignor Luca Brandolini, vescovo di Sora oggi emerito, distintosi per aver proclamato una sorta di "lutto" di protesta quando nel 2007 Benedetto XVI emanò il motu proprio "Summorum pontificum" che liberalizzava l'uso del rito antico della messa.

Nell'eleggere i membri della commissione per la liturgia, i vescovi italiani hanno sempre dato la preferenza a loro colleghi di questa tendenza, i cui ispiratori sono stati gli artefici della riforma liturgica successiva al Concilio Vaticano II, in particolare il cardinale Giacomo Lercaro e il principale ideatore ed esecutore di quella riforma, monsignor Annibale Bugnini.

Gli esiti negativi di quella riforma sono quelli contro cui interviene Benedetto XVI. Ma già Paolo VI ne vide gli abusi, e ne fu talmente addolorato che nel 1975 rimosse Bugnini e lo mandò in esilio in Iran come nunzio apostolico.

Ma il sentimento della maggioranza dei vescovi e del clero italiani continua a essere influenzato tuttora dalla "linea Bugnini". In Italia sono rari gli eccessi che si registrano in altre Chiese d'Europa, ma lo stile prevalente delle celebrazioni è più "assembleare" che "rivolto al Signore", come papa Ratzinger vuole che sia. E questa distorsione si riflette anche nell'architettura delle chiese di recente costruzione.

La conferenza episcopale italiana è un caso speciale, rispetto a tutte le altre. Ha un legame diretto col vescovo di Roma. E infatti il suo presidente non è eletto ma nominato dal papa.

Introducendo l'8 novembre i lavori della conferenza episcopale ad Assisi, l'attuale presidente, il cardinale Angelo Bagnasco, ha citato un commento di Ratzinger al fatto che il Concilio Vaticano II dedicò la sua prima sessione proprio alla liturgia:

"Cominciando con l’argomento della liturgia, si poneva inequivocabilmente in luce il primato di Dio, la priorità assoluta del tema ‘Dio’. Prima di tutto Dio: questo dice l’iniziare con la liturgia. Là dove lo sguardo su Dio non è determinante, ogni altra cosa perde il suo orientamento".

Ma per capire più a fondo qual è il senso della "riforma della riforma" voluta da papa Ratzinger, ecco qui di seguito che cosa ha scritto ai vescovi italiani, sulla liturgia.


"OGNI VERO RIFORMATORE È UN OBBEDIENTE DELLA FEDE"

Dal messaggio di Benedetto XVI ai vescovi italiani riuniti in assemblea generale

[...] 1. In questi giorni siete riuniti ad Assisi, la città nella quale “nacque al mondo un sole” (Dante, Paradiso, Canto XI), proclamato dal venerabile Pio XII patrono d’Italia: san Francesco, che conserva intatte la sua freschezza e la sua attualità – i santi non tramontano mai! – dovute al suo essersi conformato totalmente a Cristo, di cui fu icona viva.

Come il nostro, anche il tempo in cui visse san Francesco era segnato da profonde trasformazioni culturali, favorite dalla nascita delle università, dallo sviluppo dei comuni e dal diffondersi di nuove esperienze religiose.

Proprio in quella stagione, grazie all’opera di papa Innocenzo III – lo stesso dal quale il Poverello di Assisi ottenne il primo riconoscimento canonico – la Chiesa avviò una profonda riforma liturgica.

Ne è espressione eminente il Concilio Lateranense IV (1215), che annovera tra i suoi frutti il “Breviario”. Questo libro di preghiera accoglieva in se la ricchezza della riflessione teologica e del vissuto orante del millennio precedente. Adottandolo, san Francesco e i suoi frati fecero propria la preghiera liturgica del sommo pontefice: in questo modo il santo ascoltava e meditava assiduamente la Parola di Dio, fino a farla sua e a trasporla poi nelle preghiere di cui è autore, come in generale in tutti i suoi scritti.

Lo stesso Concilio Lateranense IV, considerando con particolare attenzione il sacramento dell’altare, inserì nella professione di fede il termine “transustanziazione”, per affermare la presenza reale di Cristo nel sacrificio eucaristico: “Il suo corpo e il suo sangue sono contenuti veramente nel sacramento dell’altare, sotto le specie del pane e del vino, poiché il pane è transustanziato nel corpo e il vino nel sangue per divino potere” (DS, 802).

Dall’assistere alla santa messa e dal ricevere con devozione la santa comunione sgorga la vita evangelica di san Francesco e la sua vocazione a ripercorrere il cammino di Cristo Crocifisso: “Il Signore – leggiamo nel Testamento del 1226 – mi dette tanta fede nelle chiese, che così semplicemente pregavo e dicevo: Ti adoriamo, Signore Gesù in tutte le tue chiese che sono nel mondo intero e ti benediciamo, poiché con la tua santa croce hai redento il mondo” (Fonti Francescane, n. 111).

In questa esperienza trova origine anche la grande deferenza che portava ai sacerdoti e la consegna ai frati di rispettarli sempre e comunque, “perché dell’altissimo Figlio di Dio nient’altro io vedo corporalmente in questo mondo, se non il Santissimo Corpo e il Sangue suo che essi soli consacrano ed essi soli amministrano agli altri” (Fonti Francescane, n. 113).

Davanti a tale dono, cari fratelli, quale responsabilità di vita ne consegue per ognuno di noi! “Badate alla vostra dignità, frati sacerdoti – raccomandava ancora Francesco – e siate santi perché egli è santo” (Lettera al Capitolo Generale e a tutti i frati, in Fonti Francescane, n. 220)! Sì, la santità dell’eucaristia esige che si celebri e si adori questo mistero consapevoli della sua grandezza, importanza ed efficacia per la vita cristiana, ma esige anche purezza, coerenza e santità di vita da ciascuno di noi, per essere testimoni viventi dell’unico sacrificio di amore di Cristo.

Il santo di Assisi non smetteva di contemplare come “il Signore dell’universo, Dio e Figlio di Dio, così si umìli da nascondersi, per la nostra salvezza, in poca apparenza di pane” (ibid., n. 221), e con veemenza chiedeva ai suoi frati: “Vi prego, più che se lo facessi per me stesso, che quando conviene e lo vedrete necessario, supplichiate umilmente i sacerdoti perchè venerino sopra ogni cosa il Santissimo Corpo e il Sangue del Signore nostro Gesù Cristo e i santi nomi e le parole di lui scritte che consacrano il corpo” (Lettera a tutti i custodi, in Fonti Francescane, n. 241).

2. L’autentico credente, in ogni tempo, sperimenta nella liturgia la presenza, il primato e l’opera di Dio. Essa è “veritatis splendor” (Sacramentum caritatis, 35), avvenimento nuziale, pregustazione della città nuova e definitiva e partecipazione ad essa; è legame di creazione e di redenzione, cielo aperto sulla terra degli uomini, passaggio dal mondo a Dio; è Pasqua, nella croce e nella risurrezione di Gesù Cristo; è l’anima della vita cristiana, chiamata alla sequela, riconciliazione che muove a carità fraterna.

Cari fratelli nell’episcopato, il vostro convenire pone al centro dei lavori assembleari l’esame della traduzione italiana della terza edizione tipica del Messale Romano. La corrispondenza della preghiera della Chiesa (lex orandi) con la regola della fede (lex credendi) plasma il pensiero e i sentimenti della comunità cristiana, dando forma alla Chiesa, corpo di Cristo e tempio dello Spirito. Ogni parola umana non può prescindere dal tempo, anche quando, come nel caso della liturgia, costituisce una finestra che si apre oltre il tempo. Dare voce a una realtà perennemente valida esige pertanto il sapiente equilibrio di continuità e novità, di tradizione e attualizzazione.

Il Messale stesso si pone all’interno di questo processo. Ogni vero riformatore, infatti, è un obbediente della fede: non si muove in maniera arbitraria, né si arroga alcuna discrezionalità sul rito; non è il padrone, ma il custode del tesoro istituito dal Signore e a noi affidato. La Chiesa intera è presente in ogni liturgia: aderire alla sua forma è condizione di autenticità di ciò che si celebra. [...]

Dal Vaticano, 4 novembre 2010

Benedetto XVI


189 commenti:

  1. ma perchè vi ostinate a non accettare, anzi a voler affossare il Concilio Vaticano II, la riforma liturgica promulgata da Papa Paolo VI?
    Il voler ritornare all'antica formula diventa per quei pochi che vi seguono motivo di sfoggio dei pizzi, degli antichi paramenti, delle antiche formule.
    Ma dov'è la speranza cristiana nel perdono dopo la morte? Forse in quel catafalco nero he ornava il vostro sito qualche giorno fa? Ma non capite che così si genera solo una grande confusione. Dov'è la sobrietà dei paramenti liturgici e degli abiti ecclesiali? Forse occorrono i lustrini, i guati di seta o le babucce di un tempo e, perchè no, i grandi e lunghi strascichi dei porporati?  E poi parliamo contro la miseria e la fame nel mondo?
    Ma non capite che siete fuori tempo?

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  2. Ottimi rilievi fatti da Magister anche se avrei sottolineato appunto, la linea PATERNA - ma autorevole - di Benedetto XVI proprio a questi Vescovi che di fatto ci tennero a sottolineare che di misericordia papale fu il gesto della revoca della scomunica ai 4 vescovi di mons. Lefebvre e che di misericordia tratterebbe il Summorum Pontificum, ossia un MP NON per loro, vescovi, non per la Chiesa italiana ma per la FSSPX....

    Con questo Messaggio di fatto il Papa stesso - con molta pazienza - smentisce questo continuo PIETISMO E BONISMO attraverso il quale non pochi vescovi intendono far passare (o filtrare.... ) la Riforma sulla Liturgia.... ;)

    Siamo ben coscienti delle continue affermazioni:
    - il Papa non sta dicendo a NOI ma alla FSSPX;
    - il Summorum Pontificum NON riguarda la nostra Diocesi ma è un atto di misericordia alla FSSPX;
    - il Papa non obbliga a celebrare come celebra lui la Messa....
    - il Papa sa che noi seguiamo LO SPIRITO DEL CONCILIO....
    - non siamo obbligati a ridare la comunione alla bocca.... (salvo poi obbligarla alla mano )
    - noi abbiamo l'indulto di Paolo VI a dare la comunione sotto le due specie e alla mano, INTINGENDO L'OSTIA COME SI FA CON IL CORNETTO AL BAR.... il Summorum Pontificum NON CI RIGUARDA!
    ecc...ecc...ecc....

    Sono cinque anni che non sento altro che attribuire al Magistero di Benedetto XVI solo ed esclusivamente ATTI DI COMPASSIONE E MISERICORDIA VERSO ALTRI... ma il Papa smentisce, la misericordia senza l'uso del VINCASTRO (bacchetta-bastone con il quale si guidano le pecore ) non serve a nulla (cfr omelia chiusura Anno Sacerdotale ), tutti gli interventi del Pontefice SONO ATTI MAGISTERIALI E VINCOLANTI, sarebbe ora che Vescovi e Sacerdoti cominciassero a mettere in pratica con docilità le sue richieste... solo così anche NOI LAICI potremmo più facilmente brontolare di meno ed operare meglio....

    Una sola cosa Santo Padre: vogliate ora sistemare la vicenda liturgica del noto cammino neocatecumenale di Kiko altrimenti e per l'ennesima volta questo suo Messaggio resterà, nella maggiorparte delle diocesi, LETTERA MORTA... e continueranno a dire: "quello che il Papa ha detto sulla Liturgia, NON CI RIGUARDA".... :-[

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  3. E dov'è il culto a Dio? Forse nella Messa rock o nella pantera rosa durante la Messa?
    Dov'è il Sacrificio di Cristo che si ripete in modo incruento? Nei balli o nell'ossessiva ripetizione delle parole "mensa" "cena" "festa"?
    Dov'è il soccorso alla fame nel mondo? Nell'acquisto di amplificatori e nell'ingaggio di gruppi di ballerine?
    Saremo anche fuori tempo, ma almeno siamo certamente cattolici. Voi lo siete? O vi basta essere "moderni"?

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  4. Caro davide.... in queste parole del Papa non c'entra nulla la Messa antica o della forma detta Straordinaria, si rilegga cosa sta chiedendo il Pontefice e su quelle sue parole dica la sua.... non attribuisca ostinazioni che non ci riguardano affatto.... ;)

    Dunque anche il Santo Padre fa sfoggio nella Liturgia Riformata e riportata  in alto con le sue celebrazioni Pontificie?
    Il Santo Padre, se le fosse sfuggito, non sta parlando della Messa antica ma di quella detta Paolo VI....
    faccia uno sforzo a leggere di più il Papa.... imparerebbe molte cose!

    Se poi lei vuole accusarci di essere ostinati a voler vedere celebrare la Messa moderna nelle nostre Parrocchie come la celebra il Pontefice, allora ha ragione, siamo ostinati, ma sia coerente, siamo ostinati COME IL PAPA!
    :-D

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  5. Certo! Dio non si transustanzia di fronte a giovani "barbari" che si presentano a lui?
    Ma quando agli inizi del cristianesimo i barbari venivano convertiti dai monaci come pensate si presentassero'
    Con tonsura ecc ecc ecc oppure con le loro armi e divise?
    abbiate a cuore i barbari! Accoglieteli e poi "spogliateli"!
    MD

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  6. :)  caro Bartimeo, perchè travisi volutamente?
    Laico non ha detto che non avviene la Transustanziazione ma chiede: DOVE E' IL CULTO?  DOVE IL SACRIFICIO?
    già il prof. Dante ha spiegato più volte anche lui che la Messa è valida, il problema che PROPONE IL PAPA E' ALTRO: E' IL CULTO A DIO....ossia, trattare Dio da Dio....

    Riguardo al passato io spero che tu non sia come i Pentecostali ed altri che vorrebbero un ritorno della Chiesa ai primi 4 secoli cancellando tutti gli altri fino al Concilio Vaticano II..... ;)

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  7. Grazie Caterina per la difesa d'ufficio ;)
    Rispondo solo dal punto di vista storico a davide e Matteo.
    Se si da' un occhio alla storia del cristianesimo si nota come l'oro fosse molto usato anche per decorare le icone dei Santi. Nella ritrovata tomba di Paolo sono state trovate vesti preziosissime, altro che sobrietà!
    Che i barbari venissero convertiti e attratti a suon di balli, danze e battimani lo apprendo da voi. Mi risultava che la vita dei monaci fosse molto rigida, anche liturgicamente, e i paramenti non fossero così disprezzati.
    Mentre il lavoro degli storici va avanti ad alcuni piace ancora credere alle storielle propinateci dalla propaganda anticattolica di fine 800. E poi siamo noi ad esser quelli fuori dal tempo.

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  8. + RZL - Radio Zone Libre +12 novembre 2010 18:00

    <span>+</span>

    Laudetur Iesus Christus ! Semper Laudetur !

    ... povero Santo Padre ! Con quelle teste dure mitrate sara duro cambiare qualche cosa in Italia.

    Viva Cristo Rey ! Viva !

    RZL - Radio Zone Libre

    www.rzl.fr.fm

    +

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  9. I barbari come entravano in Chiesa agli inizi?
    Rispondi a questo. poi valuta chi sono i nuovi barbari. Ti ricordo che in certi tempi si entrava in Chiesa a cavallo.
    Io ho ben chiaro il tutto!
    Il Papa è consapevole delle difficoltà! Ma non per questo giudica al massimo continua indefessamente a correggere! ed ad invitare tutti ad intraprendere la via della fede in Cristo ed alla partecipazione alla vita della Chiesa. Ma a qualcuno questo non sta bene!
    MD

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  10. I barbari venivano convertiti con l'esempio ma prima di venir denudati di ciò che indossavano venivano accolti con i loro vestiti.
    Io non ti ho giudicato. evita di farlo!
    MD

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  11. Quello che mi chiedo è perchè la Chiesa Ortodossa ha potuto serbare intatto non solo il suo pantrimonio artiasico, con le Iconostasi, ma anche il suo rito tradizionale e nessuno fedele per questo si sente meno moderno o meno attuale ma anzi rivive con gioia la lunga tradizione della sua Chiesa.
    perchè noi cattolici dobbiamo sentirci "inttuali" vecchi e poco moderni se celebriamo il rito della S
    . Messa come l'hanno celebrata per secoli i nostri padri? Gli ortodossi non si vergognano dell'Oro che rifulge nelle loro Icone , ne' delle lunghe barbe e dei lunghi sottanoni dei loro Pope. perchè noi cattolici ci dobbiamo vergognare dei merletti dei nostri paramenti ecclesiastici o dei ricami delle tovagli d'altare o dell'oro dei tabernacoli e dei calici? Generazioni di artigiani , orafi, ricamatrici,hanno contribuito alla crezione di una bellezza offerta a Dio, come nella Chiesa Ortodossa i pittori delle Icone.. anche questo è culto, è preghiera.. perchè rinnegare tutto questo ? perchè vogliamo farci del male?
    Consiglio a tutti di leggere il bellissimo libro di padre Pavel Florenskij su "Le porte regali" ed. Adelphi.
    Padre florenskij fu ammazzato in un gulag staliniano. Anche dopo la rivoluzione russa continuò a portare l'abito talare .Lui non si vergognò della tradizione. 

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  12. E' sempre la stessa storia. Una contrapposizione tra "conservatori" (oggi gli amanti delle innovazioni , e non certo come aveva no pensato i padri conciliari) e i "restauratori" o "progressisti" quelli che non vedono nulla di male in una Riforma della Riforma, per riportare Cristo al centro della celebrazione eucaristica.

    Vi è una grande lettratura a tal proposito, ma gli autori più impegnati e i teologi più fini non hanno avuto in questi 40 anni spazi nelle case editrice cattoliche italiane ( Paoline, ELLEDICI, Cittò Nuova). Di recente  solo l'editrice Cantagalli sta mettendo su una collana veramente interessante "Strumenti per la Riforma" da dove si puà cogliere il vero spirito che animò l'assisse conciliare in materia di liturgia.

    Quindi all'amichetto amico di strampellate messe e di adorazioni che assomigliano più a  sedute davanti ad un totem indiano, è conveniente che studi più attentamente la SAcrosanctum Concilium e poi lasci che "i morti seppeliscono i morti"e Vada al centro della messa, al suo cuore il sacrificio di Gesù. Personalmente mi sono stancato di vedere parroci e sacerdoti , vestiti senza dignità, più per arroganza che per ignoranza, più per sentirsi uguyali ai fratelli separati che rimanere fedeli al culto cattolico.

    Se vogliamo po considerare l'esortazione apostolica post -sinodale di Benedetto XVI, Verbum Domini dobbiamo ammettere che l'ignoranza della sacra scrittura porta anche l'affrettato giudicare  sui pizzi e merletti: IL Salmo infatti recita. 2SERVITE IL SIGNORE IN SACRI ORNAMENTI ...A LUI SOLO DATEGLI GLORIA"
    A buon intenditore , caro Davide , poche parole.  

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  13. Redazione di Messainlatino.it12 novembre 2010 18:17

    Confuso lo sembri davvero...
    Enrico

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  14. Bartimeo, se è vero che una volta si entrava con i cavalli in chiesa.... è anche vero che non si conosceva neppure l'uso della carta igienica e non avevamo la corrente elettrica nè l'acqua per lavarci....i contadini dormivano con gli animali e non entro in merito a ciò che accadeva.... che facciamo, ritorniamo indietro anche su questo? :-D

    Che il Papa espone anche un giudizio in merito alla grave situazione liturgica che stiamo vivendo è lampante, altrimenti non avrebbero senso i suoi richiami.... nessuno ha detto che ciò non avviene, da parte del Papa con carità e che con carità dobbiamo agire anche noi, ma non mi sembra che il testo di Magister abbia mancato di questo....ha fatto dei nomi, e allora? che male c'è dire le cose come stanno?

    Il Papa non sta solo correggendo, ma sta chiedendo di fare solo che trova ostacoli, ossia vescovi che non mettono in pratica quanto chiede di fare...
    Tu ti sei compiaciuto di ciò che ha detto davide solo per ripicca, perchè non hai letto bene che in questo contesto non c'entrava nulla la Messa antica MA PROPRIO LA MESSA MODERNA! Il Papa sta correggendo questa Messa e tu hai applaudito a chi sostiene che anche il Papa sarebbe UN FISSATO DEGLI ANTICHI PARAMENTI visto che sta indossando spesso stole di Leone XIII, ha messo nell'armadio il pastorale del predecessore usando quello di Pio IX, usa le stole di san Pio X e di Benedetto XV....ergo?
    ;)
    pur di non ammettere che ti stai sbagliando, continuerai a travisare ciò che leggi... perchè i conti ti devono tornare!
    un abbraccio!

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  15. <span>Come dice il venerabile nostro maestro cardinal Martini "...le istituzioni ecclesiastiche [anche la liturgia è tale, non esistendo affatto un modello prefabbricato: all'inizion non c'era neppure il racconto dell'istituzione!!!!!] "ci servono nella vita, ma non dobbiamo confonderle con Dio, il cui cuore è sempre più largo". </span>
    <span>Io temo che forse, con Benedetto XVI^ ma non so dopo di lui (speme ultima dea), si voglia una chiesa più cattolica, ma che perde l'Altro, il Diverso. In cerca di trionfi, perde la croce; in cerca di splendori estetici, perde per l'Uomo sfigurato (Isaia 53) e il Dio che ha scelto la sconfitta, il fallimento e lo svuotamento: Gesù.</span>

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  16. A doc faccio presente che fermenti di Riforma Liturgica ci sono anche nell'ortodossia
    (ad esempio lo Schmemann, c'è un suo libro edito da Bose), per chi sarà presto improponibile usare l'ortodossia per giustificare il rifiuto della Riforma Liturgica del Concilio Vaticano II^.
    Non si illuda troppo.

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  17. Caro Davide, a me non interessano i pizzi e i catafalchi neri, a me interessa poter incontrare il Signore Gesù e rendergli il culto che gli spetta, insieme ai miei fratelli nella comunità cristiana. Ora mi accorgo sempre più che si va instaurando, invece un culto fai da te, in cui le regole sono viste come un ostacolo alla spontaneità, alla partecipazione. L'antico rito era molto più sobrio, perché conteneva e arginava il protagonismo liturgico ed esaltava la gloria di Dio. Gli ori e i paramenti preziosi erano per la sua gloria non per il celebrante, mentre oggi certe fogge di vesti sacre sembrano offendere Dio con la loro sciatteria e servire ad appagare la vanità del celebrante.

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  18. A proposito di s. Francesco, ha detto benissimo Leonardo Boff:
    <span><span>"Preferisco camminare con la chiesa (dei poveri e delle comunità ecclesiali di base) che camminare solo con la mia teologia".</span>
    </span>

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  19. Chiedo venia per l'OT ma i CRISTIANI DALL'IRAQ CI CHIEDONO DI NON DIMENTICARLI, cliccate questo video e fatelo conoscere...
    http://it.gloria.tv/?media=109585 

    Grazie!

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  20. Naturalmente a Pastor ille non interessa la bellezza di cui parlava P. Floreskj, come non interessa sapere gli sforzi dei deportati nell'isola di KOlima di Salamov che ricordando le celebrazioni  si sentivano già più uomni, in una realtà dove i diritti umani venivano sistematicamente calpestati.

    E non mi venga a apralere di qui monaci che frequentaqno Bose. Ma il dibattito nella Chiesa Ortodoaa riguardo la liturgia è vivo e forte e molti giovani popi ammettono di non voler una riforma per chè non succeda quello che è successo nella Chiesa Latina.
    Succede opoi che a Bose, mi risulta personalmente che si celebri la parte di messa dove inizia la liturgia eucaristica coram Deo e ad orientem. Che poi il buon priore dica una cosa per i programmi religisoi italiani per non urtare la sensibilità di vescovi e pretoni  con tanto di cravatta questa è un'altra storia.
    Comunque di Enzo bianchi ricordo ancora nel 1980, una sua infettiva contro la preghiera di Leone XIII al Patriarca S. Giuseppe.

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  21. Ecco Caterina LD che ci invita alla pietà per le vittime dei un integralismo religioso, ma non teme di fare l'integralista con questo suo commento:
    "Una sola cosa Santo Padre: vogliate ora sistemare la vicenda liturgica del noto cammino neocatecumenale di Kiko altrimenti e per l'ennesima volta questo suo Messaggio resterà, nella maggiorparte delle diocesi, LETTERA MORTA... e continueranno a dire: "quello che il Papa ha detto sulla Liturgia, NON CI RIGUARDA".... "
    C'è coerenza?

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  22. Il meccanismo che dici tu si rompe ad un certo punto, perchè il problema è che i ragazzi che abbiamo visto ballare in Chiesa si dichiarano già convertiti al cattolicesimo, i video sono introdotti dai loghi della "pastorale giovanile" locale. Quei ballerini, così come la pantera rosa o, se ricordi, il prete olandese che inscenò la "curva sud" durante la Messa, dovrebbero esser "i monaci" del tuo esempio. I "barbari" si suppone che siano i lontani (atei, agnostici, islamici, etc). Per convertire questi la nuova evangelizzazione passa per le "Messe dance"? E quando mai è accaduto prima, nella storia della Chiesa, che per convertire i pagani si fosse adattato il rito? Le danze e i divertimenti c'erano anche nell'antica Roma, ma nelle prime Messe non c'erano nè ballerine succinte nè leoni.


    PS: Matteo, non ti sentire giudicato dal "fuori dal tempo" perchè era rivolto a chi per primo ha usato questa frase.

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  23. Se ho capito bene a Lei sembrano sciatte e irriverenti anche le celebrazioni del Papa. Evidentemente ha la fortuna di aver un ottimo parroco. Io di meglio, finora, non ho visto.

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  24. Bha, veramente nella Chiesa Ortodossa c'è un cospicuo gruppo modernista che chiede da tempo un "Concilio Vaticano II" della Chiesa Ortodossa. La loro "fortuna" è che il Patriarca di Costantinopoli conta un centesimo di quello che conta il nostro Papa e tra "pares" non riescono a raggiungere un accordo nemmeno sul calendario da adottare.

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  25. Ma infatti! E' notorio che Caterina vada in giro a caccia di neocatecumenali!
    Non le sembra un tantino fuori luogo il paragone tra le due cose?

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  26. "Maestro Venerabile" era il soprannome di Licio Gelli di Massonica memoria. Quando la storia si ripete!

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  27. Magari col maccartismo...

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  28. Alexander Von Trotta12 novembre 2010 19:29

    Che la Chiesa di un tempo fosse "ricca" e quella di oggi sia "povera" è un'emerita sciocchezza, che può scaturire solo da fumi ideologici. La Chiesa di oggi è enormemente più ricca di quella anche solo di qualche decennio fa, se non altro perché la società sta economicamente meglio (almeno in Occidente). E comunque la miseria non è solo quella di chi ha fame di cibo, c'è anche la miseria di chi vive una vita spirituale sciatta, informe, senza stimoli. Non di solo pane vive l'uomo, ma di parola di Dio, il che comprende anche un rito che sia efficace per lo spirito. Poi se non vi piace mica siete obbligati ad andarci!

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  29. <span><span>OGNI VERO RIFORMATORE È UN OBBEDIENTE DELLA FEDE…</span>  
     
    Il y a, je crois, quelque 5000 évêques dans l'Église catholique. Combien, parmi ces 5000, ont mis en œuvre, "avec générosité", comme il leur était demandé, le motu proprio du Saint-Père sur la libéralisation de la liturgie de toujours?  
    Moins de 200! Moins de 5 % ! Et ces évêques, qui ne respectent plus les décisions du Saint-Père, exigent, pour eux-mêmes, obéissance et considération! Et ils se disent en communion avec le Saint-Siège! Quels fourbes! Quels hypocrites! Quels sépulcres blanchis! Quels exemples pour les fidèles et quelle honte pour notre sainte religion! A-t-on jamais vu, dans l'histoire de l'Eglise, une pareille imposture?</span>

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  30. Non ho parlato di "ricca" e "povera". Ho parlato di sobrietà.

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  31. D'ora in avanti con lei adotterò il motto della rete: "non date da mangiare ai troll".
    L'unica difficoltà sta nel fatto che a differenza dei troll SERI a lei piace cambiare nick.

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  32. Penso che voglia dire, e se mi sabglio mi correggerà, che un cardinale che va dai neocat a celebrare la Messa con la loro "liturgia", può difficilmente dopo, diventato Papa, dare lezioni di Liturgia.
    Non conosco quella foto, ma non sono stupita che l`allora card. Ratzinger sia andato da loro, lo sarei invece se dovessi constatare che aveva accettato il candelabro ebreo sull`altare, pardon, sulla tavola, la danza ebrea attorno alla tavola, e altre anomalie tipiche di quel rituale che ha voluto poi, diventato Papa, correggere, senza riuscirci....

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  33. Mi dispiace proprio, ma non sono un troll. Mi dia dell'eretico, del sovversivo, del rivoluzionario, del bugnini o del neocatecumenale, quello che vuole ma non del troll. E non lo dia ai miei fratelli. E poi, se io volessi visualizzare i profili dei singoli, scoprirei tante "affinità". Ma non lo faccio di proposito, come non ignoro che basta un programmino da nulla per oscurare l'indirizzo IP. Neanche questo faccio. A che scopo, poi? Io qui rispondo a Laico, se poi lei condivide il pc con Pincopallino, Tizio, Caio, Sempronio, Giuditta o Oloferne, chi se ne frega. A me interessano i contenuti e dare la mia testimonianza. E lo stesso agli altri "user".

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  34. Il cammino neocat, vittima? :-D :-D =-X
    Ma per favore! Spremi un pò di  più le sue meningi, e se il suo cervello di "neocatecumenale gogliardico ma non troppo"(ipse dixit)non è ancora totalmente condizionato, magari potrà partorire meno corbellerie.

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  35. Et on nous demande d`obéir a de pareils traîtres?

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  36. Visto che il suo venerabile maestro si è ritirato  nella sua Gerusalemme, invece di sproloquiare qui, vada a fargli compagnia, così potrete spararvi addosso cavolate a ripetizione, come quella che Gesù abbia scelto la sconfitta (ma non è risorto?). Ripetere l'episodio del costoso unguento e dell'osservazione (maligna, nella sua apparente logicità) di Giuda sarebbe inutile, tanto è stato citato e portato ad esempio, ma non c'è peggior sordo ecc.
    Siccome il suo sempre venerato maestro non è certo uno sprovveduto e avrà sicuramente fatto buone, ottime letture, si faccia raccontare quello che succedeva nell'ospedale romano di S. Spirito nel XVI secolo: " Vi si mangia bene e vi si è serviti con sollecitudine. I medici sono abili, i letti e le mobilia puliti e ben tenuti. Quando un malato vi è condotto gli si tolgono gòi abiti in presenza di un pubblico notaio che li registra; poi si mettono da parte con cura e il malato viene coperto da una veste bianca e deposto in un letto ben preparato. Si cambiano ogni giorno le lenzuola.La pulizia è ammirevole". Questa era la Chiesa sfarzosa del Cinquecento che, a quanto pare, pur nel suo trionfalismo non aveva perso nè la Croce, nè "l'Altro"... Finiamola con questa falsa, ipocrita e inesistente dicotomia. L'attenzione al rituale non esclude l'attenzione ai poveri; la pratica della carità non prescinde dal culto reso a Dio, semmai ne è la prosecuzione.Se le interessa la testimonianza riportata è assolutamente indubitabile, perché è di un tale che si chiamava Lutero.

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  37. Ah, ma quello era il mitico Inopportuno (sapesse quanto rompe, anche da noi, quando gli prendono i 5 minuti!). Io ne facevo una questione di stile: non mi piace la caccia alle streghe, o cio che in germe può talle assomigliarle. Poi, se lei mi dice che fanno parte del potere ecclesiastico ... io sto con la CHIESA DEI POVERI. Come s. Francesco.

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  38. Senza Raccomandazioni12 novembre 2010 20:14

    La ripetuta accusa di dimenticarsi dei poveri e della miseria del mondo rivolta a chi utilizza per il rito sacro paramenti preziosi mi addolora veramente molto! In pratica, si giustifica la condotta di quei modernisti che, giunti in una parrocchia, iniziano a spogliarla di ostensori e altri arredi sacri antichi e solenni, dicendo che vendendoli potranno offrire il ricavato per i bisognosi...eppure, questi modernisti non disdegnano poi di andarsene in giro con delle belle auto sportive o di concedersi un'ottima vacanza in Egitto o qualche altra località. Ma allora, a che giova? E' questo il vero amore per la povertà? Non farebbero meglio a vendere del proprio, a rinunciare ad automobili e vacanze al mare per aiutare chi non ha nulla e, nello stesso tempo, rispettare gli arredi antichi della parrocchia che, comunque, non sono di loro proprietà, ma sono stati offerti per amore e devozione verso il Signore dai semplici fedeli?

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  39. DANTE PASTORELLI12 novembre 2010 20:47

    E secondo te, eliminando i guanti o il pizzo dei vescovi e la coda dei cardinali si risolve il problema della fame del mondo? Comincia a vender il tuo PC.

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  40. DANTE PASTORELLI12 novembre 2010 20:53

    Ma non fu Giuda a riprender Maria che profumava i piedi di Cristo con unguenti preziosi? Quanto denaro sprecato, si poteva darlo ai poveri. I pauperisti moderni si accorgono a chi somigliano, chi fan rivivere?

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  41. ;)  quella Messa nella cui fu coinvolto Ratzinger fu una Messa diciamo....d'ufficio, ossia, come Prefetto della CdF andò a vedere e quella Messa da invitato e celebrante, a parte il pane comunque regolare, la  liturgia venne fatta come si faceva un pò ovunque, Kiko non aveva ancora formalizzato ed ufficializzato le SUE innovazioni.... ma è l'unica Messa alla quale andò e celebrò.... anzi fu proprio dopo questa Messa che venne da lui IL PARERE NEGATIVO per una conferma del cammino in modo definitivo e sbrigativo....fu il periodo in cui, dopo i complimenti, Ratzinger non disse più nulla sul cammino....poi arrivò l'approvazione DEL PAPA SULLA SPINTA DEL SUO SEGRETARIO e Ratzinger ancora una volta bloccò gli entusiasmi portando a 5 anni l'experimentum che poi divennero SETTE.... ecc..ecc... ;)

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  42. DANTE PASTORELLI12 novembre 2010 20:55

    Sei confuso anche nella lingua italiana martoriata. A furia di legger lo spagnolo kikiano, forse.

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  43. caro ille - senza pastor che è meglio -  certo che c'è coerenza perchè non ho chiesto l'uccisione dei NC ma ho chiesto e supplico il Papa che sia decisivo fino in fondo: è inutile invitare i Vescovi alla RIFORMA LITURGICA se poi lascia Kiko libero di inventarsi la liturgia, spostare gli altari, non celebrare su quelli legittimi e frodare i fedeli del presbiterio....questa si che è INCOERENZA.... ;)

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  44. Senza Raccomandazioni12 novembre 2010 20:57

    Gentile Pastor Ille, San Francesco era con la Chiesa, solo con la Chiesa è basta. E' così celebre quella sua espressione che tra il grande diacono San Lorenzo e un sacerdote indegno avrebbe baciato le mani del sacerdote semplicemente perchè consacrate per offrire il Sacrificio dell'altare. Del resto, non andò da Innocenzo III per dire che stava con una "chiesa dei poveri", ed è questa la differenza abissale tra il Francescanesimo e i movimenti pauperistici ereticali del Medioevo.

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  45. DANTE PASTORELLI12 novembre 2010 21:01

    Mi sembra che non abbia camminato e se ha camminato non ha raggiunto alcuna meta. La sua teologia è fallita, la chiesa (con la minuscola) di base è la non-Chiesa: di Chiesa ce n'è una sola, con buona pace dei tuoi venerati eretici maestri, anche quelli incautamente ed insipientemente onorati della porpora.

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  46. DANTE PASTORELLI12 novembre 2010 21:03

    T'avrebbero fatto fuori, e invece ti si lascia qui liberamente parlare.

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  47. DANTE PASTORELLI12 novembre 2010 21:04

    Che però a Dio donava le cose più belle e s'inchinava davanti ad un Papa sontuosamente vestito.
    Ora PASTOR ILLE dichiara di non esser INOPPORTUNO, ohibò!

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  48. f. marie des anges12 novembre 2010 21:25

    Caro Davide la Chiesa ha fatto sin dai primi secoli e fa per la fame del mondo quello che nessun altro ha mai fatto. Lo ha fatto per secoli senza che strascichi e corone le fossero d'impedimento.
    Il catafalco è un segno forte, che sottolinea senza tabù il grande nero della morte, che è tale, e proprio perchè è tale fa risaltare di più la gioia della resurrezione.
    In generale per capire il significato di paramenti pizzi guanti etc bisogna uscire dalla refenzialità antropocentrica: a chi servono? a cosa servono? La risposta è: non servono a nessuno, sono un dono gratuito a Dio: l'uomo realizza i manufatti più belli che è in grado di fare per regalarli a Dio; questo è tanto costruttivo che poi porta anche a cose biuone sul piano umano: le arti ne risultano enormemente arricchite.
    Ragionando diversamente, l'Europa non avrebbe le sue eccelse cattedrali, non avrebbe la pietà di Michelangelo, non avrebbe l'ultima cena di leonardo... Ma davero credi che senza queste cose meno gente sarebbe morta di fame? Macchè: chi aveva i soldi se li sarebbe goduti, invece di donarli a Dio per edificare i luoghi del suo culto. Lo spleondore delle cose dedicate a Dio stimola invece la cultura del dono, proprio quella cultura che poi - ma di riflesso! - ha fatto della Chiesa la massima organizzazione di sollievo degli indigenti che la storia abbia mai avuto, e il modello per quelle che sono venute dopo...Non essere aggressivo. Pensi davvero che tutte queste cose, che i fedeli di secoli e  secoli  hanno ritenuti importanti e belle, che il magistero ininterrotto di Papi e Concili ha sempre promosso, che i barbari e gli atei hanno spesso vissuto come stimolo primo dela loro conversione al cristianesimo perchè intuivano che dietro tanta bellezza doveva esserci una bontà corrisponedente, che tutti i santi hanno tenuto in massima considerazione, oensi davvero che qeuste cose siano una massa di cose inutili e controproducenti? Possono le cose essere cambiata a tal punto che quello che era giusto per secoli diventi adesso ingiusto? Posso capire che non ti piacciano i pizzi. Pensa quanto sei fortunato: non li troverai quasi da nesuna parte ormai. Non prendertaela con noi però, rispetta la nostra sensibilità minoritaria: stai tranquillo che gli amanti dei paramenti antichi: 1) non spendono molto, perchè pescano dai tesori che giacciono inutilizzati - e sottratti anche al godimento dei fedeli, negli armadi delle sacrestie; 2) non cercano il potere nelle carriere ecclesiastiche, perchè sanno che sono considerati dei paria, che difficilmente avranno cura d'anime in una parrocchia, che non diventeranno mai vescovi; 3) non mangiano i bambini, non mettono sotto la machina le vecchiette, non calpestano l'Ostia consacrata (questo invece gli odieatori dell'antico inavvertitamente lo possono anxche fare, data l'approssimazione con cui ci si preoccupa dei frammenti di particola durante la distribuzione della Comunione.
    Con fraternità, lasciaci vivere, vieni a trovarci, ripensa il passato: non è possiile che siano stati tutti totalmente fuori strada per oltre 1500 anni: dove stava lo Spirito Santo promesso ai discepoli (letargo dal 313 al 1965?)

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  49. Andrea Carradori12 novembre 2010 21:37

    Caro Davide, ho letto, con molto dispiacere, il tuo intervento dal quale ho estrapolato questa tua frase "Il voler ritornare all'antica formula diventa per quei pochi che vi seguono motivo di sfoggio dei pizzi, degli antichi paramenti, delle antiche formule.  
    Ma dov'è la speranza cristiana nel perdono dopo la morte? Forse in quel catafalco nero he ornava il vostro sito qualche giorno fa?".

    Don Gianluigi ti ha risposto in maniera completa, io non oso aggiungere altro, le mie parole sarebbero del tutto superflue.
    Ti invito, però, ad approfondire in maniera sobria, senza preconcetti, la liturgia antica, la liturgia della Chiesa di sempre, la liturgia che nei nostri giorni affascina in maniera crescente, e spesso totale, tanti giovani. Malgrado le evidenti persecuzioni da parte di tanti uomini di chiesa quella liturgia sta lievitando anche nell'italico suolo portando evidenti segni di conversione di quell'incontro con Cristo di cui scriveva don Gianluigi.
    Vedrai, caro fratello in Cristo, che l'antico rito salverà il nuovo ! Sono sicuro che avrai capito l'ampiezza della frase, che non è mia, e la sua portata teologica ed ecclesiale.

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  50. f. marie des anges12 novembre 2010 21:48

    san Francesco stava con la Chiesa e basta, non con la Chiesa dei poveri: per questo è diventato santo nel servire i poverie nel vivere la povertà. la Chiesa è per tutti

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  51. esco adesso da un incontro di preghiera nella basilica delle Grazie di Brescia,una vergogna,un circo ,candele,candeline,chitarre e addirittura una campana con piedestallo in presbiterio ,corteo con bicchieri e lumi e fiorellini e candele nei vasi e un francescano con un evangekiario simil pelle e  baccani a non finire,predica di Monari ,il vescovo,e poi tutti a scrivere su bigliettini e biro distribuiti sui banchi,poi,poi l'Adorazione di dieci minuti e...candeline profumate per tutti.Ah dimenticavo,era una preghiera pper i giovani della città e diocesi presieduta dal liturgo alla faccia del Papa.Avrà  strigliato qualcun altro ,o no '

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  52. Sto ancora aspettando una risposta alle domande.
    vedo che sei solo capace di emettere sentenze!
    Non mi interessa più di tanto poi avere a che fare con gente che emette sentenze!
    fai pure...
    Ciao
    Matteo
    PS la ripicca non so dove stia di casa. A differenza tua che la hai usata, mascherandola da faccina,non per confutare e non per domandare spiegazioni ma per giudicare!  

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  53. Il giudizio non è sul "fuori dal tempo" ma sul "credere alle storielle".
    resta un fatto.
    Come tu un ragazzino di strada lo porti in Chiesa? un novello barbaro?
    Poi fate pure tutti i fenomeni. Ci mancherebbe altro. ma prima di giudicare ciò che fanno gli altri con sacrificio e dedizione ... portate qualcuno in Chiesa VOI e poi giudicate!
    Ma è più facile sputtanare e giudicare ( fare i giornalisti) piuttosto che darsi da fare!
    O sbaglio?
    MD

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  54. Fastidi da quel tale non ne avrai. te ne crei già di tuo!
    Curati!
    MD

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  55. Cristo regnerà nonostante i confusi ma non troppo ... poco!
    MD

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  56. Caro Breus, che sei trasecolato non nella boscaglia ma in chiesa, sappi che probabilmente quelli sono tornati a casa con la pace nel cuore, nonostante la liturgia irrituale, mentre tu?

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  57. :-D  peccato! se avesse continuato a leggere dove doveva avrebbe compreso quell'ecc...ecc...ecc....

    Non si faccia del male con queste confusioni, la Barca di Pietro non affonderà, Cristo ci sta dentro!.... ;)

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  58. Caterina, ti ringrazio per queste informazioni che non avevo, purtroppo anche diventato Papa Joseph Ratzinger  ha cercato di correggere le storture neocat, le sue DECISIONI erano chiare, chiaramente espresse, per iscritto e oralmente alle famiglie neocat...risultato? Lo conosciamo, un laico spagnolo ha vinto la sua indegna battaglia contro il Papa e contro la Liturgia della Chiesa.

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  59. No, è solo una persona  che ti stima così tanto, Dante, da anagrammare il tuo nome, ma sai  che appartiene a quella famosa ( e non fumosa) ma povera comunità che ha solo un computer che dividono pastor ille...inopportuno...don concilio....lollarda...don(na) mercenaro... O:-)
    Beh, ci si diverte come si può, immagino che  venire su questo blog procuri ad alcuni un immenso piacere, spero almeno che quel piacere sia per loro liberatore e diminuisca le tensioni.

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  60. GRAVISSIMO: è STATA VOTATA LA RISOLUZIONE CHE CHIEDE LA SOSTITUZUIONE DELLE PAROLE DEL "PADRE NOSTRO" E DEL "GLORIA": LA MAGGIOR PARTE DEI VESCOVI HA OPTATO PER (NEL PADRE NOSTRO) MA "NON LASCIARCI NELLA TENTAZIONE" ANZICH E' " NON INDURCI IN TENTAZIONE" E "E PACE IN TERRA AGLI UOMINI CHE EGLI AMA" ANZICH'E' "UOMONI DI BUONA VOLONTA"!
    SCANDALO! SCANDALO! CONTINUA IL PRESSING PROTESTANTE AD OPERA DI SATANA-CEI

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  61. pepito sbazzeguti12 novembre 2010 23:48

    Ha vinto la battaglia,non la guerra !

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  62. pepito sbazzeguti12 novembre 2010 23:48

    Ha vinto la battaglia,non la guerra !

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  63. Che cosa intende per "pace nel cuore"? *DONT_KNOW*
    i conti non tornano....se tutti questi tornano alle proprie case con la "pace nel cuore" c'è da spiegare come mai i divozi per i matrimoni cattolici aumentano, e posso assicurarti che trattasi anche di molte coppie che frequentano almeno sporadicamente o la domenica, la Chiesa....e mandano i figli al catechismo... come mai i fidanzati invece di sposarsi vanno a CONVIVERE.... come mai molti che frequentano la Chiesa sono favorevoli all'aborto e al divorzio..... vogliamo continuare?
    Cristo disse: VI DO LA MIA PACE NON COME QUELLA CHE IL MONDO VI DA..... la Pace di Cristo è portare LA CROCE, è essere segno di contraddizione non certo con il teatrino liturgico....è essere FUOCO, essere sale e il sale sulle ferite BRUCIA.... e combattere una continua battaglia..... il mondo, la propria casa, perfino la propria famiglia NON è il PARADISO TERRESTRE....andare in Chiesa o ad una adorazione....non è raggiungere la pace dei sensi....
    Lei ha un'idea strana della "pace nel cuore" si legga di più i Santi , magari san Giovanni della Croce, santa Teresina, meglio santa Gemma Galgani, ma anche lo stesso san Padre Pio più vicino a noi....e legga meno pacifismo....


    Caro breus, mi permetto di darle un consiglio:
    la prossima volta che va a questi incontri, si concentri esclusivamente alla Preghiera e non guardi attorno a se.....(cfr Gn.1, 19-26 )
    ;)  

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  64. E che ne sai ...ille? C`eri?
    Al limite sono partiti allegri, pieni di emozioni, sai di quelle fuggitive, facilmente provocate , che muoiono con la stessa facilità e rapidità con cui sono nate.

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  65. pardon cfr Gn.19, 1-26.... :-D

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  66. Non sono una esperta ma non urlerei allo scandalo o a Satana..... anche se ritengo un grave errore che avvengano queste modifiche ad una Preghiera che ripetiamo da Duemila anni.....

    il testo in greco dice letteralmente: "non far entrare noi in tentazione"...... insomma, che Dio possa INDURCI IN TENTAZIONE è palesemente contraddittorio nè la Chiesa ha mai insegnato questo: Dio PERMETTE le tentazioni, permette che noi veniamo tentati, ma non ci induce in tentazione.... infatti nel Getzemani dice: "pregate per NON entrare in tentazione"....
    E ancora nel "Padre Nostro" del Vangelo di Luca 11,4 leggiamo "e non farci entrare nella tentazione", idem dal greco: " e non far entrare noi in tentazione"....

    Il testo del Gloria invece che viene da Luca dall'annuncio degli Angeli ai pastori, può essere tradotto diversamente.....
    nel testo greco si traduce letteralmente: " Gloria in (le ) altezze a Dio e su (la ) terra pace fra (gli ) uomini di benevolenza (sua )...."
    san Girolamo tradusse con la Vulgata: bonae voluntatis.... anche a mio parere sarebbe duopo lasciare così.....

    Ad ogni modo questa notizia non mi appare affatto nuova..... cinque anni fa si diceva che fosse stata votata la mozione che eliminava il saluto "Ave" dalla preghiera mariana... ma sembra che Giovanni Paolo II NON lo consentì e si ripiegò di mettere RALLEGRATI nella traduzione del Lezionario per la Liturgia..... ;)

    Prima di dare certe notizie comunque attenderei fonti ufficiali........e valutare attentamente quel per cui vale la pena scandalizzarsi e quello per cui no!....altrimenti si rischia di vivere in una eterna apocalisse angosciosa.... ;)

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  67. Non sono una esperta ma non urlerei allo scandalo o a Satana..... anche se ritengo un grave errore che avvengano queste modifiche ad una Preghiera che ripetiamo da Duemila anni.....

    il testo in greco dice letteralmente: "non far entrare noi in tentazione"...... insomma, che Dio possa INDURCI IN TENTAZIONE è palesemente contraddittorio nè la Chiesa ha mai insegnato questo: Dio PERMETTE le tentazioni, permette che noi veniamo tentati, ma non ci induce in tentazione.... infatti nel Getzemani dice: "pregate per NON entrare in tentazione"....
    E ancora nel "Padre Nostro" del Vangelo di Luca 11,4 leggiamo "e non farci entrare nella tentazione", idem dal greco: " e non far entrare noi in tentazione"....

    Il testo del Gloria invece che viene da Luca dall'annuncio degli Angeli ai pastori, può essere tradotto diversamente.....
    nel testo greco si traduce letteralmente: " Gloria in (le ) altezze a Dio e su (la ) terra pace fra (gli ) uomini di benevolenza (sua )...."
    san Girolamo tradusse con la Vulgata: bonae voluntatis.... anche a mio parere sarebbe duopo lasciare così.....

    Ad ogni modo questa notizia non mi appare affatto nuova..... cinque anni fa si diceva che fosse stata votata la mozione che eliminava il saluto "Ave" dalla preghiera mariana... ma sembra che Giovanni Paolo II NON lo consentì e si ripiegò di mettere RALLEGRATI nella traduzione del Lezionario per la Liturgia..... ;)

    Prima di dare certe notizie comunque attenderei fonti ufficiali........e valutare attentamente quel per cui vale la pena scandalizzarsi e quello per cui no!....altrimenti si rischia di vivere in una eterna apocalisse angosciante.... ;)

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  68. i lustrini apparsi sotto marini I a partire dai paramenti giubilari fino agli orrori di mariatzell, costati migliaia di euro che hanno ingrassato varie ditte italiane, fanno impallidire le gloriose pianete ricamate a mano con tanta fede e gratuitamente da pie suore sparse per i monasteri, solo per l agloria di Dio e non per quella del portafoglio...

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  69. Infatti, come al solito hanno capito tutto delle parole del Santo Padre. Fonte APCom:

    "Anche alcuni fedeli, "persone abituate alla preghiera", vengono consultati dalla Conferenza episcopale italiana, per portare a termine l'ormai prossima conclusione della terza edizione italiana del messale romano. Il 'timone' di tutto il calendario liturgico cattolico, da tempo sottoposto all'esame di una settantina di esperti, è ora, nella prima parte, al vaglio dell'assemblea generale della Cei. "La Congregazione per il Culto divino permette non delle sperimentazioni ma che una comunità religiosa, un gruppo, possa utilizzare questi testi, quando saranno approvati, e, prima di essere stampati, siano provati per gli ultimi ritocchi e revisioni", ha spiegato in una conferenza stampa mons. Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati". Tra le modifiche avanzate, anche una piccola modifica del Padre Nostro, dove la frase "non indurci in tentazione" potrebbe essere sostituita, come già fatto nella nuova Bibbia, con "non abbandonarci alla tentazione". 

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  70. i lustrini apparsi sotto marini I a partire dai paramenti giubilari fino agli orrori di mariatzell, costati migliaia di euro che hanno ingrassato varie ditte italiane, fanno impallidire le gloriose pianete ricamate a mano con tanta fede e gratuitamente da pie suore sparse per i monasteri, solo per l agloria di Dio e non per quella del portafoglio...

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  71. Non sono una esperta ma non urlerei allo scandalo o a Satana..... anche se ritengo un grave errore che avvengano queste modifiche ad una Preghiera che ripetiamo da Duemila anni.....

    il testo in greco dice letteralmente: "non far entrare noi in tentazione"...... insomma, che Dio possa INDURCI IN TENTAZIONE è palesemente contraddittorio nè la Chiesa ha mai insegnato questo: Dio PERMETTE le tentazioni, permette che noi veniamo tentati, ma non ci induce in tentazione.... infatti nel Getzemani dice: "pregate per NON entrare in tentazione"....
    E ancora nel "Padre Nostro" del Vangelo di Luca 11,4 leggiamo "e non farci entrare nella tentazione", idem dal greco: " e non far entrare noi in tentazione"....

    Il testo del Gloria invece che viene da Luca dall'annuncio degli Angeli ai pastori, può essere tradotto diversamente.....
    nel testo greco si traduce letteralmente: " Gloria in (le ) altezze a Dio e su (la ) terra pace fra (gli ) uomini di benevolenza (sua )...."
    san Girolamo tradusse con la Vulgata: bonae voluntatis.... anche a mio parere sarebbe duopo lasciare così.....

    Ad ogni modo questa notizia non mi appare affatto nuova..... cinque anni fa si diceva che fosse stata votata la mozione che eliminava il saluto "Ave" dalla preghiera mariana... ma sembra che Giovanni Paolo II NON lo consentì e si ripiegò di mettere RALLEGRATI nella traduzione del Lezionario per la Liturgia..... ;)


    Prima di dare certe notizie comunque attenderei fonti ufficiali........e valutare attentamente quel per cui vale la pena scandalizzarsi e quello per cui no!....altrimenti si rischia di vivere in una eterna apocalisse angosciante.... ;)
    P.S. spero che non escano tre doppioni, c'è difficoltà ad inviare un messaggio....

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  72. sine pecunia missa non est

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  73. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

    Parole del Santo Padre gettate al vento...se è vero mi auguro solo che alla Congregazione del Culto Divino gettino tutto in un cestino e li facciano ricominciare da capo.

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  74. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

    Parole del Santo Padre gettate al vento...se è vero mi auguro solo che alla Congregazione del Culto Divino gettino tutto in un cestino e li facciano ricominciare da capo.

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  75. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  76. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  77. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  78. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  79. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  80. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  81. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  82. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  83. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  84. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  85. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  86. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  87. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  88. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  89. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  90. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  91. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  92. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  93. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  94. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  95. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  96. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  109. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  110. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  111. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  112. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  113. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  114. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  115. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  116. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  117. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  118. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  119. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  120. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  121. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  122. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  123. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  124. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  125. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  126. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  127. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  128. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  129. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  130. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  131. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  132. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  137. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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    Parole del Santo Padre gettate al vento...se è vero mi auguro solo che alla Congregazione del Culto Divino gettino tutto in un cestino e li facciano ricominciare da capo.

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  143. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  144. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  145. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  146. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  147. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  148. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  149. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  150. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  151. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  152. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  153. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  154. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  155. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  156. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  157. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  158. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  159. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

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  160. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

    Parole del Santo Padre gettate al vento...se è vero mi auguro solo che alla Congregazione del Culto Divino gettino tutto in un cestino e li facciano ricominciare da capo.

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  161. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

    Parole del Santo Padre gettate al vento...se è vero mi auguro solo che alla Congregazione del Culto Divino gettino tutto in un cestino e li facciano ricominciare da capo.

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  162. Fonte APCom: "Alceste Catella, presidente della commissione episcopale per la Liturgia. "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". La nuova traduzione richiederà ora ulteriori passaggi e, in ultima istanza, il placet della Congregazione per il Culto Divino. Più concretamente, si tratta, ad esempio, di verificare se recepire le variazioni introdotte nell'ultima traduzione della Bibbia curata dalla Cei. "Voglio dire ai nostri parroci di non aver paura - ha puntualizzato Catella - non cambia nulla nella struttura celebrativa della messa e gran parte dei testi rimarranno immutati"

    Parole del Santo Padre gettate al vento...se è vero mi auguro solo che alla Congregazione del Culto Divino gettino tutto in un cestino e li facciano ricominciare da capo.

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  163. Scusate gran casino coi commenti, credevo fosse sparito il primo e ho riscritto più sinteticamente

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  164. Le nuove casule sono quanto di meno sobrio vi possa essere nel campo dei paramenti liturgici. Spesso con colori sgargianti e nemmeno liturgici ;sono, in genere, lunghe, mosce e  svolazzanti.   Non si tratta, in questo caso, nemmeno di archeologismo, visto che non hanno nulla a che vedere con le casule antiche. Sono semplicemente pacchiane per non dire sconce.

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  165. <span> "I vescovi fanno il possibile perché ci sia una fedeltà sia al latino, sia alla sensibilità degli odierni partecipanti alle celebrazioni, anche a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa". </span>

    Se quella è la motivazione c`è da disperarsi , "à grimper sur les murs" come si dice da noi.
    FEDELTÀ  alla sensibilità degli odierni partecipanti.....che cosa intendono per "sensibilità"? E domani e dopo domani e fra vent`anni? La sensibilità cambiata, cambieranno ancora la preghiera che ci ha lasciato il Signore?
    È questo essere fedeli?  O è piuttosto altro?
    A CHI devono essere fedeli?
    <span>FEDELTÀ a coloro che vanno una volta ogni tanto a messa"....</span>un pò quello che succede in certe scuole, il "nivellement", la messa a livello (?) dell`insegnamento al livello dei  meno buoni allievi, il che ha provocato l`abbassamento generale della qualità.

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  166. Alexander Von Trotta13 novembre 2010 09:27

    Ma infatti gli ortodossi (grecortodossi) mica sono più avanti di noi: sono più indietro, non hanno ancora sperimentato la prova del rinnegamento della loro tradizione. Verrà, può darsi, anche il loro turno. Noi ci siamo già passati, ci stiamo accorgendo (chi ha la mente più aperta, per ora) che è stata un gran stupidata, e ritorniamo ad essa con accresciuta consapevolezza.

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  167. Già il Padre Nostro è stato debitamente adottato da alcuni parroci. Il costo 183 Euro per far stampare bigliettini da distribuire ai fedeli durante la messa. Coloro che non vanno a messa abitualmente sono rimasti scioccati da tale scelta. Tutti hanno detto:"Hanno cambiato pure il padre Nostro" . Un altro colpo ai lontani. Vai a spiegarlo alla gente che lavora, che corre, che si è allontanata dalla Chiesa che 70 studiosi ricominciano a cambiare tutto. SIAMO STANCHI, è possibili che noi lavoratori, genitori, uomini e donne che con sacrificio  accompagnano i loro figli al catechismo, e alle ludiche attività dobbiamo subire quest'ennesima riforma? O si migliora il messale facendo una traduzione più vicina al testo latino oppure conviene lasciare tutto com'è. LA GENTE CREDETEMI SE NE FOTTEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! (scusatemi) e si allontana ancora di più.
    Che continuino a studiare e a rompere tutto. Alla fine sarà una nuova Babele. 

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  168. <p><span>2.5) Le parole “sacrificio”, “vittima”, “immolazione”, sono termini che ripugnano alla sensibilità di oggi, sarebbe meglio tradurre con:</span>
    </p><p><span>“offerta” o “dono”, o “dedizione”</span>
    </p><p><span>2.6) così come ripugna “ci nutriamo del corpo e sangue” , meglio aderire al gesto liturgico traducendo:</span>
    </p><p><span>“ci nutriamo del pane della vita e del calice della salvezza”</span>
    </p><p><span> </span>
    </p><p><span>2.7) Il termine “redenzione” è desueto e incomprensibile; molto meglio:</span>
    </p><p><span>“liberazione”</span>
    </p><p><span>2.8) Pater noster</span>
    </p><p><span>Giuste le traduzioni proposte dalla CEI; sarebbe bene che non si ipostatizzasse troppo la traduzione di “libera nos a malo”; opportuno tradurre con:</span>
    </p><p><span>“liberaci dai nostri egoismi e chiusure alla tua Parola”</span>
    </p><p><span>2.9) Alla comunione, dopo l’Agnus Dei, lLa risposta dovrebbe essere quella originariamente prevista:</span>
    </p><p><span>“beati gli invitati alla Cena del Signore”</span>
    </p><p><span>infatti, non ha senso la confessione di indegnità dopo che l’assemblea è gia stata “assolta” nei riti di introduzione.</span></p>

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  169. ahahaha...bella bella...ne dovrebbe scrivere di più. Sono molto divertenti.

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  170. Redazione di Messainlatino.it13 novembre 2010 11:34

    Suvvia Mercenaro, ha senso cambiare i dati evangelici solo perché "ripugnano alla sensibilità moderna"?
    Guarda che questa è la tentazione del vitello d'oro: facciamoci noi la nostra religione, come piace a noi...
    Enrico

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  171. Alexander Von Trotta13 novembre 2010 12:02

    Già che ci siamo, avviciniamoci di più al comune sentire odierno e anziché "ringraziarti" traduciamo "battere il cinque con te".

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  172. mercenaro è CERTAMENTE un soldato cei, ci ha dato nuove conferme....e più ufficiali...........poveri noi! GRANDE REDAZIONE!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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  173. Il Papa anziché continuare a "strigliare" (sic), dovrebbe cominciare a far rotolare qualche testa, se davvero volesse ottenere qualcosa. Ma se non lo ha fatto in cinque anni di pontificato, dubito che possa cominciare adesso.

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  174. DANTE PASTORELLI13 novembre 2010 14:58

    Come l'emozione di andar al Costanzo show e scomparire per comparir in un blog.

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  175. DANTE PASTORELLI13 novembre 2010 15:01

    Significa: non metterci alla prova permettendo che siamo tentati, data la nostra fragilità.

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  176. DANTE PASTORELLI13 novembre 2010 15:05

    Insomma si distrugge alla base la necessità del Sacrificio di Cristo. Siamo all'eresia più credina del mondo, qualla alla Mancuso: non c'è peccato originale, non ci dev'esser soddisfazione a Dio, non ci dev'esser sacrificio, ci dev'esser solo un lieto banchetto, e di contorno danze e amplessi, magari omosex o con trans.

    RispondiElimina
  177. <span> Il termine “redenzione” è desueto e incomprensibile; </span>
     ???
    ah sì ?
    ma certo, perchè tanti cattolici di oggi, ormai s-cristianizzati, NON credono più di aver bisogno di Redenzione, non credendo più al peccato originale, nè di poter commettere peccati veniali o mortali che offendono Dio e macchiano l'anima, non credono più al potere della Grazia Santificante nei Sacramenti: non hanno bisogno di Gesù che li salvi dalla dannazione eterna.
    Per forza: le parole peccato e redenzione, con tutti i loro contenuti, dottrinali e spirituali, da decenni non sono nominate più, ritenute tabù, simbolo e  retaggio della Chiesa Tradizionale "oscurantista", da abbattere definitivamente....
    Idem dicasi per Sacrificio: Gesù non si offre in SAcrificio, ma vuole solo portarci all'allegria, vero Mercenaro ?
    Un bravo e simpatico (miserere mei, Domine....) intrattenitore fra i tanti mediatici che ci assediano gaiamente, eh ??
    Tutta qui la sua missione: allegria, socialità, pasti caldi e fraterni girotondi, al di là di ogni barriera o confine tra buono e cattivo, naturale e soprannaturale, sacro e profano....
    Morte, Giudizio, Inferno, Paradiso:   favolette di cui  l'uomo moderno non ha più bisogno, ....figurati se gli serve la Redenzione  !
    :(

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  178. Non puoi dare l'assoluzine a Benedetto xvi perchè non è pentito per empio riconoscimento che ha dato a questa setta eretica!

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  179. Ma veramente mi sembra che Benedetto XVI non strigli nessuno. Tra l'altro si riferisce ad una profonda riforma liturgica promossa del Concilio Lateranense IV che ha evidentemente innovato rispetto alla situazione precedente e forse, chissà, ha suscitato polemiche e recriminazioni in chi era attaccato al vecchio. La storia si ripete

    RispondiElimina
  180. AH !!!!!!!!!!!  ......... e con tanti complimenti .. ed io mi inchino e mi tolgo il cappello .......

    adesso ho capito perche mai il CROCEFISSO E' DI INCOMODO ...........

    ........ è traumatizzante vero ?????? ... c' e' bisogno di uno psicologo forse ????????? ---------

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  181. E in Francia l`assemblea sinodale di Rouen aveva deciso che è il sacerdote a decidere se ammettere o no alla Comunione i cattolici ( a dire il vero oggi non si usa più dire cattolici si preferisce cristiani) divorziati risposati, ma gli "orientamenti finali sinodali", non hanno ripreso quella decisione perchè non è conforme alla disciplina ATTUALE della Chiesa !!!
    Nei fatti in Francia è cosa ricorrente che i sacerdoti diano la Comunione a divorziati risposati con l`avallo del loro vescovo.
    Eppure Benedetto XVI è stato chiarissimo durante il suo viaggio in Francia, a Lourdes, ma oramai chi rispetta il Papa e obbedisce alle sue prescrizioni?
    Se anche  un sacerdote si ritiene libero di fare quel che vuole nella sua parrocchia sicuro che nessuno verrà a correggerlo e ancor meno sanzionarlo, come possiamo sperare che la situazione cambi?


    http://www.perepiscopus.org/diocses/remise-en-cause-de-la-regle-sur-les-divorces-remaries

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  182. DANTE PASTORELLI13 novembre 2010 23:33

    Insomma siete una società di vita non apostolica.

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  183. DANTE PASTORELLI13 novembre 2010 23:34

    Meno male che io son ricco!

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  184. DANTE PASTORELLI13 novembre 2010 23:37

    No, no, Luisa, il pastor ci sta bene: non t'è ancor venuto il sopetto che sia uno strano genere di prete? Certo non è il p. bonus.

    RispondiElimina
  185. DANTE PASTORELLI14 novembre 2010 13:09

    E se poi nella commemorazione dei defunti o in occasione di Messe pro defunctis, a chi dà noia un catafalco? un drappo nero bordato da passamaneria argentata che copre un forma lignea o d'altro materiale? Io ho l'apposito antico drappo, ma non il catafalco ligneo per cui lo fo da me. Tutto qui il lusso? Mi sembra veramente che i pauperisti non cattolici e sedicernti cattolici "sobri", ma che spesso ragionano con mente non sobria, s'attacchino alla coda s'un moscino.

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  186. DANTE PASTORELLI14 novembre 2010 13:10

    Ce ne son tanti di maestri venerabili.

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  187. DANTE PASTORELLI14 novembre 2010 13:11

    Ma i neocat. sono una sottospecie di cinghiali?

    RispondiElimina
  188. DANTE PASTORELLI14 novembre 2010 13:12

    Ma qui rompete tutti (uno per tutti) e per giorni interi e non per 5 minuti.

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  189. DANTE PASTORELLI14 novembre 2010 15:28

    <span>Ma nella commemorazione dei defunti o in occasione di Messe pro defunctis, a chi dà noia un catafalco? un drappo nero bordato da passamaneria argentata che copre un sostegno ligneo o d'altro materiale? Io ho l'apposito antico drappo, ma non il catafalco ligneo per cui lo fo da me. Tutto qui il lusso? Mi sembra veramente che i pauperisti non cattolici e sedicernti cattolici "sobri", ma che spesso ragionano con mente non sobria, s'attacchino alla coda d'un moscino.</span>

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