giovedì 11 novembre 2010

L'islam rivela il suo volto autentico

Dopo i continui attacchi omici in Iraq, ecco che succede in Pakistan, mentre in Europa le comunità maomettane s'infittiscono sempre più di nascite e nuovi arrivi e cominciano gli attacchi anche da noi: l'ultimo a Viguier, Francia, dove giovani musulmani hanno preso a sassate i fedeli che andavano in chiesa.


Punjab, donna cristiana condannata a morte per blasfemia

Per la prima volta una donna viene condannata a morte per questo “reato” in Pakistan. La legge sulla blasfemia è stata introdotta nel 1986 dal dittatore pakistano Zia-ul Haq ed è diventata uno strumento di discriminazioni e violenze. La norma del codice penale pakistano punisce con l’ergastolo chi offende il Corano e con la condanna a morte chi insulta Maometto.

Islamabad (AsiaNews/Agenzie) – Il Pakistan ha "varcato una linea" condannando a morte una donna cristiana per blasfemia. Asia Bibi, madre di due bambini, operaia agricola di 37 anni, ha ricevuto la sua sentenza da un tribunale del Punjab domenica sera. E’ stata giudicata colpevole di blasfemia, commessa di fronte ad alcuni colleghi di lavoro, in una discussione molto animata avvenuta nel giugno 2009 a Ittanwali. Alcune delle donne che lavoravano con lei cercavano di convincerla a rinunciare al cristianesimo e a convertirsi all’islam. Durante la discussione, Bibi ha risposto parlando di come Gesù sia morto sulla croce per i peccati dell’umanità, e ha chiesto alle altre donne che cosa avesse fatto Maometto per loro.

Le musulmane si sono offese, e dopo aver picchiato Bibi l’hanno chiusa in una stanza. Secondo quanto raccolto da “Release International” una piccola folla si è radunata e ha cominciato a insultare lei e i bambini. L’organizzazione caritativa, che sostiene i cristiani perseguitati, ha detto che su pressione dei leader musulmani locali è stata sporta denuncia per blasfemia contro la donna. Il direttore di “Release International”, Andy Dipper, ha espresso il suo shock verso la sentenza di domenica. “Il Pakistan ha varcato una linea – ha detto – condannando a morte una donna per blasfemia”. Bibi inoltre è stata multata dell’equivalente di due anni e mezzo di del suo stipendio.

Un’altra donna cristiana, Martha Bibi (non è parente di Asia), è sotto processo per blasfemia a Lahore. Secondo i dati della Commissione nazionale di giustizia e pace della Chiesa cattolica (Ncjp), dal 1986 all’agosto del 2009 almeno 964 persone sono state incriminate per aver profanato il Corano o diffamato il profeta Maometto. Fra questi 479 erano musulmani, 119 cristiani, 340 ahmadi, 14 indù e altri 10 di altre religioni. La legge sulla blasfemia costituisce anche un pretesto per attacchi, vendette personali o omicidi extra-giudiziali: 33 in tutto, compiuti da singoli o folle inferocite.

Fonte: Asia News, via Cantuale Antonianum




Testo presto da: http://www.cantualeantonianum.com/2010/11/linfame-legge-antiblasfemia-islamica.html#ixzz14vJHGZPZ

51 commenti:

  1. Oremus pro ea

    Intanto continuiamo a "dialogare" invece di convertire...cito dalla Verbum Domini:


    Dialogo tra cristiani e musulmani:
    (...)In questo dialogo, il Sinodo ha espresso l’auspicio che possano essere approfonditi il rispetto della vita come valore fondamentale, i diritti inalienabili dell’uomo e della donna e la loro pari dignità"(...)

    ......

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  2. Gli ex lefebvriani PP. Lugmayr e Prosinger (oggi Frat. S. Pietro) spiegano perché non è il Papa ma la FSSPX a distaccarsi dal Magistero tradizionale in materia di libertà religiosa.

    http://www.kath-info.de/piuslehramt.html

    Peccato per la traduzione automatica che non è delle migliori, perché gli interventi sono molto interessanti. Forse quella in inglese è meno problematica.

    Alberto

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  3. DANTE PASTORELLI11 novembre 2010 17:38

    Certo se ne son accorti molto tardi, solo dopo le consacrazioni episcopali.

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  4. DANTE PASTORELLI11 novembre 2010 18:09

    Accoglienza, accoglienza.

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  5. http://www.youtube.com/watch?v=KifwY2FquyY

    un video sui cristiani dell'iraq, con la predica del vescovo e una toccante testimonianza di un giovane ferito da un'autobomba.
    ci sono ancora martiri, solo che non se ne parla in giro. vedo appelli in facebook per qualsiasi cosa, mai nulla sulle persecuzioni ai cristiani.

    Ps: purtroppo il video ha i sottotitoli in inglese, in italiano non c'è praticamente nulla. e sì che i media cattolici da noi non mancano, perché non mettono qualcheduno dei loro stagisti anche solo a sottotitolare i video già esistenti? lo potrei quasi fare io, che sono un inetto col computer. questo sarebbe adattare l'apostolato ai tempi, mica le messe con la pantera rosa.

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  6. E grazie a chi ci ha riformato il messale i nostri fratelli non posso neppure più avere la consolazione di pregare "conta persecutores ecclesiae" "contra paganos" e "pro conversione infidelium"... e neppure per chiedere la rassegnazione dell'animo o essere preservati da una "subitanea et improvisa morte"

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  7. Purtroppo a pagare sono sovente i piu' indifesi. Come i cristiani in terre arabe. Rimane, pur nella problematicita'  storica ampiamente conosciuta dei rapporti fra cristiani e mussulmani, la necessita' di sottolineare l'assurdo e vacuo interventismo usa-occidentale nella regione.  Interessante potrebbe essere  il recente scambio di lettere fra il leader iraniano ed il Pontefice.
    Il dramma dei cristiani si inserisce in un fiume di sangue, si parla di 600.000 morti in Iraq, di ampia diffusione di ricadute di  materiali radioattivo  da munizione,  che di fatto comprometteranno salute, fertilita' di quei popoli per le prossime generazioni. Con ovvi incrementi di nascituri deformi e neoplasie. Ho letto un drammatico testo medico in merito.   Cio' interessera' anche paesi limitrofi e probabilmente milioni di persone. Cosi' come analogamente succedera' in Ungheria, dove nell'ultima tragedia ecologica sono stati miscelati nei fanghi tra gli altri elementi  ben 70 kg di materiale radioattivo . I fanghi si volatizzeranno e si respireranno.  Il  responsabile della zienda ha passato un giorno in carcere. 

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  8. mi sento di stigmatizzare l'intervento dell'ospite delle 18,35. Il solito buonismo straccione condensato dal relativismo più stucchevole. ovvero" i morti cristiani devono essere inquadrati nel dramma della guerra iraquena scatenata dall'occidente" una inaccettabile giustificazione rispetto alle persecuzioni coraniche in danno di chi ha la grazia di credere nell'unico vero Dio. Il solito nojn guardare in faccia alla realtà, ma il solito sterile inseguimento di una dietrologia da salotti radical chic, che annacqua la sostanza delle cose. sostanza delle cose che è sotto gli occhi di tutti e che è molto semplice. l'islam è la religione dell'anticristo. solo per chiudere, i martiri dimenticati dei quali si sta parlando non c'entrano niente con la "sporca guerra dei guerrafondai amerikani" dato che tali episodi si sono verificati e continueranno a verificarsi in pakistan. Siamo nelle mani di Dio, solo Lui può cambiare l'inevitabile corso degli eventi.

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  9. Tranquilli, ragazzi, non è possibile. Non c'è nessuna persecuzione selvaggia dell'Islam contro i cristiani, si tratta di evidenti qui pro quo, o di folli elucubrazioni di tradizionalisti lefebvriani anticonciliari. E come, del resto, sarebbe possibile la persecuzione da parte di individui benemeriti i quali, guardati "con stima" dalla 'Chiesa conciliare', "adorano l'unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra, che ha parlato agli uomini"?  O non sapete che "essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce"?  Ma come fate ad ignorare, dopo il Superconcilio, che essi "hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno"? (Nostra aetate, n.3).  Tant'è vero che Papa Ratzinger è andato a pregare in moschea, e la Santa Sede augura ogni anno un "buon ramadan" a questi angioletti innocenti e devoti. Andate a studiare il Concilio, ignoranti... 
    P.S. La Santa Sede provveda urgentemente ad inviare copia della Nostra aetate ai nostri fratelli cristiani irakeni, pakistani, indonesiani, egiziani. Si chiariranno le idee e ne saranno illuminati e sollevati...
    Auxilium christianorum, ora pro nobis.

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  10. <span>Eraclio 73, senza intenzione alcuna di fare polemica mi permetto di farti notare che le stragi in Iraq e la decisione della fantomatica Al Qaeda di eliminare i cristiani dalla regione, fanno seguito (inspiegabilente, ma con un tempismo sospetto) alla dichiarazione finale del sinodo per il Medio Oriente nella quale si chiede alle Nazioni Unite che vengano rispettate le sue risoluzioni e quindi venga posta fine all'occupazione israeliana nei Territori Palestinesi.</span>

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  11. ......quelli...si'...sono veri cattolici....!!!!

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  12. questi terribili fatti dovremmo raccontarli al cardinal tettamanzi che invoca la moschea per gli islamici e odia i tradizionalisti e ai sostenitori del concilio

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  13. <span>Guardate: un gesuita direttore del centro nazionale di bioetica di Colombia promuove il "matrimonio di prova" e predica l'indisolubilità come "utopia". Non è questo un invito al peccato mortale?</span>
    http://secretummeummihi.blogspot.com/2010/11/para-hacer-un-pais-mejor-sacerdote.html

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  14. segnalo che da tempo sul sito di Aiuto alla Chiesa che soffre (www.acs-italia.glauco.it.) è aperta la sottoscrizione on line per la richiesta di abrogazione della legge pakistana anti blasfemia.
    Finora, purtroppo, non sono state raccolte molte firme 

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  15. E' perché di ciò che accade nell'ordinamento pakistano non ce ne frega niente. A noi interessa l'EUROPA, che non si difende con le chiacchiere sul dialogo, l'accoglienza o la vocazione al martirio dei cristiani europei, né con il senno di poi e le profezie di sciagura, ma combattendo e usando il cervello.

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  16. L'importazione massiccia di immigrati islamici è figlia di una precisa politica di destabilizzazione degli stati nazionali europei decisa in varie sedi proprio dagli angeli custodi di quel "meraviglioso liberismo post-bellico giudeo-americanista". Accettarla come un'ineluttabilità significa avallare al 100% i piani di loggia. Pensaci, quando i maomettani verranno a sgozzare te e la tua famiglia.

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  17. va bene, ma tieni presente che comunque in Pakistan ci sono dei cristiani

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  18. Sarebbe bene che anche i cristiani, almeno a casa loro facessero rispettare il santo Nome di Gesù, non con condanne a morte, ma smettendola di regalare postazioni ai mussulmani, che oggi sepur minoranza dettano legge, nelle scuole, negli ospedali, ovunque nascondendosi dietro la nostra apostasia e debolezza morale. Qui tutto è dovuto a loro prima che ad un cittadino italiano. Primi nelle liste degli asilk,super coccolati nelle scuole dove è ormai categoricamente vietato festeggiare il Natale cristianamente, come se il Natale fosse qualcosa di diverso da ciò che è. Negli ospedali i mussulmani pretendono medici femmine e infermiere femmine per le loro mogli, hanno traduttori, invadono con tutta l'intera famiglia fatta di figli, nonni, zii, sorelle e fratelli le sale d'aspetto e le camere di ospedale, dove mangiano come se fossero a casa loro, mentre i parenti degli italiani vengono cacciati se appena fuori orario osano varcare le degenze. Le nostre scuole elementari sono ormai obbligatoriamente a tempo pieno, perchè i nulla tenenti pakistani mandano i loro 4-5 figli tutti a tempo pieno, nonostante le madri siano a casa, così mense gratuite per loro e noi obbligati a cercare assiduamente una scuola che faccia il tempo normale perchè non vogliamo far crescere i nostri figli come polli d'allevamento dentro gabbie. Gli autobus loro non li pagano per immunità di categoria, noi se ci dimentichiamo l'abbonamento veniamo spennati con multe. Loro sempre primi negli uffici che danno bonus, e non sono nemmeno cittadini italiani, i nostri vecchietti a fare file per un piccolo sconto sul gas. Poi andiamo a casa loro e i guanti che loro usano verso noi non sono quelli di velluto, ma dei bei guantoni da box.                 cosa dire, ce lo meritiamo!

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  19. Vero.
    Ma chi ha VOLUTO questa situazione? chi ha fatto leggi e regolamenti che favoriscono gli immigrati a discapito dei cittadini italiani? Chi, dalla fine degli anni '50  ha fatto sì che ci fosse un crollo della natalità? I mussulmani?

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  20. sicut oliva fructifera12 novembre 2010 10:35

    Di solito non  mi piace cercare il colpevole quando qualcosa non va, tuttavia per un pò di esperienza personale e di apostolato anche coi mussulmani trovo che sia impossibile un dialogo inteso in senso democratico: Al massimo possiamo barattare le mele colle albicocche, cosa che fecero  crociati. Ricordiamo che un buon musulmano non acceterà mai una legge dettata da un "infedele" pertanto non sarà mai un convinto buon cittadino europeo, d'altra parte un buon cittadino europeo non sarà mai accettato e mai potrà diventare un buon musulmano rimanendo tale.
    La Colpa è nostra da tanti punti di vista: 1 I cristiani quasi si vergognano d'essere cristiani, Il termine "dialogo" è termine totlamente equivoco significa tutto quindi nulla. I preti NON difendono la fede, e l'opinione comune nega la realtà. la colpa è nostra: si raccoglie sempre quello che si semina.

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  21. ripeto, io credo davvero che siamo oramai ad un punto di non ritorno. la colpa di tutto è la chiesa conciliare anzi l'anti chiesa conciliare. Quando vedi in diretta da brescia su anno zero del 11.11.10, che il giorno in cui in pakistan veniva condannata a morte una madre di cinque cuccioli solo perchè ha riaffermato la verità sul Cristo e la verità sull'anti-cristo (il maiale della mantagna che andrebbe da lui se non è lui da andare da lei) un uomo vestito da prete cattolico, era lì a solidarizzare con dei pakistani che erano saliti sulla gru a pretendere ciò che la legge di questo stato molliccio sancisce e senza spendere una parola su quei pakistani che quel giorno condannavano a morte una donna cristiana, allora lo sconforto è il solo sentimento che si può prpvare verso gli impostori massonici travestiti da clero cattolico. la colpa è del concilidiabolico, solo se si è orgogliosi della tradizione cattolica si può con orgoglio riaffermare la verità del vangelo e trovare il coraggio non per dare da bere e da mangiare ai seguaci dell'anticristo ma provare a convertirli, il che per loro sarebbe il regalo più gradito

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  22. Ma la pagheranno cara!12 novembre 2010 11:47

    No, le meravigliose politiche dei ministri democristiani, la cui unica strategia per promuovere la famiglia è stata quella di piazzare i propri figli e quelli dei loro amici nei ministeri, nelle università, nella rai e in tutte le altre realtà statali. Il tutto con l'avallo della Chiesa, maestra insuperabile nell'arte della raccomandazione! Questa è la triste realtà con cui chi ama scomodare i giacobini, i comunisti o la massoneria dovrebbe fare i conti. Se giacobini, comunisti e massoni hanno potuto prosperare e imporre la loro cultura laicista, internazionalista, pseudofilantropica all'insegna del deboscio, ciò è stato possibile, almeno in Italia, perché chi doveva vigilare e opporsi non l'ha fatto, essendo troppo impegnato a promuovere il proprio tornaconto personale.

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  23. <span><span>Cristiani ed ebrei “sono fermamente impegnati nella costruzione di ponti di amicizia duratura. Per questo – conclude – desidero riaffermare ancora una volta quanto sia prezioso per la Chiesa il dialogo con gli ebrei. È bene che dove se ne veda l’opportunità si creino possibilità anche pubbliche d’incontro e confronto che favoriscano l’incremento della conoscenza reciproca, della stima vicendevole e della collaborazione”.</span></span>

    Ma a quali ebrei si riferisce? Come è possibile affermare che il giudaismo talmudico sia "fermamente impegnato nella costruzione di ponti di amicizia duratura"? Con chi? Ha letto il Santo Padre la recente dichiarazione di un rabbino secondo cui "l'unico scopo dei non-ebrei è di servire gli ebrei"?
    "Prezioso" il dialogo con questa gente? Con chi considera Gesù  Cristo e la Madonna come sappiamo? E su che bisognerebbe dialogare?
    Ma che dice il Santo Padre?...
    <span><span><span>
    </span></span></span>

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  24. Basta, per favore. Pietà per le nostre orecchie e per i nostri occhi. Non sopportiamo più la solita tiritera. Per favore, cambia musica che quella che ci proponi tu la conosciamo fin troppo bene.

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  25. Meno male che la cosa non riguarda i nostri vescovi, intenti come sono a gestire il potere di poszione e chinare la fronte al cospetto dei fratelli musulmani. Ma sì, tanto la cosa non li tocca direttamente ...

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  26. <span>Il "Dialogo" secondo l´islam... 1.</span>
    <p><span>
    <p><span>2/191</span><span>: ammazzateli ovunque essi s’incontrino! Fateli uscire da dove essi vi hanno cacciato! La persecuzione è più forte della strage. Non combatteteli presso la moschea, a meno che essi ci diano battaglia in quei paraggi: ché se in verità vi attaccano, uccideteli! Questa è la fine degli infedeli. L’incalzare dei termini violenti (ammazzateli, persecuzione, strage, uccideteli e la chiusura) è chiara espressione del disprezzo di Maometto per gli infedeli; il disprezzo è la base della sua dottrina.</span>
    </p><p><span>2/193</span><span>: combatteteli fino a che non vi sia più ribellione, e che la religione sia quella del Dio… L’obiettivo? Costruire l’Islam sulla rovina fisica degli infedeli, non sulla loro libera e volontaria adesione. Nella disposizione c’è un sottofondo imperialistico.</span>
    </p><p><span>4/89</span><span>: vorrebbero far di voi degli infedeli, come loro, vorrebbero che voi vi abbassaste al loro livello. Fate attenzione a non crearvi tra loro degli amici, se prima non emigrano nel sentiero del Dio. Se si girano indietro, prendeteli, fateli morire ammazzati ovunque essi si trovino, e tra loro non cercate né amico né soccorritore. L’islamico che cambia fede è avvertito: sarà ammazzato. La libertà è di scandalo nell’Islam.</span>
    </p><p><span>4/91</span><span>: … Se non si mantengono in neutralità nei vostri riguardi, né vi offrono la pace, né abbassano le armi, assaliteli, ammazzateli là dov’essi si trovano: su di loro vi concediamo pieni poteri. La vita degli infedeli è messa a disposizione degli islamici. Gli islamici possono fare ciò che vogliono degli infedeli: ammazzarli può non essere sufficiente a soddisfarne l’alterigia.</span>
    </p><p><span>5/33</span><span>: quella sarà la ricompensa dovuta a coloro che fanno guerra al Dio e al suo profeta e che ce la mettono tutta per creare disordini sulla terra. Moriranno di morte violenta. Saranno crocefissi. Gli sarà tagliatala una mano, gli sarà amputata la gamba della parte opposta a quella della mano. Saranno cacciati dal loro territorio. Destino crudele! Vergogna qui in terra, castigo tremendo nell’aldilà. Maometto confessa di praticare la tortura e lo scempio dei corpi degli infedeli mentre li ammazza e sollecita gli islamici a fare altrettanto. Immaginate la scena.</span>
    </p></span>
    </p>

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  27. <span>Il "Dialogo" secondo l´islam... 2.</span>

    <p><span>8/7</span><span>: allorquando il Dio vi faceva promessa di concedervi una delle fazioni in arresa voi bramavate di impadronirvi di quella che era disarmata, mentre il Dio intendeva manifestare la verità per mezzo del suo verbo e sterminare gli infedeli fino all’ultimo. Maometto tramite il suo dio sollecita lo sterminio degli infedeli. E’ una ripetizione rafforzativa. Immaginate lo sterminio.</span>
    </p><p><span>8/12</span><span>: … Ecco, sto per lanciare l’angoscia nel cuore degli infedeli. Picchiateli sul collo, picchiateli su tutte le giunture delle dita. Maometto scende nel dettaglio sul tipo di violenza da infliggere agli infedeli: è molto preciso nei comandi.</span>
    </p><p><span>8/17</span><span>: non voi li avete trucidati, è il Dio che li ha uccisi.… Maometto lascia l’omicidio a carico del suo dio, sollevando l’islamico dalla responsabilità dell’azione malvagia. Allah diventa così il Malvagio.</span>
    </p><p><span>8/67</span><span>: non compete ad un inviato catturare prigionieri fino a che non avrà debellato in terra tutti gli infedeli.… Maometto si ripete: non lascia alcuno scampo agli infedeli, che vuole debellati. La ripetizione è</span><span> una conferma e un rafforzamento della disposizione. L’ambizione imperialistica è manifesta.</span>
    </p><p><span>8/71</span><span>: … Su di loro vi ha concesso il Dio potere assoluto.… Disposizione già espressa prima e qui ribadita inequivocabilmente: difficile essere più chiari di così. Il disprezzo islamico per gli infedeli si manifesta pienamente con tutte le sue tragiche conseguenze.</span>
    </p><p><span>9/5</span><span>: terminati che siano i mesi haram, ammazzate i fabbricatori di condivinità dovunque li troviate; catturate, assediate, fateli cadere nelle imboscate. Se si pentono, però, e se pregano, se fanno elemosina, lasciateli liberi di andare per la loro strada.… Maometto lascia all’infedele due sole alternative: la conversione all’islam o la morte. Immaginate come si svolge l’azione.</span>
    </p><p><span>
    </span>
    </p>

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  28. Redazione di Messainlatino.it12 novembre 2010 18:20

    Il dialogo sui diritti umani è opportuno, perfino coi mussulmani.
    E comunque non esclude il dovere di evangelizzare
    Enrico

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  29. se la conoscessi seguiresti i dettami del Santo Padre. O da lui prendi solo ciò che ti garba?

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  30. se la conoscessi seguiresti i dettami del Santo Padre. O da lui prendi solo ciò che ti garba?

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  31. se la conoscessi seguiresti i dettami del Santo Padre. O da lui prendi solo ciò che ti garba?

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  32. se la conoscessi seguiresti i dettami del Santo Padre. O da lui prendi solo ciò che ti garba?

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  33. se la conoscessi seguiresti i dettami del Santo Padre. O da lui prendi solo ciò che ti garba?

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  34. se la conoscessi seguiresti i dettami del Santo Padre. O da lui prendi solo ciò che ti garba?

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  35. se la conoscessi seguiresti i dettami del Santo Padre. O da lui prendi solo ciò che ti garba?

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  36. se la conoscessi seguiresti i dettami del Santo Padre. O da lui prendi solo ciò che ti garba?

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  37. <span><span>Il "Dialogo" secondo Gesù Cristo:</span></span>
    <span><span></span></span>
    <span><span>amate i vostri nemici</span></span>

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  38. Sì, ma la carità gode della verità.
    Proprio la carità impone che il dialogo con chi professa false religioni (quali quelle degli attuali giudei e dei mussulmani) sia finalizzato, anche se comporta rischi, alla loro conversione.
    Ma è questo il fine della Chiesa nata dal Vaticano II?

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  39. Nel Vangelo non trovo la parola "dialogo", o sbaglio?

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  40. <span>o sbaglio?</span>

    <span>Non credo proprio. Del resto, come faceva notare Amerio, nella Scrittura il metodo dell'evangelizzazione era l'insegnamento e non il dialogo, aggiungendo che questo termine non lo si trova nemmeno una volta in tutti i Concilii e in tutte le encicliche papali fino al Vaticano II dove appare per ben 28 volte di cui 12 nel decreto Unitatis redintegratio sull'ecumenismo.</span>

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  41. Bravo.
    Iniziamo da ciò che ci unisce. Per dirla con il VII!
    Matteo

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  42. Sono confuso ma non troppo! Ma sicuramente un tantino Pirla! se non nota la differenza tra uccidere per noia e uccidere in nome di Dio non capisce la differenza tra il nulla e Dio!
    Si tenga il curzio che assomiglia sempre più al maltese!
    MD

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  43. Eh! Già! Il VII è causa di tutto il male!
    Eraclio ...
    MD

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  44. No! ma da cosa parte la conversione se non dal fatto che Cristo andava da tutti e con tutti si soffermava a dialogare?
    Mah! letteralismo protestante?
    MD

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  45. <p><span>Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente...Amerai il prossimo tuo come te stesso»</span><span><span> (Mt 22, 37-39b).</span></span>
    </p><p><span><span>Se ami veramente non devi preoccuparti di nulla, di nulla devi aver paura, perché l’amore non è dell’uomo ma di Dio. Se ami non contesti, non brontoli, non patisci nelle incomprensioni, di nulla ti disgusti, ma la tua vita scorre liscia come il sapone nell’acqua. Se ami,<span>  </span>tutto ciò che fai riesce sempre a perfezione.
    <p><span> </span>
    </p></span></span>

    </p><p><span><span>Amare significa pensar bene degli altri, non giudicare il prossimo, non offenderlo, non procurargli alcun male, non ostacolarlo nel suo bene, non procurargli dolore, non tradirlo, non insultarlo, non condannarlo, non renderlo schiavo della tua passione, non chiacchierare contro di lui, non inventar calunnie, non ammazzare il suo onore, non diffamarlo, non posporlo a te, ma volentieri aiutarlo, soccorrerlo, consigliarlo in bene, difenderlo dal male, fargli la carità </span></span><span>senza che<span>  </span>la<span>  </span>tua<span>  </span>sinistra sappia ciò che fa la tua destra </span><span><span><span>       </span>(cfr. Mt 6,3). </span></span>
    </p><p><span><span>Amico, devi amare i fratelli perché se non ami i fratelli non ami Dio. Devi amarli come te stesso: così raccomanda il massimo Comandamento della carità.
    <p><span> </span>
    </p></span></span>

    </p><p><span>Ubi caritas </span><span><span>et amor</span><span>, <span>Deus ibi est</span></span></span></p>

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  46. <p><span>Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente...Amerai il prossimo tuo come te stesso»</span><span><span> (Mt 22, 37-39b).</span></span>
    </p><p><span><span>Se ami veramente non devi preoccuparti di nulla, di nulla devi aver paura, perché l’amore non è dell’uomo ma di Dio. Se ami non contesti, non brontoli, non patisci nelle incomprensioni, di nulla ti disgusti, ma la tua vita scorre liscia come il sapone nell’acqua. Se ami,<span>  </span>tutto ciò che fai riesce sempre a perfezione. Amare significa pensar bene degli altri, non giudicare il prossimo, non offenderlo, non procurargli alcun male, non ostacolarlo nel suo bene, non procurargli dolore, non tradirlo, non insultarlo, non condannarlo, non renderlo schiavo della tua passione, non chiacchierare contro di lui, non inventar calunnie, non ammazzare il suo onore, non diffamarlo, non posporlo a te, ma volentieri aiutarlo, soccorrerlo, consigliarlo in bene, difenderlo dal male, fargli la carità </span></span><span>senza che<span>  </span>la<span>  </span>tua<span>  </span>sinistra sappia ciò che fa la tua destra </span><span><span><span>       </span>(cfr. Mt 6,3). </span></span>
    </p><p><span><span>Amico, devi amare i fratelli perché se non ami i fratelli non ami Dio. Devi amarli come te stesso: così raccomanda il massimo Comandamento della carità.
    <p><span> </span>
    </p></span></span>

    </p><p><span>Ubi caritas </span><span><span>et amor</span><span>, <span>Deus ibi est</span></span></span></p>

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  47. <p><span>Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente...Amerai il prossimo tuo come te stesso»</span><span><span> (Mt 22, 37-39b).</span></span>
    </p><p><span><span>Se ami veramente non devi preoccuparti di nulla, di nulla devi aver paura, perché l’amore non è dell’uomo ma di Dio. Se ami non contesti, non brontoli, non patisci nelle incomprensioni, di nulla ti disgusti, ma la tua vita scorre liscia come il sapone nell’acqua. Se ami,<span>  </span>tutto ciò che fai riesce sempre a perfezione. Amare significa pensar bene degli altri, non giudicare il prossimo, non offenderlo, non procurargli alcun male, non ostacolarlo nel suo bene, non procurargli dolore, non tradirlo, non insultarlo, non condannarlo, non renderlo schiavo della tua passione, non chiacchierare contro di lui, non inventar calunnie, non ammazzare il suo onore, non diffamarlo, non posporlo a te, ma volentieri aiutarlo, soccorrerlo, consigliarlo in bene, difenderlo dal male, fargli la carità </span></span><span>senza che<span>  </span>la<span>  </span>tua<span>  </span>sinistra sappia ciò che fa la tua destra </span><span><span><span>       </span>(cfr. Mt 6,3). <span>  </span><span>  </span>Amico, devi amare i fratelli, <span> </span>senza SE e senza MA, perché se non ami i fratelli non ami Dio. Devi amarli come te stesso: così raccomanda il massimo Comandamento della carità. <span>  </span></span></span><span>Ubi caritas </span><span><span>et amor</span><span>, <span>Deus ibi est – non c’è amore più grande di chi da la propria vita per i nemici!</span></span></span></p>

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  48. "donna dammi da bere"...

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  49. <p><span>Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente...Amerai il prossimo tuo come te stesso»</span><span><span> (Mt 22, 37-39b).</span></span>
    </p><p><span><span>Se ami veramente non devi preoccuparti di nulla, di nulla devi aver paura, perché l’amore non è dell’uomo ma di Dio. Se ami non contesti, non brontoli, non patisci nelle incomprensioni, di nulla ti disgusti, ma la tua vita scorre liscia come il sapone nell’acqua. Se ami,<span>  </span>tutto ciò che fai riesce sempre a perfezione. Amare significa pensar bene degli altri, non giudicare il prossimo, non offenderlo, non procurargli alcun male, non ostacolarlo nel suo bene, non procurargli dolore, non tradirlo, non insultarlo, non condannarlo, non renderlo schiavo della tua passione, non chiacchierare contro di lui, non inventar calunnie, non ammazzare il suo onore, non diffamarlo, non posporlo a te, ma volentieri aiutarlo, soccorrerlo, consigliarlo in bene, difenderlo dal male, fargli la carità </span></span><span>senza che<span>  </span>la<span>  </span>tua<span>  </span>sinistra sappia ciò che fa la tua destra </span><span><span><span>       </span>(cfr. Mt 6,3). <span>  </span><span>  </span>Amico, devi amare i fratelli, <span> </span>senza SE e senza MA, perché se non ami i fratelli non ami Dio. Devi amarli come te stesso: così raccomanda il massimo Comandamento della carità. <span>  </span></span></span><span>Ubi caritas </span><span><span>et amor</span><span>, <span>Deus ibi est – non c’è amore più grande di chi da la propria vita per i fratelli!</span></span></span></p>

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  50. <p><span>Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente...Amerai il prossimo tuo come te stesso»</span><span><span> (Mt 22, 37-39b).</span></span>
    </p><p><span><span>Se ami veramente non devi preoccuparti di nulla, di nulla devi aver paura, perché l’amore non è dell’uomo ma di Dio. Se ami non contesti, non brontoli, non patisci nelle incomprensioni, di nulla ti disgusti, ma la tua vita scorre liscia come il sapone nell’acqua. Se ami,<span>  </span>tutto ciò che fai riesce sempre a perfezione. Amare significa pensar bene degli altri, non giudicare il prossimo, non offenderlo, non procurargli alcun male, non ostacolarlo nel suo bene, non procurargli dolore, non tradirlo, non insultarlo, non condannarlo, non renderlo schiavo della tua passione, non chiacchierare contro di lui, non inventar calunnie, non ammazzare il suo onore, non diffamarlo, non posporlo a te, ma volentieri aiutarlo, soccorrerlo, consigliarlo in bene, difenderlo dal male, fargli la carità </span></span><span>senza che<span>  </span>la<span>  </span>tua<span>  </span>sinistra sappia ciò che fa la tua destra </span><span><span><span>       </span>(cfr. Mt 6,3). <span>  </span><span>  </span>Amico, devi amare i fratelli, <span> </span>senza SE e senza MA, perché se non ami i fratelli non ami Dio. Devi amarli come te stesso: così raccomanda il massimo Comandamento della carità. <span>  </span></span></span><span>Ubi caritas </span><span><span>et amor</span><span>, <span>Deus ibi est – </span></span><span>non c’è amore più grande di chi da la propria vita per i fratelli!</span><span></span></span>
    </p><p><span><span>Amare Dio con tutto il cuore</span><span>, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici (cfr Mc 12,33) </span></span></p>

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  51. <p><span>Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima, con tutta la tua mente...Amerai il prossimo tuo come te stesso» (Mt 22, 37-39b).</span><span>  </span>
    </p><p><span>Se ami veramente non devi preoccuparti di nulla, di nulla devi aver paura, perché l’amore non è dell’uomo ma di Dio. Se ami non contesti, non brontoli, non patisci nelle incomprensioni, di nulla ti disgusti, ma la tua vita scorre liscia come il sapone nell’acqua. Se ami,<span>  </span>tutto ciò che fai riesce sempre a perfezione. Amare significa pensar bene degli altri, non giudicare il prossimo, non offenderlo, non procurargli alcun male, non ostacolarlo nel suo bene, non procurargli dolore, non tradirlo, non insultarlo, non condannarlo, non renderlo schiavo della tua passione, non chiacchierare contro di lui, non inventar calunnie, non ammazzare il suo onore, non diffamarlo, non posporlo a te, ma volentieri aiutarlo, soccorrerlo, consigliarlo in bene, difenderlo dal male, fargli la carità senza che<span>  </span>la<span>  </span>tua<span>  </span>sinistra sappia ciò che fa la tua destra<span>        </span>(cfr. Mt 6,3).<span>     </span>Amico, devi amare i fratelli,<span>  </span>senza SE e senza MA, perché se non ami i fratelli non ami Dio. Devi amarli come te stesso: così raccomanda il massimo Comandamento della carità.<span>   </span></span><span>Ubi caritas </span><span>et amor, Deus ibi est – </span><span>non c’è amore più grande di chi da la propria vita per i fratelli!</span><span>  </span>
    </p><p><span>Amare Dio con tutto il cuore</span><span>, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici (cfr Mc 12,33)</span><span></span>
    </p><p><span><span>Se uno dicesse: «Io amo Dio», e odiasse il suo fratello, è un mentitore</span><span>. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede.(1Gv 4,20)- </span></span></p>

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