domenica 7 novembre 2010

C’è complotto e complotto. Il cimitero di Praga di Umberto Eco


Vi alleghiamo alcuni estratti della recensione del prof Massimo Introvigne al libro di Umbero Eco “Il cimitero di Praga” (il testo completo lo potete trovare qui nel sito del Cesnur).

Il tema delle teorie del complotto interessa da sempre Umberto Eco, e si ritrova già nel suo romanzo del 1988 Il pendolo di Foucault (Bompiani, Milano). I complottisti del Pendolo di Foucault sono però personaggi storicamente marginali, per quanto pericolosi a se stessi e agli altri. I complotti di quel romanzo iniziano e finiscono nel circolo chiuso della subcultura esoterica, e la loro influenza sulla società e sulla storia è irrilevante. Non così per il nuovo romanzo di Eco Il cimitero di Praga (Bompiani, Milano 2010), che mette insieme quattro complotti – veri o presunti – che hanno avuto una reale influenza sulla storia d’Europa, cucendoli insieme attraverso un unico personaggio, di fantasia, presentato come il protagonista centrale di tutti.
Padre Augustin Barruel S.J. (1741-1820), dapprima gesuita, poi sacerdote secolare dalla soppressione della Compagnia di Gesù del 1773 al 1815, quindi di nuovo gesuita dopo la restaurazione del suo ordine è alle origini delle teorie che attribuiscono a un complotto massonico la Rivoluzione francese. Come ho cercato di mostrare nel mio libro Il simbolo ritrovato (Piemme, Milano 2010) le monumentali Memorie per servire alla storia del giacobinismo di Barruel contengono diversi errori storici, insieme però a osservazioni acute che dimostrano come l’autore non fosse poi quello sciocco che tanta letteratura successiva, e ora anche Eco, ci presentano. Barruel parla di un complotto massonico, non di un complotto ebraico.

[…]

Nonostante qualche errore di dettaglio o licenza poetica – per esempio, la datazione della vicenda Boullan è alterata perché Simonini lo incontri al momento giusto – la storia dei quattro complotti che s’intrecciano nel Cimitero di Praga è ricostruita in modo sostanzialmente esatto. È pero il tono generale del romanzo di Eco che lascia perplessi. Eco, naturalmente, non è Simonini: e Simonini – assassino e ladro, eppure untuoso e bigotto – è così antipatico che nessun lettore rischia d’identificarsi con lui o di farsi convincere dalla sua propaganda antisemita, così palesemente esagerata da sortire semmai l’effetto contrario. Il problema è un altro. Traspare nel romanzo l’idea, che Eco e tutto un ambiente di cui è il campione hanno esposto anche altrove, di una superiorità antropologica del mondo laicista, progressista, illuminato rispetto ai cattolici reazionari e retrivi che si oppongono alla Ragione e al Progresso, di cui il disgustoso Simonini è presentato come il prototipo. Forse, insinua Eco in pagine di un gusto un po’ malsano e torbido, i cattolici ostili alle magnifiche sorti e progressive del secolarismo soffrono di disturbi patologici a sfondo sessuale – Simonini finisce in cura perfino da un dottore di cui storpia il nome in «Froïde» ma che è ovviamente Sigmund Freud (1856-1939) – o sono stati molestati da qualche prete da piccoli, com’è avvenuto appunto al suo protagonista.
Sulle critiche alla massoneria, il romanzo fa di ogni erba un fascio: Papa Leone XIII (1810-1903) e la sua enciclica del 1884 sulla massoneria Humanum genus sono presentati come in qualche modo parte dello stesso anti-massonismo malsano e ridicolo inventato da Taxil. Ma fra i libri dell’impostore francese, dove il diavolo appare nelle logge massoniche in forma di coccodrillo, e la magistrale critica del relativismo filosofico massonico nella Humanum genus corre la stessa differenza che c’è fra la caricatura e la realtà. Né si può obiettare che Leone XIII ricevette e benedisse Taxil, che gli era stato presentato come un buon cattolico: la falsa conversione e le rivelazioni di Taxil sono successive al 1884, data dell’enciclica Humanum genus che all’impostore francese certamente non deve nulla.
Il mondo del Cimitero di Praga è un mondo in bianco e nero, dove i cattolici del secolo XIX – se non sono tutti ingenui nello stesso modo, ed Eco dà atto che alcuni di loro scoprono prima di altri l’inganno di Taxil – sono però sempre chiusi in un orizzonte auto-referenziale, ossessionati dal sesso e dall’antisemitismo e anche, a dirla tutta, un po’ imbecilli. Eco lascia intendere che se non c’è nessun grande complotto universale, ci sono però nella storia continuamente tanti piccoli complotti. La tesi è condivisibile. Ma tra questi complotti dimentica d’indicare – forse perché, in qualche modo, ne fa parte – quello che attraverso un martellamento mediatico di cui la cultura popolare e i romanzi sono parte integrante mira a presentare i cattolici che si oppongono, ieri come oggi, al secolarismo e alla «dittatura del relativismo» laicista come una razza culturalmente inferiore di bigotti e di stolti.

22 commenti:

  1. Di Umberto Eco ho letto un solo romanzo: "Il nome della rosa". Mi è stato sufficiente per comprendere che lo scrittore è un esaltatore del pensiero "debole" secondo il quale non eiste verità certa. Penso che anche tutte le altre produzioni vadano nella stessa linea... a meno che l'autore Umberto Eco abbia un'improbabile conversione!

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  2. Umberto Eco semmai si è "sconvertito", dato che fu dirigente di spicco dell'azione cattolica...ovviamente nulla vieta che si ravveda e lasci la via di perdizione sullla quale è incamminato.
    Peraltro l'uomo Eco è, per chi lo ha conosciuto, egocentrico, pieno di sè, oltremodo spocchioso: che il romanzo sia autobiografico?

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  3. Rafminimi13@libero.it7 novembre 2010 22:09

    Su una cosa, purtroppo, sembra che Eco e Introvigne concordino. Ovvero che i complotti sono un'invenzione per menti contorte e fissate e forse un po' presuntuose. Ebbene, mi presento: Contorto di nome, Fissato di cognome e sono originario di un paese che si chiama Presuntuoso.

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  4. Rafminimi13@libero.it7 novembre 2010 22:11

    Gianni Vanoni, nel suo "Le società segrete dal '600 al '900" (Sansoni Editore-Vanoni è un altro intelletuale, vicino ad Alleanza Cattolica) esprime su Taxil dei giudizi meno categorici di quelli di Introvigne.

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  5. Filippo Burighel7 novembre 2010 22:14

    Io invece, come insegnano i Papi, sono Cristiano di nome e Cattolico di cognome. I complotti, veri o presunti, semplicemente non m'interessano.

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  6. I cristiani hanno una superiorità non so se antropologica ma che viene dall'Alto: sono sopravvissuti a Nerone, alle rivoluzioni degli ultimi trecento anni, stanno soprvvicendo egregiamente al relativismo....sopravviveranno altrettanto bene a Eco già dirigente dell'Azione Cattolica e, forse, terziario francescano in quanto appartenente al Circolo "S. Francesco" dei Padri Cappuccini. Ve lo dice un alessandrino che se lo ritrova tra i piedi ad ogni piè sospinto, quando torna a gustare la "farinata" ed a vedere la "divota cumèdia" di "Gelindo" nella quale peraltro recitò a più riprese.

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  7. Dire como dice il neocons Introvignie che Eco "mira a presentare i cattolici che si oppongono, ieri come oggi, al secolarismo e alla «dittatura del relativismo» laicista come una razza culturalmente inferiore di bigotti e di stolti", no significa che si sbagli: cosa mi dite di gente che di fronte alla sfida della cultura moderna e postmoderna, alla predazzione del pianeta da parte del capitalismo, alla notte della fede dopo Auschwitz, risponde a colpi di giaculatorie, filotee, rosari e fumi di incenso?

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  8. Di chi prega si può solo dire bene.

    Leggete er Catechismo:

    2744 Pregare è una necessità vitale. La prova contraria non è meno convincente: se non ci lasciamo guidare dallo Spirito, ricadiamo sotto la schiavitù del peccato. 210 Come può lo Spirito Santo essere la « nostra vita », se il nostro cuore è lontano da lui?
    « Niente vale quanto la preghiera; essa rende possibile ciò che è impossibile, facile ciò che è difficile. [...] È impossibile che cada in peccato l'uomo che prega ». 211
    « Chi prega, certamente si salva; chi non prega certamente si danna ». 212

    http://www.vatican.va/archive/catechism_it/p4s1c3a2_it.htm

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  9. Rafminimi13@libero.it8 novembre 2010 08:45

    due di cui penso che non si possa dubitare erano proprio "<span>Cristiani di nome e Cattolici di cognome", il Servo di DIO Mons. Jouen (fino alla morte direttore della "Rivista internazionale delle Società Segrete") e Mons. Umberto Benigni, invece ai complotti si interessavano eccome.</span>

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  10. Sergente Rafael Garçia8 novembre 2010 09:24

    Gutta cavet lapidem. In quelli che sono i tempi di DIO, ma il Cuore Immacolato e Addolorato di MARIA TRIONFERà. E, per quel trionfo, le preghiere saranno certamente più utili delle dei comizi infarciti di luoghi comuni a base di doppie ZZeta. Lasciamole a Zorro che, (come proprio Introvigne sosteneva in un articolo del 1999), NON era massone.

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  11. Vanoni è "vicino ad Alleanza Cattolica"? E Introvigne invece no? Non ho letto Vanoni (ma credo sia Vannoni, 2 "n"), ma su Taxil i giudizi possono essere solo categorici, e categoricamente negativi.

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  12. La "predazzione" capitalista del pianeta? Si vede che tra Russia, est-Europa, Cina, sud-est Asiatico, Cuba solo un pezzettino-ino-ino di pianeta è stato vittima di altro tipo di "predazzioni", e sarebbe ora che gli anti-capitalisti prendessero residenza in Birmania. E poi quale "notte della fede dopo Auschiwtz"? Semmai è la notte della fede scesa PRIMA che ha condotto ad Auschwitz (e i gulag etc. etc.)

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  13. Sergente Rafael Garçia8 novembre 2010 11:08

    come fai ad esserne così certo?

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  14. Nobis quoque peccatoribus8 novembre 2010 12:26

    Appare superfluo ricordare che in genere i complotti non vengono stipulati per atto pubblico notarile. Pertanto il tutto va valutato confrntando fatti, rusutati, presupposti ideologici, vantaggi e svantaggi e poi alla fine si vede se...tutto si tiene.
    Ricordo anche davanti alla Corte di Assise Toto' Riina ha dichiarato che la Mafia non esiste. E di tale atteggiamento esistono infinite gradazioni.

    Qaunto alla preghiera, bene ha detto tripparolo e mi limito ad aggiungere che uno dei primi scopi del principe di questo mondo consiste nel convincere i cristiani a non pregare, a non andare a Messa, a non recitare il S. Rosario e non compiere atti di devozione.

    FdS

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  15. Ma perchè siamo sempre "prigionieri" dell'opinione e dell'opera di questi tromboni/baroni che pontificano dalle loro cattedre, dai loro pulpiti redazionali o davanti ad una telecamera? Proprio loro vengono a parlarmi di complotti? Il più grande complotto perpetrato sulle menti di milioni di persone sono loro a compierlo, loro che in qualche modo si sono affibbiati la patente di intellettuali e che in virtù di questo continuano a rompere i c....

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  16. Effettivamente, ritengo che il percorso spirituale di Eco rappresenti la manifestazione tipica di quei frutti che ha fatto germinare negli animi l'Azione Cattolica, dopo la sua massiccia infiltrazione con elementi "democratici cristiani", operata ad arte dall'allora Mons. Montini.
    Non a caso, allorché si accorse dell'avvenuta consumazione di tale disegno - come testimonia nelle sue memorie anche il Prof. Gedda - Pio XII ebbe esplicitamente ad affermare l'assoluta estraneità della linea informatrice di quella associazione rispetto alle intenzioni papali e della Chiesa.

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  17. Filippo Burighel8 novembre 2010 16:51

    Ognuno ha i suoi hobby. Evidentemente avevano molto tempo libero.

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  18. Filippo Burighel8 novembre 2010 17:10

    Infatti non esiste "la Mafia".
    Esiste "COSA NOSTRA", nome dato da Lucky Luciano all'alleanza di bande di gangster americane (non solo italo-americane e comunque non solo siciliane, basti pensare che sia Lucky Luciano che Al Capone erano di origini campane) e che negli anni successivi alla "pulizia" fatta dal fascismo in Sicilia vi si installò con grande successo.
    Addirittura, per l'aiuto dato da affiliati di Cosa Nostra allo sbarco alleato in Sicilia fu proposta una medaglia per Lucky Luciano. La proposta fu regolarmente presentata al Senato americano, che saggiamente la cassò. Credo che una copia di tale proposta si possa recuperare presso la US Library of Congress, per chi fosse interessato.
    Cosa Nostra non definisce sé stessa "Mafia", quindi la Mafia è attualmente un'invenzione giornalistica che i nostri politicanti babbei hanno assunto a dogma di fede e trasformato nell'assurdo paradigma di grande organizzazione criminale col reato di "associazione mafiosa".
    Se può consolare, anche Giovanni Falcone diceva che la Mafia non esiste e che c'è invece Cosa Nostra.

    Magari, tra un Santo Rosario e l'altro (che non fanno male, eh, anzi!), farebbe bene leggere qualcosa di serio sull'argomento, non solo tabroid tipo Corriere (dei Piccoli) della Sera, La Repubblichella 2000 e Il (mis)Fatto Quotidiano...

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  19. Alexander Von Trotta8 novembre 2010 18:47

    Ma mica mi prenderete sul serio l'Umberto Eco, spero! E' un triste relitto di un'epoca triste che fu, i cui libri appartengono al genere commerciale Bruno Vespa (ovvero mattoni che si regalano a Natale a persone che mai li leggeranno, pensando di fare bella figura e di passare per "intellettuali": non è un caso che escano in libreria proprio adesso, eh...).

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  20. Sergente Rafael Garçia8 novembre 2010 19:23

    di Umbeertooooooooo (eco) mi sono piaciuti, a suo tempo, il manuale "Come si fa una tesi di laurea" ed il roamzo la "Misteriosa fiamma della regina Loana", perchè con le illustrazioni degli anni '20, i testi di canzoni d'annata, dal quelle del TRIO LEscano a Giovinezza, da "Pippo non lo sa " a "Mamma" etc. , mi ha trasportato in un'atmosfera favoloso.

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  21. Sergente Rafael Garçia8 novembre 2010 19:24

    ma sai chi furono?

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  22. Nobis quoque peccatoribus9 novembre 2010 01:13

    Fosse solo una questione di "ragione sociale".....come il contagio, non e' sostanza ne' accidenti, quindi non esiste...

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